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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘padre pio’

Il Premier Conte a “Gli angeli di Padre Pio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

San Giovanni Rotondo (Fg) Sabato 22 settembre prossimo, alle ore 17:00, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà in visita a San Giovanni Rotondo, presso il Presidio d’eccellenza della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus “Gli Angeli di Padre Pio” dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio. Ad accoglierlo, il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli e l’intero Consiglio di Amministrazione, costituito interamente da frati e la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” costituita da Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Giacomo Francesco Forte e Libera Giardino oltre, ovviamente, tutto il personale della struttura, gli assistiti e i familiari. Una folta rappresentanza di tutti gli altri presidi territoriali della Fondazione, aspetterà l’arrivo del Premier nel piazzale antistante l’ingresso principale del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”.Il programma della visita prevede un breve tour all’interno della struttura per conoscere e ascoltare più da vicino gli assistiti ricoverati, l’imponente dotazione tecnologica, la notevole professionalità dei suoi operatori e l’accogliente confort alberghiero che hanno fatto di questa struttura un fiore all’occhiello nel mondo della riabilitazione della Puglia e dell’Italia intera. A seguire, il Presidente del Consiglio si fermerà con la governance della Fondazione per ascoltare tutte le istanze che provengono da questo settore ed in particolare da “Gli Angeli di Padre Pio”. Infatti, il Presidente Colacelli anche in qualità di Responsabile Regionale dei Centri di Riabilitazione ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) consegnerà al Premier Conte un “report” riassuntivo di tutti i problemi che attanagliano gli enti riabilitativi come la Fondazione, non solo in Puglia ma anche in tutta Italia. Il quesito principale che sarà posto a Conte, sarà lo stesso che è stato posto più volte all’Assessore regionale alla sanità, al Dipartimento della Salute della Regione Puglia e alla ASL FG, ovvero quello riferito alla lunghissima e ormai ingestibile lista d’attesa del presidio. Sono ben 600 le persone infatti, provenienti da ogni parte d’Italia, che attendono di essere ricoverate. Persone che sono disposte ad aspettare anni e che non vogliono andare altrove. Di fronte a tali richieste che certificano inequivocabilmente il merito, la qualità percepita, l’accoglienza e l’assistenza della struttura, è interessante conoscere quali soluzioni sono praticabili nell’immediato. Alla visita sarà presente, perché invitato e perché interessato al know how del presidio, anche il Direttore Generale dell’INAIL Giuseppe Lucibello. Sperando che sia la volta buona che “Gli Angeli di Padre Pio” abbiano il giusto riconoscimento nazionale anche nell’ambito della sperimentazione e della ricerca.

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Padre Pio diventa un musical

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

San Giovanni Rotondo (FG) – 7 – 8 LUGLIO, SAGRATO CHIESA SAN PIO Via De Nunzio – Piazza Santa Maria delle Grazie Debutterà sulla scena L’attore di Dio, opera musical scritta da Attilio Fontana, Mariagrazia Fontana, Francesco Ventura, Antonio Carluccio, Michela Andreozzi e Federico Capranica. Nello spettacolo, che da settembre partirà con un tour nei principali teatri nazionali, 45 giovani artisti, tra attori, cantanti e ballerini si esibiranno per rappresentare una parabola universale fatta di fratellanza e di bontà, attraverso la vita di una delle figure più amate e al contempo emblematiche dei nostri tempi, S. Pio da Pietrelcina. Padre Pio sarà interpretato da Attilio Fontana, che è anche direttore musicale dello spettacolo, diretto da Bruno Garofalo con le coreografie di Orazio Caiti. Un musical dai sapori mediterranei che – tra coreografie, canti e ricostruzioni che attingeranno alla modernità ed alle tecnologie teatrali – farà rivivere i momenti salienti di questa grande storia di vita che è stata quella di Padre Pio, avvicinando molti giovani a questa figura così misericordiosa e capace di unire persone di ogni generazione. L’intento dello spettacolo, prodotto da Pragma e Immaginando, è quello di coniugare l’intrattenimento anche con un evento di solidarietà, destinando una parte degli incassi a progetti sociali individuati con le istituzioni locali.
Francesco Forgione, da semplice e coraggioso uomo continuamente provato da pene fisiche e spirituali, spinto dalla volontà di sollevare l’umanità dalle sue sofferenze e di aggregare la vasta comunità attorno ad un grande obiettivo, diventa Padre Pio, ovvero il simbolo dell’umanità positiva capace di riscattarsi dal dolore e dalla solitudine per dare vita ad un grande sogno. L’opera è suddivisa in tre grandi momenti: la giovinezza (dall’infanzia al miracolo delle Stimmate), la maturazione spirituale (la sua vita a San Giovanni Rotondo fino alla morte della madre) e l’ospedale (le mille traversie dalla nascita della Casa Sollievo della Sofferenza fino alla sua completa realizzazione). Lo spettacolo si apre con un sogno fatto da padre Pio da giovane: un duello che ingaggia con il diavolo, suo alter ego, rappresentato attraverso una scacchiera bianca e nera in cui si fronteggiano i due eserciti del bene e del male. Dopo la cornice onirica, che con un andamento circolare apre e chiude il racconto dell’opera, si torna su un piano di realtà ripercorrendo alcune vicende salienti della vita del santo.

