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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘pacchetto sicurezza’

Oscuramento Internet

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2009

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733) che tra l’altro prevede la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. (emendamento D’Alia), Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger,ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube,  e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.   Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet?  Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania. (Rosario Amico Roxas)

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Pacchetto sicurezza: disappunto di Save the Children

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Mag 2009

Il maxi emendamento in materia di immigrazione, parte del Ddl Sicurezza e appena approvato alla Camera, attraverso il meccanismo della fiducia, desta forti preoccupazioni sia per i suoi contenuti che per la modalità di approvazione. Secondo Save the Children, presentano forti criticità le norme che prevedono l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, l’impossibilità di accesso agli atti di stato civile per gli stranieri senza permesso di soggiorno e dell’allungamento fino a 180 giorni dei tempi di permanenza dei migranti nei CIE, provvedimento quest’ultimo che tra l’altro era già stato rigettato dal Parlamento per ben due volte e che è stato introdotto ora nel Ddl Sicurezza con emendamento. Molto preoccupanti sono le norme, incluse nel maxi emendamento, che riguardano la conversione del permesso di soggiorno alla maggiore età e che sostanzialmente si traducono in una maggiore difficoltà di ottenimento dello stesso per i minori stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro paese. Infatti, per la conversione sarà necessario che il minore straniero sia affidato o sottoposto a tutela e sia  inserito in un progetto di integrazione da almeno due anni. Save the Children ritiene permangano delle forti criticità anche per la previsione di misure specifiche per il rimpatrio di minori stranieri non accompagnati comunitari coinvolti nella prostituzione, in quanto esse introdurrebbero un criterio di discriminazione nei confronti di uno specifico gruppo di minori,  inammissibile ai sensi dell’art. 2 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza (CRC) nonché e dell’art. 3 della Costituzione Italiana. La norma non considera altresì che i minori stranieri non accompagnati coinvolti in prostituzione in Italia molto spesso possono essere vittime di gravi forme di sfruttamento e tratta, e se rimandati nei paesi di origine potrebbero essere in molti casi privi di un ambiente familiare e socio-economico idoneo a garantirne i diritti.

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Pacchetto sicurezza: appello di Acli, Caritas Italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Mag 2009

Non servono muri da scavalcare – come ha già ben sottolineato il quotidiano Avvenire – ma solo una legge giusta potrà davvero rendere più sicuri i cittadini. È per questa ragione che, nell’imminenza della conclusione del dibattito parlamentare sul disegno di legge sulla sicurezza, rivolgiamo il nostro appello al governo e ai parlamentari confidando in soluzioni legislative che sappiano coniugare la tutela degli interessi dello Stato con il rispetto della dignità umana. La sicurezza dei cittadini, delle loro famiglie e dello Stato è infatti un bene prezioso che va perseguito con responsabilità e gestito con misura.   A nome di numerose associazioni e organismi cattolici, esprimiamo la nostra viva apprensione per alcune tra le norme proposte che, se approvate, influiranno negativamente sulla vita e la dignità delle persone e persino sul bene della sicurezza che pure esse intenderebbero tutelare.    Recentemente, durante il dibattito parlamentare, si è assistito con soddisfazione allo stralcio, dal disegno di legge, di previsioni come quelle che limitavano fortemente, per gli stranieri non in regola col permesso di soggiorno, l’accesso a servizi fondamentali come la salute e l’istruzione, attraverso le figure dei cosiddetti “presidi-spia”o “medici spia”. Tuttavia, nel testo ancora all’esame della Camera continuano a permanere previsioni che suscitano perplessità, come, fra le altre, l’introduzione del reato di clandestinità, inidoneo di per sé a sconfiggere il fenomeno dell’immigrazione irregolare e solo gravoso per l’andamento della giustizia, ovvero per le vite di tante persone, che troppo spesso scontano l’estrema rigidità dei canali d’ingresso nel nostro paese ovvero gli eccessivi ritardi nei rilasci e nei rinnovi dei permessi di soggiorno.  Inoltre tale reato riproporrà la controversa questione già emersa  per medici e presidi, in quanto potrebbe obbligare tutti i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio (fra cui impiegati pubblici, vigili urbani, insegnanti, infermieri, ecc…..) a denunciare uno straniero irregolare. Preoccupante risulta anche il divieto, per gli stranieri privi di permesso di soggiorno residenti in Italia, di effettuare atti di stato civile. Tra le prime conseguenze di questa previsione ci sarebbe l’impossibilità di contrarre matrimonio ovvero di  dichiarare la nascita e di riconoscere i propri figli. Quest’ultima norma, in particolare, oltre a poter indurre le madri a gravi pratiche e rischi abortivi, esporrebbe i bimbi, privi di identità, al pericolo di essere tolti ai genitori naturali, dichiarati in stato di abbandono e quindi avviati all’adozione. Né appare condivisibile la reintroduzione nel disegno di legge delle norme sull’allungamento della detenzione amministrativa all’interno dei CIE e sulle ronde cittadine che opportunamente erano state stralciate dal decreto legge sicurezza Consapevoli della complessità delle sfide, dei problemi e delle risorse che il fenomeno dell’immigrazione comporta, confidiamo nell’ascolto attento e nella riflessione paziente del legislatore, certamente capace di far seguire al dibattito parlamentare il suo iter naturale, rispondendo alle necessità attuali con fermezza, ma anche con lungimiranza e civiltà.  La nostra società avverte la necessità di avviare un processo di integrazione, ricostruzione e rafforzamento, ma richiede tuttavia che questo avvenga attraverso un confronto sereno, aperto e paziente, che riguarda il futuro di tutti, senza sacrificare i diritti fondamentali delle persone.

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