Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Posts Tagged ‘pandemia’

Dalla sanità universale alla prevenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2011

I malanni non hanno confini ma si diffondono ovunque anche in conseguenza dell’aumentata mobilità delle persone. La pandemia è la parola che sembra aver preso il posto delle epidemia per significare qualcosa di più vasto e immanente che può coinvolgerci anche se ci troviamo a grandi distanze dalla fonte infettiva. Non solo. Molte gravi malattie sono insidiose perché asintomatiche e alla fine possono rivelarsi infauste o procurano interventi invasivi e debilitanti. Logica vorrebbe che tutta la popolazione mondiale fosse soggetta ad un check-up periodico per individuare anzitempo l’insorgenza di potenziali e gravi malanni. Lo dobbiamo anche al fatto che i pericoli si annidano ovunque: nel cibo, nell’acqua, nei contatti interumani e nella loro mobilità, nella scarsa igiene personale, nell’uso e nell’abuso di farmaci e degli effetti collaterali che provocano, e via di questo passo. Ma tale pratica presume un costo gestionale elevato per via della sovrappopolazione del nostro pianeta. Essere in sette miliardi non ci aiuta di certo. Eppure se ci caliamo nella realtà italiana, per quanto la ricchezza nazionale sia limitata per non dire scarsa, possiamo dire che la prevenzione, tutto sommato, non costituirebbe un costo maggiore dell’attuale sistema. Tutto ciò perché abbiamo una filiera assistenziale molto dispersiva, eccessivamente dispendiosa e incapace di fare economie di gestione per via di interessi clientelari, di conflitti d’interessi, di rendite di posizione, di sprechi per mancanza di adeguati controlli e indirizzi virtuosi. Se spurgassimo l’assistenza da tali e tante bardature ci troveremmo a gestire un servizio capace d’essere prevenzione universale e trarne forti economie. A condizione, però, d’agire su tutta la filiera assistenziale a partire dal medico di base. Oggi, infatti quest’ultimo si riduce sempre più ad una funzione marginale nel processo terapeutico e per uscire dalla centralità del suo ruolo guida sia per seguire meglio i pazienti a lui affidati sia per indirizzarli nei ricorsi specialistici e di interventistica. Diversa sarebbe la prospettazione se gestisse direttamente l’iter terapeutico attraverso l’aggiornamento della cartella clinica da raccogliere in un chip inseribile nella tessera sanitaria, nel pianificare i necessari interventi, a che livello interrvenire e ad essere inserito in una equipe di specialisti per un’indagine comparata dello status clinico specifico. Oggi spesso uscendo dallo studio del medico di famiglia si tende ad andare alla visita specialistica a “tentoni” scegliendolo per “sentito dire”, per un ascolto televisivo, per una lettura e quanto altro. Non solo. Capita che rivolgendosi allo specialista in visita ambulatoriale si stabilisca un buon rapporto che finisce con l’esaurirsi alla successiva visita che non prevede il contatto con lo stesso sanitario ma è affidato al caso. Significa che al costo dell’assistenza pubblica si aggiunge quello del paziente che, alla fine, avverte la necessità di rivolgersi al privato.
Ciò spiega la necessità che l’assistenza vada riformata e che in tale ambito si passi alla prevenzione “universale”. Un processo inevitabile se teniamo conto delle premesse già fatte. Il mio studio parte da tali considerazioni ed è valutato per realizzarlo con “progetti pilota” a partire da alcune aree territorialmente limitate per favorire un’analisi accurata dei risultati e per introdurre, all’occorrenza, le varianti del caso ed anche per rispettare le caratteristiche e le specifiche esigenze del territorio sin esame. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconite cronica

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Si pensava che fosse una “malattia rara” ma invece è diventata cronica e persino infettiva e capace di diffondersi come una pandemia. Di certo tra 30-40 anni e forse più si potrà discutere con più serenità ed obiettività su questo quasi ventennio, che come l’altro ventennio, ci perseguita mettendo a nudo i lati meno esaltanti del nostro essere cittadini del mondo, votati alla solidarietà e al rispetto delle altrui opinioni. Sembrano a questo punto diventate un delirio di fantasticherie le parole pronunciate da Francois-Marie Arouet, più noto col nome di Voltaire, che scrisse (“Trattato sulla tolleranza”) sull’argomento: “Io non approvo quel che tu dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di poterlo dire”. Emergono, invece, i lati più oscuri della nostra natura esaltando il mentire con il cinismo di chi afferma: quando la verità è brutta solo la menzogna par bella”. Esaltando l’edonismo con il compiacersi del proprio e altrui erotismo come pratica di vita. Esaltando la spregiudicatezza negli affari che si prendono beffa delle leggi. Esaltando le debolezze umane per soggiogare i più deboli di carattere, i più venali, i più inclini alla sudditanza e al servilismo. Esaltando il consumismo per il quale il benessere e ancor meglio la ricchezza sono le sole chiavi d’accesso al paradiso in terra ed è una realtà che si tocca a differenza di quello celeste. E se poi tutto questo si trasforma in un genocidio di popoli, nella morte per fame di milioni di bambini, nell’avvelenamento sistematico dell’ambiente, nella distruzione dei valori, nell’accentramento delle ricchezze e delle risorse vitali, poca importa: mors tua vita mea. Ci sfugge l’idea che chi ci guida debba esserci, in primis, d’esempio per uscire dalle nebbie delle nostre debolezze e consentirci di guardare lontano con serenità e fiducia. Ci sfugge l’idea che non ci è consentito di chiuderci a riccio entro le quattro mura di una casa, di tapparci le orecchie per non sentire, di coprirci gli occhi per non vedere perché in una società composita come la nostra il bene come il male, il progresso come il regresso non si evitano tacendo ma operando perché emergano le buone intenzioni che come l’aria ci attraversano e ci consentono di vivere. Se tutto ciò ci sfugge i nostri figli non avranno un futuro. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rapporto Hiv-Aids

