Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pace’

“Guerra e pace dell’energia” di Demostenes Floros

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei ed euroasiatici di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.I gasdotti che uniscono, e che potrebbero unire, nel futuro prossimo, l’ Unione Europea e la Federazione Russa rappresentano la contraddizione esistente tra i rapporti politici e militari (Nato) tra i Paesi europei e gli Stati Uniti da una parte e gli interessi energetici e commerciali di Berlino, Parigi, Roma, Ankara con Mosca – porta verso l’Asia – dall’altra.Ogni pipeline definisce, infatti, una serie di relazioni industriali e geopolitiche.In Italia, nel corso degli ultimi quindici anni, i diversi governi che si sono susseguiti – pur con pregi e limiti differenti – sono stati incapaci di sostenere una linea di equilibrio tra Stati Uniti e Federazione Russa avente l’obbiettivo di perseguire, in primo luogo, gli interessi nazionali all’ interno di un contesto multipolare profondamente mutato. Le scelte strategiche che verranno adottate dal nostro Paese nel settore dell’energia – a partire dall’obiettivo dell’Unione Energetica Europea – non potranno prescindere dall’evoluzione politica dell’Ue e dal futuro – tuttora nebuloso e non privo di rischi – della moneta unica. Dinanzi alla Germania, divenuta nel frattempo principale hub-energetico europeo, dovremmo forse rivedere il concetto di Sicurezza energetica nazionale? Se sì, come? Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Percorsi di pace ed equa ridistribuzione delle risorse

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

«In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia». Un appello che papa Francesco ha lanciato nell’enciclica Fratelli tutti e ribadito nel Messaggio per la 54a Giornata Mondiale della Pace. Il 2020 è stato segnato dal COVID-19 e ora è necessario l’impegno di tutti per rialzarsi ed uscire migliori da questa crisi. Serve quella che il Pontefice definisce cultura della cura, cioè un «impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca». Questa è la via privilegiata per la costruzione della pace.Per porre fine ai conflitti che continuano a coinvolgere una settantina di Stati – tra cui Libia, Yemen, Birmania, Iraq, Siria, Pakistan, Nigeria, Africa subsahariana, Medio Oriente, Nagorno-Karabakh, Ucraina, Venezuela – e circa 900 tra milizie, guerriglieri, gruppi terroristici, separatisti, anarchici.Ma anche per risolvere crisi tra loro fortemente connesse, come quella climatica, alimentare, economica e migratoria, che la pandemia ha aggravato, provocando lutti, sofferenze e disagi.Si tratta di integrare vari aspetti, secondo un approccio olistico che guarda all’uomo in quanto tale. In questa prospettiva si incrocia il concetto di sviluppo umano integrale che implica un impegno “emancipativo”, teso cioè a favorire la promozione della dignità e dei diritti della persona, la cura del bene comune, la solidarietà, la cura e la salvaguardia del creato. La pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana deve ispirarsi ai valori più alti e condivisi, a partire da quello dell’inclusione e della partecipazione, fondamentali a livello metodologico per considerare gli altri come soggetti e non oggetti di ogni azione e iniziativa. Occorre innanzitutto rigettare la “cultura dello scarto” e avere cura delle persone e dei popoli che soffrono le più dolorose disuguaglianze, attraverso un’opera che sappia privilegiare con pazienza i processi solidali – che integrino e non escludano – rispetto all’egoismo spesso imperante degli interessi contingenti, sia su base individuale, sia collettiva.Bisogna, al tempo stesso, di integrare pertanto la dimensione individuale e quella sociale, con un’attenzione alla dimensione economica e politica, valorizzando sempre più l’importanza della comunità, mediante il dispiegamento del principio di sussidiarietà, favorendo l’apporto di tutti come singoli e come gruppi, a partire dal basso. È proprio l’originale proposta di ‘società della cura’ ad essere l’oggetto al centro del dibattito da una vasta ed eterogenea galassia di movimenti sociali, associazioni, attivisti che hanno in qualche modo profeticamente anticipato di pochi mesi il Messaggio di Papa Francesco, riconoscendo molte delle stesse priorità e degli stessi temi: la conversione ecologica della società; lavoro; reddito e welfare nella società della cura; la riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici; la centralità dei territori e della democrazia di prossimità; pace, cooperazione, accoglienza e solidarietà; scienza, tecnologia e finanza al servizio della vita e dei diritti. http://www.insiemepergliultimi.it

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pace, Sant’Egidio: oggi manifestazione in streaming

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Roma. Dalle 11.05 in streaming, testimonianze da diversi paesi, come Mozambico, Libano, Siria, Sud Sudan e Centrafrica. Voci dai corridoi umanitari e dall’isola greca di Lesbo – Alla fine collegamento con l’Angelus di Papa Francesco. La Comunità di Sant’Egidio non rinuncia a cominciare il nuovo anno insieme a chi lavora per un mondo più giusto e più umano, libero da guerre, terrorismo e ogni forma di violenza. Rispondendo al tema che Francesco ha scelto per la Giornata, “La cultura della cura come percorso di pace”, dopo un’introduzione del presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, nel corso dell’evento – che sarà tradotto in diverse lingue e seguito in tutti i continenti – si ascolteranno voci e testimonianze da: i centri Dream, per la cura dell’Aids in Africa e la prevenzione del Covid-19, in particolare quello di Zimpeto, in Mozambico, visitato un anno fa dal Papa; il Nord dello stesso paese, dove gli attacchi dei gruppi armati hanno creato non solo tante vittime ma migliaia di sfollati; il Libano, dove l’esplosione dell’estate scorsa ha indebolito ulteriormente una nazione già in grande sofferenza.Si parlerà anche dei corridoi umanitari, aperti dallo stesso Libano (per i profughi siriani) e dall’isola greca di Lesbo, del processo di pace in Sud Sudan e del Centrafrica, dove si sono appena svolte le elezioni presidenziali e occorre proteggere il percorso verso il disarmo e il dialogo nazionale.Alla fine di un intenso giro tra le “ferite” del mondo e le speranze di pace, ci si collegherà all’Angelus di Papa Francesco per ascoltare il suo messaggio. La “manifestazione virtuale” sarà trasmessa in streaming – con la traduzione in diverse lingue – a partire dalle 11.05 del 1 gennaio, sul sito http://www.santegidio.org e sulla pagina Facebook della Comunità.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cerimonia per il premio Nobel per la Pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

L’agenzia ONU World Food Programme (WFP) è onorata di accettare il Premio Nobel per la Pace 2020 il 10 dicembre alle 13 ora italiana, in un cerimonia che sottolinea il riconoscimento del nostro ruolo nella lotta alla fame e nel promuovere la pace in aree di conflitto.Il Direttore Esecutivo David Beasley riceverà il riconoscimento a nome dell’agenzia e dei suoi 20.000 operatori umanitari in una cerimonia online che potrà essere seguita in tutto il mondo qui sul sito del Nobel. Il WFP ospiterà un evento Facebook live The People’s Prize, link qui – una celebrazione della storia, delle persone e dei partner che sono dietro il riconoscimento del Premio Nobel per la Pace al WFP, e che includerà immagini con le reazioni dello staff WFP nel mondo.Il Nobel viene assegnato in un momento in cui la carestia minaccia di nuovo milioni di persone, specialmente in quattro paesi colpiti da confitti – Yemen, Sud Sudan, nord-est della Nigeria e Burkina Faso, in una allarmante convergenza di conflitto, fame e pandemia di Covid-19.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Accordo di pace in Sud Sudan?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2020

Si è da poco conclusa a Roma una settimana di intensi negoziati tra il governo del Sud Sudan (RTGoNU) e i movimenti di opposizioni riuniti nel SSOMA con la mediazione della Comunità di Sant’Egidio. Durante i lavori le due delegazioni hanno raggiunto un accordo sulla maggioranza dei punti contenuti nel testo detto “Declaration of Principles” tra cui: • la natura federale del governo e la divisione dei poteri; • l’identità nazionale e il rispetto delle differenze etniche, culturali e linguistiche; • la creazione della National Constitutional Conference (NCC) e della National Constitution Review Commission (NCRC); • la creazione di un meccanismo di controllo sulla governance economica (entrate, budget e spese); • la riforma del settore civile e pubblico e l’istituzione di un nuovo settore della sicurezza; • il rispetto delle territori e dei diritti delle comunità indigene; • i confini interni tra le regioni; • la partecipazione attiva della comunità internazionale in tutte le fasi successive della “Rome Initiative” Rimangono due punti su cui ancora trovare accordo: la natura del conflitto e il metodo di approvazione della nuova costituzione, in corso di stesura. Sul primo punto il SSOMA insiste sulla natura etnica della guerra, mentre il governo rifiuta questa interpretazione; sul secondo esiste il contenzioso sul referendum come strumento di ratifica. Su tali temi la mediazione si è riservata di fare ulteriori proposte.I colloqui per la riconciliazione sono stati condotti alla presenza della comunità internazionale e continueranno nei prossimi giorni e settimane per cercare soluzioni condivise. Ringraziando per la loro presenza l’ambasciatore dell’IGAD Ismail Wais, l’inviato speciale del Kenya Kalonzo Musyoka e l’inviato speciale del Kenya Betty Oyella Bigombe, la Comunità di Sant’Egidio esprime soddisfazione per la sostanziale diminuzione della violenza nella regione di Equatoria, frutto dell’intesa sul monitoraggio del cessate il fuoco, raggiunta poche settimane fa a Roma in concomitanza con la ripresa dei dialoghi in ottobre. Sant’Egidio continuerà, assieme alla comunità internazionale, nell’impegno per la ricerca di una pace inclusiva e duratura per il Sud Sudan.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Negoziati per la pace in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

In conferenza stampa, sono stati resi noti i risultati del secondo round di negoziati per la pace in Sud Sudan, che si sono svolti dal 9 novembre fino ad oggi, con la mediazione dalla Comunità di Sant’Egidio. Le delegazioni militari dell’opposizione armata (SSOMA), non firmataria dell’accordo di pace del settembre 2018, e del governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan si sono incontrate per discutere e trattare le condizioni concrete dell’adesione al cessate il fuoco ed eventuali verifiche delle violazioni. Come ha spiegato il segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Impagliazzo, nel corso del workshop, dopo ampie discussioni, il SSOMA ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale dal 1 gennaio 2021. Ciò permetterà al SSOMA di avere i propri rappresentanti nella direzione e nelle varie strutture a livello regionale e locale del CTSAMVM (Ceasefire and Transitional Security Arrangements, Monitoring and Verification Mechanism). A partire dal 1 gennaio saranno selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali militari del SSOMA nelle varie strutture del meccanismo di monitoraggio dove già siedono i rappresentanti del governo, secondo un cronogramma stabilito dalla organizzazione regionale del Corno d’Africa (IGAD). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme. Si tratta di un passo importante per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso per le organizzazioni umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti, come hanno sottolineato tutti i protagonisti della conferenza stampa: oltre a Paolo Impagliazzo, per Sant’Egidio, l’ambasciatore Ismail Wais, per l’IGAD, il generale Hamid Mohamed Dafaalla, vicepresidente del CTSAMVM, il generale Emmanuel Rabi, per il governo, e il generale Samuel Lado, per il SSOMA. Un ringraziamento particolare è stato espresso anche al ministero della Difesa italiano, che è intervenuto nel corso dei colloqui con l’ammiraglio Gianfranco Annunziata. L’esercito italiano aiuterà infatti nelle procedure di addestramento e consulenza militare.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lotta al Covid-19: Corona d’oro per la pace al Prof.Foad Aodi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

La Fondazione “Memoriale Reale degli Ambasciatori di Pace in Marocco ha organizzato una conferenza scientifica sanitaria invitando Il Prof.Foad Aodi presidente Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e dell’Unione medica euro mediterranea (UMEM) nonché Membro Registro Esperti della Fnomceo ad illustrare le ultime notizie su Coronavirus e il Protocollo promosso da UMEM e Amsi in 72 paesi con domande e risposte dai numerosi partecipanti di ambasciatori della pace. Alla fine della conferenza ed il dibattito che e’ durato 3 ore il Presidente della Fondazione ha premiato il prof.Foad Aodi con l a corona d’oro per la pace per il suo impegno nell’emergenza Covid19 e per l’impegno costante di Aodi da Novembre 2019 a favore della salute di tutti tramite più di 1100 tra interviste ,conferenze stampa e video messaggi e dirette Facebook in Italia e nei 72 paesi Euro mediterranei, Terra Santa ,America ,Londra Iran ,Paesi del Golfo, Africa e Russia divulgando il protocollo contro il Coronavirus promosso dall’UMEM e dall’Amsi che illustriamo qui di seguito; 1-promuovere di più la terapia a domicilio in particolare al primo sintomo e nei primi 5 giorni; 2-Cura con vitamina D e C, Cortisone e Antibiotici, farmaco anti malaria, Ossigeno Ozonoterapia, Plasma Terapia, Eparina, Aspirina ed altri farmaci con approvata efficacia scientifica salvo contro indicazioni e su consiglio esclusivo dei medici senza affannarsi ad eseguire il tampone subito dopo il contatto; 3.Dopo il quinto giorno e in base ai sintomi concordarsi con il medico di famiglia e di fiducia si stabilisce come proseguire la terapia e in base alla sintomatologia da Covid 19 o altre patologie; 4.Non recarsi dal medico senza appuntamento; 5.Non recarsi all’Ospedale senza indicazioni precise e di necessità; 6.Isolamento fiduciario ai primi sintomi e contattare solo telefonicamente il medico di famiglia o il medico di fiducia anche per i familiari contagiati; 7.Il Covid si cura anche con la buona informazione e senza dichiarazioni politicizzate degli scienziati; 8.Promuovere una alleanza sanitaria mondiale per lo scambio delle buone pratiche; 9.Il Covid si cura curando anche l’ansia e la paura da allarmismo eccessivo e cattiva informazione; 10.Consigliare ai medici di effettuare le autopsie per sicurezza e qui è stato commesso un grande sbaglio che non sono state fatte abbastanza autopsie per confermare ancora di più il ruolo della trombosi nella morte dei pazienti contagiati da Coronavirus.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Popoli e religioni uniti per la pace

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Lo spazio al centro della piazza del Campidoglio, ornata dalla stella a 12 punte disegnata da Michelangelo è organizzato in modo da conciliare due esigenze apparentemente contraddittorie: la prudenza del distanziamento sociale dettata dall’emergenza sanitaria, e il sentimento, qui prevalente, volto “alla fraternità e all’amicizia sociale” che ha motivato l’Enciclica Fratelli tutti. Un evento, questo del 34° Incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che fa di Roma la capitale della pace: un evento “ridotto alla sua forma essenziale”, come ha rilevato Andrea Riccardi, ma non per questo meno evocativo, anzi ricco di contenuti che rinviano alla realtà drammatica che l’umanità sta attraversando, quando alla guerra, “madre di tutte le povertà”, si è aggiunta una terribile pandemia che impoverisce intere popolazioni e mina la solidarietà. “La lezione della recente pandemia – ha detto Papa Francesco – se vogliamo essere onesti, è la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va ma danno di tutti. Ci siamo ricordati che nessuno si salva da solo, che ci si può salvare unicamente insieme”. Alla tentazione di rinchiudersi in sé stessi, Riccardi contrappone la convinzione che “non ci si salva da soli, alle spalle degli altri, contro gli altri. Vale per l’Europa, vale per ogni continente”. E allora il tema della giornata – “Nessuno di salva da solo. Pace e fraternità” – coniuga i due elementi che fanno da filo conduttore di un percorso che può portare l’umanità all’uscita dal tunnel della paura e dell’egoismo. Insieme a papa Francesco, rappresentanti delle grandi religioni mondiali hanno pregato gli uni accanto agli altri, consapevoli che “la preghiera è la radice della pace”, e si sono poi ritrovati insieme, “come un arcobaleno di pace”, nel palco allestito davanti al palazzo Senatorio. Qui papa Francesco ha rivolto il suo appassionato appello: “C’è bisogno di pace! Più pace! Non possiamo restare indifferenti. Il mondo, la politica, la pubblica opinione rischiano di assuefarsi al male della guerra, come naturale compagna della storia degli uomini”. Il richiamo alle responsabilità della politica è stato raccolto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che insieme ai ministri Di Maio e Lamorgese, alla sindaca Raggi e al presidente della regione Lazio Zingaretti, aveva accolto Francesco ai piedi della scalinata della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli: “La Repubblica Italiana onora e riconosce gli sforzi di dialogo in questa direzione, nella consapevolezza del ruolo di fondamentale importanza che le religioni hanno e possono dispiegare nel contribuire a un avvenire di sviluppo e di eguaglianza fra le persone e i popoli. La speranza sarà più forte di tutti gli ostacoli, non sarà più irraggiungibile se le donne e gli uomini di buona volontà si impegneranno vivendola concretamente nel loro quotidiano”. L’Appello di pace che ha concluso l’Incontro di Roma richiama tutti i temi della giornata: “Le guerre e la pace, le pandemie e la cura della salute, la fame e l’accesso al cibo, il riscaldamento globale e la sostenibilità dello sviluppo, gli spostamenti di popolazioni, l’eliminazione del rischio nucleare e la riduzione delle diseguaglianze, non riguardano solo le singole nazioni. Lo capiamo meglio oggi, in un mondo pieno di connessioni, ma che speso smarrisce il senso della fraternità”. E quindi, “ai responsabili degli Stati diciamo: lavoriamo insieme ad una nuova architettura della pace. Uniamo le forze per la vita, la salute, l’educazione, la pace”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Per la pace in Nagorno Karabah

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

La Federazione Esperantista Italiana esprime (www.esperanto.it) la sua preoccupazione per la situazione e le tensioni in Nagorno Karabah, sfociate nelle ultime 2 settimane in un conflitto armato con pesanti conseguenze sulla popolazione civile. Nonostante siano già importanti i risultati raggiunti delle Nazioni Unite durante i primi 75 anni della loro esistenza (risultati della multiforme cooperazione degli Stati membri su questioni di pace, diritti umani e sviluppo, ecc.), sono ancora molte le crisi globali, alimentate da incomprensioni e rivalità nazionali. Quindi il futuro dell’ONU, e di fatto del nostro pianeta, dipende da una più forte cooperazione multilaterale tra i governi, in cooperazione con la società civile globale. La risoluzione del Festival Mondiale d’Esperanto, evento svoltosi quest’anno in formato virtuale con la partecipazione di diverse migliaia di persone da 97 paesi e con più di 500 ore di programmi nella lingua internazionale Esperanto, invita tutti a osservare i doveri umani della solidarietà mondiale, della pace e del processo decisionale multilaterale su questioni comuni a tutta l’umanità. La Federazione Esperantista Italiana incoraggia l’ONU e gli attori interessati alla costruzione della pace negli interessi della salvaguardia della vita umana in Nagorno Karabah e in tutto il mondo. Questo è l’auspicio anche di tutta la comunità esperantista mondiale, che ribadisce la necessità di superare l’odio e costruire il dialogo e la comprensione tra i popoli.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Somalia un popolo senza pace

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Venticinque anni fa, il 22 ottobre 1995, proprio nella domenica che i cristiani nel mondo dedicano alla preghiera per le missioni, veniva uccisa Graziella Fumagalli, medico e capo progetto di Caritas Italiana, coordinatrice del centro anti-tubercolosi di Merca. Nel suo ricordo pubblichiamo il Dossier con Dati e Testimonianze (DDT) dal titolo “Nazione a frammenti. Crisi perenne di un popolo senza Pace” che fa il punto sulla crisi istituzionale, sociale e umanitaria che la Somalia vive dalla caduta del regime di Siad Barre, nel 1991. All’Angelus del 29 dicembre scorso anche papa Francesco ha voluto ricordare la tragedia del Paese, pregando per la Somalia ferita al cuore in quei giorni dall’ennesimo attentato terroristico che nella capitale Mogadiscio aveva tolto la vita a oltre un centinaio di persone. Papa Bergoglio in quell’occasione ha espresso vicinanza ma anche condanna per un gesto folle, «orribile», rivendicato dagli al-Shabaab. Purtroppo quello somalo rimane un conflitto per lo più dimenticato, dalla comunità internazionale e dalla sensibilità della gente comune. La Somalia oggi è un “Failed state”, uno Stato “fallito”: frammentato nella miriade dei suoi clan, ferito dagli interessi dei signori della guerra e dalle violenze delle milizie jihadiste che minano la stabilizzazione del Paese decretandone la condizione di Stato fallito da trent’anni. Una fragilità che provoca estrema vulnerabilità alla pandemia e agli shock climatici, con un terzo della popolazione che necessita di assistenza umanitaria, 2,6 milioni di sfollati, 800 mila rifugiati in altri Paesi, 850 mila bambini sotto i 5 anni che hanno bisogno di supporto nutrizionale. Il Dossier vuole approfondire una storia complessa di un Paese tormentato che sembra incapace di risollevarsi dalle sue ceneri, ma che a piccoli passi sta cercando una via verso quella pace che manca da troppo tempo. A partire proprio dall’impegno di Graziella Fumagalli, racconta anche le iniziative in questi anni di Caritas Italiana: complessivamente dal 2011 al 2020, grazie al contributo di tanti sostenitori, sono stati realizzati 40 progetti per oltre 2,5 milioni di euro. Il Dossier è disponibile online sul sito http://www.caritas.it

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mettere la “persona umana al di sopra di ogni interesse”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

La Giornata internazionale della pace è per l’umanità un’occasione importante di promuovere la pace come valore unico e di assicurare il proprio impegno incondizionato per la pace, a prescindere dalle differenze. Papa Francesco ha notato come “ogni guerra si riveli un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana”. Caritas Internationalis è in linea con il Santo Padre e crede fermamente che la pace sia una cultura che deve essere coltivata, condivisa e vissuta a tutti i livelli della società. Caritas è pertanto impegnata nel promuovere la pace attraverso la costruzione di comunità locali che vivono la loro fraternità attraverso il dialogo e la condivisione. Caritas trova profonda ispirazione anche nell’enciclica Populorum Progressio, in cui Paolo VI afferma che “lo sviluppo è il nuovo nome della pace”. Tale appello ha sempre incoraggiato l’opera di Caritas a combattere efficacemente la povertà e le profonde disuguaglianze sociali. Purtroppo, ancora oggi vi sono milioni di persone che a causa di guerre e violenze non possono vivere dignitosamente. Milioni di persone che muoiono per colpa di conflitti e violenze, le cui cause sono da ricercarsi nell’egoismo, nell’avidità, nella corruzione, nella discriminazione religiosa ed etnica e nello sfruttamento illegale delle risorse naturali. La memoria del passato deve spingerci alla conversione e ad aspirare ad un mondo in cui la pace e l’armonia possano contribuire allo sviluppo umano integrale. In un momento in cui COVID-19 ha rivelato a tutti noi la fragilità dell’esistenza umana e ha unito l’umanità intera nella lotta contro la propagazione del virus, dobbiamo combattere contro ogni forma di divisione e odio e – come ha ripetutamente detto Papa Francesco – agire contro “diffidenza e paura che indeboliscono le relazioni e aumentano il rischio di violenza”. Ogni persona per natura aspira alla pace e all’armonia e vuole vivere la propria vita con dignità. Caritas considera questa aspirazione una priorità e in tutto il mondo pone in essere programmi atti a promuovere la pace, l’armonia e la riconciliazione. Negli Stati di Kachin e Shan settentrionale, Caritas Myanmar porta avanti, assieme alla Chiesa locale, un programma di pace per gli sfollati interni e le comunità interessate dai conflitti. A Mindanao, nelle Filippine, Caritas e la Chiesa locale lavorano per trovare una soluzione pacifica in una regione dove prevale la violenza. In Pakistan, Caritas e la Chiesa promuovono la pace e l’armonia tra le comunità attraverso piccoli progetti di sviluppo. Nella Repubblica Centrafricana, l’arcivescovo di Bangui, insieme all’Imam e al leader della Chiesa protestante nazionale, è in prima linea nel promuovere la pace e la riconciliazione. In Colombia, Caritas rafforza i processi di sviluppo per una trasformazione non violenta dei conflitti attraverso la partecipazione e l’empowerment delle comunità locali.La pace non può essere raggiunta senza la scelta coraggiosa e disinteressata di porre la persona umana al di sopra di ogni altro interesse. In questa Giornata Internazionale della Pace, Caritas Internationalis ribadisce pertanto il proprio appello a: – porre fine alla guerra e alle violenze in tutto il mondo, e in particolar modo in Medio Oriente, e a promuovere il dialogo al fine di trovare una soluzione politica a tutti i conflitti. Le violenze e le uccisioni non faranno altro che generare altro odio. – rimuovere le sanzioni economiche contro la Siria, poiché è chiaro come queste non aiutino a promuovere la pace, bensì aggravino il conflitto e siano dannose per la pace. L’abolizione delle sanzioni può anche incoraggiare i leader politici a sedersi al tavolo dei negoziati. – promuovere la pace nelle aree di conflitto e garantire che gli aiuti internazionali allo sviluppo prestino particolare attenzione alla costruzione della pace e della riconciliazione a livello di base, promuovendo pace e armonia nelle comunità locali. Ciò include la creazione di opportunità di istruzione e di lavoro, in particolare per i giovani che rischiano di essere reclutati da gruppi armati e milizie. – sostenere l’impegno dei leader religiosi e delle comunità religiose nella promozione del dialogo interreligioso.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Parlare di “Pace” tra il dire e il praticare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Senza dubbio è lungo il cammino ancora da percorrere e grande è l’impegno necessario affinché la pace non si risolva nella semplice conservazione di un ordine formale, in una sorta di “status” immobile e vuoto, ma costituisca una permanente conquista comune di civiltà. Bisogna riempire la pace, la vera pace, di contenuti positivi:
• facendone innanzitutto la suprema garanzia dei diritti inviolabili della persona umana in tutti i Paesi del mondo, senza accezione alcuna.
• Assicurando solidamente ai paesi meno favoriti le condizioni del più completo sviluppo.
• Ripudiando definitivamente e senza rimpianti il vecchio mito della sovranità assoluta ed illimitata dei singoli stati, e sostituendolo con l’opposto principio d’una sistematica apertura a reciproche autolimitazioni, per fini di giustizia e di cooperazione tra i popoli.
• Instaurando concretamente, anche nei rapporti internazionali, la civiltà del diritto.
• Rafforzando, a tal fine, con opportune riforme strutturali, la vita e la funzionalità dei due massimi Organismi di pace costituenti anch’essi un “novum” storico assoluto.
• Creando nel loro ambito efficaci strumenti d’azione, scevri da egoismi nazionalistici (con particolare riguardo alle Corti di giustizia, alle Commissioni d’indagine e di conciliazione, alle Forze multinazionali di garanzia).
• Ponendo sotto stretto controllo il commercio mondiale delle armi e statuendo, quale prima norma di diritto e di etica internazionale, il divieto assoluto ed automatico di forniture militari a Paesi comunque coinvolti in conflitti bellici o in attività terroristiche. Come si sa, si tratta di un commercio senza frontiere. E nessuno ignora che in certi casi i capitali dati in prestito dal mondo dello sviluppo, sono serviti ad acquistare armamenti.
• Parificando e riducendo al più stretto livello difensivo (come avviamento ad un progressivo disarmo totale) gli armamenti d’ogni genere e tipo, di Stati o gruppi di Stati antagonisti.
• Internazionalizzando la ricerca scientifica, in un’aperta e diretta collaborazione tra gli scienziati e i tecnologi d’ogni paese.
• Creando senza altri indugi un organico programma internazionale di “educazione alla pace” che valga a smantellare le residue impalcature pseudo culturali il cui comune denominatore è l’apologia della guerra, della violenza e della morte, a evidenziare con razionalità e rigore scientifico gli errori storici del passato, e a dimostrare che esigenza assoluta di vita e di progresso dell’umanità è la solidarietà nella concordia.
Sono temi che appartengono già da qualche tempo nella cultura occidentale, ma è stato da sempre inascoltato il loro messaggio attraverso subdole e aberranti teorie alternative che hanno parlato di pace come un concetto astratto e privo di significati pratici. Come dire: nihil sub sole novi.
Tale discorso coincide nella sostanza con quanto menzionato nei suoi scritti da Emanuele Kant: “Una pace universale durevole, ottenuta mediante il cosiddetto “equilibrio delle potenze”, è pura chimera: come la casa di Swift, costruita da un architetto così perfettamente, secondo tutte le regole dell’equilibrio, che non appena un passeggero vi si posava essa subito crollava”. Bastano del resto le ipotesi di qualche pazzo fanatico al potere (di cui la storia anche recente ci ha fornito tipici esempi), oppure di un errore tecnico, tutt’altro che impossibile, per far crollare, esattamente come la casa di Swift, la dottrina di chi affida con tutta tranquillità la pace all’equilibrio del terrore.
In definitiva la vittoria perpetua e irreversibile della pace sulla guerra non potrà venire che da una coscientizzazione universale, da una vera metanoia dello spirito umano: paragonabile, per intensità e grandezza, solo a quella che portò a suo tempo alla definitiva scomparsa di una delle istituzioni giuridico-sociali che sembravano più radicate nella storia umana. Mi riferisco alla schiavitù. Un’istituzione che offendeva, non meno della guerra, la suprema dignità dell’uomo, proclamato quasi duemila anni fa non solo “immagine di Dio” ma figlio adottivo di Dio, fratello di ogni altro essere umano. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La pace nel mondo e quella del mio vicino

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Siamo cittadini del mondo. Siamo degli apolidi. Nello stesso tempo avvertiamo il fascino del “campanile” dalla nostra strada, quartiere, municipio, comune, provincia, ecc. Può sembrare un contro senso, ma non lo è. A ben considerare, è il nostro modo dello stare insieme e di sentirci al tempo stesso figli di una coscienza planetaria. È anche un aspetto che appaga i nostri affetti ed ha la ventura di dividere le nostre gioie e dolori, ma anche, a volte, di provocare forti delusioni e cocenti affronti. Da qui nasce il potente impulso che va oltre le passioni del momento e si fissa per un equilibrio fondato sulla ragione, sulla ricerca di valori condivisi tra i quali la pace la giustizia la libertà. Nasce così la consapevolezza che la pace è un bene che parte dalla famiglia e si dirama oltre se volgiamo che essa possa diventare una costante di tutte le nostre vite e di quelle che seguiranno. Allo stesso modo non dobbiamo trascurare, come fa chi è attorno a un camino e tende a ravvivare il fuoco che si cela sotto la cenere, aggiungendo, man mano, altri ciocchi, per dare alla pace la vigoria necessaria. E nessuna pace può dirsi tale se non partiamo dal nostro piccolo, se non la fortifichiamo con le nostre minuscole opere, con il nostro impegno quotidiano.
Nessun essere umano può considerarsi un messaggero di pace se la pace non la nutre dentro di sé e la esprime nei suoi gesti, nei suoi rapporti e riesce a farla grande e universale perché sa comunicarla, perché riesce a entrare in sintonia con i suoi fratelli di tutto il mondo. È un linguaggio universale che oggi, purtroppo ha pochi conoscitori perché essi non sono costruttori di pace, nel loro microcosmo. Non vi sarà mai pace se insieme non la ricercheremo. Non vi sarà mai libertà e giustizia se il messaggio non sarà corale: dall’ultimo degli ultimi al primo dei primi. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Funzionario governo Sudan parla di pace con Israele: licenziato

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

È stato licenziato il funzionario del governo del Sudan che nei giorni scorsi aveva auspicato un accordo di pace con Israele. Il suo nome è Haidar Badawi Sadiq, il cui ruolo era quello di portavoce del ministero degli Esteri sudanese.Ma mettiamo ordine a quanto accaduto.Pochi giorni fa il presidente americano Donald Trump aveva annunciato l’intesa di un accordo storico fra Israele ed Emirati Arabi. La notizia, confermata dai rispettivi paesi, aveva suscitato reazioni diverse.Entusiasmo da molti esecutivi internazionali e rabbia da parte di alcuni del mondo arabo, contrari alla normalizzazione dei rapporti fra Gerusalemme e Abu Dhabi, fra questi, ovviamente, l’Iran e l’Autorità Nazionale Palestinese.Un mondo arabo che non appariva monolitico nel suo rifiuto, visto che anche Oman e Bahrein sembrano siano pronti a calcare le orme degli Emirati Arabi. Un passo in più sembrava averlo fatto il Sudan, che attraverso il suo funzionario aveva auspicato una normalizzazione dei rapporti con Israele.
L’augurio è durato lo spazio di poche ore, perché il portavoce sudanese è stato licenziato dopo aver rilasciato una dichiarazione alla Sky News araba, sostenendo che non ci fosse “motivo per cui dovesse continuare l’inimicizia” con lo Stato ebraico, aggiungendo di non negare “la comunicazione tra i due paesi” e che: “Sia il Sudan che Israele trarranno vantaggio da un tale accordo se verrà firmato, alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo anno”.Parole che sono costate care a Haidar Badawi Sadiq, che è stato sollevato dall’incarico di portavoce ufficiale del ministero degli Esteri del Sudan.
Allora ci domandiamo: le dichiarazioni di Sadiq erano state rilasciate di suo spontanea volontà senza consultare il governo sudanese oppure sono state intempestive e il Sudan ha dovuto fare marcia indietro per paura di ritorsioni dei paesi arabi più potenti? Domande che rimarranno senza risposta, anche perché molti media internazionali non riescono (o vogliono?) raccontare veramente cosa succede all’interno del mondo arabo.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Centrafrica: La solidarietà porta alla pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

E’ successo recentemente a Bouar, nel distretto occidentale della Repubblica Centrafricana, dove una missione umanitaria della Comunità di Sant’Egidio è riuscita a fermare una rivolta che destabilizzava l’intera regione al confine con il Cameroun. Da alcuni mesi, infatti, un gruppo di ex miliziani, isolati e senza risorse per vivere a causa della pandemia di Covid-19, aveva bloccato le vie di accesso alla città di Bouar, snodo sulla principale arteria commerciale del Paese.La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni per favorire la pace nella Repubblica Centrafricana, è intervenuta portando viveri e aiuti messi a disposizione grazie ad un finanziamento del FAI (Fondation Assistance Internationale). L’operazione, svolta in collaborazione con la presidenza della Repubblica Centrafricana, ha avuto l’effetto di fermare la rivolta, riaprire l’accesso alla città e ristabilire la fiducia nel disarmo, in un Paese dove operano ancora diversi gruppi armati.Il Presidente Touadéra e le autorità locali hanno espresso gratitudine per l’intervento risolutivo in una situazione che rischiava di degenerare. Sant’Egidio, che dal 2017 partecipa al programma di disarmo nazionale, continuerà l’invio di aiuti anche in altre prefetture e villaggi del Paese.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Al via la campagna dei Giovani per la Pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

Di fronte alla strage di migliaia di anziani in RSA, case di riposo e istituti, i Giovani per la Pace – movimento di studenti medi e universitari della Comunità di Sant’Egidio – si mobilitano in tutta Italia con la campagna “Salviamo i nostri anziani”. L’iniziativa ha preso il via con un video-appello (condividi questo link), che si sta diffondendo rapidamente sui social e attraverso l’hashtag #SalviamoINostriAnziani. I Giovani per la Pace, da anni impegnati a fianco degli anziani in istituto, non vogliono rimanere indifferenti al dramma che sta colpendo la generazione dei loro nonni. Dalle statistiche rivelate dall’Oms emerge ormai con chiarezza che, fino ad oggi, in Europa la metà delle vittime di Covid-19 erano ospiti delle Residenze Sanitarie Assistite. Anche in Italia la situazione è drammatica. Per noi, Giovani per la Pace, non si tratta, però, solo di numeri. Alcuni degli anziani morti erano nostri amici e molti degli istituti coinvolti erano (e saranno nuovamente quando la situazione lo consentirà) luogo delle nostre visite settimanali.Nelle scorse settimane i Giovani per la Pace di tutta Italia hanno continuato a chiamare al telefono gli anziani che hanno conosciuto e inviato lettere e videomessaggi per far sentire la loro vicinanza a numerosi anziani residenti negli istituti nel tentativo di superare un isolamento sociale, che è motivo di grande sofferenza. Dove mancavano dispositivi medici, si sono poi mobilitati per procurare, attraverso donazioni, guanti e mascherine. La campagna “Salviamo i nostri anziani” intende mostrare come un’alternativa alle morti, alla solitudine e all’abbandono sia effettivamente possibile e come le istituzioni hanno il dovere di ripensare e superare il sistema delle RSA, prendendo a modello esperienze come le piccole case famiglia, il cohousing e l’assistenza domiciliare che va rafforzata. Ogni anziano ha il diritto di vivere in un posto che possa chiamare casa. Di queste possibili soluzioni i Giovani per la Pace vogliono farsi promotori e, in nome di un’alleanza intergenerazionale, intendono dar voce a chi, nei giorni drammatici della pandemia, è morto nel silenzio. I Giovani per la Pace sono un movimento di giovani legato alla Comunità di Sant’Egidio, attivo nelle scuole e nelle università in numerose città italiane, impegnato a diffondere una cultura della pace e della solidarietà a partire dalle periferie e dalle persone più escluse: anziani, minori in difficoltà, migranti e senza dimora.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Yemen: dopo cinque anni di conflitto una pace più che mai necessaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case nelle ultime settimane a causa del perdurare del conflitto in Yemen, mentre il protrarsi della condizione di sfollati sta aggravando le difficoltà e i rischi a cui sono esposte le famiglie yemenite, ha detto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.L’intensificarsi degli scontri nei governatorati di Al Jawf, Marib e Sana’a, nello Yemen settentrionale, a partire da gennaio ha costretto oltre 40.000 persone a fuggire verso la città di Marib e le aree circostanti, a est della capitale Sana’a, secondo i dati in possesso dell’OIM.Una parte delle persone in fuga, tra cui donne e bambini, ha riferito all’UNHCR di non aver avuto altra scelta se non quella di scappare a piedi, camminando per giorni senza cibo né acqua in pieno deserto.I nuovi arrivati si sono uniti ai 750.000 sfollati attualmente accolti nel governatorato di Marib.Dopo anni di conflitto ininterrotto, sfollati e comunità di accoglienza faticano a sopravvivere. Mentre a migliaia continuano a riversarsi nella città di Marib e nelle aree circostanti per mettersi al sicuro, le esigenze umanitarie aumentano rapidamente e l’assistenza e i servizi essenziali sono sottoposti a forte pressione.Servizi pubblici quali ospedali e scuole faticano a funzionare adeguatamente di fronte all’aumentare della popolazione.A Marib molti sfollati vivono presso insediamenti sovraffollati in alloggi di fortuna, e alcune famiglie si trovano a dover convivere all’interno della stessa tenda. Altre persone hanno trovato riparo all’interno di edifici ancora in costruzione.Accedere ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari è problematico: una famiglia ha riferito al personale dell’UNHCR di dover condividere l’utilizzo di una latrina con altre 60 famiglie.L’UNHCR esprime timore in merito al fatto che sfollati e comunità di accoglienza sarebbero esposti a rischi ancora più elevati nell’eventualità di una diffusione del COVID-19, considerate la situazione precaria e le condizioni sanitarie disperate in cui vivono.Nonostante gli enormi sforzi profusi dai partner umanitari sul campo, a causa della portata della crisi, per le famiglie sfollate la disponibilità di cibo continua a rappresentare un’esigenza urgente. Alcune madri hanno riferito di aver preso in considerazione di mandare i propri figli a lavorare o a chiedere l’elemosina per strada per far fronte alla situazione.Numerosi sfollati interni sono fuggiti da casa senza portare con se effetti personali o documenti di identità, tra cui i certificati di nascita dei figli. Ora, privi di documentazione legale, molti non possono iscrivere i figli a scuola o accedere a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, mentre altri vivono in condizioni di vulnerabilità ed esposti al rischio di sfratto forzato.L’UNHCR sta lavorando con l’OIM, le altre agenzie dell’ONU e i partner umanitari per garantire assistenza alle persone sfollate.Ad oggi, mediante i partner, l’UNHCR ha assistito oltre 5.000 famiglie sfollate nell’area di Marib con aiuti quali tende, coperte, materassi e set da cucina. Ulteriori distribuzioni avverranno nei prossimi giorni.L’UNHCR, inoltre, prevede di intensificare le attività di protezione, tra cui i servizi di orientamento e consulenza legale, e aiuterà coloro che non sono in possesso di documenti di identità. Oltre a tali misure, sarà assicurato sostegno psicosociale.In una fase in cui si stanno implementando piani di risposta nazionale alla pandemia da COVID-19 che includono yemeniti e rifugiati, l’UNHCR e i partner stanno garantendo sostegno alle misure di prevenzione e preparazione.In un’altra area del Paese, ad Aden, l’UNHCR e i partner stanno conducendo rapide valutazioni delle esigenze umanitarie degli sfollati interni che, questa settimana, sono stati colpiti da forti piogge e inondazioni.
Stime iniziali indicano che sono quasi 3.000 gli sfollati yemeniti gravemente colpiti che hanno subito danni ad alloggi e beni domestici quali materassi, scorte alimentari ed effetti personali. Inoltre, due donne e un neonato di tre mesi hanno riportato ferite e sono stati inviati per la presa in carico in ospedale. L’UNHCR sta lavorando coi partner per mobilitare ulteriori aiuti umanitari.Dopo cinque anni di conflitto, quella in corso in Yemen rimane la crisi umanitaria di più vaste dimensioni su scala mondiale, con oltre 24 milioni di persone bisognose di assistenza e più di 3,6 milioni costrette a fuggire dalle proprie case.L’UNHCR ribadisce che solo una pacifica risoluzione del conflitto può porre fine a ulteriori sofferenze e arginare le esigenze umanitarie della popolazione.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Parlare di “Pace” tra il dire e il praticare

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Senza dubbio è lungo il cammino ancora da percorrere e grande è l’impegno necessario affinché la pace non si risolva nella semplice conservazione di un ordine formale, in una sorta di “status” immobile e vuoto, ma costituisca una permanente conquista comune di civiltà. Bisogna riempire la pace, la vera pace, di contenuti positivi:
• facendone innanzitutto la suprema garanzia dei diritti inviolabili della persona umana in tutti i Paesi del mondo, senza accezione alcuna.
• Assicurando solidamente ai paesi meno favoriti le condizioni del più completo sviluppo.
• Ripudiando definitivamente e senza rimpianti il vecchio mito della sovranità assoluta ed illimitata dei singoli stati, e sostituendolo con l’opposto principio d’una sistematica apertura a reciproche autolimitazioni, per fini di giustizia e di cooperazione tra i popoli.
• Instaurando concretamente, anche nei rapporti internazionali, la civiltà del diritto.
• Rafforzando, a tal fine, con opportune riforme strutturali, la vita e la funzionalità dei due massimi Organismi di pace costituenti anch’essi un “novum” storico assoluto.
• Creando nel loro ambito efficaci strumenti d’azione, scevri da egoismi nazionalistici (con particolare riguardo alle Corti di giustizia, alle Commissioni d’indagine e di conciliazione, alle Forze multinazionali di garanzia).
• Ponendo sotto stretto controllo il commercio mondiale delle armi e statuendo, quale prima norma di diritto e di etica internazionale, il divieto assoluto ed automatico di forniture militari a Paesi comunque coinvolti in conflitti bellici o in attività terroristiche. Come si sa, si tratta di un commercio senza frontiere. E nessuno ignora che in certi casi i capitali dati in prestito dal mondo dello sviluppo, sono serviti ad acquistare armamenti.
• Parificando e riducendo al più stretto livello difensivo (come avviamento ad un progressivo disarmo totale) gli armamenti d’ogni genere e tipo, di Stati o gruppi di Stati antagonisti.
• Internazionalizzando la ricerca scientifica, in un’aperta e diretta collaborazione tra gli scienziati e i tecnologi d’ogni paese.
• Creando senza altri indugi un organico programma internazionale di “educazione alla pace” che valga a smantellare le residue impalcature pseudo culturali il cui comune denominatore è l’apologia della guerra, della violenza e della morte, a evidenziare con razionalità e rigore scientifico gli errori storici del passato, e a dimostrare che esigenza assoluta di vita e di progresso dell’umanità è la solidarietà nella concordia.
Sono temi che appartengono già da qualche tempo nella cultura occidentale, ma è stato da sempre inascoltato il loro messaggio attraverso subdole e aberranti teorie alternative che hanno parlato di pace come un concetto astratto e privo di significati pratici. Come dire: nihil sub sole novi.
Tale discorso coincide nella sostanza con quanto menzionato nei suoi scritti da Emanuele Kant: “Una pace universale durevole, ottenuta mediante il cosiddetto “equilibrio delle potenze”, è pura chimera: come la casa di Swift, costruita da un architetto così perfettamente, secondo tutte le regole dell’equilibrio, che non appena un passeggero vi si posava essa subito crollava”. Bastano del resto le ipotesi di qualche pazzo fanatico al potere (di cui la storia anche recente ci ha fornito tipici esempi), oppure di un errore tecnico, tutt’altro che impossibile, per far crollare, esattamente come la casa di Swift, la dottrina di chi affida con tutta tranquillità la pace all’equilibrio del terrore.
In definitiva la vittoria perpetua e irreversibile della pace sulla guerra non potrà venire che da una coscientizzazione universale, da una vera metanoia dello spirito umano: paragonabile, per intensità e grandezza, solo a quella che portò a suo tempo alla definitiva scomparsa di una delle istituzioni giuridico-sociali che sembravano più radicate nella storia umana. Mi riferisco alla schiavitù. Un’istituzione che offendeva, non meno della guerra, la suprema dignità dell’uomo, proclamato quasi duemila anni fa non solo “immagine di Dio” ma figlio adottivo di Dio, fratello di ogni altro essere umano. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Trattative per la pace in Casamance

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Dagli incontri di giorni fa presso la Comunità di Sant’Egidio alcuni rappresentanti del presidente del Senegal Macky Sall e una delegazione del Movimento delle Forze Democratiche della Casamance (MFDC), guidato da Salif Sadio crescono le speranze per una pacificazione del Paese. Dopo un’interruzione del negoziato di diversi mesi, le parti hanno riaffermato solennemente la volontà politica del Presidente Macky Sall e del capo dell’MFDC Salif Sadio di trovare una soluzione al conflitto in Casamance, che da più di 30 anni affligge la regione, attraverso negoziati. Una guerra dimenticata che ha causato migliaia di vittime e rifugiati, coinvolgendo anche alcuni Stati confinanti, come il Gambia, che separa la Casamance dal resto del Senegal, e la Guinea Bissau.
La regione, popolata da poco più di un milione di persone, prende il nome dal fiume Casamance che, prima di sfociare nell’Oceano Atlantico, irriga abbondantemente il terreno e lo rende fertile. Purtroppo gran parte delle coltivazioni sono abbandonate, a causa della presenza di mine, e molti giovani sono costretti a emigrare verso il Nord del Paese per cercare un lavoro o studiare. In una dichiarazione congiunta i rappresentanti del Presidente del Senegal e del MFDC hanno dichiarato “la necessità di riprendere trattative regolari attraverso la mediazione di Sant’Egidio per dare nuovo slancio al processo di pace in Casamance”.

Posted in Politica/Politics, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sud Sudan, Sant’Egidio: nuovi progressi verso la pace

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Si è tenuto in questi giorni, presso la Comunità di Sant’Egidio, il primo round negoziale a seguito degli accordi per il cessate il fuoco in Sud Sudan, firmati a Roma lo scorso 12 gennaio. Alle trattative hanno partecipato una cinquantina di delegati in rappresentanza del governo del Paese africano, di tutte le forze politiche dell’opposizione (SSOMA, SPLM/IO, NDM, OPP, FDs) e di alcuni osservatori internazionali, tra cui l’IGAD, le Nazioni Unite e l’Unione Europea.L’incontro, svoltosi grazie alla mediazione di Sant’Egidio, sancisce l’ingresso del SSOMA, sigla che riunisce tutti i movimenti di opposizione che non hanno aderito all’accordo di pace di Addis Abeba del settembre 2018, nel meccanismo di verifica e monitoraggio del cessate il fuoco. “Si tratta di un passo necessario e cruciale per il consolidamento del processo di pace – ha dichiarato Paolo Impagliazzo, che ha portato avanti la mediazione per la Comunità di Sant’Egidio –, perché verranno garantite la sicurezza della popolazione civile e l’accesso delle organizzazioni internazionali in tutto il Paese”. Barnaba Marial Benjamin, inviato speciale del presidente Salva Kiir, ringraziando Sant’Egidio per aver creato le condizioni per “un dialogo inclusivo” ha osservato: “Siamo sulla strada giusta verso la pace, tanto desiderata da Papa Francesco, e abbiamo il mandato e la buona volontà per percorrerla”. A nome del SSOMA, il generale Thomas Cirillo Swaka ha ribadito “l’impegno a cessare le ostilità sul terreno e i toni minacciosi sui social media per creare le condizioni favorevoli al dialogo”. Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane sulla governance e le cause principali del conflitto; il prossimo round sarà dedicato all’incontro tra i capi militari che dovranno rendere operative le decisioni prese in merito al cessate il fuoco e si svolgerà sempre a Roma nel mese di marzo.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »