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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Posts Tagged ‘pale eoliche’

Pale eoliche in Adriatico

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Polo di Monte Dago (An) Venerdì 10 giugno Dipartimento di Energetica E’ programmato per venerdì prossimo 10 giugno al Dipartimento di Energetica di Ingegneria l’incontro, organizzato dall’Università Politecnica delle Marche e dalla Regione Abruzzo, tra i partner internazionali di Powered, il progetto cofinanziato dalla Comunità Europea all’interno del programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA Adriatico CBC, che si prefigge alcuni obiettivi importanti di sviluppo dell’energia eolica nel Mare Adriatico. Il progetto è stato finanziato per 4 milioni e mezzo di euro, di cui poco meno di 2 milioni di euro rappresentano il contributo assegnato all’Università Politecnica delle Marche. In particolare all’Ateneo di Ancona, responsabile di tutto lo sviluppo della rete e della gara di appalto della stessa e della gestione, è affidato il ruolo di valutare le potenzialità eoliche di tutto il bacino Adriatico mediante l’utilizzo di modelli di calcolo computerizzato che ricostruiscono il clima dell’area di studio negli ultimi dieci anni. La ricostruzione permetterà, in combinazione con i dati provenienti dalla rete anemometrica, di valutare con un alto grado di affidabilità la produzione energetica proveniente da eventuali installazioni eoliche offshore. I dati verranno veicolati a mezzo di un sito web permanente dotato di diversi livelli di accesso ai dati; così da fornire agli investitori e agli Istituti di Credito ragionevoli certezze in merito all’investimento. Inoltre i ricercatori dell’ateneo dovranno verificare le potenzialità eoliche del bacino Adriatico ai fini di uno sfruttamento in termini energetici; tale verifica avverrà mediante l’uso combinato di modelli di previsione meteorologica e misurazioni sperimentali. Proprio per assolvere a tale impegno, è stata predisposta la costruzione di una rete di torri anemometriche, di altezza compresa fra 45 e 60 metri, in grado di monitorare la direzione e la forza del vento; tale rete prevede l’installazione di almeno 12 stazioni di misura terrestri e almeno una stazione marina, su piattaforma monopalo.
Di estrema importanza è il contributo che il progetto POWERED potrà dare alla riconversione parziale dei porti industriali che si affacciano sul Mare Adriatico, dando spazio a nuove attività industriali legate al settore eolico: realizzazione di fondazioni sottomarine, produzione di cavi elettrici sottomarini, produzione di torri di sostegno per turbine eoliche, produzione di pale per turbine eoliche, produzione di navi per lavori di installazione di turbine eoliche, produzione di generatori elettrici di grande potenza, da 2 a 10 MW, da installare all’interno delle turbine eoliche, sistemi di azionamento e controllo, logistica, ecc… Tutte attività che nel Mare del Nord sono già in piena fase di espansione grazie allo sviluppo dell’eolico offshore da parte di paesi come la Germania, l’Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Danimarca, Norvegia. (pale)

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Biomasse al posto di pale eoliche in Puglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

“Con la netta opposizione al nucleare e alla ricerca di idrocarburi mediante  trivellazione del parco marino delle Tremiti si prediligerà lo sviluppo dell’energia prodotta dalle biomasse”. Queste le parole di Patrizia Lusi, vice-responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, in merito al discorso delle energie rinnovabili tenuto dal governatore Nichi Vendola all’inaugurazione della 61esima Fiera internazionale dell’Agricoltura di Foggia. “La Puglia ad oggi – continua la Lusi – produce più del 50% dell’energia rinnovabile di tutto il Mezzogiorno e lo sviluppo delle biomasse affida un ruolo centrale all’agricoltura regionale. Ritengo infatti giusta la scelta del governatore di non continuare a sottrarre terreni coltivabili per l’impianto delle torri eoliche, ma di sfruttare le potenzialità del territorio quali agricoltura, sole e turismo. Il sogno condiviso da tutti i corregionali – conclude l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – è la solarizzazione della città con l’utilizzo dei pannelli solari per avere ospedali, scuole ed uffici pubblici che non paghino più la bolletta”.

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Energie rinnovabili ed economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2009

Investire in energie rinnovabili ha effetti benefici in questa fase di crisi economica. Uno studio del Cer (Centro Europa Ricerche) dimostra che raggiungere il 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili porta ad un aumento di 6 punti del Pil, oltre ad avere un effetto positivo per l’ambiente, con la riduzione del 16% delle emissioni di gas serra. Michael McElroy, della Harvard University (Boston, Usa) ha effettuato studi sulla energia prodotta dal vento. Il ricercatore ha calcolato che pale eoliche istallate negli Usa, in aree non urbane e non forestali, potrebbero produrre energia elettrica pari a 40 volte il consumo mondiale di elettricita’. Secondo i suoi calcoli occorre una rete di pale da 2,5 megaWatt di potenza utilizzabili anche per il 20% della capacita’ operativa. L’Italia si e’ impegnata, a livello europeo, a raggiungere, nel 2020 (fra 11 anni) il 17% di energia da fonti rinnovabili. Quale migliore occasione per investire in fonti energetiche alternative? Invece, si programmano centrali nucleari che, se va bene, saranno pronte tra 15 anni. La considerazione che le fonti non rinnovabili ( petrolio, carbone, gas, uranio, ecc.) non sono, appunto… rinnovabili, cioe’ non possono essere utilizzate all’infinito, non fa capolino nelle menti dei nostri governanti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Accuse sorte contro l’Eolico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

«L’energia è una delle priorità per la civiltà, anzi il primo fabbisogno per alimentare la nostra società interdipendente, in cui ognuno dipende dal lavoro e dalle operazioni altrui. In Italia solo ora si stanno comprendendo i confini dell’emergenza ambientale. Stiamo migliorando, un po’ a fatica, forse anche perché il problema ambientale è un problema relativamente nuovo. Per quanto riguarda le pale eoliche: tutti a dire che non sono belle, rovinano l’ambiente. Ma allora, quando è arrivata l’elettricità, i pali della luce non avevano lo stesso impatto visivo? Eppure ora sono ovunque. È solo un problema di apertura mentale, e un peccato di presunzione di cultura, che denota solo una mancanza di consapevolezza in campo eco-ambientale» commenta Marco Roveda. « Dire che il paesaggio sarebbe più bello senza le pale eoliche è come dire che, vedere un bel corpo nudo sia meglio che vederlo con un cappotto,  protetto  dal freddo. Siamo obbligati a proteggerci dal freddo in inverno, così come lo siamo a produrre energia. Mi infastidiscono molto di più le migliaia di brutti, vecchi tralicci che portano i cavi della corrente ad alta tensione, piuttosto che la rasserenante visione di queste girandole. Sono più preoccupato dello scempio architettonico di brutte case e capannoni, giustificati semplicemente col “ci vogliono”». «A chi è preoccupato  per gli uccelli – conclude Marco – possiamo  affermare che il problema è marginale se gli impianti non saranno collocati sulle rotte migratorie e comunque ricordare che muoiono molti più uccelli contro i vetri dei palazzi: e allora cosa facciamo, togliamo le finestre?  Produrre invece energia convenzionale inquinante vorrà dire non sacrificare qualche uccello ma farli morire tutti e non solo loro!”

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