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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Calo drastico dei livelli nei grandi bacini settentrionali e portate del fiume Po sotto quelle del 2019, mentre continua la difficile stagione idrica di Puglia e Basilicata: è questa la sintesi del bollettino settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
Al Nord, crollano le altezze idrometriche dei laghi Maggiore (cm.7,1 contro una media di cm. 68,7) e Lario (cm.4,0 contro una media di cm. 71,7); restano, invece, in media l’Iseo ed il Garda, che continua a godere di ottima salute idrica.Del progressivo deflusso dai grandi invasi beneficiano i fiumi della Lombardia, dove solo l’Oglio è in leggero calo; nel Veneto, tengono le portate dell’Adige e dei principali corsi con il Piave in ottima salute, grazie al ripetersi di copiosi fenomeni temporaleschi sull’area dolomitica.Le portate del fiume Po, da tempo sotto media, sono ora, però, scese sotto quelle registrate un anno fa (a Pontelagoscuro: 738 metri cubi al secondo, mentre erano mc/sec 807 nel 2019 e contro una media di mc/sec 1.140).
“Situazione da tenere sotto controllo – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) -L’Osservatorio dell’Autorità di Distretto è già stato opportunamente convocato per il 6 Agosto.”
In Piemonte, i principali fiumi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo) sono in ripresa mentre l’ Emilia Romagna si conferma fortemente condizionata dall’andamento pluviometrico territoriale: se sorridono Reno e Trebbia (mc/sec 24,29 contro una media mensile di mc/sec 4,63!), sono praticamente dimezzate le già sofferenti portate di Secchia e soprattutto Savio (mc/sec 0,26 contro una media mensile di mc/sec 0,5).
In Centro Italia, in una situazione di sostanziale stabilità idrica, si segnala il trend negativo degli invasi marchigiani, che in una settimana calano di 2 milioni di metri cubi d’acqua, avvicinandosi ai livelli del siccitoso 2017 (oggi trattengono 41,28 milioni di metri cubi contro i 40 milioni di allora); nel Lazio, l’altezza idrometrica del lago di Bracciano scende a quote vicine al 2019 ed il fiume Liri Garigliano segna un altezza idrometrica dimezzata rispetto all’anno scorso.In Campania è buona la condizione dei fiumi Volturno e Sele, entrambi con livelli superiori allo scorso anno.Al Sud prosegue la discesa delle riserve idriche trattenute negli invasi di Puglia e Basilicata. Nella prima regione il calo è stato di 12 milioni di metri cubi in una settimana (il deficit idrico rispetto al 2019 è ora di oltre 54 milioni di metri cubi), con un prelievo medio quotidiano di 1 milione di metri cubi dal solo bacino di Occhito. Nei 10 giorni scorsi, gli invasi lucani sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019.Infine, rimane confortante la situazione idrica dei bacini calabresi, mentre resta siccitosa la condizione di gran parte delle campagne siciliane.

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

E’ ancora lunga la stagione calda in Puglia e Basilicata, dove si guarda con crescente preoccupazione il diminuire delle scorte idriche nei bacini: indicativamente stanno calando di un milione e mezzo di metri cubi al giorno, segnando un deficit, rispetto al 2019, di oltre 60 milioni in Lucania e di oltre 70 milioni nella regione del Tavoliere; continuando questo trend ed in assenza di piogge significative pare inevitabile una contrazione negli apporti irrigui, ormai indispensabili per produrre agricoltura di qualità in regioni, altrimenti vittime della siccità e, in alcune zone, anche del crescente rischio desertificazione come la Sicilia, i cui bacini contengono circa 70 milioni di metri cubi d’acqua in meno rispetto all’anno scorso. Nel Meridione, rimane un’oasi la Calabria (con circa 11 milioni di metri cubi, la diga Sant’Anna è al top del recente quadriennio), mentre in Campania scendono i livelli dei fiumi Volturno e Sele. A rendere noti questi trend è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le portate del fiume Po siano praticamente dimezzate in una settimana, pur rimanendo ancora superiori allo scorso anno.
Nel Nord Italia, a fungere da calmiere, sono solo i grandi laghi, i cui livelli sono tutti in discesa e solo il Garda rimane superiore alla media del periodo. Restano, per ora, costanti i fiumi lombardi (Adda, Mincio, Brembo, Chiese, Ticino), così come l’Adige, mentre calano gli altri, principali fiumi veneti (Brenta, Piave, Livenza), ad eccezione del Bacchiglione. Rimane “a macchia di leopardo” la situazione dei corsi d’acqua in Emilia Romagna con Savio, Panaro, Reno, Nure, Enza sopra la media del periodo, ma Secchia, Taro e Trebbia largamente deficitari anche rispetto all’anno scorso. Nel Centro Italia, nonostante le cospicue piogge di Giugno sull’Umbria (117 millimetri), il livello della diga Maroggia (3,90 milioni di metri cubi su una capacità di Mmc 5,80) resta inferiore a quello dei due anni precedenti. Analogo è il trend degli invasi marchigiani (attualmente trattengono circa 46 milioni di metri cubi su una capacità di oltre 65 milioni) ed anche del bacino del Bilancino, in Toscana, dove Giugno è risultato più piovoso della media, soprattutto su Massa, Pisa e Livorno con precipitazioni addirittura raddoppiate (sul grossetano e sul fiorentino, però, è piovuto meno del solito). In Sardegna, infine, i bacini segnano un confortante 77,68% della capienza, ma era 80,27% un anno fa.

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48° edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Lo studio ha evidenziato che, mentre nel 2019 i flussi di credito al consumo hanno mostrato una crescita in linea con l’anno precedente e con l’evoluzione del valore dei beni di consumo durevoli (+5.9% rispetto al 2018), nei primi mesi del 2020, a seguito del diffondersi della pandemia da Covid-19, si rileva, invece, una riduzione a doppia cifra delle erogazioni (-27.8% rispetto allo stesso periodo di un anno prima). Il trend ha coinvolto tutte le forme tecniche, ma le più colpite risultano i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto/moto (-39% circa nei primi quattro mesi del 2020), anche per la chiusura dei concessionari, e i prestiti personali, che scontano anche le limitazioni alle aperture degli sportelli/filiali degli operatori eroganti (-32%). Hanno invece mostrato una maggiore resilienza quelli destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica, grazie all’e-commerce e ai finanziamenti per prodotti informatici, di cui si sono dotate le famiglie per adeguarsi alle maggiori esigenze di digitalizzazione, e i finanziamenti destinati agli acquisti di impianti “green” e di beni per l’efficientamento energetico della casa.
Le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie, dopo il calo del 2019 (-9.2%), nei primi due mesi del 2020 sono state particolarmente brillanti, grazie a condizioni di mercato ancora favorevoli e alla convenienza del tasso fisso. Il lockdown ha determinato, invece, una contrazione dei mutui di acquisto (-9.7%), a seguito dello stop delle compravendite di immobili residenziali.Il rischio di credito non ha ancora risentito dello shock economico che ha investito il Paese. Nello specifico, il tasso di default del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari e credito al consumo) rimane stabile all’1.6% ad aprile 2020.Le previsioni per il 2020 e il successivo biennio presentate nell’ultima edizione dell’Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia indicano che, dopo le difficoltà del 2020 dovute agli impatti della pandemia, i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere nei successivi due anni, anche grazie alla ripresa del quadro macroeconomico che alimenterà la domanda e a condizioni ancora favorevoli di funding.

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Primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il primo numero de “L’osservatorio internazionale crisi d’impresa”. Un bollettino che segnala le novità legislative e giurisprudenziali degli ultimi tre mesi relative all’insolvenza in ambito transnazionale. Nelle quattro sezioni del documento (novità legislative, giurisprudenziali, dagli organismi e dalle associazioni internazionali, convegni e webinar), si fornisce evidenza, in particolare, delle misure straordinarie varate dai Governi per fronteggiare la pandemia da Covid-19. Inoltre spazio alle prime importanti pronunce adottate durante l’emergenza in ordine all’insolvenza di grandi gruppi, accentuata o provocata dalla pandemia. La comparazione con gli ordinamenti stranieri oltre a tenere costantemente acceso il dibattito sugli istituti e sulla loro applicazione nel Paese d’origine, potrebbe assumere una rilevante funzione propedeutica per la predisposizione di future proposte legislative sulle crisi e sull’insolvenza. Un importante spunto di riflessione viene offerto, inoltre, dalla notizia dell’approvazione del Codice civile cinese, l’entrata in vigore del quale è prevista per il 1° gennaio 2021, vera conquista di civiltà giuridica che segna un punto di svolta per l’avvio di una nuova fase di riconoscimento dei diritti civili nella storia della Repubblica Popolare Cinese.

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CRIF ha messo a punto l’Osservatorio Pulse

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Permette di analizzare le conseguenze sul business e il prevedibile andamento futuro dei vari settori economici delle imprese, rappresentando in questo modo sia un termometro della crisi sia della ripartenza, con indicazioni tempestive e puntuali riguardo gli andamentali creditizi e gli scambi commerciali.
Sulla base della classificazione proprietaria di CRIF Ratings e delle elaborazioni su dati CRIBIS, analizzando a livello macro tutte le aziende italiane nei diversi settori merceologici per omogeneità dei codici ATECO che li compongono, l’Osservatorio CRIF Pulse attribuisce ad ogni settore un punteggio da 1 (il peggiore) a 5 (il migliore) rappresentativo della capacità di assorbire gli impatti legati all’emergenza COVID-19. L’indicatore sintetico tiene conto di due componenti: (i) gli effetti a livello economico e finanziario che si prevede il COVID-19 avrà sui conti delle imprese del comparto (Financial Impact da 1 a 5) e (ii) due indici relativi alla capacità e velocità di ripresa del settore, permettendo di intercettare in tempo reale i fenomeni in atto nell’economia sotto il profilo creditizio e commerciale (Pulse Credit e Pulse Trade, sempre su una scala da 1 a 5). Sulla base di questi parametri, i settori economici sono stati divisi in quattro categorie: Top, Upper, Middle e Bottom.
Dall’analisi emerge che solo un ristretto numero di comparti, individuati come Top, mostra, sia in termini di Financial Impact (con un punteggio da 4 a 5) che di Pulse Credit e Pulse Trade (compresi tra 3 e 4), una sostanziale tenuta rispetto agli effetti del COVID-19. Tra questi settori si evidenziano il farmaceutico, le telecomunicazioni, ICT e media, la chimica e la consulenza. Il numero di imprese che ricadono in questa categoria è piuttosto limitato sia in termini numerici (circa il 15% del totale) che per giro d’affari (circa l’11%).Tra le caratteristiche che li accomunano vi è un limitato impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown nello svolgimento dell’attività economica, in quanto attività essenziali o comunque svolgibili in modalità smartworking, una domanda resiliente o addirittura in crescita in virtù della natura dei prodotti e servizi erogati, una tenuta di margini e generazione di cassa grazie al mantenimento dei volumi di produzione, una relativa stabilità del merito creditizio e una regolare operatività sotto il profilo commerciale. Da segnalare in particolare, all’interno del segmento Top, il numero estremamente contenuto di incidenza del ricorso alle moratorie da parte delle aziende farmaceutiche rispetto al dato totale delle aziende italiane (circa il 4% a marzo 2020 e circa il 15% ad aprile 2020).
Seguono quindi i settori classificati come Upper, caratterizzati da un basso impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown per le produzioni essenziali, da un favorevole trend di lungo termine della domanda e da una migliore capacità di assorbimento degli impatti negativi di breve periodo. Relativamente al profilo creditizio non presentano particolari criticità e sono regolarmente operative sotto il profilo commerciale. A questa categoria appartengono Trasporti e logistica, Alimentari, bevande e tabacco e Elettronica. Per questi settori, il Financial Impact si piazza tra 3 e 4, mentre Pulse Credit e Pulse Trade tra 2 e 3.
I settori Middle evidenziano invece un maggior impatto delle restrizioni derivanti dal lockdown e diversi di questi settori presentano anche una forte esposizione nei confronti della domanda estera. Tutto questo porta a generare pressione su profittabilità operativa e strutture finanziarie già relativamente deboli, a una riduzione dell’operatività commerciale e allungamento dei tempi di pagamento ai fornitori e conseguentemente a segnali di early-warning sul merito creditizio. A questa categoria appartengono, tra gli altri, Commercio al dettaglio, Tessile e abbigliamento e Meccanica strumentale, con Financial Impact intorno a 2 e Pulse Credit e Pulse Trade intorno a 3.
La quarta categoria comprende infine i settori Bottom, i quali subiranno prevedibilmente un forte impatto negativo a causa del COVID-19. Sono comparti che hanno fortemente risentito delle restrizioni derivanti dal lockdown ma che anche nella fase di ripartenza stanno soffrendo per via di una debole domanda a causa della nuova normalità di distanziamento sociale o della una minore propensione agli investimenti e all’acquisito di beni durevoli, strettamente connessi al clima di fiducia complessivo dei consumatori in un contesto estremamente volatile e incerto. Tipicamente in questi settori la struttura dei costi, con una forte componente di costi fissi, e l’elevata incidenza del capitale circolante gravano sul profilo finanziario e di riflesso emerge un deterioramento del merito creditizio ed una rilevante riduzione dell’operatività commerciale e allungamento dei tempi di pagamento ai fornitori. Tra questi, CRIF ha identificato il Turismo/Tempo Libero, il Commercio di autoveicoli, il Mining/Oil&Gas, l’Ingegneria civile e le costruzioni, la Meccanica/Mezzi di trasporto e i Prodotti metallici. Rispetto alla limitata concetrazione di società all’interno della categoria Top, la categoria Bottom vede la presenza di circa il 28% delle società di capitali italiane, per un giro d’affari aggregato del 24% del totale.In questa categoria, il Financial Impact ha un valore compreso tra 1 e 2 e Pulse Credit e Pulse Trade mediamente tra 2 e 3. Le difficoltà di questi settori sono riscontrabili anche nell’andamento della natalità delle imprese, con una variazione negativa maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in particolare nei comparti Turismo (-2,8 punti percentuali) e Commercio di autoveicoli (-2,2 punti percentuali). Allo stesso modo, la Vendita di automobili, il Mining/Oil&Gas e il Turismo e Tempo Libero registrano nei primi tre mesi dell’anno una contrazione delle fatture emesse che si avvicina al -40% rispetto al primo trimestre 2019, a fronte di una media italiana del -12%.

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Osservatorio mensile Findomestic

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Se nel mese di marzo, in piena emergenza coronavirus, le intenzioni d’acquisto avevano subito un tracollo del 30% rispetto a febbraio, ad aprile si intravedono i primi segnali di ripresa con un incremento del 5% sul mese precedente. È quanto rileva l’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio, realizzato dalla società di credito al consumo del gruppo BNP Paribas in collaborazione con Eumetra. Il clima di fiducia sulla situazione economica personale e del Paese è invariato rispetto al mese precedente. Le intenzioni d’acquisto che evidenziano spiragli positivi arrivano dal settore della mobilità che recupera terreno rispetto crollo di marzo (-40%): per le auto nuove si registra un +24% di persone che pensano di acquistarne una nei prossimi tre mesi, e un +23,1% per quelle usate. Segnali confortanti anche per elettrodomestici ed elettronica di consumo. Continua a soffrire il settore turismo con i viaggi (-20,7%) che scontano l’incertezza sulla fine dei lockdown in Italia e all’estero e anche il mercato immobiliare dove la propensione all’acquisto di una nuova casa diminuisce ancora dell’11,8% rispetto a marzo.
NORD ITALIA PIU’ PESSIMISTA, CENTRO E SUD PROIETTATI ALLA NORMALITA’. Dall’Osservatorio Mensile Findomestic di maggio emerge un Nord Italia, colpito duramente dall’emergenza coronavirus, più negativo nelle intenzioni d’acquisto rispetto al Centro e al Sud del Paese dove si torna concretamente a fare progetti. Nel Nord Ovest tra marzo e aprile è diminuito ancora di un terzo (- 28,9%) il numero di quanti pensano all’acquisto di un’auto nuova, nel Centro Italia sono invece quasi raddoppiati (+90,5%) e al Sud cresciuti del 58,3% in più. Per le auto usate nel Nord Ovest le intenzioni di acquisto sono scese del 44% rispetto a marzo, mentre al sud si sono incrementate del 56,2%. Il Nord Est è l’area del Paese che non pensa proprio a comprare casa: – 36,6% ad aprile, mentre al Centro l’atteggiamento è molto meno negativo (-2,7%).
È L’AUTO IL MEZZO DELLA “FASE 2”. Il timore di assembramenti e contatto sui mezzi pubblici genera un ritorno all’utilizzo dell’auto, percepito dagli italiani come il mezzo più “protetto” con riflessi anche sulle propensioni d’acquisto: +24% rispetto a marzo per le nuove e +23,1% per le usate. Anche l’e-bike è una valida alternativa all’autobus, tram o metro e, ad aprile, il 17,3% in più degli italiani si è detto intenzionato ad acquistarla nei prossimi mesi. Rimangono al palo i motocicli: -5,5% rispetto a marzo.
L’INCERTEZZA COLPISCE IL SETTORE IMMOBILIARE. In aprile il comparto casa ha sofferto dell’incertezza economica su tempi e modalità della ripresa. Il timore di esporsi con acquisti impegnativi come quelli per un nuovo immobile o una ristrutturazione hanno portato a una flessione dell’11,8% delle intenzioni d’acquisto nell’ultimo mese di case o appartamenti e del 10,9% di lavori di ristrutturazione. Tengono invece i mobili che fanno segnare un +2%.
IL LOCKDOWN CI HA INSEGNATO L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA. Le intenzioni d’acquisto di prodotti tecnologici sono cresciute a gran ritmo nel mese di aprile. Gli italiani in lockdown ne hanno apprezzato l’utilità per poter lavorare e mantenere rapporti sociali e ora, molto di più rispetto a marzo, hanno intenzione di acquistarne: soprattutto tablet e e-book (+54%), ma anche telefonia (+5,7% di intenzioni d’acquisto sul mese precedente), PC e accessori (+10,8%), fotocamere e videocamere (+4,7%).
IN RECUPERO IL COMPARTO ELETTRODOMESTICI. Tra gennaio e marzo 2020 le intenzioni d’acquisto dei piccoli elettrodomestici erano crollate del 30,7%, ma solo nell’ultimo mese il recupero è stato del 20,7%. Un dato positivo confermato anche per l’elettronica di consumo (+27,9%) e per i grandi elettrodomestici che in aprile, nel confronto con marzo, hanno ripreso il 9,3% tornando ad avvicinarsi ai livelli pre-crisi.
L’EFFICIENZA ENERGETICA PUO’ ATTENDERE. Per il comparto dell’efficienza energetica non c’è stata una ripresa delle intenzioni d’acquisto rispetto agli ultimi mesi. Il segmento degli impianti solari termici è stato quello in maggiore sofferenza (-32,1% rispetto a marzo) seguito da impianti fotovoltaici (-18,1%) e stufe e caldaie (-15,5%). La propensione all’acquisto è invece aumentata per infissi e serramenti (+4,1%) comunque ancora lontana dai livelli di gennaio.
NEL TEMPO LIBERO LAVORI IN CASA E SPORT, MA NON SI VIAGGIA. I lockdown, in Italia e a livello internazionale, uniti a una comunicazione non chiara sulla ripresa dei flussi turistici, hanno generato un ulteriore crollo del 20,7% delle intenzioni d’acquisto di viaggi e vacanze tra marzo e aprile che segue il -43% fatto tra febbraio e marzo in piena emergenza. La possibilità di tornare a fare sport aiuta il settore delle attrezzature e dell’abbigliamento dedicato (+13,4%), mentre la permanenza forzata a casa ha fatto riscoprire la passione per il fai-da-te: la propensione all’acquisto in questo segmento si è incrementata del 19,5% rispetto a marzo.

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

Le piogge dei giorni scorsi, accompagnate dal progressivo scioglimento delle nevi in quota, non sono cadute in maniera omogenea sull’Italia, ma hanno accentuato le differenze idrologiche fra regioni in una stagione complicata: a rilevarlo è l’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.Il dato più evidente è l’accentuarsi di una situazione critica per i principali fiumi dell’Emilia Romagna: Savio, Taro e Trebbia sono abbondantemente sotto la media storica ed i livelli dello scorso anno; il Secchia è addirittura vicino al minimo storico (attuale portata: circa 3 metri cubi al secondo; media: mc/sec 19,5; l’anno scorso: mc/sec 36,35!).“Ciò dimostra il crescente andamento torrentizio, che caratterizza i nostri fiumi; basti pensare al rischio idrogeologico rappresentato in altri momenti dal Secchia, oggi in grande sofferenza idrica. Ciò conferma la necessità di un Piano Nazionale Invasi, fatto anche di bacini di laminazione per rallentare le piene, trattenendo quelle acque per utilizzarle nei momenti di bisogno come l’attuale – sottolinea il modenese Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio della Acque Irrigue (ANBI) – Investire nella sistemazione del territorio è un asset strategico per la ripartenza economica dell’Italia.”Non va meglio per i flussi dal fiume Po che, dopo le confortanti portate superiori allo scorso anno, raggiunte in Piemonte (al pari degli altri fiumi della regione: Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo), perde potenza man mano che si avvicina alla foce, segnando un deficit di oltre 720 metri cubi al secondo, rispetto a 12 mesi fa, al rilevamento ferrarese di Pontelagoscuro.Per quanto riguarda i grandi laghi del Nord, il lago di Como (riempimento: 43,5%) è pressoché rientrato in media ed a beneficiarne è soprattutto il fiume Adda, tornato alle portate stagionali; permane sotto media il lago Maggiore (riempimento: 61,6%), mentre si abbassa, ma non preoccupa, il livello del lago di Garda (riempimento: 82,9%); abbondantemente sopra media si posiziona, infine, il lago d’Iseo (riempimento: 85%).In Centro Italia continua a migliorare la situazione del lago di Bracciano, nel Lazio, mentre si mantengono su livelli superiori all’anno scorso gli invasi della Sardegna (ad oltre l’88% della capacità complessiva); anche i bacini marchigiani si mantengono sui livelli dello scorso anno, comunque i più bassi del recente quinquennio.In Puglia, pur essendo leggermente migliorata la situazione negli invasi, si accentua il deficit rispetto allo scorso (–122 milioni di metri cubi), obbligando ad un’irrigazione razionata e senza sicurezza di continuità.Migliora decisamente, invece, lo stato delle risorse idriche in Basilicata, le cui disponibilità, pur rimanendo deficitarie rispetto al 2019, sono aumentate di quasi 9 milioni di metri cubi in una sola settimana.

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Osservatorio Innovative Payments

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

“Nel 2019 i pagamenti con carta in Italia salgono a 270 miliardi di euro, con una crescita annua del +11%. L’utilizzo è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ogni transazione, intorno ai 53,7 € (circa 3 € in meno rispetto al 2018)” dichiara Alessandro Perego Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano “L’incremento riscontrato, seppure più alto della media europea guardando ai dati 2018 (+16%), non risulta però sufficiente per permettere all’Italia di scalare la classifica continentale e andare oltre la 23° posizione (su 27) nella quale già si trovava, ben lontana dai paesi più performanti come Danimarca, Svezia e Finlandia, che registrano oltre 300 transazioni pro capite all’anno”. Il mercato eCommerce (acquisti da PC, Smartphone o Tablet) in Italia nel 2019 cresce del 15%, raggiungendo quota 30,3 miliardi di euro pagati con carte o wallet. Come avviene ormai da qualche anno, la componente che sta contribuendo maggiormente all’aumento di questi numeri è lo Smartphone: il Mobile Commerce vale ormai il 40% del totale mercato eCommerce (era il 34% nel 2018) ossia 12 miliardi di euro nel 2019, in crescita del 33%. Queste alcune delle evidenze emerse dalla nuova edizione dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano*, presentato in occasione dell’evento “Innovative Payments: collaborare paga”. Gli Innovative Payments: gli italiani pagano sempre più da Smartphone e WearableGli Innovative Payments in Italia nel 2019 valgono oltre 3,1 miliardi di euro (+109% rispetto al 2018), un totale rappresentato da 4 componenti:I pagamenti attivati da Smartphone (Mobile Payment) in negozio, che raggiungono quota 1,83 miliardi di euro per un totale di 58 milioni di transazioni. Nel giro di 12 mesi il numero di italiani che ha utilizzato questa mobilità è triplicato, raggiungendo i 3 milioni.I pagamenti con Smartphone al di fuori dal punto vendita fisico sfiorano quota 1,24 miliardi di euro (+29%). Tra questi Il pagamento di ricariche telefoniche rimane la componente di maggior peso, con circa 590 milioni di euro, segue il pagamento di servizi legati alla mobilità che supera i 325 milioni di euro (+57%). Infine, cresce anche il pagamento di bollette e bollettini (205 milioni di euro, +33%) grazie, soprattutto, all’introduzione di servizi per il pagamento di importi dovuti alla Pubblica Amministrazione.I pagamenti con Smartwatch e Wearable, che nel 2019 toccano 70 milioni di €: un mercato che sta muovendo ancora i primi passi ma che nei prossimi anni vedrà gli oggetti connessi “indossabili” affiancare lo smartphone nelle abitudini degli italiani.I pagamenti attraverso smart speaker/automobile (Smart Objects Payment) o nei negozi senza cassa (Invisibile Payment), che a livello numerico non contribuiscono alla quantificazione di quest’anno, ma che l’offerta sta testando con diverse soluzioni anche in Italia.
Nel 2019 il numero di terminali POS per l’accettazione dei pagamenti con carta in Italia raggiunge circa 2,17 milioni (in crescita rispetto ai 2,08 dello scorso anno) e nel 90% dei casi sono abilitati all’accettazione del Contactless.Anche gli Smart POS fanno registrare i primi volumi rilevanti: sono oltre 15.000 i terminali installati che transano oltre 1,1 miliardi di euro. Rimangono però ancora da sviluppare pienamente i marketplace di applicazioni a corredo del servizio che possono essere fruite dai commercianti.
Un’ulteriore spinta alla già esistente coopetizione è data dall’entrata in vigore della normativa PSD2, che aprendo l’accesso ai dati finanziari e all’offerta di servizi di pagamento a tutti gli attori in possesso di una determinata licenza ha favorito la collaborazione tra le banche e le aziende appartenenti ai settori più disparati.

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Nasce l’Osservatorio Climate Finance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

A un primo esame, sono circa 22 milioni in Europa le imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette agli impatti dei cambiamenti climatici. Ma quali settori sono più esposti? In quali aree geografiche? Quanto potrebbero impattare sulle performance delle aziende, e sul loro profilo di rischio, le evidenti modifiche che il clima sta subendo ovunque nel mondo? Di questo si occuperà il nuovo Osservatorio Climate Finance della School of Management del Politecnico di Milano, che verrà presentato la mattina del 20 febbraio durante un evento di kick-off al Dipartimento di Ingegneria Gestionale (Sala del Consiglio, via Lambruschini 4B, Edificio 26B, campus Bovisa), dalle 9.45 alle 13.15.
L’Osservatorio – che coinvolgerà docenti e ricercatori del Politecnico di Milano esperti di temi legati alla finanza e al rischio, da un lato, e ai cambiamenti climatici, dall’altro – mira a diventare un punto di riferimento nazionale per lo studio della finanza del cambiamento climatico, uno spazio di confronto indipendente che aggregherà player industriali e finanziari interessati a queste tematiche.
Tramite modelli interpretativi basati su solide evidenze empiriche e l’utilizzo di metodologie avanzate di statistica ed econometria, verranno studiati gli impatti del cambiamento climatico sul sistema economico: a livello europeo infatti sono già state identificate circa 22 milioni di imprese, dalle micro alle quotate, potenzialmente soggette al climate change, sulle quali verrà condotta un’analisi per quantificare gli impatti di questi cambiamenti e identificare i settori e le aree geografiche maggiormente esposti al rischio climatico.
“Molte realtà hanno già manifestato interesse nel progetto, a testimonianza di quanto il climate change sia diventato centrale in tutte le valutazioni strategiche – commenta Roberto Bianchini, direttore dell’Osservatorio -. Crediamo che l’Osservatorio potrà rispondere alle recenti spinte delle autorità pubbliche e dei mercati finanziari per l’introduzione di valutazioni del rischio climatico nei modelli decisionali di imprese, banche e assicurazioni”.
La ricerca confluirà in un report che analizzerà come il mercato nazionale e internazionale stanno rispondendo alle sfide del cambiamento climatico, identificandone gli impatti sulle performance di impresa e sul profilo di rischio delle stesse.

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Osservatorio sulle Flotte Aziendali

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

L’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand ha confermato per il 2020 alla Presidenza Gianfranco Martorelli, Fleet & Mobility Manager dell’azienda di telecomunicazioni WindTre. Il rinnovo al vertice dell’Osservatorio, composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende nazionali e multinazionali attive in Italia (per una flotta complessiva di oltre 80mila veicoli), è arrivato al termine dell’Assemblea riunitasi a Roma che si è soffermata sulle prossime sfide che attendono il mondo della mobilità in generale e quella aziendale in particolare.L’Assemblea ha anche salutato il nuovo ingresso nel Consiglio Direttivo di Federico Antonio Di Paola, Facility & Fleet Manager di Engineering Ingegneria Informatica SpA.“L’anno appena trascorso ci ha visti impegnati su diversi fronti”, ha evidenziato Gianfranco Martorelli, “non ultimo, nell’interlocuzione con Istituzioni e altre Associazioni di categoria per scongiurare la stangata sulle auto aziendali inizialmente prevista in Manovra e poi successivamente alleggerita e più centrata sulla promozione delle alimentazioni alternative. Resta ancora molto da fare per eliminare dalla testa del decisore l’equazione auto aziendale uguale privilegio. L’auto aziendale è uno strumento di lavoro essenziale per la mobilità e produttività delle imprese, come nel resto d’Europa.

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Osservatorio Compass dedicato al Natale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

La ricerca condotta dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che monitora ogni anno i consumi e le preferenze degli italiani. Per gli italiani la persona più importante a cui fare il regalo di Natale è anche quest’anno il proprio partner (40%), con gli uomini (48%) che si mostrano più “romantici” rispetto alle donne, specialmente le mamme, più propense a far felici i figli (37%). In media si spenderanno circa 322€, la metà soltanto per la persona più importante. Sotto l’albero gli italiani vorrebbero soprattutto abbigliamento, calzature e accessori (41%) e biglietti aerei (29%). Tra i regali che andranno per la maggiore spiccano abbigliamento, calzature e accessori (46%), libri e riviste (23%) e prodotti per la cura della persona (20%). Circa un terzo degli intervistati comprerà i propri regali esclusivamente online (32%). Lo smartphone sarà il prodotto elettronico più acquistato (83%). Lo studio analizza, infine, il percepito degli italiani sia sull’anno che sta per concludersi sia per il 2020.

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Osservatorio sul mondo dell’industria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Industria: rallenta la crescita delle SRL dopo l’ascesa degli anni scorsi. Nel 2018 sono aumentati gli addetti (+2,4%), il fatturato (+4,7%) e il valore della produzione (+4,9%) ma in netta decelerazione al confronto del 2017 che segnava un incremento del +3,6% per gli addetti, +5,8% nel fatturato e +6,3% nel valore della produzione. Una frenata ancora più significativa se guardiamo al valore aggiunto che dal+6,4% del 2017 è lievitato solo del +3,7% l’anno scorso. Questo il quadro emerso dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi, sulla base della banca dati Aida –Bureau Van Dick ha riguardato i bilanci 2018 di 88.000 srl appartenenti al settore industria, pari al 21% del totale di srl attive, con un numero di addetti equivalente al 31% del globale. La performance migliore in termini di fatturato si è avuta nel comparto della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+16,8%); un settore questo che rappresenta solo lo 0,2% delle Srl, lo 0,3% degli addetti e il 2,3% dei ricavi. Tra i comparti più significativi, invece, spicca quello della fabbricazione dei prodotti in metallo (+7%) seguito dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+5,4%), mentre un po’ a distanza troviamo il comparto della fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (+3,8%). Tra gli altri, si segnala la crescita del comparto fabbricazione di computer e prodotti elettronici (+7,1%), seguito dal comparto della fabbricazione di articoli in pelli e simili (+6,3%), dal comparto della metallurgia (+6,1%), dal comparto della carta e di prodotti di carta (+5,6%) e dal comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+5,3%). Nessuno registra un calo dei ricavi, solo due comparti registrano un incremento inferiore all’1% e sono il comparto della fabbricazione di prodotti farmaceutici e il comparto della fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+0,8%).A livello geografico, il risultato migliore è quello del Nord –Est dove si rileva un aumento del fatturato del +6,8% e del valore aggiunto pari a +7,7%. Piccolo non è bello. Le microimprese (fatturato fino a 350.000 euro) sono in sofferenza con valori decisamente negativi (-9,3% di addetti e -3,6% di fatturato) al confronto delle SRL con fatturato superiore ai 10 milioni che presentano un incremento sia del fatturato (+6,7% ) che dei lavoratori (+5,2).

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XIX edizione del Convegno dell’Osservatorio Fedeltà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Parma Giovedì 24 ottobre, a partire dalle 10, nell’Auditorium Carlo Gabbi di GreenLife Crédit Agricole (via Spezia 138), è in programma la XIX edizione del Convegno dell’Osservatorio Fedeltà del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma dedicato al tema Dati, valore e fedeltà.Il Convegno, realizzato grazie al sostegno di Advice, Amilon, Catalina, Comarch, Kettydo+ e Promotion Magazine, analizzerà i percorsi volti a creare valore e fedeltà nella clientela partendo dai dati a disposizione delle imprese, con l’intervento di esperti e la presentazione di casi eccellenti.Scopriremo come gli investitori riescono a vedere il potenziale di fidelizzazione nelle proposte di start up e nei nuovi business model attraverso la testimonianza di Carlo Gotta, Fund Manager di HAT – Orizzonte SGR. Giacomo Lovati, Direttore Insurance e Telematic Services di UnipolSai, mostrerà come i dati di mobilità degli automobilisti permettono di analizzare come mai prima d’ora i bisogni e le potenzialità di stazioni di benzina, negozi, altri servizi di trasporto, pubblicità outdoor e molto altro.Carla Leveratto, Creative Partnership Manager di Google, illustrerà come, in un contesto dominato dai Big Data, la fantasia e la creatività possano ricevere nutrimento dall’analisi dei dati per realizzare campagne di marketing e advertising affascinanti ed efficaci.Il futuro delle automobili è nei servizi in abbonamento? A questa domanda provocatoria risponderà Chiara Angeli, Director Sales e Marketing di Volvo, commentando un trend di gran moda di questi tempi, quello delle “subscription”.Passando alla realtà del largo consumo, avremo le testimonianze di tre big della GDO quali Coop Alleanza 3.0, Carrefour e Selex (Cedi Marche) sull’uso innovativo dei dati nel retail. Flora Leoni, responsabile B2B Development di Carrefour Italia, mostrerà come l’acquisto di una gift card digitale diventa una variabile che fa prevedere un acquisto futuro e un media per raggiungere al contempo il cliente intenzionato a tale acquisto. Sauro Sasso, Direttore Vendite e Marketing di CEDI Marche, tratterà il tema della personalizzazione di premi ed esperienze, in aggiunta alle tradizionali offerte, per fidelizzare il cliente. Il responsabile della comunicazione commerciale di Coop Alleanza 3.0 Alessandro Medici mostrerà l’evoluzione digitale e personalizzata del volantino promozionale per ingaggiare il cliente.Dai prodotti ai servizi con Daniele Carraro, Delivery Manager Italy di Chubb, che declinerà il tema della fedeltà digitale e della personalizzazione delle relazioni con i clienti B2B nell’ambito assicurativo. Per la prima volta Alitalia Loyalty, con Giuseppe Belvisi, Head of Data Analytics, presenterà la valorizzazione del dato dei programmi frequent flyer, attraverso la case history della compagnia aerea di bandiera.Come ogni anno Nielsen è vicina all’Osservatorio Fedeltà: sarà Stefano Cini, Director of Marketing Analytics, a illustrare le nuove opportunità di analisi della clientela a disposizione delle aziende che non dispongono di un database clienti.Chiuderà la giornata Cristina Ziliani, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma e responsabile scientifico dell’Osservatorio Fedeltà, con la ricerca 2019 dell’Osservatorio Dati, valore e fedeltà nelle aziende italiane, per fare il punto sulla capacità delle aziende italiane di creare valore con i dati.Il programma completo dell’evento è disponibile sul sito dell’Osservatorio http://www.osservatoriofedelta.it

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La Commissione lancia una nuova edizione dell’Osservatorio della cultura e della creatività urbana 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2019

Dopo il successo della prima edizione del 2017, l’edizione 2019 presenta un quadro aggiornato della ricchezza culturale e creativa dell’Europa attraverso un campione più ampio composto di 190 città di 30 paesi, tra cui la Norvegia e la Svizzera. L’Osservatorio è stato creato dal Centro comune di ricerca, il servizio della Commissione per la scienza e la conoscenza, ed è accompagnato da uno strumento online rinnovato che consente alle città di inserire i propri dati per una copertura e un’analisi comparativa più approfondite. Principali risultati della seconda edizione:
·Parigi (Francia), Copenaghen (Danimarca), Firenze (Italia) e Lund (Svezia) sono in cima alla classifica nei rispettivi gruppi di popolazione; Lund esordisce come città capolista rispetto all’edizione del 2017.
·I posti di lavoro nei settori culturali e creativi sono cresciuti in modo particolare nelle città dell’Europa settentrionale e orientale, con un aumento medio annuo di circa il 12% a Budapest (Ungheria), Tallinn (Estonia), Vilnius (Lituania), Cracovia e Breslavia (Polonia) e Tartu (Estonia).
·I risultati macroregionali mostrano che è l’Europa del Nord a guidare la classifica. L’Europa occidentale mostra i migliori risultati in tema di “vivacità culturale”, seguita molto da vicino sia dall’Europa settentrionale che da quella meridionale. L’Europa occidentale è inoltre al primo posto per l'”economia creativa”, tallonata dall’Europa settentrionale. Le dinamiche migliori in termini di creazione di posti di lavoro si riscontrano, in media, nelle città dell’Europa settentrionale e orientale.
·Nel campione di città analizzato, i luoghi della cultura distano in genere 30 minuti a piedi (o solo 5 minuti in bicicletta) dalle zone in cui vivono i cittadini europei e sono facilmente accessibili con i trasporti pubblici.
·I futuri fondi della politica di coesione dell’UE potrebbero sostenere ulteriormente la convergenza socioeconomica e la coesione territoriale concentrandosi sull’occupazione creativa e sull’innovazione, sui collegamenti con i sistemi di trasporto e la governance, settori in cui permangono i maggiori divari.
·Le principali città culturali e creative sono più prospere: vi è una correlazione positiva e significativa tra i risultati ottenuti nell’indice della cultura e della creatività urbana e i livelli di reddito delle città.
La prima edizione dell’Osservatorio della cultura e della creatività urbana ha ispirato le amministrazioni locali di tutta Europa. Ad esempio, Madrid (Spagna) ha utilizzato i dati dell’Osservatorio per comprendere su quali beni culturali e creativi (come monumenti, musei, cinema, teatri e gallerie d’arte) concentrare la strategia di branding per migliorare la propria posizione nelle classifiche internazionali. La capitale spagnola ha quindi pubblicato un nuovo opuscolo, dal titolo “Madrid — dati e cifre 2018”, che promuove le variegate proposte culturali della città. L’Osservatorio ha inoltre aiutato Gyor (Ungheria) a esaminare le future esigenze di investimento e ha corroborato la decisione della città di adottare una strategia di economia culturale e creativa per il periodo 2019-2028 che individua le principali misure da attuare, quali la creazione di spazi creativi per gli artisti e di un incubatore per il design. Umeå (Svezia) ha utilizzato questo strumento per sensibilizzare i portatori di interessi locali sul ruolo degli investimenti culturali nella promozione della crescita sostenibile.

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Osservatorio sui Furti d’identità e le Frodi creditizie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Lo studio ha evidenziato che nel corso del 2018 in Italia si sono verificati oltre 27.000 casi di frodi creditizie realizzate mediante furto d’identità, con un importo medio pari a circa 5.000 Euro.Complessivamente la perdita economica stimata ha superato i 135 milioni di Euro.La ripartizione delle frodi per regione di residenza dichiarata al momento della richiesta del finanziamento mostra una maggiore incidenza dei casi in Campania (con il 16,5% del totale delle frodi creditizie commesse in Italia), Lombardia (11,6%), Lazio (11,2%) e Sicilia (10,2%), seguite a maggiore distanza da Puglia (7,5%) e Piemonte (6,9%). In sostanza, si tratta delle stesse regioni che anche nel 2017 occupavano i primi posti, ma con la novità del primo posto nel ranking occupato dalla Campania a scapito della Sicilia, che scende in quarta posizione.
Tra le tipologie di finanziamento oggetto di frode, il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone: i casi di frode che interessano questa tipologia di prodotto di credito registrano un incremento di circa il +28% rispetto alla precedente rilevazione, arrivando a spiegare quasi 3 casi su 4, con un importo medio pari a 6.400 Euro. Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 32,7% dei casi ha per oggetto l’acquisto di elettrodomestici, ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto e moto (11,8% del totale), l’arredamento (9,9%), le spese per la casa (9,7%) e gli acquisti di prodotti di elettronica, informatica e telefonia (8,5%).

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Presentazione Osservatorio Nomisma sui farmaci generici

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Roma Martedì, 2 luglio 2019 Ore 11 Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva. Piazza della Minerva, 38 convegno su tre rapporti sul tema del Sistema dei farmaci generici in Italia: “Scenari per una crescita sostenibile” (2015); “Spesa ospedaliera, effetti delle gare e sostenibilità” (2016); “La filiera manifatturiera: competitività, impatto e prospettive” (2017). Nel 2018, nell’ottica di proseguire questo fruttuoso lavoro di analisi, Nomisma ha istituito un osservatorio permanente sul sistema dei farmaci generici in Italia e il rapporto 2019 costituisce il compendio dei lavori realizzati negli anni precedenti, aggiornando tutti i principali indicatori per rispondere all’esigenza di cogliere le principali dinamiche del sistema dei farmaci generici nel suo complesso.Il convegno sarà l’occasione per presentare i principali profili emersi dall’osservatorio e porre in discussione soluzioni e proposte di sviluppo di un settore in continua crescita e fondamentale per la salute dei cittadini e per il sistema industriale.

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A Roma nasce l’Osservatorio Permanente sulle Infrastrutture e le Grandi Opere

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

A Roma nasce l’Osservatorio Permanente sulle Infrastrutture e le Grandi Opere Roma. Un laboratorio laico per l’analisi e l’approfondimento di tutti i temi concernenti la sostenibilità intesa come difesa delle infrastrutture e degli ecosistemi ambientali, un gruppo di lavoro che produca analisi delle politiche adottate per il sistema Italia in Europa, identificando senza ideologie il ventaglio di scelte a disposizione della politica e suggerendo azioni anche critiche ma costruttive da sottoporre direttamente alle istituzioni nazionali, stabilendo un contatto diretto con Camera e Senato, con l’obiettivo di sottolineare il ruolo cruciale delle grandi opere e delle infrastrutture strategiche nel percorso di sviluppo dell’Italia.
Sono queste, in estrema sintesi, le fondamenta concettuali dell’Osservatorio Permanente sulle Infrastrutture e le Grandi Opere, costituitosi a Roma nella mattinata di mercoledì 5 giugno 2019 per volontà dell’associazione Altero Matteoli per la Libertà e il Bene Comune.
Sulla scia dell’esempio e della dedizione alla politica ed all’approccio laico del Ministro dell’Ambiente, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, Senatore Altero Matteoli, al quale è dedicata l’associazione nata nel maggio del 2018, il laboratorio permanente ha lo spirito di offrire nell’interesse generale e superiore del Paese, una occasione di dibattito laico, analitico ed estraneo da schieramenti precostituiti. L’Osservatorio si pone anche l’obiettivo di instaurare una proficua interlocuzione con l’Unione Europea, al fine di trovare anche nella nuova Europa una formula per la condivisione di una vera politica continentale degli investimenti nelle reti Ten-T, che riguardi i finanziamenti alle infrastrutture, i servizi a questi connessi, l’allargamento delle politiche di coesione ai territori ed ai cittadini europei, le nuove opportunità industriali derivanti dalle tecnologie connesse.
I partecipanti a “L’Osservatorio Permanente sulle Infrastrutture “sono intimamente convinti che la crescita economica e la competitività siano obiettivi mai definitivamente conseguiti e che per il loro effettivo conseguimento nel Paese siano necessarie precise e quotidiane scelte politiche, tappe di un percorso fatto di passi necessari per completare il suo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale, su cui occorre vigilare – afferma Emilio Brogi, presidente dell’Associazione Altero Matteoli; – L’Osservatorio non proporrà soltanto accurate analisi e approfondimenti da sottoporre a Camera e Senato, ma anche delle vere e proprie iniziative culturali incentrate sulle grandi opere e sulle infrastrutture, sulla sostenibilità degli ecosistemi ambientali, tecnologici ed economici, come convegni o eventi di settore, alcuni dei quali già in fase di programmazione.
Il treno del futuro, per così dire, passa direttamente dalle grandi opere strategiche e dalle infrastrutture, e l’Italia non può assolutamente permettersi di perderlo”.

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Creato L’Osservatorio Internazionale della Famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Una delegazione dell’Università Cattolica di Murcia guidata dal suo presidente, José Luis Mendoza, ha presentato a Roma l’Osservatorio Internazionale per la Famiglia, istituito dall’Istituto Teologico Giovanni Paolo II con il Centro Internazionale di Studi Famiglia (CISF) e la UCAM. Questo nuovo progetto della Chiesa ha come obiettivo principale quello di cercare una riflessione multidisciplinare sulla realtà della famiglia attuale.
Questo nuovo strumento di osservazione nasce dal Sinodo sulla famiglia, con la benedizione di Papa Francesco, ed è anche il risultato degli accordi firmati tra il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II teologica e l’UCAM.In questo progetto, sotto la guida dell’UCAM, partecipano gli istituti di ricerca dei cinque continenti: in Africa; in Benin e in Kenya, in Asia; a Hong Kong e in Qatar, anche in paesi del continente americano come USA, Argentina, Cile e Messico; e in Europa; in Finlandia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna e Italia, ottenendo così un efficace quadro dell’attuale situazione della famiglia, per poter proporre risposte concrete al mondo di oggi.Il contributo che l’UCAM fornisce lavoro del Centro come corpo co-fondatore, è l’aumento della cultura superiore e il pieno sviluppo della persona umana, la diffusione delle conoscenze scientifiche e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica.Nella presentazione fatta a Roma, José Luis Mendoza ha sottolineato che è “impossibile dare vita senza avere Cristo presente” e ha aggiunto che “i giovani hanno bisogno di conoscere la misericordia di Dio”. Il presidente della UCAM ha osservato, in riferimento all’Osservatorio, che presso l’Università Cattolica di Murcia “abbiamo messo in campo le risorse necessarie per svolgere questa missione come servizio di qualità”.L’evento ha coinvolto anche l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, e Pierangelo Sequeri, presidente dell’Istituto, che ha detto che ” con Osservatorio guardiamo con occhi spirituali, ma anche dal punto di vista storico, alle condizioni di tutte le famiglie”.Da parte sua, Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia (CISF) ha detto che “la povertà nelle famiglie ha un doppio standard per quanto riguarda l’economia da un lato e le relazioni dall’altro”.

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Commercio su Area Pubblica, approvata delibera per istituzione Osservatorio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Roma Semaforo verde dell’Assemblea Capitolina alla delibera attuativa dell’istituzione dell’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica, come già previsto dall’art. 49 del Regolamento di settore.Al via quindi la costituzione di un organismo di natura consultiva partecipato dalle associazioni di categoria e dei cittadini più rappresentative, dai Municipi per il tramite delle rispettive consulte territoriali e naturalmente dall’Amministrazione.
Scopo dell’Osservatorio, il confronto costruttivo sulle tematiche del commercio: uno strumento prezioso a supporto dei processi decisionali che verranno attuati nei luoghi preposti – ovvero Assemblea Capitolina, Commissione Commercio e Assessorato – che potranno valersi di pareri utili ma non vincolanti. Ma anche un importante canale di comunicazione a duplice valenza: se da un lato l’Amministrazione potrà contare su considerazioni e approfondimenti da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, dall’altro questi ultimi potranno spontaneamente proporre argomenti d’interesse, alternative e soluzioni.
“L’Osservatorio del Commercio su Area Pubblica è molto importante: un terreno di confronto strategico tra associazioni di categoria, associazioni dei cittadini e istituzioni. Tutti attori della dimensione commercio, che partecipano alla discussione dei diversi temi e cooperano per l’elaborazione di nuove soluzioni. Un’estensione sistemica della vision, cui i cittadini conferiscono valore aggiunto sia in rapporto alla qualità dell’analisi, sia in fatto di decoro cittadino”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.“Finalmente Roma avrà un organismo di supporto agli organi decisionali in materia di Commercio su area pubblica. La delibera approvata oggi ne disciplina il ruolo, le finalità e le funzioni attraverso un Regolamento ad hoc. L’obiettivo principale è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali anche in questo settore. E’ prevista infatti l’elezione di un rappresentante dei cittadini o dei comitati di quartiere. E’ importante sottolineare che tutti i membri dell’Osservatorio, sia interni che esterni all’organizzazione, non riceveranno alcun compenso, né rimborso, né spese di collaborazione o gettoni per le presenze alle riunioni. I rappresentanti saranno nominati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera e resteranno in carica fino allo scioglimento dell’Assemblea Capitolina”, spiega Andrea Coia, Presidente Commissione Commercio Roma Capitale.

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Presentazione Primo Rapporto Osservatorio Strategie Vaccinali

Posted by fidest press agency su sabato, 12 gennaio 2019

Roma Martedì 22 gennaio 2019, Ore 9,30 – 13Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Piazza della Minerva, 38 L’Osservatorio Strategie Vaccinali presenta il 1° Rapporto sulle Strategie nazionali, risultato dell’attività di monitoraggio nelle diverse realtà regionali dei sistemi di attuazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV), attraverso indagini specifiche sul piano regionale e con un quadro di dettaglio in ambito locale. Con l’approvazione del PNPV 2017-2019, ogni Regione è chiamata a sviluppare proprie strategie vaccinali, al fine di raggiungere gli obiettivi previsti. Diventa necessario, quindi, sviluppare un piano di azione per il monitoraggio a livello regionale. Da qui nasce l’idea di creare l’Osservatorio Strategie Vaccinali, un’attività di ricerca scientifica coordinata dal dott. Michele Conversano, Direttore del Dip. Asl di Taranto, e dal prof. Federico Spandonaro, direttore C.R.E.A. Sanità.

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