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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

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P.A.: Sottoscritto all’Aran l’accordo per rinnovare comparti e aree

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Cisal e la maggior parte delle confederazioni sindacali rappresentative hanno firmato l’accordo quadro sulla definizione dei comparti, che disciplina il corretto inserimento del personale nei singoli settori, preludio all’avvio delle trattative per il rinnovo dei contratti delle varie categorie. Gli accordi non si fermeranno qui. “Come dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, nel corso di un’intervista all’agenzia Teleborsa – , questo permetterà di seguire quel percorso già dai prossimi giorni avviato con il Patto per la coesione sociale e con il Patto per miglioramento della Pubblica Amministrazione, per aprire i tavoli per il rinnovo nel contratto. L’Anief è pronta, avendo già elaborato una piattaforma contrattuale e fatto uno studio critico delle norme contrattuali, adeguati anche agli ultimi accordi sottoscritti, come quello per la didattica a distanza, e del periodo epidemiologico”. Per raggiungere questo rilevante obiettivo, ha continuato il sindacalista autonomo, “abbiamo già consultato le RSU ed i TAS. Ma siamo anche pronti a consultare i lavoratori, convocando delle assemblee” nei luoghi di lavoro, “per capire se le proposte di Anief devono essere migliorate, con nuovi contributi, o se invece possono essere direttamente discusse nei tavoli. Questo meccanismo di consultazione – ricorda il presidente della giovane organizzazione sindacale – è molto importante perché esistono direttive comunitarie sull’informazione e consultazione dei lavoratori, che pongono un obbligo morale per il sindacato ogni volta che si stanno rinnovando i contratti. Nelle assemblee si discuterà delle indennità di rischio, di posizione e di sede che vuole introdurre l’Anief, del salario minimo accessorio, dell’adozione dei vincoli sui trasferimenti, dei profili professionali, degli aumenti di stipendio, del reclutamento e dei pensionamenti con sessioni specifiche per categoria di personale.

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Contratto P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

Marianna_Madia“Sarà che ha perso le elezioni amministrative di giugno e che rischia di perdere il referendum costituzionale d’autunno, ma Renzi e il suo governo negli ultimi giorni sembrano essere più sensibili alle ragioni dei lavoratori pubblici, da sette anni senza contratto”, osserva Luigi Romagnoli dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego.“Renzi parla del blocco contrattuale come di un’ingiustizia e definisce lo stanziamento di 300 milioni una misura simbolica. Apparentemente sembrerebbe aver compreso il disagio dei lavoratori del pubblico impiego – prosegue Romagnoli – tuttavia il Presidente del Consiglio fa capire che gli aumenti contrattuali andranno ai più meritevoli, facendo il paio con le dichiarazioni del ministro Madia. Insomma, se da un lato non si chiarisce quanto sarà lo stanziamento per il rinnovo dei contratti, dall’altro riparte il ricatto della cosiddetta meritocrazia”.“I lavoratori pubblici debbono ricordare che nelle passate tornate contrattuali una parte degli aumenti, invece di finire nella retribuzione tabellare, è andata nei Fondi per la produttività – sottolinea il dirigente USB – e che quelle risorse sono state utilizzate non solo per i premi di produzione, ma anche per finanziare l’organizzazione del lavoro, le indennità, le carriere”.“Se il Governo vuole finanziare la meritocrazia, lo faccia con risorse aggiuntive. L’aumento contrattuale deve essere vero, esigibile e per tutti. Basta con le alchimie contabili e con i ricatti dei premi di produzione finanziati con i soldi dei lavoratori. In autunno questo tema farà parte della piattaforma di lotta che porterà l’USB allo sciopero generale, pretendendo atti concreti dal Governo e non solo fumose promesse”, conclude Romagnoli.
“Continuano gli annunci del Premier e della Madia sulla Pubblica amministrazione. Parole, parole che non hanno nulla di concreto. Sui contratti pubblici Renzi ha ammesso che i 300 milioni (5 euro mensili per ogni dipendenti) sono simbolici e che con la prossima legge di stabilità ci saranno nuove risorse. Quante? Forse non sa che per un aumento decente di stipendio ce ne vogliono almeno 20 volte di più. Poi si parla sempre di produttività, ma anche in questo caso annunci di norme che già esistono”. Lo afferma, in una nota, il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta. “La tecnica preferita dal Governo – prosegue – è il riuso, vecchie norme per annunci nuovi, ma niente di concreto. Una riforma della PA frazionata in tanti decreti che non danno alcun contributo al miglioramento dell’efficienza e al reale sviluppo della Pubblica amministrazione del nostro Paese. Grande annuncio poi per il nuovo decreto sulla nomina dei manager sanitari, direttori generali e direttori sanitari che saranno scelti, secondo quanto afferma la Ministro Lorenzin, in base al merito con imparzialità e trasparenza. Peccato che il compagno De Luca, alla Regione Campania, li ha appena nominati – conclude – prima dell’entrata in vigore del decreto, in base ad una legge regionale non proprio in linea con quella nazionale. Quindi solo parole, parole”.

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Debiti P.A.: sono arrivati a 61 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

renato-brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Nonostante i reiterati annunci del premier Matteo Renzi, in questi ultimi due anni la Pubblica amministrazione non ha ridotto i lunghissimi tempi di pagamento di beni e servizi, mantenendo sostanzialmente invariato lo stock di debito commerciale contratto nei confronti delle imprese fornitrici. Secondo la stima di ImpresaLavoro, su dati Intrum Justitia, lo scorso 31 dicembre questo ammontava infatti a circa 61,1 miliardi di euro (in leggero calo rispetto ai 67,1 miliardi del 2014).
Questo assurdo ritardo del governo nel pagamento di questi debiti nel 2015 è costato alle imprese italiane la cifra di 5,4 miliardi (in leggero calo rispetto ai 6,1 miliardi del 2014). Questa stima è stata effettuata prendendo come riferimento l’ammontare complessivo dei debiti della nostra PA, l’andamento della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi (così come certificato da Eurostat) e il costo medio del capitale (pari all’8,84% su base annua) che le imprese hanno dovuto sostenere per far fronte al relativo fabbisogno finanziario generato dai mancati pagamenti.
Il fenomeno dei ritardi di pagamento della nostra PA mantiene dimensioni che non hanno pari rispetto ai nostri principali partner europei. Per pagare i suoi fornitori lo Stato italiano impiega infatti in media 131 giorni: 16 giorni più della Grecia, 33 giorni più della Spagna, 55 giorni più del Portogallo, 73 giorni più della Francia, 91 giorni più dell’Irlanda, 101 giorni più del Regno Unito e addirittura 116 giorni più della Germania.
Renzi aveva promesso, ormai più di due anni fa, che i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese sarebbero stati azzerati in pochi mesi, promettendo a Bruno Vespa, durante una puntata di ‘Porta a Porta’, che se non avesse mantenuto l’impegno entro il 21 settembre (2014) sarebbe andato in pellegrinaggio al santuario di Monte Senario.
Come da copione: impegno non mantenuto, soldi non restituiti alle imprese, debito non pagato.
I numeri di ImpresaLavoro confermano che il premier è stato ancora una volta sbugiardato dai fatti. Altra balla da inserire nello speciale palmares di un presidente del Consiglio inaffidabile”.

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27° Mostra Convegno dell’innovazione nella PA e nei sistemi territoriali

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2016

palazzo congressi eurRoma, Palazzo dei Congressi dell’EUR, martedì 24 – giovedì 26 maggio 2016 27° Mostra Convegno dell’innovazione nella PA e nei sistemi territoriali. Mercoledì 25 maggio dalle 9.30 alle 13.30 il direttore generale AgID Antonio Samaritani illustrerà le caratteristiche del piano attuativo per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione l’incontro “Digital first farà il punto su come: costruire una vera cittadinanza digitale per cittadini e imprese”. Presenterà, inoltre, le linee guida del primo Piano Triennale di attuazione dell’Agenda. Un passaggio fondamentale per muoversi dalla fase delle norme e dei progetti a quella della realizzazione piena e fattiva dell’Agenda digitale.Del resto, come emerge anche dalla ricerca effettuata dall’Osservatorio dell’Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, la copertura economica per realizzare l’Agenda Digitale c’è: il Governo non ha ancora cominciato a spendere gli 1,6 miliardi di euro annui messi a disposizione dalla programmazione europea 2014-2020 per questo tema; una cifra addirittura leggermente superiore rispetto alla stima dei costi prevista dalla strategia di attuazione, che prevede che la PA investa 1,5

carlo mochi

 Foto di Stefano Corso

miliardi l’anno. La situazione ad oggi vede tanti progetti in campo – SPID, Anagrafe digitale, pagamenti digitali, sanità digitale, scuola digitale, cybersecurity- che sono però ancora ai primi passi: per fare qualche esempio, solo otto amministrazioni ad oggi sono attive su Spid di cui solo tre regioni del Nord, e solo 237 sono i servizi effettivamente disponibili. Bene invece sui pagamenti con quasi 14mila amministrazioni aderenti che offrono pagamenti digitali tramite il sistema centrale PagoPA. La scadenza che sembra più ardua è quella per l’Anagrafe Nazionale per la popolazione residente: gli addetti ai lavori nelle Regioni la considerano infatti un obiettivo troppo sfidante per le difficoltà di adeguamento degli enti locali. Il piano nazionale per la Scuola mette al centro il digitale come leva del cambiamento, ma ancora incerti sono alcuni passaggi, come quello fondamentale della formazione degli insegnanti.Il Piano Triennale si configura dunque come il primo modello sistematico di trasformazione reale, pratica e operativa, della Pubblica Amministrazione. Una trasformazione che deve coinvolgere tutti gli attori in gioco, fermo restando il ruolo della PA come protagonista nella creazione delle infrastrutture dell’innovazione: una trasformazione che non deve essere mera digitalizzazione dell’esistente ma una radicale mutazione, un cambio di paradigma. (foto: carlo mochi)

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P.A. – Torluccio: “Ennesimo insulto alla Piazza da parte del Governo” 

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

sindacatoIn una piazza gremita di lavoratori del Pubblico Impiego che protestavano contro il blocco dei contratti è spiccato il silenzio assordante del Governo.Guarda caso, finita la manifestazione è sopraggiunta il Ministro Madia che ha fatto credere di volersi confrontare con le parti sociali. La UIL FPL non si è prestata a questo espediente ritenendolo un insulto nei confronti di oltre 3 milioni di lavoratori; il rinnovo del contratto non si affronta in 10 minuti e le passerelle non risolvono di certo il problema. Il Governo deve smetterla con questo atteggiamento arrogante – conclude Torluccio – , rispetti la sentenza della Corte Costituzionale convocandoci ufficialmente e riaprendo il tavolo per i rinnovi contrattuali.

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Riordino nella PA permessi e congedi: esclusi militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2011

“Il consiglio dei Ministri, infatti, ha dato il via libera al decreto legislativo che riordina la normativa in materia di congedi, aspettative e permessi dei dipendenti, sia pubblici che privati ma come al solito si è dimenticato di includere i militari che ancora restano escusi da quei benefici come l’aggregazione temporanea per motivi familiari e per la tutela della paternità e della maternità. – lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – L’approvazione del decreto arriva infatti a pochi giorni dall’espressione del parere negativo in Commissione difesa al Senato sul disegno di legge 1282 finalizzato ad estendere anche al personale militare le norme a sostegno della maternita’ e della paternita’ gia’ previste per tutti i dipendenti pubblici. Mentre il Ministro della difesa La Russa e i suoi compagni di partito -aggiunge Comellini- pubblicamente non fanno altro che incensare solo a parole i militari, nel chiuso delle stanze poi approvano norme che li escludono dal pieno godimento dei diritti costituzionali che tutelano la famiglia. Questo -prosegue- è l’ennesimo schiaffo in faccia ai cittadini in divisa e non è più tollerabile, è stata un’altra occasione persa dal Governo per dimostrare con i fatti quello che La Russa e Berlusconi da tre anni ostentano solo a parole.” (Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Parlamento Ue: ritardi pagamenti delle P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

“Siamo molto soddisfatti per l’approvazione in prima lettura, da parte del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria, della modifica in senso più rigoroso della Direttiva vigente contro i ritardi di pagamento. Ora il Governo italiano provveda ad un recepimento rapido della Direttiva in Italia, senza utilizzare il tempo massimo di due anni previsto, ed individui con la necessaria tempestività una soluzione per i 60-70 miliardi di debiti pregressi scaduti; possibili soluzioni esistono e sono compatibili con l’equilibrio dei conti pubblici, come ha evidenziato lo studio commissionato ad Astrid che abbiamo presentato il 15 settembre”. “Indebitarsi al 4% massimo per pagare le imprese, piuttosto che pagare l’8% di interessi di mora, sarà conveniente per le Pubbliche Amministrazioni, ed è necessario per ridurre l’impatto sugli equilibri pubblici” -sottolineano dal Tavolo Taiis – Sindacato, aggiungendo- “è inoltre evidente l’effetto positivo che si avrebbe nell’economia da una tale iniezione di liquidità, che farebbe recuperare a un numero enorme di imprese la possibilità di fare investimenti e pagare puntualmente i propri lavoratori e fornitori”.

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