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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘pandemica’

Gli artigiani e l’e-commerce nell’era pandemica

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2021

Se la cancellazione del travel ban, il blocco al turismo internazionale negli Stati Uniti, ha rimesso di buon umore il comparto turistico italiano è evidente che un anno e mezzo di pandemia abbiano rappresentato un problema per tutto l’indotto, in special modo quello del lusso. In un mercato, come quello italiano, in cui il 60% degli acquisti di beni personali d’alta gamma erano effettuati, prima della pandemia, da turisti stranieri, a tenere in piedi il business degli operatori più piccoli, gli artigiani del made in Italy, è stato l’e-commerce. Mirta, la piattaforma punto di riferimento per acquirenti e artigiani del lusso Made in Italy, rileva un aumento del 25% del numero di ordini estivi e del 27% della spesa media da parte di acquirenti internazionali. Con la pandemia, l’ecommerce si fa remote tourism. Nel periodo giugno-agosto 2021 il 54% degli acquisti effettuati sulla piattaforma Mirta era diretto agli Stati Uniti; segue l’Asia con il 18% del totale: in questo caso, il maggior numero di acquisti è arrivato (nell’ordine) da Hong Kong, Singapore, Cina e Taiwan. L’Europa – chiaramente per la maggiore fattibilità degli spostamenti – è solo terza, con il 17% degli acquisti. Parlando invece di volumi di spesa, la situazione cambia: l’importo medio più alto speso in shopping di artigianato italiano lo troviamo in Canada, dove la cifra ammonta a 542 euro; segue l’Australia con 502 euro e Hong Kong con 460 euro. Complessivamente, nell’estate 2021 si è speso ben il 27% in più rispetto a quella precedente.

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Emergenza pandemica e Recovery Fund

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Le reti e l’innovazione hanno dimostrato di essere vitali nel contesto dell’emergenza pandemica: un’economia industriale avanzata non può pensare di non avere un sistema industriale ad alto tasso di innovazione – si legge nel documento presentato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori alla Camera dei Deputati per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – L’opportunità del Recovery Fund rappresenta non solo un cospicuo investimento ma ad una generale riorganizzazione del sistema dell’innovazione in Italia. Fra i punti principali, l’ANGI promuove una razionalizzazione delle politiche per l’innovazione e la costituzione di un ministero con portafoglio per l’Innovazione e la Trasformazione Digitale, congiuntamente alla costituzione di una commissione parlamentare per l’Innovazione. La debolezza delle politiche per la digitalizzazione, evidenziata dal basso gradino in cui si trova l’Italia nell’indice DESI, che misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, va superata con un cambio di paradigma. Va riformata della normativa in materia di sostegno all’impresa innovativa, facendo sì che lo Stato, come nei contesti statunitense e israeliano, sia il primo capitalista di ventura.
Continua il documento, redatto dal Comitato Scientifico dell’ANGI, in particolare Gabriele Ferrieri, Carlo Prosperi, Miro Scariot, Alessandro Verrelli e Loredana Ricci –
La crisi Covid-19 sta mettendo in evidenza la necessità di profondi interventi sul sistema scolastico, formativo e di ricerca nazionale. D’altra parte, il miglioramento del sistema di istruzione e ricerca in termini di maggiore efficacia, inclusività e competitività internazionale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare alcuni gap strutturali che posizionavano l’Italia come fanalino di coda nei ranking internazionali già prima della crisi e che rischiano di essere fortemente accentuati dalla recessione. Grazie al PNRR va portata avanti una forte azione volta a lenire le disuguaglianze socio-economiche nell’accesso all’istruzione terziaria, accompagnato da maggiori tutele per le categorie vulnerabili e da forti politiche di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica, incentivando percorsi alternativi di studio e professionalizzazione diversi dai percorsi standard e promuovendo politiche di contrasto al fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga”. Ulteriori proposte sono state presentate per la cultura, dove l’ANGI chiede lo sviluppo di specifici incentivi volti alla digitalizzazione dei siti turistici, come il loro cablaggio con reti ad alta velocità, e, in ambito sanitario, la costituzione di una cabina di regia permanente presso la Presidenza del Consiglio, sul modello della cabina “Benessere Italia” con focus sanitario e sviluppare un sistema pubblico della sanità digitale a livello nazionale, che possa connettere tutti gli attori della filiera e renda disponibili tutti i dati sanitari del paziente agli operatori autorizzati, ai medici di base e alla medicina del territorio.”

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Raccomandazioni anti-influenza dal ministero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue complicanze e, dunque, anche per ridurre la mortalità correlata. Lo ribadisce il Ministro della Salute Ferruccio Fazio nella Circolare emanata il 10 agosto scorso, con le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011 che tengono conto dell’attuale livello di allerta pandemica per il virus AH1N1. Al momento, sottolinea una nota del ministero, nei paesi dell’Emisfero sud, entrati nella stagione invernale e per i quali sono disponibili dati relativi alla sorveglianza delle sindromi simil-influenzali, l’andamento di queste appare stabile o in lieve incremento, con una piccola percentuale di casi legata al virus pandemico mentre il resto delle sindromi è addebitabile ad altri virus. La composizione del vaccino per la prossima stagione 2010-11 per l’emisfero settentrionale è la seguente:
– antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1), cosiddetto ceppo “Pandemico”;
– antigene analogo al A/Perth/16/2009 (H3N2);
– antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008.
La campagna di vaccinazione stagionale, che partirà ad ottobre, è promossa dal Servizio sanitario nazionale ed è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe, e a volte letali, in caso contraggano l’influenza e alle persone non a rischio che svolgano attività di particolare valenza sociale. L’offerta di vaccino a queste categorie è gratuita ed attiva da parte delle Regioni e Province Autonome. L’elenco delle categorie cui offrire prioritariamente la vaccinazione, le altre misure preventive nei confronti dell’infezione, insieme ad altre informazioni e alle indicazioni per la sorveglianza delle sindromi simil-influenzali e dei virus influenzali circolanti nel nostro Paese, sono visionabili nella Circolare del 29 luglio 2010. (fonte farmacista33)

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I limiti della epidemiologia italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2009

Le dichiarazioni del vice-Ministro Ferruccio Fazio relativamente alla comparazione tra influenza stagionale ed influenza pandemica da virus A/H1N1 destano molta preoccupazione nella pubblica opinione per la loro imprecisione Il vice-ministro ci ricorda continuamente che questa pandemia influenzale è dieci volte più benigna dell’influenza stagionale: Nella dichiarazione successiva il vice-ministro si corregge: venti volte più benigna, perché- dice Fazio- l’influenza stagionale porta a morte annualmente 5000 mila cittadini italiani, anzi 8000, addirittura 20.000 nel 2004. E’ evidente che l’ascoltatore attento resti interdetto. Sono realmente 5000 o 8000 i morti per influenza stagionale? Chi li ha calcolati? Esiste un registro in cui queste persone vengono elencate, nome per nome con una cartella clinica a disposizione di ogni medico che voglia documentarsi? Perché se non fosse così, perché fare allarmismo sui rischi dell’influenza stagionale? E se invece fosse veramente così, perché non si è fatto tutto il possibile negli anni scorsi per salvare la vita dei 5000-8000 anziani o malati cronici che, ci viene detto , muoiono ogni anno?  Queste persone erano state vaccinate, avevano assunto antivirali? Se sì, perché non hanno funzionato? Se no,perché sono  stati loro somministrati? Dove vanno ricercate le responsabilità? Non vi è dubbio che in Italia manchi un buon sistema di sorveglianza epidemiologica. Il CCM istituito il 26 maggio 2004 con la legge 138 e con decreto del Ministro della Salute del 1 luglio 2004 ha deluso ampiamente le aspettative dei Governi e della comunità scientifica o per colpa di chi lo ha diretto fino ad ora o per limiti strutturali nel funzionamento dello stesso, ma uno Stato moderno non può prescindere dal conoscere e studiare i numeri, poiché l’epidemiologia è la base di ogni efficiente sistema di sanità pubblica. Un grande lavoro spetta ai medici di sanità pubblica italiani, agli epidemiologi, ai medici di sanità internazionale per fornire al nostro Stato le indicazioni su come svecchiare il sistema ed acquisire idee e programmi nuovi mediandoli da quelle organizzazioni che hanno grande esperienza e competenza. (Walter Pasini Direttore Centro Travel Medicine and Global Health)

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