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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘pagamenti’

LGIM lancia un ETF sui pagamenti digitali

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Legal & General Investment Management (LGIM) annuncia oggi il lancio dell’L&G Digital Payments UCITS ETF, che offre agli investitori esposizione verso il consistente potenziale di crescita delle tecnologie per i pagamenti digitali, derivanti da una transizione globale verso un’economia cashless.Valutato 58 miliardi di dollari americani nel 2020, si prevede che il mercato globale dei pagamenti digitali crescerà ad un tasso di crescita annuo composto del 19,4% tra il 2021 e il 2028[1]. L’L&G Digital Payments UCITS ETF fornisce esposizione tematica a questo potenziale di crescita, investendo in acquirer ed emittenti di carte di pagamento, in gateway e processori, in fornitori di tecnologia e servizi di pagamento cardless. Il nuovo fondo investe in società con una capitalizzazione del flottante minima di 200 milioni di dollari americani e un volume medio giornaliero di scambi su base trimestrale minimo di un milione di dollari, selezionate da un universo dinamico di oltre 150 imprese operanti nella value chain dei pagamenti digitali e valorizzando anche l’esperienza della società di ricerca e consulenza Payments Cards & Mobile. Le realtà dell’universo investibile sono quotate primariamente in mercati sviluppati, Corea del Sud e/o Taiwan. Infine, una revisione mensile assicurerà che se una qualsiasi impresa rappresenterà oltre il 15% dell’intero portafoglio, allora l’ETF sarà ribilanciato, tornando a dare a tutte lo stesso peso. Il lancio dell’ETF sottolinea il ruolo importante della tecnologia digitale nell’ampliare l’inclusione finanziaria globale, promuovendo anche molti degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals, SDG), tra cui la crescita del settore, dell’innovazione e delle infrastrutture, della dignità del lavoro e dell’economia, sviluppando al contempo anche città e comunità sostenibili. Secondo quanto affermato dalle Nazioni Unite, i servizi finanziari digitali, come i pagamenti digitali, possono aiutare ad accrescere i risparmi delle famiglie, a far fronte agli shock economici e a proteggere gli asset dai rischi; inoltre, consentono ai trasferimenti da parte delle amministrazioni pubbliche, agli stipendi o alle pensioni di raggiungere più efficientemente coloro che ne hanno più bisogno. Infine, aiutano i piccoli commercianti ad accrescere i loro ricavi e fungono da carburante per modelli di business che aumentano l’accesso a servizi finanziari a basso costo, raggiungendo potenzialmente 1,6 miliardi di persone in più

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L’Italia è il paese che registra il calo più netto dei consumi (-30%) e pagamenti mobili

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

La global digital bank N26 e l’Istituto tedesco di ricerca economica Ifo comunicano i risultati emersi dall’ ifo-N26 Economic Monitor, una sorta di “termometro” realizzato per delineare il quadro della ripresa economica in tutta Europa, a un anno esatto dall’adozione delle diverse misure restrittive e dei lockdown in tutto il continente. L’iniziativa si è posta l’obiettivo di rilevare informazioni concrete e fornire aggiornamenti tempestivi e dettagliati sulle attitudini alla spesa e al risparmio dei consumatori nelle maggiori economie europee, ovvero Francia, Germania, Italia e Spagna. A causa delle rilevanti e diffuse condizioni di rischio per la propria salute e delle misure restrittive che determinano un aumento dei pagamenti cashless, le transazioni da mobile si sono affermate come la nuova normalità per i consumatori europei. In molti mercati europei, N26 Bank ha visto i prelievi bancomat stabilizzarsi intorno al 65% dei livelli pre-pandemici. Al contrario, l’utilizzo di metodi di pagamento mobile come Apple Pay e Google Pay è in forte aumento, mostrando un balzo del 79% in Spagna e del 74% in Francia.

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Iniziativa di formazione sui pagamenti digitali per i Comuni Italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Prenderà il via l’8 marzo Nexi Academy PA, il programma di formazione ed educazione sui pagamenti digitali realizzato da Nexi in collaborazione con Visa e destinato ai Comuni Italiani: l’iniziativa, completamente gratuita e fruibile via web, consiste in una serie di webinar di formazione ed educazione sull’evoluzione dei pagamenti digitali nella PA, in particolare alla luce della normativa del DL Semplificazioni che prevede l’obbligo di adesione a PagoPA da parte di tutte le Pubbliche Amministrazioni del nostro Paese.
Durante gli incontri, manager di Nexi e di Visa, rappresentanti di Istituzioni e Associazioni ed esperti del settore spiegheranno come rispettare la normativa per la gestione di pagamenti e incassi e per consentire ai cittadini l’accesso ai servizi digitali del proprio Comune, anche tramite l’app IO, faranno il punto sulle nuove frontiere dei digital payments in Italia e in Europa, anche in chiave prospettica, illustreranno le principali evoluzioni di settore, come l’omnicanalità, il social commerce, i pagamenti in prossimità, ospiteranno i Comuni Italiani più evoluti sul fronte dei pagamenti digitali, illustrandone i casi di successo.L’iniziativa si inserisce in un momento storico in cui i pagamenti digitali, che nel nostro Paese sono meno diffusi rispetto alla media europea (26% in Italia vs 50% media UE), stanno crescendo a buon ritmo anche a seguito della pandemia, che ha cambiato le abitudini di acquisto e di incasso degli Italiani: secondo un recente studio condotto da GFK per conto di Visa, infatti, il 62% degli italiani non considera più i pagamenti in contante preferibili a quelli digitali e il 31% prevede di aumentare la frequenza dei propri pagamenti con carta nel prossimo futuro.Si tratta di un importante cambiamento culturale e di percezione che può rappresentare un’opportunità unica per accelerare la digitalizzazione del Paese, facendo leva proprio sui digital payments, ormai riconosciuti come indispensabili non solo per lo sviluppo economico, ma anche per rendere più innovativi e accessibili i servizi ai cittadini.“I servizi pubblici digitali pesano per il 15% nel DESI, l’indice elaborato dalla Commissione Europea per misurare il livello di digitalizzazione dei Paesi europei, che vede l’Italia al 25esimo posto: per crescere su questo fronte, oltre a un’ottima offerta di servizi, serve che la PA abbia anche una adeguata cultura digitale e buone competenze specifiche – dichiara Marco Torri, Head of Public Administration Advisory & Sales di Nexi – La nostra iniziativa ha proprio l’obiettivo di informare e formare chi opera nella PA, nello specifico i Comuni: lo facciamo sul mondo dei pagamenti digitali, nel quale siamo il player di riferimento, perché rappresentano una leva fondamentale per la digitalizzazione dei servizi pubblici e una straordinaria opportunità di crescita per il nostro Paese. Basti pensare che nel 2020 le adesioni a PagoPa sono cresciute del 69% e sono state registrate oltre 97 milioni di transazioni per un valore di circa 18 miliardi di euro”.Oltre ai webinar realizzati in collaborazione con Visa, Nexi metterà a disposizione sul proprio sito un canale dedicato ai pagamenti digitali nella PA nel quale sarà possibile consultare i materiali dei corsi, aggiornarsi tramite video informativi, consultare materiali attinenti al mondo dei pagamenti, avere risposte ai propri dubbi sull’evoluzione digitale del settore e sulle nuove tendenze, tenersi informati sulla normativa vigente.

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Pagamenti direttamente dallo smartphone

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Effettuare pagamenti è molto semplice: basterà infatti accedere all’app N26 e cliccare su “Gestisci” e poi “Altri pagamenti”. Nel menù occorre selezionare il pagamento che si desidera effettuare (Ricarica telefonica, PagoPA, Bollettini postali, MAV o RAV, Bollo auto). Infine, si verrà reindirizzati al sito di PayTipper dove sarà possibile effettuare il pagamento.“I servizi di pagamento offerti sono una novità che risponde alle specifiche caratteristiche del mercato italiano e alle richieste dei nostri clienti, siamo una banca globale ma in ogni Paese in cui operiamo diamo sempre massima attenzione alle specificità locali. Per questo motivo, scegliere un partner italiano per questa importante novità è stata una decisione assolutamente condivisa e siamo contenti di poter collaborare con una fintech di rilievo come PayTipper. Al momento prevediamo di monitorare l’utilizzo di queste nuove funzionalità e analizzare la risposta dei clienti, se dovessimo riscontrare uno spiccato interesse, valuteremmo sicuramente un’integrazione completa nel prossimo futuro” commenta Andrea Isola, General Manager Italy e South East Europe di N26. “Creiamo soluzioni efficienti e modulabili in base alle specifiche esigenze dei nostri partner e siamo orgogliosi di essere stati scelti da N26 per contribuire a offrire ai loro utenti servizi innovativi, utili e sicuri” ha dichiarato Angelo Grampa, AD di PayTipper – “I pagamenti digitali confermano il loro trend di crescita e il loro carattere strategico nel contesto di un’economia sempre più orientata alla digitalizzazione”.

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Bollette a 28 giorni: Due passi avanti e uno indietro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Il Consiglio di Stato ha emesso oggi l’ordinanza sul ricorso promosso dalle principali compagnie telefoniche sul caso delle bollette a 28 giorni, rimettendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione della sussistenza in capo alle autorità nazionali del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo contrattuale e di fatturazione.”Rimettere il giudizio alla Corte di Giustizia Europea è un deciso passo indietro. Un ennesimo rinvio che contraddice precedenti pronunce” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Al di là del fatto che, per fortuna, ora la cadenza mensile è stata fissata anche dal legislatore, e quindi è, almeno per il momento, intoccabile, è assurdo che si metta anche solo in dubbio la possibilità dell’Authority delle Comunicazioni di prevederla a tutela dei consumatori ed in nome della trasparenza informativa” conclude Dona.Si legge nell’ordinanza di oggi che si sollevano i seguenti ulteriori quesiti pregiudiziali: “c) se la corretta interpretazione ed applicazione del principio di proporzionalità, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva 2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”; “d) se la corretta interpretazione ed applicazione dei principi di non discriminazione e di parità di trattamento, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE,come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”.

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PeasyPay: la soluzione europea per i pagamenti biometrici

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Niente portafoglio, smartphone o carta di credito. I consumatori europei potranno entrare in un negozio, scegliere quello che vogliono e pagare, senza portare con sé nulla di tutto questo.PeasyPay, una startup registrata in Ungheria, permette alle persone di pagare semplicemente mostrando il volto e fotografando il palmo di una mano, rendendo l’intero processo più semplice e veloce. I profili digitali dei palmi e dei volti dei clienti vengono creati attraverso l’app (disponibile sia su Android che su iOS) scattando una foto con la fotocamera del cellulare. In seguito, gli utenti devono registrare i dati della loro carta di credito su un gateway di pagamento integrato e sicuro.Il processo di pagamento vero e proprio in-store viene implementato utilizzando un’apposita macchina da punto vendita (POS), dotata di telecamere e software di riconoscimento facciale che scansiona i volti e i palmi dei clienti e li confronta con il modello biometrico creato in precedenza.In caso di corrispondenza, il pagamento è autorizzato e l’importo addebitato sulla carta di credito registrata nel gateway di pagamento del corrispondente conto PeasyPay.La combinazione di scansione del viso e dei palmi risolve il problema della possible non corretta identificazione di un soggetto, dovuto al fatto che il grado di precisione dei sistemi di riconoscimento facciale può variare in modo significativo a seconda della persona, del software e della situazione.PeasyPay è stata lanciata da EIT Digital all’interno della sua Innovation Factory, dove un certo numero di partner dell’organizzazione si uniscono per lanciare sul mercato un’azienda deep tech.Il nome in codice del progetto è “Pay with a Smile” ed è all’interno del portafoglio Digital Finance della Innovation Factory. La partnership alla base dell’iniziativa comprende due partner spagnoli, Ci3 e Liberbank, due ungheresi, E-Group e OTP Bank, e lo sloveno AV Living Lab.La soluzione PeasyPay è stata inoltre progettata per essere pienamente conforme a tutte le normative europee, in particolare al GDPR e alle leggi nazionali sulla protezione dei dati. Secondo le disposizioni del GDPR, il trattamento dei dati biometrici per scopi di identificazione univoca non è autorizzato, a meno che la persona interessata non abbia dato il proprio consenso esplicito per uno scopo specifico.Un altro fattore che distingue la tecnologia della startup dalla concorrenza è che altre soluzioni di pagamento sono completamente dipendenti da un’infrastruttura e da un ecosistema proprietari, mentre PeasyPay si basa su un sistema aperto; qualsiasi banca e qualsiasi commerciante può aderire.La soluzione PeasyPay è operativa a Budapest dal dicembre 2019 – con una pausa in primavera a causa della pandemia – in un caffè del secondo distretto della città.OTP Bank e e-Group stanno unendo le forze per diffondere ulteriormente PeasyPay nella capitale ungherese: una campagna di marketing coinvolgerà i membri dell’industria alberghiera locale e del settore retail.Un test pilota di PeasyPay, destinato all’industria alimentare e della vendita al dettaglio della città, è attualmente in corso a Guadalajara, in Spagna. La sperimentazione è iniziata a luglio, in quattro piccoli negozi situati nel centro della città, ed è in corso di estensione ad altre attività commerciali. In totale, 25 negozi di prossimità (panetterie, macellerie, drogherie, caffè, librerie, tipografie ed erboristerie) parteciperanno al pilota spagnolo. Il piano è di rendere disponibile PeasyPay anche nei grandi magazzini.Altri progetti pilota sono previsti altrove. Nel Regno Unito, il sistema verrà utilizzato per consentire ai tassisti di pagare senza soluzione di continuità la tariffa per entrare nell’area di parcheggio dell’aeroporto di Glasgow. In Slovenia, il test avrà luogo in un ristorante.Durante la fase di lancio, sarà possible scaricare PeasyPay solo dagli app store locali di Ungheria, Spagna, Slovenia e Regno Unito. Entro la fine dell’anno, l’app verrà lanciata a livello globale.

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Pagamenti digitali in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Il COVID-19 ha costretto molte persone a cambiare significativamente il modo in cui vivono, lavorano e comunicano. Questo ha inevitabilmente influenzato anche le modalità con cui le persone pagano – non solo per beni e servizi, ma anche come inviano denaro ad amici e parenti – secondo la ricerca “Lost in Transaction” di Paysafe, piattaforma leader nel settore dei pagamenti.Quasi un terzo (27%) dei consumatori italiani ha dichiarato di aver trasferito denaro ad amici o parenti una o due volte durante il primo mese di lockdown. Un ulteriore 15% degli italiani ha effettuato più di due trasferimenti nello stesso periodo, con l’1% che è arrivato a farlo almeno 11 volte. Tuttavia non hanno utilizzato mezzi fisici per farlo, dal momento che il 43% delle persone in Italia afferma di aver ridotto la gestione dei contanti a causa della crisi sanitaria.Di conseguenza, il trasferimento di denaro online e i servizi di portafoglio digitale come Skrill stanno diventando il canale scelto dai consumatori. Con la necessità di trasferimenti di denaro internazionali destinati ad aumentare a causa delle restrizioni globali nella circolazione, il 31% degli intervistati in Italia ha dichiarato di aver utilizzato i portafogli digitali come il modo più rapido, efficace e conveniente per trasferire denaro all’estero da quando è iniziato il lockdown. Solo l’11% degli italiani ha dichiarato che avrebbe utilizzato un metodo di pagamento fisico per inviare denaro all’estero durante la pandemia.
La ricerca di Paysafe ha evidenziato ulteriori modalità con cui COVID-19 ha stimolato un cambiamento digitale nel modo in cui i consumatori acquistano e pagano, con il 44% degli italiani che ha affermato che ridurrà l’utilizzo di contanti in futuro. In effetti, quasi la metà (46%) degli intervistati italiani al sondaggio afferma che farà più acquisti online, anche quando i lockdown saranno stati completamente revocati.

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Planet lancia un servizio integrato di pagamenti digitali per le aziende europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

La società di pagamenti Planet ha lanciato un servizio integrato di pagamenti digitali per i Partner che operano in tutta Europa nei settori Hospitality e Food&Beverage. La nuova soluzione fornisce tutti i servizi – inclusi l’acquiring e l’elaborazione delle transazioni – in un’unica piattaforma, garantendo ai Partner nuovi ricavi grazie ai servizi ad alto valore aggiunto per la gestione dei pagamenti. Il servizio viene fornito da Planet a seguito dell’approvazione della chiusura dell’acquisizione di 3C Payment da parte della Financial Conduct Authority (FCA).Scegliendo Planet, i Partner beneficiano di una gamma completa di servizi di pagamento per l’Hospitatily che copre acquiring, accettazione, elaborazione dei dati attraverso il gateway, reportistica e intelligence. Il nuovo servizio garantisce metodi di pagamento contactless digitali più veloci e sicuri, trasmettendo agli ospiti la serenità necessaria per fare i propri acquisti. Albergatori e ristoranti saranno in grado di offrire un’esperienza di pagamento migliore anche per gli ospiti cinesi, poiché il servizio di acquiring include anche Alipay e WeChat Pay. Grazie al servizio di pagamenti integrato, i Partner possono ottimizzare i costi consolidando gli accordi precedentemente stipulati con più fornitori. Una soluzione che li aiuta a rispondere a condizioni commerciali globali sempre più complesse e a beneficiare di ulteriori servizi ad alto valore aggiunto, tra cui gli insights derivanti dall’elaborazione dei dati acquisiti e la conversione dinamica di valuta, permettendo loro di aumentare le entrate derivanti dalla gestione dei pagamenti. La soluzione sfrutta il gateway 3C Payment – completamente integrato con i sistemi operativi e di prenotazione aziendali – e fornisce servizi sicuri su più canali in loco, online o via mobile. Il sistema risulta ancora più efficiente grazie alle funzionalità offerte dal nuovo terminale portatile di pagamento PAX A920, utilizzabile sia alla reception che al tavolo. I nuovi e innovativi servizi digitali possono anche supportare i Partner del settore Hospitality nel miglioramento dell’elaborazione delle transazioni su tutti i touchpoint, dal fisico all’online, aumentando la sicurezza in un mondo post lockdown. Nel Food&Beverage, grazie al gateway digitale 3C e la tecnologia wallet, possono fornire servizi di prenotazione e pagamento, elaborati in-app, limitando così l’interazione con il personale e gli altri commensali.La soluzione di pagamento Planet per il settore Hospitality, consente di costruire un profilo completo degli ospiti per comprendere meglio le loro abitudini d’acquisto. Una volta elaborate, queste informazioni vengono mandate ai Partner, permettendogli d’implementare attività di marketing personalizzate e loyalty program per gli ospiti.Steve O’Donovan, Chief Payments Officer di Planet ha dichiarato: “Dopo l’annuncio dell’acquisizione, abbiamo riscosso un positivo interesse da parte delle principali catene globali di hotel e ristorazione. Abbiamo infatti già sviluppato la prima di una serie di nuove entusiasmanti proposte per i nostri Partner.Il nostro servizio integrato di pagamenti per l’Hospitality consente ad albergatori e ristoratori di migliorare l’esperienza dei propri ospiti, aumentare i profitti, e allo stesso tempo, beneficiare dell’efficienza della gestione di un’unica piattaforma di pagamento”.
“Dopo l’approvazione della FCA e la successiva finalizzazione dell’accordo con 3C Payment, la nostra attenzione si concentra ora sull’integrazione delle attività. Ciò significa lavorare con i nostri nuovi colleghi di 3C Payment per aiutare i Partner dei settori Retail, Hospitality, Food & Beverage e Self-Service, ad offrire ai loro clienti un’esperienza di pagamento eccezionale e a far crescere i loro ricavi con un’ampia gamma di prodotti e servizi”.Grazie ai 30 anni di esperienza nel Retail, Planet sta integrando i servizi di 3C Payment in una piattaforma di pagamenti digitali per i retailer europei. Da questo nascerà una soluzione costruita appositamente per il settore. Ciò include l’acquiring completo, l’accettazione dei pagamenti dei digital wallet, la conversione di valuta e i rimborsi iva, il tutto elaborato attraverso un unico terminale di pagamento di nuova generazione. L’introduzione sul mercato della soluzione integrata per il Retail è prevista per settembre 2020. L’acquisizione di 3C Payment da parte di Planet, annunciata il 18 giugno 2020, è stata ora formalmente approvata dalla Financial Conduct Authority (FCA) nel Regno Unito, permettendo la finalizzazione dell’operazione.

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Pagamenti contactless: a partire dal 1 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

BANCOMAT, Mastercard e Visa, al fianco di tutti i principali player del settore dei pagamenti, hanno lavorato negli ultimi mesi per rendere possibile l’adozione di una nuova soglia per le transazioni con le carte di pagamento contactless in Italia. A partire dal 1 gennaio 2021 gli istituti di credito avvieranno un progressivo aumento della soglia per pagamenti contactless a 50 euro, al di sotto dei quali non sarà più previsto l’inserimento del codice PIN.Una decisione che segna un nuovo e importante traguardo per il settore, che si prepara a raddoppiare la soglia rispetto a quella di 25 euro attualmente in vigore e che si prefigge l’obiettivo di rispondere ai nuovi bisogni dei consumatori, sempre più digitali, alla ricerca di un pagamento semplice, rapido e sicuro.Tutti gli attori dei pagamenti digitali in campo (banche ed esercenti) adatteranno strumenti e processi per l’implementazione e l’attuazione operativa della nuova misura a partire dal prossimo anno.

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Viva Wallet collabora con WooCommerce per offrire una soluzione per pagamenti smart

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

WooCommerce, la popolare piattaforma di e-commerce sviluppata da Automattic, ha unito le forze con Viva Wallet per offrire una soluzione di gateway di pagamento nativo paneuropea gratuita.Viva Wallet per Woo Commerce è un meccanismo smart in continua crescita per pagamenti efficienti, che si adatta automaticamente in base all’utilizzo effettivo del cliente. Ad ogni aggiornamento del plug-in, Viva Wallet mostrerà nell’elenco delle scelte di pagamento quelle modalità che aumentano maggiormente il tasso di conversione dello store online, in base ai parametri locali. Per esempio, gli esercenti di alcuni paese potrebbero vedere i metodi di pagamento locali nelle prime posizioni dell’elenco delle modalità disponibili, in base alle preferenze e ai dispositivi utilizzati dall’utente. Per migliorare ulteriormente le proprie funzionalità, Viva Wallet coinvolgerà attivamente i commercianti attraverso una piattaforma social e offrirà ulteriori opzioni avanzate di personalizzazione.

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Pagamenti in contanti ed elettronici. Novità dal 1 luglio

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Dal 1 luglio 2020 cambierà la soglia oltre la quale scatta il divieto di utilizzo dei contanti per i pagamenti, che passa da 3.000 a 2.000 euro come le sanzioni minime applicabili in caso di violazione. Ricordiamo che il limite riguarda il trasferimento di contante di qualsiasi tipo e natura, dal pagamento di una fattura a quello di una merce o servizio, del conto di un professionista, medico, dentista, etc. fino al prestito o donazione tra due persone. Attenzione anche ai pagamenti frazionati, perché la soglia li riguarda tutte le volte che il frazionamento appare artificioso ed eseguito con fini elusivi.
La regola, come ampiamente chiarito, NON riguarda invece i prelievi di contante agli sportelli e/o ai bancomat, non trattandosi di pagamenti. I movimenti in contante sul conto corrente, tuttavia, sono monitorati ed eventualmente segnalati alla Banca d’Italia.Per quanto riguarda i pagamenti elettronici invece, effettuati tramite carte di credito, bancomat e carte prepagate, la novità dal 1 luglio non riguarda direttamente il consumatore ma gli esercenti, che potranno fruire di un credito di imposta del 30% delle commissioni addebitate sulle transazioni. Si ricorda che i venditori di beni e servizi, anche professionali, sono obbligati dal giugno 2014 ad accettare pagamenti effettuati con carte di debito e di credito, ma che di fatto tale obbligo è affievolito non solo dal fatto che per legge sono esclusi i casi di “oggettiva impossibilità tecnica”, ma soprattutto dal fatto che non sono mai state introdotte sanzioni per il suo mancato rispetto. Proprio il decreto fiscale collegato all’ultima legge di Bilancio, lo stesso che ha messo mano alla soglia dei contanti, aveva introdotto le sanzioni poi abrogate in sede di conversione in legge
Ricordiamo infine che la rinomata “lotteria degli scontrini” ,che intende promuovere l’uso di moneta elettronica con la partecipazione ad una lotteria di Stato, non partirà invece dal 1 Luglio perché rimandata al 2021 dal decreto “rilancio” (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Lombardia prima a pagare bolli, tributi e multe dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

Con la fine parziale del lockdown e lo spostamento a maggio di diverse scadenze amministrative, pur in un contesto economico colpito duramente dalla crisi, gli italiani e per primi i lombardi, tornano ad affrontare il discorso dei pagamenti, ricorrendo sempre più spesso a metodi innovativi e alternativi di versamento, rispetto a lunghe code allo sportello e bollettini postali.Complice le necessarie precauzioni imposte dal buon senso e le rigide restrizioni in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, cittadini e aziende prediligono i pagamenti digitali come confermano i dati forniti da EasyPol, startup romana che tramite applicazione su smartphone e web-app permette il pagamento di avvisi PagoPA, bolli auto e diversi tributi amministrativi, oltre a fornire trend di andamento e analisi dei dati di mercato.I dati a livello nazionale parlano chiaro. Tra il primo trimestre del 2019 e quello del 2020, le transazioni digitali totali verso il nodo PagoPA sono aumentate del 85,2%, passando da 13.264.959 a 24.565.651. Una crescita che conferma anche la maggiore propensione degli italiani a utilizzare valuta digitale come sottolineato anche dall’Osservatorio E-Payment del Politecnico di Milano che riassume i numeri del 2019 evidenziando un +11% nell’utilizzo di denaro elettronico, +55% per le transazioni contactless ed un + 109% di incremento nei mobile payments.Oggi, pur dopo una lieve inflessione del 15,7% nelle transazioni digitali registrate tra aprile 2020 (2.774.049) e lo stesso periodo del 2019 (3.289.363), causata prevalentemente dall’instabilità economica che ha colpito il Paese durante il lockdown, sono ripresi i flussi dei pagamenti digitali che consentono transazioni in assoluta sicurezza, non solo informatica.Milano, ad esempio, nella prima settimana di maggio ha fatto registrare un incremento del numero di pagamenti su EasyPol pari al 44,5% di tutto il mese di aprile. Pagamenti per lo più riferiti a bolli auto, moto e rimorchi nella misura del 151,2% e multe del 29,6%. A livello nazionale, dove la Lombardia si conferma capofila nei pagamenti digitali verso il nodo PagoPA, crescono anche Lazio, Campania e Piemonte a dimostrazione di quanto, in questa “fase 2”, gli italiani stiano scegliendo un approccio queue-less, ovvero privo di code, per operare i propri pagamenti.

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Parte il progetto di riforma delle procedure dei pagamenti dei premi ippici del Ministero delle Politiche Agricole

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2020

Grazie all’introduzione di semplificazioni e di processi informatizzati si punta a ridurre sensibilmente i tempi medi di lavorazione e della successiva liquidazione dei premi relativi alle corse ippiche. Si inizia con i premi con fatture del mese di gennaio 2020 che oggi vengono pagati a 130-140 giorni in media e che, attraverso il nuovo sistema, si mira ad erogare in 90-100 giorni. La fase successiva riguarderà la razionalizzazione dell’anagrafica e del database degli operatori per poi passare ai premi senza fattura che partiranno non appena ricominceranno le corse.“L’epidemia Covid-19 non ha bloccato il progetto di riforma che stiamo portando avanti sin dal mio ingresso al Ministero delle Politiche Agricole – dichiara il Sottosegretario con delega all’ippica, Giuseppe L’Abbate – Sui pagamenti l’obiettivo è arrivare a pagare tutti entro 80 giorni, tenendo conto che almeno 34 giorni di questi sono propri di fasi incomprimibili: penso, ad esempio, alla registrazione dei decreti di impegno e di liquidazione nonché ai tempi tecnici di erogazione della Banca d’Italia. La speranza è che ci venga concesso di ripartire quanto prima con le corse ippiche: ben cosciente del fatto che tra gli attuali allenamenti e le gare vere e proprie a porte chiuse non vi sia una grande differenza di persone coinvolte – spiega Giuseppe L’Abbate – sono il primo a voler dare avvio alla ripartenza. A tal proposito è in corso una interlocuzione ma la gestione dell’epidemia Covid-19 risponde alle direttive del Comitato Tecnico-Scientifico che nel vagliare le diverse questioni antepone, ovviamente, la salute degli italiani nell’interesse di tutti. Nel frattempo, al Ministero delle Politiche Agricole siamo pronti col protocollo di sicurezza sanitaria necessario per la ripresa delle corse ippiche”.

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Asia USB scrive al governo: urgente sospendere il pagamento di affitti e utenze

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Asia USB, i Movimenti per il Diritto all’Abitare e Noi Restiamo hanno sollecitato per iscritto il governo all’emanazione di un provvedimento urgente di sospensione del pagamento degli affitti e delle utenze per le famiglie, gli studenti e i lavoratori precari fuorisede.In una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, si chiede che il provvedimento riguardi tutta la durata dell’emergenza coronavirus e si trasformi poi in misure legislative in grado di far fronte alla potenziale grave situazione che toccherà milioni di persone nel nostro paese, vista la perdita di reddito totale o parziale per moltissimi cittadini, impossibilitati a pagare le rate d’affitto e i costi delle utenze nei mesi a venire.I provvedimenti presi finora non prevedono infatti nessuna iniziativa per il diritto all’abitare e sono assolutamente insufficienti per far fronte alle difficoltà economiche che molti sono e saranno prevedibilmente costretti ad affrontare anche a emergenza finita, in particolare modo le famiglie a basso reddito, i lavoratori precari, gli studenti e i lavoratori fuori sede.Inoltre non è prevista una rimodulazione o un blocco del pagamento dei canoni d’affitto delle abitazioni, mentre la legge 431/98 che regola i contratti di locazione ad uso abitativo prevede che l’inquilino inadempiente al pagamento di due mensilità sia soggetto allo sfratto per morosità.Blocco degli affitti, del pagamento delle utenze e soluzioni abitative per tutti;Reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, il quale preveda un’integrazione specifica a sostegno delle spese per l’abitazione che possa comprendere anche chi, per necessità, si è rivolto al mercato nero dei posti letto; Un provvedimento specifico che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante l’emergenza sanitaria; I fondi per il sostegno all’affitto non possono essere gli strumenti per affrontare la questione del caro affitti, neanche in condizioni normali, riteniamo che gli interventi necessari debbano avere carattere nazionale e debbano soprattutto avere la forma dell’integrazione al reddito dei nuclei familiari; non debbano essere sicuramente un sostegno economico erogato direttamente ai proprietari di casa influendo in maniera negativa su quello che sarebbe il livello fisiologico dei canoni. Per queste finalità vanno utilizzati anche i Fondi Regionali di sostegno all’affitto. Lo strumento della “Morosità Incolpevole” non è poi adatto ad affrontare la situazione d’emergenza anche per il solo fatto che interviene su morosità già conclamate a sfratto già intimato. Rimane il punto sulla necessità di avere misure generali, a carattere nazionale, che impegnino i fondi necessari e impediscano alle regioni di attuare criteri diversi, escludendo intere categorie di abitanti come troppo spesso accade, o erogando i fondi direttamente alle proprietà immobiliari. A tale proposito ci parrebbe piuttosto opportuna una misura, che non tocca certo a noi proporre, a tutela di quei piccoli proprietari che hanno come unico reddito quello derivante dall’abitazione locata, cioè sostenere questi provvedimenti anche prevedendo una tassazione specifica del patrimonio tenuto sfitto e delle grandi proprietà immobiliari. Finita l’emergenza si chiede:abrogazione della 431/98 per fermare il libero mercato degli alloggi, introducendo un canone equo per gli alloggi di civile abitazione; un piano di incremento e miglioramento dell’edilizia residenziale pubblica tassare con aliquote specifiche le forme di locazione inferiori ai 30 giorni(B&B), maggiorate rispetto a quelle previste per le locazioni di durata superiore e destinare le risorse all’incremento dell’offerta abitativa pubblica.

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Acquisti e pagamenti online al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Un argomento che, sebbene sempre attuale, in questo periodo assume particolarmente rilievo: come il consumatore può tutelarsi nel caso in cui, dopo aver effettuato un pagamento online, la merce non venga consegnata oppure venga consegnata in misura diversa rispetto a quella ordinata.Cosa prevede la Legge? Gli acquisti online debbono essere consegnati entro e non oltre 30 giorni.
Unica deroga è costituita dall’accordo intercorso tra venditore ed acquirente. Cosa accade se il termine di consegna non viene rispettato? Il consumatore ha diritto tanto al rimborso di quanto pagato quanto al risarcimento del danno per la mancata consegna.
Come agire per la tutela dei propri interessi? La prima cosa da fare, nel caso in cui la merce non venga consegnata oppure vi sia un grave ritardo, è quella di sollecitare il venditore inviando una pec o una raccomandata a/r di diffida alla sede legale. Potrebbe anche andar bene utilizzare una chat oppure andare sul sito per inviare una segnalazione ma se la risposta non arriva in modo tempestivo consigliamo di utilizzare pec oppure raccomandata a/r di diffida.Nel caso di mancata consegna della merce è opportuno allegare la prova del pagamento, l’elenco dei beni acquistati, la bolla di consegna, se disponibile, e contestare che nell’ordine consegnato mancano alcuni beni che dovranno essere indicati precisamente e per i quali si richiede il rimborso della somma versata.Nel caso di ritardo nella consegna della merce le comunicazioni da inviare potrebbero essere tre.Nella prima occorre sempre allegare la prova del pagamento nonché indicare il bene o i beni acquistati, ma l’elemento più importante è costituito dall’indicazione della data entro cui la merce avrebbe dovuto essere consegnata. Tale passaggio è necessario per tutelare il proprio diritto!La formula da utilizzare, può essere di questo tipo: “la merce dovrà essere consegnata entro e non oltre la data del… . La mancata consegna nel termine indicato determinerà la risoluzione del contratto per inadempimento”.Altra raccomandazione: la tentazione di indicare un termine nell’immediato è sicuramente forte ma rischia di essere controproducente.Occorre evitare che il venditore possa eccepire di non aver potuto adempiere perché il termine rendeva la prestazione impossibile!Il consiglio è, quindi, quello di dare 15 giorni di tempo.Se la merce arriva… bene!Se la merce non arriva sarà necessario inviare la seconda pec, o seconda lettera raccomandata a/r di diffida, sempre indirizzata alla sede legale, in cui si comunicherà la formale disdetta per inadempimento del venditore utilizzando una formula del genere: “non avendo consegnato la merce nel successivo termine indicato, con la presente comunico formale disdetta determinata dal Vostro inadempimento”.Questa lettera deve essere inviata il giorno, o nei giorni successivi, alla scadenza del termine. Una doverosa precisazione: prima si invia meglio è.La disdetta sarà efficace solo dopo l’invio di questa comunicazione.Il che comporta che se la merce arriva, anche oltre il termine indicato, prima dell’invio della disdetta questa merce dovrà essere accettata.Una volta inviata la disdetta, si potrà, sempre a mezzo pec o raccomandata a/r di diffida (sarebbe la terza comunicazione) richiedere di annullare il contratto per inadempimento del venditore e conseguentemente chiedere il rimborso del prezzo.Altra strada percorribile, se la merce riveste particolare interesse, è quella, sempre con i soliti strumenti, di continuare a richiedere la consegna della merce esigendo, tuttavia, il risarcimento del danno subito a causa della spedizione tardiva.Sebbene superfluo si precisa che in questo caso non deve essere inviata alcuna disdetta!
Cosa fare se il venditore rifiuta il rimborso? Occorre ricorrere all’Autorità Giudiziaria.Il ricorso all’Autorità Giudiziaria può essere duplice.Agire in giudizio, dopo aver esperito la procedura di negoziazione assista, per ottenere il rimborso del prezzo ed il risarcimento del danno ed anche denunciare, entro e non oltre 90 giorni dal pagamento, l’accaduto.Da ultimo si ricorda che i siti delle aste online non sono responsabili di quanto accade con le transazioni e che le richieste vanno rivolte direttamente al venditore anche se l’acquisto è stato effettuato tramite una specifica piattaforma. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Sbloccare pagamenti PA per dare risorse a imprese e professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“In questo momento di estrema difficoltà, non soltanto sanitaria ma anche economica dovuta alle restrizioni per il contenimento del contagio, occorre mettere in campo ogni azione possibile per sostenere il sistema produttivo, che ha bisogno soprattutto di liquidità. Per questo riteniamo opportuno uno sblocco immediato di tutti i pagamenti dell’Amministrazione Pubblica verso aziende e professionisti. Sono risorse già disponibili e messe a bilancio e non c’è bisogno di fare nuovi debiti. Penso alle tante aziende che devono ancora ricevere il saldo delle loro fatture e che spesso sopportano pagamenti lunghi. Ma anche ai vari professionisti o agli avvocati penalisti che in molti casi devono ricevere ancora i compensi per il patrocinio gratuito fatto da tre/quattro anni. Così come devono essere sbloccati anche i pagamenti da parte degli enti pagatori nei confronti del comparto agricolo. Queste non sono risorse che devono essere trovate, sono già disponibili nei bilanci dello Stato e degli Enti locali, semplicemente vanno sbloccate rendendo più veloce il pagamento per dare liquidità alle aziende e ai professionisti. Fratelli d’Italia sta dando piena collaborazione presentando proposte concrete sul piano economico, ma occorre sbloccare subito quello che già è disponibile mettendo a disposizione di imprese e professionisti importanti risorse per far ripartire l’economia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Pagamenti online: utilità ai tempi del Coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

La possibilità di effettuare dei pagamenti online non costituisce una novità. Ormai da molto tempo è possibile, ed in alcuni casi costituisce l’unico mezzo di pagamento, utilizzare la modalità online al fine di concludere un acquisto.Questi pagamenti possono avvenire utilizzando la carta di credito oppure delle carte prepagate che possono essere ottenute rivolgendosi a qualsiasi istituto bancario e non. Il primo consiglio, pertanto, che vi diamo e di controllare bene che si tratti di una semplice carta ricaricabile e non di una revolving card. In questo momento di emergenza sanitaria, in cui evitare ogni contatto è il modo migliore per bloccare la diffusione del contagio nonché per proteggere noi stessi e i nostri cari, in diverse compagnie hanno attivato la modalità di consegna contactless.Ovvero nessun contatto.
Come si fa ad evitare il contatto se ordiniamo una pizza? Pagando online ovvero utilizzando la stessa modalità richiesta per poter usufruire della spesa online oppure per ordinare libri o altre merci. La pizza, al pari della spesa o di altri pacchi, verranno poi lasciati di fronte casa così che la persona ed il fattorino, cui dovremmo essere tutti grati, non abbiano contatti.
Sembrerebbe tutto bellissimo tuttavia esiste un “ma”. Quante persone hanno una carta di credito o una ricaricabile? Quanti sono in grado di usarla? Penso alle fascia di età più elevate, magari ad una nonna. I nostri nonni o genitori non sono abituati a questa tecnologia, non hanno questa carta ed alcuni non saprebbero nemmeno utilizzare la spesa online.Va benissimo, quindi, utilizzare questo metodo di pagamento ma credo che bisognerebbe trovare un metodo alternativo anche per garantire la possibilità di usufruire dei medesimi servizi anche a chi non ha carte di credito oppure carte ricaricabili. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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Coronavirus e pagamenti in contanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

Il denaro contante è per eccellenza ancora molto utilizzato per i pagamenti, sopratutto per quelli di piccola entità. Nello stesso tempo tutti sappiamo che il denaro contante (soprattutto le banconote) sono un canale di trasmissione di ogni tipo di sostanza. Questi giorni al bar, per esempio, tra addetti in guanti e mascherina che devono far rispettare il metro di distanza e trasmissione di soldi, ci sembra logico se qualcuno si chieda a cosa serva la bardatura del barista, rispetto al fatto che, magari, con le stesse mani inguantate prende i soldi e ci porge una pasta (caso limite? Mica tanto…).
Se si chiede di pagare con un bancomat o una carta di credito, si viene guardati di traverso, e in alcuni bar vigono anche i cartelli che recitano “pagamenti con carta minimo 10 euro”…. Comprensibile! Visto che per ogni transazione, i gestori dei pos trattengono ai commercianti commissioni tra l’1 e il 3 per cento, dipende dai loro specifici contratti legati alla quantità del giro d’affari.
E’ da tempo che si parla di queste questioni e, mentre in genere in altri Paesi è normale il pagamento con carta anche per piccole consumazioni, da noi sembra che istituti di credito, gestori di pos e commercianti non riescano a trovare un qualche accordo.
Oggi la motivazione/occasione c’è, ed anche di un certo peso: prevenzione trasmissione coronavirus.
Visto che in questo periodo alcuni istituti si sono anche esposti in donazioni consistenti a destra e a manca per aiutare istituzioni private e pubbliche, quindi un po’ di soldi da parte li hanno… perché non si affronta anche in modo più radicale l’attenuazione preventiva della trasmissione del virus intervenendo sulle commissioni delle carte, incentivando quindi i commercianti a farle utilizzare ai consumatori?Un suggerimento per istituti di credito e legislatori. E anche per i commercianti che, commissioni o meno cambiate, possono dare un loro contributo alla prevenzione e incentivare i consumi presso i loro esercizi. Ricordiamo che, con l’uso di carte per piccoli importi, vigendo il sistema contactless, non si devono neanche toccare i tasti per inserire il proprio pin. (fonte Aduc)

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MyBank per i pagamenti sicuri con bonifico immediato

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

Julian Fashion, uno dei primi retailer multi-brand del lusso in Italia, annuncia di aver integrato sul suo e-shop il pagamento con MyBank, il bonifico immediato per pagare e incassare online tramite il servizio di home banking della propria banca.Selezionando MyBank come soluzione di pagamento, i clienti dell’e-commerce di moda Julian Fashion potranno effettuare il pagamento del loro shopping online con bonifico immediato e senza limiti di importo. Al momento del pagamento, i consumatori saranno ridirezionati sull’online banking della propria banca dove potranno confermare il bonifico precompilato per completare la transazione: un gesto semplice e sicuro che rende possibile un’esperienza d’acquisto fluida e la massima protezione dell’identità, senza la condivisione di dati sensibili con terze parti.“Siamo lieti di aver adottato MyBank sul nostro sito e-commerce per offrire un ulteriore servizio ai nostri clienti. Da tempo, la nostra strategia punta alla customer centricity e con soluzioni di pagamento come MyBank riusciamo a garantire ai nostri clienti una shopping experience fluida e sicura in tutti i canali.” ha commentato Giulia Tondini, Sales Director di Julian Fashion.
MyBank, in prima linea in materia di sicurezza dei pagamenti e di protezione dell’identità degli utenti, permette al merchant di risolvere i problemi legati all’incertezza del pagamento: grazie alla conferma immediata dell’avvenuto pagamento irrevocabile, l’evasione dell’ordine diventa estremamente rapida.

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Adyen: le tendenze nel settore dei pagamenti per il 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

Ci sono importanti cambiamenti in atto nel 2020, alcuni più evidenti, altri meno. Nel frammentato panorama dei pagamenti, la sfida si giocherà sul fronte della user convenience e della customer experience, sia attraverso un incremento della sicurezza nell’utilizzo delle carte, sia offrendo innovative modalità di pagamento. Ad esempio, i servizi di pagamento, dall’online all’in-store, andranno sempre di più verso un sistema di gestione centralizzato e unificato. Ma questa è solo una delle grandi tendenze in atto. Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia, la piattaforma di pagamento scelta da aziende leader a livello mondiale, ci parla dei trend che interesseranno il settore dei pagamenti e che vedremo protagoniste durante quest’anno.L’e-commerce sta continuando ad espandersi supportando la crescita della subscription economy e dei modelli di business di piattaforme innovative. Con dati delle carte sempre più sensibili che vengono condivisi per completare i pagamenti, è necessario che tutte le parti coinvolte nel processo adottino misure di protezione delle informazioni che garantiscano il cliente. In ottica di contrasto all’aumento delle frodi, la tokenizzazione diventerà un metodo sempre più diffuso per proteggere i dati di pagamento. Nel primo semestre del 2019 sono stati registrati da parte del team Fraud and Risk Intelligence (FRI) di RSA ben 140.344 attacchi fraudolenti. Si tratta di 32 attacchi ogni ora, in forte aumento rispetto agli 86.344 degli ultimi sei mesi del 2018.
La tokenizzazione serve per proteggere il Primary Account Number (PAN) di una carta di pagamento sostituendolo con una generica stringa di numeri – un token, appunto. I token di pagamento vengono generati per ogni carta, per ogni merchant. Ciò significa che il PAN del cliente viene sostituito da un token senza essere trasmesso durante la transazione, rendendo il pagamento più sicuro. La cosa importante della tokenizzazione è che aiuta a proteggere le aziende e i clienti dal furto di dati. Infatti, anche nel caso in cui un hacker riesca a rubare i dati tokenizzati, non potrà utilizzare i token per effettuare pagamenti online, poiché non sarà in grado di collegare il token alle informazioni di pagamento archiviate in modo sicuro dal partner di pagamento. Inoltre, i network token sono costantemente aggiornati. Se la carta di pagamento cambia dopo uno smarrimento o un furto, il token può comunque essere utilizzato per pagare, garantendo la possibilità di continuare a usufruire, ad esempio, dei servizi di streaming senza la sospensione dell’abbonamento.
L’attuazione della seconda direttiva sui servizi di pagamento (PSD2) continuerà in tutta Europa nel corso del 2020, con alcune transazioni che d’ora in poi richiederanno l’autenticazione per l’acquisto. Il protocollo 3DS 2.0 utilizza tutte le funzionalità dei dispositivi mobili per creare un modo più sicuro per identificare il cliente, senza aggiungere “attrito” alla sua esperienza di acquisto.
Alcune banche dovrebbero adottare la SCA (Strong Customer Authentication) in modo graduale nel corso del 2020, mentre altre non saranno attive fino alla fine di quest’anno. Ciò è dovuto al fatto che l’Autorità bancaria europea ha annunciato un’estensione del termine di applicazione della PSD2 al 31 dicembre 2020. Persiste ancora molta incertezza fra i merchant che vogliono assicurarsi di essere in grado di supportare la nuova direttiva. Con la possibilità che i regolatori dell’UE impongano PSD2 in momenti diversi, le aziende avranno bisogno di una tecnologia in grado di applicare in modo dinamico SCA per garantire che i pagamenti non vengano rifiutati a causa della sua mancanza.Il 2019 ha visto l’emissione della prima carta di credito biometrica in Gran Bretagna. Ebbene, aspettatevi nel 2020 ancora più innovazioni di questo tipo nel settore dei pagamenti. La sicurezza biometrica è già molto radicata nella nostra vita di tutti i giorni. Basti pensare agli smartphone che si sbloccano attraverso il riconoscimento facciale o la scansione delle impronte digitali. Poiché i fornitori di servizi di pagamento cercano di aumentare la sicurezza, sia in risposta alle normative PSD2 che alla crescente sofisticazione delle strategie di frode, i dati biometrici diventeranno uno strumento incredibilmente importante per gli acquisti. Oltre all’Europa e al Regno Unito, anche le banche australiane e brasiliane stanno entrando a far parte di 3DS 2.0, in vista della disattivazione di 3DS 1.0 nei prossimi anni.Le transazioni tramite 3D Secure 2 prevedono già sistemi di autenticazione biometrica come l’impronta digitale, il riconoscimento vocale o facciale. Inoltre, 3DS 2.0 può utilizzare i dati raccolti in fase di checkout per autenticare una transazione senza intervento da parte del cliente, con il risultato di offrire un’esperienza di pagamento migliore per le transazioni mobile che richiedono un’autenticazione forte.Dunque, aspettatevi di vedere le vostre caratteristiche personali (impronta, viso, voce…) diventare sempre più una modalità sicura di pagamento, sempre più utilizzata da banche e merchant che si impegnano ad intensificare la lotta contro i truffatori.Il panorama dei pagamenti avanza rapidamente per supportare clienti sempre più connessi che utilizzano dispositivi mobile intelligenti. Chioschi self-service nei ristoranti con servizio rapido, inventari senza limiti nei negozi, app che possono diventare una key card di un hotel o il mezzo per prenotare e pagare un pernottamento. Tutte queste esperienze offrono possibilità incredibili di migliorare la vita dei clienti e forniscono livelli senza precedenti di dati e insight per le aziende. Assicuratevi che il vostro payments stack sia pronto per il 2020, per offrire le esperienze che i vostri clienti meritano.

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