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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°85

Posts Tagged ‘osservatorio’

Commercio su Area Pubblica, approvata delibera per istituzione Osservatorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Roma Semaforo verde dell’Assemblea Capitolina alla delibera attuativa dell’istituzione dell’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica, come già previsto dall’art. 49 del Regolamento di settore.Al via quindi la costituzione di un organismo di natura consultiva partecipato dalle associazioni di categoria e dei cittadini più rappresentative, dai Municipi per il tramite delle rispettive consulte territoriali e naturalmente dall’Amministrazione.
Scopo dell’Osservatorio, il confronto costruttivo sulle tematiche del commercio: uno strumento prezioso a supporto dei processi decisionali che verranno attuati nei luoghi preposti – ovvero Assemblea Capitolina, Commissione Commercio e Assessorato – che potranno valersi di pareri utili ma non vincolanti. Ma anche un importante canale di comunicazione a duplice valenza: se da un lato l’Amministrazione potrà contare su considerazioni e approfondimenti da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, dall’altro questi ultimi potranno spontaneamente proporre argomenti d’interesse, alternative e soluzioni.
“L’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica è molto importante: un terreno di confronto strategico tra associazioni di categoria, associazioni dei cittadini e istituzioni. Tutti attori della dimensione commercio, che partecipano alla discussione dei diversi temi e cooperano per l’elaborazione di nuove soluzioni. Un’estensione sistemica della vision, cui i cittadini conferiscono valore aggiunto sia in rapporto alla qualità dell’analisi, sia in fatto di decoro cittadino”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Finalmente Roma avrà un organismo di supporto agli organi decisionali in materia di Commercio su area pubblica. La delibera approvata oggi ne disciplina il ruolo, le finalità e le funzioni attraverso un Regolamento ad hoc. L’obiettivo principale è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali anche in questo settore. E’ prevista infatti l’elezione di un rappresentante dei cittadini o dei comitati di quartiere. E’ importante sottolineare che tutti i membri dell’Osservatorio, sia interni che esterni all’organizzazione, non riceveranno alcun compenso, né rimborso, né spese di collaborazione o gettoni per le presenze alle riunioni. I rappresentanti saranno nominati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera e resteranno in carica fino allo scioglimento dell’Assemblea Capitolina”, spiega Andrea Coia, Presidente Commissione Commercio Roma Capitale.

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Presentazione Primo Rapporto Osservatorio Strategie Vaccinali

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

Roma Martedì 22 gennaio 2019, Ore 9,30 – 13Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Piazza della Minerva, 38 L’Osservatorio Strategie Vaccinali presenta il 1° Rapporto sulle Strategie nazionali, risultato dell’attività di monitoraggio nelle diverse realtà regionali dei sistemi di attuazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), attraverso indagini specifiche sul piano regionale e con un quadro di dettaglio in ambito locale. Con l’approvazione del PNPV 2017-2019, ogni Regione è chiamata a sviluppare proprie strategie vaccinali, al fine di raggiungere gli obiettivi previsti. Diventa necessario, quindi, sviluppare un piano di azione per il monitoraggio a livello regionale. Da qui nasce l’idea di creare l’Osservatorio Strategie Vaccinali, un’attività di ricerca scientifica coordinata dal dott. Michele Conversano, Direttore del Dip. Asl di Taranto, e dal prof. Federico Spandonaro, direttore C.R.E.A. Sanità.

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Nasce l’Osservatorio Mondiale della Famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Murcia. “L’obiettivo di questo Osservatorio è fornire un servizio importante di formazione e assistenza alle famiglie, in particolare le più destrutturate, in tutto paesi del mondo”, ha detto il Presidente dell’UCAM, José Luis Mendoza, riferendosi al nuovo Osservatorio Internazionale della Famiglia che è stato presentato nella Sala Stampa del Vaticano giorni fa.
In questo progetto, che ha come germe la richiesta di Papa Francesco di indagare sulla situazione attuale della famiglia, sarà effettuata una ricerca a livello mondiale, che si concentrerà sulla famiglia e sulla povertà con due linee principali: la povertà relazionale e la povertà economica.Nell’atto di presentazione dell’Osservatorio sono intervenuti con José Luis Mendoza, Presidente della UCAM; l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II e Francesco Belletti, Direttore del Centro internazionale di studi familiari (CISF) con sede a Milano.José Luis Mendoza ha dichiarato che in questo Osservatorio “mettiamo a disposizione del progetto le risorse umane, logistiche ed economiche necessarie per creare una rete di contatti locali nei cinque continenti: istituzioni specializzate nella ricerca scientifica della famiglia o che lavorano quotidianamente con o per le famiglie, per essere in grado di raccogliere dati affidabili”.Il Presidente dell’UCAM ha anche aggiunto che questo progetto inizierà a svilupparsi in Africa, a Nairobi, in Mozambico, ma anche a Nuova Delhi e in Cina e nei paesi dell’America Latina, seguendo un processo evolutivo. Il Presidente dell’UCAM ha ricordato che la sede centrale di questo osservatorio internazionale della famiglia sarà a Murcia, nella sede dell’Università.José Luis Mendoza ha indicato, inoltre, che “il contributo che l’UCAM offre all’attività dell’Osservatorio, come corpo co-fondatore, è in perfetta armonia con la sua natura, cioè l’aumento della cultura superiore e la piena promozione della persona umana, la diffusione della conoscenza scientifica e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica”.La UCAM copre la maggior parte del budget di questo progetto che conta di una squadra di traduttori che si scambiano informazioni in tempo reale in cinque lingue.Nel suo intervento, Monsignor Vincenzo Paglia ha ringraziato l’UCAM per fornire la logistica e il centro di collegamento internazionale che riunisce le istituzioni accademiche di 15 paesi in tutto il mondo già in questa fase di presentazione, al quale si aggiungeranno centinaia di università e istituzioni specializzate.Da parte sua, il Direttore del CISF, Francesco Belletti, ha sottolineato “l’interesse nel confrontare sia le vulnerabilità della famiglia sia l’efficacia pratica dei diversi tipi di aiuti, nonché le modalità nelle quali i paesi investono per affrontare l’implosione demografica e il rapido invecchiamento della popolazione in Europa, America e Asia”. (Ursula Vagnozzi)

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Osservatorio delle Competenze Digitali 2018

