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Premio Giornalistico Nazionale “Natale UCSI 2016” alla memoria di Giuseppe Faccincani

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2016

padre-lombardi«Senza una conoscenza adeguata delle situazioni che ci circondano non potremmo costruire la vita della comunità. Il diritto all’informazione e comunicazione è dunque la premessa vera per poter partecipare responsabilmente e consapevolmente alla vita associata (politica, civile, ecclesiale, internazionale), prendere delle decisioni, operare in rapporto alla comunità che ci ospita». Padre Federico Lombardi S.J. è stato per dieci anni, e fino allo scorso luglio, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, postazione dalla quale ha vissuto e raccontato ben tre pontificati, compreso l’esordio di Papa Francesco. Ma, fare il “portavoce” del pontefice argentino gli riesce ancora molto naturale. È proprio riportando uno dei più recenti insegnamenti del Santo Padre agli operatori della comunicazione, infatti, che Lombardi ha coronato la cerimonia di premiazione della XXII edizione del Premio giornalistico nazionale “Natale Ucsi” tenutasi questa mattina a Verona, nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri. Oltre al magistrale contributo sull’ attuale tema del “ben informare” e sulle criticità al contrario connesse a un’informazione distorta, calunniosa, diffamatoria, l’ospite ha ricevuto il premio speciale della Giuria “Giornalisti e Società: la professione giornalistica a servizio dell’uomo” (sostenuto dalla CET – Conferenza Episcopale del Triveneto) con seguente motivazione: «ai vertici della comunicazione della Santa Sede, nella Radio Vaticana e come direttore della Sala Stampa, ha servito la Verità, il Papa, gli ascoltatori e i cristiani di tutto il mondo in particolare gli oppressi, i poveri, le minoranze in difficoltà e i più lontani».
I primi tre riconoscimenti del Premio nato in riva all’ Adige 22 anni fa, per volere di un gruppo di amici e affermati giornalisti del territorio, al fine di riconoscere il valore – non sempre scontato – di “notizia”, anche e soprattutto alla «cronaca del bene», sono invece andati a: Nicola Lavacca, autore di un articolo dal titolo «Il bullismo? Denuncialo sulla Rete» pubblicato su Famiglia Cristiana (storia di alcuni ragazzi di un liceo pugliese che hanno creato un sito web per raccogliere le denunce delle vittime di bullismo) che gli è valso il Premio Ucsi-Fondazione Cattolica alla Stampa; Alessandra Ferraro del Tgr Rai, vincitrice del Premio Ucsi- Fondazione Cattolica alla TV, per il servizio «Rondine, cittadella della pace» (comunità toscana che favorisce il dialogo interreligioso tra giovani di paesi in conflitto) trasmesso da Rai Tre nella trasmissione “Le ragioni del Giubileo”; e alla giornalista di RadioUno Rai Rai Milvia Spadi, Premio Ucsi- Fondazione Cattolica alla Radio, grazie al servizio radiofonico «Modello Riace» andato in onda per la trasmissione “Inviato Speciale”.
Nella terna dei primi tre classificati anche Fabio Abati de ilfattoquotidiano.it che ha ricevuto una menzione speciale nella categoria Stampa per un articolo sulla ludopatia.
Altri due premi speciali sono infine stati assegnati a Claudia Zanella, “Targa Athesis” per under 30, autrice de «Il pane del riscatto per coltivare un sogno» pubblicato su Repubblica, testimonianza del lavoro come occasione di riscatto vissuta da alcuni detenuti dai 18 ai 25 anni del carcere Beccaria di Milano, premiata dal consigliere delegato del gruppo editoriale Athesis Alessandro Zelger, e Alessandra Stoppa, giornalista di Tracce, vincitrice del premio “Il genio della donna” sostenuto da premiatiBanca Popolare di Verona, premiata da Stefano Semolini di BPV.
«Un premio che si rinnova da 22 anni di vita è un premio che gode di ottima salute», ha commentato don Bruno Cescon, presidente della giuria del Premio giornalistico “Natale Ucsi” promosso dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana (U.C.S.I.) – sezione di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, il contributo di Banca Popolare di Verona, il patrocinio di Ordine Nazionale dei Giornalisti, UCSI, Ordine dei Giornalisti del Veneto e Comune di Verona, e l’apporto della Società Editrice Athesis e della CET – Conferenza episcopale del Triveneto.
«A ogni edizione scopriamo che questa iniziativa contribuisce a fare emergere sempre nuovi spaccati della nostra società», ha spiegato Cescon, affiancato dal presidente di Ucsi Verona Stefano Filippi, «e che ai bisogno degli immigrati, si sono ad esempio aggiunti quelli di altre fasce deboli del nostro Paese. I giornalisti che raccontano le storie delle persone ai margini e che invece di limitarsi alla denuncia della realtà rendono al contempo testimonianza di tutto il sostrato di volontariato e solidarietà che si muove loro attorno, spesso silenziosamente, contribuiscono a restituirci quel volto bello e buono della società che può fare notizia. E facendo notizia, contamina. In tal modo il bene non resta chiuso in una stanza ,ma si moltiplica. Questo il senso del Premio Natale Ucsi».
«Il negativo blocca, chiude. Raccontare il positivo, invece, apre il cuore e fa pensare che ha ancora senso agire per il bene», ha dunque sottolineato Adriano Tomba, segretario generale Fondazione Cattolica Assicurazioni, che sostiene il premio fin dalla prima edizione. «In molti ci siamo dimenticati che è il bene ad avere l’ultima parola. Con questo premio speriamo che esso torni però ad avere anche la prima, seconda, terza parola. Sempre più abbiamo bisogno di un giornalismo che, anche raccontando la realtà più dura, vi trovi dentro i semi del bene. Il seme della resurrezione è del resto dentro la croce».
I vincitori sono stati premiati con le opere scultoree del maestro veronese Alberto Zucchetta, che dall’edizione prima firma le originali creazioni con l’effige di Cangrande della Scala divenuta altresì il logo ufficiale dell’Ucsi di Verona. L’orafo ha ricevuto la benedizione apostolica del Santo Padre per i cinquant’ anni di attività artistica. (foto: padre lombardi, premiati)

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Padre Lombardi nel 30° della morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

Roma 13 dicembre, alle ore 18,30, una solenne celebrazione Eucaristica nella Parrocchia di Santa Maria in Traspontina (Via della Conciliazione, 12), presideduta da mons. Josef Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici,  preceduta alle 17,00 da una conferenza del giornalista Giancarlo Zizola sul tema “La riforma della Chiesa e la sfida del Regno nella ricerca di Padre Riccardo Lombardi: attualità di un presagio”.  Trent’anni fa, il 14 dicembre 1979. Rocca di Papa, moriva Padre Riccardo Lombardi protagonista di una delle pagine più dense della storia della Chiesa (e non solo) della seconda metà del XX secolo.  L’avvenimento sarà ricordato in tutto il mondo con una serie di celebrazioni eucaristiche promosse dal Servizio di Animazione Comunitaria per un Mondo Migliore che dalla sua morte porta avanti il progetto iniziato dal sacerdote gesuita.
Nato a Napoli il 28 marzo 1908 da famiglia piemontese, P. Lombardi entra da giovanissimo nella Compagnia di Gesù e viene assegnato, dopo il periodo di formazione, al Collegio degli Scrittori della Civiltà Cattolica. Nel 1938 il suo momento di svolta con l’impegno a predicare prima nelle università e poi nelle piazze italiane invitando tutti alla conversione personale e collettiva e trovando, ovunque, vasti consensi. Il momento più visibile della sua predicazione si svolge per tutta l’Italia, anche via radio, in un momento particolarmente critico per il nostro Paese: il periodo tra le elezioni della Costituente nel 1946, e quelle politiche del 1948. Lo scenario era dominato dallo scontro diretto tra la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Comunista Italiano (PCI). La posta in gioco era la leadership politica e morale della repubblica nascente. In mezzo a queste lotte, nel ’48 prese forma la serie più famosa di predicazioni di Lombardi, la così detta “Crociata della Bontà”, in cui veniva annunciato, ad un’Italia messa in ginocchio dalla guerra e profondamente dilaniata e divisa, il bisogno di amore e riconciliazione come presupposto per voltare pagina e costruire una nuova civiltà, centrata su Gesù e non su regimi totalitari e sanguinari.  L’impegno e l’attività del gesuita era seguito attentamente da Papa Pio XII che, nel febbraio del 1952, pronunzia il famoso proclama per “un mondo migliore”.  La sua attività per l’annuncio del Vangelo porta Padre Lombardi a  formare un gruppo di animazione comunitaria presente oggi in Italia ed in una trentina di paesi del mondo con molti membri tra vescovi, sacerdoti diocesani, religiosi, diaconi permanenti, religiose, e laici che promuovono varie forme di animazione tra cui i progetti pastorali che coinvolgono milioni di persone in circa cento diocesi del mondo. I suoi membri  sono espressione delle diverse vocazioni presenti nella Chiesa ed ognuno di loro conserva l’appartenenza alla propria condizione e comunità di origine la cui vocazione è chiamato ad esprimere nel gruppo. L’idea di fondo che guidò padre Lombardi e che oggi guida i suoi seguaci era quella di recuperare una visione di Chiesa che fosse coerente con la dottrina del Vaticano II.

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