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Giornata internazionale dell’Ostetrica/o

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2021

By Dott.ssa Elisabetta Cannone. «Celebrare la Giornata internazionale dell’Ostetrica/o non è solo un appuntamento da calendario, ma significa soprattutto ricordare l’importanza dell’assistenza qualificata e basata su evidenze scientifiche erogata dall’Ostetrica/o: professionista adeguatamente formata nelle scienze ostetrico neonatali e ginecologiche, con un ruolo chiave storico per la salute delle donne, delle madri, dei neonati, delle famiglie e della comunità. L’essenza di questo messaggio è racchiusa nello slogan coniato per la celebrazione del 2021 dall’International Confederation of Midwives: “Follow the data: invest in Midwives”, che invita a focalizzarci sulle evidenze scientifiche che dimostrano come investire nelle Ostetriche/ci migliori gli esiti di salute materno-feto/neonatali», affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO. «Già nel dicembre del 2020, un articolo del Lancet Global Health, aggiornando l’analisi svolta nel 2014, ha stimato l’impatto dell’assistenza ostetrica sugli esiti di salute materni e feto/neonatali dimostrando ancora una volta che investire e valorizzare il ruolo delle Ostetriche e modelli organizzativi di continuità assistenziale (presa in carico della donna e della sua famiglia nel periodo perinatale) può ridurre, entro il 2035, del 67% le morti materne e del 64% le morti neonatali prevedibili. Questi risultati non si riferiscono solo ai Paesi a basso reddito, poiché anche in Occidente i Modelli di assistenza a gestione autonoma dell’Ostetrica/o sono associati a migliori esiti di salute: riduzione dei parti pre-termine, delle morti endouterine fetali e degli interventi ostetrici, con un maggior grado di soddisfazione materna.Prestare attenzione ai dati significa programmare e attuare politiche sanitarie e di welfare appropriate e sicure attraverso un maggiore investimento sulla professione ostetrica per il suo ruolo strategico nel promuovere strategie di prevenzione e di empowerment che rafforzano le competenze delle donne all’interno di una relazione di “care” fondata sul rispetto, sulle necessità individuali, sulla promozione dei normali processi riproduttivi e che prevede il trattamento tempestivo delle situazioni complicate e di emergenza – spiegano le rappresentanti nazionale della professione ostetrica -. Anche la pandemia da Covid-19 ha fatto emergere il valore dell’assistenza ostetrica e neonatale territoriale che si realizza attraverso la presa in carico delle donne da parte delle ostetriche/ci e il potenziamento dei servizi di prevenzione nel periodo perinatale ed in ogni fase della vita della donna. L’Ostetrica/o rappresenta, quindi, la chiave per il miglioramento della salute pubblica: la connessione nel tempo (dal parto alla vita adulta) e nei luoghi (dal domicilio, al territorio, fino ai servizi ospedalieri), nonostante il limitato riconoscimento e investimento sul suo ruolo. Molti interventi di salute erogati dalle Ostetriche/i italiane in ogni setting assistenziale, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, si sono dimostrati efficaci nel ridurre la diffusione della pandemia e nel garantire standard assistenziali raccomandati anche alle donne con malattia da SarsCovid-19. In particolare, sono state attivate strategie per intercettare e assistere le donne che, temendo il contagio, avrebbero rinunciato all’offerta di incontri ed esami perinatali raccomandati e indifferibili – spiegano le rappresentanti nazionali della professione Ostetrica. Anche da un punto di vista economico e di tenuta di bilancio dei Governi, investire su questa professione si traduce in una spesa maggiormente sostenibile e, di conseguenza, migliori esiti anche in termini economici.Sebbene abbiamo i dati e le evidenze, spesso però mancano i fatti della politica. La FNOPO, in rappresentanza delle 21mila Ostetriche/i italiane, persevera nella propria azione di dialogo e confronto con i politici e i decisori, affinché prendano coscienza che la formazione accademica, le normative che definiscono l’esercizio professionale dell’Ostetrica/o nonché la robusta letteratura sul ruolo delle Scienze Ostetrico-Ginecologiche Neonatali (Midwifery) nei processi di salute di genere, della donna e dei bambini, impongono di rivedere il paradigma organizzativo orientandolo all’ottimizzazione della risorsa Ostetrica/o in favore di esiti di benessere e salute di donne e bambini maggiormente raggiungibili.Ad esempio, l’implementazione del modello di “Ostetrica di famiglia e di comunità” nel SSR – SSN persegue l’obiettivo di realizzare un sicuro presidio di assistenza continua ed una costante interfaccia con le diverse organizzazioni pubbliche e del privato sociale, Consultori famigliari pubblici e privati, scuole e Servizi sociali, punti nascita e Università, Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta. Un modello che sviluppa un empowerment di comunità, a partire dalla realizzazione del reticolo inter-organizzativo per l’attivazione delle reti solidali socio-sanitarie e di comunità e per il rafforzamento della presa in carico integrata delle donne, dei minori e delle famiglie.L’appello, dunque, è alla responsabilità della Politica, affinché dia risposte alle domande di salute delle donne e delle loro famiglie, non solo in occasione di ricorrenze ma soprattutto con atti normativi per un rinnovamento del welfare sociosanitario basato anche sul potenziamento della dotazione di personale Ostetrico in base alle esigenze della popolazione e con adeguati finanziamenti.Infine – concludono i vertici Fnopo -, per questa edizione 2021 della Giornata internazionalmente dedicata all’Ostetrica/o, la FNOPO ha deciso di realizzare due iniziative: l’ideazione di un logo dedicato all’evento che vuole essere un ringraziamento per la dedizione con cui ogni giorno le colleghe e i colleghi sono accanto alle donne, alle madri, ai bambini e alla comunità e un video che raccoglie immagini della celebrazione delle passate edizioni della giornata del 5 maggio, iniziative e/o eventi realizzati dagli Ordini territoriali per rinforzare la partnership con la loro comunità e le donne».

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Medicina della riproduzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Le Unità Operative di Medicina della Riproduzione (U.O.M.R.) sono strutture complesse e iperspecializzate: le norme comunitarie le equiparano a un centro trapianti. È quindi necessario che il Governo stabilisca, una volta per tutte, che la loro direzione venga affidata a professionisti adeguatamente specializzati in tale campo, anche e soprattutto per una tutela a 360° del paziente. E i ginecologi sono gli unici a possedere le competenze specifiche per la loro gestione. Lo sottolinea l’AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), che riprende i contenuti di un’interrogazione parlamentare presentata di recente al Ministero della Salute dal prof. Benedetto Francesco Fucci, componente della Commissione Affari Sociali della Camera e della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario. “Le attività delle Unità operative di medicina della riproduzione spaziano dalla chirurgia dell’infertilità all’endocrinologia riproduttiva – sottolinea Fucci – dalla ginecologia dell’adolescenza alla diagnostica ecografica, dalla terapia dell’abortività ricorrente alla genetica riproduttiva: per questo è opportuno che la loro direzione sia affidata a coloro che possiedono il bagaglio di conoscenze necessario per assumersi questa specifica responsabilità, cioè a chi abbia seguito il percorso formativo per la specializzazione in ginecologia ed ostetricia. La medicina della riproduzione, infatti, è una specialità di tipo chirurgico di questo settore”. L’Aogoi ricorda come alcune strutture (l’Università di Padova, l’Ospedale S. Paolo di Milano e l’Ospedale di Latina) abbiano già affidato le loro U.O.M.R. a professionisti non in possesso delle competenze specifiche richieste anche dalle norme in vigore (articolo 10, legge 40/2004). “La regione Veneto – continua Fucci nella sua interrogazione – ha deciso di affidare il coordinamento del gruppo di lavoro sulla procreazione medica assistita del tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni a un professionista non ginecologo”. Da una situazione simile potrebbero derivare conseguenze che Fucci definisce “paradossali”. In particolare, “dal tavolo tecnico della Conferenza Stato-Regioni potrebbero giungere indicazioni alle singole Regioni per l’assegnazione della gestione delle U.O.M.R. anche a specialisti in andrologia o embriologia”. L’AOGOI invita il Ministro della Salute, prof. Fazio, a intervenire senza indugio per fare chiarezza.

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