Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘ospedale’

L’ospedale del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

È stato presentato questa mattina, nell’ambito della manifestazione “Forum della Salute” in corso a Firenze, l’Ospedale del Futuro. Il progetto, realizzato da Hospital Consulting – società leader nel mercato sanitario e ambientale – in collaborazione con CSPE – Centro Studi Progettazione Edilizia – e Teorema Holding, vuole ridisegnare il modo di pensare ma soprattutto di vivere la vita ospedaliera. Lo sviluppo tecnologico e scientifico impone di adeguare le nostre strutture mediche, che in Italia tra pubblico e privato superano le mille unità con una media di 3,6 posti letto ogni 1.000 abitanti (Fonte: Ministero Salute), per renderle al passo con le esigenze non solo dei pazienti ma anche degli operatori, attraverso un lavoro attento sull’utilizzo degli spazi.
“Il concetto dell’ospedale del futuro – dichiara Marisa Giampaoli, Amministratore Delegato e Presidente Hospital Consulting – parte dall’idea che un’organizzazione sanitaria non può più non tenere conto della necessità di avere una struttura flessibile, che tenga conto delle esigenze sanitarie e delle innovazione tecnologiche che variano velocemente nel tempo. Il modello che si propone composto di moduli funzionali e funzionanti si presta ad adeguarsi alle esigenze della cliente sanitario secondo una logica di partnership “win-win”.”Fruibilità della struttura, flessibilità organizzativa degli spazi interni e bassi costi di gestione sono i punti cardine alla base di questo nuovo progetto pensato per proporre una soluzione concreta, tanto per le opere pubbliche quanto per quelle private, che nei prossimi anni saranno chiamate a effettuare lavori di adeguamento e ristrutturazione. Questo “blue print” potrà essere utilizzato da clienti pubblici e privati che vorranno affrontare la propria innovazione. “Ottimizzare gli spazi in maniera appropriata – aggiunge Giampaoli – servirà per: gli operatori sanitari, che ad oggi affrontano lunghe camminate nei corridoi ospedalieri per raggiungere il paziente, organizzare la struttura con moduli che possano cambiare la propria utilità a seconda delle esigenze del momento e, infine, garantire un costo sostenibile e quindi una struttura architettonico-impiantistica in cui lo spazio non sia mai sovrabbondante o sovrastimato rispetto ai reali fabbisogni di utilizzo e alla corretta organizzazione del lavoro.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La dietista dell’ospedale Fatebenefratelli di Erba conferma la pericolosità delle bevande zuccherate

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Il consumo di bibite, sia zuccherate sia con dolcificanti ipocalorici, può essere collegato a maggior rischio di morte per tutte le cause. Lo conferma la dietista dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Tiziana Casati, commentando lo studio condotto dallo IARC e pubblicato da JAMA Internal Medicine. Secondo lo studio, rispetto a un basso consumo (meno di un bicchiere al mese), coloro che riferiscono di berne 2 o più bicchieri al dì hanno un rischio di morte dell’8% maggiore per le bibite zuccherate e del 26% maggiore per quelle con dolcificanti artificiali. «Numerosi studi hanno ampiamento dimostrato l’esistenza di un’associazione tra l’aumentato consumo di bevande zuccherate e malattie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie delle arterie coronariche – spiega Casati -. Classificate nella categoria di “unhealthy food” sono alimenti a basso valore nutrizionale, a basso potere saziante, ma con un elevato apporto di zuccheri semplici che inducono una risposta insulinica immediata in riferimento all’alto indice glicemico, ossia la capacità ad un rapido alzamento dei valori di glicemia. L’importanza di questo indicatore, a fronte di numerose evidenze scientifiche, mostra come una scelta alimentare che ne evidenzi il dato scientifico, sia necessaria nella prevenzione di malattie dismetaboliche correlate. Allo scopo di promuovere uno stile alimentare corretto e salutare, i carboidrati dovrebbero rappresentare dal 55 al 60% delle calorie totali giornaliere, nella maggioranza zuccheri complessi (cereali e derivati), di cui non più del 10% di zuccheri semplici (compreso fruttosio della frutta). Con il consumo giornaliero di bevande zuccherine si incrementa sensibilmente questa quota, senza un valore nutrizionale appropriato e raccomandato, come invece la frutta con il suo contenuto in fibra idrosolubile». L’OMS raccomanda di sfavorire il consumo di alimenti ad alto contenuto calorico, tra cui bibite e in generale bevande con elevati zuccheri aggiunti, come prevenzione al sovrappeso, obesità e patologie correlate. Casati sottolinea che «da anni si è intensificata la produzione di soft drink, edulcorati con sostanze ipocaloriche o non caloriche, sia naturali che di sintesi chimica, privi o quasi di potere calorico, considerati sicuri dall’Autorità Europea, ma le prove scientifiche risultano ancora limitate e l’uso indiscriminato risulta inopportuno. Tuttavia la tendenza attuale è di utilizzare aromi naturali per le bibite, con un incremento richiesto per gli aromi bio, sweet enhancer, ossia aromi in grado di dare una sensazione di dolcezza, così di poter ridurre la percentuale dello zucchero o dolcificante richiesto, lasciando la percezione del “dolce” il più possibile uguale al prodotto originale».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar ottiene il riconoscimento di IRCCS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (in provincia di Verona) ha appena ottenuto dal Ministero della Salute il riconoscimento di IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) nella disciplina “malattie infettive e tropicali”.
È il secondo ospedale in Italia ad ottenere il riconoscimento per questa disciplina, dopo lo Spallanzani di Roma. Alla guida del Dipartimento di malattie infettive e tropicali è Zeno Bisoffi, professore associato all’Università di Verona, già presidente della Società italiana di Medicina tropicale e della Federazione delle società europee di medicina tropicale e Salute internazionale.
L’Ospedale di Negrar si riconferma così punto di riferimento, fra l’altro, nello studio sulla malaria e i virus trasmessi da zanzare, problema quest’ultimo che si ripropone come ogni anno in questi mesi e “sul quale il nostro centro è attivo da oltre una decina d’anni”, spiega il professor Bisoffi. “La nostra Unità Operativa, assieme allo Zooprofilattico delle Venezie e all’Istituto di Microbiologia dell’Università di Padova, ha collaborato con la Regione del Veneto per creare un modello di riferimento di sorveglianza integrata, monitoraggio e controllo delle infezioni da virus trasmessi dalle zanzare come Dengue, Chikungunya e West Nile, cause ormai ben note di febbre durante la stagione calda”.
Le patologie trasmesse dalla zanzara tigre e dalla zanzara Culex, come febbri emorragiche e malattie neuro-invasive, oltre che la diffusione di questi insetti endemici alcuni da molti anni in varie zone d’Italia, sono costantemente monitorate e l’Unità Operativa del Sacro Cuore è coordinatore scientifico del progetto di sorveglianza epidemiologica delle “febbri estive” per il quale il Veneto è regione pilota. “Vale la pena sottolineare che il problema è assolutamente sotto controllo ed eventuali eccessivi allarmi non sono assolutamente giustificati” rassicura il Prof. Bisoffi che spiega: “Dal 2010 alcune centinaia di persone con febbre durante la stagione estiva sono state sottoposte a test, il che ha permesso di identificare tempestivamente i casi positivi e effettuare le conseguenti misure di controllo degli insetti vettori quando necessario” con azioni di disinfestazione.L’Unità Operativa di Malattie Infettive e Tropicali di Negrar raccoglie probabilmente la più ampia casistica nazionale nell’ambito delle malattie tropicali e parassitarie. Oltre alla malaria e alle infezioni trasmesse da zanzare, altre principali aree di ricerca e di cura sono la co-morbilità in malattie infettive e la strongiloidosi, patologia parassitaria riemergente e presente anche in Italia sebbene spesso misconosciuta: è causata dal nematode Strongyloides stercoralis, i pazienti sono in gran parte persone anziane che si sono infettate, magari in gioventù o da bambini, camminando in campagna a piedi scalzi, o toccando con le mani terriccio contaminato. Il sintomo più frequente è un prurito generalizzato e molto intenso, ma possono esserci anche lesioni varie sulla pelle (da grattamento e non), dolori addominali ricorrenti e a volte crisi asmatiche. La malattia può diventare rapidamente grave e mortale in caso di immunodepressione, ad esempio in soggetti trattati con cortisone o con farmaci anti-rigetto nel caso di trapianto. Le ricerche coordinate dall’équipe di Negrar hanno permesso di evidenziare la probabile presenza di migliaia di soggetti anziani portatori (quasi sempre del tutto ignari) dell’infezione nelle sole regioni dell’Italia del Nord.
Altro settore di ricerca e cura sono altre cosiddette Neglected Tropical Diseases, cioè, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie tropicali dimenticate perché a lungo trascurate dalla ricerca e dalla sanità pubblica. Colpiscono soprattutto soggetti provenienti da Paesi a basso reddito, della fascia tropicale-subtropicale, ma non solo, come ad esempio la malattia di Chagas, una parassitosi che interessa soprattutto la popolazione di origine sudamericana, o la schistosomiasi, infezione causata da parassiti trematodi diffusa in molte aree tropicali, che in fase acuta può colpire anche il viaggiatore che ha fatto incautamente bagni in acqua dolce in Paesi endemici.
Nessuna di queste malattie è direttamente contagiosa, ma ciascuna può rappresentare un problema clinico potenzialmente molto grave quando non mortale per le persone che, il più delle volte inconsapevolmente, ne sono affette.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Azienda Ospedaliera di Padova è riconosciuta Centro di Eccellenza di Chirurgia Bariatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

In occasione dell’VIII Congresso IFSO-European Chapter, tenutosi recentemente ad Atene, la Week Surgery dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha ricevuto l’Accreditamento Internazionale come Centro di Eccellenza di Chirurgia Bariatrica. Importante punto di riferimento a livello territoriale, come Centro Hub per la cura e il trattamento dell’obesità, nell’ambito della Rete Regionale Veneta, l’Unità Week Surgery diretta dal Dott. Mirto Foletto dal 2013 (in foto a destra) si avvale della collaborazione di altri due Dirigenti Medici (Dott. Roberto Nistri e Dott. Luca Prevedello) e dei Medici in formazione Specialistica della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università di Padova.
Ogni anno, il Centro eroga circa 300 interventi di chirurgia bariatrica tra cui: Bendaggio Gastrico, Sleeve Gastrectomy, Bypass gastrico, Mini-Bypass Gastrico, Diversione biliopancreatica con “switch” duodenale al fine di garantire al paziente un approccio chirurgico il più possibile personalizzato. Qui vengono assicurate tutte le tecniche chirurgiche riconosciute dalle linee guida italiane e internazionali. Peculiarità del Centro è l’approfondito studio pre-operatorio del paziente obeso che comprende, oltre alla valutazione specialistica, chirurgica e medica, un pattern di esami ematochimici volti a indagare l’assetto metabolico ed endocrinologico, una valutazione dietistica con visite periodiche e un moderno approccio psicologico con la somministrazione di test.La Week Surgery è inserita all’interno del percorso clinico-assistenziale del paziente obeso dell’Azienda Ospedaliera di Padova, a cui afferiscono altre unità operative che si occupano della diagnostica, del trattamento medico e chirurgico del paziente in sovrappeso: Medicina Interna ad indirizzo endocrinologico, Nutrizione Clinica, Psicologia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Ospedale Amico dei Bambini”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Como L’ospedale Sacra Famiglia di Erba (Como) è stato certificato dall’UNICEF “Ospedale Amico dei Bambini” per la promozione, la protezione e il sostegno dell’allattamento. Il riconoscimento è stato consegnato al superiore provinciale dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio, fra Massimo Villa, dalla Presidente del Comitato UNICEF Como Manuela Bovolenta nell’ambito di una solenne cerimonia che si è tenuta oggi 13 aprile presso l’ospedale classificato.
Oggi l’Ospedale Sacra Famiglia è un punto nascita di primo livello: assicura la presenza 24 ore su 24 del personale medico (Ginecologico, Pediatrico ed Anestesiologico) dando la possibilità di accogliere nati dalla 34ª settimana di gestazione con un peso alla nascita superiore ai 1800 g. Nell’anno 2017 l’ospedale Sacra Famiglia ha registrato 715 nati. Questo dato risulta stabile rispetto all’anno precedente ed è significativo nel panorama demografico della provincia di Como, dove si è assistito ad un calo di nascite del 10 % rispetto al 2016. Sempre nell’anno 2017, il tasso di incidenza di parto operativo vaginale (ventosa) è stato del 6,4% e quello di taglio cesareo del 14,8%. Quest’ultimo dato conferma il pieno rispetto delle buone pratiche ostetriche richieste dall’OMS e colloca questo ospedale classificato tra i più virtuosi della Regione Lombardia.L’ Ospedale Sacra Famiglia era già stato riconosciuto nel 2009 dall’UNICEF come “Ospedale Amico dei Bambini”. Il raggiungimento di quel riconoscimento è stato al tempo stesso un punto di arrivo e di partenza, ponendo l’obiettivo di mantenere nel tempo gli standard UNICEF/OMS. Il percorso verso il nuovo riconoscimento ha richiesto impegno e sinergie ancora maggiori, portando nel novembre 2017 alla riconferma di questo nosocomio che, a tutt’oggi, rappresenta l’unica eccellenza in Lombardia riconosciuta dall’UNICEF.In questi anni, all’Ospedale Sacra Famiglia il tasso di allattamento al seno si è mantenuto superiore all’80%: un risultato che esprime la volontà degli operatori di offrire un’assistenza basata sulle buone pratiche e sul rispetto della fisiologia per la mamma e per il neonato. Non va dimenticato che nel 2017 il blocco parto è stato dotato di una Sala operatoria ostetrica dedicata, nel rispetto del decreto Stato – Regioni. Quest’ultima, unitamente alla nuova Isola Neonatale, permette di gestire l’evento nascita con la maggior sicurezza possibile.
Nell’ottica di offrire un percorso nascita attento all’accompagnamento di madre e bambino, oggi l’Ospedale di Erba offre percorsi assistenziali a sostegno della fisiologia e il più possibile attenti alle richieste emergenti attraverso il Corso di accompagnamento alla nascita sostenuto dal personale ostetrico con l’intervento dell’anestesista e del pediatra, un Ambulatorio della Gravidanza Fisiologica attuato dalle Ostetriche, un ambulatorio della patologia della gravidanza, un ambulatorio per la diagnosi prenatale (Traslucenza Nucale più Duo-Test), un Ambulatorio di Ecografia Ostetrica di II livello, un Ambulatorio del neonato attuato dal personale della Sezione neonatale a sostegno dell’allattamento dopo la dimissione, un Ambulatorio del follow-up per neonati non fisiologici, un percorso di Sostegno alla Genitorialità sostenuto da diverse figure professionali (ostetriche, ginecologi, pediatri, assistenti sociali, Servizio Tutela Minori del territorio), un Ambulatorio dei disturbi della nutrizione pediatrica e un Ambulatorio di gastroenterologia pediatrica.
L’iniziativa internazionale “Baby Friendly Hospital – Ospedale Amico dei Bambini” è stata lanciata nel 1991 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) per assicurare che tutti gli ospedali accolgano nel miglior modo possibile i bambini neonati e che divengano centri di sostegno per l’allattamento materno. Un Ospedale Amico compie una trasformazione dell’assistenza a mamme e bambini nel proprio punto nascita, applicando i “Dieci passi per la promozione, la protezione ed il sostegno dell’allattamento materno”.In Italia sono attualmente riconosciuti 26 ospedali che, con le 7 Comunità Amiche dei Bambini e i 3 Corsi di Laurea Amico dell’Allattamento, formano il programma UNICEF: Insieme per l’Allattamento.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

