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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

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Gli italiani non sognano più: ora l’auto più cercata è anche la più venduta

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Se il primo semestre del 2019 ha messo alla prova il mercato dell’auto in Italia, nel cercare l’automobile nuova gli italiani hanno puntato a vetture che conoscono bene e, per la prima volta negli ultimi tre anni, l’auto più cercata è stata anche quella più venduta: la Fiat Panda risulta in vetta sia alla classifica delle auto più immatricolate sia in quella delle più ricercate e configurate sul web. A dirlo è l’Osservatorio sulla ricerca dell’auto online del portale DriveK – leader in Europa per la scelta e la configurazione di veicoli nuovi.Battuti i SUV, che nelle rilevazioni precedenti rappresentavano il sogno degli italiani, a favore di veicoli di segmento inferiore. Le esigenze di risparmio vincono anche sulla sicurezza alla guida: 4 delle 10 auto più configurate non sono dotate di sistemi avanzati di sicurezza alla guida.Gli automobilisti italiani sono sempre più interessati ad alternative più rispettose dell’ambiente: le ricerche di auto ibride rappresentano ben il 9,2% del totale e quelle di auto elettriche il 7,8%. Il trend green è in ascesa, anche se non è ancora evidente sul piano delle vendite – nello stesso periodo le immatricolazioni di auto ibride rappresentavano il 5,3% del totale e quelle di auto elettriche solo lo 0,50%.

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Square Panda™ and Andre Agassi Announce Readvolution: a Groundbreaking Dyslexia Assessment Initiative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Square Panda and Andre Agassi today announced Readvolution, a new initiative by the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation that aims to drive innovation in dyslexia assessment and intervention. Readvolution plans to engage scientists from the University of California, San Francisco (UCSF) Weill Institute for Neurosciences to produce the first scientifically validated technology for scalable universal screening of dyslexia. The initiative will foster innovation in neuroscience research to create new educational tools for dyslexia assessment and intervention with the goal of providing each child access to high-quality education.
Dyslexia is a specific learning difference in reading with neurobiological origin that affects as much as 17 percent of all children in the United States1. While early intervention is known to be highly effective, dyslexia often goes undetected until late elementary school years when effectiveness of intervention is greatly reduced. Specifically, research has shown that each year of delay in assessment can reduce the effectiveness of evidence-based quality reading intervention by as much as 50 percent. In an effort to intervene and provide every child with the opportunity to succeed, Andre Agassi has formed the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation to help fund the research and development of early literacy apps led by UCSF scientists. The Foundation’s mission is to maximize learning success in early childhood in an effort to tackle disparities through innovation in the neuroscience of learning. Together the parties will apply the latest scientifically proven assessments and interventions to empower every dyslexic child, regardless of their socio-economic status, language background or access to education, to achieve their true potential.Square Panda, a Silicon Valley-based educational technology company and maker of an award-winning phonics learning system, is the first corporate partner of the Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation. Square Panda will donate 10 percent of the proceeds from sales of its multisensory learning system to the effort. As the initiative scales, it seeks additional support from industry leaders to further expand the relevant neuroscience research and create increasingly better tools for assessment and intervention.
The Andre Agassi Early Childhood Neuroscience Foundation, an effort conceptualized by Agassi and Square Panda, will be housed in Silicon Valley and focused exclusively on the work being advanced at the UCSF Weill Institute for Neurosciences, in collaboration with other future institutional partners, to bring the effort to life. As children engage with the apps during testing, the data will be utilized to further optimize dyslexia assessment. The goal is to provide appropriate interventions to each child as early as possible and prevent a lifetime of consequences associated with reading failure. These include low self-esteem, depression and anxiety around the ability to learn and succeed.

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Gli Italiani sognano il SUV… ma comprano la Panda

