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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘palestinese’

L’Autorità palestinese ha rifiutato il trasferimento di vaccini anti Covid-19 da Israele, accettato in precedenza

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2021

La motivazione la scadenza troppa ravvicinata, la realtà però è ben diversa.Come spesso accade nelle questioni tra le leadership palestinesi e Stato ebraico, bisogna fare almeno un passo indietro. In questo caso, due.Secondo gli accordi di Oslo, conclusi nell’agosto 1993, l’Autorità palestinese deve provvedere all’assistenza sanitaria del proprio popolo. L’Anp, quindi, ha la responsabilità degli abitanti delle Aree A e B della West Bank (e non di quelli della C, gestita da Israele).Questa è la base da cui partire. La prima cosa che va sottolineata è che l’Autorità palestinese non è riuscita ad avere in tempo i vaccini per combattere il Covid-19, che sarebbe arrivati in autunno; forse per inadempienza, forse per mancata capacità di approvvigionamento.Per questo motivo, Israele, seguendo accordi che da sempre ha con le leadership palestinesi, ha offerto in prestito i vaccini Pfizer all’Autorità palestinese, che avrebbero dovuti restituirli proprio in autunno. L’Anp, in un primo momento, ha accettato l’offerta di Israele, tanto che il ministro della salute palestinese, Mai Al-Khaila, ha rivendicato con forza la capacità di riuscire a somministrare sessantamila vaccini al giorno.All’improvviso, però, un netto cambio di rotta da parte dell’Autorità palestinese, autodichiaratosi incapace di somministrare i vaccini nei tempi dovuti. Vaccini che al quel punto sarebbe stati prossimi alla scadenza.Il ministro della salute palestinese dice una cosa, l’Anp un’altra.La realtà è diversa. Il mondo palestinese è insorto per non accettare l’aiuto di Israele, che sarebbe stato visto in maniera benevola agli occhi della comunità internazionale e delle opinioni pubbliche. Perché questo avrebbe fatto crollare la demonizzazione dello Stato ebraico da parte palestinese.La scadenza dei vaccini, quindi, non è nient’altro che una scusa.Come ha subito precisato il Ministero della salute israeliano i vaccini, in scadenza tra fine giugno e fine luglio, erano:“Perfettamente validi e identici in tutto e per tutto ai vaccini attualmente somministrati ai cittadini israeliani”.Questo episodio conferma ancora un’altra che per l’Anp è più importante attaccare Israele che provvedere al proprio popolo.

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Continua la politica degli scudi umani da parte del terrorismo palestinese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2021

E’ stata resa pubblica una foto scattata da un drone israeliano in cui vengono mostrate una serie di rampe di lancio di missili sotterranee all’interno del cortile di una scuola (nell’immagine in verde) nella Striscia di Gaza. Dopo il tunnel scavato dai terroristi palestinesi sotto il complesso scolastico elementare maschile Zaitoun, nel quartiere Rimal di Gaza, scoperto dalla UNRWA pochi giorni fa, la foto scattata dal drone è l’ennesima testimonianza di come Hamas e gli altri gruppi di terroristi che controllano la Striscia di Gaza non siano minimamente interessati alla salvaguardia della popolazione dell’enclave, che viene invece biecamente sfruttata per i propri cinici calcoli.Se la stampa internazionale fosse libera di svolgere il proprio lavoro questo tipo di notizie verrebbero diffuse, cosa che invece non accade, e la domanda è sempre la stessa: perchè? Free palestine, ma da Hamas e dal terrorismo palestinese!

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Olanda ammette finanziamenti al terrorismo palestinese

