Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘pancreas’

Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Chicago. Per la prima volta un trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas metastatico migliora la sopravvivenza libera da progressione. Si chiama olaparib, inibitore dell’enzima PARP, e, nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm), ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. A 2 anni, il 22% dei pazienti trattati con olaparib risulta libero da progressione di malattia (rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo). Sono i dati principali dello studio internazionale di fase III POLO, presentati oggi in seduta plenaria al 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago e pubblicati sul New England Journal of Medicine, tra le più prestigiose riviste mediche al mondo. Lo studio ha coinvolto pazienti con adenocarcinoma del pancreas con mutazione germinale nei geni BRCA1 e/o BRCA2 che avevano seguito per almeno 16 settimane chemioterapia di prima linea con derivati del platino senza progressione di malattia. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere olaparib o placebo, a partire da 4-8 settimane dopo l’ultima dose di chemioterapia, continuando fino a progressione o tossicità inaccettabile. Novantadue pazienti sono stati trattati con olaparib e 62 con placebo. “L’attuale standard di terapia nella malattia metastatica offre una mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia di soli 6 mesi – spiega il prof. Giampaolo Tortora, ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica di Roma, direttore del Comprehensive Cancer della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e coautore dello studio POLO -. Fino a oggi, nessun trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas aveva migliorato la sopravvivenza libera da progressione. POLO è quindi il primo studio che, nei tumori del pancreas, stabilisce un vantaggio con un nuovo farmaco biologico sulla base di una mutazione genetica-molecolare. Inoltre, si stanno, studiando altre alterazioni molecolari in piccoli sottogruppi di pazienti. Si apre così, finalmente anche in questa malattia, una strada già percorsa con successo in altri tipi di neoplasie come quelle del polmone, mammella, colon e melanoma, in cui i pazienti ricevono terapie in base alle rispettive mutazioni nel profilo genico-molecolare del tumore”. Nel 2018, in Italia, sono stati stimati 13.300 nuovi casi di tumore del pancreas, con una sopravvivenza a 5 anni pari all’8,1%.
Lo studio POLO ha dimostrato un incremento significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 che hanno ricevuto olaparib invece del placebo dopo chemioterapia, ottenendo una sopravvivenza media liberi da progressione di malattia di 7,4 mesi rispetto a 3,8 mesi, riducendo quindi del 47% il rischio di progressione della malattia.
Nello studio POLO, il tasso di risposte al trattamento, endpoint secondario dello studio, è stato del 23,1% (18/78) tra i pazienti trattati con olaparib contro l’11,5% (6/52) con placebo (odds ratio 2.30; 95% CI 0.89–6.76; P=0.103). Due pazienti trattati con olaparib hanno ottenuto una risposta completa. Dato interessante è stata la durata media delle risposte: quasi 25 mesi con olaparib contro 3.7 mesi con placebo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

I bagordi ferragostani e la salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

Antonio CraxìTrascorsi i ‘bagordi’ ferragostani è arrivato il momento di rimettersi a regime. E se c’è bisogno di trovare una motivazione questa viene da un articolo in pubblicazione su Current Opinion in Gastroenterology* che dimostra come l’obesità e il sovrappeso siano anche all’origine di un’epidemia nascosta e strisciante ma in rapido aumento: quella dei calcoli della colecisti e delle pancreatiti acute, un’infiammazione del pancreas ad esordio improvviso che può andare da forme più lievi risolvibili in pochi giorni a forme gravi dall’esito mortale. Esordisce con un dolore addominale alto violento, a cintura, a volte associato a nausea e vomito.Già all’inizio dell’estate l’allarme obesità era stato ribadito da un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine che aveva esaminato l’effetto di sovrappeso obesità in 195 nazioni nell’ultimo quarto di secolo. Il bilancio al 2015 parla di 107,7 milioni di bambini e 603,7 milioni di adulti nel mondo (prevalenza del 5 per cento nei bambini e del 12 per cento per gli adulti).“Secondo i dati riportati da questo lavoro – afferma la professoressa Patrizia Burra, gastroenterologa dell’università di Padova – l’obesità sarebbe responsabile di 40 milioni di decessi (il 7 per cento delle morti totali) e di 120 milioni di anni vita ‘gravati’ da disabilità. La prima causa di morte correlata all’obesità sono le patologie cardiovascolari, seguite dal diabete. L’obesità comporta un aumentato rischio, oltre che di diabete, di sindrome metabolica e steatosi epatica (fegato grasso). Obesità e diabete di tipo 2 si associano anche ad un aumentato rischio di tumori. Tra i fattori che contribuiscono allo sviluppo di neoplasie sono stati chiamati in causa: l’iperinsulinemia, l’iperglicemia, la dislipidemia, l’aumentata produzione di adipochine e citochine, oltre che alterazioni del microbiota intestinale”.
La review pubblicata su Current Opinion in Gastreoenterology aggiunge a questa lista nera dei problemi causasti dall’obesità anche il rischio di sviluppare calcoli biliari e pancreatiti acute. In particolare la pancreatite acuta rappresenta attualmente negli stati uniti una delle più frequenti cause di ricovero ospedaliero per patologie gastroenterologiche (ogni anno vengono ricoverati in Usa oltre 275 mila pazienti e in Italia circa 15-20mila casi l’anno). Sia l’incidenza che la gravità delle forme di pancreatite hanno mostrato una vera e propria escalation negli ultimi trent’anni, e secondo gli esperti uno dei fattori che maggiormente ha contribuito è la pandemia di obesità. In particolare sarebbe l’obesità viscerale – il grasso addominale – ad avere il maggior impatto come uno dei maggiori responsabili delle pancreatiti acute. Per questo, quindi, per valutare il rischio obesità-pancreatite è più importante il metro da sarto per misurare il girovita che non la bilancia per controllare il peso e l’indice di massa corporea (Bmi).
L’obesità aumenta il rischio di pancreatite acuta principalmente attraverso la formazione di calcoli biliari e l’aumento del livello dei trigliceridi. Paradossalmente anche alcuni rimedi per l’obesità – farmaci e alcuni interventi chirurgici mirati alla perdita di peso – possono aumentare il rischio di pancreatite.
Patrizia BurraCalcoli biliari. Secondo la review appena pubblicata ai pazienti in obesità e sovrappeso hanno una maggiore incidenza di patologie delle vie biliari (calcoli, fango biliare, micro litiasi) che possono causare pancreatite acuta andando ad ostruire i dotti bilio-pancreatici. Le diete di tipo occidentale ricche di grassi animali possono predisporre alla formazione di calcoli biliari e di colesterolo.
Aumento dei trigliceridi. Elevati livelli di trigliceridi nel sangue si associano sia all’obesità che alla pancreatite. Il meccanismo attraverso il quale un elevato livello di trigliceceridi nel sangue può causare pancreatite, secondo gli autori della review sarebbe da cercare nella formazione di microtrombi di grasso (trigliceridi) all’interno dei vasi, che causano piccoli infarti del pancreas.
Diabete. Diabete e obesità sono due pandemie che viaggiano a braccetto. La presenza di diabete nei pazienti obesi aumenta il rischio di pancreatite acuta contribuendo all’aumento dei trigliceridi e alla formazione di calcoli biliari. Secondo recenti studi alcuni dei farmaci di ultima generazione utilizzati per il trattamento del diabete di tipo 2 (analoghi di GLP1 e inibitori di DPP4) potrebbero aumentare il rischio di pancreatite acuta.
Interventi terapeutici per l’obesità. Sono sempre più numerosi gli studi che evidenziano un rischio di pancreatite acuta a seguito di interventi chirurgici (chirurgia bariatrica) o interventi minimamente invasivi (palloncino gastrico), sia mediato dalla formazione di calcoli biliari che da altri meccanismi. (antonio craxi, patrizia burra)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Verso il pancreas artificiale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

