Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘pace’

Giornata Internazionale della Pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2022

E’ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1981. La Comunità di Sant’Egidio si unisce all’appello lanciato dal Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres, e alle sue parole allarmate di fronte allo scenario internazionale e al grido dei popoli che soffrono per i tanti conflitti in corso. Un “compito immenso” è infatti posto davanti ai capi di Stato riuniti per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di fronte al rischio – purtroppo meno remoto rispetto al passato recente – di una catastrofe nucleare, all’aggravarsi della guerra in Ucraina, parte di quella “terza guerra mondiale a pezzi”, di cui papa Francesco denuncia da tempo le tragiche conseguenze sulla vita di milioni di persone. Ma anche di fronte al cambiamento climatico, una vera e propria guerra dell’uomo contro la Terra, è fondamentale dare nuovo slancio al dialogo multilaterale e alla collaborazione tra i popoli, mettendo da parte gli interessi particolari di gruppi o nazioni. Come ha detto recentemente Papa Francesco, “solo il dialogo è la via necessaria e senza ritorno”. La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni in processi di mediazione e riconciliazione, ribadisce il proprio impegno a fianco delle vittime dei conflitti, lavorando per l’accoglienza a profughi e migranti, e nel favorire il dialogo tra le nazioni e le religioni, come avverrà dal 23 al 25 ottobre a Roma nell’incontro internazionale di Preghiera per la Pace delle religioni mondiali, che avrà come titolo “Il Grido della Pace”.

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Ucraina: Le carovane della pace dei volontari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

«Abbiamo dovuto affrontare un viaggio estremamente difficile per arrivare nella città sotto assedio, con la popolazione allo stremo della fame e della sete. Per questo gli abitanti della città ci avevano chiesto aiuti umanitari necessari per sopravvivere. Oggi sono stati bombardati i silos di grano nel porto di Mykolaiv, nel distretto di Korabelny, alle porte sud della città. Da due giorni sono in corso pesanti combattimenti sulla linea del fronte 10 km a sud. Ieri è stato attaccato il ponte che collega Odessa a Mykolaiv, la strada che abbiamo dovuto percorrere». Spiega Gianpiero Cofano, uno degli organizzatori dell’iniziativa, nonché segretario generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. «Con la nostra presenza – continua Cofano – intendiamo portare semi di pace. Non siamo negoziatori, non risolveremo il conflitto ma vogliamo, concretamente, essere al fianco delle vittime innocenti di questa guerra, stringere le loro mani, abbracciarle, piangere e pregare. Al loro fianco». «A Mykolaiv abbiamo scaricato una parte degli aiuti umanitari alla Caritas locale ed una parte ad un centro che ogni mese fornisce da mangiare a 10mila persone. Abbiamo inoltre dotato di un dissalatore, frutto delle donazioni che la rete di StopTheWarNow ha organizzato nei mesi scorsi, per risolvere il grande problema di accesso della popolazione ad acqua pulita», spiega Alberto Capannini di Operazione Colomba, il corpo civile di pace presente in Ucraina dall’inizio della guerra. Tra i partecipanti alla carovana vi è Monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, in rappresentanza dei Vescovi italiani. Stopthewarnow è una rete di oltre 175 associazioni, movimenti ed enti italiani tra cui la Comunità Papa Giovanni XXIII, Pro Civitate Christiana, CGIL, Focsiv, Aoi, Rete italiana Pace e Disarmo, Libera contro le mafie, Nuovi Orizzonti, ARCI, Legambiente, Focolarini, Mani Tese, Un ponte per. Una prima carovana della pace si è tenuta il 1 Aprile scorso a Leopoli, dove hanno partecipato 221 persone che hanno portato aiuti umanitari, incontrato la società civile ucraina ed al ritorno hanno evacuato 300 persone fragili e disabili. Da allora sono stati organizzati numerosi viaggi umanitari promossi dalle associazioni italiane. Una seconda carovana si è tenuta a fine giugno. https://www.stopthewarnow.eu/

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Centro di ricerca per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

Dal primo al 10 ottobre 2022 una delegazione dell'”International Leonard Peltier Defense Committee” sara’ in Italia, nell’ambito di una serie di incontri in Europa che avra’ il suo culmine in un incontro all’Onu a Ginevra. Si stanno organizzando adesso gli incontri pubblici che in quei dieci giorni la delegazione terra’ in varie citta’ italiane, a partire da Milano.Le persone, i gruppi, le comunita’, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni sindacali e politiche, le realta’ ecclesiali, le istituzioni, i mezzi d’informazione che abbiano interesse ad incontrare la delegazione possono mettersi in contatto con il Comitato milanese di solidarieta’ con Leonard Peltier, inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica bigoni.gastone@gmail.com o telefonando al numero 3490931155 (risponde Andrea De Lotto). La delegazione sara’ composta da Jean Roach, Lona Knight e Carol Gokee. Come e’ noto, Leonard Peltier e’ un illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell’intero mondo vivente, da 46 anni prigioniero innocente.Per la liberazione di Leonard Peltier, attraverso la concessione della grazia presidenziale da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America, si sono impegnate personalita’ come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, papa Francesco e il Dalai Lama, e con loro milioni di persone di tutto il mondo oltre a un gran numero di associazioni umanitarie come Amnesty International, e a molte istituzioni democratiche tra cui il Parlamento Europeo ed i sindaci di varie citta’ italiane. Nota a cura del “Centro di ! ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfer! a” di Viterbo.

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Festival del libro per la pace e la nonviolenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

Roma Al via da giovedì 2 giugno alle 17.30 prima edizione del Festival del libro per la pace e la nonviolenza che si svolgerà in maniera diffusa nel quartiere di San Lorenzo, fino a domenica 5 Giugno. Quattro giorni con 130 eventi in programma, tra presentazioni di libri, conferenze, workshop, musica, performance teatrali e mostre fotografiche, a cura delle 70 associazioni e realtà editoriali coinvolte. Gli eventi si svolgeranno al Giardino del Verano e all’interno delle sedi delle istituzioni e delle associazioni del quartiere San Lorenzo. Eirenefest – Eirene nella mitologia greca era la dea della pace – vuole essere un momento di approfondimento e condivisione sulle tematiche della pace e della nonviolenza. Coinvolgendo le case editrici e i loro autori, l’obiettivo del Festival è sensibilizzare in maniera attiva il pubblico, le scuole di ogni grado, assieme all’associazionismo che si impegna per la pace e la nonviolenza, per generare una occasione di interscambio e nuovo “attivismo”. Il Festival, infatti, ha anche l’obiettivo di dare alimento alle reti esistenti – e crearne di nuove – fra gli attori che lavorano per la pace e il pubblico, con lo sguardo rivolto non solo al futuro ma anche alla drammatica attualitàà. Ognuno di noi è un motore di Pace.La manifestazione, patrocinata dal Municipio II vuol essere una “cittadella della pace”, con dialoghi e confronti sulle grandi tematiche dell’attualità: disarmo nucleare, salvaguardia del Pianeta, educazione alla nonviolenza, cultura di pace, Mediterraneo e migranti.Fra i 200 ospiti nazionali e internazionali che interverranno nei quattro giorni del Festival: il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury; l’attivista per il cambiamento ecologico nonviolento Vandava Shiva; l’ex deputata e Segretaria Generale della Fondazione RUT, Giovanna Martelli; lo scrittore ed ex segretario della FIGC, Pietro Folena, il missionario, Alex Zanotelli; la fondatrice della prima Università al mondo per la nonviolenza in Libano – AUNOHR, Ogarit Younan; l’antropologa e formatrice sulla nonviolenza belga, Pat Patfoort; il fondatore dell’associazione Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, Rafael de la Rubia.Grande attesa per lo spettacolo di Jacopo Fo, che sabato 4 giugno alle 21:00 metterà in scena”Sesso Zen Remix”, dedicato all’Associazione Nazionale Vittime dell’Uranio Impoverito – Giardino del Verano Spazio Berha Kinnsky Von Sutter. Tutti gli eventi del festival, interamente autofinanziato, sono gratuiti, programma consultabile sul sito: http://www.eirenefest.it/

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Pace: il Premio Aidda 2022 alla Comunità di Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Maggio 2022

A ritirare il premio il segretario generale Paolo Impagliazzo e Chiara Turrini, rappresentante ufficiale della Comunità di Sant’Egidio in Mozambico, paese a cui è legata dal 1990, fin dai tempi del Liceo, e dove ha assistito e contribuito al lungo processo di pace nonostante le difficoltà che si sono dovute affrontare per arrivare all’accordo che sancì la fine della guerra.”La pace è al cuore dell’impegno di Sant’Egidio da tanti anni – afferma Paolo Impagliazzo, segretario generale della Comunità -. L’incontro con tante donne fragili e marginali, soprattutto in Africa e in altri teatri di guerra, ci ha spinto a sostenerle nella costruzione di nuova cultura solidale che riconosca il loro ruolo all’interno della società. Sono numerose le donne, a cominciare dal Mozambico, divenute attiviste del programma Dream, che assicura la terapia contro l’Aids e standard elevati di cura per altre malattie a migliaia di malati africani. Siamo grati a Aidda per questo riconoscimento e auspichiamo che si diffonda sempre più l’attenzione verso le donne, che sono le principali vittime della guerra, una realtà prettamente maschile”.Il Premio Aidda vuole raggiungere personalità, ma anche realtà collettive, impegnate per portare nella società il principio della cura inteso come impegno quotidiano per il dialogo, la convivenza civile, l’aiuto a chi soffre, un valore troppo spesso relegato solo all’interno delle mura domestiche. “Assegnarlo alla Comunità di Sant’Egidio in questo momento storico ha un duplice valore – spiega Giachetti – anche noi, come associazione, condanniamo ogni forma di conflitto e soffriamo nel vedere ciò che sta accadendo in Ucraina. Fermamente convinte che se i valori della Comunità di Sant’Egidio, che si riflettono nei nostri, continueranno a diffondersi, allora vivremo in un mondo migliore. Da anni sollecitiamo la politica italiana e internazionale a integrare nei loro programmi i valori di cura e responsabilità nei confronti delle persone e dell’ambiente. I recente fatti dimostrano che il momento per un cambio radicale non può più essere rimandato”. Sant’Egidio è una Comunità cristiana nata nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II, per iniziativa di Andrea Riccardi, diventata oggi una rete di comunità che operano in oltre 70 Paesi del mondo, aiutando uomini e donne di ogni età e condizione, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici, impegnandosi per i poveri e per la pace.

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Rampelli: “La pace si conquista solo attraverso il sostegno concreto al popolo ucraino”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Se cede all’invasore non ci sarà la pace ma un’annessione, una resa incondizionata, e la vittoria di chi ha riportato in Europa le infauste modalità della Seconda Guerra Mondiale, chi ha preso e ha scaraventato i propri armamenti, i propri cingolati, i propri missili, contro una nazione libera – così il Vicepresidente della Camera dei Deputati, deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli nel corso di Rainews24 – Lo dobbiamo tenere ben impresso nella nostra mente, a beneficio dei nostri figli. Ciò che hanno conquistato i nostri padri nel corso dei decenni in Europa deve essere difeso, questa la posta in gioco, oltre alla difesa degli interessi vivi del continente e della nostra nazione. Non possiamo permettere alla Russia di riaprire quel capitolo sanguinoso per tornare a essere alter ego geopolitico dell’Occidente. Gli ucraini stanno difendendo disperatamente le proprie città, i propri teatri, i propri centri culturali e commerciali, il proprio diritto all’esistenza. Stanno combattendo una guerra asimmetrica sostenuti dall’Occidente in chiave solo difensiva, non piovono missili su Mosca e San Pietroburgo, non muoiono civili russi… Chi vuole davvero pace, democrazia e libertà, non può essere ambiguo e deve ammettere che Putin ha tirato giù la maschera, la Russia è tornata a far sventolare le bandiere dell’Unione Sovietica, con la falce e martello su campo rosso, sui pennoni delle città conquistate. Il mondo libero non può consentire il ritorno in Europa di un regime totalitario con obiettivi imperialisti.” By Carlo Prosperi

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I maestri della pace

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

Quarant’anni fa giovani di tutto il mondo si riunirono in Sicilia, qui a Comiso, a protestare contro i missili, a fermare la guerra e a chiedere ai potenti del mondo un mondo di pace. Quel giorno servì a qualcosa: i missili non partirono, vecchi muri crollarono, nuovi capi sovietici offrirono la pace. Sembrò che un mondo giovane si avvicinasse. Ma non fu così. Nuovi muri si alzarono, nuove ambizioni si spiegarono, la pace fu derisa, vecchi odi si aizzarono. Sull’unico pianeta tornò a regnare la guerra. Noi, giovani di allora, chiediamo a voi giovani di adesso: lottate, come noi, per la pace! Nessuno può più vincere nessuna guerra, la guerra è il suicidio idiota di tutto ciò che siamo. NOI, I GIOVANI DI PIO LA TORRE E DI GIUSEPPE FAVA

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Guerra ed energia. I limiti di un governo di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

Il governo ha varato il decreto che taglia le accise di 25 centesimi al litro per ogni tipo di carburante, riportando per ora il prezzo al di sotto della soglia psicologica di 2 euro. Inoltre ha previsto la possibilità per le imprese di rateizzare le bollette di luce e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili.Inoltre, il ministro dello Sviluppo economico (Mise) ha proposto il rafforzamento dei poteri di Mister Prezzi: nella bozza del decreto aiuti per la crisi ucraina è previsto che questa “autorità” possa comminare sanzioni (da 500 a 5mila euro) per le imprese che non forniscono entro 10 giorni chiarimenti sui rialzi dei prezzi e istituisce un’unità di missione che dovrà supportare il garante. Al riguardo occorre tenere conto che: – lo sconto carburanti è ridicolo, a fronte di un accisa che va oltre il 55% del prezzo alla pompa. Il governo ha garantito al Fisco gli stessi introiti di prima dei rincari, non gravandolo della situazione in corso. Cioé: l’emergenza non esiste per il Fisco… se non nel fatto che io Stato decido di non prendermi i soldi in più che avrei potuto prendere: la negazione della propria funzione istituzionale di equa distribuzione fiscale… eppure di tagli da fare per compensare i non-maggiori introiti… c’è solo la difficoltà della scelta. Ma questo avrebbe comportato un’attenzione che, sembra non essere prioritaria. – la rateizzazione delle bollette è un apparente aiuto, visto che non considera i mesi energivori invernali quando le bollette sono più alte. – i poteri di Mister Prezzi, noto per essere inutile e un orpello sin dalla sua istituzione nel 2007, pur se dovrebbe introdurre per la prima volta un potere sanzionatorio, visti gli importi… siamo sulla stessa onda dei 25 centesimi dello sconto carburanti: psicologia delle norme. I consumatori godranno scarsamente degli effetti di queste riduzioni: a parte riduzioni e agevolazioni specifiche, si dovrà far fronte ad un mercato che ha già speculativamente (direttamente e come ricaduta) fatto propri questi aumenti e che, pur se farà qualche passo indietro, non sarà mai in considerazione dei nuovi livelli. E’ evidente che il governo è molto debole e impreparato in materia. Sembrano provvedimenti più per calmare i bollori all’interno della maggioranza (M5S e Lega) che non per venire incontro ai consumatori. Il problema è quindi solo rimandato a quando questi bollori non mostreranno maggiori esigenze. Questo con la guerra in corso e, di conseguenza, margini sempre più ristretti per continuare ad essere clienti del gas degli invasori russi… senza il quale, pur se finalmente appagati per bloccare i finanziamenti alle armate che stanno ammazzando gli ucraini e non solo, le crisi di oggi ci parranno bazzecole. Anche se al governo non si vergognano di questi provvedimenti, è bene che si valutino profondi ed immediati cambiamenti. Quando il premier Draghi ci dice che siamo alla soglia di un’economia di guerra, cosa intende? Noi crediamo voglia dire che tutti dobbiamo collaborare alla salvezza nazionale ed europea. Ma al momento, con questi provvedimenti e col tentennamento sulle decisioni per non far torto alle seti ed equilibri elettorali di alcuni partiti, ci sembra che si chieda ai consumatori di essere in economia di guerra mentre, a tutti gli altri, di continuare a fare il gioco del loro potere e dei propri interessi corporativi. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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La pace dei popoli e quella di chi ci governa

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Da quando l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, senza una ragione e con brutalità, in molti paesi del mondo la gente è scesa nelle piazze per invocare la pace. Ma sono state manifestazioni sterili nel senso che non hanno spostato di un millimetro l’arroganza dell’aggressore. E’ stata la cruda presa di coscienza di chi scende in piazza per una ragione valida ma non riesce per nulla a tacitare la volontà genocida di un tiranno. E allora che fare? Immagino una risposta diversa. Cosa accadrebbe se milioni di pacifisti armati solo di ramoscelli d’ulivo e guidati da una figura carismatica come potrebbe essere il Santo Padre varcassero i confini ucraini per dirigersi nelle zone dove infiamma la battaglia? E mettendosi davanti ai carri armati formano una barriera. Non credo a questo punto che gli aggressori sarebbero capaci di sparare a zero con i loro cannoni e far crepitare le armi di cui sono dotati. Suppongo che solo in questo modo i pacifisti e gli uomini e le donne di buona volontà potrebbero farsi rispettare e ottenere il risultato che ora invocano nelle piazze di tutto il mondo. (Riccardo Alfonso)

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Prova Aperta per la Pace in Ucraina

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

Milano 20 marzo 2022, ore 18.30 Teatro alla Scala. È una Prova Aperta straordinaria per la Pace quella che la Filarmonica della Scala e il Main Partner UniCredit, in collaborazione con Aragorn, dedicano all’emergenza in Ucraina. L’intero ricavato della serata, infatti, sarà devoluto all’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, impegnata sul campo nel proteggere e assistere centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza, protezione e assistenza.Sul podio il Maestro Fabio Luisi guiderà i musicisti nell’esecuzione della Sinfonia n. 8 in do minore di Anton Bruckner. Dopo aver diretto la Settima nel 2019 e la Seconda nel febbraio 2020, in occasione dell’ultimo concerto prima del lock-down, Luisi riprende con questa Sinfonia – la più vasta e ambiziosa del compositore austriaco – il proprio percorso nella musica di Bruckner.I biglietti per assistere alla prova sono in vendita qui da € 5 a € 35. L’intero importo sarà destinato alla causa e si potrà scegliere di devolvere direttamente un ulteriore contributo volontario a sostegno di UNHCR.Dall’inizio del conflitto circa 2 milioni di persone sono già fuggite dall’Ucraina e centinaia di migliaia sono sfollate all’interno del loro stesso Paese. Di questo passo, la situazione si avvia a divenire la più grande crisi di rifugiati verificatasi in Europa nel corso di questo secolo. Per questo, nonostante la situazione di grave pericolo, UNHCR è presente in Ucraina e in tutti i Paesi confinanti. L’Agenzia sta collaborando con le autorità locali per assicurare aiuti e sta inoltre intensificando l’invio urgente di risorse, personale e aiuti di emergenza da utilizzare nella regione. Contemporaneamente, si prepara ad assicurare assistenza a donne, bambini e a quanti ne avranno bisogno.Grazie alla disponibilità di musicisti, direttori e solisti ospiti, le Prove Aperte della Filarmonica della Scala rappresentano da oltre un decennio un’opportunità unica per assistere a prezzi contenuti e in anteprima ad alcuni dei concerti della stagione e, soprattutto, una concreta occasione per sostenere diversi progetti di utilità sociale a Milano.È quindi attraverso questa formula che unisce grande musica e solidarietà che la Filarmonica ha scelto di esprimere la propria vicinanza nei confronti del popolo ucraino e di contribuire a sostenere concretamente chi fugge dal conflitto.La Prova Aperta è resa possibile dalla collaborazione con il Teatro alla Scala. Media partner sono Corriere della Sera-ViviMilano e Radio Popolare.

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8 Marzo, Cisal: la pace è Donna. Il lavoro è libertà

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

“La Pace è Donna. Il lavoro è libertà. La Cisal è al fianco delle Donne ucraine. Al fianco di tutte le Donne che devono combattere il doppio per vedersi riconosciuti i propri diritti. Al fianco delle Donne che ancora oggi sono costrette a scegliere se creare una famiglia o lavorare. Perché conciliare l’uno e l’altro resta un’eccezione. Occorre superare ogni barriera che impedisce l’accesso delle Donne con pieni diritti al mondo del lavoro. È questa, unitamente alla crescita dell’occupazione giovanile e nelle regioni del sud, una delle questioni più impellenti che le istituzioni, con il contributo determinante e responsabile delle parti sociali, devono saper affrontare”. Così il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, nella giornata internazionale della donna. By Alessio Bompasso

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Anche la Città metropolitana di Torino in piazza per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2022

La consigliera delegata Valentina Cera parteciperà domani 26 febbraio in rappresentanza della Città metropolitana di Torino e del Coordinamento Comuni per la pace (Cocopa) alla manifestazione in piazza Castello a Torino indetta per protestare contro l’aggressione russa all’Ucraina. “Siamo vicini al popolo ucraino e alla comunità che risiede sul nostro territorio” commenta Valentina Cera “Vogliamo la pace e ribadiamo il no alla guerra: le comunità locali, a cominciare dai Comuni e dalla Città metropolitana, al pari di quelle internazionali devono adoperarsi per fermare ogni violenza”.

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Consegna Lampada della Pace al Segretario Generale ONU, António Guterres in streaming

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2021

Assisi sabato 18 dicembre alle 12.45 nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco d’Assisi, avverrà in collegamento da New York. António Guterres è stato in contatto con persone risultate positive al Covid-19 all’inizio di questa settimana e come misura precauzionale, in accordo con il medico, il Segretario Generale ha deciso di partecipare in streaming alla cerimonia. Guterres è risultato negativo al virus. Pertanto, il Segretario ONU e Sua Maestà il Re Abdullah II di Giordania saranno collegati in remoto con Assisi. A ritirare fisicamente la Lampada della Pace ci sarà, invece, il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu. L’evento verrà trasmesso in streaming sul sito sanfrancesco.org.La cerimonia si terrà a margine della registrazione del 36° Concerto di Natale che verrà trasmesso su Rai1 sabato 25 dicembre alle 12.30 in eurovisione dopo il messaggio Urbi et Orbi del Santo Padre. Saranno presenti tra gli altri: il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, rappresenterà il Governo italiano, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, la Presidente della RAI, Marinella Soldi, l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Ferraris, l’Amministratore Delegato di ITA, Fabio Lazzerini, e Stefano Lucchini di Intesa Sanpaolo.Il concerto diretto dal Maestro William Eddins vedrà la partecipazione di uno dei violoncellisti più noti al mondo, HAUSER, e il tenore Roberto Alagna. Ad accompagnare gli artisti sarà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e il coro “I piccoli musici” guidato dal maestro Mario Mora. Per maggiori informazioni http://www.sanfrancesco.org

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Cesare Zavattini: La Pace

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Scritti di lotta contro la guerra collana i Fari, pp. 256, 20 euro A cura di Valentina Fortichiari, postfazione di Gualtiero De Santi Una raccolta di testi e interventi, molti dei quali inediti, per comprendere il rapporto di Zavattini con il grande tema che ha permeato tutta la sua opera artistica: la pace. Martedì 23 novembre, la curatrice presenta in anteprima il volume al Festival della Pace di Brescia con Stefano Malosso (spazio MO.CA., ore 18). Quarant’anni di impegno contro la guerra di uno dei più importanti sceneggiatori e intellettuali italiani del dopoguerra raccolti in un libro importante per comprendere appieno Cesare Zavattini, il suo lavoro e il suo contributo alla vita civile del nostro paese e non solo. Le sceneggiature inedite ed edite, gli interventi, le lettere pubbliche e i messaggi agli amici uniti dal filo conduttore della pace intesa come obiettivo assoluto dell’umanità uscita ferita e dolente dal secondo dopoguerra. Arricchito dall’introduzione della curatrice, Valentina Fortichiari, e dalla postfazione di Gualtiero De Santi, un testo fondamentale.

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Cesare Zavattini: La Pace

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Scritti di lotta contro la guerra Collana i Fari, pp. 256, 20 euro a cura di Valentina Fortichiari Una raccolta di testi e interventi per comprendere il rapporto di Zavattini con il grande tema che ha permeato tutta la sua opera artistica: la pace. “La pace – ‘questa parola rotonda come una sfera’, la definisce nel soggetto La guerra, del 1946; l’unica iterazione di cui, pur se vistosa, Cesare Zavattini non si e mai stancato – la pace e stata il tema costante, ossessivo, il grande tema dei temi che ha improntato la sua intera esistenza: quarant’anni di invocazioni, idee, progetti, interviste, di appelli all’umanità, di battaglie. Un tema che ha svolto in ogni forma, dall’annotazione nel quotidiano diario al talk epistolare giornalistico, radiofonico, e in ogni genere: letterario, teatrale, cinematografico, pittorico, e persino fumettistico. In lui, tema politico per eccellenza, che non ha mai abbandonato e per il quale anzi si e speso con una ostinazione inesauribile, generosa, implacabile. Un impegno politico e sociale, un compito civile, morale, umanitario, che oggi nessun protagonista della storia dopo Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, nessun opinionista o intellettuale – qui da noi e nel mondo – appare incline a perseguire con tanto accanimento.” – Valentina Fortichiari, dall’introduzione al libro

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Conferenza nazionale sulla cultura della pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2021

Parma. Dalle 9.30 al Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma (Plesso Aule delle Scienze). Aprono il Sindaco Pizzarotti e il Prorettore Vicario Paolo Martelli, chiude la Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein. Nel 60° anniversario della Marcia PerugiAssisi, il Comune e l’Università di Parma, la Rete Italiana delle Università per la Pace, il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace e il Comitato Promotore della Marcia per la Pace PerugiAssisi promuovono una Conferenza nazionale sulla cultura della pace. In apertura di mattinata, alle 9.30, i saluti introduttivi del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti e del Prorettore Vicario dell’Università di Parma Paolo Martelli. A seguire Marco Mascia (Università di Padova, Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace; Rete delle Università Italiane per la Pace) parla di L’Onu per la cultura della pace. Alle 10.15 I giovani e la cultura della pace, con interventi di Ludovica Pancaro (studentessa del Liceo Bertolucci di Parma, classe 5B), Lorena Frignani (studentessa dell’Università di Parma, Corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali ed Europee), Marianna Reverberi (studentessa del Liceo Bertolucci di Parma, classe 5B), Gabriele Masullo (studente dell’Università di Parma, Corso di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali ed Europee). L’assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra interverrà poi sul tema Le sfide della cultura della pace oggi. Alle 10.50 la sessione Promuovere la cultura della pace: il ruolo dell’Università, della Scuola, degli Enti locali, introdotta e coordinata da Alessandro Pagliara (Referente dell’Università di Parma nella Rete delle Università Italiane per la Pace), con interventi di Enza Pellecchia (Coordinatrice della Rete Italiana delle Università per la Pace), Aluisi Tosolini (Coordinatore della Rete Nazionale delle Scuole per la Pace), Flavio Lotti (Direttore del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani; Comitato Promotore della Marcia per la Pace PerugiAssisi). Alle 11.45 la sessione La cooperazione e la cittadinanza globale come strumenti di pace, con interventi di Nicoletta Paci (Assessora alla Partecipazione e ai Diritti dei Cittadini del Comune di Parma), Nadia Monacelli (Direttrice del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Parma), Mounia El Fasi (Associazione Sistema Territoriale Parma per la Cooperazione internazionale), Silvia Marchelli (Presidente di Parmaalimenta), Rosanna Pippa (CSV Emilia ODV). La mattinata sarà chiusa intorno alle 12.45 dalla Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein.

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La pace sia su di voi, in arabo as-salāmu ‘alaykum

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

“Le ragioni della nostra speranza” è un progetto realizzato dal McGrath Institute for Church Life e dalla Fondazione Oasis per favorire la conoscenza tra cristiani e musulmani. Molti cristiani che hanno studiato l’Islam si sono sentiti chiedere dai loro amici musulmani: «Adesso che conosci l’Islam, perché non ti fai musulmano?». Nei nostri video speriamo di illustrare perché i cristiani restano cristiani, per spiegare e condividere le “ragioni della nostra speranza”, come dice l’apostolo Pietro. Vogliamo farlo in un modo che sia significativo per i musulmani e al tempo stesso rispettoso della loro ricca tradizione spirituale. Ma il dialogo non può essere fondato sull’indifferentismo religioso, e noi cristiani abbiamo il dovere di svilupparlo offrendo la testimonianza piena della speranza che è in noi. […] Il dovere missionario, d’altra parte, non ci impedisce di andare al dialogo intimamente disposti all’ascolto. Sappiamo infatti che, di fronte al mistero di grazia infinitamente ricco di dimensioni e di implicazioni per la vita e la storia dell’uomo, la Chiesa stessa non finirà mai di indagare, contando sull’aiuto del Paraclito, lo Spirito di verità, al quale appunto compete di portarla alla «pienezza della verità».Questo principio è alla base non solo dell’inesauribile approfondimento teologico della verità cristiana, ma anche del dialogo cristiano con le filosofie, le culture, le religioni. Non raramente lo Spirito di Dio, che «soffia dove vuole», suscita nell’esperienza umana universale, nonostante le sue molteplici contraddizioni, segni della sua presenza, che aiutano gli stessi discepoli di Cristo a comprendere più profondamente il messaggio di cui sono portatori. Non è stato forse con questa umile e fiduciosa apertura che il Concilio Vaticano II si è impegnato a leggere i «segni dei tempi»? Pur attuando un operoso e vigile discernimento, per cogliere i «veri segni della presenza o del disegno di Dio», la Chiesa riconosce che non ha solo dato, ma anche «ricevuto dalla storia e dallo sviluppo del genere umano». Questo atteggiamento di apertura e insieme di attento discernimento il Concilio lo ha inaugurato anche nei confronti delle altre religioni. Tocca a noi seguirne l’insegnamento e la traccia con grande fedeltà. (Novo Millennio ineunte, nn. 55-56) Queste parole di Giovanni Paolo II esprimono fino in fondo quello che desideriamo fare. A voi giudicare se siamo riusciti ad avvicinarci a questo ideale. Wa-’llāhu al-mustaʿān, e Dio è Colui che si invoca in aiuto. Fondazione Internazionale Oasis McGrath Institute for Church Life

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“Guerra e pace dell’energia” di Demostenes Floros

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei ed euroasiatici di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.I gasdotti che uniscono, e che potrebbero unire, nel futuro prossimo, l’ Unione Europea e la Federazione Russa rappresentano la contraddizione esistente tra i rapporti politici e militari (Nato) tra i Paesi europei e gli Stati Uniti da una parte e gli interessi energetici e commerciali di Berlino, Parigi, Roma, Ankara con Mosca – porta verso l’Asia – dall’altra.Ogni pipeline definisce, infatti, una serie di relazioni industriali e geopolitiche.In Italia, nel corso degli ultimi quindici anni, i diversi governi che si sono susseguiti – pur con pregi e limiti differenti – sono stati incapaci di sostenere una linea di equilibrio tra Stati Uniti e Federazione Russa avente l’obbiettivo di perseguire, in primo luogo, gli interessi nazionali all’ interno di un contesto multipolare profondamente mutato. Le scelte strategiche che verranno adottate dal nostro Paese nel settore dell’energia – a partire dall’obiettivo dell’Unione Energetica Europea – non potranno prescindere dall’evoluzione politica dell’Ue e dal futuro – tuttora nebuloso e non privo di rischi – della moneta unica. Dinanzi alla Germania, divenuta nel frattempo principale hub-energetico europeo, dovremmo forse rivedere il concetto di Sicurezza energetica nazionale? Se sì, come? Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.

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Percorsi di pace ed equa ridistribuzione delle risorse

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

«In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia». Un appello che papa Francesco ha lanciato nell’enciclica Fratelli tutti e ribadito nel Messaggio per la 54a Giornata Mondiale della Pace. Il 2020 è stato segnato dal COVID-19 e ora è necessario l’impegno di tutti per rialzarsi ed uscire migliori da questa crisi. Serve quella che il Pontefice definisce cultura della cura, cioè un «impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca». Questa è la via privilegiata per la costruzione della pace.Per porre fine ai conflitti che continuano a coinvolgere una settantina di Stati – tra cui Libia, Yemen, Birmania, Iraq, Siria, Pakistan, Nigeria, Africa subsahariana, Medio Oriente, Nagorno-Karabakh, Ucraina, Venezuela – e circa 900 tra milizie, guerriglieri, gruppi terroristici, separatisti, anarchici.Ma anche per risolvere crisi tra loro fortemente connesse, come quella climatica, alimentare, economica e migratoria, che la pandemia ha aggravato, provocando lutti, sofferenze e disagi.Si tratta di integrare vari aspetti, secondo un approccio olistico che guarda all’uomo in quanto tale. In questa prospettiva si incrocia il concetto di sviluppo umano integrale che implica un impegno “emancipativo”, teso cioè a favorire la promozione della dignità e dei diritti della persona, la cura del bene comune, la solidarietà, la cura e la salvaguardia del creato. La pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana deve ispirarsi ai valori più alti e condivisi, a partire da quello dell’inclusione e della partecipazione, fondamentali a livello metodologico per considerare gli altri come soggetti e non oggetti di ogni azione e iniziativa. Occorre innanzitutto rigettare la “cultura dello scarto” e avere cura delle persone e dei popoli che soffrono le più dolorose disuguaglianze, attraverso un’opera che sappia privilegiare con pazienza i processi solidali – che integrino e non escludano – rispetto all’egoismo spesso imperante degli interessi contingenti, sia su base individuale, sia collettiva.Bisogna, al tempo stesso, di integrare pertanto la dimensione individuale e quella sociale, con un’attenzione alla dimensione economica e politica, valorizzando sempre più l’importanza della comunità, mediante il dispiegamento del principio di sussidiarietà, favorendo l’apporto di tutti come singoli e come gruppi, a partire dal basso. È proprio l’originale proposta di ‘società della cura’ ad essere l’oggetto al centro del dibattito da una vasta ed eterogenea galassia di movimenti sociali, associazioni, attivisti che hanno in qualche modo profeticamente anticipato di pochi mesi il Messaggio di Papa Francesco, riconoscendo molte delle stesse priorità e degli stessi temi: la conversione ecologica della società; lavoro; reddito e welfare nella società della cura; la riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici; la centralità dei territori e della democrazia di prossimità; pace, cooperazione, accoglienza e solidarietà; scienza, tecnologia e finanza al servizio della vita e dei diritti. http://www.insiemepergliultimi.it

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Pace, Sant’Egidio: oggi manifestazione in streaming

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Roma. Dalle 11.05 in streaming, testimonianze da diversi paesi, come Mozambico, Libano, Siria, Sud Sudan e Centrafrica. Voci dai corridoi umanitari e dall’isola greca di Lesbo – Alla fine collegamento con l’Angelus di Papa Francesco. La Comunità di Sant’Egidio non rinuncia a cominciare il nuovo anno insieme a chi lavora per un mondo più giusto e più umano, libero da guerre, terrorismo e ogni forma di violenza. Rispondendo al tema che Francesco ha scelto per la Giornata, “La cultura della cura come percorso di pace”, dopo un’introduzione del presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, nel corso dell’evento – che sarà tradotto in diverse lingue e seguito in tutti i continenti – si ascolteranno voci e testimonianze da: i centri Dream, per la cura dell’Aids in Africa e la prevenzione del Covid-19, in particolare quello di Zimpeto, in Mozambico, visitato un anno fa dal Papa; il Nord dello stesso paese, dove gli attacchi dei gruppi armati hanno creato non solo tante vittime ma migliaia di sfollati; il Libano, dove l’esplosione dell’estate scorsa ha indebolito ulteriormente una nazione già in grande sofferenza.Si parlerà anche dei corridoi umanitari, aperti dallo stesso Libano (per i profughi siriani) e dall’isola greca di Lesbo, del processo di pace in Sud Sudan e del Centrafrica, dove si sono appena svolte le elezioni presidenziali e occorre proteggere il percorso verso il disarmo e il dialogo nazionale.Alla fine di un intenso giro tra le “ferite” del mondo e le speranze di pace, ci si collegherà all’Angelus di Papa Francesco per ascoltare il suo messaggio. La “manifestazione virtuale” sarà trasmessa in streaming – con la traduzione in diverse lingue – a partire dalle 11.05 del 1 gennaio, sul sito http://www.santegidio.org e sulla pagina Facebook della Comunità.

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