Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘palinsesti’

Il mondo dell’informazione tra scelte politiche “scandalistiche” e palinsesti privi di contenuto educativo e culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 settembre 2017

televisioneCi lamentiamo spesso, guardando la televisione, dello scadimento dei programmi e ci sorprendiamo il giorno dopo dell’alta audience ad essa riservata, dati statistici alla mano, dal grosso pubblico. La meraviglia è ancora maggiore, se è possibile, pensando che nonostante il cospicuo numero dei canali televisivi la circostanza non ci permette, lo stesso, di operare delle scelte qualitative, dato che il loro livello medio resta molto basso. Alla fine, probabilmente, resta la rassegnazione e si finisce con il tenere acceso un canale televisivo mentre si sfaccenda in casa o si sonnecchia sul divano o si parla con i figli e si raccontano le novità del giorno in ufficio o sugli incontri casuali in metro o sul caro vita reduci dalla spesa al supermercato. La carta stampata non è da meno. Per farsi leggere cerca la nota scandalistica, la iperbole su fatti e circostanze che, se rappresentate per come sono, ci lascerebbero nell’indifferenza. Ma a ben considerare non crediamo che la colpa sia da attribuire solo ai media. Il nostro prodotto informativo rispecchia, in un certo qual modo, i costumi del nostro tempo. Prendiamo ad esempio i quotidiani gratuiti che ci sono offerti alle stazioni metropolitane o ai capilinea degli autobus: sono strutturati in modo tale da farsi leggere al massimo in 20 minuti se non di meno. E diciamo pure 20 minuti di “flash d’agenzia” su notizie di ogni genere ma con prevalenza costruite per generare “curiosità” e in misura minore interesse. Gli altri quotidiani, quelli a pagamento diventano, a questo punto, degli optional da comprare sempre di meno. Al loro posto si preferiscono, semmai, i rotocalchi settimanali. Ed anche in questa circostanza il loro gradimento vale di più se include delle note scandalistiche e relega all’ultima pagina la rubrica culturale. Da questa, sia pur sommaria, riflessione emerge una considerazione di fondo: siamo, probabilmente, stanchi dall’essere bombardati da notizie, dal lavoro che ci assorbe, dalla fatica dei viaggi che quotidianamente intraprendiamo per fare la spola tra casa ed ufficio, dall’assillo di far quadrare il magro bilancio della famiglia a fronte di tante necessità che si richiedono quotidianamente, dai problemi che dobbiamo, in qualche modo, farci carico dei figli, del coniuge, degli anziani di casa e persino del parente che vive in un’altra città. Ci manca, alla fine, uno spazio per noi stessi, una ricerca del sapere che ci sollevi all’ansia del quotidiano, che ci restituisca la nostra dimensione umana nel cadenzare le giornate con il passo giusto e ponderato. Ed è questa la “dimensione” che ci manca, la riflessione che stiamo perdendo e la pausa che ci fa difetto davanti alla televisione o scorrendo le pagine di un giornale o di un periodico o di un libro. E la cultura politica, a questo punto, segue lo stesso passo tra attese speranzose e amare delusioni. (Riccardo Alfonso – Centro culturale Fidest)

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Rai: Sparisce la campagna elettorale

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani I vertici della RAI, dopo aver stravolto il Regolamento “Beltrandi”, hanno cancellato la campagna elettorale. Prima la scelta editoriale, del tutto immotivata, di sospendere tout court i talk show anziché potenziarli con le regole di par condicio introdotte dal Regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza. Poi la cancellazione dai palinsesti proprio di quelle tribune elettorali che avrebbero dovuto gia da 2 settimane essere trasmesse all’interno dei talk show o eventualmente al loro posto. Inutile che il DG Rai scarichi, solo ora, le responsabilità sul Ministero degli interni: Masi sa benissimo che la RAI ha da tempo tutti gli elementi per avviare le Tribune indipendentemente dall’esito di ricorsi e quant’altro. Mediaset e La 7 infatti sono già partite. La verità è che le Tribune elettorali in orari di massimo ascolto, con regole uguali per tutti e senza il potere dei conduttori di orientare gli spettatori, fanno molta più paura dei vari Ballaro’, Porta a Porta, Annozero.Non si possono permettere che gli italiani siano liberi di conoscere. Chi restituirà ai cittadini la campagna elettorale che gli è stata sinora negata?

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Digitale terrestre: un flop annunciato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

Dal 16 novembre Roma è ufficialmente la prima capitale Europea passata al digitale, nonché la prima senza televisione; si, perché con il segnale che passa dall’analogico al digitale, Adoc sta raccogliendo le lamentele dei romani in difficoltà: alcuni canali sono spariti e il segnale in molte zone e’ debole o inesistente. I primi a farne le spese sono gli anziani, che oltre a non capire la sintonizzazione dei canali e a scontrarsi con la moltiplicazione dei telecomandi in casa, non riconoscono e non ritrovano più i loro palinsesti televisivi. Dopo infiniti rimandi, il digitale terrestre incontra più difficoltà del previsto e che, alla fine, rischia di rivelarsi per quello che è: una tecnologia obsoleta, costosa, limitata. La Capitale e’ stata abbandonata a sé stessa. Il 25% dei televisori non ha ancora il decoder a causa della confusione che permane tutt’oggi su di essi: quelli comprati a minor prezzo non danno garanzie di affidabilità, alcuni non hanno nemmeno gli standard europei e quindi non riescono a captare le frequenze Vhf, su cui trasmette la Rai, la sintonizzazione dei canali non è semplice e molte antenne vanno sostituite o ri-orientate, e comunque liberate dei vecchi filtri. Marco Polizzi, presidente di PrimoConsumo, afferma: “L’avvento del Digitale Terrestre ha portato problemi di investimenti (impiantarlo costa: bisogna comprare nuove frequenze, alimentare i trasmettitori, programmare nuovi decoder interattivi…); problemi economici (per mantenere attivi i trasmettitori ci vuole un enorme impiego di energia in un paese dove l’energia si compra a caro prezzo; per i consumatori inoltre sono spese su spese: nuovi decoder, nuovi televisori, costi di antennisti, elettricisti, smaltimento rifiuti particolari…); problemi ecologici (l’abbandono dei vecchi televisori nei cassonetti o nei parchi, in aggiunta al già considerevole inquinamento elettromagnetico). Tutto ciò ha portato –fin’ora- solo all’aumento degli abbonamenti alle piattaforme digitali private, ma che ne è della famosa “TV più bella, più interattiva, a misura di telespettatore” che hanno promesso ai consumatori?

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Tv: allarme palinsesti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Talent show e reality, programmi sportivi e fiction ormai collaudate: nuova stagione Tv e nessun cambiamento, se non in peggio, almeno secondo psicologi, sociologi ed esperti di media. Malgrado il calo di ascolti che affligge la Tv generalista, che nella ultime stagioni ha perso circa il 4%, a dominare anche nei nuovi palinsesti saranno “omologazione tra le reti” (41%) e soprattutto programmi dove le uniche parole d’ordine sembrano essere la rissa (come sottolinea il 58%), le parolacce (46%) e le volgarita’ (39%). Insomma una Tv fotocopia di quella tanto criticata della scorsa stagione, dove manca totalmente la qualita’ (74%) e dove alcune fasce di pubblico sono trascurate o “obbligate” a vedere programmi non adatti, come puntualmente accade ai bambini (63%). La “cura”? Rivedere i palinsesti, inserendo programmi e personaggi in grado di fare buona Tv (53%), investire nella sperimentazione (46%), avere il coraggio di non assoggettarsi alle “mode” che affliggono il piccolo schermo (38%) e di proporre un’offerta diversa dalle altre reti (32%) E’ quanto risulta da uno studio di Comunicazione Perbene (www.comunicazioneperbene.com) l’ente non profit che promuove “l’ecologia della comunicazione”, condotto su 150 tra sociologi, psicologi, esperti di media, ma anche investitori pubblicitari, cui e’ stato chiesto di analizzare i palinsesti e l’offerta della Tv generalista e di individuarne pregi e difetti. “Nella stagione appena passata abbiamo visto una Tv dove a dominare non e’ certo stata la qualita’, ma nemmeno la varieta’ dell’offerta – sottolinea Saro Trovato, presidente di Comunicazione Perbene -: su qualsiasi rete ci si trovasse la costante erano risse, urla, volgarita’ e messaggi dove ad essere premiata era l’assoluta mediocrita’. Una Tv cattiva maestra, insomma, e analizzando i palinsesti per la stagione che sta per cominciare le cose sembrano ancora peggiorare. La Tv deve cambiare, bisogna puntare sulla Tv che non c’e’, ovvero su programmi pensati e creati ad hoc per le diverse tipologie di pubblico, ma soprattutto una Tv che non trascuri la qualita’ e che ricominci ad essere un modello positivo”. E proprio perche’ la Tv e’ fatta di volti, oltre di di “contenitori”, quali sono quelli che potrebbero diventare il simbolo di questo ritorno ad una Tv di qualita’? Tra i piu’ segnalati c’e’ Giovanni Minoli (62%), seguito dalla “premiata ditta” Piero e Alberto Angela (57%), mentre il terzo gradino del podio se lo dividono Toni Capuozzo di Terra e Tessa Gelisio di Pianeta mare (ex aequo con il 51%). Seguono, in questa carrellata di personaggi a cui affidare un rilancio qualitativo del piccolo schermo, Fabio Fazio (45%), Milena Gabanelli di Report (42%) e Antonello Piroso di La7 (40%). Chiudono la cordata Andrea Vianello, di Mi manda Rai3 (36%), Enrico Mentana (32%) e Corrado Augias (26%).

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I radicali fanno la fame e la Rai tace

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2009

Mentre prosegue l’iniziativa nonviolenta di 150 militanti e dirigenti radicali in sciopero totale della fame e della sete,  e prosegue l’occupazione degli studi RAI di Emma Bonino con Matteo Mecacci, la stessa Emma Bonino, insieme a Marco Pannella, Antonella Casu e Marco Cappato, hanno chiesto, a nome dalla Lista Bonino-Pannella, un incontro urgente ad horas al Presidente e al Direttore generale della RAI in relazione alla decisione appena assunta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che conferma la mancata ottemperanza alle sue precedenti delibere di condanna della RAI stessa. In particolare, la necessità di completare l’opera di riequilibrio entro la fine della campagna elettorale evidenziata dall’AGCom non può che essere realizzata nelle prossime ore, attraverso modifiche immediate dei palinsesti e creazione di adeguati spazi informativi, che devono riguardare non solo i telegiornali, ma anche le trasmissioni di approfondimento, come oggi riconosciuto dall’Autorità a seguito della ulteriore denuncia presentata dalla Lista Bonino-Pannella.

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