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Al Giubileo dei carcerati le ostie prodotte dai detenuti di Opera

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

udienza-papaRoma Il 6 novembre, a San Pietro, papa Francesco consacrerà le ostie realizzate nell’ambito del progetto “Il senso del pane”. Arriveranno a Roma per il Giubileo dei carcerati, assieme a una delegazione del carcere di Opera, i detenuti che nell’istituto penitenziario alle porte di Milano realizzano le “ostie della Misericordia”, in un laboratorio che la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ha realizzato in collaborazione con il direttore del carcere, Giacinto Siciliano, che ha permesso, in un anno, di produrre oltre 600 mila particole. Le ostie vengono donate alle parrocchie che ne fanno richiesta da tutto il mondo con l’obiettivo di porre l’attenzione, come voleva il Concilio Vaticano II, sull’Eucaristia come fonte e culmine della vita della Chiesa. Un progetto che vuole interrogare credenti e non credenti sulla possibilità di redenzione e riscatto per ogni essere umano e che, quindi, intende anche approfondire il dibattito sul tema dell’ergastolo e del “fine pena mai”.Il Giubileo si svolgerà da sabato 5 novembre a domenica 6. Coinvolgerà delegazioni di detenuti provenienti da tutte le carceri italiane con i loro famigliari, il personale penitenziario, i cappellani e i rappresentanti delle associazioni che offrono assistenza ai detenuti.Le “ostie della Misericordia” hanno raggiunto oggi tutti i cinque continenti e il progetto “Il senso del pane” coinvolge, attualmente, più di 300 parrocchie in Italia e nel mondo, impegnate a riflettere sull’Eucaristia e a condividere l’esperienza dei tre detenuti coinvolti nell’iniziativa. Il Santo Padre ha già consacrato le particole nel giorno di Pentecoste e le consacrerà nuovamente alle ore 10 di domenica, durante la Santa Messa. «Il Papa ci ha ricevuti in udienza lo scorso 9 aprile», commenta Giuseppe, uno dei tre detenuti coinvolti. «È stato un momento di grande gioia e siamo felici di incontrarlo di nuovo, soprattutto perché saremo assieme a tantissime altre persone che, come noi, condividono la realtà del carcere: un posto di pena e di tristezza, ma che può diventare anche un luogo da cui rinasce la speranza e in cui si fa esperienza della Misericordia di Dio. Per noi, grazie al laboratorio “Il senso del pane”, è stato così».
Concorda Arnoldo Mosca Mondadori, responsabile del progetto, che aggiunge: «L’Eucaristia non è nulla di simbolico. È la reale presenza del Cristo che illumina il mondo. Il nostro progetto vuole testimoniare a credenti e non credenti questa meravigliosa verità». (foto: udienza papa)

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Il senso del pane: le ostie di Opera

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

papa francescoAvevano scritto una lettera a papa Francesco, donandogli le ostie da loro realizzate. E il Papa li aveva salutati e ringraziati in mondovisione, durante l’Angelus del 17 gennaio scorso. Oggi, quell’abbraccio “virtuale” diventa realtà: hanno infatti partecipato stamattina all’udienza in piazza san Pietro Cristiano, Ciro e Giuseppe, tre dei quattro detenuti del carcere di Opera (Mi), coinvolti nel progetto “Il senso del pane”, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che, nel carcere più grande d’Italia, ha allestito un laboratorio per la produzione di ostie. A Papa Francesco hanno consegnato, direttamente nelle sue mani, oltre 12 mila ostie, che il Santo Padre ha promesso di consacrare in una delle prossime messe da lui celebrate.
«Per noi è un’emozione grandissima», spiega Ciro, condannato all’ergastolo per omicidio. «Abbiamo donato al Santo Padre il frutto del nostro lavoro e della nostra redenzione. Gesù, presente con il suo corpo nell’Eucaristia, ci ha cambiato il cuore, e oggi possiamo testimoniare a tutti che la Misericordia di Dio è possibile per tutti, non soltanto per chi – come noi – ha commesso dei crimini orrendi».
Insieme ai tre detenuti di Opera, sono stati ricevuti dal Papa anche Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giacinto Siciliano, direttore dell’Istituto penitenziario di Opera, Amerigo Fusco, Comandate della polizia penitenziaria del carcere, Arnoldo Mosca Mondadori ed Emanuele Vai, della Casa dello Spirito e delle Arti, e Marcella Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia Onlus” che, attraverso il progetto “Sicomoro”, segue i detenuti nel loro percorso di introspezione e presa di coscienza.
Alla consegna delle ostie, il Santo Padre ha voluto scrivere di suo pugno una frase, che ha lasciato in dono ai detenuti, salutando loro e tutte le persone che lavorano nel carcere di Opera, assicurando a tutti la sua benedizione e chiedendo di pregare per il suo ministero.
Avviato cinque mesi fa, “Il senso del pane” ha raggiunto oltre 200 parrocchie, in Italia e nel mondo: le ostie vengono donate gratuitamente a chi ne fa richiesta, mandando una mail all’indirizzo ilsensodelpane@gmail.com. Attualmente, le particole sono state inviate in tutti e cinque i continenti e in alcuni scenari di guerra o in Paesi che vivono realtà difficili, come Nicaragua, Kurdistan iracheno, Libano, Gerusalemme, Cuba, Sri Lanka: un’immensa rete di contatti, con l’obiettivo di creare una nuova consapevolezza sul senso salvifico dell’Eucaristia e per riflettere sulla straordinaria gratuità della misericordia di Dio. (papa francesco)

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