Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘palestre’

Roma: concessioni delle palestre scolastiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 luglio 2017

“La giunta Raggi in un anno di attività anche sulle concessioni delle palestre scolastiche si è contraddistinta per inerzia e inaffidabilità. Come in altri settori non è riuscita ancora ad adeguare i criteri per l’affidamento delle concessioni per l’utilizzo delle palestre scolastiche a scuole chiuse lasciando ai dirigenti municipali la facoltà di procedere con criteri spesso improvvisati senza tener conto dell’esperienza e del radicamento delle realtà sportive”. – Commenta così Marco Palumbo consigliere del PD Capitolino lo stop ai bandi municipali e le proroghe delle concessioni dei centri sportivi- “ Sono mesi – prosegue Palumbo- che lanciamo l’allarme, più volte inascoltato, sui bandi municipali pubblicati in ritardo e mal formulati per il rinnovo delle concessioni per l’utilizzo delle palestre scolastiche a scuole chiuse. Abbiamo anche paventato il serio rischio di uno stop dei servizi dei centri sportivi municipali a causa del mancato rinnovo delle concessioni. Sull’argomento ci sono state diverse riunioni della commissione trasparenza in cui oltre al danno per tanti bambini e anziani costretti a rivolgersi in alternativa a centri privati e più costosi, si prefigurava anche un danno erariale per l’amministrazione, perché il Comune avrebbe perso i canoni pagati dalle società, in base a una tariffa oraria, per l’uso degli spazi. E’ dagli anni settanta che il Comune gestisce il servizio dei centri sportivi municipali in regime di sussidiarietà, affidando alle associazioni le palestre e le strutture delle scuole elementari e medie, in orario extrascolastico. Gli affidamenti di durata triennale vengono concessi sulla base di una delibera del 2003 che ne individua i criteri, procedure e quote associative. Ci sono realtà di alta professionalità e fortemente radicate nei quartieri cui probabilmente si è già creato un danno di programmazione nell’attività a causa dell’improvvisazione cui ha dato prova ancora una volta la giunta capitolina. Con l’introduzione del nuovo codice degli appalti infatti è sopraggiunta la necessità di adeguare le norme per l’affidamento dei servizi e in attesa di recepire la nuova normativa si è proceduto con proroghe di concessione l’ultima delle quali scade il prossimo 30 giugno. In un anno però la giunta Raggi, dopo aver creato il caos nei municipi che hanno interpretato ognuno a proprio modo le regole del nuovo Codice degli appalti e creando quindi difformità di giudizio a seconda del territorio di appartenenza si è vista costretta, nell’imminenza della scadenza temporale, ad un nuovo rinnovo delle proroghe. E’ grave che dopo un anno di attività la giunta non riesca ancora ha dare un indirizzo univoco nel recepimento delle nuove disposizioni di legge”.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Al via i corsi AFA nelle palestre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Da lunedì 6 settembre prossimo riprenderanno a pieno ritmo  i  corsi di attività fisica adattata  (Afa) nelle palestre  del territorio dell’Asl 11. Alcune palestre, però, non hanno perso tempo e li hanno attivati già da una settimana. Nel 2010 gli iscritti ai corsi Afa sono stati oltre 6mila. I corsi attivati sono stati 280 nelle palestre e piscine gestite dalle associazioni sportive e di volontariato che hanno aderito all’iniziativa. L’Attività fisica adattata  consiste in programmi di esercizio non sanitari, svolti in gruppo (in media 17 partecipanti per 2 o 3 sedute di esercizio alla settimana), appositamente creati per cittadini con malattie croniche finalizzati alla modificazione dello stile di vita per la prevenzione secondaria e terziaria della disabilità.
Dal 2003, anno in cui sono stati inaugurati i primi corsi, l’Asl 11 ha registrato un costante e progressivo aumento del numero dei partecipanti. Significativo, a questo proposito è stato il ruolo svolto dalle Società della Salute e dai medici di famiglia nella promozione di questa attività. In un convegno promosso nel febbraio 2007 dall’Istituto Superiore di Sanità il modello dell’Asl empolese veniva indicato come un modello per il Sistema Sanitario Nazionale. C’è stato anche un forte interesse da parte di medici e amministratori stranieri (Bulgaria, Polonia, Svizzera, USA). L’attività di ricerca e di controllo del progetto AFA è svolta  in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ed i National Institutes of Health nel quadro dell’accordo Italia-USA per la ricerca biomedica. Di questa esperienza si parlerà anche nei prossimi giorni a Pisa  in occasione di un congresso europeo dedicato alle cure primarie. L’Asl 11 raccomanda a coloro che sono interessati a partecipare ai corsi Afa di rivolgersi al proprio medico di famiglia, prima di recarsi in palestra.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Medicinali contraffatti via web

