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“Una bambina di quattro anni morta di malaria in ospedale a Brescia”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

ospedale bresciaUna notizia inquietante su cui si dovrà fare piena luce. Adesso è il momento del dolore e della preghiera, ma poi non si potranno non accendere i riflettori sui rischi dell’immigrazione incontrollata che ha travolto l’Italia negli ultimi anni. Malattie, debellate da decenni, portate nuovamente nel nostro Paese dai migranti provenienti dall’Africa. Nei mesi scorsi avevo già presentato un’interrogazione al ministro Lorenzin per sapere come il governo stava monitorando il rischio di diffusione di malattie infettive collegate al fenomeno migratorio. Si dice che la bimba non sia stata in viaggio all’estero, ma ormai l’estero è qui. I nostri connazionali che emigravano negli Stati Uniti rimanevano per quaranta giorni a Long Island in quarantena, in Italia non si fanno neanche controlli ed esami del sangue per verificare rischi di malattie. Il ministro della Salute è gravemente colpevole di aver omesso i controlli per evitare il rischio di casi simili e per questo farebbe bene a rassegnare le dimissioni”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

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Il 16 dicembre il Ventennale si conclude con il premio a Paolo Brambilla

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2016

visita-mattarellaBrescia 16 dicembre 2016 alle 15.30 Auditorium Santa Giulia, in via Piamarta 4. Vent’anni di ricerca con un impegno ben preciso: offrire agli ultimi tra tutti i malati le cure più eccellenti, come faceva San Giovanni di Dio, che inventò l’ospedale moderno proprio partendo dall’assistenza ai malati psichici nella Spagna del ‘500. Con la consapevolezza di aver centrato quest’obiettivo, il Centro San Giovanni Di Dio – Fatebenefratelli di Brescia concluderà le celebrazioni del suo Ventennale con un grande evento, di riflessione e di festa. L’evento si svolge con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Brescia. Il 2016 è stato un anno normale ed eccezionale per l’Irccs: normale perché sono proseguite e si sono sviluppate le attività scientifiche nel campo della psichiatria e della cura delle demenze, eccezionale per i momenti celebrativi di questo ventesimo anniversario, che cade il 19 dicembre quando l’istituto Sacro Cuore di Gesù divenne un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Con la firma del decreto del ministro della Sanità Rosy Bindi nasceva il primo – e tuttora unico – Irccs specializzato nella riabilitazione psichiatrica e nella riabilitazione della malattia di Alzheimer. Quella data è stata festeggiata quest’anno con un ricco programma di iniziative scientifiche e culturali, culminate nella duplice visita del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (11 luglio) e del presidente della repubblica Sergio Mattarella (6 settembre). Per coronare quest’anno si è voluto creare un evento che permettesse di riflettere sul ruolo dell’Istituto nella ricerca internazionale e nella vita della comunità bresciana e premiare un ricercatore che, partito dall’Irccs, si è distinto a livello internazionale. Nel corso della cerimonia verrà quindi premiato il professor Paolo Brambilla, che oggi è Professore Associato di Psichiatria all’Università di Milano e opera anche presso l’University of Texas di Houston (Usa).Oggi l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, di proprietà e gestito dalla provincia Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli, si compone di diverse realtà: le comunità psichiatriche, due centri diurni, un ospedale che dispone di una unità operativa di psichiatria riabilitativa e di una unità operativa per la riabilitazione dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, ambulatori di geriatria, neurologia e psichiatria e una macroattività ambulatoriale. Fondato nel 1882 come Istituto Sacro Cuore di Gesù, in base a un lascito destinato alla cura dei malati “alienati”, nel 1978, con la riforma psichiatrica, attraversò un profondo cambiamento, caratterizzato da uno sforzo importante nella formazione degli operatori, dal rinnovamento degli edifici e dall’attivazione di progetti sperimentali, tra l’altro entrando in un progetto pilota della regione Lombardia per lo studio dell’Alzheimer. In quegli anni iniziava anche la proiezione internazionale nella ricerca scientifica, che portò l’istituto ad attivare numerose collaborazioni con altri enti ospedalieri e di ricerca scientifica, italiani e stranieri, e che condusse, vent’anni or sono, al riconoscimento dell’IRCCS.Ogni anno il Fatebenefratelli di Brescia cura oltre 6.000 pazienti negli ambulatori, gestisce 10visita-mattarella1 unità di ricerca (Genetica, Marcatori molecolari, Neurofisiologia, Neuropsicologia, Psichiatria, Psichiatria epidemiologica e valutativa, Psichiatria biologica, Riabilitazione Alzheimer, Neuroimmagine e Epidemiologia Alzheimer) e 5 servizi di ricerca (Clinical trials, Biobanca, Bioetica, Statistica e Biblioteca scientifica). Lo staff è composto da un centinaio di ricercatori sotto la guida del direttore scientifico professor Stefano Cappa. L’IRCCS è un centro leader nella ricerca in psichiatria e demenze ed è una realtà scientifica ed ospedaliera internazionale che fa dell’integrazione tra clinica e scienza il suo punto di forza. «Come voleva san Giovanni di Dio – spiega il direttore generale fra Marco Fabello – investiamo risorse ed energie per garantire le migliori terapie ai poveri ammalati, perché fare loro del bene è fare del bene a tutta la società». Concetti scolpiti nella Carta d’Identità dell’ordine ospedaliero: «Il nostro apporto alla società sarà credibile nella misura in cui sapremo incarnare i progressi della tecnica e l’evoluzione delle scienze” (pagina 81). Quello bresciano è stato il primo IRCCS in Italia ad essere accreditato dalla prestigiosa Joint Commission International, che tuttora ne certifica l’elevata qualità. Il Servizio di Formazione è accreditato ISO ed è riconosciuto dal ministero della Salute. (visita mattarella)

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La Chiesa italiana istituisce un tavolo per la psichiatria

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

ospedale bresciaBrescia. Lo scopo è quello di «attivare spazi di riflessione e di confronto, iniziative informative e formative, nonché possibili iniziative operative». L’ha annunciato stamane all’Irccs Fatebenefratelli di Brescia il direttore della pastorale della salute della conferenza episcopale, don Carmine Arice, nell’ambito del convegno europeo di pastorale della salute, promosso dai Fatebenefratelli in occasione del XX anniversario dell’Irccs e dedicato alle malattie neurodegenerative. Il sacerdote ha puntualizzato che il gruppo di lavoro, che attualmente è coordinato dagli psichiatri Giovanni Battista Tura e Tonino Cantelmi sarà un organismo composto da professionisti e si porrà l’obiettivo, recita il documento istitutivo, «di dare alla dimensione della malattia psichica una lettura che vada oltre la convenzionale prospettiva nosografia e tecnica» e che «recuperi la sua essenza primaria, vale a dire l’impatto di tutta la persona con una esperienza che lo pervade in tutte le proprie espressioni». Non è secondaria la nota che prosegue nell’illustrare le ragioni per cui nasce il tavolo: «il disagio psichico nelle ordinarie prassi assistenziali e di cura non trova sempre una giusta accoglienza e le giuste attenzioni». Anzi, la gestione della salute mentale «presenta una lentezza evolutiva che non corrisponde sempre alla puntuale risposta di vecchi e nuovi bisogni, relegando tale problematica in aree marginali». L’esigenza di un gruppo di lavoro emerge dunque da un’analisi che evidenzia un deficit, che al convegno europeo è stato evidenziato da tutti i relatori e che investe la stessa comunità ecclesiale, come ha ammesso anche il superiore provinciale dei Fatebenefratelli, Massimo Villa e come ha puntualizzato lo stesso Arice: «lo stigma attraversa anche le nostre comunità, come tutta la società, e come Chiesa non stiamo proponendo una risposta efficace, se vogliamo veramente essere una Chiesa inclusiva come ci chiede il Papa. E’ necessario superare l’abitudine alla denuncia e alle statistiche, dobbiamo dare carne agli slogan, perché, come dice la Evangeii Gaudium, la realtà è più importante dell’idea e non basta affermare che la diversità è una sfida, bisogna cogliere questa sfida». Quanto sia impegnativa tale sfida l’hanno evidenziato al convegno – introdotto dal direttore generale dell’Irccs fra Marco Fabello – le testimonianze di padre José Manuel Pereira de Almeida, responsabile della pastorale della salute per la Chiesa portoghese («Cambiare mentalità e modo di operare, come ci chiede il Santo Padre, non è facile e noi per prima cosa abbiamo cercato di lavorare pastoralmente in rete e imparare dagli altri, modificare il senso della costruzione comune: invece di applicare modelli e principi dall’alto oggi partiamo dalla realtà di ogni parrocchia, di ogni unità pastorale, di ciascuno dei centri di salute, degli ospedali, e tentiamo di coglierne le necessità oggettive: sentire la gente, spendere tempo con loro, capire i suoi desideri. Un altro passo importante è sostituire l’impegno del singolo con uno stile collaborativo») e padre Jesus Martinez Carracedo, responsabile per la Chiesa spagnola («Abbiamo un’emergenza suicidi e sono i vecchi che rappresentano il numero più elevato di vittime: è la solitudine ad uccidere e per invertire la tendenza occorre lavorare sul senso del vivere nelle parrocchie, dove si concentra la metà degli anziani spagnoli»). Nel pomeriggio, i manager dell’Irccs Fatebenefratelli si sono confrontati sulla declinazione della visione pastorale nell’attività dell’Istituto.

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