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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘ostacoli’

Presidenziali USA 2020: I tanti ostacoli per gli elettori indigeni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Per quanto riguarda le imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 3 novembre 2020, l’Associazione per i popoli minacciati (APM) critica gli enormi ostacoli che ancora oggi affliggono gli elettori indigeni nel Paese. Senza riforme rapide, molti dei quasi cinque milioni di nativi americani e dei nativi dell’Alaska che hanno diritto al voto non potranno partecipare alle elezioni. Riuscire a votare a volte diventa impossibile anche a causa di un banale indirizzo postale mancante. Senza un indirizzo postale, non si ottiene un documento d’identità ufficiale e quindi non si può essere registrati per il voto. Le riserve in cui vivono molti indigeni spesso non sono organizzate per avere strade asfaltate con relativi indirizzi. La posta, se e quando viene consegnata, arriva sulla base di indicazioni generiche.Chi vuole votare negli USA deve essere prima iscritto in un registro elettorale e per questo deve dimostrare la propria identità. I documenti di identità dei consigli tribali non vengono accettati. Nel dicembre 2019, la legge sul diritto di voto dei Nativi americani è stata presentata al Congresso, una legge che intendeva porre rimedio proprio a questo problema. A questo punto la legge dovrebbe essere approvata molto rapidamente, in modo che tutti gli interessati possano ancora registrarsi e ricevere i documenti elettorali prima delle elezioni di novembre.Ma anche quando la registrazione ha successo, molti problemi restano: “quasi il 27% dei Nativi vive in povertà. Molti di loro preferiscono impiegare il loro tempo a lavorare piuttosto che fare un viaggio di ore per raggiungere il seggio elettorale più vicino. Il voto per lettera è comunque complicato negli Stati Uniti, e quasi impossibile a causa della scarsa presenza di uffici postali. Inoltre, ci sono barriere linguistiche, mancanza di informazioni e una sfiducia di fondo di molti indigeni nei confronti delle istituzioni statali. Si stima che dei 250 milioni di persone che hanno diritto di voto negli USA, circa 50 milioni non sono registrate. La maggior parte di loro sono indigeni, poveri e giovani, oltre che elettori di origine afroamericana, latinoamericana e dell’area pacifico-asiatica.

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Ostacoli imprevisti nei percorsi di cura

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

La Fondazione per la Medicina Personalizzata FMP, ha promosso una campagna di informazione, che nasce dall’osservazione della pratica clinica sulla rabbia nei pazienti oncologici. Per il prof. Paolo Marchetti – Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata e direttore dell’ Oncologia Medica B Policlinico Umberto I, professore ordinario di Oncologia Medica alla Sapienza e già direttore del reparto di Oncologia Medica dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma – gli ostacoli presenti nei percorsi di cura rappresentano dei muri spesso insormontabili, la diagnosi di una malattia oncologica influenza in molti modi la vita di una persona, annulla in un momento il progetto di vita. Tra le reazioni più comuni ci sono shock, negazione, depressione, ansia e rabbia.Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli il tema della rabbia sta prendendo sempre più dimensione nelle attività mediche in generale. Viviamo nell’età della rabbia, in una società difficile che genera stimoli continui e frustrazioni, dove i criteri sono quelli del successo, del benessere, dell’essere in forma. Per Alberto Castelvecchi, esperto in comunicazione e docente alla Luiss, è molto importante l’empatia tra medico e paziente, in modo da trasformare la rabbia, in volontà di combattere e il medico in alleato.

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Mamme lavoratrici: ancora troppi gli ostacoli

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Milano. Sono ancora tanti gli ostacoli, e troppi i sacrifici che le mamme lavoratrici italiane sono costrette ad affrontare una volta tornate a lavoro. In Italia il 37% delle donne tra i 25 e i 49 anni con almeno un figlio risulta infatti inattiva. E la percentuale cresce con l’incrementare del numero di figli, per arrivare a uno sconcertante 52,5% nel caso di donne con tre o più figli.Si guardi, per esempio, al 2016: stando ai numeri dell’Ispettorato nazionale del lavoro, in quell’anno le donne che si sono licenziate poco dopo la gravidanza sono state 35.140. Di queste, solo 5.261 sono passate a un’altra azienda dopo il periodo di maternità. Per tutte le altre, cioè ben 29.879 donne, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro è stata tale da tenerle lontane dal mondo lavorativo.Ma quali sono le principali preoccupazioni che affliggono le neo-mamme al momento di tornare al lavoro?
Una risposta a questa domanda arriva da uno studio statunitense condotto da OnePoll, per il quale sono state intervistate 1.000 donne (tenendo conto che negli Stati Uniti, come afferma il Dipartimento del Lavoro, il 75% delle madri lavora full-time).Grazie a questo studio si è scoperto che il 40% delle donne ha paura di essere troppo stanca per lavorare in modo efficiente; il 39% teme l’imbarazzo delle macchie provocate dalle fuoriuscite del latte materno; il 37% è preoccupata dei cambiamenti che il rispettivo ruolo potrebbe aver subito durante il periodo di assenza. Altro timore diffuso è quello di ritrovarsi a dover interrompere l’allattamento una volta rientrata in azienda.Nonostante tutti questi timori, il 79% delle donne intervistate ha dichiarato comunque di essere tornata a lavoro, e di aver trovato un buon supporto sul luogo di lavoro.
In Italia, guardando i numeri, si scopre una realtà diversa, confermata dal basso tasso di occupazione femminile.Ma non deve essere per forza così:
«Il rientro al lavoro dopo la maternità è un passaggio delicatissimo e denso di ansie» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «ma esistono alcuni alcuni accorgimenti ed alcune tecniche per rendere questo momento meno difficile».«In primo luogo, è necessario eliminare i tipici sensi di colpa che tengono le neo-mamme lontane dal rientro: tornare nel mondo del lavoro non significa in alcun modo compromettere il benessere dei figli, anzi, per molti versi è vero il contrario. Certo, mescolare carriera e maternità comporta dei sacrifici» sottolinea l’head hunter «ma il fatto stesso di avere una carriera soddisfacente permette di vivere anche la vita familiare con maggiore serenità. Ovviamente per tutte le mamme, e ancor di più per le working mom, è necessario rinunciare all’ideale della ‘mamma perfetta’, concentrandosi invece sull’essere dei buoni genitori, così da eliminare l’ansia eccessiva».Esistono poi tanti elementi pratici per permettere un rientro a lavoro indolore.
Vanno ovviamente presi in considerazione gli asili nido, individuando la soluzione migliore tra il nido ordinario e il tagesmutter; è inoltre inevitabile affidarsi a una baby sitter, perlomeno ‘a chiamata’, per poter gestire agevolmente anche le emergenze.«Non sono pochi gli studi che dimostrano i vantaggi, per le aziende, di contare delle mamme nel proprio organico» sottolinea ancora Carola Adami «e per questo i dirigenti aziendali dovrebbero impegnarsi doppiamente per rendere il luogo di lavoro più accogliente per le working mom. La parola d’ordine, da questo punto di vista, è ‘flessibilità’, un concetto che, grazie allo smart working, si sta diffondendo sempre di più.Non è certo un caso se nelle classifiche dedicate alle compagnie ‘amiche delle neo-mamme’ spiccano aziende altamente innovative e presenti anche in Italia, come Marriott, IBM, American Express, Procter & Gamble, Lego, Johnson & Johnson e via dicendo» conclude l’head hunter.

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L’UE risponde all’ascesa del protezionismo contrastando con successo gli ostacoli agli scambi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

confcommercio consumiBruxelles. In tutto il mondo si registrano 372 ostacoli agli scambi, con un aumento del 10% nel 2016 Gli esportatori europei hanno segnalato un aumento del 10% nel solo 2016 del numero degli ostacoli agli scambi incontrati nella loro attività. Alla fine dello scorso anno si registravano 372 ostacoli agli scambi in oltre 50 destinazioni commerciali nel mondo. I 36 ostacoli introdotti nel 2016 potrebbero avere ripercussioni su esportazioni dell’UE il cui valore ammonta attualmente a circa 27 miliardi di EURO.
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti pubblicata oggi dalla Commissione europea evidenzia che quest’ultima, grazie alla sua efficace strategia di accesso ai mercati, è riuscita lo scorso anno a eliminare ben 20 diversi ostacoli che frenavano le esportazioni europee. Cecilia Malmström, Commissaria europea responsabile per il Commercio, ha dichiarato a proposito della relazione: “Assistiamo al diffondersi del flagello del protezionismo, che colpisce le imprese europee e i loro lavoratori. È preoccupante che siano i paesi del G20 ad applicare il maggior numero di ostacoli agli scambi. Nel prossimo vertice del G20 ad Amburgo l’UE solleciterà i leader a uniformare i comportamenti alle dichiarazioni e a opporsi al protezionismo. L’Europa non resterà a guardare e non esiterà a impiegare gli strumenti disponibili nei confronti dei paesi che non rispetteranno le regole.”
La relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti è pubblicata ogni anno dall’inizio della crisi economica del 2008. L’edizione di quest’anno è totalmente incentrata sulle denunce effettivamente presentate alla Commissione da imprese europee. Le denunce riguardano un’ampia gamma di prodotti in tutti i settori, dalle industrie agroalimentari alla cantieristica. Tra i paesi che hanno istituito il maggior numero di ostacoli all’importazione spiccano alcuni membri del G20: Russia, Brasile, Cina e India guidano la classifica. Russia e India sono anche i paesi che hanno introdotto la maggior parte delle nuove misure protezionistiche segnalate nel 2016; seguono Svizzera, Cina, Algeria ed Egitto. La Commissione difende con vigore le imprese europee dall’intensificarsi delle tendenze protezionistiche. Nel 2016 il suo impegno si è tradotto in risultati tangibili. La Commissione è riuscita a ripristinare condizioni commerciali normali in 20 diversi casi che interessavano esportazioni UE del valore di 4,2 miliardi di EUR. Corea del Sud, Cina, Israele e Ucraina guidano la classifica dei paesi di cui l’UE ha contrastato con successo gli ostacoli agli scambi.Ad aver tratto il maggior beneficio dai recenti interventi dell’UE sono stati l’industria alimentare e delle bevande e i settori automobilistico e dei cosmetici. Ad esempio, a seguito dell’azione dell’UE, la Cina ha sospeso gli obblighi in materia di etichettatura che altrimenti si ripercuoterebbero negativamente sulle esportazioni di prodotti cosmetici dell’UE il cui valore ammonta a 680 milioni di EUR; la Corea ha accettato di allineare le sue norme relative alle dimensioni dei sedili delle automobili a quelle internazionali e Israele ha consentito a imprese di tutta l’Unione di chiedere l’autorizzazione a immettere in commercio e a esportare i loro prodotti farmaceutici. Tutto ciò è stato possibile grazie all’efficace cooperazione tra la Commissione, gli Stati membri dell’UE e i rappresentanti delle imprese europee nel quadro della strategia di accesso ai mercati dell’UE e grazie al miglioramento delle relazioni con i partner commerciali nell’ambito degli accordi di commerciali recentemente conclusi dall’UE. La strategia di accesso ai mercati costituisce un elemento essenziale dell’impegno con il quale l’UE punta a creare le migliori condizioni possibili per le esportazioni delle imprese europee in tutto il mondo e a garantire un’applicazione efficace delle norme del commercio internazionale. Le misure di cui si occupa la relazione non sono le misure di difesa commerciale. I dazi antidumping e antisovvenzioni, istituiti sulla base di disposizioni dell’OMC, sono strumenti che servono a ripristinare condizioni di scambio eque. L’UE e molti dei suoi partner commerciali se ne avvalgono per garantire condizioni di parità.

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Volontariato europeo: rimuovere gli ostacoli rimanenti

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

volontariatoIn una risoluzione votata giovedì, i deputati hanno affermato che l’UE ha bisogno di una migliore politica coordinata sul volontariato, in modo da fornire ai volontari uno status giuridico appropriato e aiutarli a partecipare ai programmi. Fra le proposte, quella di utilizzare i programmi di volontariato per i progetti nazionali finanziati dai fondi strutturali UE.I giovani dovrebbero trarre vantaggio dai programmi di volontariato, per sviluppare competenze e acquisire quell’esperienza che li aiuterà in seguito a trovare lavoro, affermano i deputati. Quasi 100 milioni di cittadini UE hanno partecipato come volontari a programmi riguardanti istruzione, cultura, arte, eventi sportivi, aiuti umanitari e sviluppo.Nonostante i reali benefici sociali ed economici derivanti dal volontariato, la partecipazione al Servizio di Volontariato Europeo (SVE) rimane modesta e molti ostacoli devono ancora essere rimossi. Le persone di ogni età dovrebbero essere incoraggiate ad approfittare del volontariato, così da migliorare le loro competenze, la comprensione di altre culture e quindi migliorare le possibilità di ricerca di un impiego.Per incoraggiare il volontariato sono essenziali: un ambiente più favorevole, un quadro giuridico con diritti chiari e responsabilità per i gestori dei programmi e per i volontari, e un finanziamento corretto.
Le organizzazioni dovrebbero essere incoraggiate a rafforzare la loro partecipazione ai programmi che coinvolgono i volontari consentendo, tra le altre cose, di contabilizzare il volontariato come contributo di “cofinanziamento” per i progetti degli Stati membri collegati ai fondi strutturali UE. Se le organizzazioni potessero utilizzare i finanziamenti dell’UE in questo modo, avrebbero un incentivo più forte ad offrire opportunità di volontariato e fornire più benefici alle comunità.Il Parlamento chiede alla Commissione di migliorare la sua strategia di comunicazione e l’accesso delle informazioni al pubblico per quanto riguarda le opportunità del Servizio di Volontariato Europeo. Chiede inoltre di sviluppare una politica di volontariato più coordinata, con un unico punto di contatto nelle istituzioni dell’UE e un sistema di applicazione più semplice per individui e organizzazioni.
I deputati sostengono la nuova iniziativa per un “corpo europeo di solidarietà” promossa dalla Commissione, sottolineando però che la sua attuazione non dovrebbe compromettere i programmi di volontariato esistenti e il loro finanziamento.
I deputati hanno infine chiesto alla Commissione europea di incoraggiare la partecipazione delle persone di ogni età nei programmi di volontariato, facilitando l’accesso ai programmi per i cittadini dei Paesi terzi che desiderano fare volontariato in Europa e proponendo uno statuto europeo del volontariato, così da poter garantire alle organizzazioni di volontariato i giusti riconoscimenti giuridici e istituzionali.

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Cassazione e barriere architettoniche

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

cassazioneL’agenzia dell’istituto di credito deve adeguare lo sportello in modo che possa beneficiare del servizio anche chi è costretto sulla sedia a rotelle. È quanto emerge dalla sentenza 18762/16, pubblicata il 23 settembre dalla terza sezione civile della Cassazione. L’accesso e la fruibilità del servizio bancomat, in edifici pubblici o privati, deve essere “assicurato” in favore delle persone con disabilità mediante la rimozione di tutti gli ostacoli architettonici e questo deve avvenire anche in mancanza di “norme regolamentari di dettaglio che dettino le caratteristiche tecniche che luoghi, spazi, parti, attrezzature o componenti di un edificio o parti di questo debbano avere per consentire l’accesso”. Diversamente, la persona diversamente abile può rivolgersi al giudice chiedendo la tutela antidiscriminatoria, che ben può essere azionata nei confronti dei privati oltre che delle amministrazioni pubbliche. Accolto il ricorso proposto dal correntista della banca proposto ai sensi dell’articolo 3 della legge 67/2006 contro la discriminazione delle persone diversamente abili. Non conta che il regolamento di cui al dm 236/89 non contenga norme di dettaglio per predisporre lo sportello all’utilizzo da parte di chi ha «ridotta o impedita capacità motoria»: la barriera architettonica va eliminata in quanto costituisce un ostacolo al comodo e autonomo utilizzo del servizio Atm e pone il cliente della banca in posizione di svantaggio rispetto agli altri. Sta al giudice del merito individuare i criteri tecnici da seguire, magari avvalendosi di altri regolamenti sopravvenuti, se risultano utili; è rimessa alla sua alla sua discrezionalità l’adozione di ogni altro provvedimento necessario a far cessare gli effetti della discriminazione. E spetta al giudice del rinvio stabilire anche se il correntista ha diritto a essere risarcito dalla banca per non aver potuto finora ritirare i soldi allo sportello: bisogna verificare se sussistono gli estremi della responsabilità extracontrattuale ex articolo 2043 Cc. L’istituto di credito rischia la pubblicazione della sentenza di condanna su di un quotidiano locale. La parola torna alla Corte d’appello in diversa composizione. Importante sentenza della Cassazione, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che rende obbligatorio il bancomat a misura di disabile. Si spera che le banche vorranno tenerne conto, visto che in parte finora non lo fanno. (Giovanni D’AGATA)

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“Maker Faire”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2015

marco manciniRoma Gli studenti Unicam saranno ancora protagonisti alla “Maker Faire” in programma a Roma dal 16 al 18 ottobre prossimi.Il progetto “Obstacle Detect & Avoidance for safety drone with artificial intelligence algorithms” elaborato da Marco Mancini, neolaureato Unicam in Informatica, è stato infatti selezionato tra le oltre 1200 proposte giunte agli organizzatori e provenienti da tutto il mondo, per partecipare all’edizione 2015 del Maker Faire, il più grande evento celebrativo del movimento Maker, che rappresenta un importante momento di incontro per artisti, creativi, designer e tutti coloro che utilizzano software ed hardware open source“Il progetto – ha dichiarato il dott. Mancini – si occupa di un problema scoperto recentemente in una tecnologia ancora in via di sviluppo: il mondo dei droni. In particolare ho voluto lavorare sull’aspetto relativo alla necessità dell’intervento umano, creando un sistema di guida autonomo in cui l’unica necessità sia quella di impostare la destinazione, per il resto il drone e l’elettronica a bordo si preoccuperanno sia di calcolare il tragitto più breve sia di evitare eventuali ostacoli nel tragitto, cosa che fino ad ora non era possibile (con la conseguenza che il drone andasse ad urtare gli ostacoli)”.“Sono naturalmente estremamente soddisfatto – ha proseguito il dott. Mancini – che il mio progetto sia stato accettato nell’ambito di una manifestazione così importante. Ho avuto modo di constatare che sono davvero tante le aziende non solo del territorio italiano, ma anche americane e cinesi, interessate allo sviluppo di questo progetto, tanto da fornire pezzi anche molto costosi a costo zero come partnership del progetto stesso, e che tale interesse sia stato poi confermato anche dalla Maker Faire”.
Marco Mancini avrà dunque l’opportunità di esporre e far conoscere il suo progetto ai numerosissimi visitatori che ad ottobre affolleranno la Maker Faire, confermando la valenza e la qualità dell’offerta formativa nel settore dell’Informatica proposta dall’Università di Camerino, il corso di laurea triennale in Informatica ed il corso di laurea magistrale in Computer Science, tenuto interamente in lingua inglese. (foto: marco mancini)

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Caso Ustica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2015

ustica“Qualche mese fa, dopo 35 anni dalla strage, la corte d’appello di Palermo vagliando meticolosamente le perizie tecniche ed escludendo ogni altra possibilità, ha attribuito definitivamente l’esplosione del Dc-9 Itavia alla collisione con un missile lanciato da un altro aereo.” Così Cinzia Pellegrino, Responsabile Nazionale per le Vittime dello Stato del Dipartimento Tutela Vittime della Violenza di FDI-AN nel ricordare l’anniversario dove persero la vita 81 persone.
“Quello che più importa dunque, in questo momento, è riconoscere finalmente le responsabilità dello Stato in questa dolorosa tragedia: il Dc-9 è stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e la sua rotta disturbata da veivoli militari di diversi Paesi tuttora da identificare. Ben comprendiamo le esigenze dello ‘stato di guerra’, ma le amministrazioni convenute avrebbero dovuto garantire l’assenza di ostacoli o pericoli per la circolazione aerea civile lungo la rotta assegnata e, comunque, adottare misure idonee a prevenire l’incidente (ad esempio non autorizzando il decollo del Dc-9 o il volo sulla solita rotta, o assegnando altra rotta per il volo di quel giorno)” Prosegue Tiziana Montinari, Coordinatore Nazionale del Dipartimento, “Nel 2000 l’Italia firmava a Bruxelles la Convenzione relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea, un’importante accordo che integrava e completava il quadro normativo per rendere più efficaci le formalità e le procedure di mutua assistenza giudiziaria tra i Paesi membri. Tuttavia, trascorsi ormai più di tredici anni dall’avvenuta firma di quest’importante Convenzione, l’Italia è tra gli unici 3 Stati a non averla ancora ratificata. E’ assurdo, tenuto conto anche del clima di elevato allarme per la minaccia del terrorismo internazionale, non aver proceduto ancora all’esecuzione della Convenzione e a non aver neanche calendarizzato la discussione del DDL 1168 in Senato, laddove essa risponda, sostanzialmente, a una sempre più accentuata esigenza di collaborazione internazionale al fine di garantire un’efficace azione di contrasto alla criminalità.
Auspichiamo, pertanto, che il Presidente Grasso, visti anche il suo personale percorso di vita e la sua sensibilità verso alcune tematiche, solleciti il Senato al vaglio del disegno di legge nel più breve tempo possibile.”

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BCE bacchetta l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2015

farmacieLa BCE (Banca Centrale Europea) bacchetta l’Italia: servono più liberalizzazioni. Gli ultimi provvedimenti del governo,infatti, sono piuttosto tiepidi: non si e’ liberalizzato il mercato di alcune tipologie di farmaci e quello delle attività di compravendita degli immobili. Chissà perchè i farmaci di fascia C, prescritti con ricetta, devono essere venduti solo nelle farmacie e non anche nelle parafarmacie dove e’ presente un farmacista; e chissà perchè occorre passare attraverso uno studio notarile per acquistare un immobile. Il perche’ e’ ovvio: si tutelano alcune corporazioni. Passiamo ad altri settori che necessitano di liberalizzazione. Quello dei carburanti, per esempio. Non si capisce perche’ non si possono istallare, o meglio e’ difficile istallare, stazioni di distribuzione collegati ai centri commerciali. Il perchè è ovvio: si tutele la corporazione delle societa’ (ENI, per esempio) e dei benzinai. Insomma, e’ ancora lunga e irta di ostacoli la strada da fare per liberare questo Paese da lacci e lacciuoli corporativi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Gb, troppi ostacoli per i farmacisti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

Il potenziale ruolo del farmacista territoriale in materia di sanità pubblica incontra alcuni ostacoli, stando a quanto rilevato da uno studio preliminare pubblicato dal Journal of pharmaceutical health services research. Secondo gli autori, infatti, a partire da una revisione della letteratura relativa alla realtà del Regno Unito, la formazione inadeguata, la pressione dei carichi di lavoro e una remunerazione troppo bassa per un’attività extra rappresentano le difficoltà principali. Le lacune formative, in particolare, riguardano temi che non hanno studi specifici, come la prevenzione delle cadute negli anziani, la preparazione alle emergenze e risposta al bioterrorismo, cambiamento climatico e potenziali pandemie, l’immunizzazione e dei servizi di vaccinazione e prevenzione e valutazione del rischio di osteoporosi. Lo studio ha tuttavia individuato una vasta gamma di ruoli che i farmacisti territoriali fornivano alla sanità pubblica, che spaziavano dai servizi per smettere di fumare al mangiare sano, dalla fornitura di contraccezione d’emergenza ormonale al controllo delle infezioni, dalla prevenzione e la promozione cardiovascolare salute e controllo della pressione arteriosa fino alla prevenzione e la gestione di abuso di droghe, abuso e dipendenza. Secondo gli autori, le farmacie di comunità potrebbero avere una posizione privilegiata per svolgere anche questo ruolo e le barriere identificate andrebbero eliminate. Jphsr 2012, 3: 25-33 (fonte farmacista33)

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Proposta legge su riconoscimento figli naturali

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

“Italia dei Valori ha espresso il voto favorevole all’intero provvedimento sul riconoscimento dei figli naturali, in quanto convinta che in esso prevalgano gli aspetti positivi e con la speranza che ci possano essere fasi successive in cui si può intervenire per migliorare questo testo. Riteniamo che l’approvazione di questa proposta di legge rappresenti un buon passo avanti verso la rimozione di tutti gli ostacoli alla piena ed uguale espressione della personalità dei bambini quando vengono al mondo” lo ha dichiarato Federico Palomba, capogruppo di IDV in Commissione giustizia alla Camera, durante la dichiarazione di voto finale sul provvedimento. “Certo – ha aggiunto Palomba – avremmo voluto un po’ di coraggio in più, per rendere l’attenzione maggiormente rivolta ai diritti dei bambini all’interno della relazione familiare. Soprattutto nella parte riguardante l’adozione, abbiamo proposto diversi emendamenti per fare in modo che la crescita e la stabilità del minore divenisse maggiormente centrale e più importante rispetto alla potestà dei genitori”.

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Farmaci: liberalizzazione fascia C

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

1,6 miliardi di euro risparmiati dai cittadini, 3.545 nuove aziende create, 7.470 nuovi occupati: questo è il bilancio dopo cinque anni dal decreto Bersani sui farmaci d’automedicazione. “Liberare risorse intellettuali e rimuovere gli ostacoli alla concorrenza sono le uniche strade percorribili dall’Italia in questo periodo di crisi. Per tornare a far crescere il Paese non ci sono altre vie, e i dati incontrovertibili sulla liberalizzazione dei farmaci da banco rappresentano il limpido esempio di cosa si può ottenere con riforme che guardano solo all’interesse generale”.
Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino invitano le forze politiche, al di là dei diversi schieramenti, ad abbandonare i molteplici tentativi di bloccare queste riforme e, al contrario, a rilanciare il processo di liberalizzazione. I risultati ottenuti con la nascita delle parafarmacie potrebbero essere notevolmente incrementati se fossero liberalizzati anche i farmaci con obbligo di ricetta medica non dispensati in regime di S.S.N. (fascia C). Le previsioni ci dicono che sarebbero possibili risparmi per oltre 250 milioni di euro, 8-9000 nuovi occupati, 3500-4500 nuove aziende e circa 700 milioni di euro investiti con ricadute importanti anche in altri settori. L’Italia non si può permettere di perdere queste opportunità e non si può permettere di perdere il treno dello sviluppo economico. Con le liberalizzazioni anche le farmacie sono entrate in un’ottica di confronto concorrenziale e di creazione di nuovi servizi ai cittadini. Qualsiasi legge che dovesse mettere in discussione le norme che hanno permesso di ottenere questi risultati troverà la forte contrarietà delle associazioni dei consumatori. In un periodo di recessione economica in cui anche l’Italia è a rischio non si può più perdere tempo, è necessario abbandonare logiche protezionistiche e agire sulle leve “intelligenti” della concorrenza per dare nuove speranze ai giovani. Un italiano su quattro, ci dice l’Istat, è a rischi di povertà: non si può continuare a fare finta di niente. Il Parlamento non può continuare a perdere tempo cercando di cancellare le riforme che più hanno portato benefici ai cittadini. Ora è necessario rilanciare sul farmaco, allargando la liberalizzazione ai medicinali con obbligo di ricetta medica, sempre garantendo la presenza di un farmacista per dare le giuste informazioni ai cittadini.

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“Dove sono i 10 milioni di euro per Piazza Vittorio?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

”Roma «Ritengo positiva l’iniziativa organizzata oggi dal collega presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale, Ugo Cassone, sulle criticità legate alla presenza cinese nel Rione Esquilino. Un momento di riflessione per denunciare ancora una volta la longa manus della criminalità organizzata orientale nella nostra città che, nell’indifferenza delle amministrazioni comunali precedenti, non ha trovato ostacoli alle sue attività illegali più volte colpite dalla Guardia di Finanza e dalle Forze dell’Ordine. Una battaglia decennale per il ripristino della legalità nel Rione, tra i punti qualificanti del centrodestra in campagna elettorale, che da anni ci vede impegnati insieme ai deputati Marsilio e Rampelli. Ricordo, in questo senso, le interrogazioni parlamentari presentate al ministro dell’Interno per chiedere maggiore sicurezza nel quartiere». Lo dichiara in una nota il consigliere Pdl e membro della Commissione Sicurezza di Roma Capitale,Federico Mollicone.  «Dispiace che al grande impegno delle Forze dell’Ordine e del delegato al centro Storico Gasperini – ha aggiunto Mollicone – , non si sia aggiunto un equivalente sforzo corale da parte degli altri assessorati competenti del Campidoglio e della Regione Lazio. La Regione aveva stanziato soldi per sostenere il commercio tradizionale colpito da concorrenza sleale rispetto a quello cinese e straniero: perché l’assessore Di Paolo, così vicino al sindaco, non l’ha rifinanziata? Sono poi ancora fermi i dieci milioni di euro per la riqualificazione di Piazza Vittorio, promessi dal sindaco Alemanno durante il suo viaggio in Cina, e langue il contrasto all’abusivismo commerciale ed edilizio, anche a causa dell’inerzia del I Municipio. Se non ci affrettiamo in questi ultimi due anni rimasti, l’Esquilino non si accorgerà dei nostri cinque anni di governo. L’ultima chiamata è suonata».  «Non possiamo che chiedere un’accelerazione nell’applicazione del Patto per l’Esquilino firmato dal sindaco Alemanno in campagna elettorale e un intervento dell’assessore regionale alle Attività Produttive Pietro di Paolo a tutela del territorio», ha concluso Mollicone.

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Cultura Rurale

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

Roma 29 marzo 2011 alle ore 15:00, presso la sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, si terra’ la conferenza stampa per la presentazione dell’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale – Onlus. Per FederFauna sara’ presente il Segretario Generale Massimiliano Filippi, che ieri a Bologna ha dichiarato: “Ho letto che lo stesso giorno, alle 12:00, ci sara’ una conferenza stampa del PD intitolata: benessere animale, dalle parole ai fatti, quali  ostacoli in Parlamento per le norme in favore degli animali d’affezione. Credo che la risposta al quesito di quella conferenza stampa stia nei nomi dei relatori. Sia in quelli dei politici come la Chiaramonte o Sarubbi, che in quelli dei soliti Felicetti della Lav, Rocchi dell’Enpa e Rossi della Lega del cane. Se la medesima conferenza stampa la avesse organizzata il Centro Destra con la Martini e la Brambilla, il corollario sarebbe stato probabilmente uguale e il risultato anche!…E’ la Cultura Rurale la vera fautrice del benessere animale!” Alla Conferenza stampa saranno presenti rappresentanti delle categorie economico-sociali che hanno gia’ aderito all’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale – Onlus e i relatori, dopo l’incontro in cui illustreranno le attivita’, gli scopi e le finalita’ dell’ Associazione, rimarranno a disposizione della stampa per rispondere ai quesiti che verranno posti. http://www.federfauna.org/lista.php

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Anziani Francia: sito trova lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

Si chiama SeniorAvenue.fr il nuovo sito francese, unico nel suo genere, che si pone come obiettivo quello di aiutare gli anziani disoccupati a rimettersi in gioco, valorizzando le competenze di questa categoria di lavoratori. Gli ultra cinquantenni francesi rientrano oggi – insieme alle persone molto giovani – nelle categorie d’età che hanno più difficoltà a trovare lavoro. Per la maggior parte di loro, la ricerca di un lavoro stabile è spesso un vero percorso a ostacoli. “Scoglio maggiore: nessun servizio di collocamento tiene conto delle loro specificità per il mercato del lavoro” sottolinea l’amministrazione del sito in un comunicato.  “Quando rispondono ad un’offerta i candidati senior si perdono in una marea di giovani con cui entrano in concorrenza diretta. In tutti i siti per l’impiego classici, il CV e la lettera di motivazione dettano legge”. Tuttavia, secondo SeniorAvenue.fr, questi due strumenti non sono che la punta dell’iceberg per i candidati anziani e spesso non permettono loro di distinguersi e mostrare tutti i loro punti di forza.” Dunque, continua il comunicato: “per suscitare l’interesse di un datore di lavoro, occorre andare molto più lontano, facendo una sintesi che riunisca i punti di forza essenziali e specifici del candidato in questione”.  L’ambito in cui questo sito spera di distinguersi è quello della relazione che si instaura tra il candidato e il consulente a lui dedicato. Fin dall’iscrizione, il candidato senior sarà infatti seguito da un consulente che raccoglierà tutti gli elementi importanti e necessari alla realizzazione di un resoconto professionale relativo alle sue competenze. Eventuali datori di lavoro potranno così accedere ai profili di questi lavoratori senior, così come al loro CV, alla loro lettera di motivazione, e a tutti gli altri documenti in cui siano certificate le loro qualifiche. Altra particolarità del sito, non saranno le aziende a pagare per iscriversi, come succede in altri siti di ricerca di lavoro, ma i candidati, che verseranno una cifra annuale a fronte del servizio ottenuto.

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Nomadi ed emergenza Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

“Siamo convinti che l’azione dell’amministrazione capitolina, alla luce dell’assemblea straordinaria  sull’emergenza nomadi, proseguirà senza ostacoli per dare risposte definitive ai territori ove l’esasperazione dei residenti è alta – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale che, insieme al gruppo del Pdl, ha presentato all’assemblea capitolina un ordine del giorno contenente un elenco di punti fermi sulla questione nomadi. “L’ approvazione di tale documento da parte dell’organo sovrano della città testimonia una presa di posizione decisa che rispolvera gli impegni assunti dalla maggioranza sin dall’inizio del suo mandato, che dovranno essere rispettati per rilanciare il Piano Nomadi”. “Tutela delle aree verdi e dei terreni incolti, sia di proprietà pubblica che privata, interventi di sgombero degli insediamenti abusivi più veloci, immediata recinzione dei terreni oggetto di sgombero, puntuale controllo dei terreni sgomberati  grazie al potenziamento del nucleo preposto, sospensione delle licenze per i rottamatori che sostengono il mercato abusivo dei materiali ferrosi da parte dei nomadi e rispetto dell’obbligo di scolarizzazione. Queste sono alcune delle richieste contenute nell’ordine del giorno approvato che impegna il  Sindaco di Roma a stabilire un numero chiuso di nomadi e rom nella città di Roma in base alla reale capacità di assorbimento del territorio – continuaSantori, che esprime apprezzamento nei riguardi del primo cittadino, il quale ha richiesto con forza al Governo  una legge di allontanamento coatto anche per i cittadini comunitari.   “Non si può continuare ad accogliere in maniera indiscriminata. Alla base dei requisiti deve esserci l’autosufficienza, ossia la capacità di mantenersi. Solo in questo modo chi ha diritto a permanere potrà godere dei beni e servizi pubblici e di una adeguata integrazione sociale. E’ necessario, altresì,  dirimere lo strumento dell’assistenza alloggiativa temporanea, attualmente utilizzato in favore di coloro i quali vengono allontanati dalle aree abusivamente occupate, affinchè si possano destinare i costi sostenuti per tale assistenza in azioni utili per effettuare gli allontanamenti coatti dei comunitari che delinquono o non possiedono adeguati mezzi di sostentamento per permanere sul territorio capitolino” – conclude Santori.

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Rai digitale: necessario intervento governo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Dichiarazione dell’On. Giorgio MERLO  “L’incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in Commissione di Vigilanza ha prodotto oggi un risultato concreto: di fronte al sostanziale fallimento del passaggio dall’analogico al digitale in molte Regioni italiane – a cominciare, purtroppo, dal Piemonte – il Governo deve intervenire con urgenza e senza ulteriori indugi.  Ormai si tratta di vera emergenza. L’interruzione di un pubblico servizio da un lato e la scomparsa degli stessi canali Rai dall’altro in quasi metà della Regione Piemonte non può essere affrontato solo dall’azienda attraverso i suoi organi preposti. Il Ministro dello Sviluppo economico Romani deve intervenire con risorse adeguate e mezzi pertinenti per evitare che la Rai scompaia da molti territori e che, di conseguenza, si avvantaggi la concorrenza, cioè Mediaset. Il Presidente Errani si è impegnato, come Presidente della Conferenza delle Regioni, su mia richiesta, di attivare da subito un’iniziativa politica per coinvolgere il Governo nella rimozione di quegli ostacoli che impediscono la ricezione dei canali Rai in ormai nella metà dei casi.

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Economia: La ripresa ad ostacoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 gennaio 2011

In distribuzione dai prossimi giorni il nuovo numero di “IES – Industria e Sviluppo”, il bimestrale delle Associazioni degli industriali della Toscana del sud. Cover story dedicata al quadro economico, con una riflessione sullo stato di fatto e sulle prospettive future. Nell’editoriale, firmato a tre mani dai presidenti rispettivamente di Confindustria Arezzo, Siena e Grosseto, Giovanni Inghirami, Cesare Cecchi e Mario Salvestroni, il messaggio è chiaro: troppe le barriere sulla strada delle imprese. Ora, il territorio deve aiutare la ripresa. Il rischio è la perdita del benessere delle comunità locali, conquistato con fatica negli ultimi decenni.  All’interno, un articolo firmato da Luca Paolazzi, direttore del Centro Studio Confindustria, che fa il quadro di una situazione che vede i paesi emergenti spingere l’economia, mentre l’Italia lenta malata di lenta crescita. Il Centro Studi Confindustria rivede al ribasso le stime 2011, da +1,6% a +1,1%. Al palo i consumi delle famiglie. L’occupazione non riprenderà a salire fino al 2012. L’inflazione resta sotto al 2%. Ma continua a tirare l’export: vendere oltre confine è, per adesso, l’unico antidoto alle difficoltà.  Nel pezzo successivo, Stefano Casini Benvenuti, Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, evidenzia un’economia toscana cresciuta, nel 2010, oltre le attese (+1,4%) dopo due anni negativi. Ma il merito è solo di fattori esogeni, mentre resta il nodo irrisolto della competitività, aggravato dalla deindustrializzazione più forte che in altre regioni. E le previsioni per il 2011 non sono brillanti.  Dai settori che corrono a quelli in maggiore sofferenza, l’inchiesta prosegue con un’intervista di Silvia Pieraccini, giornalista “Sole 24 Ore2, a Stefano Varia, presidente Ance Toscana, che lancia un grido di allarme: in Toscana il valore aggiunto del settore costruzioni è sceso al livello del 2000. Mentre è in calo l’occupazione dipendente, si registra un boom della cassa integrazione straordinaria e di quella in deroga “Senza interventi – osserva Varia – il settore rischia grosso”.  La crisi dell’edilizia viene approfondita nel pezzo successivo di Guido Fiorini, caposervizio de “Il Tirreno”, Grosseto, con un’intervista a tre voci ai presidenti delle sedi territoriali Ance, Francesco Picciolini, Ance Siena, Giuseppe Fabozzi, Ance Arezzo, Andrea Brizzi, Ance Grosseto.
Infine, un sondaggio effettuato tra gli imprenditori delle province di Siena, Arezzo e Grosseto, per capire, dal punto di vista dell’impresa, su cosa deve puntare un’azienda per crescere, quali sono gli elementi fondamentali per resistere e superare la crisi, quali gli ostacoli allo sviluppo che devono rimuovere le amministrazioni locali. Copia del primo numero del 2011 di “IES – Industria e Sviluppo”, in formato digitale, è scaricabile dal sito: http://www.iesindustriaesviluppo.com

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La finale di Horse Factor 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Aeroporto di Malpensa 12 novembre i 10 finalisti del primo reality dedicato al mondo dell’equitazione prodotto da LISE e da Equitando.com si ritroveranno per il primo stage di salto ostacoli per poi spostarsia Casorate Sempione, presso le scuderie San Gallo, dove  si cimenteranno con due giornate dedicate al salto ostacoli tenute dal docente di Horse Factor Paolo Valentini.
Le lezioni, sempre seguite dalle telecamere di Equitando.com, verteranno su come gestire la regolarità di un percorso e sull’assetto, ma non solo. Durante il pomeriggio, incontreranno il veterinario Sandro Centinaio, che i ragazzi hanno già incontrato durante Horse Factor, il sellaio Augusto Del Vecchio e il maniscalco Ugo Oliva.  Alloggeranno presso l’albergo “La Pista” di Casorate Sempione. Luogo di incontro di grandi cavalieri, l’hotel-ristorante è in funzione dalla seconda metà dell’ Ottocento.
I clienti furono appunto i fantini e tutti gli appassionati di equitazione; personaggi di rilievo hanno fatto sosta a “La Pista” e, in tempo di manovre militari in Brughiera, è stata albergo per ufficiali.
Per la serata di sabato, invece, è prevista una cena presso l’Irish Pub Johnny Fox, una vecchia scuderia trasformata in una originale birreria irlandese, dove i ragazzi potranno trascorrere alcune ore all’insegna del divertimento e del relax.  Durante il week end saranno presenti il Presidente LISE Emanuele Anchisi e il produttore esecutivo Sergio Pancotti. (Melania Guarda Ceccoli)

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Rincari auto e risparmi

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Nel corso di un’audizione al Senato, il presidente dell’autorità per la concorrenza Antonio Catricalà ha sottolineato che in Italia, nel periodo giugno 2009-giugno 2010, c’è stata una variazione media della tariffa dei premi per l’RC auto del 7,7%, a fronte di una media dell’area euro del 5,4%. Catricalà punta il dito sulla scarsa concorrenza, sulla complessità dell’offerta e sulla mancanza di trasparenza. Secondo Assicurazione.it, comparatore online leader del mercato RC Auto, questi ostacoli possono essere superati utilizzando strumenti imparziali, quali appunto i comparatori di prezzi, che sono capaci di garantire chiarezza e consentono di far risparmiare fino a 500€ sulla polizza auto. Ogni mese, infatti, sono oltre 200.000 gli automobilisti italiani che scelgono di rivolgersi ad Assicurazione.it, con un costante incremento nelle richieste di preventivi fai-da-te. Questo dato è incoraggiante perché significa che sempre più consumatori stanno modificando i propri comportamenti e adottano un approccio diretto al mondo delle assicurazioni. Il dato sostiene, inoltre, l’evidenza espressa da Catricalà secondo cui gli automobilisti italiani abbiano incrementato la propria propensione a cambiare compagnia assicurativa (da un tasso di cambiamento del 6,3% nel 2006 al 9,3% del 2009), sebbene in misura comunque inferiore rispetto ad altre esperienze europee (ad esempio, 45% nel Regno Unito). Insomma, anche se la strada da percorrere sia ancora molta, in Italia risparmiare sull’assicurazione auto oggi è alla portata di chiunque.

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