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L’Europa ha dato il benservito a Padoan

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

“L’Unione Europea ha dato finalmente il benservito al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, rendendo noto che è disposta a concedere una proroga, causa elezioni, all’Italia, per la presentazione del Documento di Economia e Finanza, prevista dal calendario del semestre europeo per aprile”.Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Il ministro Padoan – prosegue – avrebbe voluto scriverlo di persona come ultimo atto del suo ministero, ma Bruxelles gli ha inviato un messaggio, neanche tanto velato, per fargli capire che il documento sul quale verrà impostata la prossima Legge di Bilancio di Ottobre è giusto venga scritto da un ministro con pieni poteri, visto che, una volta approvato dalla Commissione, esso diventa vincolante per il Tesoro”.”Un ministro – aggiunge Brunetta – che ad oggi non esiste ancora per via dell’intricato quadro politico che si è venuto a creare a seguito delle elezioni di domenica. Proprio su questo tema, la UE ha dichiarato di essere contraria all’ipotesi di un Governo di transizione, poiché questo non disporrebbe di un mandato pieno per poter attuare le politiche di bilancio di cui l’Italia ha bisogno. Sul nostro Paese pende, infatti, il rischio di una manovra correttiva da 3,5 miliardi di euro e una procedura di infrazione per deficit eccessivo, conseguenza del buco di bilancio lasciatoci in eredità dagli ultimi governi di sinistra”.”Il vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis – conclude -, ha anche ricordato come la crescita italiana sia ben al di sotto della media europea e come la stessa Commissione vigilerà sul rispetto da parte dell’Italia dei vincoli di bilancio su deficit e debito pubblico, ponendo l’accento sul fatto che l’economia italiana soffre ancora di squilibri eccessivi, per via dell’alto debito pubblico e della bassa produttività. Anche questa un’eredità lasciataci da Gentiloni-Renzi-Padoan”.

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Conti pubblici falsificati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

corte dei conti“La Corte dei Conti in sede di parificazione del rendiconto ha denunciato l’opacità del bilancio dello Stato, in quanto non erano disponibili i dati sui cosiddetti derivati. Ha denunciato, inoltre, la possibile sproporzione tra rischi assunti dalla Repubblica rispetto a quello dei singoli operatori. Si parla di 40 miliardi di euro. In altri termini, lo Stato italiano ha assunto un rischio che incide sull’equilibrio di bilancio e il Parlamento è stato tenuto all’oscuro di tutto questo”.Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso di un question time al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, sui contratti derivati stipulati dal Mef.“Per ben sette volte – ha continuato -, due anni fa, il ministro Padoan si è rifiutato di dar conto dei contratti derivati, si è rifiutato di concedere l’accesso agli atti. Cosa c’è da nascondere? Cosa vuole nascondere il ministro Padoan? Forse il fatto che i contratti erano squilibrati? L’opacità – ha sottolineato Brunetta – rende dubbio il bilancio dello Stato. Il ministro dell’Economia, con questo atteggiamento, falsifica i conti pubblici.E adesso è indecente che lo stesso ministro abbia letto la lettera di trasmissione dei documenti richiesti dalla Commissione d’inchiesta sulle banche. Il Mef ha inviato solo documenti già pubblici corredati da tre paginette, assolutamente non rispondenti dalla richiesta fatta dalla Commissione.Per questa ragione il ministro prende in giro il Parlamento, falsifica il bilancio dello Stato e per questa ragione la Corte dei Conti lo ha denunciato. Risponderà di tutto questo alla Commissione parlamentare d’inchiesta che, con i poteri della magistratura, chiederà conto Padoan delle sue azioni”, ha concluso Brunetta.

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Conti pubblici: il punto di vista di Brunetta

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

brunetta-nardin“Ho trattato il ministro Padoan sempre come si meritava, ossia come una persona che, con una faccia molto seria, dice delle cose che non stanno né in cielo né in terra. Oggi Moscovici fa notare che l’Italia è il Paese che in Europa ha beneficiato più di tutti dei margini di flessibilità”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di Radio Cusano Campus.“L’Italia è l’unico Paese a non aver intaccato il debito nonostante Padoan da 4-5 anni ci dica: l’anno prossimo il debito diminuirà. Sta di fatto che il debito in tutti questi anni è progressivamente ed immancabilmente aumentato. Il risultato è che ancora una volta l’Europa, per non interferire negli equilibri politico-elettorali, ha rinviato alla prossima primavera, ossia dopo il voto, le proprie ‘sanzioni’ all’Italia. Per cui il futuro governo, penso e spero il nostro, si troverà la polvere sotto il tappeto e dovrà fare immediatamente una manovra correttiva, che potrebbe variare dai 4 ai 7-8 miliardi di euro, nonché si troverà per il 2019 nuovamente la clausola di salvaguardia. Il governo infatti ha disinnescato l’aumento dell’Iva solamente per il 2018. Questo è un governo di irresponsabili, direi anche imbroglioni, perché dicono una cosa e ne fanno un’altra, con il debito in aumento, con la polvere sotto il tappeto, con una manovra correttiva da fare in primavera e soprattutto con la clausola di salvaguardia che se non coperta per il 2019 ci porterà un aumento dell’Iva al 25%.Quindi è assurdo che Padoan continui a dire quello che dice, oggi addirittura ha affermato che bisogna fare la riforma della scuola e quella della pubblica amministrazione, ma la Buona Scuola? E la riforma Madia? Siamo veramente al circo. Una legge di bilancio che fa ridere i polli, assalto alla diligenza fatto dalla stessa maggioranza, Padoan che con la faccia seriosa ci dice delle emerite stupidaggini e l’Europa che chiede per favore di dire la verità agli italiani. La risposta apolitica di Padoan? ‘È così perché è così’. Prima se ne vanno meglio è. Buoni a nulla, capaci di tutto”.