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Roma 1 dicembre 2010 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale Piazza di Monte Citorio 131 conferenza di presentazione dei rapporti: 2010: L’HIV/AIDS è ancora un’emergenza globale?  E Ogni promessa è debito: L’Italia e la lotta all’AIDS. Il 2010 avrebbe dovuto essere l’anno del raggiungimento dell’accesso universale ai servizi per contrastare l’AIDS, ma siamo ancora lontani da tale obiettivo. Le cause vanno ricercate sia nella quantità di risorse destinate alla lotta contro l’AIDS sia nei contesti sanitari nei quali si inquadra la lotta  contro la pandemia. I due rapporti cercano di fare il punto della situazione, di valutare se l’emergenza AIDS sia stata affrontata seriamente e di analizzare il ruolo dell’Italia nella lotta contro la pandemia.Intervergono :Onorevole Mario Barbi, Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati Onorevole Jean Leonard Touadì, Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Onorevole Francesco Tempestini, Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati;  Onorevole Enrico Pianetta, Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati e Presidente del Comitato permanente sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio  Piergiorgio Menchini, COSPE – Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS Marco Simonelli , Actionaid

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La lezione della pandemia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

In concomitanza dell’inizio della prossima campagna vaccinale, non si può ignorare il flop della campagna vaccinale antipandemico ed in particolare gli errori di valutazione della pandemia con le conseguente erronee indicazioni da parte dell’OMS: Con la risoluzione 1749 del 24/6/2010 il Consiglio d’Europa  ha fortemente stigmatizzato il comportamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alla gestione della recente pandemia influenzale criticandola per avere mal giudicato il grado di contagiosità e di gravità del virus A/H1N1, per avere espresso previsioni assolutamente sbagliate in merito alla morbilità ed alla mortalità, per aver fatto sperperare ai governi denaro pubblico per l’acquisto di vaccini dimostratisi inutili,per aver procurato insomma un allarme ingiustificato distogliendo fondi, personale e tempo ad altre priorità in materia di sanità pubblica. Eppure vi erano segnali che avrebbero dovuto indurre maggior prudenza come la benignità delle epidemie nell’emisfero australe ( ad es. in Australia ed in Argentina) durante la nostra primavera del 2009 ( loro inverno) ed il fatto che  a circolare fosse un H1N1, geneticamente non troppo dissimile dagli atri H1N1 circolanti durante le epidemie influenzali stagionali. In Italia il numero di vaccini acquistati dal nostro Governo è stato di  20.912.580, di cui solo 867.556 utilizzati. Oltre 20 milioni di vaccini, per altro consegnati in grave ritardo dall’Azienda farmaceutica che si aggiudicò l’ordine, sono andati e andranno al macero.
La risoluzione 1749/2010 ha segnalato la presenza di conflitti di interesse in coloro che all’interno dell’OMS hanno gestito la pandemia. Non è sfuggito a nessuno che il dr Stohr, che si sbilanciò nella previsione di milioni di morti sia stato immediatamente assunto dalla Novartis a Basilea o che il vaccino promosso nei paesi africani fosse sia stato di origine cinese, paese che esprime con Margaret Chan la carica più alta all’interno dell’OMS.

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Nuove e vecchie epidemie

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

Roma 2 marzo 2010 ore 17,00 – 19,00 Campus Bio-Medico – Via Alvaro del Portillo, 21 (Trigoria) si terrà la cerimonia inaugurale della Mostra storico-scientifica “Vecchie e Nuove Epidemie: dalla peste nera alla pandemia influenzale”.  Dopo interventi di apertura tra cui quello di Isabella Menichini, Direttrice dellì’Istituto per gli Affari Sociali parleranno: Walter  Pasini:  curatore della mostra e direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health  Perchè  una mostra sulle epidemie  Massimo  Ciccozzi: epidemiologo – ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma Gli attuali strumenti tecnologici per lo studio del fenomeno epidemico Dominique Corti: Fondazione Corti di Milano Più forte di Ebola. Diario di un’epidemia in Uganda  dalla testimonianza di una protagonista.  Modera: Giovanni Mottini docente del Campus Bio-Medico La mostra sarà esposta presso il Campus Bio-Medico dal 1° al 12 marzo 2010. La Mostra consiste in 65 pannelli che illustrano le caratteristiche epidemiologiche e storiche delle principali malattie epidemiche ed oltre 100 oggetti (patenti e fedi di sanità, editti di sanità, libri antichi, oggetti di fede e di superstizione). Le epidemie hanno sempre attraversato il cammino dell’uomo seminando lutti e sofferenze e provocando importanti effetti demografici, economici e sociali.  Le epidemie rappresentano ancor oggi un problema di salute mondiale alla luce della globalizzazione economica e della grande mobilità internazionale. Pertanto, la sanità pubblica deve essere in grado di fronteggiare tempestivamente ed efficientemente ogni sfida mondiale. L’esperienza recente di gestione sanitaria della pandemia influenzale da virus A/H1N1 ha messo in evidenza, non solo in Italia, grandi difficoltà sul piano organizzativo, scientifico, comunicativo nel fronteggiare l’emergenza sanitaria. La mostra intende portare a conoscenza delle Istituzioni, delle Università e del personale sanitario il patrimonio di conoscenze e di valori attraverso secoli di lotta alle grandi epidemie. “Chi non conosce il suo passato – scriveva Ippocrate di Kos – rimane un bambino”. http://www.vecchieenuoveepidemie.org.

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Sospesa campagna vaccinale influenza A

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

“In Italia la campagna vaccinale contro l’influenza A/H1N1 per la stagionale autunnale e invernale 2009-2010 è fondamentalmente sospesa”. Lo ha annunciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, a Roma a margine del convegno “Figli di un male minore?” organizzato dalla Fondazione Barbareschi in occasione della Giornata mondiale sulle malattie rare. “A questo punto – ha proseguito Fazio – stiamo procedendo con una ricognizione dei vaccini presenti nelle varie Regioni e ci appresteremo naturalmente alla campagna per il prossimo anno”. Quanto alla decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità  (Oms) di non dichiarare terminata la fase di allerta pandemica, Fazio ribadisce: “ho fatto bene a essere prudente quando è stato detto che la pandemia stava finendo. Comunque è l’Oms che deve decidere”.

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Gestione pandemia da vius

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Le dichiarazioni dell’on. Gasparri riportano all’attenzione dell’opinione pubblica il fallimento dell’operato del vice-ministro Fazio in relazione alla gestione della pandemia da virus influenzale A/H1N1. Il motivo principale del fallimento della gestione di questa pandemia influenzale è dipeso innanzitutto dal ritardo con cui è avvenuta la consegna dei vaccini da parte dell’Azienda produttrice e dal ritardo con cui è iniziata la campagna vaccinale. La curva epidemica di questa pandemia, che in questo momento si trova nella sua fase discendente, non ha risentito minimamente della vaccinazione, essendo questa avvenuta troppo tardi ed avendo interessato una percentuale minima di popolazione. Un secondo elemento che ha portato all’insuccesso della gestione Fazio è stata la scarsa adesione della popolazione e degli stessi medici alla vaccinazione. La comunicazione infatti è stata contradditoria, imprecisa e poco efficace. Ad esempio, nelle varie dichiarazioni, questa pandemia influenzale risultava avere una mortalità inferiore sempre diversa rispetto a quella stagionale. Assolutamente poco persuasiva è stata la sua comunicazione nel sostenere l’efficacia e la sicurezza del vaccino. Scarsissima è stata la leadership esercitata nei confronti dei medici e del personale sanitario che ben si ricordano come in una trasmissione di Porta a Porta, all’inizio del suo mandato, Fazio disse di non vaccinarsi mai contro l’influenza stagionale. Chiunque sia competente in materia non può non avere notato il suo disagio e gli errori commessi, ad esempio quando raccomandava che la vaccinazione dovesse proseguirsi anche quando l’epidemia si stesse spegnendo per eradicare il virus e prevenire una possibile mutazione! Altro errore della sua gestione è stata quella di non impiegare lo stock di antivirali di cui è in possesso lo Stato italiano, impiego che avrebbe potuto spostare in avanti il picco influenzale e dare maggior tempo per impiegare i vaccini. Di questa gestione Fazio restano i milioni di vaccini non impiegati e lo spreco economico per lo Stato e quindi per tutti i cittadini. C’è da augurarsi che, a seguito dello spacchettamento del ministero del lavoro, salute e politiche sociali, non sia lui a ricoprire la carica di Ministro della Salute  (Walter Pasini Direttore Centro Travel Medicine e Global Health)

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Influenza stagionale e A: le cifre del vice-ministro

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Abbiamo ascoltato più volte in questi giorni rassicurazioni da parte del vice ministro sulla benignità della pandemia influenzale da virus A/H1N1. Il vice-ministro ci ricorda continuamente che questa pandemia influenzale è dieci volte più benigna dell’influenza stagionale: Nella dichiarazione successiva il vice-ministro si corregge: venti volte più benigna, perché- dice Fazio- l’influenza stagionale porta a morte annualmente 5000 mila cittadini italiani, anzi 8000, addirittura 20.000 nel 2004. E’ evidente che l’ascoltatore attento resti interdetto. Sono realmente 5000 o 8000 i morti per influenza stagionale? Chi li ha calcolati? Esiste un registro in cui queste persone vengono elencate, nome per nome con una cartella clinica a disposizione di ogni medico che voglia documentarsi? Perché se non fosse così, perché fare allarmismo sui rischi dell’influenza stagionale? E se invece fosse veramente così, perché non si è fatto tutto il possibile negli anni scorsi per salvare la vita dei 5000-8000 anziani o malati cronici che, ci è detto , muoiono ogni anno?  Queste persone erano state vaccinate, avevano assunto antivirali? Se sì, perché non hanno funzionato? Se no,perché sono  stati loro somministrati? Dove vanno ricercate le responsabilità? Quanti sono in realtà i morti dell’influenza stagionale? Chi li ha contati? Esiste un registro che li riporta nome per nome? senza la certezza del numero di morti per influenza stagionale non si può fare alcun confronto con l’influenza pandemica Non vi è dubbio che in Italia manchi un buon sistema di sorveglianza epidemiologica. Il CCM istituito il 26 maggio 2004 con la legge 138 e con decreto del Ministro della Salute del 1 luglio 2004 ha deluso ampiamente le aspettative dei Governi e della comunità scientifica o per colpa di chi lo ha diretto fino ad ora o per limiti strutturali nel funzionamento dello stesso, ma uno Stato moderno non può prescindere dal conoscere e studiare i numeri, poiché l’epidemiologia è la base di ogni efficiente sistema di sanità pubblica. (Walter Pasini Direttore Centro Travel Medicine and Global Health)

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Influenza A: porta 3 milioni di visite al giorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Sono 3 milioni gli italiani che vengono visitati ogni giorno in studio o a casa dai propri medici di famiglia. E 3 milioni sono anche le telefonate che ogni giorno arrivano agli studi dei medici, in tempo di pandemia E’ quanto emerge da un sondaggio online condotto dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) su un campione di 1.000 generalisti. Il sondaggio evidenzia un aumento del 40% dei consulti telefonici, un aumento del 30% delle visite in studio e un altro +30% delle visite a domicilio. “E’ la fotografia dell’impegno di tutta la medicina generale italiana – dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg – per far fronte a questa emergenza sanitaria. E non parlo solo dei medici di famiglia – continua Milillo – ma anche dei medici di continuità assistenziale e dei giovani medici che stanno frequentando il corso di formazione per diventare medici di famiglia, che – conclude – si sono resi disponibili a intervenire a supporto della medicina generale”.

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L’insicurezza a proposito di vaccini

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Non è infrequente imbattermi in persone, per lo più giovani, che denotano un certo grado di insicurezza nel giudicare taluni eventi che pervengono alla loro attenzione tramite notizie di cronaca o dei commenti da parte dei media. E’ ricorrente, infatti, la domanda che mi pongono: ma è vero? Chi l’ha detto? Che fonte è? E’ sicura? In essi prevale il timore di sbagliare, di prendere una cantonata. Questa insicurezza è oggi, purtroppo, alimentata dalla disinformazione. Lo sappiamo bene noi che siamo “operatori dell’informazione” allorquando riceviamo segnali contradditori in specie su temi importanti come la salute. E l’esempio che ora facciamo è di questi giorni e di attualità. Ci riferiamo all’influenza che si preannuncia pandemica e che molti suggeriscono la vaccinazione per evitarla. Ma vi è anche chi va in contro tendenza. Lo scrive Cristina Bassi dopo aver tradotto su http://www.thelivingspirits.net uno studio che potremmo così riassumere: Si consigliano caldamente i genitori di documentarsi sugli effetti (e l’utilità) del vaccino che il Ministero della “Sanità” ci sta proponendo, prima di permettere che il delicato sistema nervoso dei loro bambini (e quello degli adulti in generale) sia violato dai forti inquinanti presenti nel vaccino stesso. E precisa: “Si presume che una vaccinazione ci aiuti a costruire immunità nel nostro sistema nei confronti di organismi potenzialmente dannosi che causano malessere e malattia. Tuttavia il nostro sistema immunitario è già programmato per ciò, in risposta ad organismi che invadono il corpo”. E prevedendo le nostre perplessità si sofferma su taluni dati “tecnici” informandoci che “La maggior parte degli organismi che generano malattie entra nel corpo attraverso le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare o del tratto digestivo. Queste membrane mucose hanno un loro sistema immunitario, chiamato IgA (è l’abbreviazione di immunoglobulina). Dette anche anticorpi, le immunoglobuline sono proteine presenti nel sangue. Ne esistono cinque tipi (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM) Le IgA sono gli anticorpi particolarmente presenti nelle secrezioni (saliva, lacrime, muchi, ecc.). In quanto tali costituiscono una barriera che le mucose oppongono ad un agente infettivo che vuole introdursi nel nostro organismo. Questo è un sistema di protezione diverso da quello attivato quando il vaccino è iniettato nel corpo”. Ma allora, ci sembra di capire, a cosa serve il vaccino se abbiamo nel sistema IgAla prima linea di difesa del corpo? Ma cosa contiene questo vaccino di tanto sospetto? Non si tratta solo di virus morti o di quelli vivi che sono stati attenuati (cioè, indeboliti e resi meno nocivi)? Nossignore, ci dicono: “I vaccini contro l’influenza contengono anche un numero di tossine chimiche, incluso: il glicole etilenico (antigelo), la formaldeide, il fenolo (acido carbolico) e antibiotici come neomicina e streptomicina. In aggiunta ai virus e ad altri additivi, molti vaccini contengono anche immuno-adiuvanti come l’alluminio e lo squalene. Questo immuno-adiuvante aggiunto al vaccino ha lo scopo d’aumentare (l’effetto “turbo”…) la risposta immunitaria alla vaccinazione. Gli adiuvanti fanno si che il sistema immunitario iper-reagisca alla introduzione dell’organismo contro il quale si è stati vaccinati. Questi adiuvanti si suppone che facciano il lavoro più velocemente (ma certamente non in modo innocuo). Gli adiuvanti riducono la dose del vaccino quindi, tanto meno sarà il vaccino richiesto per ogni individuo, tanto più dosi individuali saranno disponibili per le campagne di vaccinazione di massa”. Tutto chiaro? Per nulla se sull’altro versante vi è schierata un’intera classe medica pro-vaccino in specie per le categorie più a rischio: bambini, anziani, soggetti con gravi patologie e personale medico, infermieristico o persone più esposte a frequentazioni con i più disparati soggetti”. Ma il dubbio non arretra. Ci chiediamo:  “Nei vaccini contro la febbre suina ci saranno immuno-adiuvanti?” Sembra di si. Cosa significa? E’ che, ci dicono, gli “Adiuvanti di vaccini su base oleosa come lo squalene, a lungo raggio temporale non hanno dimostrato di produrre risposte immunitarie concentrate e ininterrotte. Inoltre, una ricerca del 2000 pubblicata nell’American Journal of Pathology ha dimostrato che una singola iniezione dell’adiuvante squalene sui topi, ha attivato “una infiammazione cronica, mediata immunologicamente sull’articolazione”, altresi nota come artrite reumatoide. Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come una molecola d’olio indigena del corpo. Essa si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello. Infatti, si può consumare squalene in olio d’oliva. Il sistema immunitario non solo la riconosce, ma si avvale anche delle sue proprietà antiossidanti”. “Ma cosa succede, ci dicono, se le nostre difese s’imbattono anche con lo “squalene cattivo”? La risposta più logica è che il nostro sistema immunitario, preso di contropiede finisca con l’attaccare tutto lo squalene nel corpo e a distruggere, non solo quello contenuto nell’adiuvante”. E a rafforzare il ragionamento ci ricordano i “veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome (Gulf War Syndrome:GWS). Essi ricevettero vaccini all’antrace che contenevano squalene”. Il ministero della Difesa (USA ndt) fece, ovviamente, di tutto per negare che lo squalene fosse veramente un inquinante nel vaccino all’antrace somministrato al personale militare nella guerra nel Golfo Persico – schierato o meno. Tuttavia, la FDA (Food and Drug Administration, ndt) scoprì la presenza di squalene in certi lotti di prodotto AVIP (= programma di vaccinazione per l’immunizzazione all’antrace). Secondo la dr Viera Scheibner, in precedenza eminente ricercatore scientifico per il governo australiano: “…questo adiuvante [lo squalene] contribuì alle reazioni a cascata chiamate “Gulf War Syndrome,”  (sindrome della Guerra del Golfo) documentate nei soldati coinvolti nella Guerra del Golfo. I sintomi da loro sviluppati includevano: artrite, fibromialgia, adenopatia, irritazioni cutanee fotosensitive, fatica cronica, emicranie croniche, perdita abnorme di peli, lesioni cutanee non guaribili, ulcere da afte, vertigini, debolezza, perdita di memoria, attacchi epilettici, cambi di umore, problemi neuropsichiatrici, effetti antitiroidei, anemia, alto tasso di sedimentazione degli eritrociti, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica ecc.” A questo punto ci chiediamo quale barriera possiamo creare all’influenza se non usiamo il vaccino? Ce lo dice il dott. Mercola nel suo decalogo: – Eliminare gli zuccheri. Il consumo di zucchero ha un effetto immediatamente debilitante sul sistema immunitario. – Prendere Omega 3 di buona qualità.  – Fare esercizio fisico.  – Avere un livello ottimale di Vit D, la cui carenza causa anche i malesseri influenzali stagionali; un buon livello di questa vitamina permetterà di combattere le infezioni.  – Dormire molto e con qualità.  – Gestire lo stress in modo efficace, se c’è eccesso di stress il corpo non sarà in grado di fronteggiare le infezioni. – Lavarsi le mani, ma non con un sapone antibatterico; usare un sapone naturale senza sostanze chimiche. http://www.thelivingspirits.net Traduzione di Cristina Bass Fonte dell’articolo:http: //articles. mercola. com/sites/articles/ archive/2009/08/04/Squalene-The-Swine- Flu-Vaccines-Dirty-Little-Secret-Exposed.aspx

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Bene impegno Berlusconi su fondo globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

“Accogliamo positivamente la dichiarazione del presidente Silvio Berlusconi di versare non solo la quota italiana di 130 milioni di euro per il 2009 al Fondo Globale contro AIDS, TB e Malaria entro la fine dell’anno, ma anche 30 milioni di dollari aggiuntivi per far fronte all’attuale gap finanziario del Fondo”. E’ questo il commento dell’Osservatorio italiano AIDS – rete che unisce 21 Ong italiane e internazionali che si occupano di lotta contro l’AIDS nel Sud del mondo – subito dopo la conferenza stampa di Berlusconi al termine della seconda giornata di lavori del summit. Finora il bilancio di questo G8, per quanto riguarda la salute e la lotta contro le tre pandemie, era decisamente negativo. Non c’era stato nessun cenno alla situazione finanziaria del Fondo, nemmeno nel documento su Africa e sviluppo. “Questa apertura del premier sul Fondo Globale potrebbe essere un passo avanti. Tuttavia, un’altra questione fondamentale rimane irrisolta: manca ancora un piano concreto di esborso dei 60 miliardi di dollari per combattere le pandemie e rafforzare i sistemi sanitari, promessi più volte dai G8. Ci auguriamo che quelle del presidente del Consiglio non siano parole al vento. Vigileremo sul governo perchè mantenga la parola data e non intendiamo transigere su questo”. Aderiscono all’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS le seguenti ONG:ACRA, ActionAid, AIDOS, AMREF, Ass. Papa Giovanni XXII, CCM, CeLIM MI, CESTAS, CESVI, CISP, COOPI, COSPE, COSV, GVC, Intervita Onlus, ISCOS-CISL, Medici con l’Africa CUAMM, Medicus Mundi Italia, Progetto Sviluppo, Ricerca&Cooperazione, World Friends.
L’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids è una rete di 21 Ong italiane e internazionali impegnate nella lotta contro l’Aids e contro la povertà nei paesi in via di sviluppo. Monitorare e confrontare gli interventi di lotta contro la pandemia, sviluppare forme di collaborazione strategiche e operative, portare avanti una comune azione politica su diritti umani e politiche sanitarie legate all’AIDS sono i principali motivi per cui l’Osservatorio Aids è nato. La diversità degli ambiti di intervento e delle tipologie di approccio alla pandemia delle organizzazioni che fanno parte dell’Osservatorio permette di avere un quadro completo della lotta contro l’Aids nei paesi in via di sviluppo su cui costruire un’azione il più possibile forte e incisiva.

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Lettera aperta sulle pandemie

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2009

La  Dott.ssa Emilia Urso Anfuso con una lettera aperte rivolta alle istituzioni e per conoscenza ai media  per “auspicare una possibile nuova era che possa portare ad un dialogo costruttivo che non potrà che recare giovamento fra le parti. Sappiamo come le industrie farmaceutiche gestiscano l’affair salute. Il loro business si fonda soprattutto sulle malattie e non sulla loro cura. E’ talmente palese, ormai, che ricevere un diniego a questa affermazione rasenterebbe un’aberrazione incoerente ed inaccettabile da una società civile (ancor più se identificabile in utente del comparto) che per norma costituzionale attende alla salute. I “clienti” delle case farmaceutiche, non sono soggetti sani. Questo fa presumere sempre più, che possa esserci qualcosa di deviato nella gestione degli affari delle suddette industrie. L’attuale pandemia suina – virus denominato H1N1 –  che sta generando un effetto a reazione di notevole impatto in campo internazionale,  fa presumere a molti che vi sia, se non un progetto stabilito a priori, una metodica di espansione dei virus che anziché essere bloccata, viene sviluppata. Perché? Per favorire ancora una volta, le industrie farmaceutiche che ora si ritrovano con un nuovissimo canale da sfruttare a piene mani: quello dei vaccini e delle cure agli effetti collaterali”. Ciò premesso la ricetta della dott.ssa Urso Anfuso è stata da lei così riassunta: “prendere in considerazione metodiche di verifica e controllo dell’iter di sviluppo delle filiere degli allevamenti di bestiame per l’alimentazione, dall’altro una diffusa campagna di informazione, che informi la cittadinanza sulle migliori pratiche da attuare per limitare il rischio di contagio. E per quanto riguarda la vaccinazione:  che il vaccino sia reso disponibile ma non divenga una coercizione: ricordiamo che, l’inoculazione di sostanze chimiche in soggetti allergici, potrebbe sortire effetti deleteri se non mortali”. E la lettera si conclude con un auspicio: “Certi che la Vostra sensibilità e competenza porterà ad una condivisione di idee, prodromiche allo sviluppo di strategie garantiste per la cittadinanza, ci rendiamo disponibili ad affrontare, anche coinvolgendo i Responsabili Nazionali delle Consulte Scientifica e Sanitaria del Partito dell’Alleanza, le migliori metodiche da mettere in atto, ivi comprendendo la inderogabile applicazione del Reg. CE in materia di Tracciabilità e Rintracciabilità dei prodotti agroalimentari”.

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Fazio, si teme nuova aviaria aggressiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Uno dei rischi a lungo termine della diffusione della nuova influenza A, per cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lo stato di pandemia, “è che il virus possa essere ritrasmesso ai maiali, riassortirsi con ceppi dell’aviaria H5N1 e dare vita a una nuova forma di influenza aviaria trasmissibile all’uomo e aggressiva”. Lo ha sottolineato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, commentando le prime notizie dell’innalzamento a 6 del livello di allerta da parte dell’Oms. Il riassortimento del virus con altri ceppi è “uno dei principali motivo di preoccupazione – afferma Fazio – anche se non si tratta di un rischio immediato. L’aviaria è caratterizzata da un’elevata tossicità polmonare”, per cui la comparsa di una nuova forma trasmissibile all’uomo “sarebbe un grosso problema”. Un rischio più immediato della pandemia di influenza A è quello per l’economia. “Vista l’elevata trasmissibilità del virus – spiega il viceministro – se ci fosse una recrudescenza in Italia, come in altri Paesi, senza misure di contenimento efficaci (antivirali e vaccini), la malattia potrebbe bloccare per un certo periodo di tempo alcune fasce della popolazione e creare danni all’economia”.

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L’allarme epidemiologico è giustificato in Europa?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2009

Il primo campanello d’allarme è suonato allorché la salute del vecchio continente è stata intaccata dalla constatazione che per la prima volta dalla seconda guerra mondiale la vita media degli europei è rimasta stazionaria. Questa rilevazione, è bene precisare, riguarda in via prevalente i paesi dell’Europa centro-orientale, dove la mortalità elevata delle popolazioni più povere abbassa la media europea e dove malattie che si credevano sconfitte da tempo ricominciano a mietere vittime come la tubercolosi, il colera, la difterite e la malaria. Ricordiamo, ad esempio, che nell’ex U.R.S.S. nel 1990 una epidemia di difterite ha causato quattromila morti e 150 mila casi accertati. Altre malattie in alcuni paesi come la Russia, l’Ucraina e la Lettonia trasmesse per via sessuale, come la sifilide, favorite dalla povertà e dalla prostituzione, hanno provocato decine di milizia di infezioni e centinaia di morti. Oggi la stessa situazione si sta determinando con i casi di infezione da virus Hiv.  Dobbiamo, quindi, convenire che le malattie infettive più che essere un prodotto d’importazione sono per gli europei una “merce” autogeneratasi e persino d’esportazione. E talune epidemie che si ritenevano del tutto scomparse come la tubercolosi si stanno riaffacciandosi in modo inquietante. Oggi un terzo dell’umanità, quasi due miliardi di persone, è infettata dal Mycobacterium tuberculosis e dai dati dell’Oms (Organizzazione Mondiale della sanità) che questi nuovi casi di tubercolosi oggi abbiano raggiunto dimensioni notevoli e tali da provocare negli ultimi anni tre milioni di decessi. Non solo. Il bacillo tubercolare risulta essere la più importante causa di mortalità da malattia contagiosa nella donna. Il risorgere della tubercolosi è imputabile a vari fattori: anzitutto l’assenza o il declino di programmi di controllo nazionali in molti Paesi e la inadeguatezza di alcuni tra i programmi residui; in secondo luogo, la crescita della popolazione mondiale nei gruppi di età a maggiore rischio di malattia e la diffusione dell’epidemia da Hiv. Nel Paesi industrializzati, oltre allo smantellamento dei programmi di controllo, fattori quali l’Hiv e, soprattutto, l’immigrazione da Paesi ad alta incidenza di tubercolosi hanno provocato il risorgere della malattia quale problema importante di salute pubblica. Questa scarsa importanza attribuita alla tubercolosi ha fatto si che nelle scuole di medicina si generasse, in proposito, un basso livello di preparazione del medico moderno. Questa scarsa preparazione clinica accompagnata all’assenza di un programma di controllo efficace sono alla base della drammatica epidemia di multifarmaco-resistenza scoppiata in alcune città nord americane qualche anno fa.

