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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘paese’

Trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Oggi, come mai prima d’ora, si sono realizzate due importanti condizioni per la trasformazione digitale di cui l’Italia ha bisogno per recuperare il gap accumulato negli ultimi 20 anni rispetto i paesi più avanzati. Da un lato, la pandemia ha imposto un vero e proprio “elettroshock culturale” che ha permesso a tutti i livelli di scoprire il valore del digitale. Dall’altro, è stata finalmente definita una chiara priorità all’innovazione digitale nell’agenda politica, grazie al PNRR che ne ha fatto uno degli ambiti prioritari per le politiche industriali del paese. Il Piano mette a disposizione circa 50 miliardi di euro per la digitalizzazione: una dotazione di per sé significativa, anche se da sola insufficiente a recuperare il nostro gap digitale, ma che dovremo essere in grado di moltiplicare. Imprese e pubbliche amministrazioni dovranno realizzare progetti di grande portata per amplificarne l’effetto, lavorando insieme, con l’obiettivo comune dell’innovazione. Mai come oggi possiamo giocare la partita per la trasformazione digitale”. Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente di DIGITAL360, aprendo l’intervento a FORUM PA 2021 del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, a confronto con rappresentanti della PA centrale e locale e del mondo delle imprese.“Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese – ha detto Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA – Per accelerare la digitalizzazione è necessaria una chiara governance tra i soggetti pubblici e privati, con una definizione dei ruoli e degli obiettivi tra il sistema locale e nazionale dell’innovazione”.

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Pnrr, Melilli: “L’approvazione dell’Europa avvia la fase di crescita del nostro Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Il presidente commissione Bilancio alla Camera: “Ricostruiamo un tessuto sociale ed economico più solido ed inclusivo per uscire dalla crisi pandemica” “Con l’approvazione della Commissione Europea al Pnrr, presentato dall’Italia, si avvia una nuova fase di crescita per il nostro Paese. Nel prossimo futuro l’obiettivo principale sarà rappresentato dalla ricostruzione di un tessuto sociale ed economico ancora più solido e inclusivo, che sostenga imprese e cittadini fuori dalla crisi pandemica. Dovremo porre al centro il lavoro ed i diritti, le giovani generazioni e le donne. Spetterà adesso a tutti noi, dal Governo alle istituzioni locali fino alle aziende, procedere con rapidità alla realizzazione del Piano. E’ il percorso più ambizioso che l’Italia abbia mai affrontato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Così Fabio Melilli, presidente commissione Bilancio alla Camera.”Abbiamo davvero un’occasione straordinaria, con la possibilità di cambiare le strutture portanti del nostro modello economico. Punteremo, come descritto nel Piano, su una diffusa riconversione ecologica e su processi di digitalizzazione nel settore pubblico e privato per raggiungere standard elevati, in linea con le altre nazioni europee. In questo processo di cambiamento, sarà fondamentale porre sempre al centro il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori. Da oggi – conclude Melilli – possiamo costruire un’Italia più ricca, moderna e al tempo stesso più giusta. Protagonista in un’Europa che saprà distinguersi ancora come baluardo di democrazia, per i valori di libertà e di giustizia sociale”.

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“Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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A Binario F nuove alleanze e competenze per la ripartenza del paese

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

Nasce nell’ambito di Binario F, lo spazio fisico e virtuale di Facebook dedicato alle competenze digitali, la prima comunità inclusiva per la valorizzazione del capitale umano, la formazione continua e la ricerca di soluzioni condivise per lo sviluppo sostenibile. Facebook e Fondazione Mondo Digitale rinnovano la collaborazione con il programma “Vagone FMD. Da 01 a 100” puntando su reti cooperative, alleanze ibride e competenze digitali diffuse per ridare valore a relazioni e territori. Hanno già aderito all’iniziativa Anci, Forum del Terzo Settore, Confcommercio Giovani Imprenditori e CNA Giovani Imprenditori. Online il calendario dei prossimi appuntamenti gratuiti con format originali per contenuti e metodo di lavoro.Secondo il “Digital Economy and Society Index” le imprese italiane occupano in Europa il 22esimo posto su 28 paesi per capacità di integrare le tecnologie digitali, con solo il 10% delle pmi che vende online e il 15% che usa servizi cloud. Nonostante l’accelerazione provocata dall’emergenza sanitaria, con un incremento dell’uso di piattaforme di e-commerce (+50%), manca ancora una visione strategica per la trasformazione digitale di processi e modelli di business. Una recente ricerca di Fondazione Italia Sociale rivela che anche nel terzo settore la spinta all’innovazione è frenata da un basso livello di competenze digitali, dalla mancanza di fondi e da una resistenza a contaminarsi con altre realtà e settori differenti.È in questo contesto che Fondazione Mondo Digitale e Facebook Italia rinnovano la loro collaborazione con il programma “Vagone FMD. Da 01 a 100”, nato nel 2018 proprio a Binario F, nello spazio della Stazione Termini di Roma dedicato al potenziamento delle competenze digitali. Dopo aver coinvolto più di 4.000 persone, con oltre 150 sessioni formative in presenza, il programma supera ora i confini della capitale per sostenere nuovi modelli di trasformazione digitale a partire dai bisogni delle persone e dei singoli territori. Nel progetto vengono coinvolti enti locali, istituzioni, artigiani e piccole imprese, giovani e operatori del terzo settore: la sfida è aiutare le comunità a stringere alleanze ibride e acquisire strumenti critici e competenze strategiche per progettare insieme la trasformazione e la ripartenza del tessuto produttivo e sociale post pandemia, senza lasciare indietro nessuno.

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Bisogna mettere la scuola al centro del Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

“Bisogna mettere la scuola al centro del Paese”. Così Marcello Pacifico segretario confederale della Cisal al tavolo di confronto di oggi con il ministro Bianchi su un patto per l’istruzione e la formazione. “Per Cisal – ha spiegato – gli assi fondamentali da sviluppare sono la ripartenza in sicurezza, la ridefinizione degli organici, una nuova politica di reclutamento che riconosca l’esperienza di migliaia di precari del sistema nazionale di istruzione, il rinnovo del contratto con una formazione ripensata come attività lavorativa, opportunità e non un costo, un ripensamento dell’obbligo scolastico e delle regole sui trasferimenti del personale”.

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“Se la donna investitrice è una perla rara ma anche un modello aspirazionale per la crescita del Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

A cura di Antonella Massari, Segretario Generale AIPB – Associazione Italiana Private Banking. “Le donne sostengono l’altra metà del cielo”, recita l’antico proverbio cinese. Un cielo assai grigio quello femminile in questo nostro nuovo millennio che invoca sostenibilità e inclusione ma deve fare i conti con retaggi culturali stratificati e con una crisi economica e sociale post pandemica.
Sono lieta di apprendere che anche nel programma di governo “la mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne” e che il governo Draghi abbia intenzione di impegnarsi in questa direzione.Ma resta il fatto che, come giustamente l’ha definita Linda Laura Sabbadini, presidente dell’engagement group Women20 al G20 nell’audizione parlamentare a inizio febbraio, si tratti di un’emergenza nazionale. Nel 2020, a causa del Covid che ha colpito duramente alcuni settori dell’industria, sono stati persi 444mila posti di lavoro, di questi 312mila erano donne, facendo sprofondare il tasso di occupazione femminile, che già era tra i più bassi in Europa, al 48,6% (ISTAT 2020) contro il tasso medio europeo del 62,4%. Solo nel mese di dicembre le donne che hanno perso il lavoro sono state 99mila su un totale di 101mila nuovi disoccupati. Di questi il 60% è giovane, cioè ha un’età inferiore ai 34 anni.Se partiamo dal presupposto che la metà del Paese è donna, è evidente che marginalizzarla dal lavoro, dai processi decisionali, dalle sedi del potere, sia controproducente e dannoso per tutti: il cielo non si può dividere. Oggi meno del 10% di tutti i dirigenti e quadri occupati in aziende italiane è donna. Ed è chiaro come anche nel nostro settore sia necessario valorizzare il ruolo femminile.Secondo le nostre rilevazioni, il Private Banking gestisce quasi 1/3 del risparmio delle famiglie italiane, di cui circa 300 miliardi di euro fanno riferimento a donne, decisori finanziari individuali o capofamiglia che gestiscono il patrimonio finanziario familiare. Una cifra considerevole e sorprendente per chi è abituato a pensare che la gestione dei grandi patrimoni sia riservata a capofamiglia di genere maschile. Si tratta del 10% della ricchezza finanziaria privata complessiva del nostro Paese, se consideriamo solo il segmento servito dal Private Banking la percentuale sale al 35%. In un mondo in cui le donne sono fortemente sottorappresentate in tutti i settori, esse rappresentano un terzo del patrimonio gestito dal settore del private banking: addirittura più di quanto siano le masse servite dal private banking riconducibili al segmento di “imprenditori”, che pesa invece per il 20%. Questo peso considerevole delle donne nella detenzione dei patrimoni privati italiani inserisce il Private Banking tra i settori chiamati a riflettere sulla questione femminile.
Se la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro farebbe aumentare il Pil globale di 28 trilioni di dollari (McKinsey) gli effetti di politiche e scelte positive per aumentare l’occupazione femminile potrebbe avere effetti estremamente più rilevanti di politiche attive generiche. Più donne al lavoro, più donne in posti chiave, con ruoli professionali di responsabilità andrebbe naturalmente ad aumentare anche il peso delle donne che investono in economia reale, con effetti a cascata su tutto il sistema. Le nostre analisi ci dicono, che se il rilancio dell’economia può trovare nel risparmio privato un valido sostegno, l’investitore donna può dare un contributo assai rilevante, va protetto e reso più rappresentativo. Come industria abbiamo il dovere di conoscere e servire al meglio i profili della clientela femminile, così come hanno imparato a farlo il settore della moda e della grande distribuzione.
L’obiettivo dovrebbe essere perseguito prendendo in considerazione svariati aspetti della realtà italiana che fanno, ad esempio, capo a ministeri differenti. Mi riferisco in primis a quello del Lavoro, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione e Università, dell’Economia e naturalmente delle Pari Opportunità, un approccio olistico che implica una visione strategica e con un punto di sintesi al più alto livello. Un progetto con obiettivi precisi, misurabili e con momenti di verifica anche ravvicinati per non trovarci tra alcuni anni al punto di partenza. Ricordo che l’Agenda di Lisbona prevedeva un tasso di occupazione femminile nell’Unione Europea oltre il 60% nel 2010.
Le azioni per farlo sono pratiche e culturali. Nel discorso programmatico il presidente Draghi si è espresso chiaramente “Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto delle quote rose: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra genere”: non possiamo che essere d’accordo ad auspicare che gli effetti pratici delle linee guida indicate dal Governo siano rapidi incisivi e duraturi. Ma servono norme positive per superare gli stigmi e i limiti di accesso al mercato del lavoro e alla carriera.

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Sistema Paese: La vera sfida è la realizzazione delle riforme

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Roma – “La sfida più grande non è rappresentata dalla mera assegnazione delle risorse del Recovery Plan, in quanto tale, a cui sta lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la squadra diretta da Carmine Nuzzo, un uomo dello Stato che ho avuto modo di conoscere in questi anni e di cui apprezzo le indubbie capacità. Ma dalla realizzazione di quelle riforme, dalla concorrenza, ai tempi della giustizia civile, dalla lotta all’evasione fiscale all’efficacia della Pubblica Amministrazione, che come ha ricordato il Commissario Gentiloni, obbligatoriamente devono accompagnare ciascuna missione d’intervento presente nel PNRR per poter mettere a terra i progetti.È su questo che dobbiamo concentrare il lavoro di Parlamento e Ministeri, per fare ciò che non è stato fatto negli ultimi decenni. E che ha rallentato il Paese, rendendolo meno competitivo.Serve un lavoro di squadra, perché questa è un’occasione importante ed irripetibile. Nei prossimi giorni, grazie anche al lavoro dei tecnici del MEF, potremo approfondire il piano, completandolo con i dettagli sui singoli progetti, per chiarire e definire ulteriormente gli obiettivi strategici e i relativi cronoprogrammi”. Lo scrive, in un post sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Manca strategia Paese”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Rischiamo emarginazione mentre potremmo essere protagonisti”: è quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile Impresa di FdI e vice presidente del Copasir, nella prima interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e al neo ministro per la transizione digitale.”La situazione è grave ma è ancora recuperabile: serve chiarezza di intenti e un progetto chiaro e condiviso, quello che sinora è mancato negli Esecutivi che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni”.Urso evidenzia come “trent’anni fa un’azienda italiana come Telecom era tra le prime cinque aziende mondiali di telecomunicazioni prima che scellerate politiche di privatizzazioni, prive di visioni strategiche, ne distruggessero il patrimonio”; mentre ora “l’Italia è pericolosamente indietro tra i mercati europei delle telecomunicazioni, lenta nel ridurre il gap infrastrutturale e di mercato esistente, incapace di garantire l’accesso alla rete internet a tutta la popolazione, assicurandone la velocità”.Il senatore di FdI rileva, quindi, che il controllo della società della rete unica, in ragione della sua importanza e strategicità, rappresenta una condizione imprescindibile per la sicurezza dello Stato, per la sicurezza dei cittadini e per l’esercizio stesso delle prerogative afferenti alla sovranità dello Stato, e deve pertanto essere saldamente mantenuto in mani italiane e sotto un controllo effettivo dello Stato”, mentre sinora l’Esecutivo “è sembrato non avere affatto una chiara posizione in merito, lasciando addirittura pensare che voglia favorire il controllo da parte di una azienda straniera”.

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Serracchiani: “Il nostro faro è la salvezza del Paese senza calcoli di partito”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

“Siamo un punto fermo in un mondo politico trasformista”. Così la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, in un’intervista al giornale Il Piccolo, oggi in edicola, parlando della formazione del nuovo Governo. Per Serracchiani “In questi mesi il Pd ha aiutato lo sviluppo di una coscienza europeista di tutta la maggioranza, anche grazie al lavoro di Conte, che ha fatto comprendere all’Ue che questa crisi non poteva essere affrontata limitandosi a tenere a bada i conti. Ora Draghi può essere la chiave per l’utilizzo migliore delle risorse del Recovery Plan”. Riguardo a un’eventuale alleanza organica tra Pd e M5s, Serracchiani ha detto che “dobbiamo consolidare il nuovo Governo e lavorare insieme salvaguardando il patrimonio positivo del precedente Governo. Vedremo dove queste convergenze ci porteranno”.

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Sfide ambiziose per il nostro Paese per la crescita e lo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

In particolare, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura, per avere successo devono necessariamente prevedere specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”. Lo ha affermato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan.
“Purtroppo – ha aggiunto Mattioli – le dichiarazioni d’intenti del PNRR non trovano riscontro in azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo, al quale, sebbene rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica e sia notoriamente capital intensive, non vengono dedicate misure di sostegno. Gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel PNRR riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema”. “Inoltre, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi in quanto per le diverse misure di primo sostegno previste dalla manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 mancano ancora i decreti attuativi relativi all’estensione degli sgravi contributivi alle navi iscritte nel primo registro navale e al fondo per il ristoro delle perdite sofferte dalle navi passeggeri”.
“È necessario – ha affermato il presidente Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”. “Dato che la sfida della decarbonizzazione interessa tutto il trasporto, sia pubblico che privato, occorre
definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento ed adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, ed anche quella minore in crisi da anni, individuando strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato. Inoltre, occorre attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL. “Last but not the least – ha affermato il Presidente Mattioli – il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che si concluderà a breve dovrà naturalmente essere rivolto a quei soggetti utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia. Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento”.

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Questa manovra getta le basi della ripresa del Paese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

“Ma dovrà essere rafforzata con ulteriori provvedimenti”. Lo ha affermato Debora Serracchiani, presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio nel dibattito sulla manovra di Bilancio.”Non potranno mancare – ha evidenziato – riforme necessarie per la modernizzazione del Paese: la riforma delle politiche attive del lavoro, una riforma degli ammortizzatori sociali che dia uno strumento di protezione sociale a tutti i lavoratori, a prescindere dalla natura del contratto che hanno, e infine la riforma della Pubblica Amministrazione, che dovrà essere la vera protagonista della crescita del Paese”.Secondo Serracchiani, con questa manovra “abbiamo avviato un percorso che ci permetterà di uscire gradualmente da questa emergenza. Il Parlamento, maggioranza e opposizione, ha fatto un lavoro prezioso e di tessitura, migliorando sensibilmente i punti principali di questa manovra di Bilancio. Il Pd ha voluto intervenire in modo puntuale sulle politiche attive del lavoro, unica via d’uscita rispetto a ciò che affronteremo quando cesserà il divieto di licenziamento, con la perdita di posti di lavoro e la necessità di una imponente riqualificazione. Questa manovra getta le basi della ripresa”

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Ci sono le condizioni per trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“L’emergenza Covid19 è stato uno choc sanitario ed economico straordinario, che ha obbligato PA, imprese e cittadini ad accelerare sulla trasformazione digitale, con cambiamenti straordinari nell’organizzazione del lavoro e nell’accesso a prodotti e servizi pubblici e privati, che normalmente avrebbero richiesto molti anni per verificarsi. Questo cambiamento culturale e le risorse finanziarie che arriveranno grazie al Recovery Fund e al programma Next Generation EU sono l’eredità politica positiva della pandemia: ora ci sono le condizioni per la trasformazione digitale del Paese ed è compito del governo, delle imprese e degli esperti di innovazione fare tutto il possibile per non dilapidare questo slancio verso la digitalizzazione”.Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente del Gruppo Digital360, durante il convegno “La trasformazione digitale come architrave della strategia per la ripresa” dell’ultima giornata di FORUM PA Restart Italia, la manifestazione digitale sul tema della ripartenza del paese dopo l’emergenza, promossa da Fpa, società del Gruppo Digital360.“La trasformazione digitale è strettamente collegata al PIL pro capite ed è l’unica strada per risollevare la produttività del nostro sistema-paese, stagnante da molti anni, e farlo ripartire dopo il forte stress dell’emergenza sanitaria – continua Rangone -. Per raggiungere l’obiettivo, però, le ingenti risorse che arriveranno non sono sufficienti se non si individuano le priorità su cui investire. In primo luogo, le infrastrutture di telecomunicazione, l’ossatura necessaria per rendere la digitalizzazione capillare sull’intero territorio nazionale. E poi le competenze digitali: serve un piano per la formazione digitale dei dipendenti pubblici e dei cittadini, per evitare che chi adesso teme il cambiamento perché non ha le competenze per coglierne i benefici, resti ai margini della nuova normalità che ci attende”.

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Per la promozione del sistema Paese: Intervento dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Sono intervenuta in Commissione Esteri in occasione dell’audizione del direttore generale del Maeci per la promozione del sistema Paese, Enzo Angeloni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche del commercio internazionale e interesse nazionale.Nel mio intervento ho evidenziato che le misure di sostegno all’internazionalizzazione hanno bisogno di un adeguato supporto di personale amministrativo altrimenti rischiano di essere assolutamente vanificate. Infatti, la promozione del sistema Paese e l’efficienza del personale in loco risultano un binomio imprescindibile su cui è importante soffermarsi. Di conseguenza ho chiesto se l’Amministrazione degli Esteri sia consapevole dell’impatto deleterio che la penuria di personale avrà sugli attuativi delle misure adottate a sostegno dell’esxport e se si sta predisponendo qualche iniziativa finalizzata ad incrementare il personale oltre confine, anche aumentando la dotazione organica del MAECI. Il Direttore Angeloni ha risposto sottolineando che la carenza di organico e’ storica al MAECI e che comunque si sta procedendo a rafforzare la dotazione organica.Questo è un dato di fatto ma non lo ritengo ancora sufficiente perché si potrebbe fare di più aumentando la dotazione di personale assunto in loco e accelerando le procedure perché c’è una urgenza dettata dalla crisi alla quale bisogna rispondere con tempestività’!”Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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“Salviamo il Paese dal baratro economico e sociale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Un nuovo lockdown totale sarebbe economicamente e socialmente insostenibile: andare avanti con rigore, disciplina, rispetto delle normative anti-covid e delle indicazioni medico-sanitarie, a costo di irrigidire controlli e sanzioni per tutti coloro che non usano i dispositivi e favoriscono assembramenti. Ma occorre andare avanti” queste le prime parole del Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo. Su scuola e traporti pubblici gli errori sono stati troppo gravi. La domanda che ogni giorno migliaia di artigiani e piccoli imprenditori si pongono è come sia possibile correre di nuovo il rischio di chiudere i battenti dopo mesi trascorsi ad attrezzarsi, a definire e ad assumere stili comportamentali conformi a tutela della salute dei lavoratori e dei clienti: “Manifattura, trasporti, botteghe, ristoranti, pub, parrucchieri, estetisti, tutte le imprese lombarde che rappresentiamo hanno sviluppato misure e spese straordinarie per conformarsi alle Linee Guida stilate da Governo, parti sociali ed esperti. Proprio per andare avanti. E poi, da settembre, con la riapertura delle scuole, tutto è di nuovo cambiato” osserva Parolo, che aggiunge: “Il concetto di attività essenziale è scivoloso. Il lavoro è essenziale per tutti. Se un pub attua con rigore le misure anti-Covid evitando in ogni modo gli assembramenti e limitandosi al servizio al tavolo, perché deve chiudere ore ed ore prima del tempo?”. ” Il Segretario di CNA Lombardia Stefano Binda prova ad abbozzare una diagnosi: “E’ ancora un problema di organizzazione e di buona volontà dei differenti livelli di Governo del Paese di parlarsi tra loro, di coordinarsi, di impegnare davvero la Pubblica Amministrazione in uno sforzo straordinario che finora è mancato”.Anche sulla partita del Superbonus e dell’Econobonus in edilizia c’è un tema di semplificazione e di complessità: “L’opportunità è reale” precisa il Presidente Parolo “ma se per arrivare a sfruttarla la filiera documentale, tecnica, finanziaria e fiscale è così complessa molti potenziali beneficiari rinunceranno e la montagna partorirà un topolino. CNA Lombardia su questo specifico tema ha definito uno strumento ad hoc, una piattaforma digitale per aiutare le imprese a gestire tutta la fase documentale per sfruttare i benefici del 110 per cento. Noi andremo avanti nel supporto concreto alle imprese, ma anche la PA deve accettare di semplificare alcuni passaggi se non vuole vanificare i nostri sforzi”.

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Si accentua il disequilibrio idrico fra aree del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Se al Nord è tornato lo spettro delle alluvioni, accentuato dalla violenza degli eventi meteo indotti dai cambiamenti climatici, al Sud sembra inarrestabile la decrescita delle riserve idriche, nonostante la fine della stagione irrigua. Sono praticamente “a secco” gli invasi della Puglia, che trattengono circa 53 milioni di metri cubi di risorsa su una capacità complessiva di 336 milioni e con un deficit di quasi 71 milioni rispetto all’anno scorso; identico è il trend della Basilicata con un’odierna disponibilità di quasi 162 milioni su una capacità di circa 743 milioni ed un disavanzo vicino ai 46 milioni sul 2019. Grave è anche la situazione della Sicilia, nei cui invasi a Settembre, rispetto al 2019, mancavano circa 82 milioni di metri cubi d’acqua. Se in Sardegna, la disponibilità idrica è in media con lo scorso anno, sorprendentemente positiva è la condizione dei bacini calabresi al top del recente quadriennio.A conferma di tale necessità, l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che, a fronte di un Settembre particolarmente piovoso in Umbria (mm.151,53 sono secondi solo al 2017 nel recente quinquennio), permangono deficitari i bacini delle confinanti Marche, riempiti solo per la metà della capacità (circa 33 milioni di metri cubi su una disponibilità d’accumulo pari a poco più di 65 milioni). Sempre al Centro-Sud restano in media con gli anni scorsi le portate dei fiumi laziali e campani.Al Nord prosegue la “morbida” del fiume Po, la cui portata, superiore alla media ed all’anno scorso, cresce man mano che si avvicina alla foce. Analogo è l’andamento degli altri fiumi piemontesi (Dora Baltea, Sesia, Stura di Lanzo), i cui livelli sono in calo, ma superiori al 2019. Sono tornati, con livelli tendenti allo zero idrometrico, i fiumi liguri (Vara, Impero, Centa), co-protagonisti della disastrosa alluvione di inizio Ottobre. In Veneto, i principali fiumi (Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave, Livenza), pur con portate superiori agli anni recenti, sono sotto la media storica, complice un Settembre, che ha registrato un deficit del 31% sulla media delle precipitazioni. I fiumi dell’Emilia Romagna, con portate complessive superiori al 2019, confermano un andamento “a macchia di leopardo”: Savio, Trebbia,Taro sono sopra la media sorica, Reno e Secchia sotto.Infine sono tutti in discesa i livelli dei grandi laghi del Nord, pur permanendo sopra le medie stagionali.

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Gruppo 2003: Piano Amaldi per la ripresa del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

L’Associazione Gruppo 2003, che raduna ricercatori italiani di rilevo internazionale, aderisce al Piano Amaldi per il raddoppio del finanziamento della ricerca pubblica in Italia. “Sosteniamo con entusiasmo il Piano che sintetizza in una proposta chiara, realistica e convincente anni di campagna per dare nuovo ossigeno alla ricerca italiana” dichiara il presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo. “La ricerca italiana è di buona qualità, ma con fondi adeguati può dare lo spunto che serve in questo momento al nostro paese e alla sua economia. Per questo ci associamo alla richiesta del Piano”. “Sono molto contento dell’adesione del Gruppo 2003 che da anni si batte per questi obiettivi” ha dichiarato il padre del Piano Ugo Amaldi. “Non c’è libertà e progresso senza una ricerca scientifica robusta, ben finanziata, e con un adeguato numero di ricercatori. L’Italia spende in ricerca pubblica 150 euro all’anno per ogni cittadino, la Francia 250 euro e la Germania 380. Per garantire un futuro alle nuove generazioni, che faranno nuovi mestieri oggi inimmaginabili, dobbiamo arrivare in 6-7 anni a investire 300 euro pro capite all’anno. Questo obiettivo, assolutamente realizzabile, deve essere l’obiettivo di tutti, non solo degli scienziati”. Per questo il Piano Amaldi rivolto al governo è diventato una lettera aperta al primo ministro Conte che tutti possono sottoscrivere.

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Il futuro del Paese passa attraverso l’istruzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Dopo l’intervento del presidente Anief Marcello Pacifico agli Stati generali di Villa Pamphili voluti dal premier Giuseppe Conte, anche la ministra dell’Istruzione chiede un ruolo di tutto rispetto ad assegnare alla scuola nell’assegnazione dei fondi europei finalizzati al rilancio dei Paesi membri colpiti dalla pandemia da Covid19: “È necessario – ha detto Azzolina – che una parte consistente delle risorse a disposizione nell’ambito del Recovery Fund sia destinata al capitolo Istruzione. Si tratta di un impegno che Governo e Parlamento non possono non condividere perché proprio dalla scuola passa il futuro del Paese”. Marcello Pacifico (Anief): “Ha fatto bene la ministra Azzolina a rimarcare l’esigenza di assegnare alla scuola una parte consistente dei fondi provenienti dal Recovery Fund: i nostri istituti necessitano, oltre agli interventi di edilizia e digitalizzazione, anche di risorse professionali. Con la riattivazione di 15 mila plessi, 4 mila istituti autonomi dismessi, vanno infatti riabilitati altrettanti presidi e Dsga, ma anche ripristinati 200 mila cattedre e 50 mila posti di personale Ata, anche per garantire quel tempo scuola settimanale tagliato in tutti i cicli inopinatamente dal dimensionamento attuato dal 2008. È tempo di superare quelle logiche, come di cancellare classi pollaio e supplentite, svecchiare la classe docente e fare entrare a regime di tutte quelle figure professionali previste per legge ma mai attuate”. È determinata la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intervenuta oggi in commissione Istruzione e Cultura alla Camera, sui fondi del Recovery Fund che Bruxelles assegnerà la prossima primavera. “Le nostre idee e i nostri progetti saranno attentamente vagliati ma possiamo dire che il Governo ha già posto su di essi grande attenzione”, ha assicurato la ministra.La bozza del progetto sarà presto sotto esame del Parlamento italiano, in vista della consegna alla Commissione europea prevista per gennaio 2021. “Ascolteremo con profondo spirito di collaborazione e condivisione tutti i suggerimenti che giungeranno dal Parlamento”, ha proseguito Azzolina sottolineando però che “abbiamo un’occasione di grande rilievo che non possiamo sprecare e una chiamata ad una grande responsabilità a cui non possiamo non rispondere. Se utilizziamo bene le risorse che perverranno dall’Europa potremo insieme intervenire su alcuni dei mali storici della nostra scuola, potremo lasciarci alle spalle le stagioni peggiori che l’hanno ferita più volte e l’hanno mortificata togliendole risorse e speranze”.

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Su Rai 3 “Il nostro Paese” di M. Parisini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Un film di Matteo Parisini Un viaggio nell’Italia di oggi alla scoperta di giovani donne che sono parte integrante di questo paese ma che la legge considera straniere. “Ricordati che c’è di peggio fuori. Neanche gli italiani con gli italiani vanno d’accordo.” È la risposta ironica e lucidissima di Rabia, 22 anni, nata in Pakistan e arrivata in Italia all’età di due mesi, al racconto dei quotidiani episodi di razzismo subiti al liceo dalla sua amica. Raia vive e studia a Cremona. Dopo oltre vent’anni, non ha ancora la cittadinanza italiana. Rabia è una delle otto protagoniste de Il nostro Paese, il film di Matteo Parisini prodotto da Ladoc che verrà trasmesso in prima visione per la tv il 4 settembre su Doc3 Rai3. Il film racconta le vite e le aspirazioni di otto ragazze, testimoni esemplari di quel milione circa di giovani nati in altri paesi che hanno trovato la propria casa in Italia. Insaf, Alessia, Marya, Anna, Sabrine, Ihsane, Ana Laura e Rabia vivono e studiano in Italia, parlano naturalmente italiano, condividono abitudini e costumi dei loro coetanei: essere italiani è per loro una condizione di fatto. Contribuiscono attivamente alla costruzione della società civile, sono perfettamente integrate nel nostro tessuto sociale ma senza un documento che lo possa testimoniare perché lo Stato nega loro il riconoscimento formale della cittadinanza. La politica ne discute da anni, cercando senza successo una legge che regolamenti la materia.A sentirle rispondere su articoli della Costituzione a un esame universitario, riflettere sulla diversità come condizione essenziale della crescita individuale e collettiva e immaginare con fiducia, nonostante tutto, il loro futuro qui, vien da pensare che forse i veri stranieri oggi siamo noi italiani riconosciuti, estranei a noi stessi, al nostro passato di emigranti e di popolo accogliente. Estranei a quella carta costituzionale che regola il nostro vivere civile da oltre 70 anni e immemori del contesto storico che portò a scriverla quella carta. Eppure, Il nostro Paese, come le sue protagoniste, non cede al pessimismo e si trasforma in un’occasione per esplorare la provincia italiana: la vita reale di un paese che si rivela a volte migliore rispetto a quanto il racconto mediatico dipinge quotidianamente, un paese capace di offrire sorprendenti e concrete pratiche di integrazione.Insaf, Alessia, Marya, Anna, Sabrine, Ihsane, Ana Laura e Rabia, “straniere per la burocrazia”, rappresentano una generazione che ha già compreso che la globalizzazione non è un processo che si può ostacolare ma una condizione definitiva. E che la diversità è uno strumento per comprendere la complessità del presente e così crescere, evolversi. Fedele al proprio impegno a raccontare la realtà attraverso il documentario narrativo e a valorizzare punti di vista nuovi su temi, storie e personaggi di rilevanza sociale e di attualità, con Il nostro Paese la casa di produzione Ladoc dà voce a un autore, Matteo Parisini, che intende stimolare una riflessione condivisa sull’idea di cittadinanza, esplorando la complessità dei concetti di identità e di nazione, a partire proprio da chi si confronta con una molteplicità di identità e un contraddittorio senso di appartenenza.

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Castelli: Il Paese è cambiato grazie alla collaborazione dei pentastellati con altre forze politiche

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Roma – “Io in questi anni ho imparato, grazie al movimento, che l’unico modo per realizzare i progetti e i sogni che sembravano impossibili è superare i propri limiti. Noi lo abbiamo fatto. Abbiamo governato, e ancora lo stiamo facendo, con forze politiche con le quali anni fa non immaginavamo di poter collaborare. Per il coraggio di averlo fatto, questo Paese è cambiato, profondamente, grazie al nostro modo di far politica, ai temi che sono stati messi al centro, ai valori che rappresentiamo. Abbiamo demolito l’ideologia stantia per far concentrare tutto il panorama politico sui programmi e sulle cose da realizzare. Precludersi la possibilità di poter fare sempre meglio, di superare i propri limiti e scegliere a priori una regola che di fatto è stata derogata in singole occasioni, trovo sia stupido. Oltre che una mancanza di fiducia nei confronti delle persone che sono sul territorio. Non è machiavellico, non è sintomo di evoluzione, non è il metodo con il quale cresci e realizzi i sogni del MoVimento 5 Stelle.”.Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, su Facebook, rilanciando il post del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Italia: un paese di allocchi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Un lettore mi scrive: “C’è il partito di quelli che non vogliono rinunciare a vivere da nababbi a spese degli allocchi (ovviamente nel pensiero dei politici) che li votano, e c’è il partito di quelli che non vogliono vivere da nababbi alle spalle degli elettori.” È un ragionamento che implica una riflessione più approfondita poiché oggi più rudemente che in passato ci troviamo al cospetto di una realtà che tende sempre di più a radicalizzare la lotta tra due tendenze e a limare quelle parti più sfumate che ne fanno da contorno. Mi riferisco ovviamente a quella borghesia che nei secoli scorsi si agitava in cerca di una posizione benestante a ridosso delle ricchezze capitalistiche adoperandosi per fare da cerniera tra i due estremi: il proletariato, i plebei dei tempi antichi e il padronato industriale e finanziario, i patrizi del nuovo corso storico. Diremmo a questo punto tertium non datur, ma tale consapevolezza ancora è dura ad essere recepita ai giorni nostri.
Questa è la forza di chi ha nell’illudere quella fascia “cuscinetto” che è ma vorrebbe avere e resta nel guado nella speranzosa attesa salvifica dalla sua condizione di “mezzo”.
Forse ragionando in questo modo s’interpretò la Rivoluzione francese sotto l’etichetta di “borghese” e quella leninista sotto l’egida della spinta proletaria. Due rivoluzioni che si sono sciolte nel tempo della mediocrità e delle speranze tradite.
Oggi le menti più sensibili e riflessive sono consapevoli che è un andazzo che non regge e che la società che abbiamo costruito in occidente come in oriente riesce solo a produrre un mero trasformismo camaleontico: dal colonialismo ai governi fantoccio del “colono” di turno, dalle dittature di comodo alle guerre chiamate di libertà e di giustizia, ma surrettizie alla logica della convenienza e del possesso.
L’Italia è figlia di tutto questo, perché generata dalle logiche capitalistiche. Ma per spezzare queste catene occorrono parecchi gradienti, nel corso opera, nella loro scalarità da quelli culturali allo stimolo sociale, in senso lato. E nel frattempo il nemico è sempre in agguato per fare mistificazione della verità, per instillare dubbi e generare allarmismi, per suscitare timori e infondere rassegnazione, nella logica del meno peggio rispetto al peggio che si prospetta. Ora posta così la questione dovrei riprendere il discorso del citato lettore e chiedermi quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Per quel Catilina, parafrasando il detto, che s’identifica in capitalista e vessatore. E alla fine chiederci: a quando il punto di rottura? (Riccardo Alfonso)

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