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“Legge di Bilancio 2018: chi l’ha vista?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

padoanSe lo stanno chiedendo in molti, dal momento che sono circolate diverse bozze ufficiose, riportate dalla stampa nazionale, ma il testo ufficiale ancora non si è visto, forse perché semplicemente non esiste. La prima domanda che viene da fare al premier Gentiloni e al suo fedele ministro Padoan è, quindi, la seguente: cosa ha approvato il Consiglio dei Ministri nella riunione del 16 ottobre scorso? Il testo finale con il dettaglio dei dati sulle spese e sulle entrate o soltanto una bella lista di intenzioni? Sarebbe molto grave se i ministri del Governo avessero votato il budget dei loro ministeri senza neanche aver visto i numeri che li riguardano. Così, a scatola chiusa. Ad avvalorare il dubbio che il testo della manovra non esista ancora è il fatto che questo non è ancora giunto in Senato, nonostante il termine previsto per la sua presentazione fosse fissato per venerdì 20 ottobre. A cosa è dovuto questo ritardo?La mancanza di un testo definitivo risulta essere ancora più inspiegabile se si pensa che in data 16 ottobre il Governo aveva inviato, come da suo obbligo, il “Draft Budgetary Plan” alla Commissione Europea, in tempo utile perché questa lo potesse esaminare, inviando le proprie eventuali osservazioni entro il prossimo Novembre. Non sarà che l’Esecutivo ha inviato una manovra che non corrisponde a quella finale che verrà approvata, con il chiaro tentativo di nascondere alla Commissione le reali misure? Un’altra anomalia di questa vicenda riguarda il ruolo che sta svolgendo la Ragioneria Generale dello Stato. Scorrendo le bozze della manovra si legge, infatti, che alcune misure sono ancora “sub judice”, ovvero in attesa dell’approvazione o della scrittura da parte della RGS. Ci chiediamo quindi chi si stia occupando della scrittura del testo: gli uffici del MEF o la RGS, il cui ruolo dovrebbe essere quello di monitorare imparzialmente la compatibilità delle misure economiche scelte dal Governo con le risorse disponibili? Inoltre, cosa dirà la suddetta Ragioneria a proposito delle coperture aleatorie e fantasiose, soprattutto quelle relative alla “lotta all’evasione”, pensate dal Governo solo per far passare la Legge di Bilancio, pur sapendo che non porteranno gettito? Le boccerà come previsto dalle rigide regole di contabilità pubblica o le bollinerà senza esitazioni per fare l’ennesimo piacere al suo Ministro? Infine, cosa dicono i tecnici del Quirinale e il Presidente della Repubblica Mattarella su questi ritardi? Solleciteranno, secondo il loro ruolo istituzionale, il Governo a rispettare i tempi previsti dalla legge e l’obbligo di fornire coperture adeguate? Ricordiamo che, secondo il riformato articolo 81 della Costituzione, ogni norma che introduca nuove spese deve indicarne la rispettiva copertura finanziaria. In base a questo articolo, il Presidente della Repubblica può rifiutare la firma di misure prive di copertura finanziaria”.

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Le promesse di Padoan e gli impegni non mantenuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 ottobre 2017

“Durante la sua audizione sulla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanze, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’economia Padoan si è lanciato in un autentico discorso autocelebrativo sui risultati raggiunti, a suo dire, dal Governo Gentiloni”. ministero-finanzeLo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Il ministro ha parlato di un milione di posti di lavoro creati in soli 4 anni e che questo risultato è destinato anche ad aumentare; ha parlato di un forte consolidamento della crescita economica, che guadagna robustezza giorno dopo giorno; ha detto che l’aumento dei tassi d’interesse previsto da parte della Banca Centrale Europea non produrrà alcun effetto sull’economia e sulla finanza pubblica italiana, e via di balla in balla.
Il ministro ha poi affermato, dopo che per giorni ha continuato a ripetere che “il sentiero dei conti pubblici è stretto”, che la prossima Legge di bilancio avrà un impatto significativo sulla crescita, grazie alle misure “selettive” intraprese dal Governo, come gli investimenti pubblici e privati e le misure di promozione sociale, soprattutto per i giovani. Ma attenzione, ha chiosato infine il Ministro, “non c’è spazio per i compiacimenti, c’è ancora molto da fare”.Ci chiediamo, in quale paese vive il ministro Padoan? Crede davvero alla rappresentazione del quadro economico che ha raccontato in Parlamento, che stride enormemente con le difficoltà che vivono gli italiani ogni giorno?Ricordiamo al ministro, che evidentemente ha perso il contatto con la realtà, che l’Italia è, secondo le ultime stime ufficiali, alle ultimissime posizioni in Europa quanto a crescita economica e tra le primissime posizioni per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile, nonché per la percentuale di poveri assoluti nella popolazione.Quanto agli effetti della manovra che il governo si appresta a varare, va ricordato al ministro Padoan che questa verrà fatta ancora una volta in deficit, ovvero facendo ricorso nuovamente al debito pubblico, che sotto il suo operato ha raggiunto lo straordinario record storico di 2.300 miliardi di euro. Stando alle sue promesse, questo avrebbe dovuto scendere già da diversi anni, mentre, invece, ha continuato inesorabilmente a crescere.Quindi, piuttosto che bearsi di un futuro glorioso che non ci sarà, pensi piuttosto, il ministro Padoan, a riflettere su quanto ha promesso, e non mantenuto, in passato: dalla totale assenza di privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, alla mancata attuazione di qualsiasi piano di spending review, alle misure di contrasto all’evasione fiscale che si sono rivelate clamorosi flop e buchi di bilancio”.

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Conti pubblici: il governo alle strette

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

ministero-finanzeDichiarazione di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Al Forum Ambrosetti di Cernobbio i membri del governo sono riusciti a fare anche peggio di Di Maio: da soli se la sono cantata e suonata. Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ostentano ottimismo sul futuro dell’economia italiana e sfoggiano un linguaggio forbito che stride con la realtà con la quale famiglie e imprese si devono confrontare tutti i giorni. Ma l’idillio estivo finirà presto, con la Legge di Bilancio lacrime e sangue, da oltre 40 miliardi di euro, che il Governo dovrà presentare entro il prossimo ottobre alla Commissione Europea. Ma il commissario agli affari economici, Pierre Moscovici, e il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, sia pur dietro i sorrisi di circostanza, hanno già messo le mani avanti, ricordando a Gentiloni e Padoan che “il sentiero dei conti pubblici è stretto”.
Un modo velato per stoppare i tentativi del Partito Democratico di infarcire la prossima Legge di bilancio con una lista di mance elettorali e con denaro a pioggia: incentivi per il lavoro giovanile, anticipo pensionistico, misure di contrasto alla povertà, superammortamenti per le imprese. E chi più ne ha più ne metta. Ma, come sappiamo, i soldi per fare tutto questo (e altro) non ci sono. È quindi comprensibile la preoccupazione di Moscovici e Dijsselbloem per i conti pubblici italiani e per la credibilità ormai scarsa del duo Padoan-Gentiloni. Tutto questo mentre a Berlino, il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, forte del supporto del presidente francese, Emmanuel Macron, lavora senza sosta per presentare, dopo le elezioni tedesche, la riforma della governance di bilancio dell’Unione Europea. Piano al quale i membri del nostro governo non sono neanche stati invitati a partecipare, e che rischia di fare male al nostro Paese.”

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Banche venete: Padoan riferisca in Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

pier-carlo-padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Esprimiamo vicinanza a tutti i clienti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza che in queste drammatiche ore stanno vivendo l’incubo di vedersi azzerati tutti i risparmi di una vita.Apprendiamo anche che si sono verificati momenti di forte tensione nel quartier generale di Veneto Banca a Montebelluna, dove questa mattina un correntista ha tentato un gesto estremo.Invitando i clienti a mantenere comunque la calma, promettiamo di batterci per mettere il Governo di fronte alle sue responsabilità a proposito di questa situazione che non ha precedenti nella storia bancaria italiana.In particolare, chiederemo al ministro Padoan di riferire in Parlamento e spiegare il motivo per cui il meraviglioso Fondo Atlante, in cui gli istituti di credito italiani hanno versato tanti soldi e attuale azionista di maggioranza delle due banche venete, ha visto evaporare tutta la sua dotazione di capitale in poche settimane, creando perdite miliardarie a tutto il sistema.Attendiamo le scuse dei politici e della stampa di centrosinistra che osannavano Atlante, come la macchina per salvare il sistema bancario italiano. Infatti, è finito senza più un soldo in cassa e con le banche partecipate dichiarate fallite. Un vero capolavoro. Occorre poi riflettere sul disastro strategico compiuto dal Tesoro, che, in barba alle regole europee appena approvate sulle crisi bancarie, è riuscito anche questa volta ad inventarsene di nuove nel tentativo di risolvere, in ritardo e a modo suo, l’ennesima emergenza.È mai possibile che questo Governo non abbia una strategia lungimirante per risolvere il problema e sia costretto ogni volta a recarsi a Bruxelles col cappello in mano, presentando soluzioni artigianali che mostrano all’Europa tutta la sua debolezza?”.

