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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Anche le aree dell’Asta Tanaro, nell’astigiano e dell’Agogna-Terdoppio, tra le province di Novara e Vercelli, entrano nell’elenco delle zone a rischio aridità, secondo l’EDO (European Drought Observatory), in un Piemonte caratterizzato, nonostante un incremento complessivo delle piogge, da ampie aree di siccità (indice S.P.I. – Standardized Precipitation Index), da cui si salvano solo i bacini idrografici di Toce, Ticino, Sesia ed Orco; dall’inizio dell’anno permangono, invece, sotto media le portate dei fiumi Stura di Lanzo, Tanaro, Sesia (fonte A.R.P.A.Piemonte). E’ quanto segnala il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche in linea con il monitoraggio dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che indica anche il delta del più grande corso d’acqua italiano , tra le province di Ferrara e Rovigo, nell’elenco delle zone, che evidenziano potenziali criticità causate soprattutto da un prolungato deficit nelle precipitazioni. Oltre a ciò, un mese di maggio, tra i più freddi del decennio, ha rallentato la fusione del manto nevoso ancora presente sull’arco alpino, impedendo la contestuale crescita delle portate del Grande Fiume, che comunque si mantiene sostanzialmente nella media del periodo, caratterizzata, però, da peculiarità a seconda dell’area presa in esame. In questo quadro resta un sorvegliato speciale, l’Emilia Romagna dove, soprattutto l’area costiera è a forte rischio siccità, contrastato dalla fondamentale funzione del canale C.E.R.; gli altri corsi d’acqua non se la passano bene: Secchia ed Enza sono vicine al minimo storico; Reno, Savio e Trebbia registrano portate in calo e sono sotto media. Sono altresì quasi al massimo autorizzato i bacini piacentini di Molato (99,9%) e Mignano (97,6%).Continuando a parlare di invasi, è buona la situazione dei grandi laghi con quote prossime o superiori alle medie: il Maggiore si attesta al 94,6% di riempimento, il Lario è al 74,7%, l’Iseo al 97,1 % (vicino al massimo storico), il Garda al 95%, Idro al 43,9%.“Sarà interessante verificare, se lo scioglimento delle nevi arriverà in tempi utili a garantire l’equilibrio idrico nel bacino padano a fronte dell’incipiente stagione estiva o se sarà necessario rilasciare più acqua dai bacini naturali del Nord” commenta il Segretario Generale dell’ Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli.I fiumi valdostani sono in forte ripresa, mentre tra quelli piemontesi crescono il Pesio e la Dora Baltea; in Lombardia è in leggerissima ripresa il fiume Adda, che rimane però al minimo dal 2017.In Veneto, le portate dei fiumi sono in forte recupero dopo un Maggio ricco di precipitazioni.In Toscana sono sopra la media le portate dei fiumi Arno, Ombrone e Serchio, mentre resta deficitaria la Sieve.Come previsto dai rapporti dell’EDO, nelle Marche permane una situazione difficile con fiumi (praticamente dimezzate le portate di Potenza, Esino e Tronto) ed invasi (mancano circa 5 milioni di metri cubi rispetto all’anno scorso, ma oltre Mmc. 10 verso 2019 e 2918) lontani dai valori degli anni precedenti; in Umbria si registrano precipitazioni più scarse rispetto agli anni scorsi, ma la diga Maroggia si conserva in linea con la media.Restano pressochè invariate le condizioni dei corpi idrici del Lazio.In Campania, i fiumi Sele e Garigliano risultano in calo, mentre resta sostanzialmente stabile il Sarno; in calo sono il lago di Conza e gli invasi del Cilento.Forti di una buona condizione generale (+ 103,1 milioni di metri cubi sul 2020), gli invasi della Basilicata calano di 9 milioni di metri cubi in una settimana, mentre un alert arriva dalla Calabria, dove l’invaso Sant’Anna (Mmc. 10,15) è al livello minimo dal 2017.Analogamente alla Lucania, i bacini della Puglia calano di circa 8 milioni di metri cubi per la piena attività irrigua, ma è il Salento a fare notizia, perché entra e nel report di Maggio dell’EDO come una tra le zone in maggiore sofferenza idrica. Ne è esempio, l’incompiuta diga di Pappadai, in provincia di Taranto, che una volta ultimata andrebbe a servire quella parte dell’Alto Salento, che ora irriga soltanto grazie a pozzi e autobotti: i volumi invasati (Maggio 2021: 4,42 milioni di metri cubi; Maggio 2020: Mmc. 5,04) testimoniano una condizione peggiore dell’anno scorso, quando una forte siccità condizionò pesantemente l’economia agricola della Puglia.

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Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b PoliMi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Martedì 15 giugno 2021, ore 09.30 – 12.30 Convegno online di presentazione della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano. Gli obblighi normativi prima e la pandemia poi hanno allargato il divario tra le aziende digitali che sono resilienti e reattive ai cambiamenti e quelle non digitali che invece faticano a stare sul mercato. Coloro che avevano vissuto gli adempimenti come opportunità per digitalizzare i propri processi hanno saputo fronteggiare meglio la situazione di emergenza che, anche in ambito B2b, ha avuto impatti importanti. Ha innanzitutto accelerato il processo di avvicinamento delle aziende ai propri clienti riducendo la distanza tra livelli successivi della supply chain, ha promosso un miglior utilizzo dei dati e una maggiore automazione dei processi e ha amplificato la necessità di sviluppare processi maggiormente collaborativi. Se tutto ciò non trova ancora riscontro nei numeri (la diffusione del digitale in ambito B2b non ha avuto tassi di crescita da capogiro), ha però cambiato radicalmente la percezione delle persone e delle organizzazioni verso l’innovazione, che molto probabilmente si tradurrà nei prossimi anni in una massiccia crescita della pervasività delle tecnologie digitali a supporto dei processi aziendali. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2020/2021 dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano si propone di fornire evidenze empiriche e modelli interpretativi a sostegno della ripartenza delle imprese. Per iscriversi al convegno: https://bit.ly/3g6lf0b.

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Osservatorio mercati

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Marzo è stato un mese tutto sommato positivo per i mercati e caratterizzato da un deciso cambio di regime rispetto all’inizio dell’anno. I tassi d’interesse per ora sembrano essersi stabilizzati e questo ha permesso al settore tecnologico e, più in generale, ai titoli growth di recuperare un po’ del terreno perso rispetto ai titoli value, che comunque hanno continuato a registrare performance positive in quest’ultimo mese. La ripresa del comparto growth però presenta alcune importanti divergenze al suo interno. Se infatti i grandi campioni di questo indice (Microsoft, Google, Facebook) hanno ripreso a marciare senza sosta dalla metà di marzo, altri comparti di questo indice, come il cosiddetto “Innovation”, stanno facendo fatica a scrollarsi di dosso la forte volatilità di fine febbraio, segnalando una decisa preferenza degli investitori per le società dal business già affermato. In questo contesto va letta, secondo noi, anche la decisa frenata da parte degli indici Small Cap rispetto alle società a più alta capitalizzazione. Dal punto di vista geografico, l’Europa ha confermato il suo momento di gloria, sovraperformando i listini a stelle e strisce ed emergenti, quest’ultimi direi grandi assenti nel festival di performance positive dell’ultimo mese. In particolare, il comparto asiatico sta prendendo una pausa dopo le performance molto positive dell’anno passato, con esso si sono fermati i grandi campioni tecnologici della rivoluzione dei consumi Made in China, Tencent e Alibaba, che sembrano ancora accusare la stretta messa in atto dal governo cinese sul settore del Fintech, con queste soffre tutto il comparto emergente. Da luglio 2020 abbiamo cominciato un percorso di ripristino della rischiosità dei portafogli. Dopo la strategia essenzialmente conservativa di febbraio e marzo dell’anno scorso, nei mesi successivi, sulla scia di un contesto macroeconomico in miglioramento, abbiamo aumentato la percentuale di asset class con profilo di rischio e rendimento più alto e lo abbiamo fatto principalmente incrementando la percentuale investita in azioni. Nel ribilanciamento di novembre avevamo espresso una preferenza per quelle società più colpite dalla pandemia, quindi caratterizzate da valutazioni più convenienti, e ci eravamo anche alleggeriti di alcuni degli strumenti obbligazionari a scadenza più lunga. Quest’ultimo ribilanciamento in sostanza conferma le nostre scelte sull’azionario e apporta alcune modifiche all’asset allocation strategica. I binari su cui si muove sono principalmente tre (fermo restando che le nostre scelte si declinano in modo differente a seconda del livello di rischio del portafoglio). In primis, l’aumento della quota azionaria. Continuiamo ad aumentare la percentuale investita in azioni su tutte le linee. Il contesto, sia finanziario sia economico, al momento presenta più opportunità che rischi. Ovviamente siamo consci del fatto che proprio in questi giorni i mercati azionari stanno raggiungendo nuovi massimi, ma dobbiamo ricordare che le nostre scelte sono sempre legate a un’ottica di lungo periodo e l’andamento dei mercati ci sembra coerente alle nostre valutazioni strategiche. I dati dell’economia reale e il livello di indici di rischio come il VIX ci consentono di guardare con fiducia ai mesi a venire ricordandoci anche che, al momento, date le valutazioni su tutte le varie asset class entro lo spettro del rischio consentito dalla nostra gestione, le azioni costituiscono ancora l’alternativa migliore per cercare rendimento nel medio-lungo termine. Anche questa volta preferiamo continuare a puntare sulle società con valutazioni più convenienti, dando continuità a una strada che per adesso ha premiato. Secondo elemento, l’introduzione di obbligazioni societarie in dollari in quei portafogli in cui l’obbligazionario non è solo un diversificatore ma anche una fonte di rendimento. I tassi d’interesse sono stati indubbiamente i protagonisti di questi primi mesi del 2021 e i movimenti sulla curva americana hanno aperto delle opportunità di rendimento nel mondo obbligazionario in dollari rispetto agli strumenti quotati in euro. Il differenziale sulla parte medio-lunga della curva inizia ad essere interessante e, anche al netto del costo di copertura del rischio valutario, offre spunti che vale la pena cogliere per aumentare la redditività della componente obbligazionaria dei portafogli. Infine, l’introduzione di obbligazioni quotate in Yuan. Per la prima volta abbiamo inserito nei portafogli Moneyfarm obbligazioni denominate in valuta cinese: una scelta coerente alla grande attenzione che la nostra gestione riserva ai trend di lungo periodo dell’economia globale. Il mondo obbligazionario a livello globale sta cambiando, soprattutto sul fronte degli emergenti, e questo tipo di strumenti ricoprirà una quota rilevante del mondo finanziario negli anni a venire. Le obbligazioni cinesi hanno storicamente mostrato caratteristiche di rischio e rendimento uniche nel nostro universo investibile. A prescindere dalle prospettive specifiche di rendimento per questa asset class, la sua esposizione a fattori di rischio come politica monetaria e inflazione cinese, che seguono traiettorie quasi indipendenti dai corrispettivi occidentali, la rende un diversificatore importante all’interno del portafoglio.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Non accenna a diminuire la sofferenza idrica dei fiumi dell’Emilia Romagna con Enza e Secchia al di sotto dei minimi mensili, mentre Savio e Reno si avviano a seguirli; analogo è l’andamento del Trebbia, la cui portata (7,1 metri cubi al secondo) è meno del 30% della media storica di Aprile (mc/sec 23,8): è questa la principale indicazione rilevata dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Causa prima di questa preoccupante situazione è il crollo nelle precipitazioni che, nel bacino del fiume Po, ha registrato -92% in Marzo con il 1 Aprile risultato il più caldo di sempre. La portata del Grande Fiume è ben al di sotto delle medie di periodo (-48%).Seppur in calo, rimangono in linea con le medie del periodo le altezze idrometriche dei grandi laghi Maggiore e Benaco, mentre recuperano parzialmente il deficit idrico sia il Lario che l’Iseo. Il positivo trend è conseguenza della fusione del manto nevoso alpino, dovuta a temperature sopra la media nelle scorse settimane; il totale della riserva idrica trattenuta nei grandi laghi, negli invasi artificiali e sotto forma di neve è diminuito rispetto ad una settimana fa (-5.2%), ma continua a risultare superiore alla media del periodo 2006-2020 (+9.2%).I dati confermano il crescente rischio aridità anche lungo la dorsale adriatica, dove gli invasi marchigiani (Mercatale, Castreccioni, San Ruffino, Comunanza, Rio Canale), con poco più di 46 milioni di metri cubi d’acqua, segnano la peggiore performance dal 2017.Non va meglio in Toscana, dove sono dimezzate le portate dei fiumi Ombrone e Sieve, ma anche Arno e Serchio sono largamente sotto media. Tornando al Nord, registrano una ripresa i fiumi del Piemonte (Pesio, Tanaro, Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), dove le piogge marzoline sono calate di oltre il 90%; restano ottime le performance dei corsi d’acqua valdostani. Risale anche la portata dell’ Adda in Lombardia, mentre sostanzialmente reggono i fiumi veneti (solo la Livenza registra un calo significativo), nonostante -88% nelle precipitazioni di Marzo.In Lazio, la portata del fiume Tevere è inferiore a quelle degli anni recenti, mentre migliorano le condizioni idriche di Sacco e Liri-Garigliano, così come sono stabili le altezze dei laghi di Bracciano e Nemi.I principali fiumi della Campania (Volturno e Sele) si mantengono su livelli superiori allo scorso anno; continuano a crescere le riserve idriche negli invasi della Basilicata (quasi 132 milioni di metri cubi in più rispetto al 2020), mentre sono sostanzialmente stabili quelle pugliesi, attestate comunque a + 129,69 milioni di metri cubi sull’anno scorso.

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Osservatorio sulla valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Dall’alleanza tra Città dell’Olio e UNAPROL nasce l’Osservatorio sulla valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva. L’iniziativa è tra gli obiettivi del Protocollo di Intesa firmato ieri dall’Associazione nazionale che riunisce 350 territori olivati italiani e dal Consorzio olivicolo italiano che raccoglie 160mila imprese del settore olivicolo. Un patto basato su valori e visioni condivise che rappresenta un impegno concreto nella promozione di iniziative finalizzate alla valorizzazione turistica e culturale dell’olio extra vergine di oliva italiano. Si punterà molto sulla formazione alle imprese che intendono svolgere attività oleo–turistiche valorizzando le realtà che investono sulla sostenibilità ambientale e dando loro supporto nella realizzazione di progetti volti all’utilizzo di energie rinnovabili. Coinvolti anche i ristoratori a cui è rivolta un’azione specifica di promozione di una corretta cultura alimentare che valorizzi e dia dignità al ruolo dell’olio EVO italiano. Ma c’è di più, Città dell’Olio e UNAPROL si impegnano nell’organizzazione congiunta di conferenze, seminari, workshop e corsi dedicati all’olio EVO ed agli altri prodotti della filiera olivicola e nello studio e nella promozione congiunta di iniziative normative volte allo sviluppo, all’integrazione e al miglioramento della disciplina riferita alle attività di valorizzazione turistica dell’olio. Infine, un piano di azioni specifiche riguarderà la valorizzazione dei frantoi oleari. “Per le Città dell’Olio la collaborazione con UNAPROL è strategica. Il mondo delle imprese olearie e della ristorazione ha un ruolo chiave nella valorizzazione turistica dell’olio extravergine di oliva. Le istituzioni e le forze imprenditoriali del Paese devono lavorare insieme per unire prodotto e territorio – ha dichiarato Michele Sonnessa presidente delle Città dell’Olio – Il turismo dell’olio per uscire dal mercato di nicchia, ha bisogno di scelte coraggiose, investimenti pubblici e privati in progetti innovatovi e sostenibili e una normativa chiara a sostegno dell’imprenditorialità, soprattutto giovanile. Infine, dobbiamo ridare centralità alla formazione non solo rivolta ai consumatori ma anche ai ristoratori, ai frantoiani e agli olivicoltori. Sono loro i primi ambasciatori dell’olio Evo, intorno alla loro esperienza possiamo costruire un sapere condiviso in grado di tradursi in un’offerta turistica appetibile per i visitatori”

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Convegno di presentazione risultati della ricerca dell’Osservatorio Internet Media

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Martedì 9 marzo 9.30 – 13.00 online in streaming gratuito sul sito Osservatori.net. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Internet Media, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, sarà l’occasione per rispondere a queste domande ed approfondire:
• Che cosa sono i third-party cookie?
• Quale sarà l’impatto dell’eliminazione dei cookie di terza parte sulla filiera pubblicitaria?
• Quali potranno essere le soluzioni alternative per il targeting e per il tracciamento dell’utente?
• Come cambieranno i KPI e le metriche?
• Quale sarà l’impatto per il Cross Channel Media Reporting e i Modelli di Attribuzione?

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Osservatorio NPE realizzato da CRIBIS Credit Management

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

E’ la prima edizione della società del Gruppo CRIF specializzata nella gestione in outsourcing dei processi di collection e di NPL management, con l’obiettivo di fornire una visione complessiva e costantemente aggiornata del mercato rispetto al rischio di credito e alla dinamica delle procedure giudiziali.L’analisi dei tassi di default nel periodo compreso tra giugno 2016 e giugno 2020 mostra un andamento decrescente, in misura contenuta per le persone fisiche, più marcato per le persone giuridiche e ancora più pronunciato per le società di capitali. In particolare, nell’ultima rilevazione le persone giuridiche presentano un tasso di default compreso tra 2,5% e 3,5%, mentre per le persone fisiche questo è inferiore al 2%, seppur in crescita sotto la pressione dello shock economico causato dalla pandemia.Considerando l’andamento degli stock di mercato degli NPE tra dicembre 2015 e giugno 2020, si evidenzia un trend decrescente delle posizioni deteriorate, che passa da circa 300 miliardi di € a poco più di 110 miliardi di €, con una riduzione più consistente tra il 2017 e il 2018.Infine, la suddivisione in base alla tipologia di soggetti non finanziari mostra che il 77% dei crediti deteriorati presenti sul mercato a giugno 2020 è imputabile alle Società non Finanziarie (cioè società di capitali, società di persone e società semplici o di fatto con più di 5 addetti), con uno stock in netta contrazione rispetto a dicembre 2015, dovuto principalmente alla riduzione delle sofferenze. Alle Famiglie produttrici (che comprendono imprese individuali e società semplici) è invece imputabile l’8% dello stock di crediti deteriorati rilevato a giugno 2020, mentre alle Famiglie consumatrici è riferibile il rimanente 15% dello stock.

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Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Giovedì 22 ottobre ore 11.30 – 13.00 Evento in modalità virtualeLa sclerosi multipla è una malattia neurologica che ha una caratteristica connotazione al femminile, diagnosticata tra i 20 e 40 anni. Per lungo tempo è stata considerata una controindicazione alla gravidanza, ma le evidenze scientifiche dimostrano che le donne possono avere figli senza modificare a lungo termine l’andamento della malattia e senza causare danni al nascituro.La campagna di Fondazione Onda “SM e gravidanza: Semplicemente Mamma”, realizzata con il patrocinio di SIN – Società Italiana Neurologia e Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, e il contributo incondizionato di Biogen Italia, ha l’obiettivo di esplorare i bisogni insoddisfatti delle donne con sclerosi multipla in riferimento al loro desiderio di maternità, alla gravidanza e alla genitorialità, per attivare azioni concrete volte a rispondere a queste esigenze.Ne parleremo con: Silvia Piani, Assessore alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato Biogen Italia Simona Bonavita, Responsabile UOC II Neurologia Università della Campania “Luigi Vanvitelli” Francesca Di Sebastiano*, Dirigente Medico Clinica Ostetrica Ginecologica Ospedale clinicizzato, Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere Paola Parenti, Doxapharma Gioacchino Tedeschi, Presidente Sin – Società Italiana Neurologia Francesco Vacca, Presidente Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla

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Università Cattolica: nasce il nuovo Osservatorio per l’Educazione e la Cooperazione internazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

“Educare è scommettere e dare al presente la speranza”. È soltanto uno dei passaggi cruciali del videomessaggio, diffuso giovedì 15 ottobre alla Pontificia Università Lateranense, in cui Papa Francesco invita su scala planetaria rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale a sottoscrivere il «Global Compact on Education», un patto educativo globale che ciascuno si impegnerà ad attuare nel proprio ambito e diffondere il più possibile per imprimere una «svolta al modello di sviluppo attuale». L’Università Cattolica del Sacro Cuore è uno dei quattro atenei a livello mondiale incaricati di dare seguito a questo impegno. «Sono state scelte quattro piste di lavoro», ha detto monsignor Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica della Santa Sede. «La prima relativa alla dignità umana e ai diritti, la seconda area alla pace e alla cittadinanza, la terza all’ecologia integrale, e la quarta alla fraternità e allo sviluppo. E per ognuna di queste quattro aree sono state scelte quattro università che facciano da capofila di una rete di università non solo cattoliche, non solo ecclesiastiche, ma anche di altri espressioni culturali e religiose – come buddiste e musulmane che approfondiranno prossimamente questo lavoro di ricerca, di proposta di progetti e di condivisione».«Si tratta di centri peculiari in cui confluiscono competenze di docenti afferenti a diverse facoltà e dipartimenti che cercano di strutturare attività di ricerca o di terza missione che abbiano una connotazione pluridimensionale e una capacità di intercettare la complessità del reale che, come sappiamo bene, fatica a ordinarsi secondo i criteri dei settori scientifici», ha osservato il rettore Anelli. Tutto ciò nell’ottica di «un approccio secondo “universitas”, per una cultura diffusa che significa approccio consapevole alla cittadinanza e recupero della dimensione di carattere generale culturale e globale che appartiene alla origine delle università stesse».Secondo recenti stime UNESCO, ancora prima della pandemia Covid-19, circa il 17% dei bambini, adolescenti e giovani di tutto il mondo era completamente escluso dall’istruzione. Tuttavia le opportunità educative continuano a essere distribuite in modo diseguale nel mondo. L’Osservatorio per l’educazione e la cooperazione internazionale si propone di favorire la collaborazione tra università, centri di ricerca e organismi internazionali per promuovere studi, ricerche, attività formative e pubblicazioni sull’educazione e la cooperazione internazionale, sviluppando nuovi strumenti di analisi e di indagine che consentano la fondazione di una pedagogia della cooperazione internazionale basata sull’etica della responsabilità e sul principio di solidarietà, alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Calo drastico dei livelli nei grandi bacini settentrionali e portate del fiume Po sotto quelle del 2019, mentre continua la difficile stagione idrica di Puglia e Basilicata: è questa la sintesi del bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Al Nord, crollano le altezze idrometriche dei laghi Maggiore (cm.7,1 contro una media di cm. 68,7) e Lario (cm.4,0 contro una media di cm. 71,7); restano, invece, in media l’Iseo ed il Garda, che continua a godere di ottima salute idrica.Del progressivo deflusso dai grandi invasi beneficiano i fiumi della Lombardia, dove solo l’Oglio è in leggero calo; nel Veneto, tengono le portate dell’Adige e dei principali corsi con il Piave in ottima salute, grazie al ripetersi di copiosi fenomeni temporaleschi sull’area dolomitica.Le portate del fiume Po, da tempo sotto media, sono ora, però, scese sotto quelle registrate un anno fa (a Pontelagoscuro: 738 metri cubi al secondo, mentre erano mc/sec 807 nel 2019 e contro una media di mc/sec 1.140).
“Situazione da tenere sotto controllo – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) -L’Osservatorio dell’Autorità di Distretto è già stato opportunamente convocato per il 6 Agosto.”
In Piemonte, i principali fiumi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo) sono in ripresa mentre l’ Emilia Romagna si conferma fortemente condizionata dall’andamento pluviometrico territoriale: se sorridono Reno e Trebbia (mc/sec 24,29 contro una media mensile di mc/sec 4,63!), sono praticamente dimezzate le già sofferenti portate di Secchia e soprattutto Savio (mc/sec 0,26 contro una media mensile di mc/sec 0,5).
In Centro Italia, in una situazione di sostanziale stabilità idrica, si segnala il trend negativo degli invasi marchigiani, che in una settimana calano di 2 milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli del siccitoso 2017 (oggi trattengono 41,28 milioni di metri cubi contro i 40 milioni di allora); nel Lazio, l’altezza idrometrica del lago di Bracciano scende a quote vicine al 2019 ed il fiume Liri Garigliano segna un altezza idrometrica dimezzata rispetto all’anno scorso.In Campania è buona la condizione dei fiumi Volturno e Sele, entrambi con livelli superiori allo scorso anno.Al Sud prosegue la discesa delle riserve idriche trattenute negli invasi di Puglia e Basilicata. Nella prima regione il calo è stato di 12 milioni di metri cubi in una settimana (il deficit idrico rispetto al 2019 è ora di oltre 54 milioni di metri cubi), con un prelievo medio quotidiano di 1 milione di metri cubi dal solo bacino di Occhito. Nei 10 giorni scorsi, gli invasi lucani sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019.Infine, rimane confortante la situazione idrica dei bacini calabresi, mentre resta siccitosa la condizione di gran parte delle campagne siciliane.

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

E’ ancora lunga la stagione calda in Puglia e Basilicata, dove si guarda con crescente preoccupazione il diminuire delle scorte idriche nei bacini: indicativamente stanno calando di un milione e mezzo di metri cubi al giorno, segnando un deficit, rispetto al 2019, di oltre 60 milioni in Lucania e di oltre 70 milioni nella regione del Tavoliere; continuando questo trend ed in assenza di piogge significative pare inevitabile una contrazione negli apporti irrigui, ormai indispensabili per produrre agricoltura di qualità in regioni, altrimenti vittime della siccità e, in alcune zone, anche del crescente rischio desertificazione come la Sicilia, i cui bacini contengono circa 70 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto all’anno scorso. Nel Meridione, rimane un’oasi la Calabria (con circa 11 milioni di metri cubi, la diga Sant’Anna è al top del recente quadriennio), mentre in Campania scendono i livelli dei fiumi Volturno e Sele. A rendere noti questi trend è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le portate del fiume Po siano praticamente dimezzate in una settimana, pur rimanendo ancora superiori allo scorso anno.
Nel Nord Italia, a fungere da calmiere, sono solo i grandi laghi, i cui livelli sono tutti in discesa e solo il Garda rimane superiore alla media del periodo. Restano, per ora, costanti i fiumi lombardi (Adda, Mincio, Brembo, Chiese, Ticino), così come l’Adige, mentre calano gli altri, principali fiumi veneti (Brenta, Piave, Livenza), ad eccezione del Bacchiglione. Rimane “a macchia di leopardo” la situazione dei corsi d’acqua in Emilia Romagna con Savio, Panaro, Reno, Nure, Enza sopra la media del periodo, ma Secchia, Taro e Trebbia largamente deficitari anche rispetto all’anno scorso. Nel Centro Italia, nonostante le cospicue piogge di Giugno sull’Umbria (117 millimetri), il livello della diga Maroggia (3,90 milioni di metri cubi su una capacità di Mmc 5,80) resta inferiore a quello dei due anni precedenti. Analogo è il trend degli invasi marchigiani (attualmente trattengono circa 46 milioni di metri cubi su una capacità di oltre 65 milioni) ed anche del bacino del Bilancino, in Toscana, dove Giugno è risultato più piovoso della media, soprattutto su Massa, Pisa e Livorno con precipitazioni addirittura raddoppiate (sul grossetano e sul fiorentino, però, è piovuto meno del solito). In Sardegna, infine, i bacini segnano un confortante 77,68% della capienza, ma era 80,27% un anno fa.

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48° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Lo studio ha evidenziato che, mentre nel 2019 i flussi di credito al consumo hanno mostrato una crescita in linea con l’anno precedente e con l’evoluzione del valore dei beni di consumo durevoli (+5.9% rispetto al 2018), nei primi mesi del 2020, a seguito del diffondersi della pandemia da Covid-19, si rileva, invece, una riduzione a doppia cifra delle erogazioni (-27.8% rispetto allo stesso periodo di un anno prima). Il trend ha coinvolto tutte le forme tecniche, ma le più colpite risultano i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto/moto (-39% circa nei primi quattro mesi del 2020), anche per la chiusura dei concessionari, e i prestiti personali, che scontano anche le limitazioni alle aperture degli sportelli/filiali degli operatori eroganti (-32%). Hanno invece mostrato una maggiore resilienza quelli destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica, grazie all’e-commerce e ai finanziamenti per prodotti informatici, di cui si sono dotate le famiglie per adeguarsi alle maggiori esigenze di digitalizzazione, e i finanziamenti destinati agli acquisti di impianti “green” e di beni per l’efficientamento energetico della casa.
Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie, dopo il calo del 2019 (-9.2%), nei primi due mesi del 2020 sono state particolarmente brillanti, grazie a condizioni di mercato ancora favorevoli e alla convenienza del tasso fisso. Il lockdown ha determinato, invece, una contrazione dei mutui di acquisto (-9.7%), a seguito dello stop delle compravendite di immobili residenziali.Il rischio di credito non ha ancora risentito dello shock economico che ha investito il Paese. Nello specifico, il tasso di default del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) rimane stabile all’1.6% ad aprile 2020.Le previsioni per il 2020 e il successivo biennio presentate nell’ultima edizione dell’Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia indicano che, dopo le difficoltà del 2020 dovute agli impatti della pandemia, i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere nei successivi due anni, anche grazie alla ripresa del quadro macroeconomico che alimenterà la domanda e a condizioni ancora favorevoli di funding.

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Primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”. Un bollettino che segnala le novità legislative e giurisprudenziali degli ultimi tre mesi relative all’insolvenza in ambito transnazionale. Nelle quattro sezioni del documento (novità legislative, giurisprudenziali, dagli organismi e dalle associazioni internazionali, convegni e webinar), si fornisce evidenza, in particolare, delle misure straordinarie varate dai Governi per fronteggiare la pandemia da Covid-19. Inoltre spazio alle prime importanti pronunce adottate durante l’emergenza in ordine all’insolvenza di grandi gruppi, accentuata o provocata dalla pandemia. La comparazione con gli ordinamenti stranieri oltre a tenere costantemente acceso il dibattito sugli istituti e sulla loro applicazione nel Paese d’origine, potrebbe assumere una rilevante funzione propedeutica per la predisposizione di future proposte legislative sulle crisi e sull’insolvenza. Un importante spunto di riflessione viene offerto, inoltre, dalla notizia dell’approvazione del Codice civile cinese, l’entrata in vigore del quale è prevista per il 1° gennaio 2021, vera conquista di civiltà giuridica che segna un punto di svolta per l’avvio di una nuova fase di riconoscimento dei diritti civili nella storia della Repubblica Popolare Cinese.

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CRIF ha messo a punto l’Osservatorio Pulse

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Permette di analizzare le conseguenze sul business e il prevedibile andamento futuro dei vari settori economici delle imprese, rappresentando in questo modo sia un termometro della crisi sia della ripartenza, con indicazioni tempestive e puntuali riguardo gli andamentali creditizi e gli scambi commerciali.
Sulla base della classificazione proprietaria di CRIF Ratings e delle elaborazioni su dati CRIBIS, analizzando a livello macro tutte le aziende italiane nei diversi settori merceologici per omogeneità dei codici ATECO che li compongono, l’Osservatorio CRIF Pulse attribuisce ad ogni settore un punteggio da 1 (il peggiore) a 5 (il migliore) rappresentativo della capacità di assorbire gli impatti legati all’emergenza COVID-19. L’indicatore sintetico tiene conto di due componenti: (i) gli effetti a livello economico e finanziario che si prevede il COVID-19 avrà sui conti delle imprese del comparto (Financial Impact da 1 a 5) e (ii) due indici relativi alla capacità e velocità di ripresa del settore, permettendo di intercettare in tempo reale i fenomeni in atto nell’economia sotto il profilo creditizio e commerciale (Pulse Credit e Pulse Trade, sempre su una scala da 1 a 5). Sulla base di questi parametri, i settori economici sono stati divisi in quattro categorie: Top, Upper, Middle e Bottom.
Dall’analisi emerge che solo un ristretto numero di comparti, individuati come Top, mostra, sia in termini di Financial Impact (con un punteggio da 4 a 5) che di Pulse Credit e Pulse Trade (compresi tra 3 e 4), una sostanziale tenuta rispetto agli effetti del COVID-19. Tra questi settori si evidenziano il farmaceutico, le telecomunicazioni, ICT e media, la chimica e la consulenza. Il numero di imprese che ricadono in questa categoria è piuttosto limitato sia in termini numerici (circa il 15% del totale) che per giro d’affari (circa l’11%).Tra le caratteristiche che li accomunano vi è un limitato impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown nello svolgimento dell’attività economica, in quanto attività essenziali o comunque svolgibili in modalità smartworking, una domanda resiliente o addirittura in crescita in virtù della natura dei prodotti e servizi erogati, una tenuta di margini e generazione di cassa grazie al mantenimento dei volumi di produzione, una relativa stabilità del merito creditizio e una regolare operatività sotto il profilo commerciale. Da segnalare in particolare, all’interno del segmento Top, il numero estremamente contenuto di incidenza del ricorso alle moratorie da parte delle aziende farmaceutiche rispetto al dato totale delle aziende italiane (circa il 4% a marzo 2020 e circa il 15% ad aprile 2020).
Seguono quindi i settori classificati come Upper, caratterizzati da un basso impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown per le produzioni essenziali, da un favorevole trend di lungo termine della domanda e da una migliore capacità di assorbimento degli impatti negativi di breve periodo. Relativamente al profilo creditizio non presentano particolari criticità e sono regolarmente operative sotto il profilo commerciale. A questa categoria appartengono Trasporti e logistica, Alimentari, bevande e tabacco e Elettronica. Per questi settori, il Financial Impact si piazza tra 3 e 4, mentre Pulse Credit e Pulse Trade tra 2 e 3.
I settori Middle evidenziano invece un maggior impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown e diversi di questi settori presentano anche una forte esposizione nei confronti della domanda estera. Tutto questo porta a generare pressione su profittabilità operativa e strutture finanziarie già relativamente deboli, a una riduzione dell’operatività commerciale e allungamento dei tempi di pagamento ai fornitori e conseguentemente a segnali di early-warning sul merito creditizio. A questa categoria appartengono, tra gli altri, Commercio al dettaglio, Tessile e abbigliamento e Meccanica strumentale, con Financial Impact intorno a 2 e Pulse Credit e Pulse Trade intorno a 3.
La quarta categoria comprende infine i settori Bottom, i quali subiranno prevedibilmente un forte impatto negativo a causa del COVID-19. Sono comparti che hanno fortemente risentito delle restrizioni derivanti dal lockdown ma che anche nella fase di ripartenza stanno soffrendo per via di una debole domanda a causa della nuova normalità di distanziamento sociale o della una minore propensione agli investimenti e all’acquisito di beni durevoli, strettamente connessi al clima di fiducia complessivo dei consumatori in un contesto estremamente volatile e incerto. Tipicamente in questi settori la struttura dei costi, con una forte componente di costi fissi, e l’elevata incidenza del capitale circolante gravano sul profilo finanziario e di riflesso emerge un deterioramento del merito creditizio ed una rilevante riduzione dell’operatività commerciale e allungamento dei tempi di pagamento ai fornitori. Tra questi, CRIF ha identificato il Turismo/Tempo Libero, il Commercio di autoveicoli, il Mining/Oil&Gas, l’Ingegneria civile e le costruzioni, la Meccanica/Mezzi di trasporto e i Prodotti metallici. Rispetto alla limitata concetrazione di società all’interno della categoria Top, la categoria Bottom vede la presenza di circa il 28% delle società di capitali italiane, per un giro d’affari aggregato del 24% del totale.In questa categoria, il Financial Impact ha un valore compreso tra 1 e 2 e Pulse Credit e Pulse Trade mediamente tra 2 e 3. Le difficoltà di questi settori sono riscontrabili anche nell’andamento della natalità delle imprese, con una variazione negativa maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in particolare nei comparti Turismo (-2,8 punti percentuali) e Commercio di autoveicoli (-2,2 punti percentuali). Allo stesso modo, la Vendita di automobili, il Mining/Oil&Gas e il Turismo e Tempo Libero registrano nei primi tre mesi dell’anno una contrazione delle fatture emesse che si avvicina al -40% rispetto al primo trimestre 2019, a fronte di una media italiana del -12%.

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Osservatorio mensile Findomestic

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Se nel mese di marzo, in piena emergenza coronavirus, le intenzioni d’acquisto avevano subito un tracollo del 30% rispetto a febbraio, ad aprile si intravedono i primi segnali di ripresa con un incremento del 5% sul mese precedente. È quanto rileva l’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra. Il clima di fiducia sulla situazione economica personale e del Paese è invariato rispetto al mese precedente. Le intenzioni d’acquisto che evidenziano spiragli positivi arrivano dal settore della mobilità che recupera terreno rispetto crollo di marzo (-40%): per le auto nuove si registra un +24% di persone che pensano di acquistarne una nei prossimi tre mesi, e un +23,1% per quelle usate. Segnali confortanti anche per elettrodomestici ed elettronica di consumo. Continua a soffrire il settore turismo con i viaggi (-20,7%) che scontano l’incertezza sulla fine dei lockdown in Italia e all’estero e anche il mercato immobiliare dove la propensione all’acquisto di una nuova casa diminuisce ancora dell’11,8% rispetto a marzo.
NORD ITALIA PIU’ PESSIMISTA, CENTRO E SUD PROIETTATI ALLA NORMALITA’. Dall’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio emerge un Nord Italia, colpito duramente dall’emergenza coronavirus, più negativo nelle intenzioni d’acquisto rispetto al Centro e al Sud del Paese dove si torna concretamente a fare progetti. Nel Nord Ovest tra marzo e aprile è diminuito ancora di un terzo (- 28,9%) il numero di quanti pensano all’acquisto di un’auto nuova, nel Centro Italia sono invece quasi raddoppiati (+90,5%) e al Sud cresciuti del 58,3% in più. Per le auto usate nel Nord Ovest le intenzioni di acquisto sono scese del 44% rispetto a marzo, mentre al sud si sono incrementate del 56,2%. Il Nord Est è l’area del Paese che non pensa proprio a comprare casa: – 36,6% ad aprile, mentre al Centro l’atteggiamento è molto meno negativo (-2,7%).
È L’AUTO IL MEZZO DELLA “FASE 2”. Il timore di assembramenti e contatto sui mezzi pubblici genera un ritorno all’utilizzo dell’auto, percepito dagli italiani come il mezzo più “protetto” con riflessi anche sulle propensioni d’acquisto: +24% rispetto a marzo per le nuove e +23,1% per le usate. Anche l’e-bike è una valida alternativa all’autobus, tram o metro e, ad aprile, il 17,3% in più degli italiani si è detto intenzionato ad acquistarla nei prossimi mesi. Rimangono al palo i motocicli: -5,5% rispetto a marzo.
L’INCERTEZZA COLPISCE IL SETTORE IMMOBILIARE. In aprile il comparto casa ha sofferto dell’incertezza economica su tempi e modalità della ripresa. Il timore di esporsi con acquisti impegnativi come quelli per un nuovo immobile o una ristrutturazione hanno portato a una flessione dell’11,8% delle intenzioni d’acquisto nell’ultimo mese di case o appartamenti e del 10,9% di lavori di ristrutturazione. Tengono invece i mobili che fanno segnare un +2%.
IL LOCKDOWN CI HA INSEGNATO L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA. Le intenzioni d’acquisto di prodotti tecnologici sono cresciute a gran ritmo nel mese di aprile. Gli italiani in lockdown ne hanno apprezzato l’utilità per poter lavorare e mantenere rapporti sociali e ora, molto di più rispetto a marzo, hanno intenzione di acquistarne: soprattutto tablet e e-book (+54%), ma anche telefonia (+5,7% di intenzioni d’acquisto sul mese precedente), PC e accessori (+10,8%), fotocamere e videocamere (+4,7%).
IN RECUPERO IL COMPARTO ELETTRODOMESTICI. Tra gennaio e marzo 2020 le intenzioni d’acquisto dei piccoli elettrodomestici erano crollate del 30,7%, ma solo nell’ultimo mese il recupero è stato del 20,7%. Un dato positivo confermato anche per l’elettronica di consumo (+27,9%) e per i grandi elettrodomestici che in aprile, nel confronto con marzo, hanno ripreso il 9,3% tornando ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi.
L’EFFICIENZA ENERGETICA PUO’ ATTENDERE. Per il comparto dell’efficienza energetica non c’è stata una ripresa delle intenzioni d’acquisto rispetto agli ultimi mesi. Il segmento degli impianti solari termici è stato quello in maggiore sofferenza (-32,1% rispetto a marzo) seguito da impianti fotovoltaici (-18,1%) e stufe e caldaie (-15,5%). La propensione all’acquisto è invece aumentata per infissi e serramenti (+4,1%) comunque ancora lontana dai livelli di gennaio.
NEL TEMPO LIBERO LAVORI IN CASA E SPORT, MA NON SI VIAGGIA. I lockdown, in Italia e a livello internazionale, uniti a una comunicazione non chiara sulla ripresa dei flussi turistici, hanno generato un ulteriore crollo del 20,7% delle intenzioni d’acquisto di viaggi e vacanze tra marzo e aprile che segue il -43% fatto tra febbraio e marzo in piena emergenza. La possibilità di tornare a fare sport aiuta il settore delle attrezzature e dell’abbigliamento dedicato (+13,4%), mentre la permanenza forzata a casa ha fatto riscoprire la passione per il fai-da-te: la propensione all’acquisto in questo segmento si è incrementata del 19,5% rispetto a marzo.

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le piogge dei giorni scorsi, accompagnate dal progressivo scioglimento delle nevi in quota, non sono cadute in maniera omogenea sull’Italia, ma hanno accentuato le differenze idrologiche fra regioni in una stagione complicata: a rilevarlo è l’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.Il dato più evidente è l’accentuarsi di una situazione critica per i principali fiumi dell’Emilia Romagna: Savio, Taro e Trebbia sono abbondantemente sotto la media storica ed i livelli dello scorso anno; il Secchia è addirittura vicino al minimo storico (attuale portata: circa 3 metri cubi al secondo; media: mc/sec 19,5; l’anno scorso: mc/sec 36,35!).“Ciò dimostra il crescente andamento torrentizio, che caratterizza i nostri fiumi; basti pensare al rischio idrogeologico rappresentato in altri momenti dal Secchia, oggi in grande sofferenza idrica. Ciò conferma la necessità di un Piano Nazionale Invasi, fatto anche di bacini di laminazione per rallentare le piene, trattenendo quelle acque per utilizzarle nei momenti di bisogno come l’attuale – sottolinea il modenese Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio della Acque Irrigue (ANBI) – Investire nella sistemazione del territorio è un asset strategico per la ripartenza economica dell’Italia.”Non va meglio per i flussi dal fiume Po che, dopo le confortanti portate superiori allo scorso anno, raggiunte in Piemonte (al pari degli altri fiumi della regione: Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), perde potenza man mano che si avvicina alla foce, segnando un deficit di oltre 720 metri cubi al secondo, rispetto a 12 mesi fa, al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro.Per quanto riguarda i grandi laghi del Nord, il lago di Como (riempimento: 43,5%) è pressoché rientrato in media ed a beneficiarne è soprattutto il fiume Adda, tornato alle portate stagionali; permane sotto media il lago Maggiore (riempimento: 61,6%), mentre si abbassa, ma non preoccupa, il livello del lago di Garda (riempimento: 82,9%); abbondantemente sopra media si posiziona, infine, il lago d’Iseo (riempimento: 85%).In Centro Italia continua a migliorare la situazione del lago di Bracciano, nel Lazio, mentre si mantengono su livelli superiori all’anno scorso gli invasi della Sardegna (ad oltre l’88% della capacità complessiva); anche i bacini marchigiani si mantengono sui livelli dello scorso anno, comunque i più bassi del recente quinquennio.In Puglia, pur essendo leggermente migliorata la situazione negli invasi, si accentua il deficit rispetto allo scorso (–122 milioni di metri cubi), obbligando ad un’irrigazione razionata e senza sicurezza di continuità.Migliora decisamente, invece, lo stato delle risorse idriche in Basilicata, le cui disponibilità, pur rimanendo deficitarie rispetto al 2019, sono aumentate di quasi 9 milioni di metri cubi in una sola settimana.

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Osservatorio Innovative Payments

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

“Nel 2019 i pagamenti con carta in Italia salgono a 270 miliardi di euro, con una crescita annua del +11%. L’utilizzo è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ogni transazione, intorno ai 53,7 € (circa 3 € in meno rispetto al 2018)” dichiara Alessandro Perego Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “L’incremento riscontrato, seppure più alto della media europea guardando ai dati 2018 (+16%), non risulta però sufficiente per permettere all’Italia di scalare la classifica continentale e andare oltre la 23° posizione (su 27) nella quale già si trovava, ben lontana dai paesi più performanti come Danimarca, Svezia e Finlandia, che registrano oltre 300 transazioni pro capite all’anno”. Il mercato eCommerce (acquisti da PC, Smartphone o Tablet) in Italia nel 2019 cresce del 15%, raggiungendo quota 30,3 miliardi di euro pagati con carte o wallet. Come avviene ormai da qualche anno, la componente che sta contribuendo maggiormente all’aumento di questi numeri è lo Smartphone: il Mobile Commerce vale ormai il 40% del totale mercato eCommerce (era il 34% nel 2018) ossia 12 miliardi di euro nel 2019, in crescita del 33%. Queste alcune delle evidenze emerse dalla nuova edizione dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano*, presentato in occasione dell’evento “Innovative Payments: collaborare paga”. Gli Innovative Payments: gli italiani pagano sempre più da Smartphone e WearableGli Innovative Payments in Italia nel 2019 valgono oltre 3,1 miliardi di euro (+109% rispetto al 2018), un totale rappresentato da 4 componenti:I pagamenti attivati da Smartphone (Mobile Payment) in negozio, che raggiungono quota 1,83 miliardi di euro per un totale di 58 milioni di transazioni. Nel giro di 12 mesi il numero di italiani che ha utilizzato questa mobilità è triplicato, raggiungendo i 3 milioni.I pagamenti con Smartphone al di fuori dal punto vendita fisico sfiorano quota 1,24 miliardi di euro (+29%). Tra questi Il pagamento di ricariche telefoniche rimane la componente di maggior peso, con circa 590 milioni di euro, segue il pagamento di servizi legati alla mobilità che supera i 325 milioni di euro (+57%). Infine, cresce anche il pagamento di bollette e bollettini (205 milioni di euro, +33%) grazie, soprattutto, all’introduzione di servizi per il pagamento di importi dovuti alla Pubblica Amministrazione.I pagamenti con Smartwatch e Wearable, che nel 2019 toccano 70 milioni di €: un mercato che sta muovendo ancora i primi passi ma che nei prossimi anni vedrà gli oggetti connessi “indossabili” affiancare lo smartphone nelle abitudini degli italiani.I pagamenti attraverso smart speaker/automobile (Smart Objects Payment) o nei negozi senza cassa (Invisibile Payment), che a livello numerico non contribuiscono alla quantificazione di quest’anno, ma che l’offerta sta testando con diverse soluzioni anche in Italia.
Nel 2019 il numero di terminali POS per l’accettazione dei pagamenti con carta in Italia raggiunge circa 2,17 milioni (in crescita rispetto ai 2,08 dello scorso anno) e nel 90% dei casi sono abilitati all’accettazione del Contactless.Anche gli Smart POS fanno registrare i primi volumi rilevanti: sono oltre 15.000 i terminali installati che transano oltre 1,1 miliardi di euro. Rimangono però ancora da sviluppare pienamente i marketplace di applicazioni a corredo del servizio che possono essere fruite dai commercianti.
Un’ulteriore spinta alla già esistente coopetizione è data dall’entrata in vigore della normativa PSD2, che aprendo l’accesso ai dati finanziari e all’offerta di servizi di pagamento a tutti gli attori in possesso di una determinata licenza ha favorito la collaborazione tra le banche e le aziende appartenenti ai settori più disparati.

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Nasce l’Osservatorio Climate Finance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

A un primo esame, sono circa 22 milioni in Europa le imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette agli impatti dei cambiamenti climatici. Ma quali settori sono più esposti? In quali aree geografiche? Quanto potrebbero impattare sulle performance delle aziende, e sul loro profilo di rischio, le evidenti modifiche che il clima sta subendo ovunque nel mondo? Di questo si occuperà il nuovo Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che verrà presentato la mattina del 20 febbraio durante un evento di kick-off al Dipartimento di Ingegneria Gestionale (Sala del Consiglio, via Lambruschini 4B, Edificio 26B, campus Bovisa), dalle 9.45 alle 13.15.
L’Osservatorio – che coinvolgerà docenti e ricercatori del Politecnico di Milano esperti di temi legati alla finanza e al rischio, da un lato, e ai cambiamenti climatici, dall’altro – mira a diventare un punto di riferimento nazionale per lo studio della finanza del cambiamento climatico, uno spazio di confronto indipendente che aggregherà player industriali e finanziari interessati a queste tematiche.
Tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e l’utilizzo di metodologie avanzate di statistica ed econometria, verranno studiati gli impatti del cambiamento climatico sul sistema economico: a livello europeo infatti sono già state identificate circa 22 milioni di imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette al climate change, sulle quali verrà condotta un’analisi per quantificare gli impatti di questi cambiamenti e identificare i settori e le aree geografiche maggiormente esposti al rischio climatico.
“Molte realtà hanno già manifestato interesse nel progetto, a testimonianza di quanto il climate change sia diventato centrale in tutte le valutazioni strategiche – commenta Roberto Bianchini, direttore dell’Osservatorio -. Crediamo che l’Osservatorio potrà rispondere alle recenti spinte delle autorità pubbliche e dei mercati finanziari per l’introduzione di valutazioni del rischio climatico nei modelli decisionali di imprese, banche e assicurazioni”.
La ricerca confluirà in un report che analizzerà come il mercato nazionale e internazionale stanno rispondendo alle sfide del cambiamento climatico, identificandone gli impatti sulle performance di impresa e sul profilo di rischio delle stesse.

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Osservatorio sulle Flotte Aziendali

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

L’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand ha confermato per il 2020 alla Presidenza Gianfranco Martorelli, Fleet & Mobility Manager dell’azienda di telecomunicazioni WindTre. Il rinnovo al vertice dell’Osservatorio, composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali attive in Italia (per una flotta complessiva di oltre 80mila veicoli), è arrivato al termine dell’Assemblea riunitasi a Roma che si è soffermata sulle prossime sfide che attendono il mondo della mobilità in generale e quella aziendale in particolare.L’Assemblea ha anche salutato il nuovo ingresso nel Consiglio Direttivo di Federico Antonio Di Paola, Facility & Fleet Manager di Engineering Ingegneria Informatica SpA.“L’anno appena trascorso ci ha visti impegnati su diversi fronti”, ha evidenziato Gianfranco Martorelli, “non ultimo, nell’interlocuzione con Istituzioni e altre Associazioni di categoria per scongiurare la stangata sulle auto aziendali inizialmente prevista in Manovra e poi successivamente alleggerita e più centrata sulla promozione delle alimentazioni alternative. Resta ancora molto da fare per eliminare dalla testa del decisore l’equazione auto aziendale uguale privilegio. L’auto aziendale è uno strumento di lavoro essenziale per la mobilità e produttività delle imprese, come nel resto d’Europa.

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Osservatorio Compass dedicato al Natale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

La ricerca condotta dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che monitora ogni anno i consumi e le preferenze degli italiani. Per gli italiani la persona più importante a cui fare il regalo di Natale è anche quest’anno il proprio partner (40%), con gli uomini (48%) che si mostrano più “romantici” rispetto alle donne, specialmente le mamme, più propense a far felici i figli (37%). In media si spenderanno circa 322€, la metà soltanto per la persona più importante. Sotto l’albero gli italiani vorrebbero soprattutto abbigliamento, calzature e accessori (41%) e biglietti aerei (29%). Tra i regali che andranno per la maggiore spiccano abbigliamento, calzature e accessori (46%), libri e riviste (23%) e prodotti per la cura della persona (20%). Circa un terzo degli intervistati comprerà i propri regali esclusivamente online (32%). Lo smartphone sarà il prodotto elettronico più acquistato (83%). Lo studio analizza, infine, il percepito degli italiani sia sull’anno che sta per concludersi sia per il 2020.

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