Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘pac’

Pac: Il taglio delle risorse penalizza l’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

La più grande riforma della Pac degli ultimi trent’anni assegna all’Italia più obiettivi, ma mette a disposizione meno risorse rispetto al passato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ammontare di fondi previsto fino al 2027 si aggira infatti intorno ai 34 miliardi di euro. Una cifra che sancisce un taglio di 6,2 miliardi in valore assoluto e del 15% in termini relativi, contro una diminuzione media complessiva per l’intera Unione europea che si attesta al 10%. Spetterà dunque al Governo italiano integrare queste risorse attraverso il cofinanziamento nazionale dei fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe far salire la disponibilità complessiva a 50 miliardi di euro. Il ridimensionamento del budget della Pac non è una novità: è avvenuto in modo graduale e costante negli ultimi decenni, passando dal 50% del bilancio Ue negli anni Novanta all’attuale 30% – prosegue Tiso. Il taglio era dunque atteso, ma non si può non rilevare che per l’Italia pesa circa un terzo in più rispetto alla media europea. A conti fatti, la nostra agricoltura, una delle più importanti del Vecchio continente per volumi di produzione e qualità, ne esce penalizzata.Il problema delle risorse, naturalmente, non è solo quantitativo, ma riguarda anche e soprattutto gli obiettivi che la nuova Pac ha fissato per gli Stati membri. Questi ultimi sono largamente insufficienti a realizzare il Green Deal che, stando così le cose, è destinato a rimanere sulla carta. Dagli ecoschemi alla condizionalità sociale, passando per i finanziamenti alle Pmi agricole, poco è destinato a cambiare rispetto al passato se non saranno apportate correzioni a livello europeo e nazionale.

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Diritto dei lavoratori e nuovo accordo sulla Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Con il nuovo accordo sulla Pac i Governi europei hanno inferto un duro colpo al progetto di realizzare il Green Deal e rivoluzionare il nostro sistema produttivo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’Italia può tuttavia mostrare maggiore ambizione e dare l’esempio, a partire dalle aree in cui gli Stati mantengono maggiore discrezionalità come quella della condizionalità sociale. Il compromesso raggiunto prevede infatti che l’applicazione di quest’ultima sia volontaria nel periodo 2023-2025. Una formula che attribuisce agli Stati membri piena responsabilità in materia. Ripartire dalla condizionalità sociale significa riaffermare i diritti dei lavoratori e rafforzare il contrasto di fenomeni come il caporalato. Un obiettivo che dovrebbe essere condiviso sia da quanti elogiano il compromesso sulla Pac, sia da quanti lo hanno duramente criticato perché del tutto insufficiente a promuovere la transizione ecologica – spiega Tiso. L’Italia ha già fatto molto in questo campo, ma la battaglia contro lo sfruttamento dei braccianti non è ancora vinta, come spesso rivelano le cronache dal nord al sud del Paese.Un’altra occasione per mostrare maggiore ambizione e diventare un esempio virtuoso in Europa è il Piano strategico nazionale che l’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà redigere entro il 31 dicembre 2021. Oltre all’indispensabile semplificazione burocratica, nel lavoro di programmazione il Governo italiano è chiamato a promuovere una consultazione quanto più ampia possibile e a sfruttare ogni margine di manovra disponibile per fissare obiettivi più avanzati di quelli che l’Europa ha partorito dopo un lungo e faticoso negoziato.

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Green deal: compromesso sulla nuova Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

E’ stato finalmente raggiunto, ma l’attesa per l’accordo, troppe volte rinviato, non è stata ben ripagata – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Per superare lo stallo tra Parlamento europeo e Consiglio si è scelto di perseguire una via di mezzo, che in questa circostanza non ha nulla di virtuoso, ma suona piuttosto come una rinuncia a realizzare quel Green Deal su cui Governi e istituzioni europee hanno speso tante parole.Hanno prevalso ancora una volta le forze della conservazione e le pressioni dell’agroindustria, che sono riuscite a tarpare le ali alla riforma prima ancora che prendesse il volo – continua Tiso. Il compromesso finale, ad esempio, fissa la quota degli ecoschemi al 25%, con un periodo di transizione di due anni e un tetto minimo del 20%. Una soluzione al ribasso rispetto alle richiesta della Commissione, che chiedeva una quota del 30%.Ma la delusione più grande viene probabilmente dal tetto ai pagamenti, il cosiddetto capping, che resta a tutto vantaggio delle grandi aziende agricole. Queste ultime erano già destinatarie dell’80% dei sussidi complessivi della Pac, a scapito delle piccole e medie, più sostenibili, che continueranno così ad avere un ruolo di secondo piano.Resta da capire se qualcosa potrà cambiare da oggi alla riunione dei ministri dell’Agricoltura in programma lunedì e martedì. Ma l’esito più probabile sembra la sconfitta dell’ambiente e della transizione verde dell’agricoltura.

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Pac: Cia, accordo su riforma verso giusta direzione per agricoltura più forte

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Dopo tre anni dalla presentazione della proposta legislativa, finalmente l’agricoltura europea si avvia verso una reale riforma della Pac 2023-2027 più equa, sostenibile e per gli agricoltori. Ora serve subito un lavoro serio con il Piano strategico nazionale per salvaguardare la competitività delle imprese agricole. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani sull’accordo provvisorio appena raggiunto nel “super trilogo” a Bruxelles, da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue.Per Cia, dunque, come più volte ribadito, ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri più in grado di guardare con ottimismo al suo ruolo da protagonista della transizione ecologica. Auspicando un passaggio rapido al Consiglio Agrifish del 28 e 29 giugno, con l’approvazione finale dei Ministri dell’Agricoltura Ue e successivamente da parte del Parlamento; gli agricoltori potranno, infatti, dal 1 gennaio 2023, contare su nuove norme, più robuste e strutturate per un sistema produttivo più equo e green. L’Europa agricola -sottolinea Cia- guadagna con la riforma della Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovranno, però, muoversi in costante equilibro anche con la garanzia del reddito per gli agricoltori.Nel dettaglio -precisa Cia- tra il I e II pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate a una nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del I pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro. Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma -ribadisce Cia- da intendersi come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli e aggravi burocratici. “La Pac -dichiara il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo -aggiunge Scanavino- non è più rinviabile la definizione del Piano strategico nazionale che permetta agli agricoltori italiani di essere all’altezza del cambiamento che gli si richiede, che mostri nei fatti di riconoscere le specificità del settore e le sfide oggi spinte da emergenza sanitaria e climate change. Occorre -conclude, infine, il presidente di Cia- ragionare con tutti gli attori coinvolti sul territorio, come richiesto dal progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ e come è necessario a un’agricoltura sempre più settore strategico per l’Italia e l’’Europa”.

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Riforma Pac sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Il fallimento dei ultimi negoziati sulla futura Pac confermano come sia necessario arrivare al prossimo appuntamento con la certezza che i principi ispiratori della riforma non siano di nuovo messi in discussione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha giustamente ribadito che la disponibilità a trovare soluzioni condivise non deve mettere in pericolo le tre gambe della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale.Di fronte a un nodo cruciale come quello della politica agricola comune, l’Europa ha mostrato ancora una volta di essere divisa. Al tempo stesso, i Governi si fanno portatori di interessi che, prima di essere nazionali, sono spesso il riflesso della pressione che le grandi aziende del sistema agroindustriale esercitano per non cambiare il metodo di ripartizione dei fondi, fortemente sbilanciato a loro favore – continua Tiso.Se si vogliono avere chance di successo, il prossimo vertice deve essere accuratamente preparato sin da ora, in modo da raggiungere un accordo sui principi generali della riforma prima che Parlamento e Consiglio europeo tornino a riunirsi. Non vorremmo assistere a un nuovo braccio di ferro, dove ogni volta sembra che il lavoro debba ricominciare daccapo e le regole integralmente riscritte.

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Pac: Cia, Europa meno forte senza accordo su riforma

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

Senza un accordo sulla riforma della Pac, l’Europa è meno forte di fronte alle sfide della ripresa post pandemia e della transizione ecologica. In gioco c’è la sopravvivenza dell’agricoltura Ue e la qualità di vita dei cittadini. Così Cia-Agricoltori Italiani, che esprime rammarico per la mancata intesa tra Parlamento e Consiglio europeo dopo giorni di negoziati intensi a Bruxelles.“Speriamo in una ripresa dei negoziati a giugno dove tutti riescano a superare ogni forma di preclusione -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. Auspichiamo un confronto più aperto, che si ispiri al cambiamento, sempre tenendo conto che la priorità resta il reddito agricolo. Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte per diventare sempre più sostenibili, con una Pac 2023-2027 più verde, ma senza dimenticare che la politica agricola comune è innanzitutto una politica economica che deve sostenere la produzione di cibo sano, sicuro e di qualità e garantire la tenuta e la crescita delle aree rurali”. Sicuramente restano sul tavolo nodi importanti da sciogliere. Per Cia, però, rimane prioritario raggiungere un accordo sulla riforma della Pac che consenta una redistribuzione più equa delle risorse, così come un’attenzione alle politiche ambientali, che incentivino comportamenti virtuosi mantenendo l’agricoltura al centro. “Chiediamo un impegno affinché si arrivi presto a un’intesa per una Pac robusta e strutturata, con fondi spendibili subito -aggiunge Scanavino-. C’è bisogno, nei tempi giusti, di una legislazione certa, equilibrata, innovativa, capace di garantire insieme la competitività e la sostenibilità del settore. Come Cia, continueremo a lavorare perché l’agricoltura diventi, sempre di più, un settore strategico per il nostro Paese e per l’Europa”.

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Riforma Pac e transizione verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Dopo mesi di discussioni, è giunto per l’Europa il momento di fornire le risposte che l’agricoltura attende da molto tempo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nel consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish), in programma a Bruxelles il 26 e 27 maggio, si parlerà della riforma della Pac e delle nuove tecniche agroalimentari. Altri temi sul tavolo sono il Piano di azione per l’agricoltura biologica e il vertice Onu sui sistemi alimentari di settembre. Al termine della riunione, dovrebbero emergere in modo più chiaro le reali intenzioni dell’Europa.I Paesi dell’Unione hanno ancora spazio di manovra per imprimere una svolta all’agricoltura, ma non si può ignorare il rischio che preferiscano restare ancorati al sistema produttivo agroindustriale – spiega Tiso. Gli interessi costituiti sono molti, così come forti sono le pressioni esercitate su Governi affinché lo scenario non cambi. Tra i pericoli, c’è anche quello che gli Ogm possano rientrare tra le coltivazioni consentite attraverso le cosiddette Nuove tecniche genomiche.Mentre il Governo italiano prepara una cabina di regia per la gestione delle risorse del Recovery Fund, è bene tenere alta l’attenzione non solo sull’ammontare dei fondi in arrivo, ma anche sulle priorità che l’Europa stabilirà per il settore primario. Non basta infatti avere a disposizione nuovi fondi. E’ altrettanto necessario saperli spendere nel migliore dei modi, identificando gli investimenti che possono permettere una reale transizione verde della nostra agricoltura e superando le inevitabili resistenze che ogni cambiamento porta con sé.

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C’è ancora tempo per una riforma della Pac

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

E’ il tempo per mettere al primo posto la sostenibilità e l’agroecologia, ma occorrono più coraggio e ambizione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. All’indomani del secondo confronto tra Commissione, Europarlamento e Consiglio Agrifish sul testo finale, il cosiddetto Trilogo, la partita non sembra ancora chiusa. Gli obiettivi delle strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’, che stabiliscono traguardi concreti e misurabili, devono essere un punto fermo del negoziato. Qualsiasi cedimento metterebbe infatti a rischio l’intera architettura del Green Deal.Il voto del Parlamento europeo di fine ottobre ha segnato un passo indietro sulla strada che conduce alla transizione ecologica – continua Tiso. A sollevare critiche non sono state solo le associazioni ambientaliste, ma le stesse istituzioni europee. Un segnale forte in questo senso è giunto dal vice presidente della Commissione Frans Timmermans, che non ha escluso la possibilità di bloccare il processo di riforma se il testo finale non sarà convincente e, soprattutto, in linea con gli obiettivi delle nuove strategie di Bruxelles.Per comprendere l’importanza della posta in gioco, basti pensare che la Pac post 2020 costituirà quasi il 32% del bilancio dell’UE nel periodo 2021-2027. A questa dotazione bisogna aggiungere gli oltre 58 miliardi di euro di risorse straordinarie del Next Generation e 8,2 miliardi di finanziamenti per lo sviluppo rurale. Si tratta, insomma, di una riforma destinata cambiare a fondo il volto dell’intera Unione e a pesare sul futuro di tutti i cittadini del Vecchio continente.

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Percorso di riforma della Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“Vedo con positività il percorso di riforma della PAC come approvato dal Parlamento europeo lo scorso 23 ottobre e che si concluderà con l’approvazione definitiva dei regolamenti entro il prossimo giugno. Tra le altre, le condizionalità rafforzate e l’ecoschema sono alcune delle misure tese al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione europea si è posta con il Green Deal. La vera sfida per l’Italia resta comunque il Piano strategico nazionale: in questa nuova programmazione, infatti, Bruxelles ha stabilito la cornice entro la quale ciascuno Stato Membro dovrà declinare la propria politica agricola nazionale. È il confronto con tutti gli stakeholder ad essere determinante, pertanto, per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti e che possiamo ottenere solo assieme”. A dichiararlo è Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle Politiche Agricole durante il webinar organizzato da Legambiente “Agroecologia Circolare dal campo alla tavola – dalla nuova PAC al Next Generation EU: una svolta radicale verso il Green Deal”. Ricordando la necessità di declinare la sostenibilità sia nel contesto ambientale che in quello economico e sociale, altrimenti si rischia l’abbandono dei campi con effetti ben più deleteri di quelli che si cercano di mitigare con le nuove politiche comunitarie, il Sottosegretario L’Abbate ha invitato a “guardare il quadro complessivo delle misure che l’Italia e il Ministero delle Politiche Agricole, in particolare, stanno mettendo in atto con il Next Generation Eu. Gli investimenti in innovazione, infatti – ha aggiunto L’Abbate – ci permetteranno di raggiungere proprio quegli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti come Paese e come Europa. Senza dimenticare, poi, l’importante lavoro sui Sistemi di Qualità Nazionale che punta alla sostenibilità: già in stato avanzato quello vitivinicolo e del benessere animale, a cui intendiamo aggiungere i settori ortofrutticolo e dell’olio d’oliva”.

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Parlamento europeo e nuova Politica Agricola Comune

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Questa settimana abbiamo votato al Parlamento europeo la PAC – Politica Agricola Comune. La riforma così definita non mi piace – afferma Marco Zullo, eurodeputato M5S – propone dei timidi cambiamenti e contiene qualche elemento positivo, certamente ne avrei voluta una più ambiziosa, ma bocciarla, con questo contesto politico e con i ritardi accumulati, avrebbe potuto significare averne una anche peggiore.Lo scorso mandato ho lavorato molto in Commissione Agricoltura e l’ultimo tema su cui ci siamo concentrati è stata la definizione di quella che doveva essere la PAC per il settennato 2021-2027. La proposta di riforma della PAC per essere discussa in Parlamento Europeo in Commissione Agricoltura deve prima essere elaborata e presentata dalla Commissione Europea. Ciò è avvenuto con estremo ritardo, verso fine mandato. Con queste tempistiche era evidente che entro le successive elezioni europee non avremmo avuto il tempo materiale per elaborare delle proposte approfondite. Siamo dunque partiti col piede sbagliato. Personalmente – continua Zullo – avrei invece voluto investire il tempo a disposizione per fissare nero su bianco i principi cardine in termini di sostenibilità economica della filiera, attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, flessibilità di applicazione delle regole e controlli, per citarne alcuni. Insomma, per una PAC capace di essere al passo coi tempi, capace di dare strumenti per affrontare il mercato globale e per sostenere le imprese (piccole e grandi) e l’ambiente. Invece no, si è preferito correre per cercare di approvare i testi normativi e poter dire che i politici lavorano e producono qualcosa.Come in tanti sapevano il tutto si è concluso in un nulla di fatto, e la discussione sulla PAC 2021-2027 è stata rimandata alla legislatura successiva, Il contesto di oggi ci dice che la PAC attualmente vigente (con tutti i suoi limiti) è stata derogata per i prossimi 2 anni e la successiva, quella ora in discussione, partirà nel 2023 e durerà solo 5 anni. È evidente che il settore agricolo europeo fatichi a stare al passo, e altri shock economici vanno evitati per scongiurare un effetto cascata che peggiori la situazione. Serve avviare quanto più velocemente possibile una conversione che metta al centro qualitá, sostenibilità economica e ambientale. C’è ancora molto da fare, ora bisogna lavorare affinché il confronto con il Consiglio europeo non giochi al ribasso e poi bisognerà arrivare preparati alla revisione della PAC di metà mandato, così da alzare l’asticella della qualità e sostenibilità della politica agricola europea”, conclude l’eurodeputato.

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Agricoltura: Decisivo il voto sulla riforma della Pac

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

Bruxelles. L’accaparramento delle terre rientra in uno schema di sfruttamento delle risorse naturali che nega i principi su cui si dovrebbe fondare la nuova agricoltura – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo il rapporto presentato nei giorni scorsi in Senato dalla Focsiv, il land grabbing colpisce oggi 80 milioni di ettari, spesso sottratti alle popolazioni locali per essere sottoposti a sfruttamento intensivo. L’acquisizione di nuove terre segue inoltre procedure che si rivelano di frequente contrarie alle leggi e violano i diritti delle comunità locali.Il land grabbing non è più limitato ai Paesi in via di sviluppo, ma interessa anche l’Europa e l’Italia, perpetuando un sistema produttivo insostenibile in aperto contrasto con le nuove strategie ‘Farm to fork’ e Biodiversità della Commissione europea. A questo proposito, decisivo sarà il voto del Parlamento europeo sulla riforma della Pac, in programma a partire dal 21 ottobre. In base al suo esito, capiremo se l’Europa fa sul serio o se intende limitarsi agli annunci. Le notizie che giungono da Bruxelles non sono rassicuranti. Se, come denuncia la coalizione ‘Cambiamo Agricoltura’, le maggiori forze politiche europee si sono già accordate per cedere alle forti pressioni esercitate dalle lobby della grande agroindustria, sarà molto difficile riuscire a riformare la nostra agricoltura per proteggere i consumatori e l’ambiente. Gli obiettivi della Commissione verrebbero così sconfessati dal Parlamento. Insieme alle altre organizzazioni che condividono la necessità di una svolta, seguiremo attentamente il voto europeo con l’auspicio che le attuali previsioni siano smentite dai fatti.

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Nuova bozza Pac penalizza nostra agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“La bozza sulla nuova Pac presentata dalla Commissione europea, purtroppo conferma quanto da tempo sostiene Fratelli d’Italia e cioè un danno per la nostra agricoltura quantificato in un taglio netto di 2,7 miliardi di euro. Cifre che si scontrano con gli annunci del Commissario europeo. Non si può pensare di sviluppare l’agricoltura attraverso politiche green se poi si operano tagli alle risorse. Tutto questo penalizzerà la nostra agricoltura, aumentando a sua volta il divario rispetto gli altri paesi dell’area euro, dove i costi del lavoro, la tassazione e i servizi sono profondamente diversi dai nostri. La verità è che si sta creando un vero e proprio sistema di concorrenza sleale nei confronti della nostra agricoltura. L’Italia non può subire quello che è un vero e proprio attacco, l’ennesimo, da parte di una Commissione a trazione franco-tedesca. Il governo e il ministro Bellanova, quindi, prendano una posizione ferma tutelando gli interessi della nostra Nazione e degli agricoltori italiani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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Nuova Pac e bisogni reali dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Il 2019 che volge al termina non è stato un anno semplice per il settore primario italiano, sia in termini produttivi che commerciali. Sempre più spesso gli agricoltori non vedono ripagato il loro lavoro e i loro sacrifici – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Se dal lato climatico ben poco si può fare, se non tentare di mantenere il riscaldamento del pianeta al di sotto di determinati limiti, per le politiche agricole europee c’è ancora tempo e spazio per il cambiamento. Crediamo sia indispensabile rimodulare i criteri di assegnazione dei fondi per evitare che l’agricoltura finisca per assomigliare sempre di più a una catena di montaggio – continua Tiso.Troppo spesso, in passato, i fondi europei sono stati distribuiti a pioggia senza tenere in conto gli ambiti di attività e le vere esigenze degli imprenditori agricoli. C’è per questo bisogno di un nuovo approccio che metta al centro i bisogni reali e l’operatività quotidiana delle nostre aziende.I negoziati per la nuova Pac sono entrati in una fase decisiva. La principale sfida per l’Europa sarà coniugare l’esigenza di favorire la crescita economica del settore primario con quella di garantire un’agricoltura sostenibile, rispettosa della biodiversità e dell’ambiente. Non è più pensabile, infatti, considerare queste due esigenze come contrapposte o alternative. E’ vero semmai il contrario: uno sviluppo economico duraturo si può ottenere soltanto facendo della scelta verde e delle piccole e medie aziende – le sole in grado di tutelare il territorio – la vera priorità.

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Impedire ulteriori tagli alla Pac

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

Ci auguriamo che l’impegno preso dal neo commissario Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski per impedire ulteriori tagli alla Pac si trasformi in realtà – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Nel suo primo discorso ufficiale, Wojciechowski ha illustrato le prospettive dell’agricoltura europea, difendendo l’attuale proposta di bilancio della nuova Pac e citando un piano per l’agricoltura biologica finalizzato a “ridurre i costi di produzione, così da rendere accessibili i prodotti bio a tutti i consumatori”.Se la riduzione del bilancio della futura Pac non aiuta certo la realizzazione di un green new deal in agricoltura, le parole del commissario permettono per lo meno di comprendere cosa potremo aspettarci dalla politica agricola europea nel prossimo settennato – spiega Tiso.
Wojciechowski ha inoltre preannunciato la presentazione di “raccomandazioni sui fondi Pac per evitare le frodi e i conflitti di interesse”, aggiungendo che le zone rurali dell’Ue non potranno dipendere solo dal sostegno della Pac, ma dovranno avere migliore accesso ai fondi di coesione. Mettere al centro l’agricoltura biologica e rispettosa degli ecosistemi sarà essenziale, ma altrettanto importante sarà la distribuzione dei fondi, che per troppo tempo ha privilegiato la grandi multinazionali perdendo di vista i piccoli e medi agricoltori. Sarà inoltre indispensabile rendere protagonisti i più giovani, perché senza ricambio generazionale la nostra agricoltura non ha futuro.

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Cambiamo Agricoltura: Necessaria profonda riforma della Pac

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Uccelli, mammiferi, rettili, anfibi e insetti in tutta Europa stanno subendo un declino catastrofico a causa di pratiche agricole dannose. Lo denunciano in una lettera inviata nei giorni scorsi ai parlamentari europei e alla Commissione europea le principali associazioni scientifiche europee (European Ornithologist Union, European Mammal Foundation, Societas Europaea Herpetologica, Societas Europaea Lepidopterologica, Butterfly Conservation Europe e European Bird Census Council). Un appello raccolto e condiviso oggi dalla Coalizione CambiamoAgricoltura, sostenuta da oltre 50 sigle in tutto il paese e coordinata dalle principali sigle del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica (WWF Italia, Lipu, Legambiente, FAI, Pronatura, ISDE, Federbio, AIAB e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica). Le organizzazioni, che rappresentano oltre 2500 scienziati provenienti da tutta Europa e da oltreoceano, sottolineano nella lettera il “nesso scientifico inequivocabile” tra l’intensificazione dell’agricoltura e la sempre maggiore perdita di biodiversità. Gli scienziati esortano l’Unione europea a trasformare la PAC in modo da fornire una risposta seria ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, invece di continuare a farne uno dei principali fattori scatenati. CambiamoAgricoltura ribadisce l’urgenza di intervenire: “Le prove scientifiche parlano da sole: l’agricoltura intensiva uccide la natura. Se la PAC non è riformata dalle fondamenta – se non facciamo spazio alla natura – allora le promesse europee di Green Deal sulla biodiversità e sul clima saranno solo parole vuote su un altro pezzo di carta. “I cittadini dell’UE, ogni anno – sottolinea la Coalizione CambiamoAgricoltura, finanziano i sussidi della PAC con quasi 60 miliardi di euro di tasse, sussidi che sostengono soprattutto l’agricoltura intensiva e industriale. Il modello di agricoltura intensiva oggi promosso, fondato sull’uso dei pesticidi, porta direttamente alla perdita di biodiversità, all’inquinamento idrico e atmosferico, all’estrazione eccessiva di acqua, alla desertificazione dei suoli, alla perdita di qualità nutrizionali degli alimenti, a rischi ampiamente documentati e ormai non più accettabili per la salute umana perché perdita di biodiversità significa perdita di salute, e contribuisce in modo non certo marginale alla crisi climatica in atto. La Coalizione, le cui proposte sono state riassunte in un decalogo consultabile al sito http://www.cambiamoagricoltura.it., chiede che anche il nostro governo, e in particolare la Ministra Bellanova, si impegni ad agire subito per fermare questa drammatica crisi, che influisce negativamente prima di tutti proprio sul settore agricolo. “Ribadiamo la richiesta alla nostra Ministra di un incontro urgente per discutere delle posizioni del nostro governo al Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura che sono ancora lontane da impegni concreti a favore della natura e del clima e che puntano ad abbassare notevolmente l’ambizione ambientale della PAC proposta dalla Commissione Hogan. Siamo disponibili ad un confronto per lavorare insieme alle possibili soluzioni -proseguono le associazioni – Soprattutto in vista del futuro Piano Nazionale Strategico per la PAC che ogni stato membro dovrà redigere per la nuova programmazione, così che ne possano uscire vincitori sia l’ambiente che il mondo agricolo, che hanno bisogno imprescindibilmente l’uno dell’altro”. Numerosi studi, pubblicati quasi giornalmente su riviste scientifiche internazionali, non da ultimo questa settimana su Nature, mostrano come queste attività hanno portato al declino delle popolazioni di uccelli nei terreni agricoli europei di oltre il 55% tra il 1980 e il 2015. Nelle riserve naturali in tutta la Germania le popolazioni di insetti sono diminuite del 76% in 27 anni. In Italia, l’indice delle specie di uccelli legati agli ambienti agricoli (FBI) è calato di quasi il 40% dal 2000 ad oggi, e per alcune specie come il saltimpalo o l’allodola, un tempo comuni nel paesaggio rurale, si parla di cali di oltre il 70% della popolazione. Queste tendenze stanno spingendo le popolazioni rimanenti verso l’estinzione. Tendenze simili si osservano con altri gruppi animali e vegetali che dipendono dagli habitat agricoli in tutta Europa. Gli scienziati sottolineano che la rimozione di elementi del paesaggio (ad esempio siepi e alberi), l’uso di pesticidi, l’uso indiscriminato delle risorse idriche e la distruzione dei pascoli siano le forze trainanti della perdita di biodiversità.

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Per il Parlamento europeo una nuova Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Maggio 2019

La conclusione delle elezioni sancisce la fine di una lunga competizione elettorale. Ora – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – con il formarsi del nuovo Parlamento Europeo bisognerà concentrarsi sui temi essenziali per la vita dei cittadini; e quindi anche sulla nuova Pac.E’ importante ricordare – continua Tiso – che la Politica Agricola Comunitaria riguarda quasi il 40% del bilancio europeo e ha un peso considerevole sulla qualità della vita delle persone che vivono in Europa; per queste ragioni è giunto il momento di immaginare una Pac diversa e più coraggiosa di quella attuale. Urgono nuove politiche per tutelare l’ambiente e per garantire cibi sani, genuini e prodotti da chi conosce le terra ed è in grado di preservarne le qualità. Come Confeuro – conclude Tiso – chiediamo che il nuovo Parlamento Europeo tenga conto delle tante richieste che vengono dai cittadini per l’adozione di modelli agroecologici e sostenibili. Il futuro, infatti, è nella creazione di nuovi paradigmi che premino i sacrifici dei piccoli produttori del comparto agroalimentare e non le mire espansionistiche dei colossi dell’agrocindustria.

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Pac: serve coraggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

La proposta della Commissione Europea per la riforma della Pac 2021-2027 contiene nuovi elementi rispetto alla Politica Agricola Comune passata, ma conserva anche la sua impostazione di fondo. In questo schema infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – si prevede un taglio di budget di circa 40 miliardi di euro, ma ancor di più la riproposizione di una logica che ha visto nella Pac avuta fino ad ora, più una politica industriale a sostegno delle multinazionali agroindustriali che una politica agroalimentare a sostegno degli agricoltori.E’ giunta l’ora di dire con chiarezza che la struttura della Pac va ripensata e ridefinita in modo da renderla protagonista della tutela dell’ambiente e del rilancio dell’agricoltura contadina e della figura del giovane agricoltore. La crasi di questo doppio obiettivo sta nella necessità di supportare ulteriormente l’agricoltura biologica.Un altro aspetto da sottolineare – prosegue Tiso – è che la Pac 2021-2027 va ripensata anche sulla base degli obiettivi di sostenibilità creati con l’agenda 2030, e non, come invece avviene ancora oggi, sulla base degli appetiti delle grandi aziende.Uno degli errori che si sta commettendo in questi mesi, anche da parte di alcune associazioni di categoria – conclude Tiso –, è quello di credere che per discutere della Pac si debba attendere l’esito delle elezioni europee di Maggio. La verità, invece, è che la Pac dovrà descrivere anche una visione di società di cui le istituzioni europee dovranno necessariamente prendere atto parlando con il mondo agricolo e con quello del terzo settore. Per farlo non serve attendere la fine della competizione elettorale, anzi, serve agire con lungimiranza e tempestività.

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Quale sarà la PAC del futuro? Cosa e come cambierà dopo il 2020? Che tipo di agricoltura ci aspetterà?

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

A queste domande si è tentato di rispondere oggi, durante il seminario dal titolo L’agricoltura italiana e il nuovo modello di sostegno della PAC post 2020, organizzato dal CREA con il suo Centro di Politiche e Bioeconomia, insieme ad AIEAA, Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata e la rivista Agriregionieuropa.
La nuova agricoltura che la PAC contribuirà a costruire sarà un’agricoltura più resiliente, più sostenibile, più smart. Resiliente grazie ai pagamenti diretti e alle misure di mercato in grado di rafforzare rispettivamente i redditi agricoli e la produzione di beni pubblici e la competitività del sistema agricolo europeo. Sostenibile grazie a nuove e più mirate misure ambientali per contrastare il cambiamento climatico e l’impatto dell’attività agricola sulle risorse naturali: una nuova “architettura verde” in grado di favorire comportamenti sostenibili da parte degli agricoltori per il raggiungimento di target ambientali prefissati. Smart grazie all’impiego di innovazione digitale e tecnologica in grado di armonizzare sostenibilità e produttività, incremento della produzione e corretta gestione delle risorse naturali.
La nuova PAC sarà all’insegna di una maggior autonomia degli Stati membri con proposte concrete di flessibilità a loro vantaggio, più attente ai territori e ai diversi modelli di agricoltura presenti in Europa. E soprattutto in grado di affrontare con rapidità i cambiamenti di un’agricoltura in continuo cambiamento e in evoluzione, in grado anche di armonizzarsi con le politiche europee interconnesse, quali quelle relative all’ambiente, al cambiamento climatico, alla bioeconomia, agli aspetti sociali, all’alimentazione e alla salute.«L’evento di oggi è frutto della preziosa collaborazione tra CREA e AIEAA – ha dichiarato Salvatore Parlato, Presidente del CREA. Si tratta di un esempio felice di collaborazione tra soggetti che operano nella ricerca, legati dal comune bisogno di ricercare strumenti di indagini che consentano un avanzamento nelle analisi sui temi delle politiche agricole e dell’economia».

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Agricoltura: necessaria riforma Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

“Occorre rivedere la posizione dell’Europa sulle politiche agricole in particolare i parametri della politica agricola comune (PAC). È necessario che le strutture preposte diano il giusto sostegno al settore, fornendo risposte in tempi certi per ciò che riguarda i pagamenti. A tal proposito è fondamentale rivedere l’Agea, perché è un ente pagatore indispensabile per i produttori agricoli fin troppo spesso in difficoltà a causa dei ritardi nei pagamenti.
Serve, inoltre, una particolare attenzione all’accesso al credito prevedendo regole specifiche in modo da aiutare concretamente le aziende, soprattutto quelle di proprietà dei giovani.
Sul fronte del sostegno pubblico occorre infine rivedere il sistema dei piani di sviluppo rurale regionali eliminando le disparità tra regioni e soprattutto ottimizzare le risorse”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra membro in commissione agricoltura.

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Pour une PAC renouvelée en soutien à une agriculture durable

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 Maggio 2018

Paris Mardi 29 mai à 15h Institut Jacques Delors 19, rue de Milan La Politique agricole commune (PAC) a évolué au fil du temps vers un simple soutien au revenu des agriculteurs, principalement fonction des surfaces cultivées (“premier pilier”) associée à un modeste budget finançant le développement rural (“second pilier”). La tentative de verdissement des aides décidée en 2013 a été globalement un échec. Les propositions qui sont aujourd’hui sur la table laissent envisager une PAC beaucoup moins commune, où les budgets du second pilier seraient fortement réduits, et où l’on renoncerait à toute politique environnementale ambitieuse. La valeur ajoutée européenne d’une telle politique pose question, la forte dépendance des revenus agricoles aux subventions européennes devenant le seul argument probant pour défendre les budgets de la PAC. Pour que celle-ci retrouve une légitimité, il est nécessaire que des objectifs clairs lui soient assignés au service d’un modèle agricole européen. La PAC doit soutenir davantage des biens publics (protection du capital naturel, gestion des eaux, stockage de carbone, maintien de la biodiversité, etc.) ; ses aides doivent être conditionnées à des résultats effectifs et non plus à de tatillonnes obligations de moyens ; et l’allocation des financements aux Etats de l’UE doit reposer sur des critères objectifs et non plus sur la préservation de retours budgétaires nationaux.Jean-Christophe Bureau a obtenu sa thèse à l’université de Paris I Panthéon-Sorbonne en 1986. Professeur d’économie à AgroParisTech (ex Institut National Agronomique Paris-Grignon), il travaille sur la politique agricole et les négociations commerciales. Il coordonne le master d’Economie de l’environnement et de l’énergie de l’Université Paris-Saclay. Il a travaillé auparavant à l’Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) où il a dirigé l’Unité Mixte de Recherche en Économie publique (UMR INRA 210), à l’Organisation de Coopération pour le Développement Économique (OCDE), à l’Economic Research Service de l’US Department of Agriculture, à Trinity College Dublin et à Iowa State University. Il a été membre de la cellule permanente du Conseil d’analyse économique du Premier ministre de 2002 à 2004. Il travaille régulièrement pour la Commission européenne, le Parlement européen. En 2016 il a été élu “Fellow” de l’European Association of Agricultural Economists. Il est chercheur associé au CEPII (Centre d’Etudes Prospectives et d’Informations Internationales) et à l’Institut Jacques Delors.

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