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Forum P.A.: i 9 vincitori del “Premio PA sostenibile 2019”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

La Regione Sardegna per la “Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici” che trasforma la pianificazione e programmazione per far fronte ai mutamenti del clima; l’Università di Padova per il progetto “P.I.P.P.I, Programma di intervento per prevenire l’istituzionalizzazione” che libera il potenziale umano dei bambini in condizione di vulnerabilità familiare e sociale; la Regione Emilia Romagna che ha istituito “Il primo elenco regionale in materia di sottoprodotti” in grado di ridurre i rifiuti industriali favorendo il riutilizzo dei residui di lavorazione; l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente di Trento con la “Nuova proposta di educazione ambientale alla sostenibilità”; Roma Capitale per l’“EcoCitizen Wallet” che premia i cittadini con comportamenti sostenibili attraverso un sistema di incentivi basato su tecnologia blockchain; il Comune di Bellaria Igea Marina per l’”Osservatorio Provinciale sulla Criminalità Organizzata” che monitora la presenza delle mafie sul territorio della Riviera di Rimini; Qualità e Sviluppo Rurale di Montepulciano per il suo progetto “Italia dei Saperi e dei Sapori” che fornisce una carta d’identità dei prodotti agroalimentari attraverso QR-code. Il Progetto della Regione Molise contiene la mappatura di tutti coloro che necessitano di cure o di trasporto in strutture ospedaliere per effettuare prestazioni cicliche: uno strumento destinato al personale impiegato nei centri di intervento e di primo soccorso, alle forze dell’ordine, alle associazioni di volontariato, alle Prefetture e amministrazioni comunali. Tramite la app “Sa.l.Sa.” sarà possibile sapere esattamente chi, dove, quando e di cosa potrebbe aver bisogno, in caso di inverni molto rigidi e estati molto calde come le calamità naturali per anziani, disabili, persone sottoposte a cure sanitarie cicliche.
la Regione Marche per “MyCupMarche”, l’app che permette ai cittadini un filo diretto h24 con la sanità per prenotare visite, vaccinazioni dei minori, pagamento dei ticket o ritiro dei referti.Sono questi i 9 vincitori del “Premio PA sostenibile, 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”, un’iniziativa promossa da FPA in collaborazione con ASviS (Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile) per individuare, far emergere e valorizzare i migliori progetti e prodotti che aiutano la PA nel percorso di crescita sostenibile verso il 2030. I premi sono stati assegnati oggi nel secondo giorno di FORUM PA 2019 che si è aperto con un confronto sui temi dell’innovazione sostenibile e del ruolo della PA per orientare il mercato.“L’Obiettivo del Premio, giunto alla seconda edizione, è dare visibilità alle migliori iniziative nate per aiutare l’Italia, e in particolare i singoli territori, ad affrontare le debolezze dell’attuale modello di sviluppo, scegliendo un sentiero di crescita sostenibile da percorrere fino e oltre il 2030 – spiega Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA -. La ricerca di innovazione da parte delle amministrazioni centrali e locali, ma anche da parte di associazioni e start up, è una strada irrinunciabile per assicurare benessere e sviluppo alle comunità”. Sono 150 le candidature ricevute al Premio, da cui una giuria di esperti ha selezionato 100 soluzioni particolarmente meritevoli (tutte pubblicate sulla piattaforma FORUM PA Challenge). Tra le soluzioni delle short list sono stati selezionati i 9 progetti vincitori (uno per ciascun ambito del contest, ma tre pari merito nell’ambito “Alimentazione, salute e welfare”).

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Cittadini e PA: un rapporto che migliora ma che ancora non soddisfa

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Più della metà della popolazione è tutt’ora convinta che il funzionamento delle strutture pubbliche non possa essere ritenuto soddisfacente. Confrontando tuttavia la recente rilevazione con quella analoga risalente al 2017, si registra un parziale miglioramento. La quota di coloro che ritengono che la PA funzioni “molto male” si riduce dal 17,9% al 10,2%. Analogamente si riduce la quota di coloro – la maggioranza – convinti che la PA funzioni “piuttosto male” (da 52,1% a 50,8%). Simmetricamente, aumenta la quota di chi si orienta su un giudizio moderatamente positivo (“piuttosto bene”) che passa da 24,3% a 33,2%. Le valutazioni improntate al maggior ottimismo (“molto bene”), rimangono del tutto residuali (3,1%). Guardando i dati nel loro complesso si può affermare che in soli 2 anni il perimetro dei giudizi negativi si è ridotto dai 3/4 ai 2/3 degli italiani. Le attese di cambiamento convergono su una PA leggera e “poco invasiva”. La spinta degli ultimi anni verso servizi e procedure digitalizzate è percepita solo in parte dalla popolazione. Complessivamente, più di un italiano su cinque è insoddisfatto del cambiamento in atto. Gli altri quattro ritengono che il processo di digitalizzazione sia ancora troppo limitato nella sua diffusione e nella sua incisività. Soltanto il 5,7% dei cittadini ritiene che questo processo sia già maturo e che la semplificazione cercata stia effettivamente avvenendo. Gli sforzi fatti sono ritenuti del tutto insufficienti per l’8,1% della popolazione. Per il 15% circa dei cittadini i cambiamenti avvenuti sono persino fonte di ulteriori difficoltà complicando ulteriormente la vita di chi si trova a richiedere questi servizi. La percezione di un cambiamento ancora molto limitato è spiegabile, almeno in parte, anche attraverso la mancanza di adeguata informazione relativamente ai servizi digitali già attivati dalla PA e del loro reale funzionamento. Soltanto il 9,2% si dichiara completamente informato mentre nel 53,4% dei casi l’informazione è carente o addirittura assente. Il 73,2 degli italiani si aspettava dalla digitalizzazione della PA un ritorno in termini di semplificazione, ma soltanto il 30,8% del campione ha dichiarato che grazie ai servizi online ha ottenuto un reale vantaggio. Lo stacco è molto alto anche per quanto concerne la velocità delle procedure: il 72,2% se l’aspettava, ma soltanto il 40,6% dichiara di averla riscontrata. L’interazione digitale non decolla anche a causa dei tanti “retaggi analogici” del Paese. Ancora oggi il 16% delle famiglie italiane non dispone di una connessione internet domestica. Nell’UE il dato medio è dell’11% ma siamo ben lontani dai valori espressi da Paesi come l’Olanda (2%), il Regno Unito (5%) e la Germania (6%). Più in generale si rileva una quota elevata di popolazione che continua (e continuerà in larga parte) a vivere in un mondo completamente “analogico”. Il confronto con i dati del 2008 mostra un netto miglioramento nella connettività per i giovani e le classi d’età centrali, ma fra i più anziani la quota dei “non digital” è altissima. Infine, esiste anche un problema di competenze digitali. L’ultima rilevazione effettuata dall’Istat, a fronte di un 28,3% di popolazione con competenze elevate e un ulteriore 35,1% con competenze di base (ossia il minimo indispensabile per connettersi e dialogare on line con la PA) segnala l’esistenza di un 33,3% della popolazione con competenze “basse” e un ulteriore 3,3% con competenze “nulle”.
In generale l’interesse dei cittadini per le innovazioni cresce là dove ne intravedono applicazioni in grado di migliorare la loro vita quotidiana. I nuovi dispositivi per la sicurezza urbana o per la sfera sanitaria sono attesi con impazienza da circa i ¾ dei cittadini. Decisamente minore (di poco superiore al 40%) l’interesse per le auto a guida autonoma, per gli assistenti domestici e la robotica. Si conferma, in sostanza, la diffidenza verso ciò che ha valenza sostitutiva del lavoro umano.
Agi Agenzia Italia, è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale. (fonte in abstract: http://www.agi.it)

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Pa: Fp Cgil lancia campagna su occupazione, 500 mila assunzioni in 3 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

“Un’emorragia di dipendenti pubblici, tale da far cadere a pezzi l’intero sistema pubblico. Una tendenza da invertire, immediatamente, attraverso l’adozione di un piano straordinario di nuova occupazione nelle pubbliche amministrazioni che dia lavoro ad almeno 500 mila persone nei prossimi tre anni, per poter garantire un’adeguata offerta di servizi ai cittadini”. È l’allarme, e la contromisura, della Fp Cgil Nazionale che lancia così la sua campagna #AssunzioniSubito a difesa del lavoro pubblico come valore sociale.
Una campagna che nasce dal quadro che il lavoro pubblico offre. Sono, infatti, osserva la Fp Cgil, “sempre meno, sempre più anziani e con sempre più carichi di lavoro i dipendenti pubblici. Un trend negativo, generato dal pluriennale blocco del turn over e da una contestuale età media molto alta, che si incrementerà ulteriormente a causa dei pensionamenti previsti, pari a circa 500 mila in 3 anni, se non si procederà immediatamente a un piano straordinario di assunzioni”.Dal 2009 ad oggi nel lavoro pubblico si registrano, infatti, fa sapere la categoria dei servizi pubblici della Cgil, “circa 165 mila unità in meno, così come emerge dai dati del Conto Annuale dello Stato. Per la prima volta in tutti i comparti dei servizi pubblici si supera l’età media dei 50 anni. Nei prossimi anni si prevede dunque, inevitabilmente, un’accelerazione delle uscite, anche (ma non solo ) per via di Quota 100. Saranno circa 500 mila le uscite in 3 anni, di cui 150 mila con la nuova misura di governo”.Nello specifico, settore per settore: “In Sanità pubblica l’età media è di quasi 51 anni, nelle Funzioni Locali si sfiorano i 53 e nelle Funzioni Centrali si arriva persino a 55 anni. Nei settori interessati dal turn over l’età media si è leggermente abbassata, dove invece non c’è stato nessun elemento di novità si toccano livelli altissimi. Basti pensare che in Italia gli under 34 sono appena il 2% del personale (a fronte di una media Ocse del 18%); gli over 55 invece rappresentano il 45% (media Ocse del 24%). Si tratta esattamente di 595 mila occupati che nei prossimi anni accederanno alla pensione”.Per queste ragioni, osserva la Funzione Pubblica Cgil, “per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3 anni almeno 500 mila lavoratrici e lavoratori. Se non si procede immediatamente con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili. Come abbiamo cercato di esprimere con la nostra campagna, infatti, senza nuove assunzioni sarà inevitabile vedere i diritti di tutti cadere a pezzi. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici continuerà ad arretrare, ci saranno meno servizi per i cittadini e il sistema finirà al collasso, a vantaggio delle privatizzazione dell’aumento delle disuguaglianze. Da qui la nostra rivendicazione, per tutte e tutti: un piano straordinario di nuova occupazione nei servizi pubblici che garantisca i diritti dei cittadini e dei lavoratori”, conclude. http://www.fpcgil.it

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Inaccettabile rinvio assunzioni nella Pa

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

“Un segnale grave che ancora una volta penalizza la Pubblica amministrazione. Il governo ha costruito la sua propaganda proprio sulle assunzioni e ora fa marcia indietro. Non ci stiamo: pronti alla mobilitazione”. Queste le parole di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in risposta a quanto affermato dal premier Giuseppe Conte nell’Aula del Senato, secondo il quale le assunzioni per le amministrazioni centrali saranno rinviate al 15 novembre 2019. “Il governo nel corso di questi mesi – affermano i sindacati – ha fatto molta propaganda sulle assunzioni nella pubblica amministrazione e ora, a dispetto di un ddl che ha voluto chiamare ‘concretezza’, fa un passo indietro negando se stesso. Dopo aver presentato, unitariamente, proposte per una Pa migliore, a partire dal varo di un piano straordinario di assunzioni, ora non staremo fermi: pronti alla mobilitazione”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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Pa: Bongiorno annuncia riforma che diceva di non voler fare

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma.”Per servizi di qualità ci vuole lavoro di qualità, sia nel pubblico che nel privato che offre servizi pubblici. Non serve un’altra legge contro i lavoratori pubblici: servono investimenti, quelli che non si fanno perché le risorse nella legge di bilancio finanziano misure inique e premiano i veri furbetti, quelli che evadono le tasse visto che non si parla di seria lotta all’evasione, alla corruzione e di giustizia fiscale. Non serve ai cittadini un’altra legge contro i lavoratori pubblici, se non al Ministro che può dire di aver fatto una riforma con il suo nome”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, commenta le notizie relative alla riforma Bongiorno, aggiungendo che: “Il ministro della Pubblica amministrazione non ha resistito alla tentazione di fare una ‘riforma’ col suo nome contro i dipendenti pubblici, anche se quando è stata nominato diceva esattamente il contrario”.”Prima la rilevazione biometrica come risposta retorica e populista sul contrasto all’assenteismo – aggiunge Sorrentino -. Chi non lavora e froda la comunità va punito, ma perché prendersela con chi lavora tutti i giorni e fa il proprio dovere anziché punire i dirigenti che non controllano? Inoltre, ora torniamo ai premi per le eccellenze e le pagelline, ovviamente senza riferimenti alla contrattazione e al ruolo delle Rsu. Perché sia chiaro: il Ministro Bongiorno, come abbiamo avuto modo di ascoltare in settimana nella riunione a palazzo Vidoni, vuole dipendenti ‘saltellanti’. Appare ancora più assurdo, e indice di non volontà di ascoltare i lavoratori, il fatto che sono passati solo 4 giorni dall’incontro che abbiamo avuto con il ministro senza che si sia stato annunciato nulla, mentre ora apprendiamo di una riforma che potrebbe addirittura arrivare con un disegno di legge delega al prossimo Cdm”.”La Fp Cgil ha chiesto al Ministro nell’incontro del 13 Novembre: un Piano straordinario di assunzioni che vada oltre il turn over; risorse adeguate per i salari, dato che nella legge di bilancio sono ad oggi neanche un terzo rispetto al rinnovo precedente; risorse per la riqualificazione, la formazione, la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro; la stabilizzazione di tutti i precari, anche quelli esclusi dalla legge precedente; la proroga e scorrimento delle graduatorie; il finanziamento del nuovo ordinamento e sistema di classificazione del personale. Questo è ciò che davvero serve per dare il giusto valore al lavoro pubblico”, conclude Sorrentino.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil), risorse per contratti non bastano, allargare confronto

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

“Le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici non bastano, mentre il confronto deve essere ampio e va allargato su tutti gli aspetti che riguardano il lavoro pubblico. Il ministro Bongiorno vuole limitarlo al tema del contratto ma così sarebbe solo una consultazione, non si tratterebbe di una negoziazione”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in merito all’incontro con il ministro della Pubblica, Giulia Bongiorno, nel rilanciare le undici proposte del sindacato per un Pa migliore e ribadire le priorità della categoria: “Bisogna potenziare gli organici della Pa, andando oltre lo sblocco del turn over, mentre le risorse per i rinnovi contrattuali sono un primo segnale ma sono inadeguate, al di sotto di quelle stanziate dal passato governo”.”Abbiamo preso atto – osserva Sorrentino – che sulle assunzioni questo governo ha offerto una prima riposta ma per le condizioni nelle quali versano le pubbliche amministrazioni non serve il solo sblocco del turn over ma bisogna certificare la programmazione dei fabbisogni con l’obiettivo di potenziare gli organici e incrementare l’offerta dei servizi. Per queste ragioni serve lavorare sui provvedimenti normativi. Ad esempio bisogna intervenire lavorare sulle procedure concorsuali, garantendo temi certi e celeri sul reclutamento del personale. Nel frattempo vorremo sapere se è possibile attingere dalla graduatorie ancora attive e intervenire sulle norme per garantire l’attuazione del piano triennale di stabilizzazioni 18/20 e occuparsi di quelle tipologie di precari che ad oggi sono escluse dalle stabilizzazione”.Sul rinnovo contrattuale, aggiunge la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “è evidente che siano state stanziate risorse che segnano una scelta del governo di non riproporre il blocco contrattuale. Ma se misuriamo l’entità di queste risorse, abbiamo letto infatti nella legge di bilancio di 1,7 miliardi stanziati nel triennio, queste sono al di sotto di quelle investite dal passato governo, che erano pari a 2,7 miliardi. Così come abbiamo sostenuto col passato governo, anche nella precedente trattativa, lo ripetiamo adesso: non ci accontenteremo del solo recupero dell’inflazione, vogliamo aumenti che garantiscano il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Da qui la nostra valutazione: pur comprendendo il primo segnale di non riproporre il blocco, le risorse sono inadeguate e vanno implementate. Anche perché servono risorse per completare il percorso contrattuale 2016/2018 e finanziare il nuovo sistema di classificazione e dell’ordinamento professionale. Su questo punto ribadiamo l’esigenza di convocare le commissioni paritetiche e concludere la riscrittura in tempi brevi dei nuovi ordinamenti: i lavoratori non possono più aspettare”.Infine, aggiunge Sorrentino, “rimangono sul tappeto i rinnovi dei contratti della dirigenza delle Funzioni centrali, delle Funzioni locali e del contratto dei Medici e della dirigenza sanitaria che sciopereranno il prossimo 23 novembre, così come l’esigenza di liberare la contrattazione decentrata come strumento, attraverso interventi sulla produttività, per fare operazioni di valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori”. Ultima questione posta da Sorrentino: “Vorremmo sapere dal ministro Bongiorno se il percorso di confronto si esaurisce con oggi o se c’è modo e possibilità di continuare non solo sulla legge di bilancio ma su altre importanti partite. Come lo sono il tema della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e l’avvio del confronto sull’atto di indirizzo come primo passo verso la trattativa per i rinnovi contrattuali”.

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Da contratti a politiche per Pubblica amministrazione: serve confronto

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Da Cgil-Cisl-Uil: “A partire dall’incontro in calendario martedì 13 novembre con il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, i sindacati avanzeranno le richieste contenute nel documento ‘Contrattiamo Diritti’ e che ruotano intorno “al bisogno di un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse”. Le undici proposte vanno, infatti, dall’adozione di un piano di assunzioni straordinario, oltre il turn over al 100%, per contrastare anche le esternalizzazioni allo stanziamento di risorse per il rinnovo dei contratti nazionali per il prossimo triennio (nonché quelli della dirigenza ancora in attesa, insieme alla conferma dell’elemento perequativo); dal potenziamento del sistema di relazioni sindacali al superamento dei vincoli sulla costituzione dei fondi per il salario accessorio; dall’avvio di un piano generale di formazione e aggiornamento per i dipendenti pubblici all’equiparazione normativa tra pubblico e privato, specie per l’erogazione del Tfs/Tfr e le agevolazioni fiscali per i premi di produttività; dal tema della legalità a quello dell’organizzazione del lavoro; dal finanziamento adeguato alla Sanità all’avvio della revisione del sistema di compartecipazione del Servizio sanitario nazionale, per determinare una migliore offerta di servizi ai cittadini. Da questa piattaforma Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, come ribadito oggi nel corso delle tre assemblee interregionali, chiederanno al ministro Bongiorno “l’avvio di un confronto, forti del consenso alle proposte che si sta registrando su http://www.contrattiamodiritti.it, dove è possibile esprimersi sulle proposte, insieme alla raccolta firme che si sta tenendo in tutti i luoghi di lavoro pubblici”.

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Risorse scarse per contratti Pa, Governo non mantiene promesse

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

“Dalla lettura della legge di Bilancio appare ormai chiaro che per il prossimo contratto le risorse sono insufficienti”. Così la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino, commenta le risorse stanziate per i contratti pubblici in manovra, osservando che: “I conti sono presto fatti: il passato contratto, relativo al triennio 16/18, sanciva un aumento del 3,48%, pari a 85 euro al mese; per il prossimo triennio 19/21 il governo per adesso ha stanziato meno dell’Ipca, che dovrebbe essere 1,4%. Morale della favola: alla fine ai dipendenti pubblici si prevede di dare 50 euro nel triennio”.“Davvero un ‘bel cambiamento’, meno del governo precedente – osserva Sorrentino -. Insieme per altro alle criticità sul Fondo sanitario nazionale e alla non previsione di risorse per il contratto della Sanità e delle Funzioni Locali. Ragion per cui, se questi sono i presupposti per la trattativa da avviare il prossimo anno, saremo sicuramente di fronte ad un percorso che ci porterà al confronto con le lavoratrici e lavoratori sulle piattaforme e alla mobilitazione perché i lavoratori pubblici hanno già pagato un prezzo alto con nove anni di blocco contrattuale. Inoltre, con queste cifre, di fatto si depotenzia la funzione del contratto nazionale a fronte di scarse risorse previste sulla contrattazione decentrata e al tetto posto al loro utilizzo. Abbiamo già chiesto al ministro Bongiorno di cancellare il tetto ai fondi sulla contrattazione decentrata, che tiene bloccata anche la leva del salario di produttività e la rivalutazione delle indennità”. Per queste ragioni, aggiunge la segretaria generale della Fp Cgil, “occorre subito liberare la contrattazione aziendale e bisogna prevedere più risorse per il prossimo triennio, anche per finanziare il nuovo sistema di classificazione. Facciamo una domanda al ministro della Pubblica amministrazione: quanto costerà far installare gli impianti per la rilevazione biometrica in tutte le pubbliche amministrazioni? Stanziamo quei soldi sulla contrattazione e vedremo come la qualità del lavoro aumenterà, anziché agitare sempre lo spettro dei furbetti. Questi ultimi vanno sì colpiti ma non a detrimento della maggioranza dei lavoratori che ogni giorno, come queste drammatiche ore dimostrano, compie regolarmente il proprio dovere”, conclude Sorrentino.

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Forum PA 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2018

Roma dal 22 al 24 di maggio 2018 nuovo palazzo dei Congressi “La Nuvola” a Roma EUR FORUM PA 2018. Sarà il luogo dell’innovazione e degli innovatori. Non un’innovazione qualsiasi, ma quella che mette al centro la crescita delle persone e la crescita della qualità della loro vita e del loro lavoro. Con questo punto di vista, basato sull’empatia, va letto il ricco e profondamente nuovo programma di FORUM PA 2018: un programma che si caratterizza proprio per la qualità delle esperienze che propone alle persone che decideranno di varcare le sue porte. Possiamo raccontare queste esperienze attraverso sei verbi che rappresentano la nostra proposta ai partecipanti a FORUM PA 2018.
Incontrare: tutta la manifestazione trova la sua ragion d’essere nel valore dell’incontro, del conoscersi e del riconoscersi e ritrovarsi. In questa edizione abbiamo moltiplicato le occasioni e affianchiamo ai seminari, ai convegni e ai laboratori dei momenti particolari dedicati ad un piacevole e ricco stare insieme. Nasce così il “coffee corner” del mattino. A fine giornata ci troveremo invece per un aperitivo e, con un bicchiere in mano, ci racconteremo cosa abbiamo visto, ascoltato, condiviso.
Approfondire: circa un migliaio di relatori, dal guru al politico, dal visionario al funzionario che racconta un’esperienza nuova, permetteranno ai nostri partecipanti di avere, nei convegni dedicati ai temi più attuali dell’innovazione organizzativa e tecnologica e negli scenari che presenteranno le visioni di un futuro possibile, un’informazione approfondita e corretta sui principali trend di cambiamento alla luce degli obiettivi di sviluppo sostenibile (i famosi SDGs) dell’Agenda 2030.
FORUM PA 2018 sarà la conclusione di una vasta consultazione tesa ad indicare al nuovo Governo e al nuovo Parlamento quanto di meglio è stato già fatto, evitando così il rischio di ritrovarci in un “anno zero dell’innovazione”, ma anche mettere in evidenza quanto, e non è poco, resta ancora da fare. Durante i tre giorni di confronto e di approfondimento questo lavoro si arricchirà di nuovi spunti attraverso i tanti tavoli di lavoro che condivideranno proposte, progetti, idee innovative. Un grande OST, ossia un lavoro collaborativo che coinvolgerà chiunque voglia mettersi in gioco, disegnerà poi, nell’ultima mezza giornata del FORUM PA 2018 (giovedì 24 maggio), i contenuti di un “libro bianco” che sarà consegnato all’Esecutivo.
la PA italiana è, tra quelle dei Paesi europei, quella che offre meno formazione, ma il bisogno di capire, di formarsi, di essere al corrente è sentito e diffuso in tutta l’amministrazione centrale e locale. A questo gap FORUM PA 2018 risponde nella sua Academy con decine di ore di formazione gratuita offerta dai protagonisti italiani dell’innovazione.
Scoprire: non sempre le idee e le esperienze innovative riescono a superare il rumore di fondo della nostra informazione quotidiana. FORUM PA 2018 le consentirà, se sarà con noi, di scoprire vere e proprie eccellenze, che valorizzeremo con i nostri premi, e soluzioni innovative già possibili che le aziende partner ci racconteranno in quella che sarà, più che una vetrina, una vera e propria miniera d’innovazione.
Permettersi un “altro sguardo”: FORUM PA 2018 propone nuovi punti di vista e nuove modalità per farsi contaminare dal cambiamento. Tre spettacoli teatrali chiuderanno le tre giornate: si tratta di “companies talk” dove, attraverso la lettura scenica di storie di famose imprese innovative ci interrogheremo su cosa è davvero nuovo e chi ne sono i pionieri. Un moderno studio radio televisivo diffonderà un programma continuo. Una nuova modalità: un vero e proprio processo, con tanto di accusa, difesa e giudici, ci aiuterà a vedere sotto altra forma i pro e i contro di una trasformazione digitale della PA ancora in mezzo al guado.
Insomma un FORUM PA tutto nuovo dove l’unica cosa che resta immutata è l’ingresso libero e gratuito a tutta la manifestazione, momenti formativi compresi.

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P.A: stipendi dipendenti, persi 4.049 euro da 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-finanzeSecondo i dati resi noti oggi dall’Ocse, se il costo del lavoro medio in Italia è maggiore della media Ocse, il reddito netto in busta paga è molto più basso.
“Gli italiani sono sottopagati rispetto agli altri paesi sviluppati. Questo ci dicono i dati Ocse di oggi. Inoltre, ci confermano che quanto il Governo sta per stanziare nel Def per il pubblico impiego, con un aumento contrattuale medio di 85 euro, è a dir poco insufficiente” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Se i dipendenti pubblici, per via del blocco della contrattazione, hanno perso in media, dal 2010 al 2015, 899 in termini nominali, considerando anche l’aumento del costo della vita, la cifra sale a 4049 euro in termini reali” prosegue Dona.
“I dipendenti pubblici più danneggiati sono i dipendenti delle amministrazioni locali. Se dal 2010 al 2015 hanno avuto una riduzione secca di 1.351 euro, considerando l’andamento dei prezzi la perdita sale a 4.641 euro” conclude Dona.

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PA: Stipendi mai così bassi negli ultimi 35 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2016

Pacifico marcelloDegli oltre 8 milioni di lavoratori in attesa del rinnovo, quasi il 40% lavora nel pubblico impiego, dove da ormai sette anni vige il blocco della contrattazione. Per gli statali il futuro prossimo è nero, come il recente passato: perché in base alle stime del Mef, dopo una moderata crescita delle retribuzioni per l’anno in corso, dobbiamo aspettarci una riduzione delle medesime per gli anni 2017 e 2018 (rispettivamente -0,8 e -0,2 per cento), per poi stabilizzarsi nel 2019. Pure l’indennità di vacanza contrattuale rimarrà “congelata” a lungo: almeno sino al 2018 e forse anche fino al 2021. Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal: eppure quell’indennità è l’unico modo, previsto dalla legge in queste situazioni di stallo, per risarcire il lavoratore nelle more dello stanziamento delle risorse economiche e deve essere corrisposta come una sorta di anticipo dei futuri adeguamenti di stipendio, nella misura del 50% dell’inflazione ufficiale. Ma tale principio è valso solo per il privato, dove gli aumenti stipendiali sono stati del 20% medio. I conti dello Stato non possono in nessun caso prevaricare il diritto dei lavoratori. Per questo abbiamo predisposto dei ricorsi, per il recupero di somme che vanno da un minimo di 180 euro lordi all’anno a un massimo di 1.800, calcolati su una busta paga media di 1.500 euro. Anief, pertanto, ribadisce la volontà di ricorrere per l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale.

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Trasparenza nella P.A.

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it) sono disponibili i dati, aggiornati al 5 agosto, sullo stato di attuazione dell’Operazione Trasparenza voluta dal Ministro Renato Brunetta. Le disposizioni contenute nel primo comma dell’articolo 21 della Legge 18 giugno 2009 n. 69 obbligano infatti tutte le Pubbliche Amministrazioni a pubblicare sui propri siti Internet curriculum vitae, recapiti (telefonici e di posta elettronica) e retribuzioni annue lorde dei dirigenti nonché i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale. Entrando nel dettaglio di quanto pubblicato dalle amministrazioni centrali sono presenti tutti i dati sulle retribuzioni dei dirigenti fatta eccezione per il Ministero della Salute che fornisce un’informazione in via di completamento. Il Ministero della Difesa ha reso pubblico l’elenco dei curricula vitae dei propri dirigenti anche se parziale, informazioni che nella precedente rilevazione di maggio non risultavano ancora presenti. Dati parziali anche per altri quattro Ministeri quali il Ministero dell’Interno, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero della Salute e il Ministero dei Beni Culturali.  I dati delle assenze/presenze sono stati da tutti aggiornati al mese di giugno con punte di eccellenza per 4 amministrazioni che hanno già pubblicato i  dati del mese di Luglio. Il 53,3% degli Enti Regione ha pubblicato il computo delle assenze/presenze aggiornato al mese di Giugno; solo la Regione Molise fornisce il dato di Luglio. Indietro con l’aggiornamento risultano le Regioni Emilia-Romagna, Abruzzo, Calabria e Lazio mentre le Regioni Liguria e Puglia sono ferme ai dati dell’anno 2009. Il monitoraggio ha rilevato una situazione positiva anche per quanto riguarda le Amministrazioni Provinciali. Di queste ultime il 96,5% ha infatti pubblicato le retribuzioni del personale dirigenziale, il 99% i curricula vitae.  Il 94,5% dei 91 Comuni rilevati ha raccolto e pubblicato i dati delle assenze/presenze del proprio personale. Tra questi 9 Comuni hanno pubblicato dati aggiornati al mese di Luglio 2010 mentre 62 Comuni mostrano dati aggiornati al mese di Giugno.
Complessivamente, il monitoraggio effettuato dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione evidenzia una situazione largamente positiva (soprattutto se riferita a quella registrata alcuni mesi or sono) nel processo di adempimento degli obblighi di legge sulla trasparenza. Permane, purtroppo, dato negativo ricorrente circa il mancato aggiornamento sui rispettivi siti istituzionali dei tassi di assenza/presenza del personale afferente a ciascuna unità dirigenziale.

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