Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘paese’

Italia, un Paese di creduloni

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Due anni fa, l’Agcom, l’Autorità per la concorrenza e il mercato (Antitrust), pubblicò gli esiti di una indagine sulla “credulità” degli italiani. Dall’analisi emergeva che circa il 60% degli italiani risultava avere «una falsa percezione in relazione a fenomeni misurabili in senso oggettivo, che riguardano una serie di tipologie di contenuti: dalle informazioni sull’economia a quelle di tipo scientifico-ambientale, dai temi importanti dell’agenda politica, quali la situazione economica, l’immigrazione, la criminalità, il lavoro”. L’indagine riportava come “il livello di istruzione e condizione socioeconomica siano in grado di influire sulle percezioni e sul riconoscimento di notizie false.” In sintesi, più una persona è istruita, maggiore saprà difendersi dalle bufale, avendo gli strumenti culturali per analizzare le notizie che circolano.Abbiamo qualche dubbio su questa ultima affermazione dell’Agcom, e ne abbiamo avuta la prova in questi giorni quando, intorno a un tavolo, si è parlato di approvvigionamenti energetici. Ben inteso, i commensali erano tutti professionisti con tanto di laurea. Ebbene, si deridevano le missioni dei nostri governanti in Angola alla ricerca di fonti energetiche suppletive, in particolare di gas, stante la situazione dei rapporti tra Italia e Russia. Si partiva dall’assunto, registrato in una di quelle trasmissioni televisive che classifichiamo come trash, che in Angola non c’è gas e che la missione dei nostri governanti era ridicola e l’insensatezza era avvalorata dalla finta malattia covidiana del presidente Draghi, che così si era sottratto a una brutta figura.E’ appena il caso di ricordare che in Angola, nel 2020, l’Eni ha estratto 33 milioni di barili di petrolio e 600 mila metri cubi di gas. Tra l’altro, l’Angola è tra i maggiori Paesi produttori di petrolio dell’Africa.Il campione dei commensali esaminato è certamente limitato, rispetto alla indagine condotta dall’Agcom, ma è un segnale che induce a riflettere sulla qualità del nostro sistema informativo, spesso basato su trasmissioni spettacolo dove l’importante è riprodurre le scene del Colosseo, con i contendenti che si azzuffano, sicchè aumenta l’audience, quindi la pubblicità e, di conseguenza, gli introiti per i gestori. Attivare i neuroni è sempre più necessario. Primo Mastrantoni, Aduc

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Un Paese e i suoi eroi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2022

di Vincenzo Olita. E fu l’inizio, con Garibaldi l’Italia aveva un eroe, addirittura, per duemondi; in seguito il Paese si è dovuto accontentare di eroi domestici, ma è bene chiarirci:usiamo l’espressione eroe nell’accezione limitata a chi offre spassionata dedizione alla gestione del governo della propria comunità e da questa ne è magnificato. Pur nella sua breve storia, l’Italia offre un’estesa galleria di personalità collocabili in questo quadro. Da Giovanni Giolitti a Benito Mussolini, nella prima metà del secolo, da Alcide De Gasperi ad Amintore Fanfani, nell’immediato dopoguerra, da Craxi a Berlusconi, a cavallo tra prima e seconda repubblica, dai contemporanei Giorgio Napolitano, Mario Monti, Renzi e Conte, tutti osannati, riconosciuti come statisti, alcuni come salvatori della Patria. Questa elencazione non per un ricordo storico, solo per evidenziare una nostra caratteristica che ci induce a privilegiare amori a prima vista per disconoscerli immediatamente dopo, a perseguire lunghe lune di miele per poi incenerirle con altrettanta passione. Di Giolitti alla fine delle sue cinque presidenze del Consiglio si ricordava il trasformismo, l’autoritarismo dei suoi prefetti, fino a essere indicato come il ministro della mala vita. Di Mussolini è superfluo ricordare ascesa e caduta. Dei due statisti che tanto significarono per la ricostruzione, e di Craxi si ricorda l’oblio seguito a sconfitte politiche e parlamentari. Di Berlusconi, Renzi e Conte abbiamo negli occhi le loro miserevoli uscite di scena, dagli interessati non ancora interiorizzate, ma dalla certa replica. Il tandem Napolitano-Monti di grande e rapida ascesa, equiparabile solo all’altrettanta rapida pubblica disaffezione, ci porta a ragionare sul tandem Mattarella-Draghi di consistente modernità, di grosso appeal, di entusiasmante popolarità.Sarà ancora così fra qualche tempo? “Spes unica imperii populi romani” (ultima speranza per l’autorità del popolo romano) così Tito Livio definiva il dittatore Cincinnato, ma troppa acqua è passata sotto i ponti del Tevere per indurci a osannare ultime speranze per il popolo italiano. Al Presidente del Consiglio riconosciamo il necessario cambio di marcia rispetto all’Erasmo da Foggia, suo predecessore, ma a indicarlo come leader dell’Europa e ancor più, è piaggeria. In carica da metà febbraio ’21 con lo spread a 90 punti base e i solerti commentatori che lo davano ormai vicino a quota 70, il 7 febbraio ’22 il differenziale lo ritroviamo a 138,7. Nella conferenza stampa di fine anno il solito Pierino, giornalista dall’aria contrita, chiede se era preoccupato dalla risalita dell’indice:Draghi, con superiore intelligenza, precisa che i movimenti dello spread non sono controllabili da singole personalità,ma frutto di variabili internazionali. E allora, per l’informazione domestica, nel ’21 come poteva scaturire quota 70 solo dall’arrivo del novello Cincinnato? Il nostro Pil nel 2021 sale del 6,3%, siamo i primi in Europa, la Germania solo del 2,6%, sì ma l’informazione è monca, se non precisiamo che, nel ’20 il Pil italiano ha perso l’8,9%, quello tedesco il 4,9%. Nel biennio, quindi, il nostro recupero è stato del -2,6 quello tedesco del -2,3. Potremmo proseguire nell’evidenziare, delusioni, criticità e punti deboli del Presidentema non vuole essere questo il nostro intendimento che, invece, vuole rimarcare la sostanziale crisi della politica e delle istituzioni, dicui il Governo Draghi è snodo ed emblema.Con un Parlamento alla vigilia di una corposa ristrutturazione, che non rispecchia più nella sua composizione gli orientamenti dell’elettorato, che approva la legge di bilancio senza che la Commissione della Camera, a essa preposta, possa esprimere il proprio parere, siamo del tutto tranquilli perché abbiamo raggiunto gli obiettivi previsti dal pomposo PNRR,traguardo solo burocratico e formale. E ancor più tranquilli perché abbiamo scoperto la resilienza,termine rassicurante che indica la trasformazione delle crisi in opportunità che non converte, però, malinconia e depressione provocate dall’azzeccagarbugli parola.E ancora, considerando che abbiamo un sagace nonno al servizio delle Istituzioni, poco interessa se andiamo trasformando, silenziosamente, la nostra in Repubblica semipresidenziale.Su questo terreno dobbiamo essere grati all’altro pedalante del tandem che, rifiutando una proroga al suo mandato, ci risparmia uno scivolamento verso una Monarchia-Presidenziale. La sua attenzione istituzionale, purtroppo, si ferma qui:solo un assordante silenzio sulla crisi della giustizia,che per il Presidente del CSM avrebbe dovuto essere di primaria preoccupazione. Molti interventi farciti di ovvietà e piattezza, tanto buonismo e tanta energia dedicata ad impedire elezioni anticipate, con il risultato di ritrovarci con un sistema politico, nel suo complesso, collassato. Un tandem, che non amiamo, che ha pedalato lontano dal cuore del Paese, lontano dalle condizioni delle nostre carceri, dei nostri ospedali, delle nostre scuole, dal nostro malaffare, dalle case occupate abusivamente ai nostri vecchi, dalla loro sanità, in definitiva, dal nostro mal di vivere. Il futuro? Al Presidente Mattarella, così come a Berlusconi e all’inconsistente Frattini, auguriamo sereni pensionamenti, per il Presidente Draghi auspichiamo che per serietà istituzionale, per coerenza personale e per dedizione agli interessi nazionali, voglia continuare nel lavoro di Palazzo Chigi, lavoro raccontato ma tutto da realizzare. Alla politica la resilienza per una scelta ponderata e accorta per il Quirinale:non abbiamo bisogno di nuovi e passeggeri eroi,ma di una religione che assicuri, tra l’altro, la nostra libertà di pensiero. Vincenzo Olita Direttore Società Libera

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Le idee di 700 esponenti della classe dirigente per guidare il Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Sono 700 le proposte degli esponenti della classe dirigente pubblica e privata del Paese raccolte dall’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia. 700 soluzioni concrete sui principali nodi irrisolti che il sistema Paese si trova ad affrontare: PNRR, Sostenibilità, Transizione Digitale, riforma della Pubblica Amministrazione.La piattaforma digitale dell’Osservatorio in un anno di attività ha costruito un big data di proposte e soluzioni concrete per la ripartenza, quotidianamente aggiornato e messo a disposizione gratuitamente degli utenti. In un anno oltre 500 mila cittadini hanno visitato il sito e letto e partecipato alle proposte. Da questa attività è nato il Rapporto 2021 “Le sfide da vincere per la rinascita”, pubblicato oggi dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia e disponibile sulla piattaforma online http://www.ripartelitalia.it.Il documento riassume le attività e le proposte raccolte nel 2021 dall’Osservatorio, che ha seguito da vicino e ha dato voce alla ripartenza dell’Italia. Oltre 10 mila articoli caricati con cadenza quotidiana per dare risalto al dibattito pubblico sulla ripresa economica e sociale dell’Italia. Un panorama arricchito dagli oltre 700 contributi esclusivi, con diversi eventi realizzati in presenza e in streaming tramite webinar e una community quanto mai estesa di componenti delle istituzioni e del governo, di imprenditori e di manager, di professionisti e di professori universitari. L’Osservatorio ha raccontato il 2021 attraverso alcune direttrici specifiche. Particolare risalto è stato dato ai temi legati alla Green Economy e al PNRR, due elementi centrali nella ripartenza dell’Italia. Una sezione della piattaforma è stata dedicata al mondo delle Imprese, con approfondimenti dedicati alla sostenibilità e alla transizione digitale. Altri focus specifici hanno riguardato il mondo della Sanità e della Scuola, centrali nella gestione della pandemia e nella conseguente ripartenza. Tutte le notizie sono state riportate dando particolare risalto alle due direttrici trasversali indicate dal Governo, il Sud e la Parità di Genere. Nella piattaforma sono stati pubblicati anche diversi Documenti originali con le statistiche più rilevanti in chiave di ripartenza e i discorsi integrali del Premier Mario Draghi. La facilità di consultazione e approfondimento hanno contraddistinto il successo dell’Osservatorio, con ampio seguito di lettori della newsletter quotidiana come anche dei canali social. Il Paper di quest’anno, realizzato nuovamente con la collaborazione di Davide Maria Locatello, Dottorando nell’Università di Bologna, ha una finalità ancora più precisa e orientata, arricchita da una consapevolezza accresciuta costantemente in un anno di dibattito. I singoli capitoli che indicano i vari temi di approfondimento sono infatti corredati da una sintesi finale attraverso la quale possono generarsi nuove proposte per affrontare il nuovo anno nell’ottica della ripartenza e della ripresa dell’Italia. Il rapporto integrale è scaricabile al seguente link: https://www.ripartelitalia.it/le-sfide-da-vincere-per-la-rinascita/

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Governo. L’Italia è il Paese dell’anno, secondo l’Economist. Grazie a Draghi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2021

Così la classifica del prestigioso settimanale britannico, politico-economico, The Economist. Il premio non va al più grande o al più ricco Paese, ma a quello che è migliorato di più nel 2021, cioè l’Italia. Il merito va a un capo del Governo “competente e rispettato a livello internazionale” e che “per una volta, un’ampia maggioranza di politici ha messo da parte le proprie divergenze per sostenere un programma di riforme profonde”, preparando e utilizzando i fondi europei del Recovery Fund, con l’adozione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Alcune considerazioni appaiono doverose. Il presidente Draghi è in carica dal febbraio scorso, succeduto al governo Conte II che alcuni partiti, il Pd (Letta segretario) e M5S (Di Maio, di fatto capo politico) volevano riproporre per un governo Conte III. L’operazione “Draghi premier” è stata condotta da Italia viva (leader Matteo Renzi). Da ricordare che a capo del Ministero della Giustizia, siede l’ex presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia. Come dire: siamo usciti dalle caverne del diritto. Il fatto positivo è che, di fronte all’emergenza sanitaria, provocata dalla pandemia, tutti i partiti hanno collaborato per formare il governo Draghi, del quale l’Economist tesse le lodi. L’unico partito rimasto fuori è FdI che si è sottratto alla responsabilità di co-governare l’Italia in un momento difficilissimo per il nostro Paese. Quando la nave è in difficoltà astenersi non è da patrioti. Primo Mastrantoni, Aduc

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Riorganizzare il Paese con il mondo dell’Economia sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

Un bel mondo che oggi, molto più di ieri, manifesta l’importanza del Pil che produce ma soprattutto l’etica con cui opera. Su questo sto lavorando molto, anche favorendo un dibattito a livello europeo per far sì che l’Europa capisca che l’impresa sociale è un’impresa che ha un minore lucro e per questo gli strumenti a disposizione, soprattutto per il finanziamento, non possono essere gli stessi di un’impresa normale. Una volta marmorizzata questa posizione sarà possibile far ciò che questo settore si aspetta per non essere considerato un indicatore ordinario dell’impresa ma un indicatore che è innovativo e che ha degli impatti sociali. Sono convinta che costruire sul futuro significa costruire su criteri europei importanti come questi e serva ancor di più per unire un settore che, in tutta Europa, non solo dice ma produce moltissimo e che ha sicuramente bisogno di un sostegno forte dalla politica”. Lo ha detto, intervenendo all’Assemblea Nazionale di Legacoop, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Ragazze e ragazzi che cambieranno il futuro del nostro paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Al via il podcast originale di Radio 24 di Federico Taddia e Matteo Bussoli. Un viaggio nella “Generazione Z” una fotografia attuale, contemporanea, visionaria e sorprendente dell’Italia di domani. I Padrieterni di Federico Taddia e Matteo Bussola spostano il loro sguardo dai padri alle figlie e ai figli, per narrare i protagonisti di domani in campo politico, sociale, economico e artistico. In ogni episodio l’incontro con un under 20 che si sta facendo notare per le proprie capacità, intuizioni e iniziative, per parlare di futuro e di presente, di sogni e di realizzazioni, di conflitti con il mondo degli adulti e di fallimenti, di prospettive e di visioni. Un patto generazionale formato podcast, per scoprirsi e conoscersi meglio, con un occhio al presente e uno al futuro. Federico Taddia e Matteo Bussola, i padri perfettamente imperfetti del programma “I padrieterni”, incontrano e raccontano con il loro sguardo tipicamente curioso, ironico e meravigliato, i ragazzi che cambieranno l’Italia nel 2030. Tra intellettuali in erba, precoci scienziati, giovanissimi imprenditori, artisti, innovatori, creativi, freschi protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’economia e della società civile.

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Trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Oggi, come mai prima d’ora, si sono realizzate due importanti condizioni per la trasformazione digitale di cui l’Italia ha bisogno per recuperare il gap accumulato negli ultimi 20 anni rispetto i paesi più avanzati. Da un lato, la pandemia ha imposto un vero e proprio “elettroshock culturale” che ha permesso a tutti i livelli di scoprire il valore del digitale. Dall’altro, è stata finalmente definita una chiara priorità all’innovazione digitale nell’agenda politica, grazie al PNRR che ne ha fatto uno degli ambiti prioritari per le politiche industriali del paese. Il Piano mette a disposizione circa 50 miliardi di euro per la digitalizzazione: una dotazione di per sé significativa, anche se da sola insufficiente a recuperare il nostro gap digitale, ma che dovremo essere in grado di moltiplicare. Imprese e pubbliche amministrazioni dovranno realizzare progetti di grande portata per amplificarne l’effetto, lavorando insieme, con l’obiettivo comune dell’innovazione. Mai come oggi possiamo giocare la partita per la trasformazione digitale”. Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente di DIGITAL360, aprendo l’intervento a FORUM PA 2021 del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, a confronto con rappresentanti della PA centrale e locale e del mondo delle imprese.“Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese – ha detto Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA – Per accelerare la digitalizzazione è necessaria una chiara governance tra i soggetti pubblici e privati, con una definizione dei ruoli e degli obiettivi tra il sistema locale e nazionale dell’innovazione”.

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Pnrr, Melilli: “L’approvazione dell’Europa avvia la fase di crescita del nostro Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Il presidente commissione Bilancio alla Camera: “Ricostruiamo un tessuto sociale ed economico più solido ed inclusivo per uscire dalla crisi pandemica” “Con l’approvazione della Commissione Europea al Pnrr, presentato dall’Italia, si avvia una nuova fase di crescita per il nostro Paese. Nel prossimo futuro l’obiettivo principale sarà rappresentato dalla ricostruzione di un tessuto sociale ed economico ancora più solido e inclusivo, che sostenga imprese e cittadini fuori dalla crisi pandemica. Dovremo porre al centro il lavoro ed i diritti, le giovani generazioni e le donne. Spetterà adesso a tutti noi, dal Governo alle istituzioni locali fino alle aziende, procedere con rapidità alla realizzazione del Piano. E’ il percorso più ambizioso che l’Italia abbia mai affrontato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Così Fabio Melilli, presidente commissione Bilancio alla Camera.”Abbiamo davvero un’occasione straordinaria, con la possibilità di cambiare le strutture portanti del nostro modello economico. Punteremo, come descritto nel Piano, su una diffusa riconversione ecologica e su processi di digitalizzazione nel settore pubblico e privato per raggiungere standard elevati, in linea con le altre nazioni europee. In questo processo di cambiamento, sarà fondamentale porre sempre al centro il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori. Da oggi – conclude Melilli – possiamo costruire un’Italia più ricca, moderna e al tempo stesso più giusta. Protagonista in un’Europa che saprà distinguersi ancora come baluardo di democrazia, per i valori di libertà e di giustizia sociale”.

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“Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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A Binario F nuove alleanze e competenze per la ripartenza del paese

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Nasce nell’ambito di Binario F, lo spazio fisico e virtuale di Facebook dedicato alle competenze digitali, la prima comunità inclusiva per la valorizzazione del capitale umano, la formazione continua e la ricerca di soluzioni condivise per lo sviluppo sostenibile. Facebook e Fondazione Mondo Digitale rinnovano la collaborazione con il programma “Vagone FMD. Da 01 a 100” puntando su reti cooperative, alleanze ibride e competenze digitali diffuse per ridare valore a relazioni e territori. Hanno già aderito all’iniziativa Anci, Forum del Terzo Settore, Confcommercio Giovani Imprenditori e CNA Giovani Imprenditori. Online il calendario dei prossimi appuntamenti gratuiti con format originali per contenuti e metodo di lavoro.Secondo il “Digital Economy and Society Index” le imprese italiane occupano in Europa il 22esimo posto su 28 paesi per capacità di integrare le tecnologie digitali, con solo il 10% delle pmi che vende online e il 15% che usa servizi cloud. Nonostante l’accelerazione provocata dall’emergenza sanitaria, con un incremento dell’uso di piattaforme di e-commerce (+50%), manca ancora una visione strategica per la trasformazione digitale di processi e modelli di business. Una recente ricerca di Fondazione Italia Sociale rivela che anche nel terzo settore la spinta all’innovazione è frenata da un basso livello di competenze digitali, dalla mancanza di fondi e da una resistenza a contaminarsi con altre realtà e settori differenti.È in questo contesto che Fondazione Mondo Digitale e Facebook Italia rinnovano la loro collaborazione con il programma “Vagone FMD. Da 01 a 100”, nato nel 2018 proprio a Binario F, nello spazio della Stazione Termini di Roma dedicato al potenziamento delle competenze digitali. Dopo aver coinvolto più di 4.000 persone, con oltre 150 sessioni formative in presenza, il programma supera ora i confini della capitale per sostenere nuovi modelli di trasformazione digitale a partire dai bisogni delle persone e dei singoli territori. Nel progetto vengono coinvolti enti locali, istituzioni, artigiani e piccole imprese, giovani e operatori del terzo settore: la sfida è aiutare le comunità a stringere alleanze ibride e acquisire strumenti critici e competenze strategiche per progettare insieme la trasformazione e la ripartenza del tessuto produttivo e sociale post pandemia, senza lasciare indietro nessuno.

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Bisogna mettere la scuola al centro del Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

“Bisogna mettere la scuola al centro del Paese”. Così Marcello Pacifico segretario confederale della Cisal al tavolo di confronto di oggi con il ministro Bianchi su un patto per l’istruzione e la formazione. “Per Cisal – ha spiegato – gli assi fondamentali da sviluppare sono la ripartenza in sicurezza, la ridefinizione degli organici, una nuova politica di reclutamento che riconosca l’esperienza di migliaia di precari del sistema nazionale di istruzione, il rinnovo del contratto con una formazione ripensata come attività lavorativa, opportunità e non un costo, un ripensamento dell’obbligo scolastico e delle regole sui trasferimenti del personale”.

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“Se la donna investitrice è una perla rara ma anche un modello aspirazionale per la crescita del Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

A cura di Antonella Massari, Segretario Generale AIPB – Associazione Italiana Private Banking. “Le donne sostengono l’altra metà del cielo”, recita l’antico proverbio cinese. Un cielo assai grigio quello femminile in questo nostro nuovo millennio che invoca sostenibilità e inclusione ma deve fare i conti con retaggi culturali stratificati e con una crisi economica e sociale post pandemica.
Sono lieta di apprendere che anche nel programma di governo “la mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne” e che il governo Draghi abbia intenzione di impegnarsi in questa direzione.Ma resta il fatto che, come giustamente l’ha definita Linda Laura Sabbadini, presidente dell’engagement group Women20 al G20 nell’audizione parlamentare a inizio febbraio, si tratti di un’emergenza nazionale. Nel 2020, a causa del Covid che ha colpito duramente alcuni settori dell’industria, sono stati persi 444mila posti di lavoro, di questi 312mila erano donne, facendo sprofondare il tasso di occupazione femminile, che già era tra i più bassi in Europa, al 48,6% (ISTAT 2020) contro il tasso medio europeo del 62,4%. Solo nel mese di dicembre le donne che hanno perso il lavoro sono state 99mila su un totale di 101mila nuovi disoccupati. Di questi il 60% è giovane, cioè ha un’età inferiore ai 34 anni.Se partiamo dal presupposto che la metà del Paese è donna, è evidente che marginalizzarla dal lavoro, dai processi decisionali, dalle sedi del potere, sia controproducente e dannoso per tutti: il cielo non si può dividere. Oggi meno del 10% di tutti i dirigenti e quadri occupati in aziende italiane è donna. Ed è chiaro come anche nel nostro settore sia necessario valorizzare il ruolo femminile.Secondo le nostre rilevazioni, il Private Banking gestisce quasi 1/3 del risparmio delle famiglie italiane, di cui circa 300 miliardi di euro fanno riferimento a donne, decisori finanziari individuali o capofamiglia che gestiscono il patrimonio finanziario familiare. Una cifra considerevole e sorprendente per chi è abituato a pensare che la gestione dei grandi patrimoni sia riservata a capofamiglia di genere maschile. Si tratta del 10% della ricchezza finanziaria privata complessiva del nostro Paese, se consideriamo solo il segmento servito dal Private Banking la percentuale sale al 35%. In un mondo in cui le donne sono fortemente sottorappresentate in tutti i settori, esse rappresentano un terzo del patrimonio gestito dal settore del private banking: addirittura più di quanto siano le masse servite dal private banking riconducibili al segmento di “imprenditori”, che pesa invece per il 20%. Questo peso considerevole delle donne nella detenzione dei patrimoni privati italiani inserisce il Private Banking tra i settori chiamati a riflettere sulla questione femminile.
Se la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro farebbe aumentare il Pil globale di 28 trilioni di dollari (McKinsey) gli effetti di politiche e scelte positive per aumentare l’occupazione femminile potrebbe avere effetti estremamente più rilevanti di politiche attive generiche. Più donne al lavoro, più donne in posti chiave, con ruoli professionali di responsabilità andrebbe naturalmente ad aumentare anche il peso delle donne che investono in economia reale, con effetti a cascata su tutto il sistema. Le nostre analisi ci dicono, che se il rilancio dell’economia può trovare nel risparmio privato un valido sostegno, l’investitore donna può dare un contributo assai rilevante, va protetto e reso più rappresentativo. Come industria abbiamo il dovere di conoscere e servire al meglio i profili della clientela femminile, così come hanno imparato a farlo il settore della moda e della grande distribuzione.
L’obiettivo dovrebbe essere perseguito prendendo in considerazione svariati aspetti della realtà italiana che fanno, ad esempio, capo a ministeri differenti. Mi riferisco in primis a quello del Lavoro, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e Università, dell’Economia e naturalmente delle Pari Opportunità, un approccio olistico che implica una visione strategica e con un punto di sintesi al più alto livello. Un progetto con obiettivi precisi, misurabili e con momenti di verifica anche ravvicinati per non trovarci tra alcuni anni al punto di partenza. Ricordo che l’Agenda di Lisbona prevedeva un tasso di occupazione femminile nell’Unione Europea oltre il 60% nel 2010.
Le azioni per farlo sono pratiche e culturali. Nel discorso programmatico il presidente Draghi si è espresso chiaramente “Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto delle quote rose: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra genere”: non possiamo che essere d’accordo ad auspicare che gli effetti pratici delle linee guida indicate dal Governo siano rapidi incisivi e duraturi. Ma servono norme positive per superare gli stigmi e i limiti di accesso al mercato del lavoro e alla carriera.

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Sistema Paese: La vera sfida è la realizzazione delle riforme

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Roma – “La sfida più grande non è rappresentata dalla mera assegnazione delle risorse del Recovery Plan, in quanto tale, a cui sta lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la squadra diretta da Carmine Nuzzo, un uomo dello Stato che ho avuto modo di conoscere in questi anni e di cui apprezzo le indubbie capacità. Ma dalla realizzazione di quelle riforme, dalla concorrenza, ai tempi della giustizia civile, dalla lotta all’evasione fiscale all’efficacia della Pubblica Amministrazione, che come ha ricordato il Commissario Gentiloni, obbligatoriamente devono accompagnare ciascuna missione d’intervento presente nel PNRR per poter mettere a terra i progetti.È su questo che dobbiamo concentrare il lavoro di Parlamento e Ministeri, per fare ciò che non è stato fatto negli ultimi decenni. E che ha rallentato il Paese, rendendolo meno competitivo.Serve un lavoro di squadra, perché questa è un’occasione importante ed irripetibile. Nei prossimi giorni, grazie anche al lavoro dei tecnici del MEF, potremo approfondire il piano, completandolo con i dettagli sui singoli progetti, per chiarire e definire ulteriormente gli obiettivi strategici e i relativi cronoprogrammi”. Lo scrive, in un post sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Manca strategia Paese”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Rischiamo emarginazione mentre potremmo essere protagonisti”: è quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile Impresa di FdI e vice presidente del Copasir, nella prima interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e al neo ministro per la transizione digitale.”La situazione è grave ma è ancora recuperabile: serve chiarezza di intenti e un progetto chiaro e condiviso, quello che sinora è mancato negli Esecutivi che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni”.Urso evidenzia come “trent’anni fa un’azienda italiana come Telecom era tra le prime cinque aziende mondiali di telecomunicazioni prima che scellerate politiche di privatizzazioni, prive di visioni strategiche, ne distruggessero il patrimonio”; mentre ora “l’Italia è pericolosamente indietro tra i mercati europei delle telecomunicazioni, lenta nel ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, incapace di garantire l’accesso alla rete internet a tutta la popolazione, assicurandone la velocità”.Il senatore di FdI rileva, quindi, che il controllo della società della rete unica, in ragione della sua importanza e strategicità, rappresenta una condizione imprescindibile per la sicurezza dello Stato, per la sicurezza dei cittadini e per l’esercizio stesso delle prerogative afferenti alla sovranità dello Stato, e deve pertanto essere saldamente mantenuto in mani italiane e sotto un controllo effettivo dello Stato”, mentre sinora l’Esecutivo “è sembrato non avere affatto una chiara posizione in merito, lasciando addirittura pensare che voglia favorire il controllo da parte di una azienda straniera”.

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Serracchiani: “Il nostro faro è la salvezza del Paese senza calcoli di partito”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

“Siamo un punto fermo in un mondo politico trasformista”. Così la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in un’intervista al giornale Il Piccolo, oggi in edicola, parlando della formazione del nuovo Governo. Per Serracchiani “In questi mesi il Pd ha aiutato lo sviluppo di una coscienza europeista di tutta la maggioranza, anche grazie al lavoro di Conte, che ha fatto comprendere all’Ue che questa crisi non poteva essere affrontata limitandosi a tenere a bada i conti. Ora Draghi può essere la chiave per l’utilizzo migliore delle risorse del Recovery Plan”. Riguardo a un’eventuale alleanza organica tra Pd e M5s, Serracchiani ha detto che “dobbiamo consolidare il nuovo Governo e lavorare insieme salvaguardando il patrimonio positivo del precedente Governo. Vedremo dove queste convergenze ci porteranno”.

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Sfide ambiziose per il nostro Paese per la crescita e lo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

In particolare, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura, per avere successo devono necessariamente prevedere specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”. Lo ha affermato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan.
“Purtroppo – ha aggiunto Mattioli – le dichiarazioni d’intenti del PNRR non trovano riscontro in azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo, al quale, sebbene rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica e sia notoriamente capital intensive, non vengono dedicate misure di sostegno. Gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel PNRR riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema”. “Inoltre, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi in quanto per le diverse misure di primo sostegno previste dalla manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 mancano ancora i decreti attuativi relativi all’estensione degli sgravi contributivi alle navi iscritte nel primo registro navale e al fondo per il ristoro delle perdite sofferte dalle navi passeggeri”.
“È necessario – ha affermato il presidente Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”. “Dato che la sfida della decarbonizzazione interessa tutto il trasporto, sia pubblico che privato, occorre
definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento ed adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, ed anche quella minore in crisi da anni, individuando strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato. Inoltre, occorre attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL. “Last but not the least – ha affermato il Presidente Mattioli – il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che si concluderà a breve dovrà naturalmente essere rivolto a quei soggetti utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia. Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento”.

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Questa manovra getta le basi della ripresa del Paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

“Ma dovrà essere rafforzata con ulteriori provvedimenti”. Lo ha affermato Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio nel dibattito sulla manovra di Bilancio.”Non potranno mancare – ha evidenziato – riforme necessarie per la modernizzazione del Paese: la riforma delle politiche attive del lavoro, una riforma degli ammortizzatori sociali che dia uno strumento di protezione sociale a tutti i lavoratori, a prescindere dalla natura del contratto che hanno, e infine la riforma della Pubblica Amministrazione, che dovrà essere la vera protagonista della crescita del Paese”.Secondo Serracchiani, con questa manovra “abbiamo avviato un percorso che ci permetterà di uscire gradualmente da questa emergenza. Il Parlamento, maggioranza e opposizione, ha fatto un lavoro prezioso e di tessitura, migliorando sensibilmente i punti principali di questa manovra di Bilancio. Il Pd ha voluto intervenire in modo puntuale sulle politiche attive del lavoro, unica via d’uscita rispetto a ciò che affronteremo quando cesserà il divieto di licenziamento, con la perdita di posti di lavoro e la necessità di una imponente riqualificazione. Questa manovra getta le basi della ripresa”

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Ci sono le condizioni per trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“L’emergenza Covid19 è stato uno choc sanitario ed economico straordinario, che ha obbligato PA, imprese e cittadini ad accelerare sulla trasformazione digitale, con cambiamenti straordinari nell’organizzazione del lavoro e nell’accesso a prodotti e servizi pubblici e privati, che normalmente avrebbero richiesto molti anni per verificarsi. Questo cambiamento culturale e le risorse finanziarie che arriveranno grazie al Recovery Fund e al programma Next Generation EU sono l’eredità politica positiva della pandemia: ora ci sono le condizioni per la trasformazione digitale del Paese ed è compito del governo, delle imprese e degli esperti di innovazione fare tutto il possibile per non dilapidare questo slancio verso la digitalizzazione”.Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente del Gruppo Digital360, durante il convegno “La trasformazione digitale come architrave della strategia per la ripresa” dell’ultima giornata di FORUM PA Restart Italia, la manifestazione digitale sul tema della ripartenza del paese dopo l’emergenza, promossa da Fpa, società del Gruppo Digital360.“La trasformazione digitale è strettamente collegata al PIL pro capite ed è l’unica strada per risollevare la produttività del nostro sistema-paese, stagnante da molti anni, e farlo ripartire dopo il forte stress dell’emergenza sanitaria – continua Rangone -. Per raggiungere l’obiettivo, però, le ingenti risorse che arriveranno non sono sufficienti se non si individuano le priorità su cui investire. In primo luogo, le infrastrutture di telecomunicazione, l’ossatura necessaria per rendere la digitalizzazione capillare sull’intero territorio nazionale. E poi le competenze digitali: serve un piano per la formazione digitale dei dipendenti pubblici e dei cittadini, per evitare che chi adesso teme il cambiamento perché non ha le competenze per coglierne i benefici, resti ai margini della nuova normalità che ci attende”.

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Per la promozione del sistema Paese: Intervento dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Sono intervenuta in Commissione Esteri in occasione dell’audizione del direttore generale del Maeci per la promozione del sistema Paese, Enzo Angeloni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale e interesse nazionale.Nel mio intervento ho evidenziato che le misure di sostegno all’internazionalizzazione hanno bisogno di un adeguato supporto di personale amministrativo altrimenti rischiano di essere assolutamente vanificate. Infatti, la promozione del sistema Paese e l’efficienza del personale in loco risultano un binomio imprescindibile su cui è importante soffermarsi. Di conseguenza ho chiesto se l’Amministrazione degli Esteri sia consapevole dell’impatto deleterio che la penuria di personale avrà sugli attuativi delle misure adottate a sostegno dell’esxport e se si sta predisponendo qualche iniziativa finalizzata ad incrementare il personale oltre confine, anche aumentando la dotazione organica del MAECI. Il Direttore Angeloni ha risposto sottolineando che la carenza di organico e’ storica al MAECI e che comunque si sta procedendo a rafforzare la dotazione organica.Questo è un dato di fatto ma non lo ritengo ancora sufficiente perché si potrebbe fare di più aumentando la dotazione di personale assunto in loco e accelerando le procedure perché c’è una urgenza dettata dalla crisi alla quale bisogna rispondere con tempestività’!”Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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“Salviamo il Paese dal baratro economico e sociale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Un nuovo lockdown totale sarebbe economicamente e socialmente insostenibile: andare avanti con rigore, disciplina, rispetto delle normative anti-covid e delle indicazioni medico-sanitarie, a costo di irrigidire controlli e sanzioni per tutti coloro che non usano i dispositivi e favoriscono assembramenti. Ma occorre andare avanti” queste le prime parole del Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo. Su scuola e traporti pubblici gli errori sono stati troppo gravi. La domanda che ogni giorno migliaia di artigiani e piccoli imprenditori si pongono è come sia possibile correre di nuovo il rischio di chiudere i battenti dopo mesi trascorsi ad attrezzarsi, a definire e ad assumere stili comportamentali conformi a tutela della salute dei lavoratori e dei clienti: “Manifattura, trasporti, botteghe, ristoranti, pub, parrucchieri, estetisti, tutte le imprese lombarde che rappresentiamo hanno sviluppato misure e spese straordinarie per conformarsi alle Linee Guida stilate da Governo, parti sociali ed esperti. Proprio per andare avanti. E poi, da settembre, con la riapertura delle scuole, tutto è di nuovo cambiato” osserva Parolo, che aggiunge: “Il concetto di attività essenziale è scivoloso. Il lavoro è essenziale per tutti. Se un pub attua con rigore le misure anti-Covid evitando in ogni modo gli assembramenti e limitandosi al servizio al tavolo, perché deve chiudere ore ed ore prima del tempo?”. ” Il Segretario di CNA Lombardia Stefano Binda prova ad abbozzare una diagnosi: “E’ ancora un problema di organizzazione e di buona volontà dei differenti livelli di Governo del Paese di parlarsi tra loro, di coordinarsi, di impegnare davvero la Pubblica Amministrazione in uno sforzo straordinario che finora è mancato”.Anche sulla partita del Superbonus e dell’Econobonus in edilizia c’è un tema di semplificazione e di complessità: “L’opportunità è reale” precisa il Presidente Parolo “ma se per arrivare a sfruttarla la filiera documentale, tecnica, finanziaria e fiscale è così complessa molti potenziali beneficiari rinunceranno e la montagna partorirà un topolino. CNA Lombardia su questo specifico tema ha definito uno strumento ad hoc, una piattaforma digitale per aiutare le imprese a gestire tutta la fase documentale per sfruttare i benefici del 110 per cento. Noi andremo avanti nel supporto concreto alle imprese, ma anche la PA deve accettare di semplificare alcuni passaggi se non vuole vanificare i nostri sforzi”.

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