pancreas-01Medtronic, azienda leader nel settore dei dispositivi medici, arruola negli USA il primo paziente in uno studio volto a determinare la sicurezza di un nuovo dispositivo per la gestione del diabete di tipo 1. Si tratta del sistema tecnologicamente più avanzato – attualmente in fase sperimentale – verso il pancreas artificiale, di fatto l’ultimo passo per la chiusura dell’ansa.Il sistema si basa sulla tecnologia innovativa di MiniMed 640G, già disponibile in Italia da inizio del 2015, costituito da un microinfusore e da un sensore che dialogano tra loro. MiniMed 640G prevede già un importante livello di automazione per la prevenzione dell’ipoglicemia, l’evento acuto più temuto dalle persone con diabete di tipo1. Il nuovo sistema ibrido è progettato per un’ottimale gestione del diabete, attraverso il controllo automatico dei livelli di glucosio 24 ore al giorno lasciando all’utilizzatore solo la gestione dell’insulina ai pasti“Dopo anni di ricerche, finalmente i componenti chiave di un sistema ad ansa chiusa ci sono” commenta Francine Kaufman, M.D., Chief Medical Officer e Vice President, Global Medical, Clinical & Health Affairs in Medtronic Diabetes. “Siamo entusiasti di collaborare con i principali sperimentatori a livello mondiale per portare avanti l’attività clinica necessaria per rilasciare questa tecnologia sul mercato, in modo che possa aiutare le persone con diabete a godere di una maggior libertà e di una miglior salute”. In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 con un significativo incremento in tutto il mondo. L’incidenza tra il 2001 e il 2009 nei soggetti al di sotto dei 20 anni è aumentata del 23%, con un trend di crescita del 3% annuo.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La carne favorisce il cancro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

sicurezza alimentareIl report dell’OMS, pubblicato sul numero di ottobre di Lancet Oncology, conferma quanto già dal 2007 era noto, e cioè che il consumo di carne favorisce il cancro: il report ha esaminato oltre 800 studi sull’argomento. Non pochi: chi tenta disperatamente di negare l’evidenza dovrebbe accettare questa realtà.
In particolare, una metanalisi presa in esame mostra che per ogni 100 g di carne rossa consumati al giorno il rischio aumenta del 17% mentre per ogni 50 g di carne trasformata il rischio aumenta del 18%. Sono state trovate inoltre associazioni con il cancro allo stomaco, pancreas e prostata, portando l’OMS a definire la carne rossa “probabilmente cancerogena” e quella trasformata “cancerogena” per la nostra specie: questo dato, da tempo già noto, è stato per anni tenuto nascosto alla popolazione, in barba alla tutela della salute pubblica.
Già nel 2007, infatti, il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) classificava come “convincente” l’aumento del rischio del cancro del colon-retto riconducibile al consumo di carni rosse e trasformate, e una delle 10 raccomandazioni per la prevenzione del cancro (per l’esattezza la quinta) così recitava:
“Limitare il consumo di carni rosse (ovine, suine e bovine, compreso il vitello) ed evitare il consumo di carni trasformate.”
Dichiara la dottoressa Luciana Baroni, medico, nutrizionista, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV: “Questa è però solo una parte della storia: nel 2011 un grosso studio condotto dalla Harvard School di Boston riportava come su un campione di oltre 200 mila soggetti, il consumo di 1 porzione al giorno di carne rossa aumentava il rischio di diabete di tipo 2 del 12%, mentre quello di carne trasformata del 32%. Su un campione più ampio, che ha incluso più studi per un totale di circa 450 mila soggetti, il consumo di 100 g di carne rossa al giorno aumentava il rischio di diabete mellito di tipo 2 del 19%, e quello di 50 g di carne trasformata del 51%.”
Studi prospettici che hanno messo a confronto soggetti che seguono diversi stili alimentari, concordemente trovano che chi consuma carne, qualsiasi tipo di carne, ha un rischio aumentato di diabete, di morte e ospedalizzazione per malattie cardiovascolari, di ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso-obesità, cataratta, diverticolosi del colon. E’ importante notare che questo vale per tutti i tipi di carne, di qualsiasi specie animale, non solo quella rossa o trasformata, quindi anche la carne bianca, il pollame, ecc.
Ma l’industria della carne si affretta a negare persino l’evidenza proveniente dall’OMS. Non può lasciare che queste informazioni spaventino la popolazione, perché l’unico rischio che le sta a cuore è quello che calino i consumi, non certo quello per la salute umana: i numeri del settore sono vertiginosi.
L’esortazione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana a tutti i consumatori è di non accettare di assistere impotenti a questa nuova mistificazione, che vede ancora la salute sottomessa al profitto, esattamente come già accaduto per il fumo di sigaretta. Ci dicevano che bastava fumarla con il filtro, proprio come ci dicono che basta consumare carne italiana, e stare tranquilli… come se potesse fare differenza il DOVE la carne è prodotta.
E’ imperativo non fidarsi delle rassicurazioni dei produttori, visto il loro palese conflitto di interessi, e occuparsi invece della propria salute in prima persona, cambiando menù: aumentando i cibi vegetali e diminuendo quelli di origine animale, fino ad arrivare a un’alimentazione 100% vegetale, la più protettiva per la nostra salute. Indicazioni pratiche a disposizione di tutti si trovano sul sito del PiattoVeg, http://www.PiattoVeg.info