E’ morto Fabrizio Frizzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

La sua morte ha colto tutti di sorpresa. E’ deceduto, all’età di 60 anni, questa notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma colpito da una grave emorragia cerebrale. Lascia un grande vuoto non solo tra i suoi cari dalla moglie Carlotta, alla figlia Stella, al fratello Fabio ma per tutto il mondo dello spettacolo e al suo grande pubblico che lo seguiva con una forte carica di simpatia nella sua trasmissione “L’Eredità”. Già mesi fa era stato colto da malore e a lungo ricoverato in ospedale. Aveva da poco ripreso il suo impegno in Rai e un po’ tutti noi avevamo tirato un sospiro di sollievo.
Tra i molti che hanno fatto pervenire il loro cordoglio in redazione riprendiamo quanto ci ha scritto il senatore Ignazio La Russa: “Con la scomparsa di Fabrizio Frizzi se ne va non solo un grande artista che per anni ha tenuto compagnia a milioni di italiani ma anche e soprattutto, una grande persona. Ricordo ancora il suo entusiasmo quando, da ministro della Difesa, chiesi proprio a lui e a Rita dalla Chiesa, di condurre le celebrazioni per il 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Alla sua famiglia e ai suoi cari vanno le mie sincere condoglianze”.
E la Rai così commenta la notizia: “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano”. Poche ma significative parole che riempiono i nostri cuori di commosso ricordo e di grande affettuosa vicinanza associandoci a quanti gli sono stati al suo fianco nella vita familiare e di artista. Ciao Fabrizio.
I funerali si terranno mercoledì 28 marzo alle 12 nella chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma e la camera ardente è stata allestita a partire da domani presso la sede della Rai in viale Mazzini.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ospedale San Carlo di Nancy: personale in stato di agitazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Roma. Si fa sempre più dura la vertenza dei lavoratori dell’Ospedale San Carlo di Nancy. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale, Fp-Cgil Roma e Lazio Cisl-Fp Roma Capitale Rieti e Uil-Fpl Roma e Lazio insieme alle Rappresentanze sindacali aziendali, hanno infatti chiesto la convocazione urgente al Ministero del lavoro. “Occorrono soluzioni alla grave carenza di personale nei reparti di degenza, nei servizi, nelle sale operatorie, nei reparti di terapia intensiva e nel pronto soccorso dell’Ospedale” denunciano le organizzazioni sindacali in una nota. “Carenze che mettono a rischio i percorsi di cura e assistenza e che riguardano tutti i profili” proseguono le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil. “A partire dal personale infermieristico, continuamente spostato di reparto per sopperire alle emergenze e spesso spedito nelle aree critiche senza opportuna formazione, con conseguente riduzione dei Livelli minimi di assistenza previsti dalla Legge. Così come avviene per il personale ausiliario e per gli Oss, ormai ridotti all’osso tanto da rendere impossibile garantire tutte le funzioni previste e finendo per gravare sulle attività lavorative dell’infermiere di turno. O per gli amministrativi, costretti a svolgere continuamente lavoro straordinario”. “Per questo dopo 8 mesi di tentativi che si sono inesorabilmente scontrati con l’assoluta chiusura dei vertici dell’Ospedale, abbiamo scritto al Ministero del lavoro per chiedere una convocazione urgente”, concludono le tre sigle sindacali. “E non ci fermeremo finché non avremo trovato una soluzione condivisa che garantisca i lavoratori e la qualità dei servizi alla salute”.
L’Ospedale San Carlo di Nancy, nato nel 1932, sorge sulla Via Aurelia a poca distanza dalla Città del Vaticano.La struttura ospedaliera, classificata ospedale generale di zona sin dal settembre del 1976, è in grado di assistere circa 14mila pazienti l’anno in regime di ricovero ordinario .
Negli ultimi anni, il complesso ospedaliero ha subito una profonda riconfigurazione, caratterizzandosi progressivamente in senso specialistico e trovando una sua identità come ospedale prevalentemente chirurgico, con una forte vocazione oncologica e un consistente rafforzamento di tutta l’area dell’emergenza sanitaria. L’Ospedale San Carlo di Nancy eroga le proprie prestazioni in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale della Regione Lazio sia per le attività di ricovero che per quelle ambulatoriali e di pronto soccorso.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In Campania Università e scuole di specializzazione di chirurgia da anni senza ferri chirurgici

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

ospedale-di-Cava-de-Tirreni“All’ospedale di Cava de’ Tirreni mancano da anni i ferri chirurgici per la sala operatoria”: la denuncia arriva dai consiglieri comunali di Fratelli di Italia, Clelia Ferrara e Renato Aliberti, che riportano l’inquietudine dei medici cavesi . Da quasi due anni infatti e nonostante siano state espletate tutte le procedure di gara la sala operatoria del reparto di chirurgia generale e d’urgenza e’ ancora sprovvista di ferri chirurgici”.”Siamo alla situazione paradossale – spiegano i due esponenti di Fratelli di Italia – che i medici dell’ospedale di Cava per non interrompere l’attività operatoria siano costretti ad utilizzare i ferri chirurgici personali che iniziano peraltro ad essere usarati “.
“E se questa è la condizione delle sale operatorie delle Università che dovrebbero essere poli di ricerca ed eccellenza figuriamoci in quali condizioni versano gli ospedali di frontiera” commentano i due politici salernitani. “I responsabili di tale ennesima vergogna della sanità in Campania hanno un nome e cognome: il direttore generale dell’azienda ospedaliera Ruggi D’Aragona Nicola Cantone e il commissario Vincenzo De Luca che continuano a gestire il comparto senza sradicare le ottiche clientelari , abbandonando invece i tanti operatori che ,tra mille difficoltà e l’indifferenza dei potenti ,provano a rispondere alle richieste di assistenza dei cittadini” – il Sindaco Servalli batta un colpo per dire che è ancora alla guida della città e si unisca alla nostra protesta” concludono i due consiglieri cavesi.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Monza: Far west tangenti nella Sanità lombarda

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

regione lombardiaMilano. “Dopo le tangenti sulle dentiere arrivano quelle sulle protesi ortopediche; sono anni che ripetiamo che non esistono controlli sufficienti nella Sanità Lombarda e che chiediamo una verifica a tappeto su anomalie arcinote. Siamo riusciti a inserire nella legge sull’evoluzione del sistema sanitario lombardo l’Agenzia dei controlli ma evidentemente un sistema di controlli efficaci a prevenire queste speculazioni indegne sulla pelle di malati indifesi non c’è. Maroni e la sua Giunta continuano a vantare un sistema eccellente che però fa acqua da molte parti, la direzione della struttura accreditata prende le distanze dai medici accusati ma intanto pare che a centinaia di pazienti siano state impiantate protesi di qualità scarsa pagate dal sistema sanitario pubblico. Altro che eccellenza, il sistema sanitario lombardo ha bisogno di intensificare i controlli e i dipendenti che denunciano fattacci del genere devono essere ascoltati dalle direzioni e tutelati”, così Paola Macchi e Dario Violi, consiglieri regionali del M5S Lombardia.
“Se le persone continuano a vedere che succedono fatti del genere non c’è poi da stupirsi che perdano fiducia anche in medici che lavorano coscienziosamente e onestamente, è quindi un dovere preciso della Regione prevedere i controlli rigorosi per evitare una perdita di credibilità dei medici e delle cure che vengono prestate. A pagarne le conseguenze sono sempre i cittadini che si vedono curati male, a costi maggiori e secondo interessi dei fornitori e dei medici corrotti che partecipano al giro di mazzette. Ancora una volta è grazie a un dipendente, e non all’agenzia regionale dei controlli di Maroni, che lo scandalo è emerso. Da questo punto di vista, oltre a chiedere controlli a tappeto nella Sanità Lombarda, chiederemo un rafforzamento delle tutele per i dipendenti di enti pubblici che denunciano queste porcate”, concludono i portavoce del M5S.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sclerodermia: ospedale di Bergamo apre centro specialistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo. Nasce al Papa Giovanni XXIII “Scleroderma Unit”, centro dedicato alla diagnosi e alla cura della sclerodermia. L’attivazione è arrivata nei giorni scorsi grazie al contributo dell’associazione GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia Onlus. L’ambulatorio ultra-specialistico, grazie al suo approccio multidisciplinare, rappresenta il solo punto di riferimento per questa rara malattia a livello provinciale, il quinto a livello regionale.Si tratta della formalizzazione di un’attività che la Reumatologia del Papa Giovanni sta portando avanti da diverso tempo. Sono oltre 200 i casi di Sclerodermia già presi in carico negli ambulatori e nel day-hospital di Reumatologia.La Sclerodermia (denominata anche Sclerosi sistemica progressiva) è una malattia infiammatoria sistemica del tessuto connettivo, caratterizzata da una sofferenza vascolare, prevalentemente del microcircolo capillare, e da accumulo di collagene (fibrosi) a carico della cute e in alcuni casi di vari organi/apparati (cuore, polmone, apparato gastroenterico, articolazioni, muscoli). Il sintomo di esordio è rappresentato, nella maggior parte dei casi, dal Fenomeno di Raynaud o “sindrome delle mani bianche”, con o senza dolore articolare. Il fenomeno di Raynaud è scatenato dal freddo e dalle variazioni di temperatura e colpisce le estremità delle mani e dei piedi. La reale diffusione della malattia non è precisamente definita; colpisce soggetti di tutte le età, esordisce più frequentemente tra i 20 e i 40 anni, sono maggiormente colpite le donne (nei diversi studi il rapporto femmine /maschi varia da 4/1 a 15/1). In mancanza di un registro epidemiologico si stima che in Italia colpisca circa 25.000 persone. Grazie alle nuove possibilità di cura, oggi è possibile, soprattutto in caso di diagnosi precoce, migliorare sensibilmente la qualità della vita e la prognosi di questi pazienti. La collaborazione con GILS fa seguito al progetto già avviato per la gestione e la cura delle donne con malattie reumatiche autoimmuni in gravidanza all’Ospedale Papa Giovanni XXIII e che sarà rinnovato per il triennio 2018-2020. Un progetto che ha visto la collaborazione tra l’ASST Papa Giovanni XXIII, con la Medicina interna diretta da Antonio Luca Brucato e la Reumatologia di Massimiliano Limonta, e le tre associazioni GILS, Alomar – Associazione Lombarda Malati Reumatici e LES – Gruppo Italiano per la Lotta contro il Lupus Eritematoso Sistemico Onlus. Lo ha sottolineato Carla Garbagnati Crosti, presidente di GILS: “Proprio da quella buona collaborazione è nata l’idea di aggiungere, alle dieci strutture già presenti a livello nazionale, una struttura anche a Bergamo. L’obiettivo è quello di mettere al centro il paziente. Per questo chiediamo a tutte le Scleroderma Unit che aderiscono alla rete di GILS di rispettare alcuni criteri da noi fissati: lavoro in rete con gli altri specialisti, continuo aggiornamento da parte dei reumatologi e degli immunologi, possibilità per il paziente di partecipare a studi clinici e trattamenti innovativi. Bergamo risponde a questi requisiti”. Ben radicate nel mondo anglosassone e statunitense, le Scleroderma Unit stentano a diffondersi in Italia proprio per la rarità di casi di sclerosi sistemica accertati. Quella nata al Papa Giovanni XXIII è la quarta struttura di questo tipo in Regione Lombardia, dopo quelle del Policlinico San Matteo di Pavia, dell’IRCCS Policlinico di Milano e dell’ASST Ovest Milanese – Legnano.“L’aspetto interessante offerto ora ai pazienti è la possibilità di mettere in rete le conoscenze con le altre strutture, grazie al nuovo centro appena creato. Si tratta di un valore aggiunto essenziale per una malattia autoimmune con interessamento multiorgano – ha spiegato Massimiliano Limonta, direttore della Reumatologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Nel nostro ospedale il reumatologo segue il paziente e coordina il percorso diagnostico/terapeutico ottimale in stretta collaborazione con tutti gli specialisti coinvolti nella diagnosi e nel trattamento delle complicanze di questa patologia”.
La filosofia di fondo delle Scleroderma Unit è proprio quella di assistere il malato a 360 gradi. Una filosofia che si sposa alla perfezione con la mission di un grande ospedale generalista come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che favorisce l’approccio globale multidisciplinare nei percorsi di cura e follow-up. “Siamo convinti che una struttura sanitaria completa come la nostra offra diverse opportunità in più ai malati di sclerodermia – ha dichiarato Carlo Nicora, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo -. Ringrazio l’associazione GILS, una delle associazioni che ci hanno aiutato in passato in un progetto innovativo con la Medicina interna e la Reumatologia, in un’ottica coerente con una delle nostre specialità: la salute della madre e del bambino. Questa collaborazione ora aiuterà la nostra Reumatologia a offrire ai malati di sclerodermia una diagnosi precisa e precoce e le migliori cure perché appropriate, efficaci e continue”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un italiano su tre ha la pressione alta

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

pressione arteriosaBrescia, 16 gennaio 2017 – L’ipertensione rappresenta oggi uno dei maggiori rischi di mortalità cardiovascolare. Un italiano su tre ha livelli elevati di pressione, una situazione che ha implicazioni non soltanto mediche ma anche sociali ed economici. E’ questo il messaggio di Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Medicina della Azienda Spedali Civili di Brescia e Presidente della ESH, European Society of Hypertension, in apertura del congresso dal titolo “ESH update on hypertension and cardiovascular protection”, promosso a Brescia dalla Fondazione Internazionale Menarini e di cui Agabiti Rosei è presidente.
«Stiamo parlando di una condizione che interessa l’apparato cardiovascolare che può portare a gravi conseguenze soprattutto a carico di arterie, cuore, rene e cervello. Si calcola che nel mondo provochi ogni anno oltre otto milioni di decessi. La Società Europea di Ipertensione è molto attenta a questo scenario ed è impegnata al miglioramento del controllo della pressione tra la popolazione generale. Uno degli strumenti principali è l’informazione, sia dei cittadini sia dei medici. E tra gli appuntamenti principali di quest’anno si segnala appunto il congresso di Brescia». Tra i temi principali, il miglior trattamento per ridurre il rischio cardiovascolare, l’analisi di nuovi fattori di rischio, l’associazione tra problemi cardiovascolari e altre condizioni, l’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, la differenza di trattamento tra uomini e donne.
«Le donne non percepiscono le malattie cardiovascolari come un importante problema di salute, nonostante sia evidente che le donne sono a maggior rischio rispetto agli uomini di morire per malattie del cuore associate a problemi di pressione» avverte Maria Lorenza Muiesan, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università di Brescia. «Una corretta strategia di prevenzione dovrebbe prevedere una maggiore conoscenza dei diversi fattori di rischio nella donna, come per esempio l’ipertensione in gravidanza e la presenza concomitante di malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso. Il sesso femminile rappresenta uno dei principali fattori associati a una maggiore prevalenza di “ipertensione da camice bianco”, caratterizzata da un aumento stabile dei valori pressori quando misurati in ambiente clinico e dalla pressoché completa normalizzazione dei valori pressori quando misurati al di fuori del contesto clinico. In ultimo non va dimenticato la progressiva perdita del fattore protettivo esercitato dagli ormoni femminili, riduzione che si verifica in post-menopausa con la riduzione degli estrogeni». Un’altra situazione in cui l’ipertensione può creare problemi è la gravidanza.
«L’ipertensione è presente in circa una gravidanza su dieci» conferma Renata Cifkova, del Centro per la Prevenzione Cardiovascolare all’Università di Praga, Repubblica Ceca.
«E’ importante distinguere i casi in cui la donna è già ipertesa prima della gravidanza, oppure se è proprio la gravidanza a indurre ipertensione (la cosiddetta ipertensione gestazione). Le linee guida della Società Europea di Ipertensione raccomandano il trattamento farmacologico nelle donne gravide se la pressione è superiore a 150 mmHg, mentre il trattamento antipertensivo deve iniziare già con un livello di 140 mmHg se la donna soffre di ipertensione gestazionale. Le donne con alto o moderato rischio di pre-eclampsia dovrebbero assumere 75 mg di aspirina ogni giorno nelle dodici settimane prima del parto. Donne che presentano ipertensione nella loro prima gravidanza hanno un rischio maggiore nella gravidanza successiva. Più precocemente si manifesta l’ipertensione nella prima gravidanza e più elevato è il rischio che l’ipertensione di manifesti nella seconda gravidanza. Le donne che sviluppano ipertensione gestazione o pre-eclampsia hanno un rischio più elevato di ipertensione, ictus e infarto in futuro. Per queste donne è raccomandato uno stile di vita sano e un controllo periodico, preferibilmente annuale, per misurare la pressione e tenere sotto controllo altri fattori metabolici».
Agabiti Rosei, infine, si sofferma sull’articolato problema della scarsa aderenza alla terapia. «È un aspetto che va affrontato sotto molti aspetti. La relazione medico-paziente non può essere limitata da tempi troppo stretti e richiede una precisa motivazione del curante. Il sistema deve poi favorire l’uso appropriato dei farmaci e se possibile risolvere i vari problemi economici e organizzativi. Spesso tutto ciò non basta e allora dovranno essere cercati sistemi più incisivi per favorire l’assunzione delle terapie in modo regolare, per esempio con l’aiuto, in vari modi, della telemedicina. C’è poi la semplificazione della terapia, in particolare con la riduzione del numero di compresse da assumere».
Una posizione condivisa anche da Michel Burnier, del Servizio di Nefrologia e Ipertensione dell’Università di Losanna, Svizzera. «Oggi la gestione clinica dell’ipertensione raccomanda un corretto stile di vita, con consigli che riguardano la perdita di peso, una minore assunzione di sale, maggiore esercizio fisico, cui si associa l’assunzione di farmaci per ridurre la pressione arteriosa» commenta Burnier. «Però l’aderenza del paziente alle indicazioni del medico rappresenta il maggiore determinante nel successo terapeutico, e i cambiamenti nello stile di vita necessitano di una perseveranza a lungo termine per essere efficaci. Allo stesso tempo, anche la terapia va seguita scrupolosamente, mentre secondo diverse ricerche i pazienti che smettono di assumere i farmaci rappresentano una percentuale molto alta. Ciò è dovuto al fatto che l’ipertensione è spesso asintomatica, ma anche perché i pazienti sono frequentemente affetti da più patologie e costretti ad assumere molti farmaci. Da questo punto di vista la disponibilità di farmaci in associazione contro l’ipertensione, e quindi poter assumere una sola compressa, può rappresentare un’arma in più per invogliare il paziente a proseguire la terapia».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aleppo: Nonostante l’embargo continuiamo a curare tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

aleppoAleppo. Il Prof. Emile Katti, Direttore dell’Ospedale La Speranza (AL Rajaa) di Aleppo (Siria), cristiano, lavora con uno staff di circa 70 medici, la maggior parte dei quali musulmani. La struttura è un modello di collaborazione fra professionisti di diverse fedi ed etnie, e anche per questo rappresenta un fattore di speranza per il futuro della nazione. Alessandro Monteduro, Direttore di ACS-Italia, lo ha incontrato nella sede romana della Fondazione pontificia. “Nella parte occidentale di Aleppo attualmente c’è carenza di elettricità ed acqua. Quest’ultima arriva ogni 10 giorni circa, anche se la costruzione di 130 pozzi da parte dello Stato ha permesso di evitare gli effetti dell’embargo. Gli ospedali pubblici funzionano, e ad essi se ne aggiungono altri 5 privati, con una disponibilità di 50-80 letti per ognuno. La sicurezza purtroppo non c’è: nei giorni scorsi, ad esempio, in quest’area sono cadute una ventina di bombe di mortaio. E le bombe non distinguono fra religione ed etnia….”. Katti ha parlato in particolare della parte ovest della città, perché “i media occidentali si concentrano sulla zona Est di Aleppo, sottovalutando le difficoltà della parte occidentale. C’è disinformazione, perché le bombe di mortaio e i missili arrivano anche su di noi.”. In qualità di direttore di una struttura sanitaria ha fatto notare che “l’embargo pone problemi per i rifornimenti di materiale necessario a fronteggiare l’emergenza umanitaria. Farmaci e altri prodotti destinati al settore sanitario provengono da nazioni che non aderiscono all’embargo. Quando la situazione lo permette noi continuiamo a curare non solo i feriti a causa del conflitto, ma anche i malati cronici, senza badare al credo e all’etnia. Ma il rifornimento è comunque difficile, per cui faccio appello ai decisori politici, che debbono essere solidali con la popolazione!”. Le comunità islamica e cristiana, nella quotidianità, prosegue il medico siriano “hanno sempre collaborato pacificamente, per cui non si può dire che il conflitto sia nato da contrasti fra appartenenti a religioni diverse. La guerra è stata causata da attori esteri, i quali, per interesse, hanno creato divisioni fra le diverse componenti della società siriana.”. E in merito alle soluzioni per il futuro della nazione l’opinione di Katti è chiara: “tutte le comunità, indipendentemente dalla religione e dall’etnia, debbono godere gli stessi diritti per una pacifica convivenza. Vogliamo uno Stato che garantisca alle minoranze il diritto di esistere. Il Presidente Assad è stato legalmente eletto e, per quanto riguarda le prossime elezioni, deve essere il popolo siriano a decidere, non altre nazioni.”. Rivolgendosi ai cattolici italiani, ha concluso il medico, “chiedo preghiere per il popolo siriano e solidarietà, che si può dimostrare finanziando i progetti sostenuti dalla Chiesa.”. (foto: aleppo)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bombardato ospedale in Yemen: proviamo enorme rabbia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2016

ospedale bombardatoMedici senza frontiere ci informano: “Sabato scorso, l’ospedale che supportiamo ad Haydan ha ricevuto 28 bambini feriti e 10 morti, dopo un attacco aereo che ha colpito una scuola. Tutti avevano tra i 6 e i 15 anni.Due giorni dopo, il 15 agosto alle 15.45, una bomba è caduta sull’ospedale supportato da MSF ad Abs, nella parte nord-occidentale del Paese. Proviamo enorme rabbia perchè l’attacco aereo ha ucciso 14 persone, tra cui un membro del nostro staff, e ne ha ferite almeno 24 nel posto in cui dovevano essere più al sicuro.In Yemen, le persone continuano a essere uccise e ferite mentre cercano di essere curate. Abbiamo subito quattro attacchi in meno di 12 mesi. È inaccettabile!Al momento del bombardamento, nell’ospedale c’erano 23 pazienti in chirurgia, 25 nel reparto di maternità – tra cui 13 neonati – e 12 in pediatria. (foto: ospedale bombardato)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bombe su un ospedale di Medici senza Frontiere in Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

Maria Pilar Perèz AspaMacerata. Un nuovo attacco contro un ospedale in Siria miete ancora vittime tra i medici e i pazienti. Un ospedale sostenuto da Medici Senza Frontiere (Msf), partner del Macerata Opera Festival, centro di riferimento specializzato in pediatria che forniva cure mediche essenziali a circa 70.000 persone nella città siriana di Millis, nella provincia di Idlib. Sabato 6 agosto è stato distrutto, quattro membri dello staff dell’ospedale e altre nove persone – tra cui cinque bambini e due donne – sono stati uccisi nei due attacchi aerei che hanno centrato direttamente l’ospedale e nei due attacchi che hanno colpito le vicinanze dell’edificio. Altri sei membri dello staff sono rimasti feriti.È sempre maggiore l’intensità del conflitto nella zona che ha distrutto la maggior parte dell’edificio: la sala operatoria, l’unità di terapia intensiva, il reparto di pediatria e circa l’80 per cento dei dispositivi medici, le ambulanze e il generatore.
Macerata Opera Festival esprime tutta la solidarietà al Partner Medici senza Frontiere per il grave attacco subito e fa appello al pubblico del Festival perché doni in questa ultima settimana a favore dell’organizzazione umanitaria Premio Nobel per la Pace. È possibile farlo liberamente in occasione di ogni serata e spettacolo del Festival, all’ingresso dello Sferisterio durante le Opere, e infine sarà possibile farlo giovedì 11 agosto partecipando allo spettacolo Medea, a favore di MSF. Per ogni biglietto acquistato saranno devoluti 2€ alla campagna Milioni di Passi. (foto: Maria Pilar Perèz Aspa)

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ospedale G. Eastman: ennesimo impegno non rispettato dalla Regione Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Mag 2016

Ospedale G. EastmangAncora una volta la riorganizzazione della rete sanitaria laziale si realizza con un taglio ai servizi di assistenza ai cittadini. Proprio ora, la chiusura dei posti letto nell’Ospedale G. Eastman da parte della Direzione Aziendale del Policlinico Umberto I.
La chiusura della degenza comporta una conseguente riduzione dei servizi come la pre -ospedalizzazione e l’attività di camera operatoria. L’Ospedale G. Eastman dal 1 gennaio 2016 è stato trasferito alle dipendenze del l’ Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I. In quella occasione, proprio per garantire tutte le attività assistenziali che venivano svolte all’interno dell’Ospedale G. Eastman, già centro di eccellenza Odontoiatrico della Regione Lazio, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra la stessa Regione Lazio, le direzioni Aziendali (Policlinico Umberto I e ex ASL Roma A) e le Organizzazioni Sindacali.
Ad oggi appare evidente che lo stesso protocollo è stato disatteso dalla Direzione Aziendale del Policlinico ed anche dalla Regione Lazio che è deputata a vigilare sulla riorganizzazione della rete assistenziale stabilita all’interno dei piani operativi 2014/2016.
E’ evidente, che gli annunci dello stesso Presidente della Regione Lazio, nei quali si dichiara una più efficace ed efficiente sanità laziale, basata sulla riorganizzazione della rete assistenziale, sono rivolti solamente ai tagli dei servizi ai cittadini.
Siamo fortemente preoccupati per la cittadinanza della capitale e di tutti gli utenti che si rivolgono ad un polo di eccellenza, che da oggi, non vengono più garantite le principali attività di assistenza. Gli slogan e le inaugurazioni servono a poco quando vediamo che si chiudono intere attività assistenziali. Chiediamo interventi rapidi concreti da parte del Presidente della Regione Lazio.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La persona con diabete in ospedale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

diabete_21-300x224Ricoverata spesso per patologie diverse dalla loro condizione, le persone con diabete non sempre ricevono un’attenzione ottimale alla loro patologia di base. Questo si può tradurre in un cattivo compenso glicemico, che ha un impatto negativo sull’esito del ricovero, quando non in picchi di glicemia verso l’alto o vero il basso (crisi ipoglicemiche). I diabetologi attirano l’attenzione su questo aspetto poco conosciuto che riguarda non meno di 700 mila persone con diabete ricoverate ogni anno negli ospedali italiani. Sarebbe auspicabile offrire loro una consulenza diabetologica per ottimizzare la terapia alla luce delle condizioni che hanno generato il ricovero, per mettere a punto una terapia già non ottimale, sospendendo farmaci inutili e magari pericolosi, ma anche per inquadrare da zero un paziente al quale viene fatta diagnosi di diabete proprio in occasione del ricovero. Oltre a migliorare la gestione clinica dei pazienti, una ottimizzazione della terapia anti-diabetica durante il ricovero contribuisce ad abbreviarne la durata. E una giornata in meno di ricovero si traduce in 750 euro risparmiati che, moltiplicati per tutti i ricoveri riguardanti persone con diabete potrebbe generare risparmi fino a 1 miliardo di euro.A questo argomento gli esperti della SID hanno dedicato un volumetto di taglio pratico, ‘La gestione della persona con diabete ricoverata per altra patologia’, curato da Daniela Bruttomesso e Laura Sciacca, indirizzato ai medici di altre specialità e nel quale vengono affrontati vari aspetti riguardanti il ricovero di una persona con diabete: dal ruolo del medico a quello dell’infermiere, dall’importanza della dieta a quella della giusta terapia, ai controlli della glicemia.
Quanti sono i ricoveri delle persone con diabete. Le persone con diabete si ricoverano in ospedale molto più spesso rispetto a chi non presenta questa condizione, come dimostrano i dati dell’Osservatorio ARNO Diabete. Nel 2014 i tassi dei ricoveri ordinari per qualsiasi causa sono stati 277 contro 159/100.000, rispettivamente tra le persone con diabete e senza questa patologia.
Circa 1,2 milioni dei circa 6,5 milioni di ricoveri ospedalieri nel 2014 sono stati a carico di persone con diabete. Nel 2014 il 17% circa dei diabetici italiani è stato ricoverato almeno una volta (in media 1,7 volte) e il 5% ha fatto un ricovero in Day Hospital. In pratica ogni anno sono circa 700 mila le persone con diabete che vengono ricoverate in ospedale per qualsiasi motivo.
Insomma negli ospedali italiani, così come in quelli di tutto il mondo non è raro incontrare persone con diabete, ricoverati spesso per condizioni del tutto estranee alla loro patologia. La causa del ricovero è attribuibile a scompenso glicemico in meno del 2% dei casi, mentre nel 9% circa dei casi il ricovero delle persone con diabete è legato a danno d’organo (complicanze croniche della malattia o comorbidità). Le cause più frequenti di ricovero nei diabetici sono invece patologie cardiovascolari (20%), in particolare scompenso cardiaco e l’insufficienza respiratoria, che genera tassi di ricovero doppi tra i diabetici che tra i non diabetici.La durata della degenza nei diabetici è inoltre in genere più lunga che nei non diabetici (in media 12,1 contro 11,2 giorni), probabilmente anche per una non ottimale gestione del diabete che richiede attenzione a vari aspetti: alimentazione, uso ottimale della terapia insulinica, possibili controindicazioni temporanee o permanenti all’uso di farmaci anti-iperglicemizzanti, possibili interazioni con i farmaci per la patologia che ha portato al ricovero, eventuali procedure diagnostiche e/o terapeutiche che influenzano lo schema terapeutico, misurazioni della glicemia nei modi e nei tempi appropriati, gestione corretta di eventuali episodi di ipoglicemia.Fondamentale per migliorare la gestione delle persone con diabete durante il ricovero è che venga richiesta una tempestiva consulenza diabetologica per adeguare la terapia, anche perché peggiore è il compenso glicemico, peggiore sarà l’esito del ricovero. A volte è necessario passare alla terapia con insulina e al momento della dimissione il paziente dovrà ricevere adeguate ‘istruzioni per l’uso’ sulla sua nuova terapia (impiego di siringhe o penne, monitoraggio glicemico, riconoscimento e correzione dell’ipoglicemia). In alcune realtà (Germania, Francia, UK, USA, raramente in Italia) la persona con diabete che viene ricoverata viene segnalata alla struttura di diabetologia dai medici del Pronto Soccorso o del reparto dove viene ricoverata. In questo caso il centro diabetologico esegue una presa in carico immediata e fino al momento della dimissione.
Migliorare l’assistenza alle persone con diabete, ricoverate in ospedale per altra patologia, è anche uno degli obiettivi del Piano Nazionale sulla Malattia Diabetica del Ministero della Salute e presenta importanti risvolti economici. “Ridurre di un giorno la degenza del singolo paziente si traduce nel risparmio di € 750 euro. Calcolando il numero di ricoveri nelle persone con diabete in Italia (1,2 milioni per anno), la riduzione di un giorno di degenza in tutte le persone con diabete si tradurrebbe in un risparmio di quasi 1 miliardo di euro ogni anno. Una somma ingente che potrebbe essere utilizzata magari anche per assumere alcune centinaia di diabetologi e per rendere in questo modo più incisiva la cura delle circa 700.000 persone con diabete che ogni anno in Italia si ricoverano in ospedale per altra patologia”

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

GVN Zika task force

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2016

Ospedale Spallanzani, RomaRoma Ospedale Spallanzani. Il Global Virus Network- GVN, in rappresentanza di 35 centri di eccellenza distribuiti in 26 nazioni, composta da esperti virologi di fama internazionale, al fine di dare risposte adeguate ai problemi legati ai nuovi virus, ha annunciato la formazione del GVN Zika task force, presieduta da Scott Weaver, co-presidente per il GVN Chikungunya Task force e direttore della University of Institute del Texas Medical Branch per le infezioni umane e immunità.Il GVN Zika Task force è destinato a crescere per affrontare l’urgente necessità di mettere in rete e condividere informazioni e ricerca a livello internazionale. L’annuncio è stato dato ieri da Robert Gallo, co-fondatore del GVN e presidente del Leadership Comitato Scientifico del GVN e José Esparza, presidente della GVN.
Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, già membro attivo del Global Virus Network, è stato chiamato a fare parte della Zika Task Force come rappresentante esperto italiano: “Siamo contenti – dichiara Ippolito – di mettere al servizio le nostre conoscenze nella risposta internazionale alla pandemia. Il nostro Istituto ha avviato un progetto di collaborazione con i colleghi della Slovenia e del Brasile per studiare la patogenesi dell’infezione da virus Zika: non vediamo l’ora di condividere le nostre scoperte con gli altri membri della GVN Task Force “. Marta Branca, Commissario straordinario dell’INMI Spallanzani ha così commentato: “ Sono onorata che il nostro Istituto ancora una volta si attesti una risorsa a livello mondiale per le malattie infettive. Auguro a tutto il gruppo buon lavoro”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Donati dall’Italia a ospedale militare 216 kit di pronto soccorso medico

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

unifilBEIRUT.– In occasione della giornata conclusiva del primo corso svolto ”a domicilio” dalla MIBIL, presso l’Ospedale militare in Beirut, denominato “TCCCP” (Tactical Combat Casualty Care Provider), l’ambasciatore d’Italia in Libano, Massimo Marotti, ha donato all’esercito libanese 216 kit spalleggiabili di pronto soccorso medico, acquisiti con fondi del Ministero degli Esteri e della Cooperazione. Alla cerimonia hanno partecipato l’Addetto per la Difesa, generale Pietro Luigi Monteduro, il comandante della MIBIL, colonello Andrea Monti e, per la parte libanese, il generale Kiriejan, il direttore dell’Addestramento, generale. Dureid Zahreddine e altri alti ufficiali dello Stato Maggiore.
Marotti ha evidenziato come questa donazione, così come la missione MIBIL, confermi la vicinanza dell’Italia al Libano, al servizio della crescita e della stabilità di uno dei paesi più importanti per il controllo delle crisi ai confini dell’Italia e dell’Unione Europea, mettendo a sistema i tradizionali strumenti diplomatici e della Cooperazione Internazionale, con le eccellenze della Difesa e delle Forze Armate italiane, rappresentando un successo del sistema Italia. Il corso TCCCP, specificatamente sollecitato dalle Forze Armate libanesi, è stato indirizzato all’aggiornamento delle conoscenze mediche di pronto soccorso sul campo di battaglia del personale sanitario della controparte libanese, ed è stato il primo ad essere stato condotto ‘a domicilio’ nell’ambito delle attività della MIBIL. Sviluppato in linea con gli attuali standard formativi internazionali, il corso è stato condotto da istruttori appartenenti alla Scuola di Sanità dell’esercito Italiano.
La missione MIBIL, missione nazionale bilaterale, opera nel contesto generale delle iniziative connesse all’”International Support Group for Lebanon”, facente capo alle Nazioni Unite, operando nello specifico settore della formazione del personale delle forze di sicurezza, attraverso lo sviluppo di programmi di insegnamento e di formazione di livello avanzato, sia in Libano che in Italia. (foto unifil)

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Batteri patogeni in ospedale

