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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘ostruttive’

Apnee ostruttive del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Ammonta approssimativamente a 31 miliardi di euro all’anno il peso economico delle condizioni influenzate dalle apnee ostruttive del sonno (OSAS) in Italia. È questo il dato più eloquente che emerge dallo studio “Cost-of-illness study of Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS) in Italy”, realizzato dal CERGAS SDA Bocconi – Centre for Research on Health and Social Care Management – con il contributo non condizionante di Philips, presentato oggi presso la SDA Bocconi School of Management alla presenza di Emanuele Monti, Presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali Regione Lombardia.Questo fardello da 31 miliardi di euro di euro annui – circa 520 euro per residente – è costituito per il 60% da costi diretti sanitari, per il 36% da costi indiretti dovuti a morbilità, mentre il restante 4% sono costi diretti non sanitari. Notevole è anche il peso per la società causato dal sotto-trattamento dell’OSAS: la corrispondente perdita di qualità della vita è valorizzabile in circa 9 miliardi di euro l’anno.
Sotto-diagnosi e sotto-trattamento sono infatti tra le principali cause dell’impatto sociale dell’OSAS nel nostro Paese. Secondo i dati epidemiologici riportati nello studio, a soffrire di apnee del sonno sarebbero in Italia ben 24 milioni di persone di età compresa tra 15 e 74 anni (54% della popolazione adulta), di cui circa 12 milioni di affetti da patologia di livello moderato-grave (27% della popolazione adulta, di cui il 65% maschi).Tuttavia, incrociando pareri di esperti e dati forniti dall’Associazione Apnoici Italiani, si stima che ad oggi solamente 460.000 pazienti con OSAS moderata-severa siano diagnosticati (4% della prevalenza stimata) e appena 230.000 siano trattati (2% della prevalenza stimata). Un gap sostanziale sia in termini diagnostici sia terapeutici, che preoccupa ancora di più se si considera che le apnee del sonno, oltre ad essere un rilevante fattore di rischio per altre malattie, sono correlate anche a conseguenze non mediche (ad esempio incidentalità stradale) che contribuiscono ad aumentarne l’impatto in termini economici e sanitari.Lo studio ha anche simulato le conseguenze di scenari migliorativi, come un eventuale incremento dei pazienti diagnosticati e successivamente trattati, prendendo in considerazione l’effetto della ventilazione meccanica a pressione positiva continua (Continuous Positive Airway Pressure, CPAP). Tale trattamento è supportato da un’ampia letteratura che ne dimostra l’impatto positivo e significativo su mortalità, rischio di ictus, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro.I risultati suggeriscono che, sebbene si osservi un aumento dei costi diretti sanitari a causa dell’incremento del numero di diagnosi e trattamenti, grazie alla CPAP sarebbe possibile ridurre i costi generati dalle condizioni associate all’OSAS, come conseguenza di un minor rischio di esordio delle condizioni stesse, soprattutto se il trattamento è precoce. Considerando anche il valore della qualità di vita recuperata, il valore del beneficio complessivamente realizzabile supera i costi sanitari incrementali, rappresentando anche dal punto di vista economico un investimento di valore per la società.

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Apnee ostruttive del sonno, pubblicate le linee guida Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 aprile 2017

Sono state appena pubblicate sul Journal of Clinical Sleep Medicine le nuove linee guida di pratica clinica per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno (Osa) negli adulti, scritta dagli esperti dell’American Academy of Sleep Medicine (Aasm), primo autore Vishesh Kapur della University of Washington di Seattle. «Il documento, basato sulla revisione sistematica della letteratura, offre numerosi suggerimenti importanti per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno, una malattia cronica dalle conseguenze potenzialmente gravi che affligge milioni di persone solo negli Stati Uniti» esordisce Kapur, ricordando che le apnee del sonno non trattate aumentano il rischio di malattie tra cui l’ipertensione e le patologie cardiovascolari, e che per questo una diagnosi accurata è essenziale per prevenire il deterioramento dello stato di salute migliorando il riposo notturno.
«Le nuove linee guida sostituiscono e aggiornano le precedenti raccomandazioni e gli orientamenti clinici che erano stati pubblicati nel 2005 e nel 2007» riprende Kapur, sottolineando che sia la polisonnografia completa, sia l’esame cardiorespiratorio domiciliare restano le principali opzioni diagnostiche nei pazienti non complicati con sospette apnee del sonno. Un rischio elevato di apnea ostruttiva del sonno è indicato dalla presenza di eccessiva sonnolenza diurna e di almeno due dei seguenti criteri: marcato russamento abituale, presenza di apnee durante il sonno riferita dal partner e ipertensione nota. Tuttavia, il documento rileva che l’esame cardiorespiratorio domiciliare non è adeguatamente validato come esame diagnostico in alcune sottopopolazioni di pazienti con comorbilità. Pertanto, la polisonnografia resta il test più indicato per la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno nei soggetti con malattie cardiorespiratorie, con patologie neuromuscolari e con sospetta ipoventilazione correlata al sonno. «Ma lo è anche nelle persone che usano cronicamente oppiacei, con insonnia grave o con storia pregressa di ictus» concludono gli esperti. (fonte: doctor33 J Clin Sleep Med. 2017. doi: 10.5664/jcsm.6506 http://www.aasmnet.org/jcsm/ViewAbstract.aspx?pid=30972 (fonte: doctor)

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Test in farmacia per la Sindrome da apnee ostruttive del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2012

Un semplice esame, effettuabile in farmacia, può aiutare a riconoscere la Sindrome da apnee ostruttive del sonno (Osas), disturbo respiratorio che colpisce il 4-7% della popolazione italiana e che può comportare rischi cardiovascolari e neurologici. Inoltre le persone afflitte da questo disturbo soffrono di Eccessiva sonnolenza diurna (Eds), con il conseguente rischio di incorrere in incidenti sul lavoro o alla guida. «L’Osas» precisa Giuseppe Plazzi, responsabile del Laboratorio per la diagnosi e la cura dei disturbi del sonno di Bologna «è una patologia dovuta al collasso delle prime vie aeree che determina un’ostruzione al passaggio dell’aria. Provoca una vera e propria interruzione del respiro che spesso riprende solo dopo un risveglio o un micro-risveglio. Tutto ciò altera l’architettura del sonno, inficiandone la qualità e la funzione ristoratrice. Le persone affette da Osas difficilmente ne sono coscienti; spesso è chi dorme accanto a loro che si accorge delle apnee o di altri sintomi tipici, quali il russamento». Per individuare chi necessita di analisi più approfondite, partirà nelle farmacie di Ravenna un progetto pilota col patrocinio dell’Aipas (Associazione italiana pazienti apnee del sonno). In questa fase di pre-screening il paziente che si reca in farmacia viene informato sulla patologia e può sottoporsi ad un esame domiciliare indolore, da eseguirsi con un semplice apparecchio che registra il numero degli episodi di apnea per ora che si verificano durante il sonno. Un indice elevato di apnee suggerisce al paziente di richiedere ulteriori informazioni direttamente in farmacia circa la necessità e la modalità di esecuzione più approfondite analisi, da svolgersi presso un centro specializzato, che possano confermare o meno la presenza della patologia. «Non si tratta quindi di reclutare pazienti» precisa Pietro Gueltrini rappresentante dei farmacisti che aderiscono al progetto «ma di aumentare la consapevolezza dell’esistenza e della gravità dell’Osas e dei suoi legami con il sovrappeso, l’eccessiva sonnolenza diurna e l’ipertensione».(fonte farmacista33)

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Apnee ostruttive: deficit verbali, ma non visivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Nei pazienti affetti da sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Osas) i deficit cognitivi sono ben documentati; al contrario è poco chiaro l’impatto della patologia del respiro sull’integrità delle funzioni della memoria. Se ne sono occupati ora ricercatori dell’Imperial College di Londra, che hanno preliminarmente sottoposto pazienti e volontari sani a una batteria di test specificamente disegnata per differenziare diversi aspetti della memoria (semantica, episodica e di lavoro) rispetto all’attenzione. Anche il grado di sonnolenza è stato misurato mediante due apposite scale. Quanto alla valutazione della memoria, sono stati paragonati i due gruppi e il rapporto tra performance e gravità di malattia è stato analizzato mediante regressione lineare. In sintesi, i risultati. Allo studio hanno partecipato 60 pazienti e 60 controlli sani paragonabili per età e livello di educazione. I pazienti hanno dimostrato una ridotta memoria logica (punteggio medio al richiamo immediato: pazienti, 36; controlli, 43; punteggio medio al richiamo ritardato: pazienti, 22, controlli, 27). Minime differenze si sono invece registrate circa l’attenzione e la memoria visiva episodica, semantica o procedurale. L’analisi di regressione ha poi rivelato che la performance di memoria logica non era significativamente correlata alla gravità della malattia. L’Osas, concludono gli autori, appare associata a una riduzione della memoria verbale ma non di quella visiva, riduzione che può comunque influire sulla corretta attività della vita quotidiana. Am J Respir Crit Care Med, 2010 Mar 18. [Epub ahead of print] (fonte doctor news)

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