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Milano, 3 dicembre 2018 – ore 9.30 Assolombarda, via Pantano, 9 – Auditorium Gio Ponti. Innovazione tecnologica e digitalizzazione vanno ben oltre alla creazione di nuove professioni: modificano e trasformano le professioni di sempre, caratterizzandole per un crescente contenuto di conoscenze e competenze digitali.
La quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali (2018) estende il quadro dell’analisi dalle professioni ICT a tutte le professioni proprio per capire lo stato di digitalizzazione delle competenze richieste a tutti i livelli e in tutte le aree funzionali di un’organizzazione (non solo in quella dei sistemi informativi).
Le maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca hanno collaborato fianco a fianco per estendere, nella continuità, il campo di analisi e le proposte di policy associati a questo progetto unitario, che pone al centro della riflessione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo e imprenditoriale italiano.Programma
Ore 10:00 Apertura dei lavori Franco Patini, Comitato scientifico osservatorio competenze digitali
Ore 10:10 Competenze, professioni e formazione ICT Mario Mezzanzanica, Università Milano Bicocca Marco Ferretti, Università di Pavia, CINI
Ore 10:40 Formazione e competenze come asset strategico Confronto fra domanda e offerta delle skill nel mondo ICT. Laureati ICT: come attrarre e preparare un maggior numero di esperti ICT Stefano Brandinali, CIO Prysmian Group Marco Gay, Presidente Anitec-Assinform
Percorsi di studio ICT: come rinnovarli e migliorarne la qualità Alessandro Bertoli, CIO SorgeniaGiuseppe Mastronardi, Presidente AICA
Mercato del lavoro ICT: come avvicinare domanda e offerta di esperti ICT Fabio Degli Esposti, CIO Sea Milano Giorgio Rapari, Presidente Assintel
Aggiornamento permanente: come agevolare la conversione di competenze ICT Michela Bambara, CIO Falck Renewables Simone Puksic, Presidente Assinter
Ore 11:50 Intervento Carlo Bonomi, Presidente Assolombarda
Ore 12:05 Progetto Fondirigenti-DREAMY Digital REadiness Assessment MaturitY model
Sergio Terzi, Mip Politecnico di Milano
Ore 12:10 Intervento Teresa Alvaro, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale*
Ore 12:25 Intervento Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale
Ore 12:40 Fine lavori

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Nasce l’Osservatorio sull’Atopia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

In Italia le malattie atopiche, oltre ad avere un forte impatto sulla qualità di vita, comportano elevati costi per il paziente e per la collettività. La complessità dell’atopia – data dall’eterogeneità delle patologie a essa riconducibili che spesso si presentano anche simultaneamente nello stesso paziente – rende fondamentale promuovere una più ampia conoscenza del contesto epidemiologico, clinico e sociosanitario per attuare strategie di intervento mirate e tempestive.Proprio per raccogliere dati e fornire indicazioni utili a favorire un corretto inquadramento dell’atopia da un punto di vista scientifico e sociale e una sua migliore presa in carico sotto il profilo sociosanitario, nasce oggi l’Osservatorio sull’Atopia, un progetto promosso da Sanofi Genzyme insieme a un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da clinici, istituzioni e dai rappresentanti delle associazioni pazienti ANDeA e FederAsma e Allergie. L’obiettivo è favorire l’accesso tempestivo ed equo alle terapie, il riconoscimento da parte del Servizio Sanitario Nazionale della condizione atopica come malattia invalidante e il suo inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Le informazioni e i documenti raccolti e prodotti dall’Osservatorio saranno fruibili e disponibili ai decisori e al pubblico sul sito http://www.osservatorioatopia.it.
“L’individuazione di nuove strategie di intervento precoce e appropriato possono fare la differenza per la salute delle persone e per i costi associati a queste patologie”, spiega Giuseppe Novelli, Rettore Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Direttore della U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica del Policlinico Universitario di Tor Vergata. “Alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, assume particolare rilevanza per la sanità pubblica individuare e attuare decisioni per il corretto inquadramento e la presa in carico multidisciplinare dell’atopia, al fine di contenerne l’impatto socioeconomico.”
Atopia e malattie atopiche sono due facce della stessa medaglia. L’atopia, infatti, è una condizione che identifica la tendenza a manifestare risposte immunitarie amplificate nei confronti di minime quantità di allergeni. Si manifesta con un aumentato rischio di sviluppare una o più malattie atopiche quali dermatite atopica, asma, rinocongiuntivite, ma anche allergie alimentari, poliposi nasale oppure esofagite eosinofila. Comprendere questa condizione è il primo passo, il più importante, verso un’ottimizzazione del processo di riconoscimento, inquadramento e presa in carico del paziente.
Sul fronte epidemiologico, infatti, le patologie atopiche interessano numerose persone in Italia. L’asma, ad esempio, colpisce quasi 4 milioni di italiani, mentre di dermatite atopica soffre circa il 2-5% della popolazione adulta, con una frequenza quattro volte superiore nei bambini. Significativi gli effetti sul piano lavorativo e sociale: il 75% delle persone con asma e il 50% di quelle con dermatite atopica soffrono di depressione. Secondo i dati dello studio europeo “Vite atopiche” queste manifestazioni risultano spesso correlate. Quasi l’80% dei pazienti con dermatite atopica manifesta anche altre malattie atopiche che interessano le vie respiratorie quali allergie da polline (44%) e polvere (31%), asma (22%), intolleranze alimentari (28%),fino ad arrivare a malattie metaboliche, delle vie aeree e disturbi cardiaci.In Italia, degli oltre 35.000 adulti con dermatite atopica seguiti nei centri specialistici (dermatologici, allergologici, immunologici), circa 8.000 presentano la malattia in forma grave: migliaia di persone che vivono quotidianamente con segni e sintomi persistenti e devastanti come prurito, escoriazioni, lesioni e infezioni che compromettono seriamente la qualità di vita e dai quali, molto spesso, non trovano sollievo.

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Osservatorio MECSPE sulle PMI italiane della meccanica

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Quanto sono innovative le PMI del manifatturiero italiano? L’Osservatorio MECSPE, presentato da Senaf in occasione del nuovo tour dei “LABORATORI MECSPE FABBRICA DIGITALE, La via italiana per l’industria 4.0”, fa un bilancio sul I semestre del 2018, raccontando lo stato di salute delle imprese del made in Italy e il loro rapporto con la trasformazione digitale. Un processo di cambiamento che negli ultimi anni ha trasformato molto o abbastanza oltre 6 aziende su 10, in un panorama che a livello generale le vede digitalizzate ormai in buona parte (47,4%), interamente (37,8%) o anche solo in pochi nodi (9,6%). Il 55,8% degli imprenditori italiani percepisce la propria azienda molto o abbastanza innovativa, mentre 7 su 10 ritengono che tra i migliori strumenti di avvicinamento all’innovazione ci sia innanzitutto il trasferimento di conoscenza, a seguire la consulenza mirata (64,8%), le comparazioni con aziende analoghe (36,4%), i workshop (31,8%) e la tutorship di un’accademia o università (23,3%). L’87,6% ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunità tecnologiche e digitali sul mercato, il 21,2% investirà nel 2018 dal 10% al 20% del fatturato in ricerca e innovazione, e in molti credono che l’innovazione abbia consentito alle aziende di fare sistema e di creare nuove filiere. Seppure, infatti, una parte degli intervistati non abbia ancora attivato partnership tecnologiche, il 30,9% sta prendendo in considerazione di farlo, mentre il 30,4% ha fiducia nel concetto di filiera e ha già puntato su queste collaborazioni per favorire lo sviluppo tecnologico della propria azienda. Confermate le intenzioni di investimento nelle nuove tecnologie abilitanti, già in largo uso nelle PMI della meccanica e della subfornitura, che ad oggi hanno introdotto soluzioni in particolare per la sicurezza informatica (89,2%) e la connettività (79,7%), il cloud computing (67,1%), la robotica collaborativa (35,4%), la simulazione (31%), i big data (29,1%), la produzione additiva (28,5%) e l’Internet of Things (27,8%). La realtà aumentata è stata privilegiata dal 15,2%, così come i materiali intelligenti, mentre le nanotecnologie dal 7%. Al momento, i principali fattori di rallentamento della digitalizzazione sono rappresentati da un rapporto incerto tra investimenti e benefici (per il 43,5% delle aziende), dagli investimenti richiesti troppo alti (35,7%), dalla mancanza di competenze interne (26,2%), dall’arretratezza delle imprese con cui si collabora (17,9%), nonché dall’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata (14,3%), dalla mancanza di una chiara visione del top management (12,5%) e da troppi dubbi sulla sicurezza dei dati e sulla possibilità di cyber attack (4,8%).
Nel processo di trasformazione digitale, il rapporto uomo-macchina viene visto sotto più punti di vista. Oltre la metà del campione (54,8%), ritiene che le persone abbiano sempre un ruolo fondamentale, di centralità nei processi, e che la percezione umana sia il vero driver del cambiamento. Per il 36%, invece, è la tecnologia ad avere un ruolo di primo piano, ma solo se supportata da un’adeguata formazione umana e da un cambiamento culturale. L’8,6% ritiene la tecnologia fondamentale e l’unico fattore abilitante per la costruzione di soluzioni, che consentono di migliorare paradigmi di processo ormai obsoleti, mentre solo lo 0,5% ha una visione catastrofica, secondo cui le persone non assumono più un ruolo centrale e sono destinate ad essere sostituite dalle macchine. Guardando al futuro, ai giovani e alle digital skill, i profili specializzati più richiesti entro il 2030 saranno il Robotic engineer (30,3%), gli specialisti dei big data (17,9%), i programmatori di intelligenze artificiali (13,8%); a seguire lo specialista IoT (9,2%), il multichannel architect (7,7%) e gli esperti di cybersicurezza (6,2%). Dal punto di vista della preparazione complessiva che la quarta rivoluzione industriale richiede al personale nell’analisi e gestione dei dati, il livello di competenze è giudicato alto da quasi 6 imprenditori su 10 (56,2%) e medio dal 38,4% degli intervistati. Per la ricerca di nuove professionalità che facciano fronte alla sfida dell’industria 4.0, l’azienda si indirizza verso agenzie di ricerca del personale (53,4%), Università (38,9%), Istituti tecnici (36,1%), società di consulenza (24,5%), Istituti e scuole professionali (24%). Non mancano però come punto di riferimento anche le inserzioni (15,4%) e gli uffici di collocamento (9,6%).L’export resta fattore di traino per le PMI italiane del manifatturiero con 7 su 10 (70,1%) che dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile. Il 25,4% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, il 12,9% “dal 10% al 25%”, il 15,2% “dal 26% al 45%”, il 12,1% “dal 46% al 70%” e il 4,5% “oltre il 70%”. Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (82,4%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (49,5%) e dell’Asia (30,8%). Circa il 26,4% esporta in Nord America, mentre la Russia per il 14,3%, il Medio Oriente e il Sud America per il 12,6%, l’Africa Settentrionale per il 9,9%, l’Oceania per il 4,9% e l’Africa Meridionale per il 2,7% rappresentano gli altri mercati di sbocco. Non ci sono dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3 anni, solo il 6,5% si aspetta una contrazione dello scenario in cui opera contro un 59,8% apertamente convinto dello sviluppo del proprio mercato di riferimento e un 33,7% che crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all’andamento attuale.

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Aduc osservatorio Firenze: Le mirabolanti avventure degli utenti Ataf

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Il quotidiano La Repubblica, cronaca fiorentina, ha posto 4 domande all’azienda monopolista dei trasporti urbani della città: Cara La Repubblica di Firenze, il tuo commento di domenica 23 settembre, dedicato all’Ataf e alla vicenda delle tessere Unica, finisce con una domanda: qualcuno è in grado di spiegare questi misteri? Ci provo.
1 – le tessere si possono fare anche online, anche se -esperienza personale- invece dei tre giorni dichiarati, a spedirtela a casa ci mettono 20 giorni. Almeno la mia, perché quella della figliola, studentessa minorenne, richiesta insieme alla mia, si sono riservati di accettarla dopo una verifica delle mie dichiarazioni (mistero da aggiungere ai tuoi, visto che il sistema accetta la domanda solo se le risposte rispondono a certi standard…); e comunque, ad annoscolastico inziato, non è ancora arrivata. Sulle code massacranti, credo si chiami economia, cioé risparmiare, tanto “chi se ne frega” se poi le persone si devono fare anche due ore di coda… nonostante le scuse anodine profuse ipocritamente dalla dirigenza dell’azienda.
2 – rimborso del Comune per tutti gli studenti presentando dichiarazione Isee, ma che non serve a nulla visto che il rimborso viene dato a tutti. Una sola parola: burocrazia di incapaci, quello che fa la mano destra, la mano sinistra non deve saperlo…
3 – abbonamenti a data rigida di inizio. Si chiama furbizia economica, per prendere più soldi. Il sistema informatico per una gestione non a date rigide costerebbe uguale, ma vuoi mettere tutti i soldi in più che si incassano se, facendo l’abbonamento a metà mese, lo stesso ti vale solo per il mese in corso? E’ obbligo fare una riflessione su queste furbizie e gli affidatari di un servizio di pubblica utilità che ne fanno uso.
4 – Abbonamento da portarsi dietro e vidimare sul bus. Qui dissento con la tua osservazione. L’esibizione del titolo di viaggio (e la vidimazione per monitorare le presenze) mi sembra buona. Certo, se dimentichi a casa l’abbonamento e ti fanno la multa, dovresti fartela levare esibendo successivamente l’abbonamento. Un minimo di “fatica” (portarsi dietro l’abbonamento e vidimarlo sul mezzo -a Brisbane/Australia ho visto che vidimano anche quando scendono) per aiutare l’azienda ad essere più efficiente, non mi sembra un gran fastidio per l’utente.
Comunque, la mia opinione sui primi 3 punti che hai rilevato, è netta. Tu domandi: perché accade? Da utente o osservatore rispondo: sono incapaci, senza professionalità e non meritano la nostra fiducia. Sono eccessivo? Un esempio a valorizzare quanto sostengo: per le code allucinanti agli sportelli l’azienda si è scusata, uno si aspetta che vengano presi provvedimenti a rimedio… e invece no, la situazione -dopo le scuse- è anche peggiorata.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Lo studio ha messo in evidenza che nel 2017 i casi di frode rilevati sono stati più di 26.600 per un importo medio pari a oltre 5.700 Euro e una perdita economica complessivamente pari a circa 153 milioni di Euro.Il prestito finalizzato, come già osservato anche negli anni scorsi, risulta ancora una volta essere la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi, con una quota pari al 55,8% dei casi, seppur in calo rispetto all’anno precedente. Al contempo si registra un significativo incremento delle frodi perpetrate sulle carte di credito, che arrivano a spiegare il 27,7% dei casi totali a fronte di una crescita che nel 2017 è stata pari addirittura al +49% rispetto all’anno precedente. Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 34,6% dei casi ha avuto come oggetto l’acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto-moto (9,4% del totale) e le spese per la casa (9,9%). A seguire l’arredamento (6,6%) ed elettronica – informatica – telefonia (4,6%).La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 57,8% del totale, per la precisione) sono ancora una volta uomini ma rispetto all’anno precedente si registra un cospicuo aumento delle vittime di sesso femminile (+18,1%). La ripartizione percentuale delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento vede al primo posto del ranking la Sicilia, con il 16,0% del totale, seguita a ruota dalla Campania, con il 15,9%, e più distanziate Lombardia, Puglia e Lazio.

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Quarta edizione dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Roma mercoledì 4 luglio nel centro congressi dell’hotel Palazzo Montemartini alle ore 11.00 sarà presentata agli operatori del settore, alle istituzioni e alla stampa la quarta edizione dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE, lo studio dell’associazione Federcongressi&eventi che analizza in modo continuativo il settore italiano dei congressi e degli eventi monitorandone i trend.Come le precedenti edizioni, la ricerca è realizzata da ASERI, l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: oltre 5.500 sedi di eventi tra alberghi, centri congressi, dimore storiche e location sono state contattate per fornire i dati relativi alle caratteristiche degli eventi ospitati nel 2017 (volume, numero e provenienza dei partecipanti, tipologia dei committenti).La presentazione dell’unico studio di settore sulla meeting industry italiana sarà introdotta dalla Vice Presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile e condotta dalla Presidente di Federcongressi&eventi Alessandra Albarelli e dal coordinatore della ricerca il Professor Roberto Nelli.Al termine della presentazione si svolgerà il confronto sullo stato dell’arte del settore e sui suoi trend e sviluppi. Interverranno: Giovanni Bastianelli, Direttore Esecutivo Agenzia nazionale del turismo-ENIT; Carlotta Ferrari, Presidente Convention Bureau Italia; Francesco Palumbo, Direttore della Direzione Generale Turismo, Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e Annamaria Ruffini, Presidente Society for Incentive Travel Excellence-SITE.

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ACI riunisce a Roma il Tavolo tecnico dell’Osservatorio “Muoversi con Intelligenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Si è riunito per la prima volta a Roma il Tavolo tematico sull’evoluzione dei sistemi tecnologici a supporto della guida, promosso dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, a cui hanno partecipato i rappresentanti pubblici e privati della filiera automotive. E’ il primo passo dell’Osservatorio “Muoversi con intelligenza”, che ha l’obiettivo di rendere la mobilità più sicura ed efficiente. ACI ha riunito al tavolo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dello Sviluppo Economico, con il contributo ai lavori di rappresentanti del mondo accademico, scientifico imprenditoriale ed assicurativo.
Due i principali temi affrontati nella discussione di interesse concreto e immediato: come rendere operativo al meglio il nuovo Decreto (Smart Road) che regola la sperimentazione su strada dei veicoli a guida autonoma e come concretizzare, nel più breve tempo possibile e nella realtà italiana, i vantaggi promessi dai sistemi innovativi di assistenza alla guida.“Dando seguito all’ultima edizione della Conferenza del Traffico e della Circolazione – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – dedicata proprio alla guida autonoma, ci poniamo come aggregatori di forze istituzionali, scientifiche ed imprenditoriali per favorire la convergenza di politiche ed investimenti sul futuro della mobilità, partendo dai dispositivi ADAS a supporto della guida più sicura. Puntiamo i riflettori soprattutto sugli utenti deboli della strada, compresi i neopatentati più esposti ai rischi di una guida distratta”.“La sfida di domani della guida autonoma si vince oggi – afferma Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo – eliminando ogni ostacolo con il contributo di tutti. Il confronto è fondamentale per costruire norme e regole che favoriscano, in sicurezza, la sperimentazione delle nuove tecnologie. Gli investimenti avviati, per rendere più intelligenti le nostre infrastrutture, vanno incrementati e velocizzati. E occorre più informazione e sensibilizzazione degli automobilisti sul processo di sviluppo”.“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in prima linea – sottolinea Mario Nobile della Direzione generale per i sistemi informativi e statistici del MIT – e c’è grande disponibilità al confronto. L’Osservatorio della Fondazione Caracciolo, che riunisce intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, può svolgere con efficacia il compito di approfondimento e di informazione. Sarebbe opportuno che a questi incontri tecnici seguissero sessioni operative per conoscere da vicino le soluzioni più avanzate per la mobilità”.

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Inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

european commissionBruxelles. La Commissione europea ha inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain con il sostegno del Parlamento europeo, rappresentato dal deputato Jakob von Weizsäcker, autore della recente relazione sulle valute virtuali.L’Osservatorio e forum sulla blockchain si occuperà di evidenziare gli sviluppi più importanti di tale tecnologia, di promuoverne i protagonisti europei e di rafforzare l’impegno assunto a livello europeo con i diversi soggetti interessati coinvolti nel settore della blockchain.Le tecnologie blockchain registrano blocchi di informazioni distribuiti in tutta la rete e sono considerate una grande innovazione, in quanto offrono elevati livelli di tracciabilità e sicurezza nelle transazioni economiche online. Si prevede che tali tecnologie influiranno sui servizi digitali e trasformeranno i modelli aziendali in molteplici settori, ad esempio in ambito sanitario, assicurativo, finanziario, energetico, logistico e nel settore della gestione dei diritti di proprietà intellettuale o dei servizi pubblici.La Commissione, attraverso il settimo programma quadro per la ricerca (7°PQ) e il programma Orizzonte 2020 dell’Unione europea, finanzia progetti relativi alla blockchain dal 2013. Da qui al 2020 la Commissione finanzierà progetti in grado di sfruttare le tecnologie blockchain fino a un massimo di 340 milioni di euro.
Gli innovatori e gli imprenditori europei hanno già iniziato ad offrire soluzioni basate sulla blockchain. I protagonisti di settori tradizionali, ad esempio le banche, le compagnie di assicurazioni, le borse, le imprese logistiche o altre società, sono impegnati in progetti pilota. Numerosi Stati membri hanno annunciato iniziative con le quali intendono rafforzare l’uso della tecnologia blockchain.
L’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain svolgerà un ruolo proattivo nell’aiutare l’Europa a cogliere le nuove occasioni offerte dalla blockchain, nello sviluppo delle competenze e nell’assumere un ruolo di guida in questo settore; si occuperà di raccogliere informazioni, di seguire ed analizzare le tendenze, di affrontare le sfide e di esplorare il potenziale socioeconomico offerto dalla blockchain. L’Osservatorio e forum dell’UE renderà possibile la cooperazione transfrontaliera nei casi di utilizzo pratico, riunendo i maggiori esperti a livello europeo e promuovendo uno spazio aperto in cui tecnici della blockchain, innovatori, cittadini, operatori del settore, pubbliche autorità, regolatori e supervisori possano discutere e sviluppare nuove idee al fine di imparare, partecipare e contribuire in modo aperto.

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I risultati dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

opportunita-lavoroIn discesa la ricerca dell’occupazione fra i giovani, ma rimane ancora a livelli tutt’altro che rassicuranti. Secondo quanto rilevato da CornerJob nell’ultimo trimestre 2017 la percentuale dei giovani alla ricerca del lavoro nella fascia 18-25 anni ha registrato un deciso calo (assestandosi al 41,5% e scendendo di circa 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Ma il dato è da inserire in un quadro stagionale. Stiamo parlando infatti di una fascia d’età che è ancora alle prese con lo studio. Ragazzi che quindi, nel corso dell’estate decidono di sacrificare parte delle vacanze con “lavoretti stagionali” per far quadrare un bilancio sempre più complicato, ma che, con l’inizio degli anni accademici e i primi esami, devono dedicarsi con maggior vigore allo studio. Di segno inverso risulta invece il dato relativo alla fascia 26-30 anni, dove la percentuale di chi è alla ricerca del lavoro sale di cinque punti percentuali rispetto al trimestre precedente assestandosi al 22,7%, bilanciata da una diminuzione di cinque punti percentuali in area over 30, dove il totale delle ricerche di lavoro è al 25%. “Le nostre rilevazioni che, ricordiamo, hanno un valore indicativo in quanto provenienti dalle aziende e dai candidati presenti sulla nostra piattaforma, sembrano andare in una direzione lievemente differente rispetto all’entusiasmo generale originato dalla pubblicazione degli ultimi dati ISTAT”, ha commentato Eva Maggioni, Head of Strategies & Sales di CornerJob. “Sulla nostra piattaforma, i millennial alla ricerca di un lavoro toccano il 64,3% del totale. Che è sicuramente un risultato migliore rispetto alla punta del 74% del primo semestre 2017. Ma è importante non confondere un cambio di direzione con una decisa (e decisiva) ripresa. I punti di domanda sono ancora tanti. Il primo, osservando i candidati sulla piattaforma, è che spesso sono gli stessi che si ripresentano a cadenza trimestrale o anche mensile. Noi li abbiamo intervistati. E ci hanno detto che, se il metro di paragone dello status di “occupati” non è più il caro vecchio posto fisso, non può nemmeno essere quello di una precarizzazione così spinta. Fatta di contratti che spesso non arrivano neppure ai tre mesi e che quindi, non permettono alcuna forma di progettualità. Certo anche questo è lavoro, ma onestamente si può definire occupazione?”. Ai dubbi di Eva Maggioni dà eco anche maggiore Francesca, 30 anni, laureata in scienze dell’alimentazione. “Io sono cinque anni che passo da uno stage all’altro. Ogni volta mi dico che forse è la volta buona. Ma non è così. Quindi è vero, sto lavorando. Ma di fatto non ho un salario che si possa considerare tale, sono costretta a vivere ancora con i miei e a rimandare il mio sogno di indipendenza di tre mesi in tre mesi. E mi dispiace che le statistiche mi considerino occupata, perché io sono, di fatto, una disoccupata al lavoro”.
La Lombardia si conferma alla guida del mercato del lavoro. Retrocede invece il Lazio che viene superato dal Piemonte. La Campania (per i primi nove mesi al terzo posto in termini di offerte) si piazza al settimo posto. La Lombardia è, come sempre, alla guida del mercato. Con un primo posto nella classifica delle regioni italiane consolidato da diverse lunghezze di vantaggio rispetto a tutte le altre, assorbendo il 68% delle offerte di lavoro del Paese. Al secondo posto troviamo il Piemonte con il 15% (+9% versus terzo trimestre) che supera il Lazio a quota 14% (-5% rispetto al Q3). La Campania, precedentemente medaglia di bronzo, perde 11 punti percentuali e precipita nella zona bassa della classifica, quella delle regioni con risultati inferiori all’1%.
Sul fronte delle offerte c’è una grande fame di agenti immobiliari e di commercio che rimangono tra le professioni più ricercate anche nel quarto trimestre 2017 assorbendo oltre il 44% del totale. Al secondo posto troviamo il settore turismo- HoReCa a quota 20%. Al terzo posto, ma con quasi 9 lunghezze di distacco rispetto al secondo, le professioni di back office (contabilità, segreteria, IT). Sul fronte delle professioni più ambite dai candidati, il settore turismo-HoReCa rimane ben saldo al primo posto a quota 34%, seguito dalle posizioni di back -office (a quota 12%).

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Report dell’Osservatorio Immobiliare Digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

borsaL’Osservatorio Immobiliare Digitale (OID) presenta il Report sul mercato residenziale degli USA, realizzato in collaborazione con Opisas, società internazionale specializzata nella vendita ed intermediazione di investimenti immobiliari all’estero. Le vendite di giugno 2017 hanno fatto registrare un incremento dell’1.7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Degno di nota anche l’aumento del prezzo mediano di vendita degli immobili: +7.5% (sempre giugno 2017 su stesso mese 2016). Il Report, oltre a presentare un novero di dati interessanti e inediti, analizza anche la portata degli investimenti stranieri negli USA, in fortissima crescita, trainati dalla Cina. Presente anche l’Italia, al decimo posto.
“L’analisi del mercato residenziale statunitense – dichiara Diego Caponigro, Presidente OID e CEO di ReGold.it – è un importante insight per la valutazione e lo studio della situazione economica globale. Il Report si focalizza infatti anche sul costante e crescente interesse da parte degli investitori internazionali per questo mercato”. “Siamo molto orgogliosi – aggiunge Christian Calusa, CEO e Founder di Opisas – che OID ci abbia chiesto di collaborare a questo Report. La certificazione riconosciuta ad OPISAS (e attribuita da OID) sul processo di acquisto sul mercato immobiliare americano è un riconoscimento che ci riempie di soddisfazione. Sono molto orgoglioso dei traguardi che OPISAS ha raggiunto negli ultimi anni all’estero, dove ormai collaboriamo con diverse associazioni di categoria che ci considerano un partner serio ed affidabile per i propri associati.”

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Summer School “Impresa e diritti Umani”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia – La I edizione della Summer School “Impresa e diritti Umani” è un importante percorso formativo ideato e proposto dall’Università per Stranieri di Perugia insieme all’Unione Forense per la tutela dei diritti umani (UFTDU) e all’Osservatorio internazionale sui diritti umani nei Paesi del Mediterraneo (ODIMED), in collaborazione con il Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU), che pone i riflettori su una problematica di grande attualità offrendo una settimana di corso intensivo focalizzato sull’ Impresa e diritti Umani. La Summer school è un’opportunità unica per approfondire il ruolo crescente della globalizzazione dei mercati e le nuove dimensioni della responsabilità sociale che impongono di declinare la tutela dei diritti in una stretta connessione con la qualità del Made in Italy, non solo limitata al prodotto, ma al sistema di relazioni che intessono i contesti produttivi e di mercato. Il corso, della durata di 5 giorni, si svolgerà a Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, da lunedì 18 settembre fino a venerdì 22 settembre, con un impegno complessivo di 28 ore ed è aperto ad un massimo di 40 partecipanti. Due i percorsi formativi proposti: il primo, a carattere multidisciplinare, valuta la tutela dei diritti umani in aree scientifiche e culturali diverse; il secondo approfondisce questioni relative alla responsabilità sociale d’impresa nella prospettiva della internazionalizzazione dei processi produttivi. Il Corso è accreditato dal Consiglio Nazionale Forense con il riconoscimento di 20 Crediti Formativi. Saranno rilasciati 3 CFU – SSD IUS/13. Il comitato scientifico della Summer School è composto dal prof. Guido Alpa, Prof. Ugo Ruffolo, prof. Salvatore Andò, prof. Anton Giulio Lana, prof. Giovanni Paciullo. Il direttore scientifico del corso è Laura Coppini, e Alessio Sangiorgi è il coordinatore.
L’offerta formativa è rivolta a pubblici ufficiali e funzionari della Pubblica Amministrazione, ad avvocati, dottorandi e operatori del diritto, nonché a rappresentanti delle ONG specializzate nel settore e a tutti coloro che intendano conseguire una specializzazione nella materia per l’esercizio della professione, la partecipazione a concorsi o l’accesso a organizzazioni internazionali operanti nell’ambito della tutela dei diritti umani. Per maggiori informazioni e per scaricare il bando seguite tutte le istruzioni presenti nella home page dell’Università per Stranieri di Perugia all’indirizzo http://www.unistrapg.it. Scadenza per la domanda d’iscrizione: 3 settembre 2017.

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Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn seguito le discussioni delle commissioni Cultura e Affari Sociali riguardanti la Delega sull’inclusione degli studenti disabili, si sta concludendo l’iter per le deleghe della Buona Scuola. Ma ancora gli studenti sono inascoltati e le discussioni sono chiuse nelle sale del parlamento. “Continuano ad essere escluse le associazioni studentesche dall’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.”- Dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti ”La riduzione dai 22, ai 20 studenti massimi per le classi in cui sono presenti degli studenti disabili è un segnale positivo, ma non può bastare perché si sta evitando di dare una risposta reale al necessario rifinanziamento sostanziale della scuola pubblica”.Prosegue l’Unione degli studenti -“Questa Delega continua a presentare delle criticità troppo rilevanti per essere accettata. Trascura totalmente le questioni sollevate dagli studenti, i diretti interessati: vogliamo una legge Nazionale sul Diritto allo Studio inclusiva per gli studenti con disabilità, l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche e l’inserimento delle Associazioni Studentesche nell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica.” Non ci accontentiamo di piccole modifiche alla delega. Chiediamo finanziamenti reali, l’immediato ritiro della delega e l’abrogazione della Legge 107 per ripartire con una nuova Costituente della scuola, che sia veramente partecipata e che risponda ai bisogni dei soggetti in formazione. Per questo siamo pronti a scendere in piazza nei prossimi mesi!

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Osservatorio sulla salute nelle regioni italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Alessandro SolipacaDa 15 anni l’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane, nato su iniziativa dell’Istituto di Sanità Pubblica – Sezione di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, registra i dati e le tendenze della salute in Italia. Dati elaborati a livello nazionale con la collaborazione di un potente network regionale, di Istituti di Igiene di altre Università Italiane e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali.“L’Osservatorio, spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, nasce all’indomani della riforma per regionalizzare il Servizio Sanitario Nazionale ed è stato costituito per monitorare l’impatto della devoluzione sulle condizioni di salute nelle diverse Regioni. In questi 15 anni abbiamo creato un network che coinvolge circa 230 esperti articolati in 21 sezioni regionali che si occupa di raccogliere dati regionali comparabili provenienti da diverse fonti ed elaborare e diffondere strumenti di sorveglianza della sanità pubblica. Oggi siamo ad una svolta: l’Osservatorio si rinnova attraverso il suo sito web (http://www.osservatoriosullasalute.it/) per Claudio Cricellirendere fruibili a coloro che ne hanno la necessità tutti i dati raccolti, i propri archivi, le serie storiche per le analisi e le considerazioni utili a chi lavora nella salute. Vogliamo trasformare i nostri Rapporti da strumento scientifico per addetti ai lavori in una fonte di informazioni per tutti. Nel nuovo sito web è infatti possibile consultare tutti i dati elaborati in questi anni senza alcun tipo di registrazione o password”.“Il prodotto principale dell’Osservatorio, continua Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, è il Rapporto Osservasalute che per 15 anni ha analizzato il Sistema Sanitario Nazionale a 360°, prendendo in considerazione gli aspetti legati alle attività, alle risorse economiche e ai bisogni di salute della popolazione. In questi 15 anni alcune cose sono migliorate: la speranza di vita media di un italiano è cresciuta, secondo gli ultimi dati del 2016, a 82,8 anni (80,6 per gli uomini e 85,1 per le donne) anche se si segnalano problemi di la saluteequità tra le regioni, in Campania l’aspettativa di vita media è infatti di soli 80,0 anni mentre nella Provincia Autonoma di Trento è di 83,5 anni. Per quanto riguarda l’abitudine al fumo, gli italiani sono andati migliorando, passando dal 25,5% di fumatori di 15 anni fa al 19,6% nel 2015 facendo ben sperare per il futuro. Molti aspetti sono purtroppo andati peggiorando, ad esempio gli stili di vita, in cui c’è stato un aumento sensibile delle persone in sovrappeso, registrando nel 2015 il 35,3% degli adulti e il 24,9% dei bambini con eccesso di peso; l’attività fisica non è mai decollata, con il 39,9% della popolazione sedentaria stabile da 15 anni mentre sono ancora troppo pochi gli italiani che praticano un’attività sportiva (23,8% in modo continuativo)”.“Da quest’anno, aggiunge Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, la collaborazione con l’Osservatorio Walter RicciardiNazionale sarà più stretta: infatti SIMG mette a disposizione dell’Osservatorio i dati forniti dalle cartelle cliniche dei pazienti italiani, raccolte attraverso HEALTH SEARCH, l’importante database che registra, nel più rigoroso rispetto della normativa vigente, i dati che consentono di tracciare e studiare sia il comportamento dei medici di medicina generale sia comprendere come vengono trattate le più frequenti patologie croniche”.“La crescente complessità della realtà sociale ed economica che stiamo vivendo rende necessarie attente valutazioni, l’ausilio di numerosi dati statistici e forti capacità di analisi in grado di orientare le scelte che condizioneranno il futuro della sanità pubblica e la sua sostenibilità. L’interesse riscosso e i riconoscimenti ricevuti in questi anni ci hanno quindi spinto ad avviare questa nuova fase finalizzata a potenziare e modernizzare gli strumenti di comunicazione anche ampliando l’offerta di contenuti digitali con la realizzazione di focus, approfondimenti e commenti a notizie di attualità durante l’anno”, conclude Ricciardi. (foto: Alessandro Solipaca, Claudio Cricelli, la salute, Walter Ricciardi)

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Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie in Italia, aggiornato al primo semestre 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

euro areaIn particolare, lo studio ha messo in evidenza come, nel periodo in oggetto, in Italia sono state rilevate poco meno di 8.000 frodi (+1,5% rispetto al corrispondente semestre 2015) a fronte di un incremento notevole (+66%) dell’importo medio delle stesse, che si è attestato a 9.893 Euro.La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia come la maggioranza delle vittime (il 62,5% del totale) sia rappresentata da uomini, mentre osservando la distribuzione delle frodi per classi di età delle vittime, si conferma la tendenza già evidenziata nella precedente rilevazione, con la fascia compresa tra 50 e 59 anni che fa registrare il maggior incremento (+8,2%), seguita da quella degli over 60 (+7,9%).Inoltre, nel I semestre 2016 il 26,5% dei casi ha riguardato un importo frodato compreso tra i 1.500 e 3.000 euro, con un incremento quasi doppio rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Al contempo si è registrato un calo significativo delle frodi di piccolo importo, sotto i 1.500 euro.Infine, per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto al credito erogato, le categorie più colpite sono quelle del travel/entertainment, degli immobili/ristrutturazione e dei trattamenti estetici/medici. In termini assoluti, invece, la maggioranza dei casi fa riferimento all’acquisto di elettrodomestici, con una quota pari al 37,7% del totale, seguita ai finanziamenti ottenuti in modo fraudolento per acquistare un’auto o una moto (14,6%).

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Osservatorio CRIF sui furti d’identità e le frodi creditizie in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Secondo lo studio, nell’intero anno 2015 i casi di frodi creditizie verificatisi nel nostro Paese sono stati 25.300 e hanno determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro. Inoltre, rispetto al 2014 si è registrata anche una crescita dell’importo medio frodato.L’Osservatorio CRIF mostra infatti come nel 2015 il 32,8% dei casi di frodi abbia avuto un importo inferiore ai 1.500 €, in sensibile contrazione rispetto alla precedente rilevazione. Al contempo, i casi di frode con importo compreso tra 3.000 e 5.000 Euro hanno visto un incremento pari a +32,0% rispetto al 2014. A fronte di un fenomeno criminale che sembra non conoscere crisi, i tempi di scoperta si riducono, tanto che oltre la metà dei casi la frode viene scoperta entro 6 mesi. Rimane comunque un 16% dei casi in cui la scoperta avviene dopo più di 3 anni, con intuibili maggiori disagi per le vittime.
Anche nel 2015 la forma tecnica dei prestiti finalizzati continua a fare la parte del leone, tanto che 74,3% dei casi di frode interessa questa tipologia di prodotto. Complessivamente si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+51% rispetto al 2014). Complessivamente, nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 38,5% dei casi di frode ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche il comparto auto-moto (con il 13,8%), quello l’arredamento (8,1%) e l’elettronica–informatica–telefonia (6,8%). Rispetto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per travel/entertainment, consumi e spese professionali.Infine, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 64,1% del totale, per la precisione) sono uomini, mentre le donne registrano una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-4,7%).

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Presentazione dell’Osservatorio AIBE 2016

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2016

milanodavedereMilano Lunedì 4 aprile 2016, alle ore 10.30, Via Carlo Bo, 1 si terrà in IULM la presentazione dell’Osservatorio AIBE 2016 (Associazione fra le Banche Estere in Italia), indagine che accende i riflettori su un tema di grande interesse: quali sono i punti di forza e di debolezza dell’Italia che misurano il grado di attrattività del nostro Paese agli occhi degli investitori internazionali? L’incontro sarà introdotto dal Professor Angelo Miglietta (Prorettore Università IULM) e vedrà la partecipazione dell’On. Enrico Morando, Viceministro all’Economia.
Al dibattito interverranno: Dott. Guido Rosa (Presidente AIBE); Dott.ssa Arabella Caporello (Former Vice President Investindustrial); Professor Giorgio Bertinetti (Ordinario di Finanza Aziendale Università Cà Foscari di Venezia); Professor Emanuele Carluccio (Ordinario Economia degli Intermediari Finanziari Università di Verona). L’Osservatorio AIBE 2016, realizzato con la collaborazione del CENSIS, ha come obiettivo quello di fornire un autorevole indice di immediata misurabilità dell’attrattività dell’Italia nel mondo e un luogo di costante confronto e aggiornamento per valutare dinamiche e prospettive. L’Osservatorio, in collaborazione con ISPO Ricerche, ha infatti condotto un’indagine qualitativa sul grado di percezione dell’Italia presso importanti operatori internazionali con attese di investimenti di medio e lungo periodo.

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Osservatorio Export: le esportazioni online valgono 6 miliardi di eur

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

porta nuova milanoMilano. L’Export italiano che passa attraverso canali digitali vale circa 6 miliardi di euro e rappresenta ancora una quota marginale, di poco superiore al 4%, delle esportazioni totali di beni di consumo. La maggior parte del fatturato dell’Export online è riconducibile ai grandi retailer online, seguiti dai marketplace (come eBay) e dai siti di vendite private. Il settore più esportato attraverso canali digitali è il Fashion, che pesa per oltre il 65% delle vendite online oltreconfine, mentre gli altri comparti tipici del Made in Italy, ossia Food e Design, hanno un’incidenza più contenuta con circa il 15% ciascuno. E i principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e USA) con l’aggiunta di Giappone e Russia, mentre sono poco presidiati Cina e Sud America.Questi sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Export della School of Management del Politecnico di Milano presentata questa mattina a Milano al convegno “Export e Digitale, un binomio niente male”1. La Ricerca rileva come pesi complessivamente 1,5 mi liardi di euro l’Export online “diretto”, in cui l’interazione con il cliente finale è gestita da un operatore con ragione sociale italiana, attraverso i siti dei produttori (come Diesel, Giordano Vini, Ermenegildo Zegna), i siti di retailer online o multicanale (come LuisaViaRoma, YOOX NET-A-PORTER GROUP) o i marketplace “italiani” (come eBay.it). L’Export online diretto è riconducibile per il 70% circa al Fashion, seguiti dal Food e dall’Arredamento/Home Design, con il 10% ciascuno. Il canale più rilevante è quello dei retailer nazionali che valgono per il 60%, mentre il 25% è generato da siti propri di aziende produttrici e il 15% da marketplace con dominio .it.Vale invece 4,5 miliardi di euro l’Export online “indiretto”, attraverso i siti di eCommerce dei grandi retailer online stranieri (ad esempio Zalando, JD.com, Suning.com), i grandi marketplace (Amazon ed eBay con domini stranieri, Tmall.com) o i siti delle vendite private internazionali (Vente-privee.com, VIP.com) che acquisiscono prodotti in Italia per poi venderli in tutti i paesi in cui sono presenti. Anche in questo caso, la quota più rilevante (65%) è riconducibile al Fashion, mentre Food e Arredamento/Home Design pesano ciascuno per il 17%. Il canale più significativo è quello dei retailer online stranieri con oltre la metà del totale transato, seguiti dai marketplace con un terz o e dai siti delle vendite private con poco più del 10%.
Oltre un quarto della domanda finale italiana è riconducibile ai mercati esteri che, visto il calo della domanda interna, sono sempre più importanti per la nostra economia. Il Made in Italy è un fattore chiave per il successo delle esportazioni verso i Paesi emergenti, ma i Paesi europei restano ancora i principali mercati di sbocco. L’Osservatorio Export ha analizzato lo scenario macroeconomico italiano rilevando come la cosiddetta “propensione all’Export” – il rapporto tra valore complessivo delle esportazioni e PIL – si attesti mediamente oltre il 25% e abbia superato il 29% nel 2014. Oltre il 20% delle imprese manifatturiere attive in Italia, circa 89.000, è esportatore. Negli ultimi anni, la rilevanza dei mercati esteri è cresciuta, per la maggiore incidenza della domanda estera su quella interna: il fatturato medio delle imprese italiane all’estero nel 2015 &egrave ; cresciuto del 18% rispetto al 2010, a fronte di una caduta sul mercato interno di circa 10 punti.
Nel 2014 la domanda estera netta, ossia la differenza tra esportazioni e importazioni, ha contribuito a contenere il calo del PIL per il terzo anno consecutivo. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2,7%, raggiungendo quasi 475 miliardi di euro (di cui 387 da esportazioni di beni e 98 di servizi): un dato che fa dell’Italia l’ottavo esportatore di merci a livello mondiale e quattordicesimo per i servizi. I dati 2015 (non ancora definitivi) mostrano un’ulteriore accelerazione dell’Export (+3,5%). I Paesi dell’Unione Europea rimangono i principali mercati di sbocco delle esportazioni italiane, con un peso complessivo superiore al 50%, grazie alla vicinanza geografica, l’assenza di barriere doganali, la somiglianza di regolamentazioni e abitudini commerciali. Gli USA sono il terzo Paese di sbocco e il primo mercato non europeo, seguito, tra i mercati extra-europei dalla Cina, dove i marg ini di crescita sono ancora ampi, vista la quota di mercato italiana relativamente bassa e il progressivo ampliamento della classe media potenzialmente interessata al Made in Italy.

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