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2020

Aveva 17 anni Rina Shnerb, quando l’infamia del terrorismo palestinese decise che il 23 agosto 2019 doveva essere il suo ultimo giorno di vita. E lo decise, servendosi di una bomba fatta esplodere lungo la strada percorsa dall’adolescente israeliana, nel corso di una in gita con familiari e amici a Dolev, in cui rimasero feriti anche il padre e il fratello.Nell’ottobre successivo, le indagini avevano ritenuto il responsabile dell’attentato Samer Arbid, 44 anni, e suo fiancheggiatore Abdul Razeq Farraj; rispettivamente membro di spicco del Fplp di Ramallah e contabile della ong Union of agricultural work committees (Uawc), e direttore delle finanze della stessa ong.Quelle stesse indagini avevano portato alla luce anche i finanziamenti ricevuti dall’organizzazione non governativa collegata al Fronte popolare per la Liberazione della Palestina, un gruppo definito “terrorista” dall’Unione Europea, essa stessa elargitrice dei fondi.Oggi, invece, è arrivata la notizia che ingenti finanziamenti sono stati erogati anche dall’Olanda. A rivelarlo sono stati due esponenti del governo, il ministro degli esteri olandese Stef Blok e la ministra per il commercio estero e la cooperazione allo sviluppo Sigrid Kaag, che hanno ammesso di aver pagato gli stipendi dei due assassini.Per la precisione i due attentatori hanno ricevuto soldi grazie ai fondi olandesi a copertura delle spese generali della UAWC e una lettera d’accredito identificandosi come “dipendenti di un’organizzazione partner della rappresentanza olandese a Ramallah”.Sulla vicenda è intervenuto il Centro olandese per Informazione e Documentazione su Israele (CIDI), che in una nota ha scritto: “La notizia che due terroristi del Fplp sono stati pagati con il denaro dei contribuenti olandesi, e che hanno persino ottenuto un pass dall’ufficio di rappresentanza olandese a Ramallah, è scioccante ma non è certo una sorpresa Che i ministri ora lo ammettano costituisce uno sviluppo positivo, ma dovranno essere prese misure concrete per impedire che in futuro altro terrorismo palestinese venga finanziato con fondi dei contribuenti olandesi”.Questo episodio conferma quello che scriviamo da anni: il terrorismo palestinese è finanziamento anche da membri dell’Unione Europea.

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Lo stato di Israele e la causa palestinese

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

Ci sono personaggi ossessionati dallo Stato di Israele che ritengono che sostenere la cosiddetta “causa palestinese” significhi negare la realtà e vomitare il proprio odio e pregiudizio contro lo stato ebraico, e spesso direttamente contro il popolo ebraico. Gabriele Rubini, meglio conosciuto dal pubblico come Chef Rubio, è uno di questi. Instancabile nel diffondere tramite i propri profili social insulti nei confronti di Israele e dei “sionisti” e nel fungere da megafono per le menzogne prodotte dalla propaganda propal nel corso degli anni, dall’inesistente apartheid attuato da Israele nei confronti dei non ebrei al mai esistito genocidio perpetrato ai danni del cosiddetto “popolo palestinese”, Rubini non perde occasione per lanciare i propri strali contro l’unica democrazia del Medio Oriente, forte anche del fatto che così facendo ottiene una ribalta che difficilmente avrebbe se parlasse di cucina o della sua professione.(Chef Rubio su Radio Radio, 28 Febbraio 2020)
Purtroppo venerdì 28 Febbraio l’emittente Radio Radio, piuttosto nota per occuparsi di sport nel corso della giornata con varie trasmissioni, si è resa complice di questo teatrino dando spazio in una trasmissione intitolata Food Sport condotta da Ilario Di Giovambattista (direttore della radio), Enrico Camelio, Francesco Di Giovambattista e Federico Russo, alle trite e ritrite bugie di Rubini, che in un intervento durato circa 20 minuti in cui – oltre alle note tesi del soggetto elencate prima – questa volta ha pensato bene di offendere anche le vittime della Shoah, avendo inoltre uno scambio con un radioascoltatore, durato molto poco, in cui comunque non ha mancato di mostrare il suo vero volto:.”Hai detto il tuo cognome per dimostrarmi che sei ebreo, ma non è che me fai paura,eh?” (Chef Rubio ad un ascoltatore su Radio Radio, 28 Febbraio 2020)
Come se non bastasse nel corso della trasmissione anche il conduttore ha pensato bene di dare spazio nuovamente ale tesi del deicidio: “Gesù è nato ebreo in Palestina ed è morto per gli ebrei. Sò gli ebrei che lo hanno ammazzato” (Ilario di Giovambattista, Radio Radio, 28 Febbraio 2020)
Non è la prima volta che Radio Radio “inciampa” in esternazioni antisemite (è di pochi mesi fa la “battuta” del giornalista Tony Damascelli sui proprietari del Tottenham Hotspur e dell’ AFC Ajax, un penoso scivolone a cui la direzione della radio non ha mai voluto porre rimedio), ed oggi monta nuovamente l’indignazione e la rabbia verso chi dovrebbe fare informazione piuttosto che dare spazio a pregiudizi antisemiti o a personaggi che diffondono odio gratuito contro Israele e falsità contro gli ebrei, fino a sfociare nel negazionismo. E’ ora di dire basta. Costi quel che costi.

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Israele: il terrorismo palestinese continua a uccidere

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

In Israele il terrorismo palestinese continua a uccidere. Nella giornata di giovedìi il bilancio è stato di due morti e quattro feriti, a cui si è aggiunto il bambino nato prematuro vittima dell’attentato di domenica scorsa a Ofra, nella West Bank. Andiamo con ordine. Giovedì mattina a Gerusalemme un palestinese ha accoltellato due agenti di polizia. Poche ore dopo vicino a Ofra, un terrorista palestinese è sceso da un’automobile sulla superstrada Route 60 e ha sparato su un gruppo di persone alla fermata dell’autobus, uccidendone due e ferendone altrettante, di cui una in maniera grave: un uomo colpito alla testa. Il responsabile è riuscito a scappare ed è attualmente ricercato dai militari israeliani, che hanno requisito alcune filmati delle telecamere per capire i suoi spostamenti.Sempre nella giornata di giovedì si è aggiunta un’altra brutta notizia. Il neonato fatto nascere prematuramente dai medici, dopo che la mamma era stata ferita domenica scorsa in un attentato palestinese sempre a Ofra, è morto.La situazione sta diventando allarmante. Da settembre nella capitale d’Israele gli attacchi da parte del terrorismo palestinese sono quasi quotidiani, facendo salire la tensione alle stelle, mentre nella West Bank il bilancio è di dieci attacchi gravi in due mesi.In pochi giorni il terrorismo palestinese ha colpito più volte Israele, uccidendo due persone e un bambino.In Israele si muore alle fermate degli autobus, si muore dopo pochi giorni di vita, perché la propria mamma è stata ferita in un attentato e ha perso molto sangue. Non importa se si è militari o civili. Non importa se si è in una città o in un’altra.In Israele (e altrove) si muore perché si è ebrei.

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Terrorista palestinese uccide tre poliziotti israeliani in un attentato vicino Gerusalemme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

soldati israeliani uccisiGerusalemme. Un terrorista palestinese ha sparato e ucciso tre israeliani (un agente della polizia di frontiera e due guardie della sicurezza civile), e ne ha ferito gravemente un terzo, questa mattina nei pressi del villaggio di Har Adar, nell’area di Gerusalemme. Il terrorista è stato a sua volta colpito e ucciso dalla reazione delle forze di sicurezza. L’attacco è avvenuto durante normali controlli di sicurezza sui pendolari quando il terrorista, un 37enne originario di Beit Surik in possesso di regolare permesso di lavoro, mescolato fra i lavoratori palestinesi, ha improvvisamente estratto un’arma e aperto il fuoco da breve distanza. “Centinaia di lavoratori vengono ogni mattina a lavorare nella nostra comunità – ha dichiarato il capo del Consiglio di Har Adar, Chen Filipovich – Questo grave evento è del tutto anomalo e ne trarremo le conclusioni necessarie, ma continueremo ad operare per mantenere la calma e una buona atmosfera di collaborazione”. Dal canto suo, Hamas ha celebrato l’attacco terroristico in un dichiarazione che afferma: “L’attacco di Gerusalemme è una nuova pagina dell’intifada di al-Quds ed evidenzia il fatto che tutti i tentativi di giudaizzazione sono falliti. Gerusalemme è araba-musulmana. I suoi abitanti e i suoi giovani non risparmieranno gli sforzi per redimerla con il loro spirito e il loro sangue”. Il portavoce di Fatah, Munir al-Jaghoub, ha dichiarato che dell’attentato “è esclusivamente responsabile Israele”. Intanto la pagina ufficiale di Fatah su Facebook ha reso omaggio al terrorista con un post che lo definisce “martire” (Fonte: Israele.net, 26 Settembre 2017)
Nella foto in alto le tre vittime dell’attentato di oggi nei pressi del villaggio di Har Adar: Or Arish, Solomon Gavriya e Youssef Ottman.

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Escalation del terrorismo palestinese in Israele

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2015

terrorismoIl terrorismo antisraeliano sale pericolosamente di un altro gradino: questa mattina una donna palestinese ha fatto detonare un ordigno a bordo della propria auto a un checkpoint ferendo leggermente un poliziotto israeliano. La donna fermata per un controllo era scesa dall’auto gridando “Allah u akbar”, innescando l’ordigno e rimanendo seriamente ferita. L’attentato è avvenuto a Malee Adumim, nei pressi di Gerusalemme.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti fornita dalla polizia, l’agente aveva fermato l’auto per un controllo dopo essersi insospettito dalla guida della donna. La palestinese e’ quindi uscita dall’auto e ha fatto esplodere un ordigno che era a bordo della sua macchina. Secondo il Jerusalem Post, l’attentatrice e’ stata poi trasportata in ospedale a Gerusalemme “con bruciature sull’intero corpo”. L’agente ha riportato ferite leggere sulla parte superiore del corpo ed e’ stato anche lui trasferito in ospedale. L’auto conteneva un’altra bombola di gas che miracolosamente la terrorista non è riuscita a far esplodere.
In serata nuovo accoltellamento di due israeliani assaliti da un palestinese ad Hadera, a nord di Tel Aviv. L’aggressore è stato poi bloccato mentre uno dei feriti sarebbe in gravi condizioni. Inoltre durante la scorsa notte un missile Grad è stato lanciato contro la città di Ashkelon ma è stato fortunatamente intercettato dal sistema anti-missile Iron Dome. A seguito di questo attacco aerei israeliani hanno colpito due fabbriche di armi di Hamas nel Nord della Striscia di Gaza. In un caso l’esplosione ha fatto crollare una casa adiacente, causando la morte di una donna di 30 anni incinta e della figlia di 4 anni. (Fonte: Ansa) (foto: terrorismo)

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Aiuti alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

gazaIn questi giorni sono stati consegnati i primi aiuti della campagna solidale in favore della popolazione palestinese della Striscia di Gaza lanciata da Solidarité Identités, nel luglio dello scorso anno.Dopo i raid israeliani su Gaza della scorsa estate, l’Associazione di volontariato europeo, da anni in prima linea nel campo dellacooperazione internazionale a beneficio delle minoranze offese, ha messo a disposizione di chiunque avesse a cuore le sorti di quasi 2 milioni di abitanti inermi, tra cui donne e bambini, la possibilità di offrire loro un aiuto concreto.“Di fronte ai nostri occhi si sta consumando un terribile conflitto, per vittime civili senz’altro il più sanguinoso che il Vicino Oriente abbia mai conosciuto dal 2009, restare a guardare o limitarsi a condannare ciò che sta accadendo non solo non è sufficiente ma è criminale, per queste ragioni – annunciava Solidarité identités – abbiamo deciso diattivare immediatamente una raccolta fondi in aiuto del Popolo palestinese”.Così lo scorso sabato, in collaborazione con l’Associazione Al Baqyat Al Salehat, è avvenuta la consegna dei primi 40 pacchi alimentari per le famiglie palestinesi, per un totale di ca. 1.000 kg tra cui 200 kg di riso, 80 kg di pasta, 120 litri di olio d’oliva, 40 litri di tahini, 120 kg di zucchero, 40 kg di latte in polvere e 100 kg carne in scatola. A breve sarà lanciata una nuova raccolta fondi per l’acquisto di nuovi pacchi alimentari da destinare sempre alle famiglie palestinesi della Striscia di Gaza. (foto: Gaza)

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“La Storia dell’altro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

E’ un manuale di storia per le scuole medie in cui gli eventi della storia di Israele e della Palestina sono raccontati da insegnanti israeliani e palestinesi e le due narrazioni corrono nella pagina una a fianco all’altra (con in mezzo uno spazio bianco per i commenti degli alunni) è stata adottata dalle scuole palestinesi! Abbiamo tradotto l’articolo di Haaretz che dà la notizia e riprodotto in sintesi: “L’Autorità Palestinese adotta un libro di testo, vietato in Israele, che offre le narrazioni di entrambe le parti. Il Ministro dell’Istruzione dell’Autorità Palestinese ha approvato l’uso di un testo di storia che propone le narrazioni dei Palestinesi e del Movimento sionista, è la prima volta che il punto di vista israeliano viene presentato agli studenti della West Bank. Pubblicata l’anno scorso, l’ultima edizione del testo presenta la narrazione storica, sia israeliana che palestinese, del conflitto del Medio Oriente, e consente anche agli studenti di annotare le proprie riflessioni sulla questione. Il libro segue il movimento sionista dalle sue prime fasi fino all’ultimo decennio, ed è stato pubblicato in inglese, arabo ed ebraico. Lo scorso mese di agosto una delegazione di sindaci svedesi ha visitato Israele e i territori palestinesi. Durante la visita, la delegazione ha firmato un accordo di cooperazione con il Consiglio Regionale di Sha’ar Hanegev e il Ministro dell’Istruzione dell’Autorità Palestinese. In una fase del progetto, un piccolo gruppo di studenti da ciascuna area avrebbe potuto studiare sul testo mentre gli insegnanti si sarebbero potuti scambiare informazioni e metodi. A fine mese, una delegazione di insegnanti israeliani e palestinesi parteciperà a un workshop in Svezia come parte del primo atto del progetto. In un secondo momento, studenti dell’undicesimo e dodicesimo anno israeliani, palestinesi e svedesi si incontreranno in sessioni congiunte per discutere il testo. Una fonte ufficiale ha riferito che “Ramallah ha approvato il progetto soltanto dopo che autorità dell’Autorità Palestinese l’avevano letto, mentre in Israele il libro era stato proibito senza che nessuno avesse controllato il contenuto. Dal punto di vista dei palestinesi è un successo perché così dimostrano di essere pronti a insegnare la narrazione israeliana, mentre in Israele sono ancora appesi alle vecchie posizioni”.