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Da Padre Pio a don Tonino Bello

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

SAN MARCO in LAMIS. Sabato 3 marzo 2018, a San Marco in Lamis (FG) presso il Teatro del “Giannone” (via Frassati 2), alle ore 17,30, si svolgerà il Convegno “Da Padre Pio a don Tonino Bello: l’uomo e il suo cammino di salvezza”. Il Convegno trae origine dalla visita che Papa Francesco farà: sulle orme di Padre Pio il 17 marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo; sulle orme di don Tonino Bello il 20 aprile a Alessano e Molfetta.Scrive Martin Buber: “L’universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un uomo”.Da qui discende una verità inoppugnabile: ogni creatura umana, che viene al mondo, è un “unicum” ed è per questo che è preziosa per Dio, che le ha riservato un destino di salvezza.Ma questo dipende dalla persona, che deve avere la capacità di capire qual è il cammino giusto, anche servendosi di esempi e modelli straordinari come sono sia Padre Pio, sia don Tonino Bello.
È su questi riferimenti di altissimo significato che il Convegno è chiamato a far ragionare e riflettere, perché l’esistenza di Padre Pio e di don Tonino Bello è stata esemplare nella dimostrazione quotidiana che ogni gesto e ogni parola devono essere conformi all’insegnamento che ci viene dalle pagine del Vangelo, nelle quali è presente il Cristo che esorta ad essere degni del nostro Creatore.Il Convegno ha il patrocinio di: Convento di San Matteo, Città di San Marco in Lamis, IISS “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, Agesci San Marco in Lamis e Volontariato Protezione Civile SM 27 di San Marco in Lamis.Ai saluti istituzionali faranno seguito gli inteventi di: Raffaele Cera, Matteo Coco, Maria Lucia Ippolito, Francesca Pompa, Michele Illiceto, Francesco Lenoci.L’ingresso è libero.

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La città della ragione e la città della Fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

padre pioDa anni – scrive un autore di molti saggi – mancavo da S. Giovanni Rotondo ed ora che ci sono ritornato la delusione è forte. Non sono, di certo, le folle a sconcertarmi, quanto l’idea di una religione fondata sul tornaconto. Mi riferisco, in particolare, a quella mercificazione del sentimento attraverso le immagini vendute sulle bancarelle, sulle suggestioni ad effetto dei soliti mistificatori da cortile, sulla idea di un luogo di miracoli da sfornare alla prima occasione. Il tutto ci allontana dal richiamo della Fede, dalla ricerca di una riflessione nel nostro intimo che si affaccia in un’oasi di pace e di serenità tra le mura di un convento, tra i silenzi di un luogo sacro, tra gli odori della cera che brucia e degli incensi durante una messa che si celebra. E’ l’amarezza di chi ha vissuto, tramite il proprio genitore e da bimbetto, l’esperienza “magica” di un incontro con colui che oggi è salito agli onori degli altari. Quel frate brusco ma anche affettuoso, che parlava in dialetto e che si scherniva dall’abbraccio a volte soffocante delle folle, aveva più il passo pesante di un uomo che vive nella sofferenza e nel martirio, che non quello eroico ed esaltante di un personaggio, così come lo avremmo voluto nel nostro immaginario collettivo. Di Lui sono stati scritti decine di libri eppure non sembra possibile che si possano dire tante cose per chi per decenni è vissuto nell’area limitata di un convento, tra la cella e la chiesa annessa. Tutti quelli che lo hanno visto ed oggi, per ragioni anagrafiche, si assottigliano sempre di più, hanno avuto la consapevolezza, di là delle suggestioni emotive del momento, di essersi imbattuti in un uomo semplice, che ci indicava vie semplici e persino ovvie e ci spronava, innanzitutto, ad avere fede in noi stessi come per dire che il vero miracolo non era estraneo alla nostra natura e non dovevamo cercarlo al di fuori di essa. Bastava credere. Basta avere Fede. E la fede è un sentimento strettamente personale che si può condividere solo con chi si misura con noi con uguale forza. Proprio per questo motivo la mia speranza è che un domani io possa ritrovare anche a San Giovanni Rotondo i due elementi fondanti della ragione e della fede e senza che la ragione si perda nell’interesse e la fede si smarrisca nel feticismo e nel misticismo di maniera. (Quaderni di cultura religiosa della Fidest)

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Ministro Lorenzin a San Giovanni Rotondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

lorenzinIl Ministro della Salute Lorenzin visiterà sabato 12 novembre alle ore 11:00, il presidio di riabilitazione “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo, presso la struttura d’eccellenza dei Frati Minori Cappuccini. La visita del Ministro Beatrice Lorenzin avviene perché vuole rendersi conto di persona degli importanti progressi ottenuti dal centro di riabilitazione all’avanguardia de “Gli Angeli di Padre Pio” nelle prestazioni riabilitative assistite da robot. La Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, da oltre 5 anni eroga, tra le altre, questa tipologia di prestazioni, mediante una dotazione tecnologica imponente e, in alcuni casi specifici, è stata individuata quale pilot user per il miglioramento dei software utilizzati dalle apparecchiature robotiche. Un passo importante per quanto riguarda questa branca della medicina se si considera che finora migliaia di cittadini italiani hanno dovuto far ricorso ai cosiddetti viaggi della speranza per sottoporsi a tali prestazioni con ingenti spese personali e per lo Stato italiano, che ha dovuto in parte assicurare il rimborso dei conti presentati da strutture estere per importi che mediamente si aggiravano intorno ai 24.000,00 euro mensili per paziente. La qualità dei robot presenti nella struttura e la professionalità degli operatori che, da anni, operano con tali apparecchiature, hanno consentito una diminuzione sensibile della mobilità extraregionale ed extranazionale dei cittadini della regione con notevole sollievo per la particolare e delicata utenza che si rivolge a tali servizi riabilitativi e, naturalmente, per le casse della pubblica amministrazione. L’esperienza acquisita sul campo, ha consentito a medici, ingegneri e professionisti della riabilitazione della Fondazione di attivare linee di ricerca specifiche in collaborazione con strutture rinomate a livello nazionale che hanno una dotazione tecnologica altrettanto importante; di presentare lavori scientifici a congressi e convegni di associazioni scientifiche nazionali; di collaborare con Università e, soprattutto, di proporsi alle stesse quale sede di tirocinio e formazione pratica per le attività integrative degli studenti. Un fondamentale passo avanti si è fatto il 7 settembre scorso, quando la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera all’approvazione dei nuovi LEA dopo 15 anni di attesa mentre l’11 ottobre, si è insediata la commissione per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la Promozione dell’Appropriatezza del Servizio Sanitario Nazionale. La commissione, che durerà 3 anni, è presieduta dal Ministro Beatrice Lorenzin e ne fanno parte anche i rappresentanti del Ministero della Salute, del Mef, del Consiglio Superiore di Sanità, dell’Iss, dell’Aifa, di Agenas e Regioni. Complessivamente si tratta di una svolta epocale. I nuovi LEA prevedono, tra le altre, l’erogazione di prestazioni riabilitative assistite da robot a carico del Servizio Sanitario Nazionale che la Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus eroga appunto già da oltre 5 anni. Oggi, la Fondazione è onorata di ricevere la visita del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin presso il Presidio di Riabilitazione d’eccellenza “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo, che vuole rendersi conto direttamente dei progressi e risultati di questa realtà che, comunque, opera nell’ambito da oltre quarantacinque anni nei luoghi che più di tutti hanno avuto la fortuna di essere abbracciati dall’opera di San Pio da Pietrelcina. I Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, hanno voluto continuare a percorrere una delle tante strade tracciate dal Santo nel segno dell’assistenza ai più deboli, agli svantaggiati, a coloro che vivono la sofferenza e cercano disperatamente sollievo. Con enorme sacrificio e con l’aiuto della gente che attraverso loro non manca mai di far sentire il proprio apporto solidaristico, essi hanno consentito alla Regione Puglia di essere tra le regioni all’avanguardia da questo punto di vista e di contribuire, limitatamente alle proprie possibilità, a diminuire i cosiddetti viaggi della speranza che tanto affliggono diverse famiglie, soprattutto del sud Italia. Il Ministro della Salute arriverà al Presidio “Gli Angeli di Padre Pio” alle ore 11:00 e sarà accolto dai Frati Minori Cappuccini guidati da fr. Francesco Langi, guardiano del Convento e vice presidente della Fondazione, dalla Direzione Esecutiva e da tutti gli operatori e degenti della struttura. Alla visita parteciperanno anche il Presidente della Regione, M. Emiliano, gli On. M. Lupi e A. Cera, il Rettore dell’Università degli Studi di Foggia M. Ricci, il Direttore Generale della ASL V. Piazzolla, il Direttore del Dipartimento di Riabilitazione della stessa ASL L. Trivisano e altre personalità politiche e istituzionali per un evento che premia gli sforzi di quanti hanno creduto, sin da subito, in questo progetto umano e scientifico.

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I cento anni delle stimmate di Padre Pio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

“Ieri sera mi è successo una cosa che io non so né spiegare e né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte ed acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi un anno che si va ripetendo, però adesso era da un pezzo che più non si ripeteva”. E’ l’8 settembre del 1911. A scrivere è Padre Pio da Pietrelcina in una lettera a padre Benedetto da San Marco in Lamis per raccontare l’apparizione delle sue prime stimmate avvenute a Piana Romana di Pioetrelcina, un anno prima, nel settembre del 1910, cento anni fa. Quelle stimmate, da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose. Il 1910 è un anno particolare e significativo nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. E’ l’anno, infatti, della sua ordinazione sacerdotale e della celebrazione della sua Prima Messa solenne.
Tre eventi raccontati dal giornalista Raffaele Iaria in un volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa”, edito dalla “Tau” e nel quale l’autore  non vuole raccontare tutto il percorso di padre Pio prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”.

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Padre Pio: anniversario ordinazione sacerdotale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 agosto 2010

Con una solenne celebrazione eucaristica l’arcivescovo  di Benevento, Mons. Andrea Mugione, ha voluto ricordare il primo centenario dell’ordinazione sacerdotale di Padre Pio da Pietrelcina, avvenuta a Benevento il 10 agosto 2010.
Una celebrazione particolare nell’anno in cui si celebrano altri due centenari del santo di Pietrelcina: la celebrazione della prima Messa il 14 agosto e dell’apparizione delle prime stimmate nel settembre di cento anni fa.  Quelle stimmate, da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose. A Pietrelcina il frate cappuccino ha vissuto circa trent’anni della sua vita con lunghi periodi di permanenza quando alcune sofferenze fisiche lo allontanavano dai conventi cappuccini – durante il periodo di studio e anche dopo la sua ordinazione sacerdotale – che lo ospitavano per respirare l’aria salubre del paese natale. Prima di essere inviato a San Giovanni Rotondo dove ha vissuto fino alla morte. Per ricordare i tre eventi del 1910 l’editrice “Tau” ha mandato in libreria, un volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa” scritto dal giornalista Raffaele Iaria e nel quale l’autore  non vuole raccontare tutto il percorso di padre Pio prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”. Padre Pio, in quei tre giorni di cento anni fa raccontati in questo libro – aggiunge Bustaffa –  veniva fortemente scosso da una Voce che non lo abbandonerà mai più, una voce che sarà con lui con il linguaggio del silenzio, del nascondimento e della preghiera”. Il “sì per sempre a Dio” diventato pubblico e definitivo in quel lontano 10 agosto 1910, “portava ad alta quota la strada della santità di padre Pio, strada verso Dio, strada che attraversava un piccolo paese ma andava oltre: puntava verso le altezze di Dio”.

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Padre Pio: in onda su Rai uno

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

20 giugno, RAI UNO manderà in onda, in diretta da Pietrelcina, una trasmissione dedicata interamennte a Padre Pio  condotta da Massimo Giletti. La trasmissione va in onda nell’anno in cui si celebra il Centenario dell’ordinazione sacerdotale di Padre Pio e della celebrazione della sua Prima Messa il 14 agosto di 100 anni fa. Il frate cappuccino, infatti, è stato ordinato sacerdote a Benevento, il 10 agosto 1910. Quattro giorni dopo a Pietrelcina ha celebrato la sua Prima Messa nella Parrocchia “Santa Maria degli Angeli”, oggi Santuario diocesano di “San Pio da Pietrelcina”. Un mese dopo, circa, dalla sua ordinazione, le prime stimmate, quelle da tutti definite “invisibili”, ma non per questo non dolorose.  Per ricordare i tre eventi del 1910 l’editrice “Tau” manda in libreria un piccolo volume dal titolo “Quei tre giorni di Padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa” scritto dal giornalista Raffaele Iaria e nel quale l’autore  non vuole raccontare tutto il percorso del frate prima di diventare sacerdote oppure raccontare la sua vita da presbitero a Pietrelcina e successivamente a San Giovanni Rotondo, ma un brevissimo periodo della sua vita: dal 10 agosto al settembre di 100 anni fa e cioè dal giorno della sua ordinazione sacerdotale a Benevento fino alle prime stimmate a Piana Romana di Pietrelcina, passando per il 14 agosto, giorno della celebrazione della sua prima messa in questo borgo del Sannio. Queste pagine – scrive nella prefazione Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia di stampa cattolica “SIR” – portano il lettore in punta di piedi accanto a un frate umile e riservato che vive il momento pubblico del suo ‘sì per sempre’ a Dio con una vibrazione interiore che sorprende lui stesso prima che gli altri. È una fiammata che il tempo non consumerà, anzi al contrario, riaccenderà ogni istante come il roveto ardente sul monte Sinai”.

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Il Padre Pio che conoscevo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Mag 2010

Credo di essere rimasto uno dei pochi che, sia pure da ragazzo, ha conosciuto Padre Pio da Pietralcina e frequentato la sua cella accompagnato da un suo figlio spirituale, mio padre. Di tanto in tanto rivado a quegli incontri e si riaffaccia la figura del frate e non so perché rivedo quel suo sguardo corrucciato e venato dal dolore che me lo rende tanto vicino a quella realtà sofferente che la sua missione gli affidato in coabitazione. Forse vi era anche rassegnazione poiché di là dei miracoli che gli attribuiscono, vi era l’impotenza di poter dirimere la tanta sofferenza che lo circondava. Sul piano religioso quel contatto “ravvicinato” non mi ha giovato. Sono rimasto con i miei dubbi e le mie perplessità nutrite più dalla mia laicità che dalla mia confessionalità. Posso, forse proprio da questo distacco dalla ortodossia del credo, vedere questo frate diventato santo, per quello che è e non certo per la figura che taluni hanno voluto che si rappresentasse nel nostro immaginario. Tanto per cominciare era un frate come tanti altri: semplice, modesto, poco addottorato ma che aveva dalla sua tanta carica d’umanità. Non nascondeva i suoi moti di collera o di insofferenza se i “pellegrini” diventavano sconvenienti con i loro brusii durante la celebrazione della messa, per altro lunghissima e per me noiosissima, o insistevano a chiedergli consigli per delle banalità come aprire un esercizio commerciale in una città in luogo di un’altra. Ora a pensarci meglio credo che proprio questa caratteristica lo rendesse più vicino ai sentimenti della gente. Vedevano in lui non un diverso ma uno capace di vivere la loro stessa vita, di soffrire come loro, di gioire con loro e di arrabbiarsi come chiunque altro. Ora in un’altra dimensione forse ci guarderà dall’alto e sorriderà delle nostre debolezze che probabilmente sono state, almeno in parte, anche sue e potrà indicarci quella strada maestra che tutta l’umanità dovrebbe assumere come un valore assoluto: l’amore per i nostri simili, simbolo di gioia e non di sofferenza, simbolo di speranza e non di disperazione. Un amore che significa ritrovarci insieme uniti e solidali nel lasciare a quelli che restano un buon ricordo di noi, ma soprattutto un buon esempio. (A.R.)

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Rivelati gli anni nascosti di padre Pio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

I fedeli cristiani ed i devoti di Padre Pio possono conoscere finalmente la fase meno conosciuta, ma più densa di significato, della sua vita sacerdotale e religiosa. Infatti, le Paoline Editoriale Libri di Milano hanno, infatti, pubblicato il libro di Donato Calabrese: “Padre Pio, Sette anni di mistero a Pietrelcina”. Conterraneo e devoto di Padre Pio, avendolo incontrato più volte da giovane, l’autore ha preso in considerazione l’itinerario storico, spirituale e mistico percorso, dal giovane Frate cappuccino, nella sua città natale. Un periodo molto lungo, dal 1909 al 1916, all’incirca sette anni, durante il quale Padre Pio si vide costretto a vivere per sette lunghi anni lontano dalla fraternità cappuccina, tra la volontà dei superiori che lo invitavano a tornare alla fraternità cappuccina e la misteriosa malattia che lo teneva inchiodato nel suo borgo natale. Appassionato studioso di Padre Pio e della spiritualità cristiana, Calabrese ha rivelato una parte del mistero nascosto, le estasi, gli insoliti fenomeni mistici, le profezie, i tormenti personali e familiari del primo sacerdote stigmatizzato, nonché il suo singolare ed affettuoso rapporto con Pietrelcina. Un sacerdote, un religioso cappuccino, apprezzato, stimato ed amato già in questi primi anni del suo ministero.” “Le innumerevoli pubblicazioni dedicate al frate di Pietrelcina hanno considerato tutta la sua vita, ma in modo particolare, la sua missione sul Gargano, lasciando inesplorato un tempo ben definito, eppure fondamentale del suo divenire umano, religioso e mistico. Si tratta proprio del settennio 1909-1916, cui è dedicato il presente volume, ed esprime certamente la fase più alta, spirituale, profonda, e mistica della vita di Padre Pio. A tale periodo storico è dedicato questo libro che si propone, appunto, di colmare un certo spazio vuoto lasciato dai biografi, ridando valore al tempo vissuto da Padre Pio nella sua Pietrelcina, prima di tornare definitivamente alla vita conventuale”. “Questo libro mi sta particolarmente a cuore – ha detto Calabrese – perché credo che descriva abbastanza fedelmente il periodo più rilevante dell’intera esistenza di Padre Pio. E’ da circa un ventennio che frequento la sua Terra, con il desiderio di respirare l’atmosfera pura e genuina dei vicoli e delle corti del Borgo Castello a Pietrelcina, e quella rigogliosa e naturale di Piana Romana. In fondo il mio è un lungo cammino che non si ferma qui, ma continua, con gli occhi trasognati del credente che ha fatto l’esperienza viva della santità di Padre Pio nella quale si rispecchia l’eterna primavera del Vangelo, di ricercare, proprio qui, a Pietrelcina, le tracce semplici, umili, ma fresche ed inimitabili, del passaggio esistenziale di questo grande Figlio del Sannio e della Chiesa.

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Calendario 2010 La Via… e solidarietà

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Lettera al direttore. Da poco inaugurato a Trieste il Calendario 2010 La Via, in risposta alla Lettera di Giovanni Paolo II agli Artisti, collegato al programma omonimo gratuito (libro, progetto per le scuole…) della webgalleria Anforah,  per la riscoperta del valore dell’arte e la promozione dei giovani artisti, e già si vedono i primi risultati. Il calendario (scaricabile al sito http://www.anforah.artenetwork.net/lavia/lavia.htm e offerto gratuitamente alle suore Adoratrici del Sangue di Cristo di San Giovanni Rotondo – FG) è stato impiegato con successo, domenica 29.11, dal gruppo missionario di San Leonardo Abate,  nella brulla e feconda terra di Padre Pio, per una raccolta di fondi in favore di minori dell’Albania che vivono in condizioni di gravi difficoltà (orfani, malati…)  verso i quali le suore ASC rivolgono attenzioni umane e spirituali. Il progetto La Via… di cui si sono ben espressi autorevoli personaggi ed enti (Ravasi, Dziwisz, Oder, Crepaldi,  l’Avvenire…) rappresenta, inoltre, la possibilità di tramutare il valore dell’arte in viva e attiva solidarietà; una strada vincente in cui però si evince un paradosso: gli artisti (ignorati e senza soldi per definizione) si fanno oggi anche carico, simbolicamente e fisicamente, dell’opera della solidarietà umana sopperendo ad Enti e Istituzioni distratti o inadempienti o, peggio, che giocano a nasconderello. Tutto bene allora sulla Via… “La Bellezza salverà il mondo”, ma chi sostiene gli artisti? (Fedele  Boffoli)

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Padre Pio. Il santo dei nostri tempi

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2009

Per anni questa figura di frate ha attraversato la strada ai nostri percorsi esistenziali ed è rimasta nella nostra mente con un ricordo particolare per via delle tante cose che si sono dette su di lui. Io credo d’essere rimasto tra i pochi che l’hanno conosciuto e visitata la sua cella. Ero bambino ma la suggestione del luogo, i rituali religiosi, le preghiere e le invocazioni hanno lasciato su di me un ricordo forte e vivido. Ogni tanto vi ritorno e mi chiedo il perché di tanto clamore. Era estraneo a questo frate schivo e un po’ scorbutico e che pareva fare le cose con distacco ma che ti faceva scorrere un brivido lungo le ossa se ti guardava fisso negli occhi. Resto, tuttavia, convinto che è una figura di religioso normale, anche se le stimmate l’hanno reso famoso nel mondo e oggetto di una curiosità morbosa. Dicono che ha fatto miracoli e in un certo senso ha predetto l’elezione di del Papa Giovanni Paolo II. Ciò che mi ha fatto riandare al suo ricordo, quello di un bimbetto tenuto per mano dal padre e circondato da tanti oranti e con il forte odore d’incenso che saliva su per le narici, è stato il modo come si vuole oggi onorare la sua figura attraverso il fanatismo e il feticismo. Sono convinto che il diretto interessato non lo avrebbe voluto. Non lo vuole il buon senso e il rispetto che dobbiamo a chi ha fatto parte della nostra vita e che ora vorremmo possa riposare con i nostri pensieri, con i nostri ricordi in modo semplice e intimo. Vorrei invitare quanti hanno trasformato questo santo uomo in un oggetto di culto fazioso a moderare i loro sentimenti e a riservarli nella teca dei nostri più intimi ricordi. Non c’è bisogno d’esteriorizzarli o di rivitalizzarli intorno ad un oggetto o addirittura un suo “grumo di sangue” come mi dicono una comunità religiosa si appresta ad accogliere. Gli eccessi non possono e non devono far parte della nostra cultura e della nostra fede. (Riccardo Alfonso)

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