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Caso Consip: Padoan su Marroni si contraddice?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

padoan“In merito al cosiddetto caso Consip e alla posizione dell’amministratore delegato, Luigi Marroni, il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, è in evidente confusione mentale e, con le prese di posizione degli ultimi giorni, contraddice in modo clamoroso se stesso”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Lo scorso 8 marzo, in Aula a Montecitorio, rispondendo a un mio question time relativo alla vicenda Consip, il ministro Padoan affermò: ‘quanto alla richiesta relativa alla convocazione dell’assemblea perché sollevi dall’incarico l’ingegner Marroni, si osserva che l’amministratore delegato non si trova in una condizione per la quale lo statuto della società, che ha accolto la direttiva Saccomanni, contempla o prescrive la decadenza’.
Questo il pensiero di Padoan tre mesi fa. Ci chiediamo, perché adesso il ministro dell’Economia e delle finanze, la notizia è di pochi giorni addietro, pur di tentare di salvare la faccia di governo e maggioranza, ha fatto dimettere il presidente di Consip, Luigi Ferrara, e il consigliere Marialaura Ferrigno, i due rappresentanti del Mef nel Cda della centrale unica degli acquisti? Mossa che ha fatto decadere automaticamente tutto il Consiglio di amministrazione e che chiude anche l’era dell’amministratore delegato Luigi Marroni, anche se quest’ultimo rimarrà in carica per l’assemblea dei soci e quindi fino alla nomina del nuovo Consiglio.In poche parole Padoan l’8 marzo difendeva il ruolo e l’incarico di Marroni, pochi giorni fa ha deciso di mettere in atto una forzatura per farlo fuori, per ottenere la sua testa.A cosa dobbiamo questo repentino cambio di atteggiamento? Cosa è accaduto negli ultimi tre mesi? Cosa vuole ottenere il ministro Padoan? Domande alle quali il titolare del Mef dovrebbe delle risposte”.

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Padoan Dimettiti: salviamo Mps, non il Pd

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2016

pier-carlo-padoanIl ministro Padoan deve andare a casa. Il M5S vuole sfiduciarlo perché non ha saputo affrontare con tempismo le emergenze del sistema bancario, ha tergiversato per mesi e mesi su Montepaschi e adesso, sotto Natale, ci chiede di poter fare fino a 20 miliardi in più di debito senza spiegare in alcun modo come vuole usarli. Non possiamo accettare di dare alcuna carta bianca a un governo fantoccio. Soprattutto dopo che il suo predecessore ha imposto la chiusura anticipata, con la fiducia, della legge di Bilancio senza una vera discussione in Senato.Il Bomba ha rinviato fino a dicembre la data del referendum e ha trascinato il Paese in una campagna tanto inutile quanto dannosa. Nel frattempo la grana Montepaschi peggiorava e la banca senese veniva usata come arma di ricatto nei confronti degli elettori. Ora, il M5S non può concedere alcuna scorciatoia.Il Partito democratico ha massacrato la banca più antica del mondo per sete di potere e di consenso. Sono stati bruciati miliardi e miliardi di capitale solo negli ultimi anni. Adesso la dirigenza, targata JpMorgan e paracadutata a Siena dal Bomba, non ha niente di meglio da fare che ricattare i piccoli risparmiatori, obbligandoli, di fatto, a trasformare i loro risparmi in capitale di rischio.
La stessa JP Morgan che si garantirà commissioni per 450 milioni (in caso di successo dell’operazione di mercato) senza comunque esporsi.
Non possiamo consentire a Padoan di mettere le mani nelle tasche degli italiani con questa sfrontatezza per fare l’ennesimo regalo a un ceto di banchieri e manager che andrebbe invece spazzato via. Sarebbero altri miliardi buttati al vento.
Il M5S è favorevole a uno strumento pubblico allo scopo di sistemare il settore del credito, ma noi siamo per una vera nazionalizzazione di Montepaschi e di pezzi del sistema bancario, un intervento pubblico di lunga durata che azzererebbe i Cda colpevoli del disastro e avvierebbe una gestione interna dei crediti deteriorati (che non possono diventare un business per pochi speculatori). Soprattutto il M5S introdurrebbe: 1) principi di sana e prudente gestione; 2) una politica degli impieghi rivolta all’economia reale; 3) una policy delle remunerazioni dei dirigenti realmente commisurata ai risultati d’impresa. E’ così che si salvano gli istituti e si tutela il risparmio.
Invece il governo-avatar chiede di poter spendere fino a 20 miliardi per una moltitudine fumosa di obiettivi. Interventi di capitale? In favore di chi e quanto? Sostegno alle emissioni di liquidità? Tutela dei piccoli investitori? Stiamo messi bene se si comportano come con il ‘salva-banchieri’.Chi prenderà cosa? Quali e quante stampelle si lanceranno a un ceto manageriale che dovrebbe soltanto andare a casa?
Il maggior debito è cosa buona se lo si usa bene. E’ assurdo pensare di dare l’ok per aumentarlo senza sapere come saranno utilizzati questi soldi. Non abbiamo nessuna fiducia in un governo che è la fotocopia di quello che ha arrecato danni enormi al sistema bancario con provvedimenti ispirati alla tutela dei soliti noti e macchiati da conflitti di interesse di tipo familistico. A tal proposito, stiamo ancora aspettando un segno di responsabilità e di discontinuità da parte degli organi di vigilanza: i vertici di Bankitalia e Consob dovrebbero essere già andati a casa da tempo.
Inoltre, le eventuali ricapitalizzazioni “precauzionali” impostate dall’esecutivo, che accetta supinamente le regole Ue, porterebbero a un “burden sharing” e quindi a perdite per gli investitori privati (titolari di obbligazioni subordinate), con il rischio di un effetto panico e, dunque, di una destabilizzazione ancora peggiore.Quanti soldi abbiamo perso per la loro incapacità di gestire il problema causato da loro stessi? Quanto ci costerà l’immobilismo di Renzi che ha fatto bruciare in questi mesi miliardi di euro?
Ora si dimostra che, come sempre proposto dal M5S, è possibile l’intervento pubblico: Padoan si assuma la responsabilità di non averlo fatto un anno fa; si sarebbe evitato il crollo del sistema che è costato decine di miliardi al nostro sistema bancario. I soldi dei cittadini vanno usati per difendere i risparmi dei cittadini stessi, non i guadagni dei privati. Il M5S continua a far da sentinella in difesa del risparmio. (Fonte: blog grillo) (foto: padoan)

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Renzi e Padoan prendono in giro gli italiani, mai come oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

padoanNon si era mai visto un decreto-legge che ha effetti nel 2016, dichiarato collegato ad una manovra valida per il triennio 2017-2019 che deve essere ancora esaminata e votata. Un decreto fatto per fare cassa (le norme sulla definizione agevolata sono fatte solo per avere effetti nel 2017, e non aiutano affatto i contribuenti vessati e in difficoltà, ma premia solo chi ha soldi ‘pronti’) e per coprire ‘marchette’ pre-elettorali, con coperture aleatorie che contraddicono di fatto l’intera riforma del bilancio portata avanti in questi anni. La confusione nei saldi e nelle disposizioni di spesa è inimmaginabile. Non si era mai visto che in una relazione tecnica presentata alla Camera il 24 ottobre, un decreto-legge collegato contiene una disposizione (quella sulla voluntary disclosure) che non viene quantificata, e poi, guarda caso, all’interno della manovra di bilancio presentata qualche giorno dopo (teoricamente approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 15 ottobre) sbuca un articolo che quantifica proprio quella disposizione (con 1,6 miliardi di euro), giusto per far tornare i conti, messo quasi come ‘pezza a colori’ di un puzzle che purtroppo non torna. Per non parlare della presa in giro sull’aumento Iva e sulla presunta sterilizzazione delle clausole di salvaguardia. E’ noto come la manovra, rinvii l’aumento Iva solo di un anno, senza disinnescare una volta per tutte tale aumento. Ma il governo fa di più: come si evince dalla relazione tecnica dell’articolo 85 della manovra, addirittura nel 2019 aumentano i costi per 3,6 miliardi, portando l’aumento del’Iva addirittura al 25,9%: un’autentica follia! Questo governo continua a lasciare al Paese un’eredità pesante che sconteranno le generazioni future”.

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Crescita italiana al palo

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Padoan ridicolo nel suo intervento alla Giornata del risparmio su debito, deficit, investimenti e crescita in Italia. Non sa quel che dice, anzi afferma l’esatto contrario di quello che è avvenuto nell’economia italiana da quando lui fa il ministro. Da tre anni va dicendo che il debito pubblico scenderà, ma sempre dall’anno successivo. E in effetti con il governo Renzi è aumentato di 127 miliardi, toccando il record di 2.225 miliardi. Da tre anni va dicendo che il deficit cala e invece gli tocca rivederlo al rialzo ogni volta che aggiorna i conti pubblici e veleggia pericolosamente verso il 3%. Cosa ovviamente non gradita all’Europa che per tre anni è stata imbrogliata su questo. Infine, gli investimenti pubblici sono crollati e la crescita è al palo per l’inefficacia della politica economica di Renzi e Padoan. Indecenti, spaventosi, ridicoli. E il ministro, per pavida obbedienza al suo premier, sta buttando alle ortiche quella poca credibilità accademica che nel tempo aveva acquisito”.

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“Renzi e Padoan produttori di caos, sia in Italia che in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

la-costituzione-della-repubblica-italianaIn Italia, per comprarsi il consenso al referendum hanno fatto due provvedimenti, il decreto fiscale e la legge di bilancio, senza nessuna copertura reale. Provvedimenti che, in ogni caso, non possono essere approvati prima del referendum del 4 dicembre. In Europa, Renzi fa finta di reagire ma in realtà l’Ue gli sta dicendo che la sua legge di bilancio e il suo decreto fiscale sono un imbroglio. Solo che quest’imbroglio verrà solo in parte svelato dalla lettera che stiamo aspettando, in quanto un’eventuale procedura di infrazione nei confronti del nostro Oaese verrà aperta solo dopo l’appuntamento elettorale di dicembre. Renzi sta inquinando la campagna referendaria non solo con massicce presenze televisive, ma anche con numeri sbagliati, fasulli. Per questo gli italiani non ne possono più e voteranno No al referendum”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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Def: I conti di Renzi e Padoan

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“La tempesta per Renzi e Padoan è cominciata lunedì, con le audizioni sulla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza durante le quali la Banca d’Italia e la Corte dei Conti hanno bollato come ‘troppo ottimistiche’ le stime sull’economia presentate dal governo.L’Ufficio Parlamentare di Bilancio si è addirittura rifiutato di validare il quadro programmatico del Tesoro, ritenuto in contrasto con la realtà dei dati. Ieri, anche il Fondo monetario ha tagliato le stime di crescita italiana, a dimostrazione dell’andamento negativo dell’economia. Dulcis in fundo, oggi l’Istat ha rilevato che ‘l’indice composito anticipatore dell’economia segna nell’ultimo mese l’ottava variazione negativa consecutiva’ e che la fase di debolezza continuerà nei prossimi mesi.Insomma, tutte le principali istituzioni nazionali ed internazionali hanno consigliato al governo di ridimensionare l’ottimismo dei conti pubblici. Ma il premier Renzi e il ministro Padoan, anziché prendere atto della realtà, si sono messi a sfidare gli economisti di mezzo mondo, certi che sono tutti gli altri a sbagliarsi, mica loro.Per Renzi le stime di Bankitalia, Corte dei conti e Upb sono la ‘solita solfa come le occupazioni studentesche’. Un’offesa che non ha precedenti nella storia italiana. Mai, fino ad ora, infatti, un premier si era permesso di offendere le istituzioni economiche del paese in questo modo. Ci chiediamo con quale coraggio un primo ministro che non ha mai lavorato in vita sua si mette a dare lezioni di economia. Prima di parlare di conti pubblici, Renzi studi. E smetta di fare propaganda in giro per l’Italia. Faccia il presidente del Consiglio, se ne è capace, e basta con le battutine d’accatto”.

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Banche: Le figuracce di Padoan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

Banca d'ItaliaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Giornata nerissima, quella di ieri, per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Probabilmente la peggiore da quando si è insediato in via XX settembre.Prima la bocciatura senza appello da parte di Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio Parlamentare del Bilancio del libro delle favole che è la Nota di Aggiornamento al DEF, presentata dal suo Ministero la settimana scorsa. Poi, in tarda serata, il fallimento del supervertice sulle banche da lui stesso convocato.La stampa scrive addirittura di un ministro che insegue i vertici di UBI banca nel disperato tentativo di convincerli a comprare 4 istituti di credito falliti. Patetico.I vertici di UBI gli avrebbero giustamente ricordato che devono fare gli interessi dei loro azionisti, non rimediare ai disastri che il decreto bail-in, scritto dal governo, ha creato.Rattrista vedere un economista, da sempre stimato, come Pier Carlo Padoan, rovinarsi la reputazione per esaudire i capricci elettorali del suo presidente del Consiglio. Gli auguriamo che possa presto accorgersi di quali figuracce il premier gli sta facendo fare e di lasciare il ruolo di piazzista di banche a Matteo Renzi che con MPS si è già lanciato in questa carriera, seppur con risultati finora disastrosi”.

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Padoan e i conti che non tornano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2016

brunetta-nardin“L’ineffabile Padoan aveva previsto un tasso di inflazione dell’1% nel 2016, che sommato all’1,2% di crescita reale del Pil avrebbe dato per questo anno una crescita nominale del 2,2%. Ricordo che il Pil nominale è l’unico indicatore valido ai fini dei parametri europei”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Radio Cusano Campus”.
“In realtà il Pil reale per questo 2016 sarà dello 0,6-0,7% invece dell’1,2%, e l’inflazione invece di 1% sarà molto probabilmente a 0. Il che vuol dire che Pil reale e Pil nominale nel 2016 coincideranno. E se coincideranno sullo 0,7% è meno di un terzo del Pil nominale cui l’ineffabile Padoan puntava. Se lei pensa che un’azienda che ha un obiettivo di budget e di quel budget a conti chiusi riesce a farne un terzo e meno di un terzo, la cosa più semplice che può fare quell’azienda è portare i libri in tribunale.Noi siamo a questo livello. Padoan ha sbagliato tutti i conti che erano stati fatti ad aprile, non un anno fa, e ad aprile si sapeva già che l’anno sarebbe finito male, prima ancora della Brexit, perché c’era il rallentamento delle economie mondiali, c’era la caduta del prezzo del petrolio che avrebbe prodotto deflazione. Quello di Padoan non è un errore, è un imbroglio. Aveva bisogno di gonfiare il Pil nominale per far quadrare i conti e così ha messo un Pil reale eccessivo al quale ha aggiunto 1 punto di inflazione. Adesso con la nota di aggiornamento al Def deve fare marcia indietro, ma anche la sua marcia indietro è imbrogliona”, ha sottolineato Brunetta.
“Il terzo Def di questo governo, il terzo imbroglio del duo-pinocchio Renzi-Padoan. In trenta mesi hanno aumentato il debito di 145 miliardi di euro, quando Padoan diceva che il debito sarebbe diminuito in valori assoluti e in valori percentuali; hanno di fatto aumentato il rapporto deficit-Pil perché c’era un impegno con l’Unione europea di diminuirlo di mezzo punto l’anno fino ad arrivare al pareggio nel 2018, in realtà il deficit è verso il 3%. Per cui, bloccato in quella posizione, alla fine di questa tragica sequenza del duo-pinocchio noi arriveremo ad avere accumulato due, tre punti in più di deficit, perché dovevamo azzerarlo e in realtà rimane inguaribilmente ancorato al massimo possibile, cioè attorno al 3%”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Radio Cusano Campus”.“Il resto sono state tutte mance inutili, i vari 80 euro, i 500 euro sprecati e regalati non si sa ancora come ai diciottenni, e non è una cosa seria, lo dicono gli stessi diciottenni. Di quest’ultimo imbroglio non se ne sa un granché perché hanno fatto il Consiglio dei ministri a tarda sera, per cui tutto quello che viene fuori dai giornali sono chiacchiere.Ci saranno i numeri oggi e i numeri saranno questi: aumento del debito, aumento del deficit, la crescita è bloccata e si rinvia sempre all’anno successivo, mettendo la polvere sotto il tappeto.Queste cose gli italiani le sanno perché il Paese è bloccato, la disoccupazione è altissima, i consumi son precipitati, siamo in deflazione e il rischio è che possiamo tornare in recessione. Deflazione vuol dire prezzi sotto zero, quindi crollo dei consumi; recessione vuol dire crescita col segno meno perciò è il passo del gambero, invece di produrre più ricchezza se ne produce meno”, ha aggiunto Brunetta.

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Renzi e Padoan dilettanti allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Il Centro Studi Confindustria ha svelato i lati oscuri della politica economica del governo, i record che il presidente del Consiglio nasconde: aumento di deficit e debito.
Il deficit nel 2016 avrebbe dovuto chiudere a 0,9%, mentre finirà per chiudere, se va bene, al 2,4%, con un delta negativo di 1,5 punti di Pil. E il debito pubblico a luglio ha segnato il record di 2.252 miliardi, con un aumento rispetto a febbraio 2014, quando Renzi si è insediato a Palazzo Chigi, di 145 miliardi. Ne deriva che Renzi e Padoan, che da trenta mesi vanno dicendo che con loro il debito diminuisce, hanno mentito e mentono sapendo di mentire. Questi numeri non si possono ignorare.Confindustria, poi, ha confermato un altro misfatto del governo Renzi, che noi denunciamo da mesi: i dati del governo sulla crescita sono gonfiati. Il Pil italiano nel 2016 sarà pari a mezzo punto percentuale in meno rispetto alle previsioni che il Governo aveva stimato nel Documento di economia e finanza di aprile (+1,2%). Se a questo si aggiunge un tasso d’inflazione pressoché pari a zero, di gran lunga inferiore al +1% stimato dall’esecutivo ad aprile, ne deriverà una crescita nominale (crescita reale più inflazione) del +0,7%: meno di un terzo delle ottimistiche previsioni primaverili di Renzi e Padoan (2,2%).Questa revisione al ribasso del tasso di crescita implicherà una ulteriore revisione al rialzo del rapporto deficit/Pil e debito/Pil per il 2016. Di conseguenza, per poter rispettare gli impegni presi con Bruxelles, a ottobre servirà una manovra correttiva di circa 30 miliardi di euro”.

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Padoan fa coming out sulla crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il ministro Padoan non ce la fa più. Dopo l’ammissione di aver dovuto convincere Renzi a giocare meno con il deficit (cosa che, però, il premier continua a fare), oggi fa coming out anche sulla crescita: le stime nel Documento di economia e finanza (Def) di fine mese saranno riviste al ribasso.
Ma non per la Brexit o per il terrorismo, caro ministro, bensì perché erano già gonfiate dall’inizio. Da quando si è insediato, questo governo non ha fatto altro che ‘truccare’ i conti. Facendo vedere agli italiani una ripresa che non c’era, illudendoli con mance e mancette che hanno svuotato le casse dello Stato, giocando sul filo del decimale di deficit o di Pil per prendere in giro anche l’Europa.
Il complice ministro Padoan ha assecondato il presidente del Consiglio fino ad oggi, ma evidentemente non ce la fa più. La sua fama, anche internazionale, è però già distrutta. Sono bastati due anni e mezzo accanto a Renzi per rovinare una carriera brillante.
E allora i conti al ministro Padoan li facciamo noi. La crescita reale a fine anno sarà pari, ben che vada, a +0,7%, vale a dire mezzo punto percentuale in meno rispetto alle previsioni del governo (+1,2%), e l’inflazione pari a zero, invece del +1% stimato dall’esecutivo ad aprile. Ne deriverà una crescita nominale (data da crescita reale più inflazione) dello 0,7%, pari a meno di un terzo degli auspici di Renzi e Padoan (2,2%).
Questo significa che bisognerà ricalcolare il rapporto deficit/Pil e debito/Pil del 2016, e che, per rispettare gli impegni presi con Bruxelles, a ottobre servirà una manovra correttiva di circa 30 miliardi di euro. Senza considerare le promesse che Renzi va facendo in giro per l’Italia per comprarsi il voto per il referendum sulla riforma Costituzionale. Gli italiani sono avvisati, se continuano a credere all’illusionista Renzi la stangata arriverà ancora più forte”.

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Banche: Padoan chiarisca rapporti tra Mef e Jp Morgan

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

padoanIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiarire i rapporti tra il suo Ministero e JP Morgan, la banca d’affari che ha fiutato l’enorme affanno del governo sui dossier bancari e ne approfitta.“L’entità delle consulenze che il Tesoro e i suoi satelliti stanno pagando alla banca d’affari americana – afferma Brunetta – è strabiliante. Centinaia di milioni di euro per non meglio precisate consulenze su crediti deteriorati, affari rischiosi e stigmatizzati dalla Corte dei Conti come il sostegno al finanziamento della Pedemontana Veneta e molto altro ancora.Sorge il dubbio: vista la cifra sbalorditiva, si tratta di vere consulenze? Oppure è un modo come un altro per remunerare a caro prezzo il ruolo di JP Morgan nell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena? Aumento che – ricordiamolo – dovrebbe essere del tutto privato, e quindi non può essere sostenuto né tantomeno addolcito dallo Stato.
Le cifre pagate a JP Morgan sono dunque premi per il rischio-Paese ‘vestiti’ da consulenza? E infine, Renzi ha parlato anche del futuro governatore Bankitalia con il Ceo di JP Morgan? Che Grilli ha per la testa?”.

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Banche: Padoan in aula per informativa su sistema bancario e su MPS

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

monte dei paschi di siena“Ci sono notizie secondo cui le casse previdenziali dei liberi professionisti sarebbero state indotte, costrette, convinte, a fornire 500 milioni di euro al fondo costituente Altante 2, o Giasone, finalizzato alla salvezza del Monte dei Paschi di Siena. Se così fosse sarebbe veramente grave, sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista economico, perché metteremmo a rischio le pensioni di circa un milione e mezzo di pensionati e pensionandi, togliendo loro circa 500 milioni di euro, non si sa bene a che titolo e non si sa bene con quale strumento di convincimento. Il tutto per salvare Mps, banca molto chiacchierata, di stretta osservanza Pci-Pds-Ds-Pd negli ultimi 20-30 anni”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio.“Per questo chiedo che il ministro Padoan venga al più preso in Parlamento per un’informativa urgente su quello che sta succedendo al nostro sistema bancario, su quello che sta succedendo ad Mps, su quello che succerà dopo venerdì 29 a chiusura dei mercati per quanto riguarda il salvataggio o meno di Mps.
Saremo costretti ad un altro decreto legge notturno? Decreto che poi sarà reiterato tre-quattro volte in Aula con altri decreti? Sarà applicato il bail-in, non sarà applicato il bail-in? Noi chiediamo che Padoan venga a spiegare quello che sta succedendo, e che soprattutto spieghi quello che sta succedendo alle casse previdenziali dei liberi professionisti italiani. Un milione e mezzo di liberi professionisti che rischiano la loro pensione per andare in soccorso di Mps. Noi vorremmo una Commissione parlamentare d’inchiesta su quello che è successo al Monte Paschi”, ha concluso Brunetta.

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Da Confartigianato duro attacco al presidente del Consiglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

padoanI debiti della PA pagati interamente da quanto il Fiorentino è al governo? Neanche per idea! Il premier, ancora una volta, ha raccontato balle e fatto annunci, nulla più”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Con gli Enti pubblici gli imprenditori hanno un conto in sospeso da 65 miliardi e mezzo. A tanto ammontano i debiti commerciali accumulati dalla Pubblica amministrazione a fine 2015 nei confronti delle aziende fornitrici. ‘Una montagna di denaro che è nostra ma che fatica a tornare nelle nostre aziende’, ha denunciato giustamente il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. Ha qualcosa da dire Matteo Renzi? Ha qualcosa da dire il ministro Padoan?
La crisi morde la pancia del Paese e le imprese, che sono linfa trainante per la nostra economia, vengono prese in giro e bistrattate in questo modo. Un comportamento vergognoso da parte del governo. Il presidente del Consiglio dovrebbe chiedere scusa, ammettere le sue bugie e il suo fallimento, e andare in pellegrinaggio permanente al santuario di Monte Senario”, conclude Brunetta.

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