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Per salvare la vita a piccola palestinese

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

L’Italia in prima linea per salvare la vita ad una bambina di Gaza di soli cinque anni gravemente malata di cancro. Dopo aver varcato Erez con suo padre la piccola Intisar S.M. Almshalah arriverà questa sera, alle ore 20, all’aeroporto di Fiumicino presso il Cerimoniale di Stato. La bambina, grazie all’associazione umanitaria ANGELS onlus e al Consolato Italiano in Gerusalemme, potrà ricevere qui in Italia le cure necessarie a sconfiggere una forma gravissima di tumore al fegato. Sarà trasferita presso il Policlinico Umberto I di Roma e curata nel reparto di Oncologia Pediatrica diretto dalla Prof.ssa Anna Clerico.   “La richiesta d’aiuto ci è pervenuta da un nostro volontario che vive a Gaza e che conosce le difficoltà nel ricevere cure adeguate all’interno della Striscia. Grazie all’intervento della Farnesina, al Consolato di Gerusalemme e alle Autorità israeliane, siamo riusciti a ottenere – ha dichiarato la portavoce di ANGELS, Benedetta Paravia – tutte le autorizzazioni necessarie al trasporto della piccola presso il nostro Paese. Le condizioni della bambina sono purtroppo gravi e con molta probabilità sarà sottoposta a un trapianto”. Dopo un primo ciclo di chemioterapia Intisar era riuscita a sconfiggere il cancro che però, dopo qualche mese, si e’ ripresentato ancora più invasivo. L’Italia rappresenta per lei l’ultima possibilità di vita.  “Sconfiggere la malattia e le sofferenze della piccola e’ una meravigliosa vittoria di tutti: vince la onlus ANGELS, vince Israele, vince Gaza, vince l’Italia con la sua ospitalità”, ha dichiarato il senatore Enrico Pianeta, presidente dell’associazione ‘Amici Italia-Israele’.

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Raccontare attraverso il fumetto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Raccontare la società multiculturale e farlo attraverso il fumetto, questa l’idea di quattro associazioni italiane e libanesi – COSV, Insan Association, Najdeh and Samandal – che oggi lanciano “Let’s Comics! 2010”, un concorso per giovani fumettisti ed artisti dell’area Euro-Mediterranea. Fino al 31 maggio aspiranti comic writer tra i 18 e i 30 anni potranno fumettare il loro punto di vista sul multiculturalismo ed essere selezionati tra gli 8 vincitori che parteciperanno ad un workshop finale sul fumetto a Beirut, in Libano. Il concorso “Let’s Comics! 2010” si inserisce all’interno di  “A comic competition on multicultural societies”, un più vasto progetto promosso dalle quattro associazioni: COSV; Najdeh, associazione palestinese che lavora in Libano; Insan, organizzazione libanese attiva nella difesa dei diritti umani e Samandal, esperimento innovativo di un’associazione no-profit libanese che edita una rivista trilingue sul fumetto. Il progetto, sponsorizzato dalla Delegazione Libanese dell’Unione Europea, vuole mettere a confronto le giovani generazioni del bacino mediterraneo ed organizza, nella societa libanese frammentata e divisa in 17 comunita religiose, workshop con giovani under 30 sull’utilizzo del fumetto come strumento di incontro e superamento delle distanze culturali.  Il nuovo sito internet http://www.letscomics.org, che diventerà vetrina internazionale per i giovani fumettisti libanesi, ospiterà inoltre iniziative a respiro sia nazionale che internazionale, prima fra tutte il concorso Let’s Comics! 2010. Un’occasione interessante per i giovani fumettisti, dato che le opere selezionate dalla giuria internazionale, composta da artisti ed esperti di fumetti, saranno esposte durante un evento culturale che si svolgerà nel campo palestinese di Shatila e le storie migliori verranno valutate per future pubblicazioni. L’invito e sicuramente aperto anche per tutti i fumettisti “fuori età” ed interessati a partecipare. Sebbene fuori concorso, le loro opere verranno infatti valutate dalla giuria e potranno essere esposte e prese in considerazione per eventuali pubblicazioni.  Ulteriori informazioni e il bando di concorso di Let’s Comics! 2010 sono disponibili sul sito http://www.letscomics.org

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