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

batteri patogeniI batteri patogeni possono provocare gravi conseguenze sulla salute dei pazienti negli ospedali. “E’ stato fatto tutto il possibile in termini di prevenzione a Brindisi?” dice Mario Pinca, AD di Copma, fornitore italiano di punta nei servizi sanitari. Pinca fa la sua affermazione a seguito della decisione di un pubblico ministero di aprire una inchiesta sulla morte di 19 pazienti presso l’Ospedale Perrino di Brindisi la scorsa settimana. “Più di 25,000 cittadini muoiono ogni anno in Europe a causa della crescente resistenza agli antimicrobici esistenti; e tra l’8% ed il 12% dei pazienti negli ospedali dell’UE soffre di eventi avversi, almeno la metà dei quali potrebbero essere evitati.” “Sembra che i decessi possano essere collegati al batterio Klebisella nella sua forma multiresistente. Occorre attendere i risultati dell’inchiesta; ma ciò che possiamo dire, è che è possibile ridurre il rischio di trasmissione di infezioni nosocomiali (HAI) affrontando con decisione il problema dell’igiene negli ospedali attraverso un’azione multidisciplinare; con l’innovativo sistema di igiene PCHS a base di batteri probiotici si possono efficacemente contrastare i batteri potenzialmente patogeni. Pinca si riferisce ad un recente studio di La Fauci V et al., pubblicato sulla rivista J Microb Biochem Technol 2015, ultimo di una serie di importanti pubblicazioni scientifiche internazionali. Lo studio è intitolato ‘Un approccio innovativo alla sanificazione degli ospedali attraverso l’uso dei probiotici: Prove In Vitro sul campo ’ che conferma come le infezioni ospedaliere continuino ad essere un problema sanitario enorme a cui nessuna struttura, pubblica o privata, è immune.“Affrontare questa sfida globale richiede un’azione locale ed Europea. I metodi di igiene tradizionali non sono sufficientemente efficaci,” dice Pinca. Quello che dimostra lo studio di La Fauci è che: “La sanificazione ambientale è una parte essenziale ed efficace dei programmi per prevenire e controllare le infezioni ospedaliere.” La Fauci afferma che: “Le procedure di sanificazione in ospedale, combinate con la profilassi antibiotici per I pazienti, sono progettate per ridurre e prevenire la proliferazione dei microrganismi. Nonostante ciò, le infezioni nosocomiali continuano ad essere un problema, anche in ospedali dove vengono adottate procedure di sanificazione meticolose.” “L’importanza delle superfici inanimate come sorgente di patogeni nosocomiali è stata riconosciuta da tempo… ma i metodi di sanificazione più comuni comportano l’uso di disinfettanti chimici … [ma] questi non sono senza svantaggi: 1) la limitata efficacia dei biocide nel tempo (normalmente 20-30 minuti dopo l’applicazione, dopo la quale i microrganismi si moltiplicano esponenzialmente); 2) la proprietà dei microrganismi di mutare annullando così la capacità biocida; 3)l’aumentato inquinamento naturale derivante dall’uso massiccio di sostanze chimiche che si possono accumulare e persistere nel tempo.”“La moderna ‘prima linea di difesa’ potrebbe essere il Sistema PCHS” dice Alberto Rodolfi, Presidente di Copma. “Quello che sappiamo da approfondite ricerche e da consolidata esperienza operativa, è che con il Sistema PCHS migliora significativamente il livello di igiene negli ambienti ospedalieri e si riduce la presenza di agenti patogeni.” “La ricerca di La Fauci’s indica l’efficacia del Sistema PCHS e l’azione dei ‘Batteri Probiotici ’,” dice Rodolfi. “La loro ricerca accresce la nostra comprensione di come le spore di Bacillus spp lavorino in maniera efficace. I batteri Probiotici sono considerati microrganismi innocui, ma più importante, al contrario dei disinfettanti, non agiscono da biocidi. Ciò significa che i batteri probiotici possono colonizzare le superfici sulle quali sono applicati secondo il protocollo PCHS, limitando efficacemente la proliferazione e la sopravvivenza di altri tipi di batteri, inclusi i germi, attraverso un processo di ‘esclusione competitiva’.” Lo studio di La Fauci segnala che: “I probiotici sono ecologici, facili da usare e biodegradabili. Essi rendono l’ambiente igienicamente stabile e sono in grado di sopravvivere e colonizzare superfici non biologiche, combattendo la proliferazione di altri batteri. In questo studio… condotto tramite il Sistema Probiotico di Pulizia ed Igiene (PCHS) presso il laboratorio dell’Unità Operativa Cardiologica per l’Igiene Ospedaliera dell’Ospedale Universitario di Messina sia in vitro che sul campo.. è stato anche rilevato che funzionano bene su superfici in ambiente ospedaliero che sono soggette a ricontaminazione regolare … I Probiotici sono quindi prodotti innovativi efficaci per la sanificazione dell’ambiente ospedaliero e costituiscono una valida alternativa “verde” ai disinfettanti chimici utilizzati fino ad ora. “Ciò che significa,” dice Rodolfi, “è che l’assistenza sanitaria europea può essere rivoluzionata con un semplice cambiamento della politica dell’igiene. La terribile scala di morte all’ospedale Perrino di Brindisi, se dimostrato essere causato dall’ igiene ospedaliera, sarà semplicemente la punta di un iceberg. E ‘ora che i governi europei agiscano per fermare la resistenza antimicrobica e per rendere i nostri ospedali centri di cura sicuri e sani per l’ambiente, non per il contagio.”

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Regina Elena ottiene certificazione europea dall’Organization of European Cancer Institutes (OECI)

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

istituto regina elenaL’Istituto Regina Elena, unico IRCCS oncologico della Regione Lazio, ha ottenuto un importantissimo riconoscimento di qualità: la certificazione di Comprehensive Cancer Center dall’’Organization of European Cancer Institutes (OECI).Tale specifica certificazione (la massima su quattro livelli) è stata attribuita soltanto a 13 centri in tutta Europa. L’OECI ha lo scopo di promuovere i migliori modelli in oncologia e sviluppare soluzioni organizzative e scientifiche concrete, per combattere efficacemente il cancro, ma anche per migliorare le azioni di prevenzione e ridurre l’incidenza e la mortalità per tumore assicurando una migliore qualità di vita ai pazienti. L’Organizzazione ha elaborato un sistema di accreditamento all’eccellenza specialistica, attualmente unico al mondo per l’oncologia, allo scopo di fornire ai malati oncologici in Europa un accesso equo e omogeneo alle cure e di aiutare gli istituti oncologici europei a introdurre e seguire un sistema di miglioramento continuo della qualità per le cure oncologiche utilizzando gli standard OECI e il sistema di revisione tra pari (peer review), oltre che la costituzione di una rete europea nella quale gli standard di cura siano omogenei e costantemente aggiornati.
“Essere accreditati come Comprehensive Cancer Center – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri – conferisce al Regina Elena un importante riconoscimento che impegna ancora di più l’Istituto a promuovere i migliori modelli di diagnosi e cura in oncologia, attraverso soluzioni concrete e sostenibili, migliorare le azioni di prevenzione e ridurre l’incidenza e la mortalità per tumore. Questo grande risultato è stato raggiunto grazie all’impegno di tutto il personale degli IFO.”“Nonostante abbia subito il blocco del turnover e un consistente taglio delle strutture complesse – aggiunge Ruggero De Maria, Direttore Scientifico dell’Istituto, – il Regina Elena riesce a competere con i migliori Comprehensive Cancer Center europei. L’associazione tra la ricerca e la clinica è fondamentale in un settore così delicato come l’oncologia. E’ grazie a questo connubio che l’Istituto è riuscito a dimostrare di poter curare ad altissimo livello tutte le patologie oncologiche.Il gruppo di auditors ha valutato positivamente l’importante programma di riorganizzazione in corso, i grandi progressi nell’integrazione della ricerca con la pratica clinica, e l’alto grado di motivazione di tutto il personale.Sono stati rilevati dei Punti di forza del centro oncologico, in accordo con gli standard di qualità OECI , ed in particolare è stata osservata la presenza di un forte orientamento alla Cultura della Qualità; ci sono esempi eccellenti nell’istituto Regina Elena di “good clinical practice” in cui i risultati sono continuamente monitorati e i miglioramenti pianificati come, per esempio, in Medicina Nucleare, Radioterapia, e Ematologia.La missione degli IRCCS è quella di coniugare la ricerca e la cura di eccellenza, cioè di migliorare la qualità assistenziale attraverso la capacità della ricerca traslazionale di trasferire le scoperte dal laboratorio alla clinica.Il recente trasferimento dei laboratori di ricerca all’interno dell’ IRE per rafforzare ulteriormente l’integrazione tra scienza e clinica ha permesso la formazione dei Gruppi di Ricerca Translazionale, con il compito di fare interagire i ricercatori con i clinici.
L’IRE ha tra i punti di forza la presenza di tutte le diverse specialità delle chirurgie oncologiche ed è l’unico IRCCS oncologico ad avere un reparto di neurochirurgia. Queste chirurgie molto competitive permettono all’Istituto di curare un numero particolarmente elevato di pazienti lungo l’intero percorso terapeutico, una caratteristica che garantisce standard di cura estremamente elevati.
Gli ispettori dell’OECI sono inoltre rimasti molto colpiti dalla qualità dei programmi di prevenzione in cui è impegnato l’istituto, come il programma per i fumatori e i programmi sui tumori a trasmissione familiare e da HPV. L’eccellenza dei laboratori e delle strutture cliniche che si occupano di genetica clinica permettono di individuare gli individui ad alto rischio di contrarre i tumori alla mammella, all’ovaio e al colon.E’ stato inoltre sottolineato l’eccellente servizio di cure palliative per i pazienti dell’IRE, che vengono effettuate a domicilio attraverso un’assistenza integrata con l’Istituto e un finanziamento dalla Regione Lazio. L’IRE ha anche un ottimo servizio per la terapia del dolore.Infine è stato rivolto un plauso particolare per le diverse organizzazioni di volontari che sono attive per aiutare i pazienti e le loro famiglie nel percorso contro il cancro. Sono risultati ottimi esempi le attività pensate per il paziente in un’ottica di umanizzazione delle cure. (Lorella Salce)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »