Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘pagare’

Costi bancari e nuove tecnologie. Pagare, pagare e pagare…

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

salva bancheNel momento in cui l’indagine di Bankitalia ci fa sapere che il costo medio della tenuta dei conti correnti bancari e’ aumentato, dopo che le modifiche unilaterali (per giustificato motivo, per carita’, come dice la legge…) sono all’ordine del giorno da parte delle banche.. tanto sanno che e’ molto difficile che un’azienda (soprattutto le piccole) si metta cambiare banca per costi aumentati di qualche euro all’anno…. in questo momento, e’ di oggi l’esordio dei bonifici istantanei (10 secondi, dicono). Per ora limitato a pochi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella), che pero’ non lesinano centesimi nell’acquistare costose intere pagine pubblicitarie sui quotidiani per comunicarlo ai loro clienti attuali e futuri. Quindi vuol dire che e’ un sistema che fara’ loro incassare piu’ soldi, ed e’ bene ricordare che questi soldi non possono che arrivare dai loro clienti. Un servizio in piu’ che costa in piu’ e che porta loro piu’ soldi.
Costi -per il momento- 1,6 euro per Intesa San Paolo (60 cent in piu’ del costo ordinario SEPA online), 2,5 euro per Unicredit (1 euro in piu’ di quello ordinario SEPA online). Il costo in piu’ ha ovviamente una sua logica: prima ci mettevano mediamente tre giorni di valuta, ora zero giorni, anche se la gestione della pratica ha di per se’ costi minori… Ma, siccome non sono istituti di beneficenza, e’ evidente che questo importo in piu’, e’ piu’ che compensativo della mancanza di questa disponiblita’ di valuta. Dove si legge di questa innovazione si viene edotti di sistemi informatici particolari alla bisogna…. ma che differenza c’e’, per esempio, rispetto ad un pagamento via Paypal o altri sistemi super-usati e mediamente quotati sicuri anche dai piu’ acerrimi sostenitori dell’iper-sicurezza? Non credo che qualcuno ci illuminera’ in merito, altrimenti di che camperebbero i programmatori informatici?
Queste sono solo alcune nostre osservazioni che resteranno tali. Ai risparmiatori -di tutte le risme, grandi e piccoli che siano- vogliamo solo dire: siete sicuri che vi serve proprio un bonifico che arrivi dopo presunti 10 secondi invece dei soliti tre giorni di media, a cui tutti siamo abituati e che non ci hanno impedito di fare affari e pagamenti fino ad oggi? Siamo per questo contro la tecnologia? Falso problema. Anzi. La tecnologia ci piace e crediamo sia utilissima…. ma essenzialmente per far spendere meno soldi a tutti, fornitori di servizi e utenti. Qui, invece, se da una parte abbiamo i fornitori che sicuramente spendono meno, non ci sembra altrettanto per gli utenti. Quindi qualcosa non torna. Per capire: e’ come quando nei Comuni, per farti fare la carta d’identita’ elettronica, ti fanno spendere una sacco di soldi in piu’ rispetto a quella cartacea. Ovvìa! Abbiamo tutti lo smartphone in tasca e ci colleghiamo ad Internet, non abbiamo mica l’anello al naso… E quindi? Diamogli tempo, alle nostre banche, in modo che capendo, grazie a pochi clienti di questo nuovo sistema, che la loro diminuzione di costi deve corrispondere ad altrettanta diminuzione di costi dell’utenza e non il contrario… si adeguino. E’ il mercato. E noi utenti e consumatori, non dimentichiamolo, siamo i principali attori. Cioe’: senza di noi, nisba! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Eurotassa imposta dalla Germania

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2015

berlino“La risposta del ministro Padoan conferma che c’è l’intenzione di introdurre una nuova tassa, ormai nota come eurotassa. Purtroppo constatiamo come l’Unione Europea decida misure sempre e soltanto nella direzione di irrigidire, se non rovinare, i rapporti con gli Stati partner soprattutto quelli del Mediterraneo. Sarebbe molto più proficua l’istituzione di una commissione europea che affronti tutti le problemi che l’Ue scarica sull’Italia, come per esempio, l’utilizzo del latte in polvere (leader della produzione è la Germania) al posto del latte naturale per la produzione dei formaggi, in cui eccelliamo. Quando si affronterà il problema del diametro delle vongole, che ha letteralmente decimato la nostra pesca, o la vicenda delle reti da pesca e delle loro dimensioni più adatte ai mari del Nord che al nostro mare, o quando si affronterà la resistenza della Germania per la promozione del Made in, ovviamente in chiave anti Made in Italy. L’Unione europea propone l’istituzione di una nuova tassa proprio all’indomani del rifiuto all’equa ripartizione delle quote dei migranti. Insomma, a pagare sempre gli italiani. E questo è inaccettabile”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli replicando al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenuto in aula sul question time relativo all’introduzione dell’euro tassa.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vivere per pagare le tasse

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

E’ davvero un triste momento. Più passano i giorni e maggiormente cresce la consapevolezza di una dipendenza sempre più intollerabile. Di certo pagare le tasse è una ratio legata al nostro essere insieme e alla necessità di procurarci servizi che tutti noi utilizziamo e che quindi dobbiamo contribuirvi con le nostre risorse, ciascuno secondo i mezzi che dispone. Ma non è questo il punto. La rabbia che coviamo in corpo è allorché ci rendiamo consapevoli che vi sono coloro che ciurlano nel manico e danno meno di quel che potrebbero per avere più di quello che è dovuto. E se ciò accade è perché la nostra società è imperfetta e la sua imperfezione suscita in noi malessere, disaffezione e voglia di rivalsa: tu non paghi? E allora cerco di farlo anch’io. E la ragione che si adduce è tanta che le stesse regole sono avvertite dai trasgressori in senso opposto al loro effettivo significato. E’ quanto mi è capitato ad un incrocio dove chi mi ha investito doveva rispettare la destra. E’ sceso dalla macchina e con rabbia mi ha aggredito in quanto a suo dire ero colpevole di disattenzione: la precedenza era sua. E lo diceva con tanta convinzione che mi son sentito ad un certo punto colpevole di… aver ragione. E’ così che le corporazioni e le lobby cercano di vendere le loro non-ragioni perché hanno per interlocutore un governo del paese solitamente forte con i deboli e debole con i forti. Qui vi è la spiegazione della rabbia di chi paga le tasse e continua ad essere tartassato e chi non le paga e continua a godere di tale franchigia. E se è lo Stato e, soprattutto, il parlamento con le sue leggi e l’esecutivo a fargli il verso, il risentimento delle vittime designate si fa sempre di più evidente.
E’ quanto oggi accade con il governo, cosiddetto di tecnici, che per fare cassa non hanno trovato di meglio che colpire secondo “tradizione” andando ad incidere pesantemente su chi ha già dato privilegiando di conseguenza coloro che poco o nulla hanno dato.
Si dice in attesa delle riforme. Ma quali riforme? Sono decenni che si parla di riforma fiscale, del welfare, dell’assistenza sanitaria, della scuola, della giustizia. Sono stati centinaia i convegni, i dibattiti,le conferenze che hanno rivoltato come un calzino i vari aspetti del nuovo corso che si intendeva percorrere e ci ritroviamo ancora a parlare senza dar seguito ai fatti.
Persino l’ex ministro Tremonti ci aveva assicurati d’avere in tasca, un anno fa, la riforma fiscale, ma si vede che aveva le tasche bucate perché lo ha annunciato in pompa magna ma subito dopo è subentrato un silenzio tombale.
E allora se le cose si dicono ma non si fanno e si sceglie la via più comoda per imporre solo tasse a chi già le paga il governo Monti, tecnico o no, non è diverso dagli altri e come tale si merita tutta la nostra sfiducia. E non lo affermiamo tanto per dire. Nei nostri successivi articoli vi proponiamo una serie di nostri interventi che indicano come le soluzioni ci sono ma si preferisce comportarsi come le famose tre scimmiette: non sentire, non parlare, non vedere. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il Pd e le rendite catastali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

I territori amministrativi e catastali dei com...

Image via Wikipedia

”Il Governo sta decidendo di rivedere le rendite catastali di tutti i fabbricati e di riconsiderare il meccanismo che le determina? Io dico: Finalmente! Si tratta di un provvedimento di vera equita’, un modo per mettere tutti i cittadini sullo stesso piano. Nel corso degli anni si e’ sedimentata una situazione sperequata che mette i cittadini, anche nello stesso comune di residenza, in situazioni di iniquita’. La riforma e’ assolutamente necessaria. Ad esempio, per quanto riguarda le abitazioni in Italia ci sono 14 milioni di residenze con rendita catastale inferiore ai 370 euro. Questo significa che ci sono oltre 14 milioni di famiglie che, con le rendite attuali, pagheranno a partire dal 2012 da zero a un massimo di 50 euro annui di IMU relativo alla prima casa. L’attuale sistema IMU previsto dalla manovra salvaitalia basandosi, di fatto, sulle attuali rendite catastali, crea un elemento di iniquità: famiglie ricche che vivono in abitazioni di alto valore commerciale ma dallo scarso valore catastale che non pagano nulla di IMU e, magari, famiglie povere residenti in appartamenti più recenti di scarso valore commerciale ma con alto valore catastale che invece dovranno pagare cifre spropositate di IMU. Pertanto la scelta del Governo di rivedere le rendite catastali a parità di gettito e’, senza dubbio, un intervento che determinerà maggiore equità e giustizia”. Così Marco Stradiotto, senatore del PD.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Pagare senza utilizzare denaro contante

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

IBM ha siglato con McDonald’s, la famosa catena di fast food nota in tutto il mondo, un accordo della durata di tre anni che prevede l’implementazione di un nuovo sistema di pagamento che consente di non utilizzare denaro contante. Il servizio verrà implementato presso 1.300 punti di ristorazione della catena McDonald’s in Inghilterra e in Irlanda. Mc Donald’s, grazie all’avanzato sistema di pagamento di IBM, sarà in grado di soddisfare le crescenti richieste dei clienti di poter utilizzare carte di credito e di debito. Il sistema sarà operativo entro la fine del 2010.  Grazie a questo nuovo rivoluzionario sistema ideato da IBM, McDonald’s potrà accontentare ogni giorno milioni di clienti, assicurando una migliore customer experience e incrementando rapidità,  flessibilità  e sicurezza del servizio. Il livello di sicurezza, già garantito dalla catena McDonald’s, sarà ulteriormente migliorato grazie a un software di anti-manomissione e rilevamento frode installato su un dispositivo tascabile dotato di chip e pin, a protezione dei clienti su tutti i pagamenti effettuati tramite carta. La soluzione, inoltre, permetterà a Mc Donald’s di gestire le operazioni giornaliere in maniera più efficiente e più “smart” centralizzando i processi di business su un unico database e consentendo le operazioni di rendicontazione e reporting in maniera automatica. L’accordo è stato siglato nel mese di giugno e fa parte di un progetto,a più fasi, che si svilupperà nell’arco di tre anni e che continuerà a trasformare i sistemi di pagamento di McDonald’s.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

U.S.A.: Contenti di pagare le tasse?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Per ridurre le sue tasse la scrittrice britannica J.K. Rowling avrebbe potuto stabilire residenza in Irlanda, Monaco o Belize. Ecco cosa le avevano consigliato i suoi legali. La Rowling, come si sa, è la notissima scrittrice della serie di Harry Potter. Il successo dei libri ed anche dei film della saga potteriana la hanno fatto ricca ma lei ha deciso di rimanere in Gran Bretagna e pagare molte più tasse. Si capisce che l’ultraricca Rowland può permettersi il “lusso” di pagare un sacco di tasse perché dopotutto non le farà mancare il pane a lei né alla sua famiglia. Altri però nella sua condizione avrebbero fatto un’altra scelta come spesso si sente di persone famose e ricche che cercano metodi non sempre “puliti” per ridurre i loro doveri verso il fisco.  Molti altri però credono che tutti i soldi che riescono a guadagnare appartengano a loro stessi e sono dovuti al loro talento. Dimenticano ovviamente che la loro fortuna è stata possibile essendo parte di un Paese ed una società con strutture che offrono opportunità per progredire. Pagare una parte dei loro guadagni è dunque una responsabilità civica. Pochi sono dunque a non lamentarsi di pagare troppe tasse. Uno di questi è William Buffett, l’uomo più ricco del mondo secondo il ranking della rivista Forbes di due anni fa. Buffett aveva dichiarato di pagare tasse equivalenti al 17% del suo reddito. La sua segretaria invece, come lui ha ammesso, pagava il 30%. Nonostante il mito che le tasse siano troppo alte negli Usa, la maggioranza degli americani paga di meno in comparazione ai cittadini dei Paesi industrializzati europei. Nel 2009 il 47% degli americani, infatti, non ha pagato nemmeno una lira alla IRS, il fisco statunitense. Come ha scritto Gail Collins del New York Times in un recente articolo, il programma di stimolo di Obama ha offerto abbastanza crediti alle famiglie che le coppie con due figli e un reddito lordo di 50.000 dollari non hanno pagato tasse federali.
In effetti, i benestanti e la classe media alta pagano la maggior parte delle tasse. Ma sono queste persone che oltre a produrre ricevono grossi benefici perché mediante il loro talento, i loro sforzi e naturalmente la loro fortuna, portano a casa stipendi più che sufficienti. Pagare le tasse dovrebbe essere dunque un distintivo di onore, un gesto patriottico. La giustizia è sempre riflessa nella riduzione della tasse perché il governo è sprecone. Aumentare le tasse dunque anche in periodi di vacche magre per i governi, data la crisi economica, risulta quasi impossibile e si traduce in una sicura sconfitta per un candidato politico che propone l’idea. La destra è riuscita a demonizzare la sola menzione di aumentare le tasse. In alcuni posti, come la California, gli aumenti sono quasi impossibili perché richiedono i voti favorevoli di due terzi dei parlamentari e senatori statali. Altri tre Stati americani seguono questa linea anti-democratica nella quale la semplice maggioranza non può aumentare le tasse. A nessuno piace pagare le tasse ma bisogna riconoscere che questi soldi dati al governo permettono a tutti noi di vivere in una società civilizzata ed offrono anche il minimo per sopravvivere a quelli meno fortunati. Ognuno di noi potrebbe fare parte di quelli meno fortunati.(Domenico Maceri in sintesi)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Fine pena mai”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

Si fanno sempre raffronti tra chi entra ed esce dal carcere,  si addita l’uno o l’altro a seconda del temporale politico in atto, discutendo se sia giusto aiutare il detenuto a ravvedersi, fin’anche mortificando il  perdono, sebbene convissuto con reciproca  consapevolezza. Ergastolo, “fine pena mai”, il dazio da pagare per il male fatto agli altri, una pena che affligge, punisce e separa dalla collettività, che sancisce la fine di un tempo che non passa mai, un tempo che non esiste. Che non ti assolve. Sbarre appese alla memoria per ricordare; 30 o 35  anni di carcere scontato, decenni di ferro sbattuto sui rimorsi che lasciano un segno, un’apnea che restringe i polmoni e costringe l’uomo a straripare in universi sconosciuti. Un mondo fatto di domani che non ci sono, una negazione che rinvia alla morte di ogni umanità, creatività e fantasia, in carcere da tanti anni e la scena su questo palcoscenico sotterraneo di carne e sangue, é lo specchio di un qualcosa a cui nessuno intende guardare. Nonostante il carcere e questa condanna che scorre circolarmente in un inseguimento a ritroso,  occorre ritrovare il senso di una capacità di partecipazione, di accoglienza, in un sentire autentico, e non perché si é disperati, per sfuggire gli attimi in cui ci si sente estranei tra tanti, alienati a tal punto da non capire più nulla. L’uomo come ogni essere vivente è in continua evoluzione, eppure qualcuno si ostina a pensare che esista la persona deviante irrecuperabile, allora la società come deve adoperarsi affinché questa trasformazione possa avverarsi? Espiazione non può essere mera sopportazione di un male imposto, ma riconciliazione con se stessi e gli altri, una trasformazione che coinvolge l’interezza dell’uomo.  A volte c’é questo sorprendente incontro con gli altri che ci attende, c’é lo stupore di ritrovarsi al cospetto dell’universo interiore in noi, che ci conduce sul sottile confine che delimita la scelta di rinnovarsi, di cambiare, ricorrendo alle proprie forze, alle proprie energie. In questo carcere che stenta a recuperare alla società, finchè esso stesso non sarà recuperato dalla società, c’è bisogno di accompagnare il dolore con le parole di una giustizia equa,  per imparare ad accettarlo come intorno, a colorarlo con il lavoro, la scrittura, la mediazione, i rapporti umani finalmente sbocciati, mantenuti e cresciuti, nel tentativo di modificare questa dimensione disumanizzante in un luogo ancor aperto ad alternative di conoscenza e mutamento interiore. Si va in carcere perché si è puniti, non per essere puniti, il carcere c’è, è là, ma si tende a ignorarlo, non è percepito come un problema  sociale, non riguarda la parte buona, che preferisce rimuovere: ma questo atteggiamento produce un distacco profondo tra carcere e società. Ergastolo e carcere, spesso una sofferenza per lo più amministrata, imposta e sempre meno vicina a un dolore “vissuto in due”. Ergastolo e nuovi impegni, nuove responsabilità,  al di là  della gabbia che circonda, mostrando la differenza dell’uomo della condanna, dall’uomo della pena, e convincersi che occorre affidarsi a una pena che sia solo un tragitto di vita, che parta dalla dignità della persona, dalle sue capacità e risorse. (Vincenzo Andraous)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »