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Il mistero in bacheca al Museo della Natura e dell’Uomo (MNU) dell’Università di Padova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 Maggio 2023

Il Museo della Natura e dell’Uomo (MNU) dell’Università di Padova, che aprirà venerdì 23 giugno, nasce dalla fusione delle ricchissime collezioni naturalistiche che sono state costruite nei secoli da studiosi ed esploratori dell’Università patavina, a fini di ricerca e didattica. Il nuovo allestimento riunisce in un unico percorso espositivo i preesistenti musei universitari di Mineralogia, Geologia e Paleontologia, Antropologia e Zoologia, integrandoli in una narrazione coerente e appassionante, arricchita da un intelligente apparato grafico, testuale e multimediale, a raccontare una storia planetaria dai suoi esordi, più di quattro miliardi di anni fa, fino ai giorni nostri. Il MNU si articola in 38 sale per un totale di circa 3.800 mq, cui si aggiungono un ambiente per le esposizioni temporanee di circa 300 metri quadri. Una delle sezioni del museo sarà quella di Antropologia, declinata in antropologia fisica – Dall’Africa all’Eurasia: il grande mosaico della diversità umana ed etnografia – Nature e culture, che si sviluppa in 11 sale con ben 776 metri quadri a disposizione per illustrare ed esporre i suoi reperti. Tra questi la Tavoletta enigmatica in ceramica della Media età del Bronzo (1650-1350 a.C.) ritrovata sul Monte Orcino a Dignano d’Istria in Croazia. «La ricerca scientifica si occupa spesso di mettere in relazione fatti o dati conosciuti per generare nuova conoscenza o nuove consapevolezze. In questo caso l’ignoto non è rappresentato da una domanda astratta, ma è condensato in un oggetto, la Tavoletta enigmatica in ceramica, che tutti possono vedere e quasi toccare con mano. Non si tratta di trovare un’equazione che descriva un fenomeno intergalattico, o di inventare una tecnologia che possa esplorare l’infinitamente piccolo: qui un oggetto fisico, plasmato da un nostro simile, non troppo tempo fa aveva sicuramente un significato importante per quella persona e forse addirittura per la società a cui quella persona apparteneva, e noi non riusciamo a capire quale fosse. Forse un giorno gli archeologi e gli antropologi riusciranno a codificare il messaggio che questo oggetto tramanda. Forse apparirà dalle sabbie del tempo una nuova Stele di Rosetta – osserva Luca Pagani, Referente scientifico della sezione di Antropologia –. O forse un visitatore del Museo, con sufficiente spirito di osservazione e magari le giuste informazioni riuscirà a risolvere questo enigma millenario. Anche questa è la ricerca scientifica, che trova uno dei suoi perni fondamentali nei musei».«Il reperto esposto nella sezione di Antropologia del MNU viene definito tavoletta enigmatica: si tratta di un oggetto di pochi centimetri, ritrovato da Raffaello Battaglia negli anni 1925-28 nel sito di Monte Orcino, nell’odierna Croazia. Le tavolette enigmatiche sono diffuse durante l’età del Bronzo dall’Italia settentrionale all’Europa centro-orientale – conclude Nicola Carrara, Conservatore della sezione di Antropologia –. Sono in ceramica o in pietra e recano – impressi o incisi – molti segni geometrici di significato ancora ignoto, ma che compaiono singolarmente o in associazioni diverse su più di 300 esemplari ritrovati. La loro funzione è incerta ed è uno dei temi d’interesse più dibattuti degli studiosi di preistoria europea: si ipotizza che possa trattarsi di una mappa o di un sistema di comunicazione – anche diversificato secondo diverse aree culturali – attivo almeno tra il XXI e il XIV sec. a.C.».

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All’orto botanico ritornano i racconti della natura

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2023

Padova domani, martedì 21 marzo negli spazi del Museo dell’Orto Botanico, via Orto Botanico 15 a Padova, alle ore 18.00, insieme all’autrice Brunella Torresin ed Elena Canadelli, storica della scienza e responsabile scientifica del nuovo Museo botanico, ripercorreremo la vicenda umana e professionale di Maria Sibylla Merian, una scienziata, artista e imprenditrice che ha rivoluzionato il modo di approcciarsi alla natura regalandoci opere d’arte ineguagliabili. Donna, divorziata con due figlie, cinquantaduenne: anche negli ambienti più colti della società europea di fine Seicento, il talento poco valeva a riscattare una condizione femminile inesorabilmente minoritaria. Consapevole del proprio valore di pittrice, illustratrice e naturalista, Maria Sibylla Merian ha saputo tramutare a suo vantaggio pregiudizi e costrizioni secolari, in un modo che ancora oggi appare sbalorditivo, grazie a un impegno instancabile, fatto di rigore, pazienza, visione, studio. Si imbarca, alla fine del mese di giugno 1699, su un veliero della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, che da Amsterdam la porterà nella colonia del Suriname, per una spedizione che è al tempo stesso artistica, scientifica e commerciale: per sostenerne i costi ha venduto tutto ciò che possedeva. Nelle terre incognite del Nuovo Mondo raccoglie insetti e altri animali che osserva e disegna, documentando minuziosamente quello che più le sta a cuore, e cioè il processo di trasformazione. Serpenti, iguane, rospi, bruchi e farfalle, con le piante di cui si nutrono, daranno vita a meravigliose tavole di incisioni acquerellate: un corpus prezioso per l’avanzamento delle scienze naturali, che ha saputo catturare l’interesse di collezionisti, studiosi e intellettuali di tutta Europa, da Linneo a Goethe. Dotata, temeraria e determinata, Maria Sybilla Merian ci offre l’esempio di un destino eccezionale, compiuto forzando le convenzioni sociali, reinventando i codici della sua professione, realizzando una felice sintesi di arte e scienza.Brunella Torresin, giornalista culturale, dopo essere stata a lungo redattrice de «La Repubblica», collabora oggi alle pagine e agli inserti culturali dell’edizione nazionale del quotidiano. È autrice di traduzioni e di scritti di storia del teatro.L’evento è gratuito e si svolge negli spazi del Museo botanico. Per partecipare è richiesta la prenotazione online.

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4° Convegno Thoracic Oncology di Padova

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2023

Padova. “Negli ultimi anni la prognosi dei pazienti con neoplasie polmonari è migliorata in maniera importante grazie all’applicazione di nuove strategie terapeutiche e alla centralità del team multidisciplinare nella definizione del percorso diagnostico -terapeutico. La corretta selezione dei pazienti per terapia target o per terapia con inibitori dei check point immunitari è fondamentale nella massimizzazione dell’efficacia degli algoritmi terapeutici, anche alla luce del ruolo sempre più importante della terapia perioperatoria” ha dichiarato la professoressa Valentina Guarneri, Direttore UOC Oncologia 2 Istituto Oncologico Veneto – IRCCS, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università di Padova e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica. “Nel 2022, la Rete Italiana Screening Polmonare (RISP) ha avviato un programma di screening mediante tomografia computerizzata a bassa dose (LDCT) su soggetti ad alto rischio sulla base dello stato di fumo e dell’età e confronterà l’efficacia di due diverse strategie di screening. Questo progetto è quanto mai attuale anche alla luce della recente introduzione di terapie target nella malattia radicalmente operata, e richiede un adattamento dei team multidisciplinari allo scenario in costante evoluzione, sottolineando l’importanza del confronto dei diversi specialisti” ha spiegato il professor Federico Rea, Professore Ordinario di Chirurgia Toracica, Università di Padova, Direttore Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica e Direttore Unità di Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Padova.

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Spazio, Cirielli: Diplomazia scientifica per la crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2023

“L’Italia è la sesta potenza spaziale del mondo e oggi il business spaziale è imponente. La Farnesina vuole, da un lato, potenziare le imprese e il settore universitario con la diplomazia spaziale e quindi la cooperazione sul tema; dall’altro, difendere le proprie risorse umane che devono trovare una società pronta e offrire lavoro per le professionalità ad alta competenza tecnologica”. Lo ha dichiarato il Vice Ministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, con delega alla Spazio, on. Edmondo Cirielli, nell’ambito della Conferenza delle Addette e degli Addetti Scientifici e Spaziali 2023 in corso a Padova. “Due saranno i fattori che nei prossimi anni daranno un vertiginoso impulso economico e accademico al mondo dell’aerospazio: purtroppo la guerra in Ucraina, che ha dimostrato quanto la difesa e la sicurezza siano focalizzate verso lo spazio; e il progetto della Nasa – al quale l’Italia partecipa – “Artemis”, ideato per riportare in maniera permanente l’uomo sulla Luna”, ha concluso Cirielli.

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Libro dal titolo “Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2023

Padova Martedì 14 febbraio alle ore 17.30, nella sede del Museo dalla Padova Ebraica di via delle Piazze 26 a Padova, viene presentato il libro dal titolo “Gli ebrei a Padova dal Medioevo ai giorni nostri. Il valore di una presenza” (Casa Editrice Giuntina 2022) curato da Pier Cesare Ioly Zorattini, Adolfo Locci e Stefano Zaggia. Interverranno Donatella Calabi, Università IUAV di Venezia, Carlo Fumian, Università degli Studi di Padova, e Pier Cesare Ioly Zorattini, Università degli Studi di Udine. Il volume si articola lungo un percorso che inizia con lo studio sulla prima condotta militare – un contratto stipulato nel Medioevo e nel Rinascimento che stabiliva le condizioni di servizio alle quali il capitano o condottiero si sottoponevano fornendo uomini in armi e mezzi ad un richiedente – a Padova nella seconda metà del Trecento del prestatore Guglielmo da Camerino fino ai suoi eredi nel 1418 sotto il dominio della Serenissima. Fu grazie al sistema delle condotte, contratti bilaterali fra le autorità locali e i prestatori ebrei, che i datori di denaro ottennero i privilegi che garantivano loro la sopravvivenza tra cui i diritti di residenza temporanea in determinate località, premessa fondamentale per il costituirsi delle future Comunità ebraiche. La peste di Padova del 1630 compare nel capitolo dedicato all’unica versione italiana del “Olam hafuch” (Il mondo capovolto) del rabbino padovano Abraham Catalano che descrive e ripercorre quasi giorno per giorno l’epidemia e la sua gestione da parte dei capi del ghetto non solo nei rapporti con le autorità cittadine, ma anche nella prevenzione, cura e sostegno materiale e morale degli infermi. Fondamentali per la ricostruzione dell’archivio storico della Comunità padovana sono altri contributi nel testo per la ricostruzione della storia dell’insediamento ebraico a Padova fino agli inizi del XX secolo, ora conservate presso i Central Archives for the History of the Jewish People di Gerusalemme. Da un lato si tratta di circa 2060 fascicoli divisi in 35 serie, coprenti un arco cronologico che va dal sedicesimo al ventesimo secolo, a cui si aggiunge l’inventario dei registri delle sinagoghe di Padova dal 1420 al 1900. Alle sinagoghe padovane sono dedicate altre pagine del libro sulla fondazione della prima sinagoga tedesca a Padova nel 1472 e il ruolo di primaria importanza della famiglia Sacerdote nell’insediamento ebraico patavino dal 1464 ai primi anni del ghetto nel 1606. Poi si potranno leggere le note sull’evoluzione architettonica delle sinagoghe padovane tra il Cinquecento e il Novecento. Non meno significativa è la sezione, nell’ambito delle istituzioni materiali, delle alterne vicende dei cimiteri ebraici di Padova, del Padovano, di Rovigo e del Polesine dal XIV al XIX. La grande vivacità e articolata complessità culturale dell’ebraismo padovano emerge, poi, da numerosi interventi: dalla produzione teatrale del grande filosofo, mistico e poeta padovano, il rabbino Mosè Chayyim Luzzatto, uno dei più rilevanti autori della letteratura ebraica dell’età moderna, morto di peste nel 1747 in Palestina a soli quarant’anni; al rabbino padovano Mosè David Valle (1696-1777) rinomato cabalista autore de I Sette Giorni della Verità che fu cantore nella sinagoga spagnola di Padova. L’Ottocento fu l’epoca in cui l’ebraismo padovano raggiunse il massimo splendore: si ripercorre la storia del più importante istituto religioso e culturale dell’ebraismo italiano per la formazione del rabbinato, il Collegio rabbinico in funzione a Padova dal 1829, e delle figure dei rabbini di origine patavina che conseguirono l’ordinazione rabbinica al termine dell’iter degli studi tra il 1841 e il 1868. La personalità ebraica più significativa nell’Italia della prima metà dell’Ottocento fu senz’altro Samuel David Luzzatto (1800-1865), all’ebraica Shadal, leader del Collegio per livello e formazione: nel testo viene posta in luce la traduzione aramaica della Torà di Onqelos il proselito e del metodo innovativo rispetto alla tradizione seguito dal giovane e dotatissimo filologo. L’annessione di Padova al Regno d’Italia nel 1866 inaugurò quel periodo conclusosi con la Grande Guerra che è stato definito “l’età d’oro dell’ebraismo padovano”. Ai protagonisti di questa vicenda sono dedicati vari saggi: dalla complessa personalità del mecenate e collezionista Giacomo Treves dei Bonfili, membro di una delle famiglie più illustri del giudaismo veneto, attivo a Padova e a Venezia tra il Regno lombardo-veneto e il periodo postunitario, ai profili umani e scientifici degli ebrei che fecero parte dell’Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova, oggi Accademia Gali- leiana, dagli inizi dell’Ottocento ai giorni nostri, e ancora all’apporto degli studiosi ebrei ai settori sia umanistici sia scientifici dell’Università di Padova dagli inizi del Novecento fino alla persecuzione razziale fascista che ne sanzionò l’emarginazione. Infine ci si sofferma sull’antisemitismo a Padova ricostruendone puntualmente la genesi e gli sviluppi dagli inizi del regime fascista al termine del secondo conflitto mondiale ripercorrendo le conseguenze della Shoah nelle drammatiche vicende dell’ebraismo padovano. I saggi finali prendono in esame quella che fu nell’Ottocento una delle più significative espressioni culturali dell’ebraismo patavino: la tipografia in ebraico di cui oggi resta un’importante testimonianza la Raccolta Morpurgo presso la Biblioteca Universitaria di Padova. Infine il libro si conclude con un prezioso spaccato sulla attuale situazione dei problemi e delle caratteristiche dell’odierna Comunità ebraica di Padova.

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Reumatologia di Padova: Centro di eccellenza europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2022

«Sono molto felice, ed è motivo di grande orgoglio, del prestigioso riconoscimento con il quale l’European Alliance of Associations for Rheumatology certifica l’eccellenza dell’Unità Operativa di Reumatologia – afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. Ancora una volta viene riconosciuta l’altissima qualità dell’operato dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, grazie alla ricerca svolta da nostre e nostri docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico, assegniste e assegnisti, dottorande e dottorandi. A tutte e tutti loro, al direttore dell’Unità Operativa, Andrea Doria, vanno i miei complimenti e soprattutto il ringraziamento per il loro lavoro, ad alzare ancor di più il livello d’eccellenza della ricerca scientifica e, di conseguenza, dell’assistenza sanitaria per i pazienti».L’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, diretta dal Prof. Andrea Doria, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento conferito dalla European Alliance of Associations for Rheumatology (EULAR). Da oggi e per cinque anni infatti, la Reumatologia di Padova è Centro di Eccellenza Europeo in Reumatologia. Il centro di ricerca del professor Doria composto da professori associati, ricercatori, personale tecnico di ricerca, dottorandi e assegnisti, si è distinto per la numerosità, ma soprattutto per la qualità dei prodotti della ricerca nel periodo 2017-2021.L’Unità Operativa di Reumatologia, afferente al Dipartimento di Medicina diretto dal Prof. Roberto Vettor, è un centro di riferimento Italiano per la diagnosi e cura delle malattie reumatologiche, sede della Scuola di Specializzazione in Reumatologia e del corso di Dottorato di ricerca in scienze cliniche e sperimentali, curricula scienze reumatologiche e di laboratorio.L’EULAR è l’organizzazione di riferimento delle società scientifiche di reumatologia di tutte le nazioni europee, delle associazioni di pazienti affetti da malattie reumatologiche e degli operatori sanitari che lavorano in ambito reumatologico. L’EULAR ha istituito un registro che raccoglie i migliori centri di ricerca di Reumatologia in Europa con un triplice obiettivo: promuovere la ricerca e le collaborazioni tra i migliori centri dei paesi Europei, favorire la circolazione e la formazione di giovani ricercatori e facilitare l’interazione con le istituzioni dell’Unione Europea. A tale registro, che viene rinnovato annualmente, appartiene da oggi la Reumatologia di Padova.

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Immatricolazioni all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2022

Parma. I dati delle ore 18.10 di oggi parlano di 1.780 persone che hanno effettuato la prenotazione, a fronte di 1.745 posti complessivi a disposizione per i corsi a numero programmato locale tra lauree triennali (LT) e lauree magistrali a ciclo unico (LMCU).I posti disponibili (dati comprensivi degli studenti extracomunitari) sono così ripartiti: · Biologia (LT) 199 posti · Biotecnologie (LT) 110 posti · Chimica (LT) 144 posti · Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (LMCU) 133 posti · Costruzioni Infrastrutture e Territorio (LT a orientamento professionale) 47 posti · Farmacia (LMCU) 179 posti · Qualità e Approvvigionamento di Materie prime per l’Agro-alimentare (LT a orientamento professionale) 28 posti · Scienze dell’Educazione e dei Processi Formativi (LT) 333 posti · Scienze Motorie, Sport e Salute (LT) 251 posti · Scienze e Tecnologie Alimentari (LT) 133 posti · Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (LT) 188 posti Per questi corsi la procedura di iscrizione on line resta comunque aperta fino alle 12 del 14 luglio. L’Ateneo ricorda che il codice identificativo numerico (assegnato agli studenti con la procedura di prenotazione del posto) non corrisponde alla posizione in graduatoria. La posizione in graduatoria sarà infatti calcolata sulla base sia dell’ordine cronologico di iscrizione sia del voto di maturità (che potrà essere inserito fino alle 12 del 17 luglio). La pubblicazione della graduatoria avverrà il 20 luglio 2022 (ore 12) sul sito http://www.unipr.it.

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L’Università di Padova compie 800 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2022

Per festeggiare questo grande traguardo ha colorato dei luoghi in città, creando degli spazi di condivisione dove incontrarsi e scambiare idee, perché solo attraverso il dialogo si costruisce un futuro di giustizia, uguaglianza e opportunità.Via del Portello, largo Debussy, piazzale Firenze e piazzale Cuoco sono stati decorati con elementi simbolici legati all’identità dell’Ateneo, grazie a dei graffiti ecosostenibili con impatto ambientale pari a zero.Con questa iniziativa di comunicazione sostenibile e coinvolgente l’Università di Padova esce dalle aule e si avvicina ai quartieri, portando nuovi significati in quegli spazi cittadini deputati all’interazione e al dialogo, in linea con il concetto di libertà di cui è promotrice da 800 anni.I quattro quartieri (Arcella, Guizza, Portello, Sacra Famiglia) riprendono le quattro aree tematiche in cui è suddiviso il calendario degli eventi per l’ottocentenario e riportano ai valori e alla storia dell’Università: Libera la scienza con il riferimento alla Sfera armillare, Libera le idee che viene richiamato dalle Stelle nel Sigillo universitario, Libera la natura che omaggia la Pianta dell’Orto botanico, infine Libera le arti che si innerva nelle invenzioni stilistiche di Gio Ponti a Palazzo del Bo. Questi binomi vengono a loro volta reinventati graficamente e inseriti nel tessuto urbano attraverso il singolo simbolo iconico o la sua moltiplicazione caleidoscopica. In via del Portello le decorazioni sono ispirate alle lampade di Gio Ponti presenti a Palazzo del Bo, a piazzale Firenze è la sfera armillare a rappresentare la scienza e le scoperte scientifiche che hanno fatto la storia dell’Università. La natura è invece la protagonista di piazzale Cuoco dove i disegni geometrici dei quarti che suddividono l’Orto botanico sono diventati la base delle illustrazioni della piazza. Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le idee e la libertà di esprimerle, che sono rappresentate in largo Debussy dagli elementi simbolici del sigillo di Ateneo. By Marco Milan

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Per l’Università di Padova due riconoscimenti e due segnalazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

L’Università di Padova conquista due premi e due segnalazioni, quest’anno, nell’ambito del “Premio PA sostenibile e resiliente 2022”, promosso da FPA e ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il cui obiettivo è scoprire e valorizzare le migliori iniziative di amministrazioni, associazioni e start up sui temi dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi dell’Agenda 2030. Ad aggiudicarsi i premi sono stati l’Area Comunicazione e Marketing dell’Università di Padova con il progetto “Il clima che vogliamo” e il Dipartimento di Psicologia Generale con il progetto “BE-GREEN”. L’Area Comunicazione e Marketing del nostro Ateneo ha vinto il premio nella categoria “Comunicare la sostenibilità” grazie a “Il clima che vogliamo”, la serie de “Il Bo Live” che offre una prospettiva a 360 gradi riportando i principali problemi riguardanti il cambiamento climatico. Aspetto particolarmente rilevante del progetto, secondo il parere della giuria, è la sua crossmedialità: i contenuti sono stati veicolati anche attraverso podcast, infografiche e video. L’obiettivo principale è la disseminazione di dati scientifici verificati sulle problematiche del cambiamento climatico nei confronti sia di un pubblico di esperti sia di un pubblico generalista. La serie intende dare uno sguardo a 360° sui diversi aspetti legati al climate change, non solo da un punto di vista di analisi scientifica dei dati ma anche da un punto di vista sociale e culturale che permetta ai lettori di comprendere come il cc abbia ricadute anche molto concrete sulla vita di tutti i giorni. Il Bo Live si rivolge a un pubblico eterogeneo, con una prevalenza nella fascia d’età 21/35 anni. I principali beneficiari sono i giovani, coloro sulle cui spalle pesano gli effetti dell’inquinamento di origine antropica, causa indiscussa del cambiamento climatico. La serie è comunque pensata per raggiungere un pubblico più ampio possibile, compresi enti di ricerca scientifica che lavorano sul cambiamento climatico per fare massa critica rispetto ai cosiddetti policy maker. Il Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova ha ricevuto il premio nella categoria “Formare sui temi della sostenibilità” per “BEE-GREEN”, programma di ricerca realizzato in collaborazione con Eni, per mappare i fattori alla base di comportamenti pro-ambientali nei lavoratori e sviluppare percorsi di formazione dei dipendenti efficaci nel promuovere una cultura green-oriented in ambito lavorativo. Tra i finalisti dell’edizione 2022 del Premio sono stati segnalati, sempre per l’Università di Padova, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale, finalista nella categoria “Formare sui temi della sostenibilità” con il “Corso di Laurea Magistrale Internazionale in Climate Change and Diversity: Sustainable Territorial Development (CCD-STeDe)”, e il CISR, Centro Interdipartimentale di Studi Regionali “Giorgio Lago”, sul podio per la categoria “Fare rete per raggiungere obiettivi di sostenibilità” con il laboratorio “UnicityLab – Laboratorio UNICITY sulle relazioni tra Università e Città di Padova”.

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Realizzare un computer quantistico a Padova

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2022

E’ ora d concretamente possibile grazie all’imponente investimento del Bando World Class Research Infrastructure (WCRI) dell’Università di Padova. Un cofinanziamento di 2,5 milioni di euro, a cui contribuiscono anche numerosi partner per una cifra totale di 4,565 milioni di euro, per l’acquisizione di infrastrutture di ricerca che hanno caratteristiche di eccellenza tali da costituire un punto di riferimento nel panorama internazionale. Il Dipartimento di Fisica e Astronomia è capofila e coordinatore del progetto denominato Quantum Computing and Simulation Center (QCSC) al quale partecipano dieci Dipartimenti dell’Università di Padova, il centro interdipartimentale per le tecnologie quantistiche Padua QTech e un centro di Ateneo, oltre a una cordata di enti di ricerca, imprese private e istituzioni pubbliche locali, nazionali e internazionali di altissimo livello, come Cineca, INFN o Neat, a sottolineare la natura interdisciplinare del programma.Le principali applicazioni possono essere in settori cruciali come la sicurezza informatica, la privacy, la crittografia. In prospettiva si potranno avere inoltre applicazioni nel campo della medicina, nella ricerca di vaccini o nuovi farmaci, nell’analisi del genoma e dei big data, oltre che nella soluzione di equazioni differenziali per l’esecuzione di previsioni metereologiche, sociali o finanziare; dal machine learning al teletrasporto di informazioni.Il QSCS è inoltre un candidato naturale a partecipare al Centro per L’High Performance Computing, i Big Data e il Calcolo quantistico previsto dal nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Inoltre, si pone l’obiettivo di diventare un centro di riferimento del tessuto industriale regionale e nazionale, per affrontare le future sfide rese possibili dall’avvento del calcolo quantistico e coadiuvare l’integrazione del calcolo quantistico con le risorse di supercalcolo classiche, ormai fondamentali in molti aspetti della filiera produttiva e tecnologica. A livello europeo il panorama è ancora più interessante, grazie al programma decennale Quantum Flagship di Horizon 2020, in cui anche Padova è coinvolta.Il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova organizza per venerdì 8 aprile, alle ore 15.00, nell’Aula Magna del Complesso Beato Pellegrino, via Vendramini 13 Padova, il convegno “Padova e la nuova sfida del computer quantistico”, incentrato sul progetto Quantum Computing and Simulation Center (QCSC) del quale il Dipartimento patavino è capofila e coordinatore. All’incontro, dopo i saluti della Rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli e del Presidente del Cineca, Francesco Ubertini, interverranno il Direttore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, Flavio Seno, Tommaso Calarco, EU Quantum Flagship, Fabrizio Spagna, Presidente Veneto Sviluppo, Simone Montangero, Vice Direttore del Padua QTech Center e PI del Quantum Computing and Simulation Center, Simone Severini, Direttore Quantum Computing – Amazon Web Services, e Chiara Macchiavello, Università di Pavia.L’appuntamento è l’occasione per dare una visione d’insieme alle tecnologie quantistiche, ma anche di capire le applicazioni industriali del computer quantistico, analizzare il panorama europeo e nazionale su queste tecnologie e presentare il Centro di Calcolo e Simulazione Quantistica dell’Università di Padova che si propone di creare il primo computer quantistico a ioni intrappolati di uso generale. La partecipazione all’evento è su invito, ma sarà possibile seguirlo anche su Youtube, sul canale degli 800 anni dell’Università di Padova.

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New entry: L’ateneo di Padova tra le università più internazionali al mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2022

Il Times Higher Education World University Rankings ha fornito nei giorni scorsi anche una classifica delle università nel mondo in relazione al proprio livello di internazionalizzazione, prospettiva di particolare interesse considerati gli effetti della pandemia Covid. Quattro sono gli indicatori utilizzati per quantificare il grado di internazionalizzazione, ciascuno dei quali pesa per il 25%. Nello specifico: frazione del numero dei docenti e studenti internazionali sul totale, numero di pubblicazioni con almeno un coautore straniero e reputazione internazionale dell’ateneo. Quest’ultimo indicatore misura la frazione di voti ricevuti da colleghi di atenei stranieri, che vengono annualmente invitati a rispondere all’Academic Reputation Survey. Diversamente da quanto accade con altri ranking, come QS che chiede agli atenei di fornire le proprie liste di nominativi, THE seleziona in piena autonomia un pool di accademici a cui chiede di indicare le migliori università al mondo relativamente a ricerca e didattica. Affinché un ateneo possa essere considerato nel ranking è necessario ricevere almeno 100 voti da docenti di atenei esteri e il 10% dei voti nazionali. «L’università di Padova, che entra per la prima volta in questa classifica, si posiziona al 132esimo posto, quarta a livello nazionale ­- dice la Professoressa Mara Thiene, delegata della Rettrice ai Joint degree e ranking internazionali-. Nelle prime cinque posizioni troviamo l’Università di Hong Kong, seguita da l’ETH di Zurigo, Hong Kong University of Science and Technology a pari merito con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, ed infine, Oxford. L’ottimo posizionamento dell’Università di Padova è il frutto delle politiche di internazionalizzazione avviate nel corso degli ultimi anni».

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È nato a Padova un nuovo magazine che tratta di sostenibilità, innovazione e governance

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2021

Lo è grazie alla sinergia tra Galileo VD e Fòrema. Si chiama “HumaneWorld” e il sito on line è http://www.humaneworldmagazine.com. Grande spazio nella rivista sarà dedicato all’economia circolare, come filiera corta, come qualità e durabilità, così come alle esperienze virtuose di tante aziende che sono riuscite a ridurre l’impatto ambientale del proprio ciclo produttivo, un lavoro sempre lungo e meticoloso. Si considereranno visioni e azioni ambiziose, cambiamenti a livello organizzativo, mutamenti culturali e soprattutto innovativi, che sono poi le condizioni fondamentali per l’evoluzione di un’azienda dove la sostenibilità dei processi, della produzione e delle collezioni rappresenta un impegno concreto e quotidiano. Una narrazione che coinvolgerà numerosi leader, convinti che non vi sia futuro nello sviluppo se non viene prima percepito il valore della comunità come espressione di un destino comune.Di questa coinvolgente avventura faranno parte il Galileo Visionary District, con tutti i suoi professionisti specializzati nel design, web, open innovation e digital transformation, Fòrema per la sezione relativa ai percorsi formativi a sostegno della crescita umana e professionale del sistema d’imprese, con particolare attenzione al tema della sostenibilità del lavoro, Robert Jhonson, coach americano di fama mondiale, che guiderà i leader nel loro percorso di cambiamento, oltre a molti altri protagonisti ed esperti di sostenibilità, economia circolare, governance e innovazione. Il magazine sarà on line, consultabile anche sui canali social, e verrà aggiornato periodicamente. “L’idea di un magazine dedicato alla sostenibilità – dice Enrico Del Sole, Presidente di Fòrema e Vice presidente di Assindustria Venetocentro – l’avevo da tempo, da quando ho iniziato a considerare i dati allarmanti sulla salute del nostro Pianeta. Da laureato in Agraria, ho sempre avuto una sensibilità particolare verso un modello economico green e verso la costruzione di un’economia veramente circolare. Ma il tutto non può passare che attraverso una sensibilizzazione e una formazione specifiche delle imprese sui valori e i principi della sostenibilità, intesa nella sua ampia accezione”. Per comunicare la “sostenibilità” bisogna però scegliere le parole giuste. È necessario trovare modi diversi per raccontarla, che portino prima di tutto a un cambio di mentalità in ognuno di noi. E questo non è per niente facile, così come non è sempre scontato comprendere che ci troviamo nel mezzo di una rivoluzione culturale che ha al suo centro l’ambiente, la salute, l’impresa e l’etica. Humane vuole provare a stimolare un confronto tra idee diverse, parlando in modo etico, con una riflessione sull’agire umano e sulle possibilità di orientare il futuro verso un bene comune. Si vuole raccontare anche la sostenibilità come cultura d’impresa, che ha senso solo se messa in relazione a una strategia lungimirante in cui il bene della collettività diventa centrale. E l’attenzione va soprattutto alle generazioni future, i Millennials e gli iGen, che considerano la salute del pianeta e il benessere personale come aspetti determinanti delle loro scelte, perché credano veramente che un mondo diverso sia possibile.

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All’Università di Padova la presentazione del nuovo volume della collana “Patavina Libertas”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Padova. Martedì 2 novembre alle 17, nell’Aula Nievo di Palazzo Bo dell’Università e trasmesso in diretta sul canale YouTube @UniPadova sarà presentato il volume, L’università delle donne. Accademiche e studentesse dal Seicento a oggi, a cura di Andrea Martini e Carlotta Sorba. Partendo da Padova per poi ampliare lo sguardo verso l’Italia e l’Europa, il volume ripercorre con la precisione dell’indagine storiografica e il pathos delle più avvincenti battaglie ideali il percorso irto di ostacoli che, dalla prima laureata nel 1678, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, ha portato alla possibilità per le donne di iscriversi all’università. Una concessione arrivata solo tra fine Ottocento e inizio Novecento, dopo secoli di dibattiti sulle capacità intellettuali femminili – perlopiù negate –, sulla cosiddetta coeducazione e sull’utilità stessa di istruire il gentil sesso. Fino al XIX secolo si deve ancora parlare di pioniere, pronte a sfidare società e mentalità patriarcali; è solo nel Novecento che questa rivoluzione riesce ad accelerare il passo, con l’ingresso nelle aule universitarie non più solo di studentesse ma anche di professoresse, portatrici di idee, conoscenze e prospettive innovative, animate da uno spirito di perseveranza forgiato in secoli di oppressione e oscurantismo e desiderose di portare il proprio contributo in spazi fino ad allora presidiati dal monopolio maschile.Con la definitiva trasformazione degli atenei in università di massa tra gli anni Sessanta e Ottanta, si supera un felice punto di non ritorno, in questa lunga marcia di consapevolezza e riconoscimento di pari diritti, e prende il via quella decostruzione di ruoli e stereotipi che ancora oggi è in corso, non senza difficoltà. La missione, infatti, è tutt’altro che compiuta, come dimostrano le vicende di molte promettenti ricercatrici costrette a rinunciare ai propri sogni o a prolungare il precariato in luoghi alla periferia dell’accademia, o le tante disparità nella presenza e nel ruolo delle donne nelle università. La strada, però, è tracciata, nello spirito di quella patavina libertas sempre viva e di ispirazione da ottocento anni.Una storia di indipendenza, di pensiero e ricerca fatta di molte tappe e protagonisti diversi, che rivivono attraverso gli studi della collana di volumi di alta divulgazione Patavina libertas. Una storia europea dell’Università di Padova: oltre a L’università delle donne, nel 2021 sono stati pubblicati Alla prova della contemporaneità. Intellettuali e politica dall’Ottocento a oggi, a cura di Carlo Fumian; La filosofia e le lettere. Le origini, la modernità, il Novecento, a cura di Vincenzo Milanesi; Intellettuali e uomini di corte. Padova e lo spazio europeo fra Cinque e Seicento, a cura di Ester Pietrobon.

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Stagione lirica di Padova

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Padova concerto di venerdì 6 agosto 2021, ore 21.15, al Teatro comunale Giuseppe Verdi di Padova, con un Gala Lirico Sinfonico che vede la partecipazione di numerosi e importanti interpreti, tutti artisti tra i più acclamati della loro generazione nei principali teatri d’opera internazionali. Protagonisti con l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Silvia Casarin Rizzolo, il soprano trevigiano Francesca Dotto, riconosciuta fin dagli esordi come uno dei più promettenti soprani del panorama italiano ed internazionale, il mezzosoprano romano Veronica Simeoni, considerata una delle “voci” più interessanti del panorama musicale internazionale, Enea Scala, tenore ragusano dalla vocalità ricca ed estesa, dalle spiccate qualità sceniche e dal repertorio estremamente versatile, ormai considerato un nome di riferimento nel repertorio del baritenore belcantista, il baritono pugliese Lucio Gallo, in grado di cantare da Rossini a Mozart, da Donizetti a Verdi, Puccini, Wagner e anche musica contemporanea grazie alle doti di interprete e alla raffinata tecnica vocale ed il basso trevigiano Roberto Scandiuzzi, uno degli ultimi rappresentanti della scuola italiana dei grandi bassi come Ezio Pinza e Cesare Siepi, dei quali ha subito profondamente l’influenza, oggi considerato dalla critica il miglior “basso nobile” del panorama operistico internazionale.In programma arie, duetti, quartetti, overture e intermezzi sinfonici tra i più conosciuti e amati di Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi, Mascagni, Giordano, Saint Saens.Il concerto sarà in coproduzione con i Comuni di Treviso (Teatro Mario del Monaco) e Bassano (Bassano Opera Festival)

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Torna il CICAP Fest

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

Padova. Il Festival della scienza e della curiosità, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Un’edizione che, dopo l’inedita, ma riuscitissima, esperienza online only del 2020, riporterà nuovamente a Padova, dal 3 al 5 settembre, grandi nomi della scienza, della divulgazione e della cultura con un programma ibrido di eventi in presenza e online.Il titolo e il tema scelto quest’anno è NAVIGARE L’INCERTEZZA. Con il dubbio come bussola… per tornare a riveder le stelle. Perché, anche se spesso attribuiamo all’incertezza un valore negativo, in realtà, oltre a essere una caratteristica imprescindibile di ogni ambito della nostra vita, essa rappresenta il motore della scienza e del cambiamento.Promosso dal CICAP, in collaborazione con l’Università, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio di Padova e Venicepromex – Agenzia per l’internazionalizzazione, con Regione del Veneto e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l’inizio del festival sarà preceduto, giovedì 2 settembre alle ore 21.00, presso l’Agorà del Centro Culturale San Gaetano, da una serata di benvenuto in compagnia del noto giornalista e debunker Paolo Attivissimo, appropriatamente intitolata: “È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro”. L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 3 e fino a domenica 5 settembre si succederanno oltre un centinaio di incontri, presentazioni, laboratori e spettacoli in presenza a Padova, che in parte saranno trasmessi anche in streaming, affiancati da un palinsesto di eventi solo online, così da raggiungere anche chi non potrà essere presente.“Quest’anno” spiega Massimo Polidoro, Segretario nazionale del CICAP e Direttore del Festival, “abbiamo deciso di intitolare il CICAP Fest: ‘NAVIGARE L’INCERTEZZA. Con il dubbio come bussola… per tornare a riveder le stelle’, perché ci sembrava il modo migliore per inquadrare il momento storico che stiamo vivendo e per sottolineare l’importanza in una situazione simile del pensiero critico. L’incertezza, lo sappiamo, genera dubbi e il dubbio può mettere a disagio. Da qui la necessità, per molti, di cercare rassicurazioni, talvolta costruendo spiegazioni confortevoli ma false o distorte. L’incertezza che muove la scienza, in quanto metodo per conoscere il reale in continua evoluzione, può invece rappresentare la stella capace di condurci verso il “glorioso porto”, come lo chiamava Dante, una figura straordinaria che, nei 700 anni dalla morte, non mancherà di essere ricordata anche al Festival con alcuni incontri ispirati dalla sua opera”.

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Van Gogh a Padova – annunciata la proroga almeno sino al 6 giugno

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Con uno scarno comunicato via Facebook, Marco Goldin annuncia la proroga della grande mostra padovana “Van Gogh. I colori della vita” almeno fino a domenica 6 giugno. La parola “almeno” utilizzata sembrerebbe voler preludere anche a una possibile, ulteriore proroga almeno sino al 6 giugno, ma dal quartier generale di Linea d’ombra le bocche sono assolutamente cucite. La grande esposizione era previsto si concludesse domenica 11 aprile. “Fino al momento in cui il Governo non ci dirà quando potremo riaprire la mostra, non saremo però in grado di vendere le nuove date né spostare quelle per cui erano già stati acquistati i biglietti. Restiamo dunque tutti in attesa di notizie, prontissimi a ricominciare” dichiara Goldin. Che sottolinea anche come questa colossale mostra, la maggiore mai realizzata in Italia sul maestro olandese, inauguratasi il 10 ottobre dello scorso anno, sia rimasta aperta solo poco più di un mese a fronte di cinque mesi di chiusure: nulla rispetto al colossale sforzo economico e organizzativo messo in atto da Linea d’ombra. Sappiamo – aggiunge Goldin – di avere fatto, con questa proroga, cosa gradita ai tantissimi che non vedono l’ora di poter entrare nelle sale del Centro San Gaetano che ospita l’esposizione. E noi per primi non vediamo l’ora di riaccoglierli a Padova con i capolavori di Van Gogh”. Intanto, per giovedì 15 aprile alle ore 21, sempre sulla piattaforma Zoom, è prevista la settima replica di una iniziativa che ha ottenuto un grandissimo successo. Si tratta della visita guidata online alla mostra “Van Gogh. I colori della vita, condotta direttamente da Marco Goldin. Tutti i posti disponibili per la prime sei visite on line sono andati subito esauriti, di qui questa ulteriore che si potrà seguire sempre al costo di €12. La registrazione della visita guidata online resterà disponibile, per chi acquisterà il biglietto, fino alla mezzanotte del 18 aprile. http://www.lineadombra.it

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Covid-19, task force di Padova in aiuto di Chieti per le vaccinazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

A Chieti sono arrivati dieci volontari, che dopo il saluto di benvenuto da parte del Direttore generale della Asl Thomas Schael e del Rettore dell’Università “D’Annunzio” Sergio Caputi sono diventati subito operativi nel punto vaccinale allestito presso il Pala UdA, al Campus di via dei Vestini. Alla breve e informale cerimonia è intervenuto anche il Generale Carlo Cerrina, Comandante della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise, il quale ha sottolineato la vicinanza dell’Arma al Comitato #maniunite attraverso una partnership instaurata da tempo. Presenti Rocco Del Conte, in rappresentanza dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Chieti, il Governatore del Distretto Rotary 2090 Rossella Piccirilli, che ha avviato il reclutamento di soci volontari da mettere a disposizione della campagna vaccinale, Angela Paolucci, Presidente della Croce Rossa già oggi schierata al Pala UdA, e Costantino Gallo, medico, responsabile del settore Ricerca e innovazione della Asl Lanciano Vasto Chieti.Calorosa l’accoglienza riservata al gruppo di volontari dal Direttore generale della Asl: “Questo è il punto vaccinale più grande e importante della provincia – ha sottolineato – attivo da oggi con il prezioso aiuto degli amici di Padova, che ringrazio vivamente. Sono coadiuvati da forze locali che si sono generosamente messe a disposizione, dando un’ulteriore conferma della coesione sociale esistente in questo territorio,di cui abbiamo avuto prova già in occasione dello screening di massa”. “Nella nostra regione abbiamo sviluppato una sorta di modello operativo che coinvolge il mondo del volontariato e delle istituzioni – ha raccontato Eleonora Caramanna – e ci permette di essere utili al territorio quando ce n’è necessità oppure in occasione di campagne di prevenzione. In questa circostanza offriamo all’Abruzzo e in particolare alla Asl di Chieti il nostro contributo attivo per accelerare il completamento della vaccinazione nelle zone rosse e mettere a disposizione il nostro format nel caso ci siano le condizioni e il desiderio di replicarlo anche qui. La nostra esperienza di rete nel mondo del volontariato è più che positiva, e ci ha permesso finora di essere di supporto concreto soprattutto in progetti che riguardano la salute. Grazie a quest’Azienda che ci ha dato fiducia, e ci permette di scrivere una nuova e bella pagina di solidarietà”

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A Padova colonscopia con intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, è la prima in Veneto e la seconda in Italia ad avere installato in Endoscopia Digestiva un sistema di Intelligenza Artificiale. Il modulo CAD-EYE è una tecnologia innovativa che aiuta il gastroenterologo endoscopista a individuare i polipi del colon e a caratterizzarli fornendo informazioni aggiuntive a quelle usualmente viste dal medico. È un occhio in più. Questa nuova strumentazione ci dice, con attenzione costante, dove sono i polipi, di che tipo sono e che probabilità hanno di diventare o essere già tumori. Costo della macchina 75.000 euro. Il cuore di questa tecnologia è un algoritmo di “deeplearning” che viene attivato durante la colonscopia senza interferire con le immagini o l’attività del medico che durante l’esame ha il supporto di un occhio tecnologico. Infatti quando il modulo di intelligenza artificiale individua un’anomalia della mucosa del colon lancia un segnale acustico ed evidenzia l’area interessata attirando una maggiore attenzione del medico endoscopista. Questo è assai importante soprattutto se l’anomalia mucosa è poco visibile ad occhio nudo. L’intelligenza artificiale in endoscopia consente e aiuta a identificare e classificare anche piccoli polipi o lesioni che potrebbero sfuggire alla visione umana. Sempre più si sperimenta come la tecnologia applicata, in questo caso l’intelligenza artificiale, possa assistere l’endoscopista grazie a sistemi sempre più avanzati per aiutarlo a migliorare la diagnostica in fase precoce di una possibile malattia. Tutto questo prima dell’esame istologico.L’applicazione dell’intelligenza artificiale è un aiuto costante per identificare il maggior numero di lesioni pre-tumorali e/o tumorali che vengono subito asportate e analizzate. L’asportazione delle lesioni polipoidi previene lo sviluppo del tumore e riduce il rischio degli assistiti di ammalarsi di cancro del colon-retto. L’obiettivo primario della colonscopia di qualità è quindi di trovare e asportare tutti i polipi adenomatosi durante la colonscopia di screening. L’apparecchiatura di intelligenza artificiale applicata alla colonscopia installata a Padova, è già in funzione, ad oggi circa 40 sono i pazienti trattati con questa nuova tecnologia. La Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Antonio è diretta dalla Dott.ssa Franca De Lazzari e consta di 30 operatori tra medici, infermieri, personale tecnico, amministrativo e viene supportata dall’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva, Responsabile il Dott. Erik Rosa Rizzotto.
La Gastroenterologia del Sant’Antonio è sede storica a Padova dello screening Cancro del Colon-Retto (CCR) e sta intraprendendo un percorso innovativo per offrire agli assistiti la migliore qualità diagnostica, la terapia endoscopica più rapida e una prevenzione sempre più efficace alla persona.Lo screening per la prevenzione e diagnosi precoce del Cancro del Colon-RettoCCR è un livello essenziale di assistenza radicato nella nostra Regione Veneto. Il percorso di screening CCR ha significativamente ridotto la mortalità e morbilità per CCR nella Regione. Aumentare l’efficacia dello screening richiede un costante monitoraggio, aggiornamento e innovazione tecnologica in campo endoscopico per migliorare la qualità delle colonscopie e ridurre i disagi degli assistiti.

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Sale della mostra di Padova con “Van Gogh. Sei quadri, sei storie”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2021

Padova Lunedì 18 gennaio, alle 21 ancora una volta on line, in attesa di poter avere la gioia di confrontarsi da vicino con i colori, il mondo e la vita del grande olandese. I colori della vita”, diretta che chiunque potrà seguire sulla pagina Facebook di Linea d’ombra e sul sito http://www.lineadombra.it. L’appuntamento offrirà un grande racconto dal vivo, intitolato “Van Gogh. Sei quadri, sei storie” e, annuncia il curatore, “la serata sarà molto ricercata anche dal punto di vista realizzativo, con varie telecamere dedicate e luci adeguate alla circostanza, di modo che la qualità della visione sia al più alto livello”. Ho scelto sei quadri compresi nella mostra, accanto ai quali” continua Goldin – parlerò, per raccontare altrettante storie su Van Gogh, la sua vita e la sua opera. I sei quadri sono il sulfureo e meraviglioso “Paesaggio al crepuscolo” dell’autunno 1885 a Nuenen, poche settimane prima di lasciare l’Olanda. Poi il celeberrimo “Autoritratto con cappello di feltro grigio” della fine del 1887 a Parigi, quindi “Il seminatore” del giugno 1888 ad Arles, in mezzo agli assolati campi di grano. Sempre del periodo di Arles, e sempre del 1888, “Il postino Joseph Roulin” mi darà modo di raccontare la storia di una straordinaria amicizia. Del tempo trascorso da Van Gogh nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole ho scelto il mio quadro preferito dell’intera mostra, il “Paesaggio a Saint-Rémy” del giugno 1889, che è una sinfonia di vento e natura. Infine, a chiudere questa strepitosa galleria, il “Covone sotto un cielo nuvoloso”, uno degli ultimissimi dipinti di Van Gogh, realizzato a Auvers prima della fine di luglio del 1890″. “È un vero dolore per me, conclude Goldin, attraversare le sale vuote da settimane e settimane quando con i restauratori andiamo a controllare lo stato di conservazione dei dipinti e dei disegni. È, quella solitudine dei capolavori, il segno tangibile quant’altri mai del tempo disastroso che stiamo vivendo”.
Appuntamento, quindi, a lunedì 18 gennaio alle 21, ancora una volta on line, in attesa di poter avere la gioia di confrontarsi da vicino con i colori, il mondo e la vita del grande olandese.

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Elisabetta Casellati Presidente del Senato all’Ospice Pediatrico di Padova

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

La Presidente del Senato Elisabetta Casellati, in occasione della festività dell’Epifania, ha voluto consegnare di persona ai bambini dell’Hospice Pediatrico di Padova, dei piccoli panettoni che sono arrivati anche in Pediatria. L’omaggio è stato riservato inoltre agli anziani di una RSA dell’ULSS 6 Euganea come segno di vicinanza. Nel corso della breve cerimonia tenutasi oggi alle 10.30 presso l’Hospice Pediatrico, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Daniele Donato, ha accolto la Presidente del Senato, ringraziandoLa per la Sua presenza in questa occasione. “In questo tempo difficile, che vede le festività svolgersi in un clima di solitudine e preoccupazione, tanti bambini, malati, persone anziane vivono la loro condizione di fragilità in maniera amplificata. È allora con il calore dei piccoli gesti che possiamo recuperare quell’abbraccio umano oggi precluso dalle restrizioni della pandemia” ha dichiarato la Casellati, Presidente del Senato. Alla consegna erano presenti, oltre al Dott. Donato, Franca Benini, direttore dell’Hospice Pediatrico, Liviana Da Dalt, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, Paolo Fortuna, direttore dei Servizi Socio Sanitari dell’ULSS 6 Euganea e Fabio Incastrini, presidente dell’RSA I.R.A. di Padova.

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