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Posts Tagged ‘pandemia’

Covid-19, ecco come la salute cardiovascolare è peggiorata con la pandemia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Secondo i risultati di una metanalisi pubblicata sull’European Heart Journal, la pandemia di COVID-19 ha prodotto un sostanziale danno a carico della salute cardiovascolare globale con tassi di gravità più o meno accentuati a seconda del reddito del Paese interessato.«In altri termini, gli ospedali di tutto il mondo hanno registrato un calo del 22% dei ricoveri di persone colpite da un infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), in cui una delle coronarie è completamente ostruita. Viceversa, è diminuito del 34% il numero dei ricoverati per infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI), provocato da un’ostruzione coronarica parziale» spiega Ramesh Nadarajah del Leeds Institute for Cardiovascular and Metabolic Medicine all’Università di Leeds (Regno Unito) e primo firmatario del lavoro, sottolineando che il calo dei pazienti non dipende da una riduzione dell’incidenza di attacchi cardiaci, bensì da un minor numero di persone che si recano in ospedale per essere curate. Affluenza tanto minore quanto più basso è il reddito degli Stati colpiti dalla pandemia.«Le precedenti revisioni sistematiche dell’impatto della pandemia di COVID-19 sulla salute cardiovascolare hanno fornito una panoramica incompleta, in quanto alcune mirate ai ricoveri e altre a condizioni cardiache specifiche» afferma l’autore, che assieme ai colleghi ha provato a quantificare globalmente gli effetti cardiovascolari della pandemia sugli accessi ospedalieri, sul trattamento e sulla prognosi in termini di regione geografica, reddito nazionale e decorso temporale della pandemia. «La terapia in caso di infarto è l’angioplastica, e in molti paesi a basso e medio reddito si è verificato un netto calo di tali procedure, attuate solo nel 73% dei casi di STEMI e nel 69% dei casi di NSTEMI» riprende Nadarajah. Ma non solo: a livello globale si è registrato un calo del 34% delle operazioni cardiochirurgiche. E ancora, rispetto al periodo pre-pandemia sono stati posizionati poco più del 51% dei dispositivi impiantabili. Infine, tra i ricoverati negli ospedali di tutto il mondo per infarto o scompenso cardiaco, il numero di decessi è aumentato del 17%.«A tale proposito è importante sottolineare che gli studi svolti nel Regno Unito durante la fase iniziale della pandemia hanno rivelato un effetto di spostamento dei decessi: un numero maggiore di persone moriva per eventi coronarici acuti a casa, con una percentuale del 31% invece dell’atteso 24%» concludono gli autori, secondo i quali l’impatto del COVID sulla salute cardiovascolare globale avrà ricadute per diversi anni.

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Dopo la pandemia, gli italiani hanno voglia di cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

A partire dal lavoro, che deve essere più compatibile con le esigenze di vita personale e più appagante sotto il profilo professionale ed economico. Stando all’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro dal titolo “Italiani e lavoro nell’anno della transizione”, condotta in collaborazione con SWG, più della metà dei lavoratori del Belpaese (55%) vuole cambiare lavoro, perché insoddisfatto dell’occupazione attuale e il 15% è alla ricerca di una nuova occupazione. Salari bassi e scarsa crescita professionale alla base dell’insoddisfazione. Ma anche la ricerca di un maggior benessere personale. Decisivo, in tal senso, lo smart working: modalità promossa a pieni voti dall’84,2% dei lavoratori “agili”. “Rivoluzione tecnologica e smart working – afferma Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro – stanno cambiando i modelli organizzativi e definendo un nuovo approccio verso il lavoro. Lo smart working è una modalità che ben concilia il lavoro con la vita privata, ma va ben strutturato perché diventi un’opportunità per il futuro”.

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Come la pandemia ha trasformato il mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2022

Con l’inizio di maggio si è fatto un nuovo importante passo verso il ritorno alla normalità, un altro step nella road map che, lentamente, ci accompagnerà fino al momento in cui si lasceranno definitivamente alle spalle mascherine e Green pass. Il Covid-19 in quel momento resterà solo un terribile ricordo. Ma non si può certo dire che il mondo tornerà a essere realmente quello di prima: una pandemia come quella che abbiamo vissuto non può non lasciare sul campo cambiamenti importanti. Non tutti negativi, peraltro. Si pensi all’evoluzione conosciuta dal mondo del lavoro, oggi così diverso sotto molti aspetti rispetto a quello di fine 2019.Mentre il mondo del lavoro sta vivendo la contro-migrazione verso gli uffici al rientrare dell’emergenza sanitaria, quindi, si allarga il fronte dei lavoratori desiderosi di mantenere lo smart working nella propria vita professionale: «è ormai normale, nei colloqui conoscitivi, incontrare professionisti dei più diversi settori e con le più differenti esperienze professionali porre come prerequisito fondamentale la possibilità di lavorare in smart working. Nello specifico, la maggior parte dei candidati punta a uno o due giorni di lavoro in agilità alla settimana, per meglio equilibrare sfera professionale e personale».Non si parla però solo di smart working: la pandemia ha cambiato in modo diretto e indiretto anche altri aspetti del mondo del lavoro. «Da una parte il Covid-19 ha portato le aziende a cercare qualcosa di diverso nei propri nuovi assunti, con la consapevolezza di vivere in uno scenario in cui la situazione lavorativa può cambiare da un momento e l’altro: per questo cerchiamo con maggiore frequenza agilità e flessibilità mentale. Dall’altra la pandemia ha portato i dipendenti a focalizzarsi maggiormente sull’importanza del proprio benessere fisico e psicologico. In generale, le persone sono meno disposte a fare dei compromessi su questi aspetti, e il significativo aumento di dimissioni volontarie che hanno avuto luogo anche in Italia lo dimostra».A dimostrare che la Great Resignation non è unicamente un fenomeno americano c’è per esempio una recente indagine Aidp, l’Associazione italiana per la direzione del personale, effettuata su 850 rispondenti tra direttori del personale e aziende, la quale dice che il 75% delle aziende italiane ha già avuto a che fare con un aumento delle dimissioni volontarie, in particolar modo per quanto riguarda le aree di informatica, marketing e produzione.«L’aumento delle dimissioni è in linea con la volontà via via più forte dei dipendenti di avere un lavoro quanto più possibile ideale: si mira a posti in cui sia possibile fare davvero la differenza, in cui ci si possa sentire un elemento integrante e indispensabile», continua la Adami.Come spiega l’head hunter, nel caso dei lavoratori più giovani ci sono ulteriori aspetti da prendere in considerazione: «per i Millennial è particolarmente importante il tema della formazione continua in azienda, con la possibilità di crescere, di imparare e di fare carriera, che finisce per superare per importanza il fattore stipendio.Non va poi sottovalutato il fatto che i giovani sono sempre meno disposti a lavorare per realtà che non rispecchiano i loro valori: anche questo punto deve essere tenuto in grande considerazione per non vedere calare inesorabilmente le candidature in risposta ai propri annunci di lavoro».

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Bill Gates’s plan to prevent the next pandemic

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

According to new estimates from the World Health Organisation this week, the covid-19 pandemic led to nearly 15m excess deaths between 2020 and 2021. The tally from countries’ official statistics stands at just 5.4m. The Economist’s own model projects that covid caused about 18m excess deaths in the same period.Bill Gates’s career-switch from entrepreneur and philanthropist to crusading author is developing nicely. It is just over a year since he published “How to Avoid a Climate Disaster”. Now Mr Gates is back with “How to Prevent the Next Pandemic”. Our Babbage podcast on science and technology features an interview with Mr Gates on his views on stopping new pathogens from becoming health emergencies. In the Culture section of the weekly edition, we explain why his proposals are worth exploring. In Britain people in care homes suffered disproportionately from covid measures. Residents went for weeks or months without seeing loved ones. Many died alone. As vaccination rates have climbed, deaths from covid have fallen, but as we report in our Britain section, life in care homes is still full of restrictions. Zanny Minton Beddoes Editor-in-chief The Economist

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Salute mentale, diabete e pandemia: al via il progetto “Non solo Covid”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2022

La pandemia da Covid-19 ha messo a dura a prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale, mettendone in luce limiti e criticità; nello stesso tempo, però, ha determinato proficue riflessioni sia per quanto riguarda la dialettica ospedale – territorio che per la gestione di alcune patologie. Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria emerge, infatti, un’importante riduzione della presa in carico del paziente cronico: in particolare, la salute mentale e le malattie metaboliche sono gli ambiti che maggiormente hanno subìto una crisi assistenziale, registrando un significativo calo delle prestazioni territoriali. Allo scopo di analizzare le principali conseguenze della pandemia sulla gestione del paziente affetto da disturbi mentali o da diabete mellito e acquisire elementi pragmatici di tipo comportamentale nel campo delle cure primarie, la Scuola Veneta di Medicina Generale (SVEMG), con il contributo incondizionato di EG – STADA, ha dato vita al progetto “Non solo Covid”: 7 eventi live trasmessi sulla piattaforma Radiowebcureprimarie – https://radiowebcureprimarie.org/ – in cui saranno trattati singolarmente temi correlati alla Mental Health e al diabete grazie al contributo di Medici di Medicina Generale, farmacisti, psichiatri e diabetologi. Il ciclo di dirette ha avuto inizio mercoledì 30 marzo, alle ore 21: nel primo appuntamento in cui si è parlato di depressione come esito del disagio pandemico e si confronteranno il dottor Moreno De Rossi, Direttore UOC Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura – AULSS 3 Serenissima, il dottor Umberto De Conto, Medico di Medicina Generale – AULSS 2 Marca Trevigiana, e la Dottoressa Giulia Giovannetti, farmacista di Vicenza. Gli eventi seguiranno il seguente calendario: Il binge eating e i disturbi dell’alimentazione – 11 maggio, dalle 21 alle 21.45 1) I disturbi della personalità – 15 giugno, dalle 21 alle 21.45 2) Riprendere il collegamento tra medico di famiglia e diabetologo per riallineare l’assistenza al paziente diabetico – 14 settembre, dalle 21 alle 22.15 3) Diabete e complicanze: cosa e come recuperare? – 12 ottobre, dalle 21 alle 21.45 4) Il monitoraggio dei farmaci ai pazienti diabetici e le nuove opportunità – 16 novembre, dalle 21 alle 21.45 “La Scuola Veneta di Medicina Generale, tra le finalità definite nello Statuto, ha quella di promuovere la formazione sugli aspetti più rilevanti della presa in carico, in particolare dei pazienti con cronicità. Due anni di pandemia Covid-19 hanno ingigantito, ed esasperato, alcuni aspetti dell’assistenza sanitaria, sia ospedaliera che territoriale, già in difficoltà. Le conseguenze riguardano prevalentemente la continuità del controllo delle patologie croniche, compito prevalente per la Medicina Generale, mettendone in risalto alcune tra cui quelle oggetto del ciclo di trasmissioni realizzate dalla SVEMG con ‘radiowebcureprimarie’ (RWCP)”, spiega Bruno Franco Novelletto, Presidente e Direttore della Divisione Formazione e Ricerca della Scuola Veneta di Medicina Generale.

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Bill Gates: Come prevenire la prossima pandemia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. La pandemia da COVID-19 non è ancora finita, ma i governi di tutto il mondo, nonostante gli sforzi per lasciarsela alle spalle, iniziano a pensare a cosa accadrà in futuro. Come possiamo impedire che una nuova pandemia uccida milioni di persone e distrugga l’economia mondiale? Possiamo anche solo sperare di riuscirci? Bill Gates crede di sì, e in questo libro espone in modo chiaro e convincente ciò che il mondo avrebbe dovuto imparare da COVID-19 e cosa possiamo fare per scongiurare un altro disastro come questo. Basandosi sulle competenze condivise dai massimi esperti mondiali e sulla propria esperienza nella lotta contro le malattie mortali tramite la Fondazione Gates, ci aiuta a capire innanzitutto le malattie infettive dal punto di vista scientifico. Poi, ci mostra come le nazioni di tutto il mondo, lavorando in sinergia tra loro insieme al settore privato, siano in grado non solo di scongiurare un’altra catastrofe simile al COVID, ma anche di sconfiggere definitivamente tutte le malattie respiratorie, compresa l’influenza. Un chiaro appello dunque – forte, esaustivo e di capitale importanza – da uno dei più grandi e incisivi pensatori e attivisti del nostro tempo.

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Covid: le persone sono diventate più sole con la pandemia?

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2022

Durante i due anni dallo scoppio della pandemia, molte persone hanno dovuto vivere situazioni all’insegna della profonda solitudine. Alcuni studi su un tema così delicato sottolineano quanto uno stato d’animo del genere si sia accentuato nel corso di un periodo così complicato. Un’analisi effettuata nel mese di gennaio del 2021 non aveva riscontrato particolari cambiamenti significativi sui rapporti sociali tra le persone, ma la situazione è variata con il passare del tempo.Gli ultimi dati relativi alle condizioni psicologiche delle persone durante gli ultimi due anni all’insegna della pandemia hanno rilevato che le persone sono state alle prese con un sostanziale incremento della solitudine, seppur con cifre contenute. I dati, che presto saranno di dominio pubblico e pubblicati su American Psychologist, sono stati presi intervistando oltre 200 mila persone dalle età differenti, provenienti da ogni angolo del globo. Alcuni soggetti modificavano in misura sensibile i parametri, dato che la loro sensazione di solitudine era molto evidente. In tali casi, il vuoto era cresciuto in maniera esponenziale, con un calo sostanziale della felicità. Altre persone prese a campione, invece, non hanno segnalato alcun cambiamento nella loro quotidianità.Alcune ricerche effettuate già prima della pandemia hanno riscontrato che la capacità umana nelle relazioni sociali sia stata ampiamente compromessa da fattori che non hanno nulla a che fare con ciò che è accaduto nel corso degli ultimi due anni. Una consapevolezza simile, acquisita grazie al lavoro dei ricercatori, rivela comunque un insieme di dati alquanto allarmanti.Cosa si può fare per evitare che la situazione possa peggiorare in misura notevole? Per farlo, è sufficiente seguire alcune piccole raccomandazioni fatte dagli esperti del portale Psicologi Online (www.psicologionline.net) su come sia possibile migliorare la connessione tra le varie persone, con la prospettiva di sentirsi molto meno soli.Anche nelle scuole chi vuole può ottenere notevoli risultati, cercando di far stringere rapporti più sereni e consapevoli tra i singoli studenti. Ogni insegnante dovrebbe rendere i rapporti tra i ragazzi come una vera priorità. A tal proposito, è essenziale strutturare al meglio l’intero lavoro scolastico, affinché si riesca a sviluppare fino in fondo una connessione emotiva tra i vari alunni. Un discorso analogo è valido per quanto concerne i singoli cittadini. In questo caso, si può pensare ad appositi spazi condivisi, nei quali le persone possono ritrovarsi e coinvolgere la comunità in lavori portati avanti in massima collaborazione.” “Parlando del posto di lavoro, i datori e i dirigenti dovrebbero iniziare a pensare in maniera intensiva al benessere psicologico dei loro dipendenti. Per esempio, possono premiare quei dipendenti capaci di soccorrere i colleghi in difficoltà, o comunque importanti per il rafforzamento di un team aziendale. I manager possono favorire le giuste condizioni per dar vita a un posto di lavoro dalla maggiore connessione fisica, semplificando i rapporti tra dipendenti e collaboratori”, concludono gli esperti del portale psicologionline.net. Nonostante i dati siano abbastanza chiari sull’aumento della solitudine, dovuto anche ai postumi di una pandemia senza fine, sta a tutti noi cambiare la situazione nel nostro piccolo. Dovremmo compiere alcuni piccoli passi, giorno dopo giorno, nella direzione giusta. Porsi più dolcemente verso il prossimo può fare la differenza. In questo modo, riusciremo a invertire questo trend negativo. Tutti insieme possiamo essere molto più forti di qualsiasi avvenimento storico.

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Durante la pandemia è cresciuta la pirateria nel mondo del libro

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2022

Durante la pandemia è cresciuto in Italia il fenomeno della pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri: in base alla seconda analisi commissionata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) all’istituto di ricerca Ipsos, nel 2021 si sono compiuti 322.000 atti di pirateria al giorno, in crescita del 5% rispetto al 2019 (tutti i materiali e la nota informativa disponibili sul sito di AIE). Dopo la prima edizione del 2019, la ricerca di Ipsos, presentata durante un incontro organizzato da Gli Editori – l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) – ha raffinato il sistema di calcolo del giro d’affari sottratto al mercato legale: la pirateria priva il mondo del libro di 771 milioni di euro di fatturato, pari al 31% del valore complessivo del mercato al netto di editoria scolastica ed export (i valori, visto il cambio del metodo di calcolo, non sono paragonabili con quelli del 2019). Per il sistema Paese, conteggiando quindi anche le attività collegate a partire dalla logistica, i servizi e altro ancora, questo si traduce in una perdita di 1,88 miliardi di fatturato e un mancato gettito fiscale di 322 milioni di euro. La filiera del libro perde 5.400 posti di lavoro, che diventano 13.100 con l’indotto. Il fenomeno coinvolge più di un italiano su tre sopra i 15 anni (il 35%), il 56% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) e l’81% degli studenti universitari (la sintesi è in allegato).Per questo Gli Editori chiedono al governo di intervenire: “Leggere, ascoltare o addirittura distribuire libri e audiolibri piratati significa contribuire a un fenomeno che toglie risorse economiche e posti di lavoro all’editoria, introiti fiscali allo Stato e che riduce le opportunità per i giovani creativi di poter vivere del loro lavoro grazie ai diritti d’autore” ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi. “Le persone ne devono essere coscienti, e consapevoli che possono essere chiamate a rispondere per gli atti illeciti che compiono: su questo serve l’impegno delle istituzioni. La pirateria colpisce tutte le industrie creative italiane – editoria libraria e periodica, tv, cinema, musica – e laddove si sono avviate efficaci campagne di contrasto, come sugli abbonamenti alle tv a pagamento, i risultati iniziano a farsi vedere”. Ad essere danneggiati sono tutti i settori del mondo editoriale: le vendite perse nel settore della varia (fiction e saggistica) sono pari a 36 milioni di copie l’anno (stampa e digitale), per un mancato fatturato di 423 milioni di euro. Le copie (stampa e digitale) perse nel settore universitario sono 6 milioni, pari a un fatturato di 230 milioni di euro; quelle nel settore professionale – libri a stampa, digitali e banche dati – sono pari a 2,8 milioni di copie, con una perdita a valore di 118 milioni di euro.

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Pandemia e digitalizzazione: “Diamo voce a chi non ha voce”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

Roma online mercoledì 13 aprile 2022 dalle 14,30 alle 17,30 dalla Sede di Roma dell’Associazione CAMMINO-Camera Nazionale Avvocati è organizzato il webinar di CAMMINO per la persona, le relazioni familiari e i minorenni, Presieduta dall’Avv. Maria Giovanna Ruo, nell’ambito del ciclo regionale “Diamo voce a chi non ha voce”. Le voci a cui si vuole dare voce sono quelle dei soggetti più fragili nelle loro difficoltà nel rapportarsi all’amministrazione digitale, soprattutto nel periodo di pandemia quando si sono sommate ad altre difficoltà, per le quali immaginare soluzioni. Nel caso del webinar del 13 aprile prossimo, il focus sarà sulle fasce di popolazione anziana per cui la difficoltà è di tipo oggettivo (mancanza di alfabetizzazione digitale), ma anche sulle fasce di soggetti minori o disabili, in tutela o amministrazione di sostegno, per cui l’ostacolo è tecnico-legale: hanno un tutore o amministratore di sostegno che per legge può agire per loro nome e conto, ma di fatto ne è impedito perché non viene rilasciato lo strumento tecnico necessario (SPID). Su come affrontare problemi che insistono sulla vita quotidiana stessa e sull’esercizio dei diritti individuali di questi soggetti, CAMMINO ha invitato al confronto giudici tutelari e avvocati e, in un ‘ottica di prospettiva, anche rappresentanti di istituzioni ed enti coinvolti per la definizione di possibili soluzioni. Con il coordinamento dell’Avv. Laura Versace, interverranno: l’Avv. Angela Vallerotonda che introdurrà e concluderà il confronto; la Dott.ssa Paola Scorza e il Dott. Gianbattista Biava, Giudici Tutelari del Tribunale Ordinario di Roma IX Sezione, sui possibili interventi dell’autorità giudiziaria per i soggetti fragili in tempo di pandemia e oltre; Il Consigliere regionale Lazio Emiliano Minnucci, che illustrerà la normativa nazionale in tema di amministrazione digitale con un excursus sullo stato dell’arte della regolazione nella Regione Lazio (in attesa di conferma); l’Avv. Celeste Attenni, Presidente di CAMMINO-Roma, su difficoltà operative, vantaggi e problemi della digitalizzazione; l’Avv. Filippo Garroni del Foro di Roma su lo Spid, operatività concreta e regolamenti vari. Interverrà infine sugli aspetti di criticità legati alla privacy l’Avv. Davide Piazzoni, del Direttivo Nazionale di CAMMINO.Il panel di esperti si confronterà dunque su problemi estremamente attuali, che devono essere correttamente portati alla luce e le cui soluzioni non sono più rinviabili, “per garantire – come afferma l’Avv. Celeste Attenni – non solo la tutela dei più vulnerabili come è nella mission di CAMMINO e dei legali ad essa associati, ma più in generale la parità di accesso a tutti agli strumenti più innovativi della Pubblica Amministrazione e non solo, che come tali devono essere messi a disposizione di tutti i cittadini, senza distinzioni”.L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cassino ai fini della formazione professionale. L’iscrizione è obbligatoria sul sito di Cammino: http://www.cammino.org

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Giovani: Dalla pandemia alla guerra

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Covid e adolescenti”, per iniziativa di Scholas Occurrentes in collaborazione con Osservatorio TuttiMedia, è l’evento diffuso in diretta mercoledì scorso nell’anniversario del lockdown, con la guerra entrata nelle case di tutti, con al centro i giovani. Dai rappresentanti delle Istituzioni presenti sostegno e apprezzamento per l’iniziativa: “Il lavoro che stiamo facendo insieme a Scholas attraverso il nostro protocollo sta andando nella giusta direzione, soprattutto in questo momento difficile. Oggi più che mai abbiamo bisogno di solidarietà, vicinanza, condivisione e sostegno, soprattutto per chi è in difficoltà. Credo che il lavoro di istituzioni come Scholas aiuti a guarire le ferite, soprattutto evidenziando il lavoro congiunto con la comunità”, ha affermato il ministro della salute Roberto Speranza.E di un lavoro istituzionale a favore della salute emotiva dei giovani ha parlato anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “C’è una pandemia molto più lunga che dura da 20 anni ed è quella dell’individualismo e del populismo, due termini che fanno saltare la comunità”. Comunità al centro anche per Elena Bonetti, ministra alle Pari Opportunità e Famiglia: “Noi italiani ci siamo mostrati rispettosi per le regole. Code perfettamente silenziose e distanziate fuori dai supermercati, senza la minima protesta. È scattato quel senso di comunità e le famiglie sono state la rete di tutto questo”.Comunità e famiglia, questa volta digitali, nella tavola rotonda moderata da Milly Tucci (Ambassador dell’evento per il volontariato). Come ha sottolineato Costanza Andreini (Public Policy Manager Meta): “Unire comunità ci unisce. Alla Fondazione Scholas Occurrentes lo facciamo dal lato digitale. Il mio è un invito a riflettere sul fatto che usare i social non significa saperli usare. Meta, infatti, investe nella creazione di consapevolezza e cultura perché i ragazzi vanno accompagnati nell’avventura digitale, non solo per proteggerli ma anche per fornire loro le chiavi di lettura dell’online. Take a break, per esempio è un promemoria che invita a non passare troppo tempo sui social, uno strumento ed un invito alla consapevolezza”. Su giovani e digitale anche l’intervento di Martina Colasante (Government Affairs & Public PolicyManager Google) che ha voluto ricordare non senza emozione il contributo determinante del motore di ricerca nella didattica a distanza, che ha permesso ai giovani di continuare a studiare.

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La pandemia ha cambiato l’atteggiamento del 54% degli adolescenti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

(In particolare quelli, che frequentano le scuole superiori) nei confronti del cibo e delle modalità di consumarlo: lo rivela la prima ricerca sul tema, svolta da un team di studio dell’Università Cattolica piacentina insieme ad ANBI Emilia Romagna, CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Consorzio di bonifica di Piacenza. In primis, il maggior tempo trascorso a casa ha favorito il recupero della “socialità” dei pasti: nel 96% dei casi, il desco è tornato ad essere un elemento di aggregazione familiare. Viene inoltre dedicata maggiore attenzione alla salubrità dei prodotti: 2 adolescenti su 3 privilegiano cibi con meno grassi, meno zuccheri, meno sale; si riduce anche la quantità di cibo “ingurgitato” e nel 78% dei casi aumenta anche la propensione all’attività fisica. Altri due aspetti molto interessanti sono la crescente adesione ai principi della dieta mediterranea e la scoperta delle tipicità del territorio, cui oltre il 70% degli intervistati riconosce qualità superiore.“La centralità del cibo, la cui percezione si è rafforzata durante il periodo di pandemia, evidenzia la responsabilità sociale dei Consorzi di bonifica verso la salubrità alimentare, garantita anche attraverso un’irrigazione di qualità, fattore produttivo indispensabile per le agricolture mediterranee. Per questo, abbiamo rinnovato la collaborazione triennale con l’Ateneo piacentino, poichè ricerca ed aggiornamento sono essenziali, così come l’attenzione verso le giovani generazioni – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue).“Il progetto Food Mood – commenta il docente coordinatore dello studio, Edoardo Fornari – offre molteplici opportunità di analisi ed il quadro che emerge – pur permeato da luci ed ombre, fa prevalere le prime sulle seconde.”Due comunque sono gli aspetti negativi più significativi, su cui riflettere: ormai il 25% degli adolescenti non consuma la prima colazione e c’è un consistente aumento del tempo trascorso in compagnia dei soli “device” digitali (smartphone, pc, …), con conseguenti impatti negativi sulla sfera della socialità. Con la collaborazione delle scuole superiori dell’Emilia Romagna, il progetto “Food Mood” porterà avanti, nei prossimi due anni, ulteriori “panel” per verificare, se i cambiamenti ora registrati siano destinati a consolidarsi od a scomparire con il ritorno alla precedente normalità di vita.

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Nuovo libro di Bill Gates: Come prevenire la prossima pandemia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. Il libro evento del 2022. Uscita in contemporanea mondiale il 3 maggio. Le malattie sono sempre esistite tra gli esseri umani, ma non devono trasformarsi in disastri globali. Questo libro parla di come governi, scienziati, aziende e individui possano costruire un sistema in grado di contenere futuri focolai che inevitabilmente si presenteranno affinché non diventino pandemie. Per ovvie ragioni, il momento giusto per farlo è ora. Nessuno che abbia avuto a che fare con il COVID lo dimenticherà mai. Proprio come la Seconda Guerra Mondiale ha cambiato il modo in cui la generazione dei miei genitori ha guardato al mondo, il COVID ha cambiato il modo in cui noi oggi vediamo il mondo. Ma non dobbiamo vivere nella paura di un’altra pandemia. Il mondo può fornire cure di base a tutti ed essere pronto a rispondere e contenere qualsiasi nuova malattia… Capitolo dopo capitolo, questo libro spiega passo per passo cosa dobbiamo fare per essere pronti. Insieme, questi passi si sommano a un piano per eliminare la pandemia come minaccia per l’umanità, riducendo la possibilità che qualcun altro viva in futuro un altro COVID.” “Dopo il suo libro sul clima, Bill Gates ci consegna una nuova importante riflessione. È un invito a non dimenticare quanto abbiamo vissuto in questi due anni, a fare tesoro di quanto abbiamo imparato per evitare di farci trovare nuovamente impreparati. Un libro essenziale per prepararci al futuro con l’unica arma che abbiamo a disposizione: la conoscenza.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo

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Misure economiche adottate in ambito europeo ed internazionale per contrastare la pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2022

La Commissione europea ha comunicato i piani di emissione per coprire il fabbisogno di finanziamenti nell’ambito di NextGenerationEu per il primo semestre del 2022, prevedendo l’emissione, tra gennaio e giugno di quest’anno, di 50 miliardi di euro di obbligazioni comuni a lungo termine, che saranno integrate da buoni dell’UE a breve termine, con queste operazioni l’UE sarà in grado di coprire tutti i pagamenti dovuti a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di tutti gli altri programmi collegati nel corso di tale periodo. Nei giorni scorsi, la Commissione europea e l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale hanno varato il nuovo Fondo per le PMI, che mette a disposizione delle piccole e medie imprese con sede nell’Unione europea dei voucher che serviranno a sostenerle nella tutela dei propri diritti di proprietà intellettuale, nella ripresa dalla pandemia e nelle transizioni verde e digitale per il prossimo triennio. Sempre a sostegno delle PMI, nell’ambito del quadro delle norme UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione ha anche approvato un regime di buoni per un valore complessivo di 610 milioni di euro, per favorire l’accesso delle piccole e medie imprese ai servizi a banda larga ad alta velocità, che consentendo connessioni Internet efficaci rendono possibile la fruizione di servizi e offerte online, limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza. In ambito fiscale, l’informativa segnala due importanti iniziative della Commissione europea. La prima volta a contrastare l’uso improprio di società di comodo a fini fiscali e a garantire che le società che esercitano un’attività economica minima o nulla non possano beneficiare di agevolazioni fiscali e non pesino quindi sui contribuenti. La seconda consiste nella proposta di direttiva che garantisce un’aliquota fiscale effettiva minima per le attività mondiali dei grandi gruppi multinazionali. La proposta rispecchia l’accordo internazionale, concordato tra 137 paesi e stabilisce le modalità di applicazione dei principi dell’aliquota fiscale effettiva del 15% nell’Unione europea, comprende inoltre un insieme comune di norme sul calcolo di tale aliquota, affinché sia applicata con correttezza e coerenza in tutta la UE. Infine, gli ultimi dati pubblicati dalla Banca mondiale mostrano un’economia globale in netta frenata, soprattutto a causa dei timori legati al Covid e alle nuove varianti che gettano più di un’ombra sulla ripresa dell’attività economica. La crescente inflazione, l’aumento del debito e delle disuguaglianze di reddito potrebbero minacciare il rilancio soprattutto nelle economie emergenti e in via di sviluppo, i cui margini di bilancio non consentirebbero l’eventuale erogazione di nuovi sostegni laddove il perdurare della crisi pandemica lo rendesse necessario.

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Sandro Colombi (UILPA): Estendere lo smart-working per combattere la pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

La pre-intesa sul rinnovo del CCNL Funzioni Centrali firmata il 21 dicembre scorso contiene una sezione dedicata alla regolamentazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione. Di fatto, abbiamo riportato sotto l’egida del sistema di relazioni sindacali tutta la disciplina che regola l’organizzazione e lo svolgimento delle forme di lavoro a distanza nelle amministrazioni del nostro comparto.Proprio negli stessi giorni in cui all’ARAN si concludeva la trattativa sul Contratto collettivo nazionale, l’Italia veniva investita da Omicron, l’ultima variante del Covid-19. Un’ondata che sta causando centinaia di migliaia di nuovi contagi e costringe le autorità sanitarie a varare provvedimenti restrittivi per la collettività. Tutto questo mentre gli esperti ci informano che il picco massimo di diffusione di Omicron non è stato ancora raggiunto e nel breve periodo dobbiamo attenderci un peggioramento della situazione. Se così stanno le cose ritengo opportuno che le Amministrazioni dello Stato organizzino il lavoro in modo da ridurre al minimo indispensabile la presenza fisica del personale nelle strutture. Si tratta ovviamente di una soluzione temporanea, già sperimentata con successo e riproponibile oggi con i necessari miglioramenti. A differenza del passato (marzo 2020), oggi le amministrazioni hanno a disposizione strumenti normativi e contrattuali molto più efficaci per gestire con flessibilità e intelligenza l’organizzazione del lavoro da remoto.Penso sia arrivato il momento di lanciare un’iniziativa per rivedere in tutta la Pubblica Amministrazione l’organizzazione del lavoro da remoto, elevando il più possibile il numero di dipendenti coinvolti e delle giornate lavorative rese in modalità agile. Pertanto sarebbe necessario che le amministrazioni emanino al più presto provvedimenti in tal senso, previo confronto con le rappresentanze sindacali. È in gioco la sicurezza dei lavoratori, la salute dell’utenza e l’efficienza dei servizi pubblici. Oggi le amministrazioni sono in condizioni di agire con la massima autonomia. Dipende dalle scelte che si intendono fare per contribuire all’uscita dall’emergenza. Per parte sua la UILPA chiederà l’estensione dello smart working in tutte le sedi di contrattazione integrativa. Poiché si parla tanto di flessibilità organizzativa per cambiare la Pubblica Amministrazione questo è il momento di passare dalle parole ai fatti. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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Scuola: Rientro dalle vacanze e la pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

Si riscontrano oggettive criticità nella gestione dei tracciamenti dei contatti stretti e della complessità delle procedure di comunicazione alle Usca di riferimento. Nella Nota tecnica sono state date indicazioni alle scuole per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico che hanno suscitato tanto clamore tra gli operatori della scuola e, in particolare, tra i referenti scolastici covid19 a tal punto da indurre il Presidente dell’Ancodis Rosolino Cicero a chiedersi se le scuole fossero diventate delle dépendance dei Dipartimenti di prevenzione.Infatti, si legge che “Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o comunque secondo la organizzazione di regione/P.A. o ASL….” e purtroppo, come avevamo previsto – anche sulla base dell’esperienza dello scorso anno scolastico – si sono scaricati sui referenti scolastici covid19 i già ben noti oneri e nuove procedure richieste dai dipartimenti di prevenzione locali che hanno complicato e reso oggettivamente insostenibile il carico di lavoro e le incombenze comunicative “imposte” nell’espletamento nell’incarico tutti i giorni della settimana e anche fuori dall’orario di servizio. Viene richiesto al referente covid di dare la tempestiva comunicazione alle famiglie per l’esecuzione del test T0 e di acquisire dalle stesse famiglie l’esito del T0, di trasmettere i dati anagrafici, i contatti telefonici e gli indirizzi mail di tutti i contatti stretti integrata degli esiti del test T0 e di provvedere tempestivamente a inoltrare i referti dei tamponi eseguiti presso altre strutture convenzionate. Viene, infine, richiesto al referente covid – al fine di assicurare una precisa valutazione globale del gruppo classe – di segnalare con sollecitudine eventuali notizie di nuove positività. Non possiamo non rilevare che la previsione “Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o comunque secondo la organizzazione di regione/P.A. o ASL….” ha portato di fatto ad assegnare ulteriori carichi di lavoro per il Referente scolastico covid! Un carico di lavoro snervante che impone un quotidiano monitoraggio, una reperibilità per l’intero giorno e una responsabilità nella trasmissione di dati sensibili!Nell’ultimo rapporto ISS si rileva che la diffusione della variante Omicron tra i casi totali diagnosticati per il 26% interessa gli under 20. Questo dato induce i referenti scolastici covid a una seria preoccupazione poiché, al rientro dalle vacanze di Natale, avremo una assoluta incertezza sui numeri dei casi che ci attenderanno.“Per questa ragione – afferma Cicero – i referenti scolastici covid iscritti ad Ancodis ritengono la loro condizione di lavoro non più sostenibile; chiedono l’attenzione al Ministro e alle organizzazioni sindacali con l’esplicita denuncia sulle condizioni di lavoro alle quali sono stati e saranno impegnati per l’espletamento dell’incarico. Rivendicano il diritto a un’indennità di reperibilità oltre l’orario di servizio, ad uno specifico riconoscimento contrattuale e una tutela giuridica fino al perdurare dello stato di emergenza e annunciano alla ripresa delle attività didattiche di gennaio – in caso di indifferenza istituzionale – l’intenzione di svolgere l’incarico esclusivamente nei giorni feriali e limitatamente al servizio scolastico in orario antimeridiano”. Ancodis chiede il RISPETTO del lavoro di migliaia di donne e uomini in “trincea” nel contenimento della diffusione del covid dentro le scuole.

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Scuola: Mai così tanti contagi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2021

Raddoppiare lo stanziamento per il personale scolastico assunto a causa dell’emergenza pandemica e permettere in questo modo la conferma di tutti gli insegnanti e Ata Covid, altrimenti in migliaia verranno licenziati tra pochi giorni: lo chiede il sindacato Anief, attraverso uno degli 11 emendamenti presentati dal giovane sindacato per modificare la Legge di Bilancio 2022 approvata poco prima di Natale al Senato ed in procinto di essere votata anche dai deputati di Montecitorio.L’organizzazione sindacale guidata da Marcello Pacifico spiega che, in caso contrario, qualora l’emendamento non passasse, sarebbero garantiti i contratti solo per “20 mila posti di organico docenti e 7.800 posti di organico ata”: viceversa, con la modifica, che prevede una copertura di 400 milioni ulteriori, si garantirebbe la permanenza in servizio per tutto l’anno scolastico di “40 mila unità di personale docente e 15.600 di personale ata, comunque, inferiori agli 80 mila autorizzati l’anno precedente quando i numeri di contagio erano nettamente inferiori”, permettendo anche alle scuole “di valutare l’opzione in caso di numeri incontrollati di contagio di ritornate alla didattica al 50/70%”.

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La Commissione europea presenta il profilo sanitario dell’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

Il rapporto della Commissione Europea sullo stato della salute in Italia nel 2020 evidenzia le difficoltà dovute al Covid-19, ma fa anche notare che il paese ha ora uno dei tassi di vaccinazione più alti in Europa. Il profilo sanitario presentato dalla Commissione, con lo scopo di supportare le scelte decisionali dei responsabili sanitari, parte dal presentare la forte riduzione di oltre un anno dell’aspettativa di vita nel nostro paese dovuta alla pandemia di COVID-19. Nonostante questo, tuttavia, l’Italia continua ad avere uno dei più alti livelli di aspettativa di vita nell’Unione europea (UE), anche se le disuguaglianze geografiche sotto questo aspetto sono significative, con un divario tra regioni meridionali e settentrionali di quasi tre anni. Gli esperti sottolineano che tale differenza dovrebbe ridursi almeno temporaneamente nel 2020, poiché la pandemia ha avuto un impatto maggiore sulle regioni settentrionali. Il documento analizza poi l’onere del cancro in Italia, che è notevole. Nel 2018 sono decedute per cause oncologiche oltre 180.000 persone, più del doppio del numero di decessi per COVID-19 registrato nel 2020. I tassi di screening per il cancro al seno, al collo dell’utero e al colon-retto sono diminuiti di circa il 40-45% nel 2020 a causa della pandemia, e si prevede che questo fatto si tradurrà in un ritardo nella diagnosi.Vengono poi analizzati i fattori di rischio per la salute, tra cui fumo, cattiva alimentazione, inattività fisica e obesità sono i più importanti nel paese. Per quanto riguarda il fumo, in particolare, quasi il 30% dei quindicenni ha riferito di aver fumato nell’ultimo mese, uno dei tassi più alti dell’UE. Tre bambini su dieci di età compresa tra otto e nove anni erano in sovrappeso o obesi nel 2019, con una prevalenza nel sud del paese e nelle famiglie con condizioni socioeconomiche sfavorevoli, e la percentuale di ragazzi e bambini in sovrappeso o obesi è superiore alla media UE.Il rapporto si sofferma poi sulla spesa sanitaria pro capite, che in Italia è stata di 2.525 euro nel 2019, pari all’8,7% del PIL, e quindi inferiore alla media UE del 9,9%. Gli esperti notano che negli ultimi anni è cresciuta molto la parte di spesa sanitaria pagata di tasca propria dalle famiglie, ma notano anche che la spesa pubblica in senso sanitario è aumentata notevolmente in risposta alla pandemia.Per quanto riguarda la gestione di COVID-19, i ricercatori sostengono che, nonostante il sistema sanitario fosse ben sviluppato nelle regioni più colpite, il paese non è stato in grado di appiattire con abbastanza anticipo la curva dei contagi, con conseguente saturazione degli ospedali e crescita dei decessi, per cui in Italia si è verificato uno dei tassi di mortalità più alti per COVID-19 durante la prima ondata della pandemia. La pur ampia serie di misure restrittive messe in atto non è stata in grado di prevenire una seconda ondata della pandemia, anche se l’aumento della capacità dei letti di terapia intensiva e la mobilitazione di operatori sanitari aggiuntivi hanno contribuito a rispondere alle pressioni durante i picchi di pandemia. La mortalità è stata comunque elevata fino alla primavera del 2021, tanto che il tasso di mortalità cumulativo da COVID-19 in Italia ad agosto 2021 era superiore alla media UE di circa il 35%. La campagna vaccinale contro il COVID-19 ha portato il 60% della popolazione totale a essere completamente vaccinato con due dosi o a una situazione equivalente entro agosto 2021, con una percentuale superiore alla media dell’UE. (fonte doctor33)

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“Capital Group: I mercati di frontiera dopo la pandemia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

A cura di Holger Siebrecht, Fixed Income Investment Analyst di Capital Group. La pandemia ha gravemente interrotto il percorso di crescita di molte economie, anche di quelle dei mercati di frontiera, ma i Paesi a più elevata crescita ne hanno risentito meno. Il seguente grafico evidenzia come nel 2020 il rallentamento della crescita nei mercati di frontiera sia dipeso linearmente dal tasso di crescita registrato in tali Paesi nel 2019. La pendenza (1,25) della linea di regressione lineare indica che per ogni punto percentuale aggiuntivo di crescita che un Paese ha registrato nel 2019, la successiva recessione nel 2020 è stata meno profonda di 1,25 punti percentuali. Vari mercati di frontiera presentano elevati tassi di crescita strutturale, tanto da poter diventare nel tempo mercati emergenti (ME). Molti non hanno sperimentato una recessione nel 2020 e potrebbero registrare un continuo aumento della crescita. Tra questi figurano le economie di frontiera più tradizionali, come il Benin e l’Etiopia, che spesso presentano bassi livelli di PIL pro capite e altre misure di sviluppo umano, dipendono largamente dall’agricoltura, hanno mercati finanziari poco sviluppati e bassi livelli di debito. All’estremità opposta si trovano Paesi come l’Ecuador e la Tunisia, dove la recessione ha assunto dimensioni impressionanti nel 2020. Entrambi i Paesi non registravano un’elevata crescita prima della pandemia; pertanto, nel 2020 hanno evidenziato ingenti crolli nel PIL. Gli elevati prezzi delle materie prime hanno migliorato le condizioni commerciali di molti mercati di frontiera esportatori delle stesse. Dopo lo shock iniziale, la ripresa dei prezzi delle materie prime ha infatti sostenuto i saldi con l’estero di molte economie di frontiera. Il Ghana, ad esempio, presentava nel 2020 un saldo più solido di quanto giustificato dai fondamentali grazie alle esportazioni di oro nonché alle rimesse e alla riduzione delle importazioni. Oltre agli elevati prezzi delle materie prime, tali mercati beneficiano di un solido sostegno proveniente dalle istituzioni. I saldi con l’estero hanno inoltre risentito della pandemia a causa delle restrizioni imposte alla mobilità. Molti mercati di frontiera sono infatti popolari destinazioni turistiche. Sebbene il 2021 si preannunci migliore del 2020 per il settore turistico, la pandemia ha continuato ad avere un notevole impatto su di esso. L’OCSE stima che il turismo internazionale sia diminuito di circa l’80% nel 2020. In molti mercati di frontiera il turismo rappresenta un fattore trainante a livello economico, ma il seguente grafico evidenzia un’ampia divergenza tra i Paesi che fanno molto affidamento su di esso e quelli che ne sono meno dipendenti. Alcuni Paesi dipendono dal turismo sia per la crescita del PIL che per la bilancia dei pagamenti (come il Marocco), mentre altri solo per quest’ultima (come l’Etiopia). Tuttavia, per i mercati di frontiera, rispetto ai Paesi più sviluppati dei ME o ai mercati sviluppati, risulta ancora più importante un approccio basato sulla ricerca poiché i tradizionali indicatori ESG possono essere retrospettivi e spesso penalizzano i Paesi meno sviluppati. In alcuni Paesi, ad esempio in Ruanda, i fattori ESG possono variare notevolmente anche all’interno della stessa nazione, il che conferma la necessità di un approccio basato sulla ricerca. Il quadro istituzionale in Ruanda è sotto vari aspetti paragonabile (e persino migliore) di quello sudafricano, il contesto commerciale è tra i migliori del continente e il Paese conta un numero di donne in parlamento tra i più alti. Al contempo, però, il regime è repressivo, come illustrato dal basso punteggio ottenuto nella voce “Libertà di espressione e responsabilità” degli indicatori di governance globale della Banca Mondiale, alla pari, ad esempio, dell’Etiopia e del Camerun. (abstract)

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Cosa sappiamo su Omicron, e cosa possiamo aspettarci

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2021

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha designato la variante B.1.1.529 del SARS-CoV-2 come variant of concern, variante preoccupante e gli ha assegnato la lettera greca Omicron. È stata rilevata per la prima volta in una manciata di campioni prelevati l’8 novembre nella provincia del Gauteng in Sudafrica, dove è in corso un rapido aumento dei casi. Oltre all’accelerazione del contagio, la variante preoccupa per il gran numero di mutazioni presenti nel suo genoma, più di 50. Oltre 30 di queste si trovano sulla parte dell’RNA virale che determina la forma della proteina spike del virus, quella responsabile per l’ingresso del virus nelle cellule dell’ospite, e che rappresenta il bersaglio degli anticorpi prodotti in seguito all’infezione o alla vaccinazione. La variante Omicron è stata rilevata in una serie di stati dell’Africa meridionale e poi in diversi paesi del mondo, compresi quattro casi in Italia originati da un cittadino residente in Campania rientrato da un viaggio in Mozambico che ha poi contagiato i suoi familiari e altri conoscenti. Stando ai dati del National Institute for Communicable Diseases del Sudafrica (NCID), nella provincia del Gauteng, che comprende le città di Johannesburg e Pretoria, i casi diagnosticati nella settimana dal 26 novembre al 2 dicembre sono quasi quintuplicati rispetto alla settimana dal 19 al 25 novembre, passando da 5 500 circa a 26 600 circa. Nella settimana ancora precedente, quella dal 12 al 18 novembre, i nuovi contagi erano stati circa 1 300.Il rapporto pubblicato mercoledì dal Network for Genomic Surveillance in South Africa (NGS-SA), il consorzio di centri di ricerca e laboratori privati che si occupa del sequenziamento dei campioni che risultano positivi al SARS-CoV-2 in Sudafrica, indica che dei 249 sequenziamenti effettuati nel mese di novembre il 74% sono Omicron. Si tratta di un numero ancora limitato di sequenze per trarre conclusioni. Tuttavia, Omicron ha due delezioni nelle posizioni 69 e 70 del suo genoma e per questo i test PCR più utilizzati per diagnosticare l’infezione con SARS-CoV-2 non rilevano il gene S su cui sono presenti queste delezioni (come accadeva con la variante Alpha). È stato il suo gruppo ad avvisare per primo l’OMS della presenza di Omicron, come de Oilveira ha raccontato al New Yorker. A metterlo in allerta è stato l’aumento dei casi osservato dalla metà di novembre nel Gauteng, una provincia fortemente colpita dall’ondata di Delta dove i test sierologici indicano che tra il 60% e l’80% della popolazione potrebbe essere stata infettata. Oltre a questo, c’è stata la rilevazione da parte di uno dei laboratori del network di sorveglianza genomica di sei sequenze fortemente mutate rispetto al ceppo di Wuhan.L’altro dato preoccupante riguarda le ospedalizzazioni. Nella settimana dal 21 al 27 novembre sono state ricoverate 788 persone negli ospedali della provincia, più del doppio di quelle ricoverate nella settimana precedente. Come ha osservato John Burn-Murdoch, chief data reporter del Financial Times, i contagi crescono più velocemente che nelle ondate precedenti, inclusa quella guidata dalla variante Delta, ma la velocità di crescita del numero di ricoveri settimanali sembra minore. Tuttavia, è ancora presto per dire se questo dato indichi che la Omicron sia meno virulenta della Delta o che l’elevato grado di immunità già presente nella popolazione, ottenuta soprattutto tramite infezione naturale, la stia proteggendo dalle forme gravi della malattia. Il contagio sembra infatti guidato dagli under 40, ha fatto notare Tom Moultrie, demografo alla University of Cape Town, e questo potrebbe almeno in parte spiegare il minor tasso di ospedalizzazioni. In più sappiamo che il numero di ricoveri segue con almeno una settimana di ritardo i contagi. Fonte Scienza in rete

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Anatomia di uno studio clinico durante la pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Lunedì 29 novembre 2021, ore 12.30 XX Congresso SIMIT MiCo – Milano Convention Centre, Sala White 1 Via Gattamelata, Gate 14, Piano 2 L’evento si potrà seguire anche da remoto, previa registrazione https://www.streamingwit.online/eventi/techdow/register L’infezione da SARS-CoV-2 è spesso accompagnata da un’importante coagulopatia. Macro e microtrombosi rappresentano una complicanza ma, ancor più, una caratteristica specifica del Covid-19. Numerose ricerche hanno confermato che instaurare una profilassi tromboembolica può essere di grande utilità nei pazienti.Il farmaco più impiegato a questo scopo è l’enoxaparina, una Eparina a Basso Peso Molecolare, ma quando utilizzarla e a quale dosaggio? Lo studio clinico INHIXACOVID19, primo trial con enoxaparina approvato da AIFA nel 2020, ha cercato di rispondere a queste domande trattando, con una dose innovativa del farmaco, pazienti ricoverati in uno stadio della malattia da moderato a grave. I risultati preliminari dello studio, che ha coinvolto 13 centri italiani, saranno presentati nel corso della conferenza stampa prevista durante il XX Congresso SIMIT.Interverranno: • Andrea Stella, Ordinario di Chirurgia Vascolare all’Università di Bologna • Pierluigi Viale, Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Bologna, Direttore dell’Unità Operativa Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi • Giorgio Foresti, Managing Director di Techdow Pharma Italy Modererà i lavori Annalisa Manduca, giornalista di Rai Radio 1

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