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pancreas artificiale: un algoritmo per amico

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

pancreas-01Il pancreas artificiale è passato dall’essere un oggetto misterioso a strumento di trattamento ormai quasi pronto per entrare nella vita di tutti i giorni, per aiutare ragazzini e adulti a tenere sotto controllo una glicemia che viaggia sulle montagne russe. La scuola di Padova è una delle più avanzate al mondo sia sul versante clinico, che bioingegneristico ed è sempre stata in prima linea nelle sperimentazioni più di frontiera: le ultime, un campo scuola per avvicinare bambini piccolissimi con il diabete al pancreas artificiale e una sperimentazione di trattamento continuativo per 6 mesi che si concluderà, con grande dispiacere dei pazienti, all’inizio di novembre. Un vero e proprio manager della glicemia, certo lontano dalla perfezione assoluta della natura, ma con un grado di efficienza ogni giorno maggiore: è il pancreas artificiale, un sistema tecnologico fatto di tre parti: il microinfusore di insulina, il sensore che misura in continuo la glicemia e un ‘cellulare’, deprivato delle funzioni di telefono, nel quale viene inserito l’algoritmo matematico che funge da controllore esterno. Sulla base della glicemia che viene letta in real time dal sensore, l’algoritmo – il cervello pensante del sistema – suggerisce al microinfusore quanta insulina infondere per mantenere la glicemia normale. In altre parole un calcolatore matematico intelligente (l’algoritmo) si sostituisce alle decisioni che quotidianamente la persona con diabete (o nel caso dei più piccoli, i genitori) è costretta a prendere per mantenere la glicemia sotto controllo. L’algoritmo che cerca di aggiustare la somministrazione di insulina è strutturato in modo di cercare di interpretare le esigenze del corpo; ad esempio, se si sta a riposo farà erogare una quantità maggiore di insulina per abbassare la glicemia, viceversa se si fa attività fisica la quantità di insulina necessaria a mantenere in range la glicemia si riduce. Il tutto senza che il paziente debba intervenire.Nel corso di una manciata di ultimi anni, i componenti di questo sistema sono diventati sempre più piccoli, fino a renderlo ‘indossabile’; sempre più sicuro e affidabile, il pancreas artificiale è passato dall’essere utilizzato per esperimenti di poche ore all’interno dell’ospedale all’ultimo, ancora in corso, nel quale il pancreas artificiale con il ‘cervello’ nel cellulare è stato utilizzato in piena autonomia da 6 pazienti per ben 6 mesi consecutivi. Quest’ultimo esperimento si concluderà tra un paio di settimane e chi vi ha preso parte non si rassegna al fatto di doversi separare dal ‘cellulare’-manager.“Abbiamo seguito gli studi sul pancreas artificiale fin dalle prime fasi – spiega Daniela Bruttomesso, dirigente medico di primo livello A.O. di Padova, Dipartimento di Medicina Clinica, UOC Malattie del Metabolismo, membro del consiglio direttivo SID e prossimo presidente regionale (Veneto) SID – I primi sono iniziati in ospedale; poi siamo andati all’esterno, ma sempre in ambiente protetto, riunendo i pazienti in un hotel sotto la nostra supervisione. Infine il grande passo: abbiamo dato il pancreas artificiale ai pazienti, perché lo utilizzassero a casa. Abbiamo appena pubblicato i risultati di uno studio(*) nel quale 32 soggetti adulti hanno indossato il pancreas artificiale a casa loro dalle 20 della sera fino alle 8 di mattina. Lo studio è durato 2 mesi con risultati molto incoraggianti: con il pancreas artificiale, c’è stato un miglioramento del tempo passato in euglicemia (tra 70 e 180 mg/dl) rispetto alla terapia con microinfusore e sensore, ma anche una riduzione del tempo trascorso in ipoglicemia. I risultati che abbiamo acquisito finora dimostrano che sicuramente il pancreas artificiale è migliore della terapia tradizionale nel controllare sia la glicemia notturna che quella diurna, rispetto al miglior sistema tradizionale rappresentato dal tandem microinfusore di insulina-sensore di glicemia (SAP). E’ attualmente in fase di pubblicazione un lavoro, fatto insieme agli americani, nel quale i pazienti hanno portato giorno e notte (24h/24h) il pancreas artificiale a casa per tre settimane. Anche in questo caso sono migliorati tutti i parametri del controllo glicemico. Ora, siamo tutti con il fiato sospeso in attesa dei risultati di uno studio condotto in contemporanea a Padova, a Montpellier e negli USA nel quale, alcuni pazienti sono stati trattati con un pancreas artificiale in maniera continuativa per 5 mesi. Non abbiamo ancora alcun risultato ma quello che possiamo dire è che man mano che si avvicina la fine dello studio, e dunque il momento di restituire il pancreas artificiale, i due pazienti italiani sono sempre più dispiaciuti”.Quello che qualunque paziente trattato con il pancreas artificiale riferisce è l’impressione di grande libertà che dà questo device, perché consente loro di preoccuparsi meno della gestione quotidiana del diabete. Naturalmente questo non significa che il pancreas artificiale tolga importanza all’educazione del paziente che anzi deve essere comunque sempre preparato a gestire il suo diabete. Infatti, qualora il pancreas artificiale per qualche motivo non dovesse funzionare, passa automaticamente alla funzione SAP, cioè torna al tandem abituale microinfusore-sensore che il paziente deve essere in grado di gestire.Campo scuola per i bimbi con il pancreas artificiale. Di recente abbiamo condotto uno studio pediatrico (‘campo scuola sul diabete’) nel quale per la prima volta abbiamo valutato l’utilizzo del pancreas artificiale in un gruppo di 32 bambini dai 5 ai 9 anni d’età. Lo studio è stato coordinato dal gruppo ingegneristico e clinico di Padova; i bambini sono stati inviati dalle pediatrie di Torino, Milano, Verona, Napoli e Roma. Sicuramente l’impatto emotivo di questa esperienza è stato fortissimo per quanto riguarda l’accettabilità del sistema da parte dei genitori: il 90% si è dichiarato favorevole al pancreas artificiale e disposto ad utilizzare lo strumento non appena disponibile; l’80% lo ha giudicato anche abbastanza facile da usare. L’impatto sulla notte è fortissimo perché per i genitori di un bambino con diabete le ore notturne sono sempre fonte di angoscia. La parte forse negativa è che il bambino deve sempre portare con sé il ‘cellulare’, anche se forse la cosa preoccupa più gli adulti che i bimbi. Nel corso del campo scuola li abbiamo visti prendere subito confidenza con il ‘cellulare’ e usarlo anche per giocare, fingendo di telefonarsi l’uno con l’altro. Una cosa che ci ha veramente colpito è con quanta facilità i bambini apprendono l’uso della tecnologia. Dai dati che abbiamo acquisito finora, possiamo dire che di certo l’uso del pancreas artificiale anche in questa fascia d’età riduce le ipoglicemie.Le sfide future. Gli ambiti di miglioramento del pancreas artificiale riguardano soprattutto la parte bio-ingegneristica, l’algoritmo, il ‘cervello’ pensante del sistema. In futuro saranno testati algoritmi previsionali cimentandoli con variabili difficili da interpretare, quali l’assunzione di pasti più variegatii, attività fisiche più complesse e condizioni stressanti. Andremo insomma a valutare come si comporta il pancreas artificiale in situazioni che esulano dalla routine quotidiana.L’italia è uno dei Paesi più avanzati al mondo nelle ricerche sul pancreas artificiale: clinici e bioingegneri dell’Università di Padova, in particolare, lavorano in collaborazione con gruppi francesi (Eric Renard) e olandesi (J. Hans DeVries) all’interno del consorzio europeo AP @T HOME. Collaborazioni che si estendono anche oltre oceano con Boris Kovatchev della Virginia e la sua squadra che ha sviluppato un ‘cellulare’ nel quale è inserito il ‘cervello’ del pancreas artificiale – un algoritmo – messo a punto dal professor Claudio Cobelli dell’Università di Padova e dal professor Lalo Magni dell’Università di Pavia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore del pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2015

pancreas1Si apre una nuova era per i pazienti colpiti da tumore del pancreas, una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole. La combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina, alla base dello studio MPACT, sta evidenziando risultati molto positivi che aprono nuovi filoni di ricerca. È quanto emerge dal 51° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si chiude domani a Chicago con la partecipazione di oltre 25.000 specialisti provenienti da tutto il mondo. “Il tumore del pancreas nel 2014 ha colpito 12.700 italiani – afferma il prof. Michele Reni, dell’Oncologia Medica IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. Fino a poco tempo era una patologia orfana e gli oncologi avevano a disposizione pochi farmaci. La ricerca ha portato alla scoperta di nuove molecole che attualmente sono in fase di studio. Ad esempio demcizumab e pegph20 costituiscono terapie innovative e molto promettenti che si basano su meccanismi d’azione originali. La combinazione nab-paclitaxel e gemcitabina ha un profilo di tossicità molto basso, si tratta di un valore aggiunto fondamentale perché può essere utilizzata in associazione con questi farmaci biologici.” A Chicago è stato presentato un nuovo lavoro proprio su peghp20 in combinazione con nab-paclitaxel e gemcitabina che ha dimostrato come, in presenza di un marcatore biologico, il tasso di risposta, il tempo libero da progressione e la sopravvivenza migliorino. “Inoltre lo studio MPACT – conclude il prof. Reni – ha catalizzato l’entusiasmo dei ricercatori anche in altri stadi della malattia. Lo studio APACT, che impiega lo stesso schema dopo l’intervento chirurgico, ha quasi raggiunto la metà del numero di pazienti arruolati in poco più di un anno. L’Italia è stata capofila per il maggior numero di malati arruolati. Un segno che conferma la validità della ricerca in campo oncologico nel nostro Paese”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il tumore del pancreas

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 ottobre 2014

Pancreas_adenocarcinoma_(3)_Case_01E’ un killer silenzioso e in costante crescita. In Italia nel 2014 i nuovi casi registrano incrementi del 4% sul 2013 e del 13% rispetto al 2011, per un totale di 12.700 persone colpite. I sintomi rimangono a lungo nascosti e per questo la prevenzione primaria è fondamentale per sconfiggere la neoplasia. “Ma oggi si inizia a parlarne di più – afferma il prof. Stefano Cascinu, Presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), al congresso nazionale che si chiude oggi a Roma -. E aumenta anche la consapevolezza che si possa affrontare, anche grazie a PanCrea, campagna informativa promossa dall’AIOM, i medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e l’Associazione Italiana Malati di Cancro (AIMAC), con un tour in sette Regioni, dedicato esclusivamente al tumore del pancreas. Come tutte le altre neoplasie infatti la malattia ha un grande nemico: i corretti stili di vita. Abbiamo attraversato il Paese spiegando ai cittadini come sia possibile prevenire anche questa insidiosa forma di cancro. Le regole sono: niente fumo (causa il 30% di tutti i tumori), dieta sana ed equilibrata, consumo moderato di alcol e attività fisica regolare. E lo vediamo ogni giorno nei nostri reparti: sono aumentate l’attenzione e la conoscenza. Se, un anno fa, un italiano su due affermava l’impossibilità di prevenire queste neoplasie (e addirittura il 39% dichiarava di non averne mai sentito parlare) oggi troviamo cittadini più informati. Anche se molto resta ancora da fare: come AIOM continueremo il progetto nel 2015, ma rivolgiamo un appello alle Istituzioni perché sviluppino campagne analoghe in tutta la penisola”. “Solo il 7% dei casi è diagnosticato in fase iniziale e questo rende più difficile il nostro lavoro – afferma il prof. Carmine Pinto Presidente Eletto AIOM -. Negli ultimi tempi, la ricerca ha portato a nuove terapie, in particolare grazie alla nanomedicina è possibile superare la barriera stromale, finora inaccessibile alle molecole tradizionali. Nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle) è un farmaco già disponibile nella cura del cancro al seno e che utilizza queste recenti scoperte. La terapia ha dimostrato un aumento significativo dei pazienti lungo sopravviventi a 3 anni”. Il tour dell’AIOM si è svolto nei centri di riferimento nella lotta contro il tumore del pancreas. “Questa neoplasia deve essere curata in strutture che affrontano un adeguato numeri di casi l’anno – sottolinea il prof. Cascinu -. Quello degli alti volumi di attività è uno dei principali problemi dell’oncologia italiana. La soluzione che proponiamo da anni è la costituzione di reti oncologiche sull’intero territorio nazionale”. PanCrea è stato reso possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene e ha visto la partecipazione anche delle associazioni di pazienti. “Per un italiano su due il cancro non è più un ‘male incurabile’ – sottolinea Francesco De Lorenzo, Presidente della FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) -. Dopo anni di campagne e di corretta informazione abbiamo raggiunto un grande risultato. Tuttavia questa neoplasia è ancora una malattia di cui si parla ancora poco, non solo in Italia. Anche per questo il 12 novembre, in prossimità della Giornata mondiale per la lotta al tumore del pancreas (13 novembre) è stato organizzato un incontro al Parlamento europeo per chiedere che anche le Istituzioni comunitarie facciano la loro parte, sia nella prevenzione primaria che nella gestione del paziente”. In Italia si terrà un convegno nazionale promosso dalla Fondazione “Insieme contro il Cancro” alla Camera dei Deputati. La campagna PanCrea ha permesso di distribuire migliaia di opuscoli e ha promosso un sito http://www.tumorepancreas.org che fornisce informazioni a 360° sulla patologia. “È una malattia difficile da individuare per la quale non esistono programmi di screening specifici come per il cancro al seno o del colon-retto – ricorda il prof. Pinto -. Tuttavia il 10% dei pazienti colpiti da tumore del pancreas ha almeno un parente colpito dallo stesso male. Queste persone devono segnalare tempestivamente i sintomi al proprio medico. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere nella nostra iniziativa anche la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Il medico di famiglia tutti i giorni riceve i malati di cancro nel suo ambulatorio”. “Siamo orgogliosi di avere dato un contributo a realizzare questo progetto senza precedenti in Italia – afferma il dott. Giovanni de Crescenzo, direttore medico di Celgene Italia -. Il nostro impegno quotidiano è scoprire, sviluppare e rendere disponibili terapie innovative che possano aiutare i pazienti colpiti da gravi malattie. Vogliamo inoltre promuovere la salute e il benessere dell’intera collettività, questo non può prescindere da una corretta attività di prevenzione e informazione sulle patologie. Progetti come PanCrea rappresentano la nuova frontiera nella collaborazione tra società scientifiche e aziende farmaceutiche”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

pancreas-01Il tumore del pancreas colpisce ogni anno oltre 750 persone in Toscana, 12mila in Italia. È una forma di cancro aggressiva e molto diffusa: eppure i cittadini non sembrano esserne informati. Il 77% non conosce i sintomi, l’88% non ha mai letto nulla in merito e il 97% non ne ha mai parlato con il proprio medico di famiglia. Ma l’81% sarebbe interessato a saperne di più. Sono i dati del sondaggio promosso dalla campagna nazionale di sensibilizzazione “PanCrea: creiamo informazione”, che tocca oggi Pisa, voluta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Fondazione “Insieme contro il cancro” in sette Regioni e unica nel suo genere. “Il nostro è un centro di riferimento, ogni anno trattiamo circa 150 nuovi casi – afferma il prof. Alfredo Falcone, Direttore U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, dell’AOU Pisana –. Il tour è fondamentale perché punta a informare la popolazione, soprattutto sulla prevenzione, particolarmente importante quando si tratta di un tumore molto difficile da curare. Seguire uno stile di vita sano è necessario per ridurre il rischio di cancro, anche del pancreas. Ma, secondo il 49% delle persone che hanno risposto al sondaggio (oltre 1.500), una condotta equilibrata serve a poco. Forse non sanno, ad esempio, che uno dei pericoli più grandi è la sigaretta: infatti il 23% di loro fuma. Ma non solo. Il 55% non pratica esercizio fisico con regolarità e solo uno su dieci mangia le porzioni di frutta e verdure raccomandate. Comportamenti non corretti, su cui dobbiamo intervenire”. Nell’ambito della campagna “PanCrea”, resa possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene, sono stati realizzati due opuscoli informativi, uno dedicato alla prevenzione e uno ai pazienti, oltre a un ulteriore questionario per gli oncologi. “Il nostro centro ha due aspetti caratterizzanti: la chirurgia robotica, con cui abbiamo operato circa 200 pazienti, risultando leader in Europa e nei primi tre al mondo – afferma il prof. Ugo Boggi, Direttore U.O. di Chirurgia Generale e Trapianti nell’Uremico e nel Diabetico, AOU Pisana –. Inoltre, abbiamo la maggior esperienza internazionale (500 casi) di resezioni del pancreas associate a resezione vascolare (porta, vena mesenterica, arteria epatica, arteria mesenterica, tripode celiaco). Ma se vogliamo aumentare le diagnosi precoci e provare a cambiare la storia di questo tumore, dobbiamo rafforzare innanzitutto la collaborazione con altri specialisti: l’approccio multidisciplinare per le forme metastatiche risulta invece essere ‘poco frequente’ per il 43% degli oncologi. Dobbiamo rivolgerci anche al nostro esterno, in modo particolare ai medici del territorio: solo loro conoscono perfettamente la storia dell’assistito e possono individuare le situazioni a rischio, attuando strategie di prevenzione”. Creare informazione e dibattito è fondamentale per rafforzare il collegamento tra specialista e ‘camice bianco’, soprattutto ora che i tumori, grazie anche alle nuove terapie, fanno sempre meno paura. “Secondo questo sondaggio, per il 58% dei cittadini il cancro non è più un ‘male incurabile’ – aggiunge il dott. Andrea Salvetti, Presidente SIMG Grosseto –. Ma l’operazione culturale non si può fermare: il 100% degli abitanti della Penisola deve sapere che oggi le neoplasie si possono sconfiggere. È un processo che coinvolge anche i medici di famiglia, perché ricevono quotidianamente pazienti oncologici. Si deve riuscire a cogliere i primi segnali di malattia, per indirizzare precocemente gli assistiti al centro di riferimento, distribuendo sul territorio il management delle persone in carico. Con ‘PanCrea’ torniamo finalmente a occuparci di una patologia praticamente misconosciuta”. “FAVO, AIMaC e la Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ affrontano questi temi a 360° – sottolinea il dott. Angelo Pomicino, dell’Associazione Oncologica Pisana ‘P. Trivella’ – e la nostra Associazione si è sempre impegnata nel campo della prevenzione e dell’informazione attiva e mirata al sano stile di vita. Questa è l’occasione per una vera e propria chiamata alle armi, in stretta collaborazione con le Istituzioni, le altre Associazioni ed il mondo medico”. “La ricerca scientifica sta finalmente segnando importanti passi avanti contro le neoplasie del pancreas, finora molto difficili da affrontare – spiega il dott. Enrico Vasile, U.O. Oncologia Medica 2 Universitaria, AOU Pisana –. È stato infatti approvato in Europa, anche per questa patologia, il nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle): un farmaco già disponibile nel trattamento del cancro della mammella metastatico, che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia”. “La nanomedicina rappresenta una nuova arma contro il tumore pancreatico – conclude il prof. Falcone –, consentendo di prolungare la sopravvivenza di pazienti con metastasi diffuse. Ci auguriamo quindi che il nab-paclitaxel possa essere presto rimborsato dal SSN, anche per questa nuova indicazione”. (foto fonte: medicitalia)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 luglio 2014

tumore metastatico1Il tumore del pancreas colpisce ogni anno oltre 1.000 persone nel Veneto, 12mila in Italia. È una forma di cancro aggressiva e molto diffusa: eppure i cittadini non sembrano esserne informati. Il 77% non conosce i sintomi, l’88% non ha mai letto nulla in merito e il 97% non ne ha mai parlato con il proprio medico di famiglia. Ma l’81% sarebbe interessato a saperne di più. Sono i dati del sondaggio promosso dalla campagna nazionale di sensibilizzazione “PanCrea: creiamo informazione”, che tocca oggi Verona, voluta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dalla Fondazione “Insieme contro il cancro” in sette Regioni e unica nel suo genere. “Il nostro è un centro di riferimento – afferma il prof. Giampaolo Tortora, Direttore dell’Oncologia Medica d.U. dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Policlinico “G.B. Rossi” di Verona –. Vediamo ogni anno oltre 1.000 nuovi casi tra consulenze, interventi e chemioterapie, con oltre il 70% dei pazienti proveniente da fuori Regione. Numeri che ci portano ai primi posti al mondo per questa neoplasia. Il tour è fondamentale perché punta a informare la popolazione, soprattutto sulla prevenzione, particolarmente importante quando si tratta di un tumore molto difficile da curare. Seguire uno stile di vita sano è necessario per ridurre il rischio di cancro, anche del pancreas. Ma, secondo il 49% delle persone che hanno risposto al sondaggio (oltre 1.500), una condotta equilibrata serve a poco. Forse non sanno, ad esempio, che uno dei pericoli più grandi è la sigaretta: infatti il 23% di loro fuma. Ma non solo. Il 55% non pratica esercizio fisico con regolarità e solo uno su dieci mangia le porzioni di frutta e verdure raccomandate. Comportamenti non corretti, su cui dobbiamo intervenire”. Nell’ambito della campagna “PanCrea”, resa possibile grazie al contributo incondizionato di Celgene, sono stati realizzati due opuscoli informativi, uno dedicato alla prevenzione e uno ai pazienti, oltre a un ulteriore questionario per gli oncologi. “Se vogliamo aumentare le diagnosi precoci e provare a cambiare la storia di questo tumore, dobbiamo rafforzare la collaborazione con altri specialisti: l’approccio multidisciplinare per le forme metastatiche risulta invece essere ‘poco frequente’ per il 43% degli oncologi – afferma il prof. Claudio Bassi, Direttore della Chirurgia B e dell’Istituto del Pancreas del Policlinico –. Dobbiamo rivolgerci anche al nostro esterno, in modo particolare ai medici del territorio: solo loro conoscono perfettamente la storia dell’assistito e possono individuare le situazioni a rischio, attuando strategie di prevenzione”. Creare informazione e dibattito è fondamentale per rafforzare il collegamento tra specialista e ‘camice bianco’, soprattutto ora che i tumori, grazie anche alle nuove terapie, fanno sempre meno paura. “Secondo questo sondaggio, per il 58% dei cittadini il cancro non è più un ‘male incurabile’ – aggiunge il dott. Mario Celebrano, Presidente della sezione veronese della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) –. Ma l’operazione culturale non si può fermare: il 100% degli abitanti della Penisola deve sapere che oggi le neoplasie si possono sconfiggere. È un processo che coinvolge anche i medici di famiglia, perché ricevono quotidianamente pazienti oncologici. Si deve riuscire a cogliere i primi segnali di malattia, per indirizzare precocemente gli assistiti al centro di riferimento, distribuendo sul territorio il management delle persone in carico. Con ‘PanCrea’ torniamo finalmente a occuparci di una patologia praticamente misconosciuta”. “FAVO, AIMaC e la Fondazione ‘Insieme contro il cancro’ affrontano questi temi a 360° – sottolinea il dott. Pierpaolo Betteto, dell’esecutivo nazionale della Federazione Associazioni Volontariato Oncologico (FAVO) –. Vogliamo occuparci sempre più di tumori negletti come quello al pancreas, che trovano poco spazio nei media, perché rappresentano un’emergenza sanitaria, sociale ed economica. Deve essere una vera e propria chiamata alle armi, in stretta collaborazione con le Istituzioni e il mondo medico”. “La ricerca scientifica sta finalmente segnando importanti passi avanti contro le neoplasie del pancreas, finora molto difficili da affrontare – spiega il dott. Davide Melisi, dell’Oncologia Medica d.U. del Policlinico G.B. Rossi –. È stato infatti approvato in Europa, anche per questa patologia, il nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle): un farmaco già disponibile nel trattamento del cancro della mammella metastatico, che sfrutta le più recenti scoperte in ambito di nanotecnologia”. “La nanomedicina rappresenta un punto di svolta contro il tumore pancreatico – conclude il prof. Tortora –, perché determina un aumento significativo nella sopravvivenza. Ci auguriamo che il farmaco possa essere presto rimborsato dal SSN, anche per questa nuova indicazione, probabilmente entro la fine del 2014”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 3 giugno 2014

tumore metastatico1Chicago. Il trattamento combinato nab-paclitaxel con gemcitabina aumenta significativamente la sopravvivenza nelle persone colpite da tumore del pancreas metastatico. Rispetto alla sola terapia con gemcitabina, infatti, a 6 mesi il dato di overall survival (OS) è del 66% contro il 55%. A 12 mesi di 35% contro il 22% e a due anni del 10% rispetto al 5%. “Sono risultati incoraggianti, che dimostrano per la prima volta dopo anni l’efficacia di una nuova terapia contro il cancro del pancreas – commenta il dott. Michele Reni, dell’Ospedale San Raffaele di Milano, durante il 50° Congresso mondiale dell’ASCO in corso a Chicago, dove sono stati presentati i dati aggiornati dello studio MPACT, condotto su 861 pazienti in tutto il mondo –. Il nab-paclitaxel, molecola frutto di innovative sperimentazioni nano-tecnologiche, si lega all’albumina, una proteina del sangue, e riesce a raggiungere con maggiore efficacia la sede della malattia e facilita la penetrazione nella massa tumorale degli altri farmaci associati. Il cancro del pancreas colpisce ogni anno oltre 12mila persone in Italia. I progressi con nab-paclitaxel sono evidenti, ma per questa indicazione la molecola non è ancora stata approvata nel nostro Paese, mentre viene già utilizzata nelle neoplasie della mammella. Ci auguriamo però che possa essere rimborsata dal SSN già entro la fine del 2014”. Lo studio MPACT ha coinvolto ricercatori australiani, statunitensi, canadesi ed europei. Per l’Italia hanno partecipato molti gruppi coordinati dall’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rischi per il pancreas dei nuovi antidiabetici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2013

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) sta riesaminando i dati di un gruppo di ricercatori universitari indipendenti che suggeriscono un aumento del rischio di pancreatite e modificazioni cellulari pre-cancerose chiamate metaplasie del dotto pancreatico nei pazienti con diabete di tipo 2 trattati con gli incretino-mimetici, agonisti del recettore del peptide-1 glucagone-simile (Glp-1), o con gli inibitori della dipeptilpeptidasi-4 (Dpp-4). I risultati si basano sull’esame di un piccolo numero di campioni di tessuto pancre atico, ottenuti da donatori con o senza diabete mellito, morti per cause diverse dal diabete. Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia e il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) stanno attualmente riesaminando le informazioni fornite dai ricercatori per determinare la necessità di eventuali ulteriori azioni regolatorie. L’Agenzia non ha ancora raggiunto alcuna conclusione e non vi è necessità per i pazienti di interromperne l’assunzione. Gli effetti sul pancreas erano stati identificati come un possibile rischio di questi medicinali già durante la valutazione iniziale per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Attualmente centri di farmacovigilanza indipendenti in tutta l’Unione europea sono impegnati nella raccolta dei dati di sicurezza sui farmaci per il diabete. Lo studio Safeguard, finanziato dalla Commissione europea e realizzato nell’ambito della Rete europea dei centri per farmacoepidemiologia e farmacovigilanza (ENCePP), sta esaminando, tra l’altro, evidenze di pancreatite farmaco-indotta per medicinali che agiscono sul Glp-1 autorizzati prima del 2011, quando è stato avviato lo studio. Gli incretino-mimetici in commercio in Europa sono: exenatide, liraglutide, lixisenatide, sitagliptin, saxagliptin, linagliptin e vildagliptin.(Fonte farmacista33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In arrivo trapianti tra vivi per polmone, pancreas e intestino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2012

Comincerà oggi in Aula alla Camera l’esame, e il voto, di un provvedimento messo a punto dalla commissione Affari sociali per consentire il trapianto di parte del polmone, del pancreas o dell’intestino tra persone viventi, così come già si fa per quelli parziali di fegato e per i trapianti di rene. La proposta è accolta positivamente dal Centro nazionale trapianti, perché, come spiega il direttore, Alessandro Nanni Costa, anche se riguarderà «pochi pazienti l’anno», costituisce comunque una «terapia mirata che per alcuni è indispensabile». Il testo, in due articoli, dovrebbe essere approvato in tempi rapidi, visto che già in commissione ha trovato consenso bipartisan, e prevede di consentire, in deroga al divieto contenuto nell’articolo 5 del Codice civile, di «disporre a titolo gratuito di parti del polmone, pancreas e intestino al fine esclusivo di trapianto tra persone viventi», che risponderà alle stessa disciplina regolamentata per i trapianti di fegato e rene tra viventi, prevedendo l’entrata in vigore della legge il giorno seguente la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Una legge che sarà utile, chiarisce Nanni Costa, in casi specifici e nell’ordine di poche decine l’anno, come nei ragazzi affetti da fibrosi cistica per il polmone, alcune gravi insufficiente intestinali «per cause non neoplastiche» o, per il trapianto parziale di pancreas, per quei diabetici «che non si possono trattare con l’insulina e che per qualche complicata ragione non hanno potuto ricevere un pancreas da cadavere». Di questi ultimi interventi «ne facciamo circa 60-80 l’anno». Bene dunque che «si aggiungano altri strumenti» per intervenire. Diversi centri italiani già autorizzati per lo stesso tipo di trapianto da cadavere (ad esempio sono 5 quelli autorizzati per il trapianto di intestino, di cui solo 3 hanno già iniziato l’attività) sarebbero comunque già «pronti», assicura Nanni Costa, a iniziare con la nuova modalità. «Va detto» puntualizza però «che dopo il via libera a una legge di questo genere sarà necessaria l’emanazione di un regolamento applicativo da parte del Consiglio superiore di sanità e del ministero, così come avvenuto per il trapianto di rene tra viventi».(fonte famacista33)

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Uso antibiotici e insufficienza renale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

il comunicato stampa congiunto tra Università di Parma e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma relativo alla prima edizione del corso “Il corretto uso degli antibiotici nell’insufficienza renale: dalla teoria alla pratica”, organizzato dalla Unità Operativa Complessa di Clinica e Immunologia Medica (responsabile Prof. Enrico Fiaccadori) e dalla Struttura Semplice Trapianti Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma (responsabile Dott. Umberto Maggiore), che si è tenuto lo scorso 18 novembre presso il Centro Congressi dello Starhotel Du Parc di Parma.Si tratta di un argomento particolarmente complesso, che normalmente non trova ampio spazio nei congressi delle singole discipline specialistiche: per questo il corso ha avuto un’impostazione fortemente interdisciplinare, e oltre ai clinici ha visto la partecipazione anche di eminenti farmacologi.
L’evento scientifico è stato impostato con le caratteristiche di un corso a carattere teorico-pratico al quale hanno contribuito esperti di insufficienza renale acuta e cronica, antibioticoterapia e farmacologia clinica. Durante la mattinata sono state approfondite le differenti modalità di dialisi (rene artificiale) nel paziente con insufficienza renale acuta e cronica e le possibili conseguenze sulla gestione della terapia antibiotica (Prof. E. Fiaccadori), i nuovi antibiotici e i microrganismi patogeni emergenti, soprattutto in terapia intensiva (Dott. G. Foti del Policlinico di Monza), i principi generali della terapia antibiotica e i meccanismi d’azione di alcuni antibiotici più recenti, mirati a germi multi resistenti (Proff. Scaglione e Cattaneo dell’Università di Milano) e i principi teorico-pratici sull’uso degli antibiotici nei pazienti con insufficienza renale (Dr. U. Maggiore). Le sessioni del pomeriggio sono state dedicate alla presentazione e discussione di casi clinici ad elevata complessità (Dott.ssa Parenti di Parma e Dott. S. Morabito, nefrologo del Policlinico di Roma). Le presentazioni e la discussione tra i vari specialisti hanno consentito di analizzare i numerosi problemi legati alla terapia antibiotica nell’insufficienza renale, e di individuare possibili soluzioni a riguardo, con particolare riferimento all’utilizzazione degli antibiotici più recenti in un gruppo di pazienti con problemi clinici estremamente specifici e ad elevata complessità. E’ stato ribadito il ruolo fondamentale della collaborazione tra nefrologi, infettivologi e intensivisti, individuando anche il farmacologo clinico come fondamentale supporto nella prescrizione e nello studio degli antibiotici nell’insufficienza renale. Nelle intenzioni degli organizzatori il corso sarà ripetuto in futuro sempre a Parma, che potrebbe quindi diventare sede prestigiosa di questo importante appuntamento. Al corso è stato concesso il patrocinio di importanti Società Mediche Nazionali, quali la Società Italiana di Nefrologia e la Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, oltre che della Scuola di Specializzazione di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Università di Parma, diretta dal Prof. Guido Fanelli.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Biotecnologia: pancreas artificiale e cura del diabete di tipo 1

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2011

FDA outlines flexible approaches for artificial pancreas system clinical trials, product approvalsL’FDA (l’ente statunitense per il controllo sui farmaci e gli alimenti) delinea approcci flessibili per la sperimentazione del “pancreas artificiale” Agency provides options for device designs and studies Passi importanti per la regolamentazione della cura del diabete di tipo 1 arrivano dagli USA. Lo segnala Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”.
L’FDA, The US Food and Drug Administration today issued draft guidance designed to help investigators and manufacturers as they develop and seek approval for artificial pancreas device systems to treat type 1 diabetes.l’agenzia federale statunitense per il controllo sui farmaci e gli alimenti, nella giornata di ieri ha individuato le linee guida di indirizzo per i ricercatori e produttori relative allo sviluppo e alle richieste di approvazione per i sistemi di “pancreas artificiale” utili per il trattamento di una malattia che coinvolge milioni di persone nel mondo.
To facilitate development of this novel product in an evolving area, the draft guidance provides flexible recommendations for design and testing that meet statutory requirements for safety and effectiveness.Per facilitare lo sviluppo di questo nuovo dispositivo in un settore in continua evoluzione, il progetto di orientamento offre suggerimenti flessibili per la progettazione e la sperimentazione in grado di soddisfare i requisiti di legge relativi alla sicurezza e l’efficacia.
For example, the draft guidance provides for flexibility in choice of study endpoints, number of patients to be studied and the length of the clinical trial. “The FDA is focused on improving the process for the study and approval of artificial pancreas systems, and developed this guidance to provide maximum flexibility to manufacturers seeking to bring this device to US patients,” said Jeffrey Shuren, MD, director of the FDA’s Center for Devices and Radiological Health.L’FDA con quest’azione dimostra così particolare attenzione al miglioramento ed a un’accelerazione del processo per lo studio e l’approvazione di sistemi di pancreas artificiale, avendo realizzato queste linee guida per offrire la massima flessibilità ai produttori che cercano di introdurre questo nuovo dispositivo per i pazienti degli Stati Uniti ed avendo compreso come questo prodotto potrebbe cambiare la vita di milioni di americani affetti da diabete.
Il Type 1 diabetes is a serious, chronic condition in which the pancreas produces little or no insulin, a hormone needed to properly control blood glucose (sugar) levels.diabete di tipo 1 è una grave malattia cronica a causa della quale il pancreas o non produce o la produce in maniera insufficiente insulina, un ormone necessario per il controllo dei livelli di glicemia (zucchero) nel sangue. People with type 1 diabetes must monitor their blood sugar using a glucose meter throughout the day, calculating how much insulin is needed to lower their blood glucose levels, and administering the necessary dose using a syringe or insulin pump to deliver insulin into subcutaneous tissue.Le persone affette da diabete di tipo 1 devono monitorare costantemente la glicemia utilizzando un misuratore di glucosio nel corso della giornata, calcolando la quantità di insulina necessaria per abbassare i loro livelli di glucosio nel sangue ed utilizzando una siringa per somministrarla nel tessuto sottocutaneo.
An artificial pancreas system does not involve synthetic or artificial tissue or organs.Il sistema di pancreas artificiale non coinvolge né tessuti sintetici o artificiali né nuovi organi da trapiantare, ma Instead, it combines two medical devices, an insulin pump and a continuous glucose monitor or CGM that receives information on glucose levels from a sensor placed under the patient’s skin.combina due dispositivi medici, una pompa di insulina ed un chip CGM che attraverso un sensore posto sotto la pelle del paziente monitora continuamente i livelli di glucosio nel sangue. The pump and CGM work together, monitoring the body’s glucose levels and automatically pumping appropriate doses of insulin as determined by a computer algorithm.La pompa e il CGM lavorano in sinergia attraverso il monitoraggio dei livelli di glucosio del corpo e l’automatico pompaggio di dosi appropriate di insulina come determinato da un algoritmo informatico.
While not a cure, an artificial pancreas could reduce dangerous high and low blood sugars, providing a better quality of life for those with diabetes and lowering the risk for future diabetes-related complications.Pur non essendo una vera e propria cura definitiva, il “pancreas artificiale” potrebbe ridurre i pericolosi picchi di glicemia alta e bassa, offrendo una migliore qualità della vita per le persone con diabete e riducendo il rischio per le complicazioni future legate al diabete.
The guidance recommends a three-phase clinical study progression so that studies may move to an outpatient setting as quickly as possible.La guida raccomanda tre fasi di progressione degli studi clinici in modo che si possa passare a un ambiente ambulatoriale il più velocemente possibile. To further streamline clinical studies, the guidance suggests ways sponsors may leverage existing safety and effectiveness data for components that may make up an artificial pancreas system, as well as data gathered from clinical studies conducted outside of the USPer snellire ulteriormente la fase di ricerca, i nuovi protocolli della FDA, danno ampio rilievo alla sicurezza dei dati esistenti e quelli relativi all’efficacia dei componenti del sistema del pancreas artificiale, nonché i dati raccolti dagli studi clinici condotti al di fuori degli Stati Uniti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »