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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘pac’

Per il Parlamento europeo una nuova Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

La conclusione delle elezioni sancisce la fine di una lunga competizione elettorale. Ora – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – con il formarsi del nuovo Parlamento Europeo bisognerà concentrarsi sui temi essenziali per la vita dei cittadini; e quindi anche sulla nuova Pac.E’ importante ricordare – continua Tiso – che la Politica Agricola Comunitaria riguarda quasi il 40% del bilancio europeo e ha un peso considerevole sulla qualità della vita delle persone che vivono in Europa; per queste ragioni è giunto il momento di immaginare una Pac diversa e più coraggiosa di quella attuale. Urgono nuove politiche per tutelare l’ambiente e per garantire cibi sani, genuini e prodotti da chi conosce le terra ed è in grado di preservarne le qualità. Come Confeuro – conclude Tiso – chiediamo che il nuovo Parlamento Europeo tenga conto delle tante richieste che vengono dai cittadini per l’adozione di modelli agroecologici e sostenibili. Il futuro, infatti, è nella creazione di nuovi paradigmi che premino i sacrifici dei piccoli produttori del comparto agroalimentare e non le mire espansionistiche dei colossi dell’agrocindustria.

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Pac: serve coraggio

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

La proposta della Commissione Europea per la riforma della Pac 2021-2027 contiene nuovi elementi rispetto alla Politica Agricola Comune passata, ma conserva anche la sua impostazione di fondo. In questo schema infatti – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – si prevede un taglio di budget di circa 40 miliardi di euro, ma ancor di più la riproposizione di una logica che ha visto nella Pac avuta fino ad ora, più una politica industriale a sostegno delle multinazionali agroindustriali che una politica agroalimentare a sostegno degli agricoltori.E’ giunta l’ora di dire con chiarezza che la struttura della Pac va ripensata e ridefinita in modo da renderla protagonista della tutela dell’ambiente e del rilancio dell’agricoltura contadina e della figura del giovane agricoltore. La crasi di questo doppio obiettivo sta nella necessità di supportare ulteriormente l’agricoltura biologica.Un altro aspetto da sottolineare – prosegue Tiso – è che la Pac 2021-2027 va ripensata anche sulla base degli obiettivi di sostenibilità creati con l’agenda 2030, e non, come invece avviene ancora oggi, sulla base degli appetiti delle grandi aziende.Uno degli errori che si sta commettendo in questi mesi, anche da parte di alcune associazioni di categoria – conclude Tiso –, è quello di credere che per discutere della Pac si debba attendere l’esito delle elezioni europee di Maggio. La verità, invece, è che la Pac dovrà descrivere anche una visione di società di cui le istituzioni europee dovranno necessariamente prendere atto parlando con il mondo agricolo e con quello del terzo settore. Per farlo non serve attendere la fine della competizione elettorale, anzi, serve agire con lungimiranza e tempestività.

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Quale sarà la PAC del futuro? Cosa e come cambierà dopo il 2020? Che tipo di agricoltura ci aspetterà?

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

A queste domande si è tentato di rispondere oggi, durante il seminario dal titolo L’agricoltura italiana e il nuovo modello di sostegno della PAC post 2020, organizzato dal CREA con il suo Centro di Politiche e Bioeconomia, insieme ad AIEAA, Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata e la rivista Agriregionieuropa.
La nuova agricoltura che la PAC contribuirà a costruire sarà un’agricoltura più resiliente, più sostenibile, più smart. Resiliente grazie ai pagamenti diretti e alle misure di mercato in grado di rafforzare rispettivamente i redditi agricoli e la produzione di beni pubblici e la competitività del sistema agricolo europeo. Sostenibile grazie a nuove e più mirate misure ambientali per contrastare il cambiamento climatico e l’impatto dell’attività agricola sulle risorse naturali: una nuova “architettura verde” in grado di favorire comportamenti sostenibili da parte degli agricoltori per il raggiungimento di target ambientali prefissati. Smart grazie all’impiego di innovazione digitale e tecnologica in grado di armonizzare sostenibilità e produttività, incremento della produzione e corretta gestione delle risorse naturali.
La nuova PAC sarà all’insegna di una maggior autonomia degli Stati membri con proposte concrete di flessibilità a loro vantaggio, più attente ai territori e ai diversi modelli di agricoltura presenti in Europa. E soprattutto in grado di affrontare con rapidità i cambiamenti di un’agricoltura in continuo cambiamento e in evoluzione, in grado anche di armonizzarsi con le politiche europee interconnesse, quali quelle relative all’ambiente, al cambiamento climatico, alla bioeconomia, agli aspetti sociali, all’alimentazione e alla salute.«L’evento di oggi è frutto della preziosa collaborazione tra CREA e AIEAA – ha dichiarato Salvatore Parlato, Presidente del CREA. Si tratta di un esempio felice di collaborazione tra soggetti che operano nella ricerca, legati dal comune bisogno di ricercare strumenti di indagini che consentano un avanzamento nelle analisi sui temi delle politiche agricole e dell’economia».

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Agricoltura: necessaria riforma Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

“Occorre rivedere la posizione dell’Europa sulle politiche agricole in particolare i parametri della politica agricola comune (PAC). È necessario che le strutture preposte diano il giusto sostegno al settore, fornendo risposte in tempi certi per ciò che riguarda i pagamenti. A tal proposito è fondamentale rivedere l’Agea, perché è un ente pagatore indispensabile per i produttori agricoli fin troppo spesso in difficoltà a causa dei ritardi nei pagamenti.
Serve, inoltre, una particolare attenzione all’accesso al credito prevedendo regole specifiche in modo da aiutare concretamente le aziende, soprattutto quelle di proprietà dei giovani.
Sul fronte del sostegno pubblico occorre infine rivedere il sistema dei piani di sviluppo rurale regionali eliminando le disparità tra regioni e soprattutto ottimizzare le risorse”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra membro in commissione agricoltura.

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Pour une PAC renouvelée en soutien à une agriculture durable

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

Paris Mardi 29 mai à 15h Institut Jacques Delors 19, rue de Milan La Politique agricole commune (PAC) a évolué au fil du temps vers un simple soutien au revenu des agriculteurs, principalement fonction des surfaces cultivées (“premier pilier”) associée à un modeste budget finançant le développement rural (“second pilier”). La tentative de verdissement des aides décidée en 2013 a été globalement un échec. Les propositions qui sont aujourd’hui sur la table laissent envisager une PAC beaucoup moins commune, où les budgets du second pilier seraient fortement réduits, et où l’on renoncerait à toute politique environnementale ambitieuse. La valeur ajoutée européenne d’une telle politique pose question, la forte dépendance des revenus agricoles aux subventions européennes devenant le seul argument probant pour défendre les budgets de la PAC. Pour que celle-ci retrouve une légitimité, il est nécessaire que des objectifs clairs lui soient assignés au service d’un modèle agricole européen. La PAC doit soutenir davantage des biens publics (protection du capital naturel, gestion des eaux, stockage de carbone, maintien de la biodiversité, etc.) ; ses aides doivent être conditionnées à des résultats effectifs et non plus à de tatillonnes obligations de moyens ; et l’allocation des financements aux Etats de l’UE doit reposer sur des critères objectifs et non plus sur la préservation de retours budgétaires nationaux.Jean-Christophe Bureau a obtenu sa thèse à l’université de Paris I Panthéon-Sorbonne en 1986. Professeur d’économie à AgroParisTech (ex Institut National Agronomique Paris-Grignon), il travaille sur la politique agricole et les négociations commerciales. Il coordonne le master d’Economie de l’environnement et de l’énergie de l’Université Paris-Saclay. Il a travaillé auparavant à l’Institut National de la Recherche Agronomique (INRA) où il a dirigé l’Unité Mixte de Recherche en Économie publique (UMR INRA 210), à l’Organisation de Coopération pour le Développement Économique (OCDE), à l’Economic Research Service de l’US Department of Agriculture, à Trinity College Dublin et à Iowa State University. Il a été membre de la cellule permanente du Conseil d’analyse économique du Premier ministre de 2002 à 2004. Il travaille régulièrement pour la Commission européenne, le Parlement européen. En 2016 il a été élu “Fellow” de l’European Association of Agricultural Economists. Il est chercheur associé au CEPII (Centre d’Etudes Prospectives et d’Informations Internationales) et à l’Institut Jacques Delors.

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Agricoltura: riforma della Pac

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

agricolturaLa riforma di medio termine della Pac – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso –, ottenuta soprattutto grazie all’impegno del vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, rappresenta un passo importante per l’intero settore agroalimentare e per le sue prospettive. Nell’incontro tenutosi al Palazzo San Macuto a Roma, alla presenza dell’Onorevole De Castro e a quella del ministro Martina, si sono giustamente sottolineati i tanti meriti dell’ex Omnibus, soprattutto negli ambiti della semplificazione del greening; del sostegno ai giovani e dei tagli ai costi assicurativi per gli agricoltori.Come Confeuro – Continua Tiso – siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti con questa riforma e ci auguriamo che l’impegno delle istituzioni italiane, in Italia e in Europa, continui ad essere indirizzato verso la necessità di ridare protagonismo ai tanti operatori agricoli che contribuiscono attivamente alla salvaguardia dei territori e alla produzione di cibo sano e genuino.
Con questo impegno e questa dedizione – conclude Tiso – siamo convinti che si possa intervenire con coraggio sulla Pac post 2020 fino a ridiscutere la sua stessa impostazione di partenza e renderla finalmente un vero e proprio strumento di crescita e sviluppo per le Pmi agricole.

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Pac insufficiente per le esigenze degli agricoltori

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

agricolturaLa Pac attuale è assolutamente insufficiente per rispondere alle esigenze degli agricoltori italiani ed europei, anzi, ha spesso determinato ulteriori e pesanti disparità tra le grandi imprese dell’agroindustria e quelle piccole e medie che si occupano della produzione diretta del cibo.
Come Confeuro abbiamo avevamo già segnalate le diverse incongruenze presenti all’interno della politica agricola comune e siamo estremamente contenti che oggi la valutazione di queste storture sia condivisa da tutti i principali attori della politica e della rappresentanza sindacale nel primario.
Guardarsi indietro ed evidenziare le responsabilità di quanto è accaduto non è un modo per individuare dei colpevoli, ma è soprattutto uno strumento utile per non commettere gli stessi errori e per fare propria l’esigenza di nuove capacità nella gestione di un settore così complesso e importante.
Il nostro auspicio è che la prossima Pac sia molto diversa da quella attuale e che sia realizzata, non seguendo gli interessi delle grandi lobby, ma quelli degli agricoltori e dei cittadini del vecchio continente.

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Proroga sulle domande PAC

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

agricoltura_4L’autorizzazione da parte della Commissione europea a concedere una proroga fino a Giugno 2015 per consegnare le domande Pac rappresenta una buona notizia per il settore e per i suoi operatori. In un momento di forte crisi come quello attuale, infatti, è essenziale garantire il massimo accesso alle risorse comunitarie.
Come organizzazione continuiamo ad avere un atteggiamento fortemente critico verso la Pac, di fatto troppo sbilanciata verso gli interessi delle grandi imprese dell’agroindustria, ma accogliamo comunque con soddisfazione la proroga ottenuta dall’esecutivo e confidiamo che questo possa essere un segnale di apertura anche per entrare nel merito dell’applicazione della stessa Politica Comunitaria. Il mondo agricolo vive un momento storico di grande difficoltà e ha evidentemente bisogno di riforme in grado di ammodernarlo, perché tutto questo sia possibile c’è però bisogno di un fattore: la volontà di discutere e di essere collaborativi. Il nostro interesse è sempre stato quello di tutelare gli agricoltori e le Pmi del comparto; ed è per queste ragioni che, come già detto in passato, ribadiamo ancora una volta la totalità disponibilità a dialogare con chiunque abbia a cuore questi obiettivi.

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Pac: “È la terra dei fuochi romana”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

parco centocelleQuesto è quanto affermato dal Presidente della Commissione Capitolina Ambiente, Daniele Diaco, per descrivere l’attuale situazione del Parco archeologico di Centocelle. I Capigruppo – che hanno partecipato all’incontro con i cittadini – ammettono anche loro la gravità della situazione.
Presso la Sala del Carroccio, il Coordinamento Popolare PAC ha incontrato il Presidente Commissione Ambiente Daniele Diaco, il Capogruppo PD Michela Di Biase, il Capogruppo di Sinistra Italiana Stefano Fassina e quello di Fratelli d’Italia Francesco Filomeni, che hanno promesso la costituzione sin dalla prossima settimana di un tavolo inter-istituzionale con la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente. Data la dimensione del problema di taratura nazionale è necessario il coinvolgimento di tutte le Istituzioni.
Inoltre, si sono impegnati a presentare una mozione in Consiglio Comunale in difesa del Parco e a favore della sua bonifica.
Il Coordinamento ha visto premiare il proprio impegno con questi importanti risultati e ciò lo rende maggiormente impegnato nella ricerca della risoluzione definitiva del problema.

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Il ministro Romano e la Pac

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2011

The Brussels Parliament building

Image via Wikipedia

“Una relazione oberata di termini come ‘preoccupazione’, ‘timore’, ‘insoddisfazione’, con argomentazioni e cifre che tutti noi conosciamo da mesi e mesi, ma nessuna novità. Il Ministro Romano non ha fatto alcun cenno alle azioni concrete, alle alleanze da stringere in sede comunitaria, alle proposte alternative a quelle formulate dalla Commissione da avanzare a Bruxelles; si continua a macinare il solito brodo di intenti senza un minimo passo in avanti”. Con queste parole Susanna Cenni, parlamentare Pd commenta l’audizione del Ministro Romano sulla Pac avvenuta questa mattina in Commissione Agricoltura, durante la quale la deputata toscana è intervenuta per il gruppo del Partito democratico. “Il ministro – continua Cenni – non può venire qui a registrare un iter, dovrebbe piuttosto illustrare azioni fattive. Sembra quasi che la legislatura inizi adesso. La realtà è che il nostro Paese ha brillato in questi anni per assenza, mancanza di idee e di autorevolezza, che sappiamo invece essere fondamentali per poter incidere nelle fasi di proposta e ancor più in quelle di negoziazione. L’agricoltura è in grande difficoltà, il Paese è sull’orlo del baratro e non c’è alcun segno di una reazione a sostegno del sistema agricolo e delle imprese, né sul negoziato europeo, né nel suo rendiconto dei primi 6 mesi di attività. Se ci sono proposte in termini di semplificazione nell’accesso a Pac e sviluppo rurale, se esiste una base di discussione sui confini tra le risorse destinate alle Ocm e quelle, negli stessi settori, destinati allo sviluppo rurale, sul numero delle misure attivabili, sul peso e sulle modalità di attuazione del greening, ce lo dica. Non dubitiamo del lavoro dei tecnici del Mipaf, ma vorremmo conoscere quali relazioni e alleanze adeguate sta costruendo il Ministro in Europa, e speriamo davvero nell’Europa, anche perché ci permettiamo di dubitare che tra le presunte imminenti decine di misure per la crescita che a parole il Premier evoca, figurino proposte serie per far crescere l’agricoltura”.

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Come potrebbe essere la futura PAC

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Bruxelles Parlamento europeo. Dibattito: mercoledì 22 giugno Votazione: giovedì 23 giugno Conferenza stampa: giovedì 23 giugno alle 13.3 Una politica agricola europea rinnovata, che offra un approvvigionamento di cibo sicuro, protezione dell’ambiente, nuovi posti di lavoro e energie rinnovabili. Questo è l’obiettivo delineato in una proposta di risoluzione presentata dalla commissione per l’agricoltura, che sollecita inoltre il mantenimento degli attuali livelli di spesa del bilancio UE per il settore agricolo. Inoltre, i deputati suggeriscono di creare un sistema nuovo e più equo per l’assegnazione di aiuti finanziari tra i diversi paesi e diversi tipi di agricoltore nonché nuove misure per combattere la speculazione, gestire le crisi e migliorare il potere contrattuale degli agricoltori nella catena di approvvigionamento alimentare. La risoluzione, elaborato in nome della commissione per l’agricoltura da Albert Dess (PPE, DE), sarà posta in votazione in Plenaria giovedì. Obiettivo della risoluzione è quello di inviare un primo messaggio sulle richieste del Parlamento per la prossima riforma e modernizzazione della politica agricola comune (PAC), un processo in parallelo con le discussioni sul bilancio pluriennale dell’Unione. La Commissione ha già pubblicato un documento di consultazione sulla riforma della PAC e presenterà il suo progetto legislazione dettagliata in autunno. Parlamento e il Consiglio decideranno insieme la forma finale della normativa.

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Confcooperative Fvg: Pac e mutui imprese agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Si fa sempre più pressante l’allarme dei produttori agricoli per il mancato pagamento delle agevolazioni per le assicurazioni agricole, previste dall’articolo 68 del Regolamento per la Politica agricola comunitaria-Pac. A sottolineare la gravità della problematica è Confcooperative-Fedagri Fvg, attraverso il suo presidente Giorgio Giacomello. «In una condizione di difficoltà per tutta l’agricoltura – sostiene – è necessario sbloccare i pagamenti per non aggravare la situazione delle imprese agricole con un ulteriore elemento d’incertezza di natura finanziaria». Secondo il presidente delle cooperative agricole di Confcooperative Fvg, inoltre, «si deve prendere atto che la gestione del meccanismo delle assicurazioni agevolate a livello comunitario non funziona: i tempi di erogazione del contributo sono eccessivamente lunghi e moltissime imprese si trovano esposte finanziariamente per lungo tempo per cifre cospicue, con pesanti ripercussioni sui costi aziendali».
Le aziende agricole che hanno inserito la richiesta di contributo nella domanda unica per la Pac dovrebbero ricevere il contributo direttamente dall’Agea, l’ente che sovrintende ai pagamenti dei contributi della Politica agricola comunitaria. Un’innovazione rispetto al sistema in vigore fino al 2010 (in base al quale il contributo doveva essere anticipato dai Consorzi di difesa) che invece si sta rivelando la causa di numerose situazioni di pesante esposizione finanziaria: fatto che si riversa su aziende già colpite dai bassi prezzi dei prodotti agricoli nel corso delle precedenti annate. «Servono misure forti a sostegno dell’agricoltura, quali il rapido sblocco dei contributi della Pac e la sospensione delle rate dei mutui contratti dalle imprese agricole», conclude propositivo Giacomello. «Solo così l’agricoltura avrà le risorse per far ripartire gli investimenti e dare nuova linfa al settore».

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Europa: rimborsi per spese Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2010

In virtù di una decisione adottata dalla Commissione europea nel quadro della procedura di verifica di conformità, gli Stati membri dovranno rimborsare un totale di 346,5 milioni di euro, corrispondente a fondi agricoli dell’UE indebitamente versati. Questo importo riconfluirà nelle casse dell’UE in seguito al riscontro della mancata osservanza della normativa comunitaria o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Commentando la decisione, il commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolo? ha dichiarato: «Ci troviamo davanti a uno strumento importantissimo per assicurare che gli Stati membri predispongano i necessari controlli affinché si garantisca l’uso corretto del denaro dei contribuenti».
Principali rettifiche finanziarie In virtù di quest’ultima decisione i recuperi riguardano il Belgio, la Bulgaria, Cipro, la Danimarca, l’Estonia, la Germania, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Italia, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo, la Slovacchia e la Svezia. Le principali rettifiche per paese sono:- 47,5 milioni di euro a carico della Spagna per spese non ammissibili e carenze nel sistema di controllo nel settore ortofrutticolo; – 92 milioni di euro a carico della Polonia per carenze varie negli aiuti per superficie negli anni 2006-2007; –  105,5 milioni di euro a carico della Grecia per carenze nel sistema di controllo nel settore del cotone e 18,5 milioni di euro per gravi e persistenti lacune nel sistema SIGC in relazione alle misure di sviluppo rurale; – 14,2 milioni di euro a carico del Regno Unito per inosservanza dei termini regolamentari per l’erogazione dei pagamenti diretti; – 10,4 milioni di euro (per gli esercizi finanziari 2003-2005) a carico dei Paesi Bassi per il numero insufficiente di controlli di sostituzione eseguiti negli anni civili 2003 e 2004 nel settore delle restituzioni all’esportazione.

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Rimborsi PAC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

In virtù di una decisione adottata dalla Commissione europea, gli Stati membri dovranno restituire 214,6 milioni di euro corrispondenti a spese agricole indebitamente sostenute. Queste somme riconfluiranno nelle casse comunitarie in seguito al riscontro della mancata osservanza della normativa comunitaria o di inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Nel commentare la decisione, Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale, ha affermato “La Commissione si sta impegnando per garantire il miglior controllo possibile della spesa agricola. Il sistema in atto sta dando i suoi frutti e non cesseremo di migliorarlo ancora.”. In virtù di quest’ultima decisione i recuperi riguardano l’Austria, il Belgio, la Repubblica ceca, la Germania, la Spagna, la Finlandia, la Francia, la Gran Bretagna, la Grecia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Italia, la Lituania, Malta, i Paesi Bassi, la Polonia, il Portogallo e la Slovenia. Le principali rettifiche per Paese sono: – 48,1 e 22,9 milioni di euro (esercizi finanziari 2007 e 2006) a carico della Francia per carenze nei controlli in loco e per l’applicazione non corretta di sanzioni nel campo della condizionalità;- 31,7 milioni di euro a carico della Spagna per carenze nei controlli essenziali e secondari ed errata applicazione di sanzioni nel settore dell’olio di oliva;- 16,6 milioni di euro a carico dei Paesi Bassi per carenze nel sistema di identificazione delle particelle agricole e nei controlli amministrativi e in loco e per la mancata applicazione di sanzioni; – 12 milioni di euro a carico dell’Ungheria per carenze nel sistema di identificazione delle particelle agricole e lacune nei controlli delle altre superfici; –  10 milioni di euro a carico della Polonia per insufficiente qualità e quantità dei controlli sulle misure di sviluppo rurale. Per ulteriori informazioni sul funzionamento del sistema di liquidazione annuale dei conti, v. MEMO/06/178 e l’opuscolo “Una gestione saggia del bilancio agricolo”, disponibile al seguente indirizzo Internet: http://ec.europa.eu/agriculture/fin/clearance/factsheet_it.pdf.

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