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Posts Tagged ‘paesi terzi’

Legge danese sul trasferimento dei richiedenti asilo in paesi terzi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Il Parlamento danese ha approvato gli emendamenti alla legge sugli stranieri (Danish Aliens Act).Gli emendamenti entreranno in vigore se la Danimarca stringerà un accordo formale con un paese terzo. Questo potrebbe comportare il trasferimento forzato dei richiedenti asilo e l’abdicazione da parte della Danimarca delle responsabilità relative alle procedura di asilo e alla protezione dei rifugiati vulnerabili.L’UNHCR si oppone fermamente agli sforzi che mirano ad esternalizzare o a fare gestire ad altri paesi gli obblighi relativi all’asilo e protezione internazionale. Tali sforzi per eludere le responsabilità sono contrari alla lettera e allo spirito della Convenzione sui Rifugiati del 1951 e al Global Compact sui Rifugiati, nell’ambito del quale gli Stati hanno accettato di condividere più equamente la responsabilità della protezione dei rifugiati. Già oggi quasi il 90% dei rifugiati del mondo vive in paesi in via di sviluppo o meno sviluppati che – nonostante le risorse limitate – sono disponibili e rispettano i loro obblighi e responsabilità legali internazionali.L’UNHCR ha espresso ripetutamente le proprie preoccupazioni e obiezioni rispetto alla proposta del governo danese e ha offerto suggerimenti e alternative pragmatiche.L’UNHCR continuerà ad impegnarsi nel dialogo con la Danimarca, che rimane un partner prezioso e di lunga data, con l’obiettivo di trovare un modo pratico per progredire che rassicuri la popolazione e rispetti gli impegni internazionali della Danimarca.

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Trovare soluzioni alla concorrenza sleale dei paesi terzi

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Roma dal 24 al 26 febbraio una delegazione della Commissione Mercato interno e protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo sarà in visita per incontri con le istituzioni italiane e con i rappresentanti delle categorie produttive e dei consumatori con l’obiettivo di vagliare le possibili ulteriori azioni volte a garantire prodotti sicuri e a scongiurare pratiche sleali.Nei loro incontri, i membri della delegazione esamineranno la situazione del mercato dei beni e discuteranno degli effetti derivanti dalla concorrenza sleale dei produttori dei paesi terzi, i cui manufatti potrebbero non essere conformi a tutte le normative UE applicabili.Gli eurodeputati della Commissione IMCO incontreranno i rappresentanti di Confindustria (lunedì pomeriggio), quelli del Mise (martedì mattina) e quindi, sempre nella mattinata di martedì, parteciperanno ad una riunione congiunta della Commissione Politiche della UE e di quella Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati e della Commissione Politiche della UE e di quella Industria, commercio e turismo del Senato.La missione proseguirà mercoledì con un incontro con le associazioni dei consumatori e quindi con i rappresentanti di Unioncamere per concludersi nella mattinata di giovedì con una visita alla Mater-Biopolymer di Patrica in provincia di Frosinone.Lo scopo della missione è acquisire ulteriori indicazioni su come garantire la sicurezza dei prodotti che circolano nell’UE e su come assicurare ai consumatori informazioni corrette su di essi. Le prove raccolte saranno utili per qualsiasi futura proposta legislativa e regolamentare sui manufatti nel mercato interno.I membri della delegazione:
Petra De Sutter (Verdi, Belgio, Presidente della Commissione IMCO), Brando Benifei (S&D, Italia), Alessandra Basso (ID, Italia),
Vlad-Marius Botoş (Renew Europe, Romania), Salvatore De Meo (PPE, Italia), Carlo Fidanza (ECR, Italia), Stelios Kouloglou (GUE, Grecia), Maria Leitão Marques (S&D, Portogallo),Marco Zullo (NI, Italia)

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Gas naturale: norme UE estese ai gasdotti provenienti da Paesi terzi

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

I gasdotti provenienti da Paesi terzi dovranno conformarsi al diritto comunitario Competenza esclusiva UE su nuovi accordi, solo Commissione può concedere eccezioni L’UE importa oltre il 70% del suo consumo di gas naturale. Le nuove regole sul mercato del gas, approvate in via definitiva, dovrebbero garantire certezza giuridica agli operatori e maggiore competizione nella fornitura di gas. Il testo è stato approvato con 465 voti favorevoli, 95 contrari e 68 astensioni. Le norme modificate creeranno un mercato UE del gas più competitivo, garantendo che la proprietà dei gasdotti che entrano nel territorio dell’UE sia separata da quella dell’approvvigionamento di gas. I gasdotti devono diventare accessibili ad altri operatori, come già avviene per i gasdotti interni all’UE. Queste norme porteranno a una maggiore concorrenza, permettendo ai consumatori europei di beneficiare di prezzi più bassi. Viene inoltre chiarito che tutte queste norme si applicheranno anche a eventuali progetti futuri di gasdotti con Paesi terzi, incluso il Regno Unito (quando diventerà un paese non-UE) o il progetto NordStream2.
Le norme modificate conferiscono all’UE una competenza esclusiva sugli accordi su nuovi gasdotti fra l’UE e Paesi terzi, anche per la concessione di deroghe. La Commissione può tuttavia autorizzare lo Stato membro in cui si trova il primo punto di entrata del gasdotto ad avviare dei negoziati per la fornitura di gas da un nuovo gasdotto proveniente da un Paese terzo, a meno che non lo ritenga in contrasto con il diritto comunitario o pregiudizievole per la concorrenza o la sicurezza dell’approvvigionamento.Spetterà sempre alla Commissione decidere se concedere o meno una deroga alle regole sulla concorrenza, per uno specifico gasdotto, dopo aver consultato gli altri Paesi UE interessati.Per quanto riguarda i gasdotti esistenti (collegati ai gasdotti dell’UE prima dell’entrata in vigore della presente direttiva), uno Stato membro potrà decidere in merito a una deroga dalle regole sulla concorrenza entro un anno dall’entrata in vigore di questa direttiva, qualora ciò non pregiudichi la libera concorrenza.

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Nuovo documento di viaggio UE per facilitare il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2016

european commissionLa proposta della Commissione europea per un documento europeo di viaggio standard che acceleri le procedure di rimpatrio di cittadini non UE che soggiornano irregolarmente negli Stati membri, e senza un documento d’identità valido, è stata approvata in via definitiva giovedì dal Parlamento.Nel testo si afferma che i Paesi terzi sono attualmente riluttanti nell’accettare i documenti di ritorno forniti dagli Stati membri, a causa dei diversi formati e di standard di sicurezza inadeguati.Durante i lavori legislativi, i deputati hanno rafforzato gli standard di sicurezza del documento e le garanzie tecniche, in modo da meglio garantire la sua accettazione da parte dei Paesi terzi.Il testo, redatto da Jussi Halla-aho (ECR, FI), è stato approvato con 494 voti favorevoli, 112 contrari e 50 astensioni.
Halla-aho ha dichiarato che “il basso tasso di applicazione delle decisioni di rimpatrio mina seriamente la credibilità e la legittimità, agli occhi dei nostri cittadini, delle politiche europee di asilo e immigrazione. Incoraggia inoltre l’abuso dei sistemi di asilo in Europa. Mentre un modulo uniforme per il documento di viaggio europeo, per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente, non è una soluzione magica ma un passo nella giusta direzione, nel far rispettare la legislazione e le decisioni vigenti”.I dati della Commissione europea, inoltre, indicano che meno del 40% delle decisioni prese dall’UE per il rimpatrio di cittadini di Paesi terzi sono state effettivamente portate a termine nel 2014.

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Gue/Ngl: “Intendono abolire la Convenzione di Ginevra?”

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

strasburgo-parlamento-europeo. I deputati del Gue/Ngl hanno ripetutamente chiesto al Consiglio dell’UE di far fronte alle proprie responsabilità individuando una risposta umanitaria all’arrivo di uomini, donne e bambini in cerca di protezione in Europa, e smettendo di consolidare la Fortezza Europa.Il progetto di conclusioni del Consiglio, fatto trapelare da Statewatch, mostra che il Consiglio sta pianificando una serie di iniziative che violano chiaramente i diritti e gli obblighi europei e internazionali, facendo applicare le decisioni di rimpatrio con ogni mezzo, compreso un diffuso ricorso alla detenzione per chiunque non venga considerato qualificato per la protezione internazionale, e un rafforzamento dei poteri dati a FRONTEX.Il Consiglio minaccia di ritirare aiuti, accordi commerciali e accordi sui visti a quei paesi che dovessero rifiutarsi di riprendere i propri cittadini, e dà alla Commissione sei mesi di tempo per individuare soluzioni su misura per giungere a riammissioni più efficaci con i paesi terzi.Infine, il Consiglio promuove lo sviluppo di centri di detenzione nei paesi terzi colpiti dalla pressione migratoria “fino a quando non sia possibile il ritorno nel paese di origine”. La prospettiva è utilizzare questi centri come luoghi di rapido rimpatrio per chi non sia qualificato per la protezione internazionale, o sia inammissibile in paesi terzi sicuri. La Commissione si è già mossa in questa direzione, decidendo di utilizzare i fondi dell’Unione per aprire sei centri di accoglienza per rifugiati in Turchia, che attualmente fronteggia forti tensioni nella regione circostante.Marie-Christine Vergiat ha espresso grave preoccupazione per la richiesta del Consiglio di implementare l’articolo 13 dell’accordo di Cotonou relativo all’obbligo di riammettere i cittadini di paesi aderenti all’accordo, quando sappiamo che molti di questi paesi sono aree di guerra e di crisi dalle quali i rifugiati sono attualmente in fuga. Eritrea, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo sono tra questi paesi.”Queste conclusioni, se adottate così come sono, costituirebbero una violazione dell’articolo 263 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, poiché produrrebbero effetti giuridici nei confronti di paesi terzi”, ha commentato Barbara Spinelli. “Il Parlamento potrebbe portarle alla Corte per violazione di un requisito procedurale essenziale e dei Trattati”, ha aggiunto, “in quanto il Parlamento non verrebbe coinvolto, in ambito di sua competenza, in decisioni vincolanti per terzi”. A proposito degli hotspot menzionati nel progetto di conclusioni del Consiglio, ha detto che “rischiano di intrappolare chi chiede protezione e di trasformarsi in centri di detenzione per i richiedenti asilo”.”Se adottato, questo progetto di conclusioni equivarrebbe all’abolizione della Convenzione di Ginevra e, di fatto, alla fine del sistema di protezione internazionale per i rifugiati, come stabilito dopo la Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto Cornelia Ernst.

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