Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 231

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Dalla nuova Pac gli strumenti per rilanciare agricoltura picena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

“Rafforzare la cooperazione fra l’Europa e gli Enti Locali per risolvere i problemi legati alle aree interne e ai borghi rurali, colpiti dallo spopolamento e dalla mancanza di servizi primari, come le scuole e la sanità”. A ribadire l’impegno dal Parlamento Europeo è l’europarlamentare del Pd, Camilla Laureti, nel corso di un tavolo con imprenditori agricoli e pastori del Piceno che si è tenuto questa mattina ad Arquata del Tronto.Un incontro al quale hanno partecipato anche Anna Casini, consigliera regionale delle Marche, e Francesco Ameli, segretario provinciale del Pd. Il tavolo di confronto al quale ha partecipato la Laureti, che è membro della Commissione europea per agricultura e sviluppo rurale, è stato l’occasione per raccogliere le istanze di imprenditori agricoli e pastori della zona di Arquata del Tronto, duramente colpita dal terremoto. “Dobbiamo favorire il processo di riconoscimento delle stalle costruite provvisoriamente dopo il terremoto. I pastori avrebbero in questo modo anche la possibilità di partecipare ai bandi, come per esempio quello sulle energie rinnovabili del Mipaaf per i pannelli fotovoltaici sui tetti”, aggiunge l’europarlamentare.La Laureti si è fatta carico di altre istanze sollevate dagli allevatori, quali il completo utilizzo dei fondi Pac per le aziende di montagna, la mancanza di acqua e una differenziazione di quote se l’azienda non è in pianura o in collina ma in montagna.

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Agricoltura: Pac flessibile e innovazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

“L’attuale crisi causata dall’aggressione all’Ucraina ha dimostrato quanto oggi l’Ue e l’Italia siano legate indissolubilmente a merci e servizi quali gas, fertilizzanti, cereali, oli vegetali e manodopera provenienti da questi territori. Dovremmo, quindi, fare ragionamenti per evitare che future situazioni di conflitto, che ovviamente non ci auguriamo, possano metterci ulteriormente in crisi. Queste difficoltà legate ai riflessi del conflitto colpiscono l’Italia proprio mentre stava uscendo, grazie ai fondi del PNRR, da una stagnazione legata al Covid. I dati illustrati alla Camera hanno dimostrato che sino al Duemila, nonostante la riduzione di suolo agricolo a disposizione, l’innovazione tecnologica, le tecniche colturali e la meccanizzazione hanno aumentato notevolmente la produttività. Negli ultimi vent’anni, invece, la produzione è tornata a scendere, principalmente a causa del mancato sfruttamento della tecnologia”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura dove si è svolta l’audizione dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie in merito alla crisi Russia-Ucraina per il comparto primario.“La risposta al recupero di produttività – prosegue -, rimanendo negli obiettivi della ‘Farm to Fork’, sono l’Agricoltura 4.0 e le Tecniche di Evoluzione Assistita. Ad esempio, per sostituire le importazioni di grano tenero, mais e girasole da Russia e Ucraina avremo necessità di circa 300mila ettari in più da coltivare: un quantitativo di suolo difficilmente a disposizione nel territorio italiano per questo scopo”.“Pertanto – aggiunge Gallinella – o troviamo nuovi fornitori internazionali o aumentiamo in maniera massiccia le rese. Nell’immediato possiamo anche svincolarci dal greening, aumentare gli aiuti accoppiati ma non possiamo dimenticarci le questioni ambientali che, seppur momentaneamente da parte, rimangono preponderanti”. “L’audizione conferma come solo l’innovazione potrà renderci meno sensibili agli shock del Pianeta. Altra questione cruciale è quella dell’irrigazione perché senza acqua non è possibile essere adeguatamente produttivi e, quindi, occorre accelerare sul Piano Invasi” conclude.

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Agricoltura: Con la nuova Pac nuove sfide per le regioni

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2022

Concentrarsi sui soli elementi quantitativi della Pac rischia di portare fuori strada la riflessione che il mondo agricolo si appresta a fare in seguito alla presentazione del Piano strategico nazionale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Come ha sottolineato l’eurodeputato Paolo De Castro nell’incontro sulla nuova Pac organizzato nei giorni scorsi da Nomisma, la dotazione finanziaria garantisce una prospettiva di medio periodo all’agricoltura italiana ed europea in un momento di grande incertezza. Cambieranno inoltre gli equilibri distributivi delle risorse, con alcune colture che saranno favorite rispetto ad altre. È tuttavia necessario spostare lo sguardo più avanti, al lungo periodo.Se si parte da una prospettiva temporale di più ampio raggio, è inevitabile concludere che la Pac non è stata in grado di fornire le risposte che il primo settore attendeva in vista di una svolta sostenibile – continua Tiso. Considerando che la nuova Politica agricola comune resterà in vigore fino al 2027, l’orizzonte di lungo periodo non può mancare al momento di analizzarne punti di forza e di debolezza.Sono molte le sfide che la nuova Pac, con risorse ridotte rispetto al passato, presenta per le Regioni e per il Governo. Molto dipenderà dal successo degli eco-schemi e dalla capacità delle amministrazioni locali di adattare gli obiettivi generali alle realtà locali tramite i Programmi di sviluppo regionale. Ma la futura gestione, per quanto efficiente, difficilmente riuscirà a riparare il peccato originale della nuova Politica agricola comune: non aver dato priorità al Green Deal annunciato da Bruxelles.

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Agricoltura e la nuova Pac

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Riteniamo ottimale la soluzione perequativa che Stefano Patuanelli. ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, intende adottare per il comparto agricolo nazionale, gestendo attraverso gli eco-schemi cerealicolo, riso, zootecnico, olivicolo e sugli insetti impollinatori. Reputiamo calzante, poi, anche il limite posto al valore del titolo fissato a 2.000 euro per ettaro nonché l’aver innalzato a 500 euro la soglia minima per la domanda Politica agricola comune (PAC), che rimane a 300 euro per le zone di montagna”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis (M5S), a margine dell’audizione odierna del ministro Patuanelli nelle commissioni congiunte Agricoltura Camera-Senato in merito al Piano Strategico Nazionale con cui l’Italia recepirà la nuova Politica Agricola Comune. “Quella che è emersa è una visione chiara ed equilibrata di un settore che necessita di essere supportato in questo periodo di transizione, soprattutto ecologica – prosegue -. Aspetti evidenti anche nella gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul rinnovo del parco macchine agricole dove saranno coinvolte le Regioni e sull’utilizzo di fondi per il fotovoltaico sulle strutture produttive, dati in conto capitale, senza snaturare l’essenza delle imprese agricole”.

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AIAB e FederBio bocciano la bozza di Piano Strategico Nazionale della PAC

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2021

Un Piano Strategico Nazionale del tutto inadeguato. Questo giudizio negativo ha spinto FederBio e AIAB a scrivere sia al Ministro dell’Agricoltura Patuanelli, al Sottosegretario Battistoni e agli Assessori Regionali dell’Agricoltura sia alle principali organizzazioni di rappresentanza agricola italiane.Il punto evidenziato nelle comunicazioni è che, sebbene il biologico sia centrale per il contrasto al cambiamento climatico, per la tutela dell’ambiente e della biodiversità e sia l’unico sistema regolamentato a livello europeo che certifica la sostenibilità dei processi agricoli, la bozza del PSN non gli riconosce adeguata importanza relegandolo di fatto a solo 1 dei 9 obiettivi specificati, pur citando ripetutamente il termine “sostenibilità” in tutti i punti del documento.Con l’attuale bozza del PSN, l’Italia, tra i Paesi leader a livello europeo con oltre 2 milioni di ettari coltivati a biologico e più di 80mila operatori, rischierebbe di perdere concrete opportunità di sviluppo, rilevanti per l’intero comparto agricolo. Inoltre, attribuire un ruolo marginale all’agricoltura biologica comprometterebbe la svolta verso l’agroecologia e il raggiungimento degli obiettivi delle Strategie e del Piano d’azione Ue per il biologico, lasciando peraltro il sostegno dei fondi Ue a competitori diretti come Francia e Spagna.In concreto, AIAB e FederBio chiedono di puntare al raggiungimento del 30% di SAU biologica entro il 2027, obiettivo realizzabile destinando ai sistemi biologici almeno il doppio delle risorse rispetto alla programmazione precedente. Per questo occorre stanziare complessivamente 900 milioni di euro sia attraverso un ecoschema per il biologico nel primo pilastro della PAC, sia attraverso le misure agro-climatico-ambientali dello Sviluppo Rurale di competenza delle Regioni.Questi elementi sono parte integrante della proposta di AIAB e FederBio inseriti anche nel documento di proposta della Coalizione #CambiamoAgricoltura.Infine, uno strumento strategico come il PSN, non può considerare l’agricoltura biologica come un settore separato dalle altre forma di agricoltura e, dunque, le associazioni del bio dovrebbero partecipare ai tavoli di confronto politico-strategici insieme alle altre organizzazioni di settore.

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La riforma della Pac è un’occasione persa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

La sessione plenaria del Parlamento europeo ha adottato formalmente la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE, che indirizzerà le pratiche agricole nell’Unione fino al 2027. Secondo Greenpeace, l’UE ha perso l’occasione di varare una riforma della PAC all’altezza delle sfide ambientali e sociali che ci attendono.«Il testo approvato avvantaggia solo le aziende più grandi e più inquinanti, taglia fuori i piccoli agricoltori e non fa nulla per affrontare il terribile impatto dell’agricoltura industriale sull’ambiente e sulla salute delle persone», commenta Simona Savini, campagna agricoltura di Greenpeace Italia. «È tempo che l’UE affronti il tema dell’alimentazione e dell’agricoltura in modo organico, con una politica alimentare comune che garantisca alimenti sani e accessibili anche alle persone con meno disponibilità economiche, ricavi equi per gli agricoltori e la tutela dell’ambiente da cui tutti dipendiamo».L’accordo sulla PAC, raggiunto dopo le trattative tra la Commissione UE, il Parlamento europeo e i governi nazionali, è stato sostenuto da parlamentari europei di estrema destra, dai gruppi conservatori e liberali, nonché da una parte dei socialisti, guidati dalle delegazioni italiana e spagnola. Il gruppo dei Verdi, la maggior parte dei gruppi di sinistra e gli eurodeputati socialisti tedeschi hanno votato contro l’accordo. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero ratificare la riforma della PAC durante la prossima riunione del Consiglio dei ministri dell’Energia, prevista per il 2 dicembre.Un’ampia fetta della società civile aveva già criticato l’accordo sulla PAC quando erano stati resi noti i dettagli finali, avvertendo che questa riforma avrebbe continuato a distribuire la maggior parte dei sussidi in base alle dimensioni delle aziende agricole – premiando quindi le aziende più grandi – e a finanziare ampiamente il sistema degli allevamenti intensivi, senza dedicare abbastanza attenzione alla protezione della natura, nonostante questo fosse uno dei principali obiettivi della “nuova” PAC.A giugno la Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto in cui rivela che il contributo alle emissioni di gas serra da parte dell’agricoltura europea non è affatto calato nell’ambito dell’attuale PAC, nonostante lo stanziamento di 100 miliardi di euro del suo bilancio per combattere il cambiamento climatico. La Corte dei conti aveva precedentemente criticato la proposta di riforma della PAC proprio per la scelta di continuare a erogare la maggior parte dei sussidi in base all’estensione della superficie coltivata, considerando questa scelta inadatta a una politica più rispettosa dell’ambiente e fondata sui risultati.«Il nostro governo ha tuttavia ancora l’opportunità di migliorare il futuro dell’agricoltura italiana con il Piano Nazionale Strategico della PAC, a partire da una graduale riduzione della produzione e del consumo di carne e latticini, che attualmente sono la principale causa degli impatti ambientali del nostro sistema agroalimentare», conclude Savini.

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Con la nuova Pac meno fondi e meno lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Sulla nuova Pac gli agricoltori pugliesi attendono ancora chiarimenti da parte dell’amministrazione regionale per scongiurare la perdita di migliaia di posti di lavoro – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo recenti calcoli, se la nuova Politica agricola comune fosse approvata senza modifiche, i trasferimenti alle regioni italiane sarebbero tagliati del 15% rispetto al periodo 2014-2020. Più nello specifico, una tale riduzione significherebbe per la Puglia il rischio di perdere 90mila posti di lavoro. Sarebbe un prezzo troppo alto da pagare per una delle regioni leader in Italia per quantità e qualità delle produzioni. L’agricoltura pugliese è chiamata ad affrontare sfide impegnative, a partire dall’annoso problema della Xylella che già tanti danni ha inferto all’olivicoltura locale – continua Tiso. La Regione è al primo posto in Italia per manodopera impiegata nel primo settore, l’8,22% del totale, e impiega oltre 882mila lavoratori agricoli. Nel solo settore olivicolo sono 90mila i lavoratori occupati a tempo pieno.Le preoccupazioni degli agricoltori pugliesi sono condivisibili, così come le loro richieste di maggiori investimenti. Al ministro Patuanelli e all’assessore regionale Pentassuglia chiediamo di fornire risposte concrete per evitare che le aziende pugliesi siano penalizzate, prestando particolare attenzione a quelle più competitive che hanno effettuato più investimenti e offrono più posti di lavoro.

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Agricoltura: Nuova Pac e piani strategici nazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2021

L’Agrifish in corso a Lussemburgo è un appuntamento importante per fare il punto sui Piani strategici nazionali (Psn) che dovranno dare attuazione alla nuova Pac. La decisione di affrontare questo tema a porte chiuse, tuttavia, appare come una nota stonata lungo un percorso che dovrebbe essere condiviso – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura è chiamato a discutere, tra gli altri temi, l’utilizzo dei fondi della Politica agricola comune, che ammontano al 32% dell’intero bilancio comunitario. Di fronte a questioni di questa rilevanza, crediamo debba sempre essere assicurata la massima trasparenza. Il Governo italiano ha mantenuto le sue promesse dando inizio al dibattito sul Piano strategico nazionale lo scorso aprile – continua Tiso. La riunione operativa dell’8 settembre sulla nuova architettura verde ha poi consentito alle organizzazioni coinvolte di presentare le loro osservazioni. Siamo consapevoli delle difficoltà di gestire un tavolo così ampio con tempistiche serrate, considerato che la scadenza del gennaio 2022 per la presentazione del piano è dietro l’angolo. Crediamo al tempo stesso che queste settimane siano decisive per decidere come utilizzare i nuovi fondi della Pac e dare forma a una strategia di lungo periodo. Il nostro settore è chiamato a dare il massimo per assicurare all’agricoltura i migliori investimenti e mettere le basi per un vero Green Deal. Chiediamo quindi al ministro Patuanelli di condividere quanto prima gli esiti del vertice europeo e di rimettere in moto il meccanismo di consultazione nazionale per accelerare il lavoro di redazione del Piano strategico nazionale.

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Pac: Il taglio delle risorse penalizza l’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

La più grande riforma della Pac degli ultimi trent’anni assegna all’Italia più obiettivi, ma mette a disposizione meno risorse rispetto al passato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ammontare di fondi previsto fino al 2027 si aggira infatti intorno ai 34 miliardi di euro. Una cifra che sancisce un taglio di 6,2 miliardi in valore assoluto e del 15% in termini relativi, contro una diminuzione media complessiva per l’intera Unione europea che si attesta al 10%. Spetterà dunque al Governo italiano integrare queste risorse attraverso il cofinanziamento nazionale dei fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe far salire la disponibilità complessiva a 50 miliardi di euro. Il ridimensionamento del budget della Pac non è una novità: è avvenuto in modo graduale e costante negli ultimi decenni, passando dal 50% del bilancio Ue negli anni Novanta all’attuale 30% – prosegue Tiso. Il taglio era dunque atteso, ma non si può non rilevare che per l’Italia pesa circa un terzo in più rispetto alla media europea. A conti fatti, la nostra agricoltura, una delle più importanti del Vecchio continente per volumi di produzione e qualità, ne esce penalizzata.Il problema delle risorse, naturalmente, non è solo quantitativo, ma riguarda anche e soprattutto gli obiettivi che la nuova Pac ha fissato per gli Stati membri. Questi ultimi sono largamente insufficienti a realizzare il Green Deal che, stando così le cose, è destinato a rimanere sulla carta. Dagli ecoschemi alla condizionalità sociale, passando per i finanziamenti alle Pmi agricole, poco è destinato a cambiare rispetto al passato se non saranno apportate correzioni a livello europeo e nazionale.

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Diritto dei lavoratori e nuovo accordo sulla Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Con il nuovo accordo sulla Pac i Governi europei hanno inferto un duro colpo al progetto di realizzare il Green Deal e rivoluzionare il nostro sistema produttivo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’Italia può tuttavia mostrare maggiore ambizione e dare l’esempio, a partire dalle aree in cui gli Stati mantengono maggiore discrezionalità come quella della condizionalità sociale. Il compromesso raggiunto prevede infatti che l’applicazione di quest’ultima sia volontaria nel periodo 2023-2025. Una formula che attribuisce agli Stati membri piena responsabilità in materia. Ripartire dalla condizionalità sociale significa riaffermare i diritti dei lavoratori e rafforzare il contrasto di fenomeni come il caporalato. Un obiettivo che dovrebbe essere condiviso sia da quanti elogiano il compromesso sulla Pac, sia da quanti lo hanno duramente criticato perché del tutto insufficiente a promuovere la transizione ecologica – spiega Tiso. L’Italia ha già fatto molto in questo campo, ma la battaglia contro lo sfruttamento dei braccianti non è ancora vinta, come spesso rivelano le cronache dal nord al sud del Paese.Un’altra occasione per mostrare maggiore ambizione e diventare un esempio virtuoso in Europa è il Piano strategico nazionale che l’Italia, come gli altri Stati membri, dovrà redigere entro il 31 dicembre 2021. Oltre all’indispensabile semplificazione burocratica, nel lavoro di programmazione il Governo italiano è chiamato a promuovere una consultazione quanto più ampia possibile e a sfruttare ogni margine di manovra disponibile per fissare obiettivi più avanzati di quelli che l’Europa ha partorito dopo un lungo e faticoso negoziato.

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Green deal: compromesso sulla nuova Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

E’ stato finalmente raggiunto, ma l’attesa per l’accordo, troppe volte rinviato, non è stata ben ripagata – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Per superare lo stallo tra Parlamento europeo e Consiglio si è scelto di perseguire una via di mezzo, che in questa circostanza non ha nulla di virtuoso, ma suona piuttosto come una rinuncia a realizzare quel Green Deal su cui Governi e istituzioni europee hanno speso tante parole.Hanno prevalso ancora una volta le forze della conservazione e le pressioni dell’agroindustria, che sono riuscite a tarpare le ali alla riforma prima ancora che prendesse il volo – continua Tiso. Il compromesso finale, ad esempio, fissa la quota degli ecoschemi al 25%, con un periodo di transizione di due anni e un tetto minimo del 20%. Una soluzione al ribasso rispetto alle richiesta della Commissione, che chiedeva una quota del 30%.Ma la delusione più grande viene probabilmente dal tetto ai pagamenti, il cosiddetto capping, che resta a tutto vantaggio delle grandi aziende agricole. Queste ultime erano già destinatarie dell’80% dei sussidi complessivi della Pac, a scapito delle piccole e medie, più sostenibili, che continueranno così ad avere un ruolo di secondo piano.Resta da capire se qualcosa potrà cambiare da oggi alla riunione dei ministri dell’Agricoltura in programma lunedì e martedì. Ma l’esito più probabile sembra la sconfitta dell’ambiente e della transizione verde dell’agricoltura.

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Pac: Cia, accordo su riforma verso giusta direzione per agricoltura più forte

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

Dopo tre anni dalla presentazione della proposta legislativa, finalmente l’agricoltura europea si avvia verso una reale riforma della Pac 2023-2027 più equa, sostenibile e per gli agricoltori. Ora serve subito un lavoro serio con il Piano strategico nazionale per salvaguardare la competitività delle imprese agricole. Questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani sull’accordo provvisorio appena raggiunto nel “super trilogo” a Bruxelles, da Parlamento, Consiglio e Commissione Ue.Per Cia, dunque, come più volte ribadito, ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri più in grado di guardare con ottimismo al suo ruolo da protagonista della transizione ecologica. Auspicando un passaggio rapido al Consiglio Agrifish del 28 e 29 giugno, con l’approvazione finale dei Ministri dell’Agricoltura Ue e successivamente da parte del Parlamento; gli agricoltori potranno, infatti, dal 1 gennaio 2023, contare su nuove norme, più robuste e strutturate per un sistema produttivo più equo e green. L’Europa agricola -sottolinea Cia- guadagna con la riforma della Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovranno, però, muoversi in costante equilibro anche con la garanzia del reddito per gli agricoltori.Nel dettaglio -precisa Cia- tra il I e II pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate a una nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del I pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro. Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma -ribadisce Cia- da intendersi come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli e aggravi burocratici. “La Pac -dichiara il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo -aggiunge Scanavino- non è più rinviabile la definizione del Piano strategico nazionale che permetta agli agricoltori italiani di essere all’altezza del cambiamento che gli si richiede, che mostri nei fatti di riconoscere le specificità del settore e le sfide oggi spinte da emergenza sanitaria e climate change. Occorre -conclude, infine, il presidente di Cia- ragionare con tutti gli attori coinvolti sul territorio, come richiesto dal progetto Cia ‘Il Paese che Vogliamo’ e come è necessario a un’agricoltura sempre più settore strategico per l’Italia e l’’Europa”.

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Riforma Pac sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Il fallimento dei ultimi negoziati sulla futura Pac confermano come sia necessario arrivare al prossimo appuntamento con la certezza che i principi ispiratori della riforma non siano di nuovo messi in discussione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha giustamente ribadito che la disponibilità a trovare soluzioni condivise non deve mettere in pericolo le tre gambe della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale.Di fronte a un nodo cruciale come quello della politica agricola comune, l’Europa ha mostrato ancora una volta di essere divisa. Al tempo stesso, i Governi si fanno portatori di interessi che, prima di essere nazionali, sono spesso il riflesso della pressione che le grandi aziende del sistema agroindustriale esercitano per non cambiare il metodo di ripartizione dei fondi, fortemente sbilanciato a loro favore – continua Tiso.Se si vogliono avere chance di successo, il prossimo vertice deve essere accuratamente preparato sin da ora, in modo da raggiungere un accordo sui principi generali della riforma prima che Parlamento e Consiglio europeo tornino a riunirsi. Non vorremmo assistere a un nuovo braccio di ferro, dove ogni volta sembra che il lavoro debba ricominciare daccapo e le regole integralmente riscritte.

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Pac: Cia, Europa meno forte senza accordo su riforma

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

Senza un accordo sulla riforma della Pac, l’Europa è meno forte di fronte alle sfide della ripresa post pandemia e della transizione ecologica. In gioco c’è la sopravvivenza dell’agricoltura Ue e la qualità di vita dei cittadini. Così Cia-Agricoltori Italiani, che esprime rammarico per la mancata intesa tra Parlamento e Consiglio europeo dopo giorni di negoziati intensi a Bruxelles.“Speriamo in una ripresa dei negoziati a giugno dove tutti riescano a superare ogni forma di preclusione -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. Auspichiamo un confronto più aperto, che si ispiri al cambiamento, sempre tenendo conto che la priorità resta il reddito agricolo. Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte per diventare sempre più sostenibili, con una Pac 2023-2027 più verde, ma senza dimenticare che la politica agricola comune è innanzitutto una politica economica che deve sostenere la produzione di cibo sano, sicuro e di qualità e garantire la tenuta e la crescita delle aree rurali”. Sicuramente restano sul tavolo nodi importanti da sciogliere. Per Cia, però, rimane prioritario raggiungere un accordo sulla riforma della Pac che consenta una redistribuzione più equa delle risorse, così come un’attenzione alle politiche ambientali, che incentivino comportamenti virtuosi mantenendo l’agricoltura al centro. “Chiediamo un impegno affinché si arrivi presto a un’intesa per una Pac robusta e strutturata, con fondi spendibili subito -aggiunge Scanavino-. C’è bisogno, nei tempi giusti, di una legislazione certa, equilibrata, innovativa, capace di garantire insieme la competitività e la sostenibilità del settore. Come Cia, continueremo a lavorare perché l’agricoltura diventi, sempre di più, un settore strategico per il nostro Paese e per l’Europa”.

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Riforma Pac e transizione verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Dopo mesi di discussioni, è giunto per l’Europa il momento di fornire le risposte che l’agricoltura attende da molto tempo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nel consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish), in programma a Bruxelles il 26 e 27 maggio, si parlerà della riforma della Pac e delle nuove tecniche agroalimentari. Altri temi sul tavolo sono il Piano di azione per l’agricoltura biologica e il vertice Onu sui sistemi alimentari di settembre. Al termine della riunione, dovrebbero emergere in modo più chiaro le reali intenzioni dell’Europa.I Paesi dell’Unione hanno ancora spazio di manovra per imprimere una svolta all’agricoltura, ma non si può ignorare il rischio che preferiscano restare ancorati al sistema produttivo agroindustriale – spiega Tiso. Gli interessi costituiti sono molti, così come forti sono le pressioni esercitate su Governi affinché lo scenario non cambi. Tra i pericoli, c’è anche quello che gli Ogm possano rientrare tra le coltivazioni consentite attraverso le cosiddette Nuove tecniche genomiche.Mentre il Governo italiano prepara una cabina di regia per la gestione delle risorse del Recovery Fund, è bene tenere alta l’attenzione non solo sull’ammontare dei fondi in arrivo, ma anche sulle priorità che l’Europa stabilirà per il settore primario. Non basta infatti avere a disposizione nuovi fondi. E’ altrettanto necessario saperli spendere nel migliore dei modi, identificando gli investimenti che possono permettere una reale transizione verde della nostra agricoltura e superando le inevitabili resistenze che ogni cambiamento porta con sé.

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C’è ancora tempo per una riforma della Pac

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

E’ il tempo per mettere al primo posto la sostenibilità e l’agroecologia, ma occorrono più coraggio e ambizione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. All’indomani del secondo confronto tra Commissione, Europarlamento e Consiglio Agrifish sul testo finale, il cosiddetto Trilogo, la partita non sembra ancora chiusa. Gli obiettivi delle strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’, che stabiliscono traguardi concreti e misurabili, devono essere un punto fermo del negoziato. Qualsiasi cedimento metterebbe infatti a rischio l’intera architettura del Green Deal.Il voto del Parlamento europeo di fine ottobre ha segnato un passo indietro sulla strada che conduce alla transizione ecologica – continua Tiso. A sollevare critiche non sono state solo le associazioni ambientaliste, ma le stesse istituzioni europee. Un segnale forte in questo senso è giunto dal vice presidente della Commissione Frans Timmermans, che non ha escluso la possibilità di bloccare il processo di riforma se il testo finale non sarà convincente e, soprattutto, in linea con gli obiettivi delle nuove strategie di Bruxelles.Per comprendere l’importanza della posta in gioco, basti pensare che la Pac post 2020 costituirà quasi il 32% del bilancio dell’UE nel periodo 2021-2027. A questa dotazione bisogna aggiungere gli oltre 58 miliardi di euro di risorse straordinarie del Next Generation e 8,2 miliardi di finanziamenti per lo sviluppo rurale. Si tratta, insomma, di una riforma destinata cambiare a fondo il volto dell’intera Unione e a pesare sul futuro di tutti i cittadini del Vecchio continente.

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Percorso di riforma della Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“Vedo con positività il percorso di riforma della PAC come approvato dal Parlamento europeo lo scorso 23 ottobre e che si concluderà con l’approvazione definitiva dei regolamenti entro il prossimo giugno. Tra le altre, le condizionalità rafforzate e l’ecoschema sono alcune delle misure tese al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione europea si è posta con il Green Deal. La vera sfida per l’Italia resta comunque il Piano strategico nazionale: in questa nuova programmazione, infatti, Bruxelles ha stabilito la cornice entro la quale ciascuno Stato Membro dovrà declinare la propria politica agricola nazionale. È il confronto con tutti gli stakeholder ad essere determinante, pertanto, per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti e che possiamo ottenere solo assieme”. A dichiararlo è Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle Politiche Agricole durante il webinar organizzato da Legambiente “Agroecologia Circolare dal campo alla tavola – dalla nuova PAC al Next Generation EU: una svolta radicale verso il Green Deal”. Ricordando la necessità di declinare la sostenibilità sia nel contesto ambientale che in quello economico e sociale, altrimenti si rischia l’abbandono dei campi con effetti ben più deleteri di quelli che si cercano di mitigare con le nuove politiche comunitarie, il Sottosegretario L’Abbate ha invitato a “guardare il quadro complessivo delle misure che l’Italia e il Ministero delle Politiche Agricole, in particolare, stanno mettendo in atto con il Next Generation Eu. Gli investimenti in innovazione, infatti – ha aggiunto L’Abbate – ci permetteranno di raggiungere proprio quegli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti come Paese e come Europa. Senza dimenticare, poi, l’importante lavoro sui Sistemi di Qualità Nazionale che punta alla sostenibilità: già in stato avanzato quello vitivinicolo e del benessere animale, a cui intendiamo aggiungere i settori ortofrutticolo e dell’olio d’oliva”.

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Parlamento europeo e nuova Politica Agricola Comune

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Questa settimana abbiamo votato al Parlamento europeo la PAC – Politica Agricola Comune. La riforma così definita non mi piace – afferma Marco Zullo, eurodeputato M5S – propone dei timidi cambiamenti e contiene qualche elemento positivo, certamente ne avrei voluta una più ambiziosa, ma bocciarla, con questo contesto politico e con i ritardi accumulati, avrebbe potuto significare averne una anche peggiore.Lo scorso mandato ho lavorato molto in Commissione Agricoltura e l’ultimo tema su cui ci siamo concentrati è stata la definizione di quella che doveva essere la PAC per il settennato 2021-2027. La proposta di riforma della PAC per essere discussa in Parlamento Europeo in Commissione Agricoltura deve prima essere elaborata e presentata dalla Commissione Europea. Ciò è avvenuto con estremo ritardo, verso fine mandato. Con queste tempistiche era evidente che entro le successive elezioni europee non avremmo avuto il tempo materiale per elaborare delle proposte approfondite. Siamo dunque partiti col piede sbagliato. Personalmente – continua Zullo – avrei invece voluto investire il tempo a disposizione per fissare nero su bianco i principi cardine in termini di sostenibilità economica della filiera, attenzione all’ambiente e al benessere degli animali, flessibilità di applicazione delle regole e controlli, per citarne alcuni. Insomma, per una PAC capace di essere al passo coi tempi, capace di dare strumenti per affrontare il mercato globale e per sostenere le imprese (piccole e grandi) e l’ambiente. Invece no, si è preferito correre per cercare di approvare i testi normativi e poter dire che i politici lavorano e producono qualcosa.Come in tanti sapevano il tutto si è concluso in un nulla di fatto, e la discussione sulla PAC 2021-2027 è stata rimandata alla legislatura successiva, Il contesto di oggi ci dice che la PAC attualmente vigente (con tutti i suoi limiti) è stata derogata per i prossimi 2 anni e la successiva, quella ora in discussione, partirà nel 2023 e durerà solo 5 anni. È evidente che il settore agricolo europeo fatichi a stare al passo, e altri shock economici vanno evitati per scongiurare un effetto cascata che peggiori la situazione. Serve avviare quanto più velocemente possibile una conversione che metta al centro qualitá, sostenibilità economica e ambientale. C’è ancora molto da fare, ora bisogna lavorare affinché il confronto con il Consiglio europeo non giochi al ribasso e poi bisognerà arrivare preparati alla revisione della PAC di metà mandato, così da alzare l’asticella della qualità e sostenibilità della politica agricola europea”, conclude l’eurodeputato.

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Agricoltura: Decisivo il voto sulla riforma della Pac

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

Bruxelles. L’accaparramento delle terre rientra in uno schema di sfruttamento delle risorse naturali che nega i principi su cui si dovrebbe fondare la nuova agricoltura – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo il rapporto presentato nei giorni scorsi in Senato dalla Focsiv, il land grabbing colpisce oggi 80 milioni di ettari, spesso sottratti alle popolazioni locali per essere sottoposti a sfruttamento intensivo. L’acquisizione di nuove terre segue inoltre procedure che si rivelano di frequente contrarie alle leggi e violano i diritti delle comunità locali.Il land grabbing non è più limitato ai Paesi in via di sviluppo, ma interessa anche l’Europa e l’Italia, perpetuando un sistema produttivo insostenibile in aperto contrasto con le nuove strategie ‘Farm to fork’ e Biodiversità della Commissione europea. A questo proposito, decisivo sarà il voto del Parlamento europeo sulla riforma della Pac, in programma a partire dal 21 ottobre. In base al suo esito, capiremo se l’Europa fa sul serio o se intende limitarsi agli annunci. Le notizie che giungono da Bruxelles non sono rassicuranti. Se, come denuncia la coalizione ‘Cambiamo Agricoltura’, le maggiori forze politiche europee si sono già accordate per cedere alle forti pressioni esercitate dalle lobby della grande agroindustria, sarà molto difficile riuscire a riformare la nostra agricoltura per proteggere i consumatori e l’ambiente. Gli obiettivi della Commissione verrebbero così sconfessati dal Parlamento. Insieme alle altre organizzazioni che condividono la necessità di una svolta, seguiremo attentamente il voto europeo con l’auspicio che le attuali previsioni siano smentite dai fatti.

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Nuova bozza Pac penalizza nostra agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“La bozza sulla nuova Pac presentata dalla Commissione europea, purtroppo conferma quanto da tempo sostiene Fratelli d’Italia e cioè un danno per la nostra agricoltura quantificato in un taglio netto di 2,7 miliardi di euro. Cifre che si scontrano con gli annunci del Commissario europeo. Non si può pensare di sviluppare l’agricoltura attraverso politiche green se poi si operano tagli alle risorse. Tutto questo penalizzerà la nostra agricoltura, aumentando a sua volta il divario rispetto gli altri paesi dell’area euro, dove i costi del lavoro, la tassazione e i servizi sono profondamente diversi dai nostri. La verità è che si sta creando un vero e proprio sistema di concorrenza sleale nei confronti della nostra agricoltura. L’Italia non può subire quello che è un vero e proprio attacco, l’ennesimo, da parte di una Commissione a trazione franco-tedesca. Il governo e il ministro Bellanova, quindi, prendano una posizione ferma tutelando gli interessi della nostra Nazione e degli agricoltori italiani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.

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