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

auto bondSecondo l’Osservatorio sulla ricerca dell’auto online del portale DriveK, leader in Europa per la scelta e la configurazione di veicoli nuovi, gli italiani che cercano sul web quale veicolo acquistare pensano ad auto di grandi volumi, ben più elevati di quelli che poi vanno a comprare. Se l’auto più immatricolata del primo semestre 2017 è stata la Fiat Panda, quella più configurata sul web è stata la “cugina” Jeep Renegade. Ma non è tutto: 7 su 10 dei modelli più richiesti sul web sono stati Sport Utility Vehicle o Crossover.
L’indagine, svolta su un campione di centomila ricerche organiche che gli Italiani hanno effettuato nel primo semestre dell’anno, ha fatto scoprire che Jeep Renegade è prima in classifica, mentre a stretto giro troviamo Fiat 500L e Dacia Duster. A seguire, veicoli che si sono fatti notare nel 2017, con nuove edizioni immesse sul mercato, come Peugeot 3008, Renault Captur e Ford Ecosport. Nissan Qashqai – uno dei SUV più venduti in Europa – è solo settima, seguita da tre amatissime auto dalle dimensioni contenute che, non a caso, sono le uniche a essere presenti anche nella classifica dei veicoli più immatricolati: parliamo di Fiat Panda, Ford Fiesta e Fiat 500, che da sole però non raccolgono più del 6% delle ricerche sul web.
Capitolo prezzi: un italiano su due punta ad acquistare un veicolo il cui prezzo di listino oscilla tra i 20 e i 30.000 euro (46,2%). Segue la fascia di prezzo compresa tra i 30 e i 40.000 euro (14,6%) e, a strettissimo giro, quella compresa tra i 15 e i 20.000 euro (14,3%).

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La produzione della Panda in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

La proposta della Fiat di riportare la produzione della Panda in Italia, e per di più a Pomigliano d’Arco, non può che avere un giudizio positivo, e non vi sono dubbi che la stragrande maggioranza degli Italiani la giudichi con favore Nel contesto dell’attualità di oggi, nel panorama generale del mondo globalizzato, non è facile trovare un produttore di auto disposto ad investire nel nostro Paese, in particolare in una delle regioni dove la produttività è ritenuta per un insieme di ragioni obiettive molto basse, e dove le normative sui diritti dei lavoratori superano in alcuni istituti di garanzia quello dei Paesi industrialmente più sviluppati. Chi scrive queste note ha avuto a suo tempo modo di toccare con mano i problemi a cui si trovarono di fronte i dirigenti del nascente stabilimento dell’Alfa Sud, e non credo che le cose siano poi cambiate di molto.  Ma ciò che intendo mettere in evidenza in questa circostanza è l’indubbia perdita di potere del Sindacato. Chi ha memoria storica dello sviluppo del sindacalismo in Italia non può fare a meno di rilevare nella proposta Fiat contenuti che trenta anni fa sarebbero stati considerati offensivi per l’intero movimento sindacale operaio, nonché improponibili sul piano politico. Una proposta come questa avrebbe scatenato un pandemonio, per non dire una guerra civile. In primo luogo il modo di porre l’alternativa: “o prendere o lasciare”. E poi lo scambio con garanzie che vanno ad intaccare il diritto di sciopero e altri diritti civili che ormai fanno parte del bagaglio da tempo considerato “inalienabile” Attenzione, non ne sto facendo una questione di merito, non intendo disquisire, una volta di più, se queste condizioni siano o no giuste sul piano di un corretto rapporto di lavoro, ma solo constatare che la proposta contiene obblighi della controparte che costituiscono una regressione rispetto a quanto ormai entrato storicamente nel novero delle conquiste sindacali degli anni passati.  E’ lecito allora chiedersi quali sia la causa che ha provocato tali cambiamenti, e la risposta non può che essere una: la causa determinante si identifica in una sola parola, globalizzazione, non solo delle vendite, ma di tutto il mondo produttivo. Mentre negli anni Sessanta e Settanta la Fiat produceva in Italia la maggior parte dei propri modelli, ed era perciò costretta a subire il ricatto contrattuale da parte del sindacato, ora le parti si sono invertite. La produzione della Fiat è diventata internazionale e solo una piccola parte è concentrata nel Paese di origine. Questa realtà permette non solo di confrontare i diversi stabilimenti sul piano dei costi e della qualità, ma di operare delle scelte strategiche in alternativa tra loro, e di creare condizioni contrattuali con il sindacato in una logica di mercato. Ad esso si è accompagnata nel nostro Paese, negli ultimi trent’anni, un’altra importante trasformazione industriale, un lungo ed inarrestabile processo che gradualmente ha finito per rinsecchire le grandi aziende a favore di una miriade di nuove piccole imprese, nella maggior parte dei casi fondate da fuoriusciti dalla casa madre. La polverizzazione delle imprese e del processo produttivo rende più difficoltoso il controllo delle masse lavoratrici, anche e soprattutto perché il comportamento dei lavoratori cambia radicalmente nel momento in cui, come è possibile in una piccola unità produttiva, essi possono in qualche modo partecipare da vicino alla vita dell’impresa. Tomaso Freddi, consulente d’impresa in sintesi da J Buon Giorno Impresa)

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