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Politici ostaggi dei Generali?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 Maggio 2019

By Alessandra D’Andrea. Si inasprisce in queste ore la disputa tra i sindacati e la politica, “colpevole”, così si sussurra nei palazzi del potere, di essere assoggettata alle direttive dello Stato Maggiore Difesa.
Dopo mesi di trattative, di emendamenti presentati e quasi del tutto ignorati, lo Stato Maggiore della Difesa si è schierato apertamente contro i sindacati militari vietando, di fatto, l’uso di qualsiasi spazio delle Istituzioni di appartenenza, contrariamente a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con l’ormai nota sentenza 120/2018.
Laddove la Corte dispone che “in attesa dell’intervento del legislatore, il vuoto normativo possa essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare”, i Generali non hanno sufficienti motivazioni per applicare lo stesso trattamento ai sindacati militari, impedendo non solo lo svolgimento delle eventuali assemblee all’interno delle caserme ma, addirittura, vietando qualsiasi tipo di affissione nelle bacheche, relative a comunicati sindacali. Affissioni, peraltro, spesso consentite ad associazioni esterne al mondo militare.
Nei giorni scorsi, poi, è stata emessa una contraddittoria circolare del gabinetto del Ministro, la stessa Elisabetta Trenta firmataria dell’atto di riconoscimento dei sindacati nel gennaio scorso, con la quale si ribadisce che, al momento, le nuove associazioni sindacali possano avere rapporti con la sola forza armata di appartenenza e trattare argomenti di carattere generale. In queste ore è trapelata la notizia, non confermata, di una missiva indirizzata a tutti i membri della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, a firma del SIM Carabinieri e del SIULM, sindacati riconosciuti dei lavoratori militari, dai toni molto aspri, nella quale pare i sindacati intravedano nella commissione accordi e compromessi con lo Stato Maggiore della Difesa, volto a portare in Parlamento una legge che, allo stato attuale, realizzerebbe solo in parte quanto sancito dalla Corte Costituzionale. Nella missiva sembrerebbe che i sindacati siano decisi a prendere le distanze dalla commissione stessa e dai partiti di riferimento dei suoi componenti, se la proposta di legge come strutturata dovesse essere approvata relegando i militari a lavoratori non degni di tutela, e a non dare la fiducia all’attuale classe politica in previsione delle prossime elezioni amministrative ed europee, delineandosi così la concreta ipotesi di un voto di protesta.Sarebbe un gesto eclatante che mai si era immaginato potesse arrivare dai nostri militari, che avrebbe una risonanza nazionale ed internazionale di notevole portata e che troverebbe, sicuramente, il consenso di tanti italiani, anch’essi delusi da questa classe politica, da sempre vicini alle nostre forze armate e forze dell’ordine. Si prospettano giorni di fermento nei palazzi romani del potere, in attesa di una replica dei destinatari di questa presunta missiva. (fonte: http://www.andradelab.it)

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Inghilterra: arrestato uomo che ha preso 2 persone in ostaggio in un bowling

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

nuneaton-town-centreNuneaton Birmingham (GB). Ha tenuto in ostaggio per quattro ore due persone in una sala da bowling di un centro commerciale prima di essere arrestato. È successo a Nuneaton, città dell’Inghilterra non lontana da Birmingham. Gli ostaggi, secondo quanto dichiarato da Mehdi Amshar, chief executive del parco commerciale Bermuda Park, ha dichiarato all’agenzia Pa che gli ostaggi erano due dipendenti del centro commerciale. Il sequestratore, invece, è il marito o l’ex fidanzato di una delle impiegate della struttura. Dopo l’arresto l’uomo è stato trasportato in ospedale in ambulanza. La polizia ha circondato il complesso e un elicottero ha sorvolato la zona durante tutta la durata delle operazioni. Due testimoni hanno raccontato a Sky News di come l’uomo fosse “entrato con un fucile in mano urlando ‘game over, game over’”. L’area era stata chiusa al pubblico e molte famiglie erano rimaste bloccate all’interno. Gli agenti hanno impedito gli ingressi e le uscite per motivi di sicurezza. (fonte: Il fatto quotidiano)

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Altro gruppo ostaggi africani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Il Gruppo EveryOne e l’Agenzia Habeshia hanno avuto notizia poche ore fa che un gruppo di 30 migranti nel nord del Sinai egiziano è caduto nelle mani di alcuni trafficanti, dei beduini Rashaida che per la loro liberazione chiedono ai familiari 20.000 dollari complessivi. Anche stavolta i migranti, per la maggior parte di nazionalità eritrea, erano diretti in Israele.  “Abbiamo subito stabilito, insieme a don Mussie Zerai dell’Agenzia Habeshia, un contatto diretto con gli ostaggi via telefono. L’altro ieri mattina uno di loro è morto, ucciso dalle torture e dalle vessazioni dei predoni” spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne. “Quest’oggi, dall’altro capo del telefono, si odono lamenti e urla dei migranti, picchiati a sangue dai trafficanti mentre questi intimano di pagare il riscatto, altrimenti li uccideranno”. EveryOne e Habeshia hanno subito attivato i contatti con l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, con l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e con lo Special Procedure Branch delle Nazioni Unite. “Purtroppo a oggi non abbiamo avuto risposte soddisfacenti da parte di questi organismi,” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “e così dalla Commissione europea e dal Parlamento UE, con rarissime eccezioni quali gli on. Rui Tavares, Farage e Watson. Tuttavia, è fondamentale sollecitare la politica internazionale per mettere fine a una carneficina che perdura, nell’impunità e nell’indifferenza più assoluta, da troppo tempo. Per tentare di ottenere maggiore attenzione da parte delle autorità locali e internazionali abbiamo chiesto alle emittenti televisive arabe al-Arabya e Al Jazeera di trasmettere il nostro messaggio, diretto alle comunità beduine stanziate nel Sinai del Nord, affinché si adoperino con estrema urgenza per chiedere ai capi beduini Rashaida, Sawarqa e al-Tarabin di interrompere l’inumana tratta di migranti e con essa la violenza, le torture e la privazione di dignità a centinaia di innocenti, che intendono solo ricominciare la propria vita senza subire ulteriori persecuzioni, fuggendo da realtà devastate da guerre e carestie”.

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Ostaggi europei nelle mani di Al Qaeda

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

A tre mesi dal rapimento di sette collaboratori di imprese nucleari francesi da parte di Al-Qaeda Maghreb le popolazioni Tuareg subiscono sempre più la crescente militarizzazione del Sahara. In seguito al rapimento avvenuto lo scorso 16 settembre ad Arlit nel Niger settentrionale la cosiddetta lotta al terrorismo è stata massicciamente rafforzata in tutta la regione. La paura di violenze e ulteriori rapimenti ha causato il crollo del settore turistico che finora costituiva la principale fonte di introiti per le popolazioni Tuareg del deserto. I documenti recentemente pubblicati da Wikileaks chiariscono la natura della cooperazione alla sicurezza tra l’Algeria e gli Stati Uniti. Nonostante il governo algerino rifiuti ufficialmente qualsiasi intervento militare straniero nel Sahara ha comunque concesso ai velivoli ricognitori statunitensi il diritto a sorvolare la zona. Sempre secondo i documenti di Wikileaks, i voli statunitensi dovrebbero contribuire a scoprire i nascondigli di Al-Qaeda Maghreb (AQMI). I sette ostaggi – cinque francesi, un cittadino del Madagascar e uno del Togo – molto probabilmente vengono trattenuti nella regione montagnosa di Timétrine, nel Mali nordoccidentale. Per la loro liberazione i rapitori chiedono trattative dirette tra la Francia e Osama Bin Laden e il ritiro delle truppe francesi dall’Afghanistan. Il dramma dei rapimenti ha conseguenze drammatiche anche per le popolazioni Tuareg. Non solo ha causato la distruzione della loro base economica ma comporta anche una drastica limitazione della libertà di movimento per questa popolazione di semi-nomadi e commercianti. Con il sostegno degli eserciti statunitense e francese, gli eserciti della Mauritania e del Mali hanno massicciamente rafforzato i pattugliamenti, i blocchi stradali e le azioni militari nella regione. Ciò nonostante la conclusione del drammatico rapimento sembra purtroppo essere ancora lontana. Ma anche quando la vicenda sarà risolta, la situazione nel Sahara non tornerà mai più come prima: il deserto del Sahara si profila ormai come una delle regioni centrali della lotta internazionale al terrorismo. In questo scenario l’unica cosa certa è che i Tuareg, qualunque cosa accada, saranno le prime vittime del nuovo sviluppo internazionale. L’APM comunque non crede che la comunità internazionale possa battere AQMI sul piano militare. Troppi sono gli interessi dei paesi confinanti affinché la regione continui ad essere instabile. L’Algeria ad esempio mira ad essere riconosciuta come nuova potenza regionale mentre in Mali e in Niger gli alti ranghi militari approfittano della situazione per arricchirsi con il traffico illegale di persone e stupefacenti. Entrambi i paesi temono una nuova ribellione dei Tuareg impoveriti – ribellioni che in tempi di guerra al terrorismo non avrebbe alcuna speranze di successo.

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La legge che vieta le intercettazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2010

Milano 5 maggio alle 20 al Circolo della Stampa di  Corso Venezia 16. l’ospite di questo mercoledì è Massimo Alberizzi inviato in Africa per il Corriere della Sera. Assieme ad altri colleghi Alberizzi  ha partecipato alla realizzazione di un video contro la legge che vieta le intercettazioni. Per parlare di quella famigerata legge e per mostrare quel video sarà alla nostra consueta cena.  Il colloquio con Alberizzi non si fermerà qui.  Ci faremo raccontare qualche aneddoto della sua vita professionale da corrispondente in Africa, continente che ha girato in lungo in largo: dalla liberazione degli ostaggi italiani in Nigeria, al suo sequestro da parte degli islamici in Somalia, dalla guerra tra Etiopia e Eritrea a quella in Liberia o alla trasformazione del Sudafrica da paese razzista a nazione arcobaleno. Di come esercita il giornalismo d’inchiesta e investigativo inseguendo, ad esempio, trafficanti d’armi e di diamanti.

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Teatro: Ostaggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2009

Roma da sabato 2 a domenica 10 gennaio 2010 Tutte le sere alle ore 21,30 Via Capo d’Africa, 29/A Colosseo Nuovo Teatro Scritto e diretto da Francesco Eleuteri con  Francesco Eleuteri Gianantonio Martinoni ed il musicista Sergio Ferrari Da oltre due anni Francesco Eleuteri e Gianantonio Martinoni portano in scena “Ostaggi”, uno spettacolo che ha  riscosso un notevole successo di pubblico e di critica. Tra le tappe più applaudite ricordiamo: Ascoli Piceno, Ferrara e la stessa Roma (la scorsa stagione al Teatro Sala Uno).  Nel 2010 però Ostaggi porta con sé un’importante novità. L’autore infatti ha concepito, attraverso un insolito percorso al contrario, la versione narrativa del suo testo teatrale realizzando un romanzo breve in cui l’io narrante è uno dei tanti spettatori presi in ostaggio durante la vicenda raccontata in scena. Costui sorprenderà il lettore a sua volta in quanto protagonista di un’incredibile avventura personale che si svelerà solo al termine del racconto. La casa editrice “Librati” ha deciso di pubblicare il romanzo breve di Francesco Eleuteri che sarà in tutte le librerie Rinascita a partire dalla seconda metà di Gennaio 2010. Nel frattempo il libro sarà disponibile in anteprima per il pubblico che assisterà agli spettacoli presso il Colosseo Nuovo Teatro per tutta la durata dell’allestimento.  Il testo tenta di mettere in scena l’elemento umano della dipendenza, in senso generale, e dunque il fatto che si è tutti ostaggi; di qualcosa o di qualcuno. Inoltre cerca di fornire una soluzione per giungere ad una condizione di libertà individuando l’unica via di fuga possibile nel sapere, nella conoscenza, nelle informazioni. La storia che viene raccontata accade proprio nel teatro in cui lo spettacolo va in scena ed il pubblico ne fa parte. Infatti l’attore che ha appena iniziato la sua performance viene interrotto da un gangster che prende in ostaggio sia l’artista, sia tutti gli spettatori presenti. Il sequestratore è accompagnato da un pericoloso e strano killer che ha l’hobby della musica e che casualmente trova uno strumento in scena. (Francesco Eleuteri)

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