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Quello dei «farmaci contraffatti su Internet è un trend in forte crescita in Europa. Che va di pari passo con l’alfabetizzazione informatica e che, quest’anno, ha registrato un incremento anche in Italia. In particolare attraverso i canali che portano dal web a “botteghe” illegali come palestre e negozietti. Ma anche al fenomeno delle cosiddette “farmacie dormienti”: spazi nascosti ad arte su inconsapevoli siti ufficiali, che a volte si celano anche negli spazi online di ignare università», per propagandare pillole dell’amore o dimagranti “taroccate”. A puntare i riflettori sul commercio illegale di medicinali contraffatti è Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Unità prevenzione della contraffazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). Dalle pillole “fotocopia” prive però di principi attivi, ai presunti prodotti naturali che invece contengono farmaci, i medicinali taroccati in commercio sono sempre più numerosi. Proprio in considerazione dei rischi per la salute legati a questo fenomeno, l’Aifa e Impact Italia (la task-force nazionale per la lotta alla contraffazione farmaceutica) hanno organizzato, «in collaborazione con le agenzie farmaceutiche di Belgio, Portogallo e Spagna, un incontro via web svoltosi stamattina per fare il punto sulle attività di contrasto del fenomeno in corso nei rispettivi Paesi», ricorda Di Giorgio. «Dal confronto operativo – prosegue – abbiamo scoperto che il problema dei falsi farmaci online è comune, come dimostrano i sequestri di finti integratori a base di sibutramina e sildenafil in Portogallo e Belgio, alla commercializzazione di prodotti illegali nei negozi etnici». Fenomeni pericolosi per la salute di chi compra e assume questi prodotti, contro i quali i Paesi hanno messo in campo misure diverse. «Gli spagnoli – spiega Di Giorgio – hanno rinforzato la fase di investigazione via web, i portoghesi hanno puntato piuttosto su una normativa stringente in materia e su una informazione pressante ai consumatori, diffusa anche online», dice l’esperto dell’Aifa. E in Italia? «Insieme ai controlli e alle indagini, che hanno portato a importanti sequestri anche di recente, nel nostro Paese si sta monitorando attentamente il fenomeno della commercializzazione online, che mostra la capacità di adattarsi ai vari mercati». In Italia, ad esempio, dal web si passa spesso a canali di commercio illegale come palestre e negozietti. (fonte farmacista33)

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’eroe, il piantone e la ramazza

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Editoriale fidest. I giovanissimi oggi stanno vivendo una diversa realtà. I loro padri, ed anche quei giovani un po’ stagionati, non hanno più a che fare con quella spada di Damocle della “ferma obbligatoria” che rischiava di spezzare il corso delle proprie attività dedicando un anno o qualcosa di più al servizio militare. Oggi il soldato è un volontario e il suo destino è di un professionista che sceglie di fare un certo lavoro al servizio dello Stato. Ciò implica molte cose poiché non si tratta del solito impiegato che dietro uno sportello disbriga alcune faccende che gli vengono richieste, ma la sua attività ruota intorno alla vita di caserma con i suoi ritmi, con le sue esercitazioni nei poligoni e nelle palestre, nella sua conoscenza delle armi e del modo d’usarle. Sembra quasi che la società voglia servirsi di lui per farne un guerriero e, all’occorrenza, un eroe che offre la sua vita al bene supremo della sua patria ovunque il dovere lo chiami. Ciò lo distingue dal mercenario che è un genere di combattente, come lo dice la stessa parola, che presta la sua attività al miglior offerente. Questo nostro soldato parte con una modesta paga, si espone con qualche cosina in più, se va all’estero, e ritorna nella sua caserma d’origine dove gli affidano una ramazza e si mescola nell’anonimato. Parte, strano a dirsi, con un mandato che gli impone di infilare il gambo di un fiore nella canna del suo fucile ma va in una terra ostile e con gente pronta ad ucciderlo perché taluni lo considerano un estraneo, un intruso, un “infedele”. Se muore c’è sempre qualcuno pronto a chiamarlo “eroe”, a spendere per lui nobili parole, suscitare commozioni popolari, ma anche qualche nota critica di chi si chiede il perché questo figlio dell’amata terra abbia dovuto spegnere la luce della vita in un luogo tanto ostile e lontano. Questo è, suppergiù, il nuovo identi-kit del soldato italiano. Un tempo i soldati appartenevano solo alla grande massa di chi proveniva dalla ferma obbligatoria mentre i graduati per lo più erano quelli di carriera e si diceva in spe (servizio permanente effettivo). Ora non è più così e si impone un necessario turn-over per non avere una generazione di soldati cinquantenni. Questo è il primo passo per comprendere l’urgenza di una riforma del servizio militare volontario e dare a coloro che si fregiano di una stelletta uno sbocco in altre attività entro e fuori il mondo del lavoro pubblico. Questo è nell’ordine naturale delle cose. Pensiamo, ad esempio, ad un giocatore di calcio: a vent’anni è nel fiore della sua esuberanza, a 25 nella piena maturità e può esprimersi se ha i requisiti da campione ma a 35 anni o giù di lì gli tocca appendere gli scarpini al chiodo. Ora gli tocca cambiare mestiere anche se rimane nei pressi dei campi di calcio e questo può capitare in tutte quelle professioni dove l’impegno richiede prestanze fisiche, fiato e voglia di correre. Questo, a mio avviso, è il primo passo che avrebbe dovuto sin dall’inizio essere associato alla svolta determinata da una ferma non più obbligatoria. E’ un passo che nella vita facciamo un po’ tutti, quando ci dicono operaio o impiegato anziano e ci dicono, con in mano il nostro dato anagrafico, di andare in pensione. E allora chiamiamo pure questi nostri soldati eroi, ma diamo loro uno sbocco onorevole se un giorno pensate ad una alternanza alle luci della ribalta che si spengono. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Editoriali/Editorials | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »