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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Osservatorio CRIF sui furti d’identità e le frodi creditizie in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Secondo lo studio, nell’intero anno 2015 i casi di frodi creditizie verificatisi nel nostro Paese sono stati 25.300 e hanno determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro. Inoltre, rispetto al 2014 si è registrata anche una crescita dell’importo medio frodato.L’Osservatorio CRIF mostra infatti come nel 2015 il 32,8% dei casi di frodi abbia avuto un importo inferiore ai 1.500 €, in sensibile contrazione rispetto alla precedente rilevazione. Al contempo, i casi di frode con importo compreso tra 3.000 e 5.000 Euro hanno visto un incremento pari a +32,0% rispetto al 2014. A fronte di un fenomeno criminale che sembra non conoscere crisi, i tempi di scoperta si riducono, tanto che oltre la metà dei casi la frode viene scoperta entro 6 mesi. Rimane comunque un 16% dei casi in cui la scoperta avviene dopo più di 3 anni, con intuibili maggiori disagi per le vittime.
Anche nel 2015 la forma tecnica dei prestiti finalizzati continua a fare la parte del leone, tanto che 74,3% dei casi di frode interessa questa tipologia di prodotto. Complessivamente si registra un aumento significativo per le frodi perpetrate sulle carte di credito (+51% rispetto al 2014). Complessivamente, nell’ambito dei prestiti finalizzati, il 38,5% dei casi di frode ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici; una quota rilevante ha riguardato anche il comparto auto-moto (con il 13,8%), quello l’arredamento (8,1%) e l’elettronica–informatica–telefonia (6,8%). Rispetto ai volumi di credito erogato, invece, spicca l’incidenza delle frodi per travel/entertainment, consumi e spese professionali.Infine, la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (il 64,1% del totale, per la precisione) sono uomini, mentre le donne registrano una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-4,7%).

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Presentazione dell’Osservatorio AIBE 2016

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2016

milanodavedereMilano Lunedì 4 aprile 2016, alle ore 10.30, Via Carlo Bo, 1 si terrà in IULM la presentazione dell’Osservatorio AIBE 2016 (Associazione fra le Banche Estere in Italia), indagine che accende i riflettori su un tema di grande interesse: quali sono i punti di forza e di debolezza dell’Italia che misurano il grado di attrattività del nostro Paese agli occhi degli investitori internazionali? L’incontro sarà introdotto dal Professor Angelo Miglietta (Prorettore Università IULM) e vedrà la partecipazione dell’On. Enrico Morando, Viceministro all’Economia.
Al dibattito interverranno: Dott. Guido Rosa (Presidente AIBE); Dott.ssa Arabella Caporello (Former Vice President Investindustrial); Professor Giorgio Bertinetti (Ordinario di Finanza Aziendale Università Cà Foscari di Venezia); Professor Emanuele Carluccio (Ordinario Economia degli Intermediari Finanziari Università di Verona). L’Osservatorio AIBE 2016, realizzato con la collaborazione del CENSIS, ha come obiettivo quello di fornire un autorevole indice di immediata misurabilità dell’attrattività dell’Italia nel mondo e un luogo di costante confronto e aggiornamento per valutare dinamiche e prospettive. L’Osservatorio, in collaborazione con ISPO Ricerche, ha infatti condotto un’indagine qualitativa sul grado di percezione dell’Italia presso importanti operatori internazionali con attese di investimenti di medio e lungo periodo.

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Osservatorio Export: le esportazioni online valgono 6 miliardi di eur

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

porta nuova milanoMilano. L’Export italiano che passa attraverso canali digitali vale circa 6 miliardi di euro e rappresenta ancora una quota marginale, di poco superiore al 4%, delle esportazioni totali di beni di consumo. La maggior parte del fatturato dell’Export online è riconducibile ai grandi retailer online, seguiti dai marketplace (come eBay) e dai siti di vendite private. Il settore più esportato attraverso canali digitali è il Fashion, che pesa per oltre il 65% delle vendite online oltreconfine, mentre gli altri comparti tipici del Made in Italy, ossia Food e Design, hanno un’incidenza più contenuta con circa il 15% ciascuno. E i principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e USA) con l’aggiunta di Giappone e Russia, mentre sono poco presidiati Cina e Sud America.Questi sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Export della School of Management del Politecnico di Milano presentata questa mattina a Milano al convegno “Export e Digitale, un binomio niente male”1. La Ricerca rileva come pesi complessivamente 1,5 mi liardi di euro l’Export online “diretto”, in cui l’interazione con il cliente finale è gestita da un operatore con ragione sociale italiana, attraverso i siti dei produttori (come Diesel, Giordano Vini, Ermenegildo Zegna), i siti di retailer online o multicanale (come LuisaViaRoma, YOOX NET-A-PORTER GROUP) o i marketplace “italiani” (come eBay.it). L’Export online diretto è riconducibile per il 70% circa al Fashion, seguiti dal Food e dall’Arredamento/Home Design, con il 10% ciascuno. Il canale più rilevante è quello dei retailer nazionali che valgono per il 60%, mentre il 25% è generato da siti propri di aziende produttrici e il 15% da marketplace con dominio .it.Vale invece 4,5 miliardi di euro l’Export online “indiretto”, attraverso i siti di eCommerce dei grandi retailer online stranieri (ad esempio Zalando, JD.com, Suning.com), i grandi marketplace (Amazon ed eBay con domini stranieri, Tmall.com) o i siti delle vendite private internazionali (Vente-privee.com, VIP.com) che acquisiscono prodotti in Italia per poi venderli in tutti i paesi in cui sono presenti. Anche in questo caso, la quota più rilevante (65%) è riconducibile al Fashion, mentre Food e Arredamento/Home Design pesano ciascuno per il 17%. Il canale più significativo è quello dei retailer online stranieri con oltre la metà del totale transato, seguiti dai marketplace con un terz o e dai siti delle vendite private con poco più del 10%.
Oltre un quarto della domanda finale italiana è riconducibile ai mercati esteri che, visto il calo della domanda interna, sono sempre più importanti per la nostra economia. Il Made in Italy è un fattore chiave per il successo delle esportazioni verso i Paesi emergenti, ma i Paesi europei restano ancora i principali mercati di sbocco. L’Osservatorio Export ha analizzato lo scenario macroeconomico italiano rilevando come la cosiddetta “propensione all’Export” – il rapporto tra valore complessivo delle esportazioni e PIL – si attesti mediamente oltre il 25% e abbia superato il 29% nel 2014. Oltre il 20% delle imprese manifatturiere attive in Italia, circa 89.000, è esportatore. Negli ultimi anni, la rilevanza dei mercati esteri è cresciuta, per la maggiore incidenza della domanda estera su quella interna: il fatturato medio delle imprese italiane all’estero nel 2015 &egrave ; cresciuto del 18% rispetto al 2010, a fronte di una caduta sul mercato interno di circa 10 punti.
Nel 2014 la domanda estera netta, ossia la differenza tra esportazioni e importazioni, ha contribuito a contenere il calo del PIL per il terzo anno consecutivo. Le esportazioni di beni e servizi sono cresciute del 2,7%, raggiungendo quasi 475 miliardi di euro (di cui 387 da esportazioni di beni e 98 di servizi): un dato che fa dell’Italia l’ottavo esportatore di merci a livello mondiale e quattordicesimo per i servizi. I dati 2015 (non ancora definitivi) mostrano un’ulteriore accelerazione dell’Export (+3,5%). I Paesi dell’Unione Europea rimangono i principali mercati di sbocco delle esportazioni italiane, con un peso complessivo superiore al 50%, grazie alla vicinanza geografica, l’assenza di barriere doganali, la somiglianza di regolamentazioni e abitudini commerciali. Gli USA sono il terzo Paese di sbocco e il primo mercato non europeo, seguito, tra i mercati extra-europei dalla Cina, dove i marg ini di crescita sono ancora ampi, vista la quota di mercato italiana relativamente bassa e il progressivo ampliamento della classe media potenzialmente interessata al Made in Italy.

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Presentazione Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

Gianicolo - VistaRoma martedì prossimo, 24 novembre, con inizio alle 11.30, a Roma, presso la Sala Italia dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Via Marghera, 2) verranno presentati i dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), un progetto di ricerca promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI – Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.L’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi è affidato al gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Roberto Nelli, il quale ha maturato una profonda conoscenza del settore congressuale grazie a ricerche sull’impatto economico dei congressi internazionali a Milano e di benchmarking sui centri congressi internazionali. La prima edizione di questo nuovo Osservatorio, che ha l’obiettivo di fornire informazioni utili e affidabili alle imprese della meeting industry italiana e alle istituzioni, intende censire la quantità e la tipologia delle strutture disponibili in Italia e misurarne la produzione. Si tratta perciò di dati fondamentali per capire e interpretare l’andamento di un comparto di grande rilievo per l’economia italiana.Presenteranno i dati Alan Pini (Teknocongress) e Gabriella Ghigi (Meeting Consultants) di Federcongressi&eventi e i Professori Roberto Nelli e Paola Bensi dell’Università Cattolica. L’introduzione è affidata al Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema.

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L’Osservatorio MECSPE dimostra come meccanica e subfornitura contribuiscano alla ripresa dell’occupazione in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

osservatorioL’Osservatorio MECSPE, realizzato da Senaf in occasione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 17-19 marzo 2016), conferma la ripresa dell’economia italiana e dei livelli occupazionali registrati dall’Istat, nel periodo luglio-settembre 2015 dove il tasso di occupazione è cresciuto (+0,2 punti percentuali), mentre sono calati il tasso di disoccupazione (-0,2 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti).“Le prime rilevazioni dell’Osservatorio MECSPE sui livelli occupazionali del comparto della meccanica e della subfornitura italiano confermano il trend di crescita dell’occupazione registrato dall’Istat nel periodo luglio-settembre. Nel primo semestre, oltre un terzo ha assunto nuovo personale mentre, entro fine anno, ben 3 aziende su 10 aumenteranno il proprio organico: si stima così un incremento di ben 530 posti di lavoro ogni mille imprese su tutto il territorio nazionale – afferma Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Questi numeri importanti confermano che ci troviamo di fronte a un mercato che sta ripartendo, e, secondo gli imprenditori, lo fa anche grazie al Jobs Act. La riforma del mercato del lavoro è stata infatti un accelerante e ha aiutato oltre la metà delle imprese nelle nuove assunzioni e continuerà a farlo nei prossimi mesi. Si respira un clima di fiducia e a dirlo non sono solo i numeri. Già a marzo, durante l’ultima edizione di MECSPE, abbiamo avuto modo di parlare con aziende che credono finalmente nella fine della crisi e che programmano nuovi investimenti per il futuro.” MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione, rappresenta l’appuntamento d’eccellenza per tutto il comparto della meccanica e della subfornitura sempre più al centro dei cambiamenti che stanno investendo l’industria mondiale. L’edizione del 2015 ha visto la partecipazione di 33.673 visitatori e 1.281 espositori, la presenza di 15 quartieri tematici, 9 saloni tematici, 10 piazze d’eccellenza, 31 isole di lavorazione, 103 tra convegni e miniconferenze organizzati da aziende, università e istituti di ricerca. (foto: osservatorio)

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30 ottobre: XV Convegno dell’Osservatorio Fedeltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

Parma ateneoParma Venerdì 30 ottobre (ore 10), all’Auditorium Polifunzionale del Campus si terrà il convegno dell’Osservatorio Fedeltà del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma. L’evento che celebra 15 anni di attività, dedica la nuova edizione alle sfide del Futuro del Loyalty Marketing.Il Convegno, realizzato grazie al sostegno di Brand Loyalty, Catalina, Comarch, Dunnhumby, PAYBACK, Klikkapromo-Pazzi per le offerte, Promotion Magazine e Valassis, ripercorrerà come sono cambiate in quindici anni le strategie di fidelizzazione della clientela, gli strumenti e gli analytics, traendo lezioni dai successi e dagli insuccessi del passato, grazie alle testimonianze dei “pionieri” che hanno fatto la storia della fidelizzazione in Italia, tra i quali Mulino Bianco, Carrefour e SMA.Due sono le ricerche dell’Osservatorio Fedeltà che verranno presentate: la “mappa degli italiani” per quanto riguarda la soddisfazione per i programmi loyalty e l’utilizzo dei loro strumenti, e “la mappa delle imprese italiane” per quanto riguarda il grado di sviluppo delle attività di Customer Relationship Management (CRM).Un italiano su tre modificherebbe le proprie abitudini di acquisto se il suo supermercato abituale chiudesse il programma fedeltà: percentuale che sale a due su tre per quel segmento di consumatori “smart loyal” – 2,5 milioni di italiani – che non si limitano a raccogliere i punti e sfruttare gli sconti riservati, ma risultano più ingaggiati con il programma loyalty, utilizzandone coupon, servizi riservati, comunicazioni ai membri. Gli smart loyal sono anche nettamente più attivi sul web, fanno più acquisti online soprattutto su Amazon, dove il 51% è registrato ad Amazon Prime.I risultati delle ricerche dell’Osservatorio ci aiuteranno a rispondere agli interrogativi che brand e retailer si pongono oggi sulla fedeltà del cliente, in uno scenario che sta subendo una vera Rivoluzione, trainata dal “mobile”, tema al quale è dedicata la tavola rotonda del pomeriggio con i protagonisti innovativi del settore.Il Convegno dell’Osservatorio Fedeltà, coordinato dalla Prof.ssa Cristina Ziliani, in 15 anni ha registrato: 2500 partecipanti da 850 aziende diverse del largo consumo, distribuzione e servizi, 110 relatori, 43 pubblicazioni scientifiche frutto delle ricerche dell’Osservatorio, 4 libri, 18 aziende sponsor, 325 studenti coinvolti nell’organizzazione dell’evento, 85 laureati sui temi della fidelizzazione della clientela. L’evento sarà anche l’occasione per premiare cinque laureati/e eccellenti dell’Osservatorio che si sono distinti con importanti carriere che hanno preso avvio proprio dal loyalty management.

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Ambiente lavoro e sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

infortuni-lavoroDall’inizio del 2015 le vittime sui luoghi di lavoro in Italia sono state 553. Se a queste si aggiungono quelle avvenute sulle strade e in itinere, il numero sale a 1100. E’ questo il preoccupante scenario tracciato dall’Osservatorio Indipendente di Bologna. Dalle statistiche dell’Osservatorio emerge inoltre come il 32,5% delle morti sui luoghi di lavoro sia avvenuto in agricoltura. Di questi, 116 sono stati schiacciati dal trattore, oltre il 20% sul totale di tutte le morti per infortuni. In pratica, un morto su 5 di tutte le morti sui luoghi di lavoro è stato causato da un trattore.E proprio la difficile situazione del settore agricolo è stato oggetto di analisi del convegno “La sicurezza in agricoltura. Il progetto ‘Coltiviamo la sicurezza”, organizzato da AiFOS in occasione della seconda giornata di lavori della 16esima edizione di Ambiente Lavoro (14-16 ottobre 2015), l’unico salone fieristico italiano dedicato alla promozione della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro.“Malgrado un sensibile calo, negli ultimi cinque anni, di circa il 20% del numero di infortuni denunciati – sottolinea Rocco Vitale, presidente AiFOS, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro – continuano ad esserci in questo settore ancora troppi infortuni gravi e mortali. I pericoli di infortunio con le macchine agricole, l’ambiente di lavoro, l’utilizzo di sostanze chimiche, la presenza di animali e la stagionalità della manodopera: sono solo alcuni dei molti fattori di rischio che rendono l’agricoltura uno dei settori lavorativi a maggior rischio per i lavoratori. Parliamo del settore in cui si registra, in percentuale, il più elevato numero di decessi. Riteniamo vada fatto un investimento di lungo periodo per migliorare il benessere delle persone e trasmettere le giuste indicazioni ai formatori al fine di promuovere una formazione efficace”.

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I libri per bambini vengono più venduti all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2015

20 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignaniLa conferma viene dall’Osservatorio voluto dal Gruppo degli editori per ragazzi dell’Associazione italiana editori (AIE), che da cinque anni monitora l’import/export dei diritti di libri a partire da un questionario on line compilato da case editrici di libri per ragazzi che coprono nel complesso il 75% della produzione di novità di questo settore.
Cresce l’export di diritti, diminuisce l’import – Nel 2014 sono stati venduti 2.167 diritti di edizione con un trend (+6,8%) di crescita che è migliore rispetto alla media dell’ultimo periodo (+5,2% in media annua dal 2011). Parallelamente rallenta l’approvvigionamento di titoli acquistati da altri Paesi (sono stati 840 nell’ultimo anno), che fanno segnare un calo del -4,4%. Si tratta di una tendenza ormai conclamata che, dal 2012, ha portato alla progressiva riduzione della forbice tra import ed export che fa oggi segnare uno «spread» di oltre mille titoli, a tutto vantaggio dei libri e degli autori nazionali.Cresce la vocazione internazionale del libro per bambini Made in Italy – Un numero crescente di titoli continua infatti a essere «pensato» come un libro che può avere uno sbocco internazionale: erano il 31,5% nel 2002; oggi sono ben il 92,4%.“Le ragioni di questa peculiare caratteristica del mondo del libro per ragazzi sono semplici: investimenti tra gli anni Novanta e il decennio scorso in autori, grafici, illustratori nonché in un marketing dei diritti più efficiente ed aggressivo, ma anche una «qualità» riconosciuta al copy in Italy di questo settore – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio studi AIE Giovanni Peresson – I libri per bambini italiani piacciono infatti all’estero e non solo alle editorie maggiori (l’export in Europa rappresenta il 63% del totale), ma anche agli editori dei Paesi emergenti come la Corea del Sud, l’Europa balcanica, la Turchia, la Polonia, l’Ungheria, i Paesi africani – che non sono proprio le prime editorie che vengono in mente. Questi Paesi hanno rappresentato in questi ultimi due anni tra il 25% e il 30% dell’export ragazzi grazie anche a una serie di missioni, incontri, partecipazioni a fiere e iniziative come il Fellowship alla fiera della piccola editoria di Roma Più libri più liberi, che AIE assieme ad ICE hanno sviluppato”.L’indagine fa emergere però anche aspetti meno positivi. A fronte di un 36% di titoli i cui diritti sono stati acquistati dagli editori italiani da editorie di Paesi anglofoni (sostanzialmente UK, Stati Uniti e Canada) si è riusciti a indirizzare a quei mercati solo il 6% dei titoli venduti all’estero.

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Osservatorio gioco online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

“Sogei ci ha dato un sistema di monitoraggio senza eguali al mondo, che ci consente di conoscere perfettamente il settore online. Nel 2010, quando lanciammo l’Osservatorio, il boom vero doveva ancora partire: stavamo assistendo all’emersione di un’industria che già esisteva su siti non autorizzati. L’offerta legale, ora possiamo dirlo, è stata vincente”. Lo ha detto Francesco Rodano, responsabile gioca a distanza di Aams, nel corso della presentazione dei risultati dell’Osservatorio sul gioco online.
“Poker cash e casinò – ha proseguito – sono partiti con le regole della legge comunitaria, a luglio 2011, che ci hanno fornito una base per completare l’offerta ma anche per procedere ad una migliore identificazione dei giocatori. L’obiettivo ora è di recuperare le altre sacche di giocatori su siti non autorizzati. Anche lo scandalo del calcioscommesse è un esempio degli effetti del gaming fuori dai canali autorizzati: aams può controllare tutto con il suo ’robocop’ ma è un sistema efficace solo per ciò che vediamo. Un monitoraggio totale è impossibile fin quando si gioca con operatori non autorizzati”.
L’altro aspetto fondamentale, ha detto ancora, è come riferisce Agipronews,la tutela del giocatore: “Tutti i reclami e le controversie si concludono facilmente e con soddisfazione dei giocatori. Tornando all’aspetto della competizione con i siti non autorizzati, a luglio 2011 c’è stato un effetto sostituzione: nei primi sei mesi invece c’era in corso un calo del 20% delle giocate online, che poker cash e casinò di fatto hanno attutito”. Rodano si è poi soffermato sulle polemiche relative all’immagine di uno ’Stato biscazziere’: “I nuovi giochi hanno un livello di tassazione compatibile e competitivo rispetto ai paesi offshore ed è l’unica maniera per sottrarre risorse a quel mercato. Piuttosto, lo studio evidenza una carenza di innovazione da parte degli operatori e dell’industria. La sfida è strategica: tutta Europa ci guarda, dal funzionamento e dallo sviluppo del sistema italiano dipende anche la prospettiva del gaming in altri paesi”. NT/Agipro (Federica Cirella)

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Io non ho paura: tremo

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2011

Cover of "Io Non Ho Paura (Un Film Di Gab...

Cover via Amazon

Ho sempre percepito il ruolo del magistrato inquirente come un qualcosa da evitare perché insidioso, sfuggente, persecutorio. Mi sorprende che nei vari conversari ho potuto notare una similare sensazioni anche in molti miei conoscenti o occasionali incontri con sconosciuti ma con i quali incidentalmente si è parlato di magistratura e di inchieste. Ne deduco che dal mio osservatorio ciò che provo è condiviso. Mi sono anche chiesto la ragione di tale avversità e mi sono detto: dipenderà dalle lungaggini delle indagini, dalla lentezza delle procedure, dal sistema degli interrogatori, dalla supponenza di chi è convinto che la verità dell’inquisito è solo una mossa difensiva, ma irrilevante nel giudizio di merito. Tutto questo mi porta ad un esempio pratico e a capire le ragioni che hanno spinto il nostro presidente del consiglio a glissare il rapporto diretto con la magistratura, quella di Milano in particolare, e che si è appalesato anche nell’audizione, all’ultimo momento rinviata sine die, con il procuratore capo di Napoli per essere ascoltato come parte lesa per un supposto tentativo di ricatto subito. Se mi fossi trovato nelle stessa posizioni di Berlusconi e non sapendo bene quali carte dispongono gli inquirenti, avrei avuto molto da temere che da vittima potessi trasformarmi in un reo. E il mio avvocato di certo mi avrebbe suggerito un rinvio “tecnico” per cercare di scoprire, nel frattempo, gli elementi di prova per evitare le trappole giudiziarie. Sin qui la difesa di un uomo che ha qualcosa da nascondere. Di certo un dubbio lo avrei al pensiero di aver aiutato, guarda caso, proprio la persona che un tempo si era prestata ad inviarmi certe signorine e che poi si è venuto a sapere non fossero di buona società con tanto blasone, ma delle escort. E’ proprio da dire: mala tempora currunt. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Mutui in internet

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Si confermano giovani e con una buona liquidità le persone che si rivolgono ai servizi internet per accendere un finanziamento. Lo sottolinea la seconda trimestrale dell’osservatorio mutui di Mutui-internet.it, portale dedicato ai finanziamenti web che, dal gennaio di quest’anno, ha dato vita a un centro studi permanente per analizzare l’andamento del mercato on-line. L’età media dei richiedenti, infatti, è scesa di un anno rispetto al primo trimestre 2011, attestandosi sui 37 anni di media (con punte di 43 anni in Basilicata e di 34 in Valle d’Aosta); anche l’indice Ltv (Loan to value), ossia il rapporto tra importo richiesto e il valore dell’immobile, non ha subito sostanziali differenze rispetto al primo trimestre dell’anno: la media dell’indice, relativamente alle 17.804 richieste pervenute a mutui-internet.it nel periodo aprile-giugno 2011, è del 76,92%; superiore di cinque punti rispetto al periodo gennaio-marzo dello stesso anno: «L’indice si attesta ancora su livelli decisamente positivi -è il commento di Enrico Piacentini, responsabile web-marketing di mututi-internet.it-, nonostante sia aumentato rispetto al primo trimestre dell’anno resta comunque sotto la soglia di soddisfazione che è l’80%. La spiegazione più attendibile è che i consumatori, di fronte a un periodo di incertezza finanziaria come quello attuale, legato alle continue informazioni frastagliate della manovra finanziaria, preferisce, nonostante un buon livello di liquidità, essere ancora più prudente e non mettere direttamente in gioco i propri capitali in attesa di momenti più sereni». Nel dettaglio, delle 17.804 richieste pervenute il 65,57% sono state inoltrate per l’acquisto della prima abitazione; il 14,84% per ottenere surroghe (ossia la portabilità del proprio mutuo da una banca a un’altra), il 6,58% per “sostituzione + liquidità”, mentre il 5,25% per l’acquisto di una seconda abitazione. Il totale dei finanziamenti richiesti si è attestato sui 2 miliardi e 850milioni di euro per una media di finanziamento di 153.228 euro. La durata media dei finanziamenti è di 23,34 anni, mentre il reddito medio dei richiedenti è di 2.262.58 euro. Interessanti anche le occupazioni lavorative dei richiedenti: per l’82,19% sono lavoratori dipendenti a tempo indeterminato; per il 7,27% autonomi con partita Iva; il 3,81% liberi professionisti, il 3,24% dipendenti a tempo determinato e il 2,30% pensionati. Territorialmente, la maggior parte delle richieste provengono dal Nord Ovest, il 29,39%, seguito dal Sud e Isole con il 28.38%; in Centro Italia sono state il 24,17% le richieste pervenute mentre il restante 18,09% è arrivato dal Nord Est.” (Stefano Morelli)

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Project finance in Sanità

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Marco Nicolai, Presidente del Consiglio di Gestione di Finlombarda S.p.A. ha presentato i principali risultati del X rapporto dell’Osservatorio nazionale sul project finance in sanità: Con 53 progetti aggiudicati per un valore di 3,7 miliardi di euro, pari al 72% dell’ammontare complessivo degli investimenti nazionali, l’Italia slitta al terzo posto rispetto allo scorso anno nella classifica internazionale del mercato della finanza di progetto applicata alle collaborazioni pubblico-private in sanità [ndr PFI/PPP], dopo Regno Unito (116 progetti aggiudicati del valore di 15 miliardi di euro) e Canada (che guadagna così il secondo posto con 39 progetti aggiudicati per 7,3 miliardi di euro), che rappresentano insieme quasi i 3/4 dell’intero mercato internazionale delle PFI/PPP in sanità con una quota del 65% del valore complessivo dei progetti aggiudicati (22 miliardi di euro).
L’incidenza del project finance in sanità sul totale del mercato delle PFI/PPP è per l’Italia pari al 15% (3,7 miliardi su un complessivo di 25,1 miliardi di euro), percentuale cui fanno da contraltare il 23% del Regno Unito (15 miliardi su un complessivo di 66,7 miliardi di euro) e il 30% del Canada (5,8 miliardi di euro su un complessivo di 19,1 miliardi di euro).

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Riforma fiscale e associazioni familiari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

«Quello che leggiamo sui giornali è quanto mai preoccupante» Francesco Belletti, presidente del Forum, commenta così l’ipotesi di riforma del fisco. «Dopo mesi e mesi di lavoro nelle commissioni dell’Osservatorio della Famiglia, dopo una Conferenza nazionale sulla Famiglia, dopo un lavoro intensivo ai tavoli di lavoro sulla riforma fiscale, il governo sembra voler fare carta straccia di quanto esaminato e discusso. Sembra che si preferiscano altre soluzioni, abborracciate e mai discusse con le famiglie. «A quanto pare non è bastata la brutta figura rimediata dal governo con il Bonus famiglia: 2 miliardi buttati al vento e che, beffa delle beffe, sono finiti perlopiù a famiglie senza figli. «Eppure il testo finale del Piano nazionale per le politiche familiari, licenziato, non anni fa ma appena il 23 giugno scorso, dall’assemblea dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, presieduto dal sottosegretario Giovanardi, aveva considerato proprio la proposta del Forum, il FattoreFamiglia, come caposaldo di una riforma fiscale finalmente a misura di famiglia. «Ora, a quanto pare, si ricomincia da zero con una proposta non concordata con le famiglie ma decisa a tavolino: il bonus figli che dovrebbe andare a sostituire detrazioni ed assegni familiari e che dovrebbe essere destinato solo ai rediti più bassi. Uno strumento che, se non ben ponderato, rischia di fare la stessa fine del Bonus famiglia e di creare ulteriori iniquità in larghe fasce di famiglie. E poi: perché non parlarne con le famiglie in un confronto in cui da sempre abbiamo dimostrato di saper essere costruttivi e propositivi? «Il Ministro Tremonti» conclude Belletti «avrà tutto il nostro appoggio quando ridurrà i costi della politica, come sembra intenzionato a fare; però Tremonti dovrà rendere conto al popolo delle famiglie se non inserirà l’equità familiare nei progetti di riforma fiscale».

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Osservatorio a sud sulla Lega nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Di Giulio Giallombardo (La Repubblica, 8 maggio 2011) Partito di lotta e, nello stesso tempo, di governo. Grazie a quest’ambiguità di fondo, la Lega Nord ha costruito la sua fortuna politica, non senza una buona dose di furbizia e populismo. Ma ci sono altri aspetti che stanno alla base del potere del partito politico fondato da Umberto Bossi nel 1989: zone d’ombra su cui riflettono Fabio Bonasera e Davide Romano, nel libro Inganno padano. La vera storia della Lega Nord “, un’ inchiesta che svela le trame nascoste che avrebbero dato vita al Carroccio, facendone poi un partito consolidato nelle istituzioni. Già nella premessa gli evidenziano la natura anticostituzionale che sta all’origine del partito leghista. Il primo articolo dello statuto lo dice chiaro e tondo: «Il Movimento politico denominato Lega Nord ha per finalità il conseguimento dell’ indipendenza della Padania e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana». Queste basi sarebbero già sufficienti a mettere fuori legge le “camice verdi”: qualunque movimento politico miri alla creazione di uno Stato autonomo all’ interno della Repubblica italiana, dovrebbe essere perseguito penalmente. Il libro, che vanta la prefazione di Furio Colombo, ricostruisce tutta la storia leghista, dalle origini militanti di movimento di lotta alla sua consacrazione di partito di governo, raccogliendo le testimonianze scomode di chi, deluso, ha lasciato il Carroccio dopo la sua metamorfosi istituzionale. Fabio Bonasera e Davide Romano, “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord”, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90

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Beatificazione Carol Wojtyla

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Roma. I cittadini romani non sembrano avere dubbi sulla bontà di celebrare la beatificazione di Carol Wojtyla lo stesso giorno del concerto del primo maggio, il 72% si professa infatti favorevole, rimangono riserve invece sulla capacità dell’amministrazione romana nella gestione del flusso di visitatori, è infattiil 48% ad avere dei dubbi. Nessun dubbio invece sullabeatificazione di Papa Wojtyla sulla quale è favorevole il 93%. Sono questi i risultati di un sondaggio effettuato tramite mail e controllo dati nei primi giorni di aprile dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 515 cittadini romani di età compresa fra i 18 e i 70 anni. Questi ultimi hanno così risposto alle seguenti domande:
• E’ favorevole alla beatificazione di Carol Wojtyla lo stesso giorno del concerto del primo maggio? Sì 72%  No 28%
• Pensa che l’amministrazione romana sia in grado di organizzare l’accoglienza e gestire il flusso dei visitatori per il primo maggio? Sì 52%  No 48%
• Parteciperà alla cerimonia di beatificazione? Sì 64%  No 36%
• Parteciperà al concerto del primo maggio? Sì 39%  No 61%
• E’ favorevole alla beatificazione di Carol Wojtyla? Sì 93%  No 7%
• Userà la macchina quel giorno? Sì 23%  No 77%“Avere lo stesso giorno e nella stessa città due grandi eventi quali sono la beatificazione di Papa Wojtyla e il concerto del primo maggio, – spiega CarloVittorio Giovannelli, giornalista ed esperto di comunicazione media – è una grande occasione per la città di Roma che potrà così celebrare con il giusto clima di festa la beatificazione di un grande uomo. Nessuna beatificazione è più giusta, meritata e acclamata, per quanto ha fatto da sacerdote e successivamente da papa. Sarà sicuramente un evento che entrerà nella storia. Rimane da scoprire se l’amministrazione sarà in grado di gestire la giornata.”

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Walter Ferreri, “la verità sul 2012”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Edizioni La Zisa, pp. 112, euro 8,90 ISBN: 978-88-95709-55-0 Dalla lettura di questo libro ognuno di noi potrà rendersi perfettamente conto «come il 2012 sia un anno come gli altri e che la sua elezione a “anno del giudizio” non sia nient’altro che un’invenzione di alcuni autori, scaturita da una loro interpretazione acritica del calendario Maya, al quale si è voluto attribuire un significato che non trova riscontro tra gli studiosi di questo popolo. Il motivo che li ha indotti a fare queste previsioni è essenzialmente di tipo economico […]: un libro che tratta di future catastrofe di eventi spettacolari o eccezionali ha molto facilmente più successo di uno […] che si limiti a raccontare la realtà dei fatti». «La storia è permeata da “profeti” e “veggenti” che hanno previsto innumerevoli volte la fine del mondo. Spesso questi comportamenti sono stati dettati da una interpretazione letterale di scritti antichi, ai quali si attribuiscono grande autorità o addirittura infallibilità. Anche nel caso dei Maya, […] la tendenza è stata quella di sopravvalutare molto le loro possibilità di previsione, […] I Maya avevano una notevole conoscenza del cielo, ma […] La loro scienza non gli permetteva di fare previsioni precise su molti avvenimenti astronomici futuri». (dalle Conclusionidell’Autore).Walter Ferreri, astronomo, svolge la sua attività professionale presso l’Osservatorio Astronomico di Torino. È autore di una ventina di libri e fondatore, nel 1977, della rivista di astronomia ”Orione”, della cui versione attuale – “Nuovo Orione” – ricopre la carica di direttore scientifico. Per le sue scoperte e ricerche nel campo degli asteroidi l’Unione Astronomica Internazionale ha conferito il nome “Ferreri” all’asteroide 3308 EP.

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Adolescenti e sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Presentato oggi, 23 febbraio, nel corso di un incontro sul tema Adolescenti e sostanze psicoattive svoltosi a Bologna, uno studio sui percorsi che possono condurre all’uso di sostanze psicoattive, realizzato dall’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna. Lo studio parte dal dato, ormai acquisito in letteratura, che le prime esperienze nell’utilizzo di sostanze illegali si verificano attorno agli 11-12 anni di età. La percentuale di ragazzi che utilizzano o hanno utilizzato almeno una volta nella vita sostanze illegali cresce nettamente a partire dai 16 anni, per toccare anche il 40% dei giovani attorno ai 18 anni, e cala successivamente, a partire dai 25 anni.   La ricerca dell’Osservatorio non è uno studio di prevalenza, quindi non misura il fenomeno, ma si occupa dei fattori di rischio e dei fattori protettivi rispetto all’uso di sostanze psicoattive nella fascia di età compresa tra i 13 e i 16 anni. Particolare attenzione è dedicata alla  descrizione dei significati attribuiti all’uso o al non uso delle stesse sostanze, alla percezione del rischio, alle motivazioni, all’età media del primo uso. Allo studio hanno partecipato 7 scuole medie superiori e 1 scuola media inferiore di Bologna. Sono stati intervistati 1.300 giovani tra i 13 e 16 anni di età, scelti in modo casuale e non rappresentativi di un campione statistico della popolazione giovanile. Il 16% degli intervistati ha 13 anni, il 46% 14 anni, il 29% 15 anni, il 9% 16 anni. Poco più della metà di essi, il 54%, è rappresentato da ragazze. L’8% dei giovani intervistati dispone di oltre 50 euro al mese, il 19% abita con un solo genitore, nell’82% dei casi entrambi i genitori lavorano. Sui 1.300 adolescenti oggetto dello studio, 1.210 (93%) non hanno mai fatto uso di sostanze illecite nel corso dell’ultimo anno, 403 (31%) hanno fumato sigarette almeno una volta, 332 (26%) hanno bevuto alcolici e 90 (7%), hanno utilizzato almeno una volta una sostanza illecita (per 85 di essi cannabis). Confrontando questi dati con quelli dell’indagine Espad 2007, riguardante il consumo di sigarette, alcol e sostanze tra i giovani di età tra 15 e 16 anni, e condotta su 35 mila studenti italiani, la percentuale di adolescenti bolognesi che usa tabacco, 37,9%, è all’incirca sovrapponibile a quella dei coetanei di tutta Italia, 37%. Più basse, invece, le percentuali di ragazzi bolognesi che fanno uso di alcol (20,9% contro 27%), di cannabis (11,3% contro 19%) e di altre sostanze illecite (1,4% contro 9%).   Tra le motivazioni principali che hanno spinto i 403 adolescenti bolognesi ad accendere almeno una sigaretta, la curiosità, il piacere e l’emulazione. I 332 adolescenti che hanno bevuto alcolici hanno dichiarato di averlo fatto per divertimento, desiderio di socializzare e curiosità, mentre tra i 90 ragazzi che hanno provato sostanze illegali prevalgono curiosità, desiderio di socializzare e il piacere derivante dall’uso della sostanza. Sul fronte della percezione del rischio, circa un terzo dei ragazzi intervistati è convinto che l’uso di sostanze illecite provochi danni neurologici, altrettanti pensano che causi danni fisici, il 19% disturbi psichici, ma i danni più temuti sono rappresentati in assoluto dalla dipendenza fisica e dalla morte. In generale, le sostanze illegali più presenti sui media come cocaina, eroina, crack ed exstasy sono percepite come molto pericolose. Le sostanze legali, invece, sono considerate pressoché innocue, soprattutto il tabacco. Per quanto riguarda l’età di primo uso di sostanze, lecite e illecite, gli intervistati hanno dichiarato di aver bevuto alcol per la prima volta a 13 anni, di aver acceso la prima sigaretta attorno ai 13 anni e mezzo e di aver fumato cannabis a 14. Chi ha usato sostanze illegali, ha iniziato prima a fumare tabacco. Infine, per 184 adolescenti, pari al 14% degli intervistati, si è verificato nel corso dell’ultimo anno almeno un episodio di alterazione alcolica.  La maggiore disponibilità di denaro sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze. Gli intervistati che dispongono di più di 50 euro al mese hanno il 67% di probabilità di usare sostanze, percentuale che si abbassa di oltre la metà, scendendo al 32%, per chi può contare su una cifra mensile inferiore a 11 euro.

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Osservatorio FederSalus: obesità infantile?

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Se il bambino tende a ingrassare con disarmante facilità e ad accumulare “ciccia” soprattutto nel girovita, le cause potrebbero risiedere non soltanto in abitudini alimentari scorrette e in un’attività fisica insufficiente. L’osservatorio FederSalus rende noto uno studio dell’Università del Michigan pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, infatti, la propensione ad accumulare adipe addominale e a ingrassare rapidamente sarebbe legata a un deficit  di vitamina D.
La ricerca, durata circa 30 mesi (tra il 2006 e il 2009), è stata effettuata a Bogotà, in Colombia, su un campione di 479 bambini tra i 5 e i 12 anni d’età. Il team scientifico dell’Università del Michigan, affiancato da colleghi dell’Universitad Nacional de Colombia, ha prelevato e analizzato campioni di sangue a inizio ricerca, individuando così situazioni di deficit di vitamina D nel 10% dei soggetti monitorati e livelli insufficienti di vitamina D nel sangue in un altro 46%. Inoltre, i ricercatori hanno fatto ricorso ad altri indicatori biometrici e antropometrici della quantità di grasso corporeo come l’indice di massa corporea (IMC), la misurazione della circonferenza in vita e il rapporto subscapolare tra pelle e tricipite.
L’Osservatorio FederSalus nasce nel contesto del progetto di divulgazione scientifica ed educazione alimentare “Sano stile di vita: campagna per la diffusione della cultura alla salute” e ha come obiettivo fornire informazioni scientifiche aggiornate e oggettive sui nutrienti impiegati nelle formulazioni dei prodotti salutistici, evidenziandone l’origine (minerale, vegetale, animale), le funzioni bioattive  e i campi di applicazione ai fini del benessere dell’organismo.

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Arezzo: osservatorio confindustria

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Diversamente da quanto rilevato a livello regionale, la provincia di Arezzo secondo la consueta indagine sul comparto manifatturiero condotta da Confindustria Arezzo e Camera di Commercio di Arezzo, nel terzo trimestre 2010 accelera il recupero produttivo sul 2009. L’indicatore della produzione dopo il +4,8% dei primi tre mesi dell’anno e il +3,6% del secondo trimestre si attesta adesso a +6,3% superando il dato regionale fermo a +3,5%. In un contesto generale di diffuso rallentamento, quello di Arezzo è indubbiamente un risultato positivo anche se il recupero dei livelli pre-crisi resta ancora lontano. In linea con quanto rilevato nella precedente indagine il fatturato raggiunge il +8,7% confermando una ripresa che anche in questa provincia risulta trainata dall’export con gli ordinativi esteri a +12,3% e quelli interni fermi a +2,9%. Resta negativo il quadro occupazionale che infatti, nonostante il lieve miglioramento rispetto ai primi mesi dell’anno, nel terzo trimestre 2010 flette del 2,8% dopo il -4,9% dei primi tre mesi dell’anno e il -3,2% del periodo aprile-giugno.  A livello territoriale Arezzo si distingue per la miglior performance provinciale (dopo Livorno) confermando un percorso di ripresa in continuo miglioramento dall’inizio dell’anno.  Positivi anche i risultati di Firenze e Lucca mentre le altre realtà rallentano rispetto ai primi mesi dell’anno.
A livello settoriale in questo trimestre a differenza di quanto rilevato nei mesi precedenti  tutti i comparti sembrano aver agganciato la ripresa. L’unico dato negativo riguarda la gioielleria e bigiotteria che infatti continua a flettere, in termini produttivi, del 6,8% evidenziando anche significative difficoltà dal lato della domanda (-10,7% la componente interna e -4,5% quella estera).  In recupero invece il sistema moda con un +13,2% del pelli e cuoio, un +4,6% delle calzature e un +2,6% del tessile e abbigliamento e il comparto della chimica allargata che, dopo il -21,3% del secondo trimestre, adesso torna sulla stazionarietà. In crescita la meccanica (+8,1%), l’industria alimentare (+2,6%), i metalli (+4,4%) e i minerali non metalliferi (+3,2%) ma il dato più significativo interessa l’elettronica e i mezzi di trasporto che infatti, dopo il +32% del secondo trimestre, sale adesso al 43%.
A livello dimensionale anche ad Arezzo come in Toscana sono le grandi unità produttive (oltre 250 addetti) ad evidenziare lo slancio maggiore. Nel terzo trimestre 2010 la produzione in queste imprese risulta cresciuta del 21,8% contestualmente ad  incrementi del 19% della domanda interna e del 46% di quella estera.
Positivi i risultati anche per le medie imprese (50-249 addetti) che rispetto al 2009 salgono dell’8,8% in termini produttivi e del 15% in termini di fatturato confermando un’accelerazione degli ordinativi esteri. Ancora  incerto il quadro delle piccole (10-49 addetti) che dopo il -2,9% del secondo trimestre dell’anno si stabilizzano adesso a +0,5% trascinando il fatturato su valori simili (+0,9%). Anche la domanda non appare particolarmente vivace: il mercato interno continua a flettere mentre quello estero segna un  timido +1,9%.  Continuano ad essere positive e superiori ai dati regionali e nazionali le vendite all’estero dei prodotti aretini: i mesi luglio-settembre 2010 si chiudono infatti con un positivo +38,4% dopo il +1,6% e il +18,2% dei primi due trimestri dell’anno.
A livello settoriale, in linea con quanto già rilevato nella precedente indagine, migliora l’export dei due principali comparti della provincia: i metalli preziosi e l’oreficeria che infatti si attestano rispettivamente a +60,3% e a +22% in linea con il dato vicentino e decisamente al sotto della performance del distretto alessandrino (+150% e +87%).  Sono indubbiamente due risultati incoraggianti anche se fortemente inquinati dall’incremento del prezzo della materia prima e, limitatamente alla gioielleria, dall’andamento particolarmente drammatico del III trimestre 2009 tanto che il confronto con il 2008 resta negativo (-8%). Fra le altre specializzazioni nonostante il miglioramento dei prodotti tessili continua a flettere del 13,5% l’aggregato del sistema moda che risente infatti delle negative dinamiche dell’abbigliamento e dei prodotti del pelli e cuoio.  In recupero invece gli altri comparti tranne la gomma, plastica e i minerali non metalliferi che tornano in terreno negativo. Va evidenziato che la performance dell’elettronica (+193%) è legata all’ottimo andamento di un ristretto numero di imprese e che i comparti dei mezzi di trasporto (+176%) e della farmaceutica (+223%) seppur in forte crescita rappresentano ancora meno dell’1% del valore delle esportazioni provinciali. Bene l’industria alimentare (+10,1%), i mobili (+38,3%) e la meccanica (+2,1% nonostante la frenata rispetto al precedente trimestre).  Il valore delle esportazioni complessive del settore manifatturiero aretino nel terzo trimestre 2010 è pari ad un miliardo e trecento milioni.

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Erif Real Estate, una piccola tra le grandi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

L’osservatorio scientifico dell’università Bocconi, nel suo rapporto annuale, cita la società di Legnano per il suo dinamismo multimediale. Con lei, Alcatel, Pirelli, Binda, Fiera Milano Tra i nomi di colossi industriali quali Alcatel, Pirelli, Binda e istituzioni come il Comune di Torino e la Regione Piemonte, nell’ultimo dossier dell’Università Bocconi relativo alla Business Intelligence figura tra le case history prese in esame dai ricercatori dell’ateneo milanese anche quello della legnanese Erif Real Estate.  Nato tre anni fa, l’Osservatorio Business Intelligence della Bocconi prende in esame un tema specifico e sceglie, grazie alla Divisione ricerche “Claudio Demattè”, le aziende italiane che meglio lo hanno interpretato con esperienza e competenza. Nel 2010, gli sforzi dell’Osservatorio della Bocconi si sono concentrati sull’e-discovery: nuove forme di intelligence nel social web. In parole spicce, come alcune aziende italiane sono state capaci di utilizzare i dati forniti dalla propria attività web per studiare nuove strategie di marketing e comunicazione. Le case history (raccolte in un volume di 115 pagine consultabile nell’archivio dell’università di via Sarfatti), sono state presentate lo scorso 14 dicembre durante un convegno al quale hanno partecipato i componenti della Divisione ricerche della Bocconi e le aziende analizzate dai ricercatori. Tra i nomi di Alcatel, Pirelli, Binda, Fiera Milano, Comune di Torino, Regione Piemonte, è stato presentato anche il lavoro della legnanese Erif Real Estate, società di costruzioni molto attiva nel Nordovest Milanese e in Piemonte. «Naturalmente è un onore che una delle migliori università italiane abbia pensato a noi per redigere il proprio rapporto annuale sulla Business Intelligence -commenta Luigi Barbato, presidente di Erif Real Estate-; ma è anche un vanto di cui andiamo molto orgogliosi. Perché anche l’università Bocconi ci sta riconoscendo i meriti dei successi ottenuti negli ultimi due anni del nostro lavoro. Non per nulla, grandi investitori hanno trovato in noi un partner affidabile e professionale per la commercializzazione dell’area ex-Cantoni di Legnano. Penso ancora al primo, rudimentale, sito internet che abbiamo creato. A ripensarci oggi sembra passata un’eternità e invece parliamo di una manciata di anni. Siamo stati tra i primi a organizzare attività on-line dedicate a singoli settori del mercato. Poi ci siamo aperti anche ai canali di condivisione fino alla creazione di un blog. Oggi, contiamo circa 80 siti web attivi dai quali ricaviamo un’enorme mole di informazioni che ci aiutano non solo a mantenere il nostro business, ma a generarne di nuovi che nemmeno ci potevamo immaginare di poter lanciare».
Il potere del web nell’era 2.0 e, soprattutto, in un’epoca in cui l’economia globale non tende a riprendere fiato sono stati gli elementi che hanno spinto i ricercatori della Bocconi a studiare alcuni casi di aziende che hanno investito nella rete e che ne hanno ricavato risultati soddisfacenti perché, come ha scritto il responsabile scientifico dell’Osservatorio, Paolo Pasini, «dal 2000, anche il mondo del web è diventato una rilevante fonte di dati da analizzare per comprendere sia le modalità di navigazione dei siti, sia il comportamento di acquisto nell’e-commerce». E Legnano, grazie all’attività di un’azienda del territorio, ha dato il suo importante contributo.

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