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Veronesi, l’influenza? Un falso allarme

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2009

La nuova influenza da virus A/H1N1? “Mi pare che sia un falso allarme”, anche se “tutto può succedere”. E’ l’opinione di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenuto ieri nel capoluogo lombardo alla presentazione della quinta Conferenza mondiale sul Futuro della scienza (Venezia, 20-22 settembre), promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi e dedicata quest’anno al tema “The Dna Revolution”. Interpellato dai giornalisti a margine dell’evento sulla nuova infezione che sta allarmando le autorità sanitarie internazionali, Veronesi butta acqua sul fuoco: “i dati sono molto tranquillizzanti”, sottolinea. E nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità abbia dichiarato un’allerta 5 su un massimo di 6, l’oncologo evidenzia che “per adesso non c’è nessuna pandemia”. E in futuro? “Sembra non sia questo il virus candidato. Dico sembra – conclude Veronesi – perché niente è prevedibile ed è d’obbligo essere sempre cauti”.

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Vecchie e nuove epidemie

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2009

Roma 6 maggio 2009 Ore 10-13 Sala Del Cenacolo – Camera dei Deputati Vicolo Valdina, 3/a. L’epidemia da virus suino A/H1N1 con cui il mondo di sta confrontando non è un evento nuovo. L’umanità da sempre si è dovuta misurare con le epidemie. La peste nera del 1347-50 aveva portato a morte un terzo della popolazione europea. La sifilide, il vaiolo, il colera e la tubercolosi hanno provocato nei secoli eventi epidemici ad elevata morbilità e mortalità. L’influenza “spagnola” del 1918-19 ha provocato 20-40 milioni di morti. Negli ultimi trent’anni sono state identificate più di trenta nuove malattie infettive, tra cui l’AIDS, la SARS, l’influenza aviaria da virus A/H5N1. Nel corso dei secoli, gli Stati hanno adottato misure di sanità pubbliche come lazzaretti, cordoni sanitari, fedi e patenti di sanità, sospensione di fiere e mercati, ma mentre un tempo l’umanità assisteva inerme al dilagare dei flagelli, oggi ha la capacità di fronteggiare con successo gli eventi.
La comunità internazionale può contare su una solida esperienza nella collaborazione internazionale, su una incrementata capacità di sorveglianza epidemiologica, su un numero maggiore di laboratori in grado di identificare le caratteristiche genetiche dei virus e di fare diagnosi negli esseri umani, su maggiori conoscenze scientifiche e su una raffinata tecnologia che consentono la produzione di vaccini in tempi più rapidi e su organizzazione sanitaria in grado di coprire il territorio.  La Mostra, realizzata dal Centro di Global Health in collaborazione con l’Istituto per gli Affari Sociali, intende portare all’attenzione dei membri del Parlamento, delle autorità sanitarie, dei medici e del pubblico il patrimonio di conoscenze acquisito attraverso secoli di lotta alle grandi epidemie. Imparare dunque dall’esperienza per gestire con successo il presente. Attraverso l’informazione e la conoscenza l’uomo di oggi riesce a vivere coscientemente, superare la paura e fronteggiare anche situazioni di emergenza.  La mostra ha avuto il Patrocinio del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero dei Beni Culturali. La Mostra avrà carattere itinerante coinvolgendo le principali città italiane nel 2009-2010. Modererà l’incontro l’On. Prof. Umberto Scapagnini. Parteciperanno alla conferenza stampa gli esperti che hanno contribuito alla realizzazione della mostra: Dr. Walter Pasini, Esperto di Sanità Internazionale, ha diretto dal 1988 al novembre 2008 il Primo Centro Collaboratore creato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la salute dei viaggiatori internazionali. Ha organizzato 11 Convegni internazionali nel campo della Travel Medicine, ha promosso la disciplina in Europa e nel Continente Asiatico è autore del Passaporto Sanitario e di numerosissime pubblicazioni a carattere scientifico e divulgativo. Prof. Vincenzo Ziparo – Preside della II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università la Sapienza di Roma.  Dr. Gianni Rezza, Istituto Superiore di Sanità. Prof. Roberto Cauda, Ordinario di Malattie Infettive, Università Cattolica di Roma. Prof. Gaetano Maria Fara, Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica presso la I Facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza di Roma  Prof. Antonio Guidi, Presidente dell’Istituto per gli Affari Sociali, Roma. Prof. Stefano Arieti, è professore a contratto nell’ Alma Mater Studiorum Università di Bologna, dove dall’a.a.  2000/2001  insegna  Storia della Medicina e Bioetica e Storia della Bioetica. Autore (febbraio 2009) di 149 pubblicazioni edite, tra cui  3 monografie,  si occupa in prevalenza di temi di ricerca  che riguardano la Storia della medicina e la Bioetica ebraica. Prof.ssa Nelli-Elena Vanzan Marchini, storica veneziana, specializzata in archivistica e paleografia, autrice di 19 volumi e di decine di pubblicazioni sulla storia della sanità della Repubblica di Venezia, già  docente all’Università di Torino (sede di Vercelli), dirige la collana di fonti per la storia della sanità del Veneto. Dr. Antonio Tagarelli, ricercatore presso il CNR di Cosenza e autore di fondamentali monografie su colera, vaiolo e sifilide.  Prof. Luca Borghi, Docente di Storia della Medicina presso il Campus Biomedico di Roma.

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Peste suina. Procurato allarme?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

“Chiunque annunziando disastri o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorita’, o presso enti e persone che esercitano un pubblico servizio, e’ punito…”. Questo e’ l’articolo  658 del Codice Penale. E’ stato prospettato nei confronti di Giampaolo Giuliani, tecnico dell’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, per le previsioni sul terremoto in Abruzzo e a Giuseppe Zamberletti, attuale presidente Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, che nell’85 fini’ sotto inchiesta per procurato allarme terremoto in Toscana. Per la peste suina si parla di rischio pandemia che significa una epidemia la cui diffusione interessa piu’ aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalita’ elevata. Nessuno sottovaluta i pericoli di una infezione diffusa, ma parlare di rischio pandemia ci sembra proprio eccessivo. I farmaci ci sono, i vaccini ci saranno. A chi serve e a cosa drammatizzare un problema? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Mucca pazza ed etichetta. A quando l’etichetta per i suini?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

“C’è voluta la mucca pazza per imporre l’etichettatura alle carni bovine che consentisse di capirne la provenienza. Oggi c’e’ l’allarme influenza aviaria asiatica (66 morti negli ultimi 20 mesi) per imporre l’etichettatura alle carni bianche. A quando quella per i suini? Dovra’ scoppiare una nuova epidemia per indurre i ministri e i commissari europei ad imporre l’etichettatura delle carni suine? Vedremo ancora spot ed inserzioni pubblicitarie (a spese del contribuente) rassicuranti  sulla bonta’ delle carni suine italiane, quando scoppiera’ l’ennesimo scandalo (come e’ successo per quelle bovine e avicole)? Aspetteremo un crollo dei nostri prodotti tipici (prosciutti, salami, ecc.) per prendere provvedimenti? Prenoteremo rimedi immunologici per far fronte all’evenienza? La questione in termini di impiego e’ molto importante perche’ il consumo di carni suine, nelle varie forme, e’ ai primi posti nel nostro Paese”. Insomma il problema c’e’ tutto. Speriamo il prossimo Parlamento europeo se ne accorga.

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L’influenza da virus suino è davvero pandemica?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

Per il dott. Walter Pasini Direttore Centro di Global Health “Non vi è ormai più dubbio che l’influenza da virus suino A/H1N1 stia assumendo i caratteri di una pandemia che si diffonderà in tempi più o meni brevi in tutti i continenti. Le caratteristiche di aggressività non sono ancora chiare, ma la presenza contemporanea di casi in diversi Stati degli USA e in varie zone del Messico lasciano intendere che sarà molto difficile contenerla.  Considerando che ogni annosi registrano più di 800 milioni di arrivi alle frontiere internazionali, sarà molto difficile evitare che l’epidemia si propaghi in altri continenti. Fin dai tempi della Grande Peste Nera del 1317, i viaggi internazionali hanno rappresentato un mezzo di diffusione delle grandi epidemie. Pur in assenza di una conoscenza degli agenti eziologici delle malattie, gli Stati ricorsero nei secoli  a misure di prevenzione e controllo del contagio come la costruzione di lazzaretti per la misure di contumacia,  la sospensione di fiere e mercati, l’obbligo di patenti e fedi di sanità per i viaggiatori via mare e terra.  Come dimostrato recentemente dalla SARS, i viaggi internazionali rappresentano oggi,molto più che un tempo, un mezzo di rapida diffusione del contagio, soprattutto in caso di malattie trasmesse per via aerea, come l’influenza.  Grande importanza avranno, per ritardare l’arrivo della pandemia influenzale in Italia, le misure che si adotteranno nei porti e negli aeroporti e la sorveglianza epidemiologica dei casi. Il Giappone ha già adottato la metodica di controllo della temperatura corporea in tutti i viaggiatori provenienti dal Messico. Un altro elemento di vantaggio di cui disponiamo è la stagionalità. I casi di influenza da virus suino che si dovessero presentare sono molto più facilmente diagnosticabili in primavera quando l’influenza stagionale è terminata. Sarebbe stato impossibile identificare questi casi in inverno. Grande importanza assume dunque la diagnosi precoce dei nuovi casi. Quando l’epidemia si diffonderà in altri paesi, saranno praticamente inutili le misure di controllo negli aeroporti ed assumerà invece un ruolo strategico fondamentale l’uso degli antivirali nella cura dei malati  e nella prevenzione specie di alcune categorie di persone, come ad esempio il personale sanitario. Per contenere la diffusione del contagio sarà di fondamentale importanza trattare i casi nelle 48 ore dall’esposizione ed adottare strategie di profilassi per i contatti”. Non tutti concordano con il dr. Pasini. Vi è anche chi ritiene la situazione legata a facili e persino interessati allarmismi. In ogni caso basta adottare semplici cautele come evitare la promiscuità, lavarsi bene le mani e… dare meno baci e strette di mano.

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