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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘pandemie’

Pandemia e ripresa delle produzioni strategiche in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

In un’intervista al Candido, Rampelli rilancia la centralità dello Stato e la necessità di ripensare il liberismo. “Se circolano liberamente su tutto il pianeta uomini e merci, è impensabile che non circolino virus e batteri. L’abbattimento delle barriere mette in libera comunicazione nazioni con diverse abitudini alimentari, igieniche, sanitarie e conseguentemente è indispensabile aggiornare i propri sistemi di protezione. Ora lo dicono anche illustri virologi, 20 giorni fa lo dicevano solo i presunti ‘razzisti…’”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che, in un’intervista al Candido, traccia le nuove sfide della destra alla luce della crisi sanitaria ed economica scaturita con la pandemia. “È del tutto evidente che d’ora in avanti – ha aggiunto – ammesso e non concesso che il mondo globalizzato sia il nostro destino ineludibile, il dato sanitario dovrà essere il baricentro intorno al quale costruire la società, per garantire la tutela della salute e della vita di persone e famiglie.Sicuramente la crisi sanitaria, così come quella economica che ne consegue, hanno fornito un’altra dimostrazione dell’assoluta necessità di riprendere il controllo diretto – a livello nazionale – delle produzioni strategiche. Priorità che noi sosteniamo da sempre. Il fatto che nella nostra nazione, nel pieno di una pandemia, non esistano mascherine perché devono essere prodotte a pochi centesimi da bambini sfruttati nei capannoni industriali di Shangai è inaccettabile. In alcune filiere dobbiamo essere autosufficienti e tutte le produzioni strategiche devono restare a casa nostra. Non è ammissibile delegare la realizzazione di respiratori artificiali o di altri dispositivi salvavita, alla Germania piuttosto che agli Stati Uniti. La reazione algida che queste nazioni – ma più in generale l’Europa e tutto il blocco Occidentale – hanno mostrato nei confronti dell’Italia nel drammatico momento che attraversa sono un altro indicatore che deve orientare un diverso modo di gestire le proprie relazioni europee e internazionali. L’emergenza sanitaria, insomma, ci aiuta a rimettere in moto la nostra capacità produttiva e a rimettere in ordine le nostre priorità abbandonando stupidi approcci fideistici.Si tratta dell’unico aspetto positivo di una catastrofe senza precedenti”.“Il libero mercato non è assenza di regole, non contempla la concorrenza sleale, non rivendica la pratica del saccheggio del capitale umano e ambientale. Va fermata questa deriva nichilista asservita al più bieco materialismo e restituito un ruolo agli Stati, unici a poter equilibrate il dominio planetario di poche multinazionali nelle quali è concentrata oltre la metà della ricchezza del mondo.In Italia, per esempio non possono giustificarsi operazioni come quella di autostrade – tanto per calarci nella realtà concreta del nostro tempo – in cui i costi delle opere di costruzione della rete sono gravati sullo Stato (cioè sui cittadini), mentre i ricavi sono finiti tutti nelle casse dei concessionari con inaccettabili profitti miliardari con l’aggravante dell’invito e dell’irresponsabilità”. “Sono sicuro che su questi principi di buon senso – ha concluso Rampelli – si possa facilmente trovare una sintonia con tutto il centrodestra, anche quella parte che si ispira a un liberalismo illuminato e non sfrenato, sostenibile e solidale”.

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Circolarità delle persone, diffusione delle malattie, rischi alimentari, e pandemie possibili

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Tutto ciò impone la necessità di trasformare l’assistenza universale in prevenzione universale. Questo comporta, necessariamente, un cambiamento sia degli stili di vita sia un diverso rapporto con il sistema sanitario, nel suo complesso. Si deve partire con una rivisitazione del ruolo del medico di famiglia per meglio “personalizzare” il suo rapporto con gli assistibili di riferimento. Anche il sistema, a sua volta, deve assumere un diverso modus operandi prevedendo, ad esempio, il possesso, da parte di tutti, di una tessera sanitaria dotata di un chip dove siano estraibili sia l’anamnesi del paziente sia le cure e tutti gli accertamenti diagnostici effettuati e con aggiornamenti in tempo reale.
Si parte, quindi, dal medico di base poiché è più indicato nel conoscere la storia sanitaria del suo paziente e può evitare, al tempo stesso, che se è richiesta una visita specialistica non si debbano ripetere analisi, accertamenti ecc. sovente superflui ma semmai più validi se “preparati” dal medico di “famiglia” per offrire al collega tutti i possibili dati per addivenire ad una diagnosi accurata. D’altra parte è stato ripetuto più volte, in congressi medici, che “prevenire” è meglio che “curare” e che la prevenzione fa risparmiare tempo e denaro sia allo stato sia ai cittadini e alle famiglie, nel loro complesso. E questa possibilità non può essere rinviata sine die. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti e di farlo subito. Mai come oggi è giusto il detto “il tempo è denaro”, e nella sanità vale doppio essendo, le risorse disponibili, sempre più scarse. La sanità pubblica, quindi, deve rispondere al dettato della qualità da una parte e, dall’altra, al miglior utilizzo dei suoi mezzi. Qui parliamo di una piccola torta (le risorse) che è tagliata con mani poco ferme, tanto da lasciare molte briciole, (gli sprechi) e fa sì che se ne faccia un utilizzo insoddisfacente. Vi è anche un segnale forte che è, al tempo stesso, scientifico e culturale.
Dobbiamo puntare, concretamente, sulla prevenzione perché essa può anche svolgere un ruolo educativo nella ricerca della conoscenza di se stesso e dei rischi che si possono correre se non si ha, in modo corretto, un rapporto con la medicina. Il servizio militare obbligatorio, ad esempio, era, anni addietro, per i giovani maschi italiani e degli altri paesi del mondo, che seguivano la stessa metodica, un modo per fare prevenzione. Oggi non lo è più e ne sanno qualcosa gli specialisti di quelle pratiche mediche più interessate a tale genere di accertamento: andrologi, urologi, fisiologi ecc.
Ho sostenuto da sempre, e riversato il concetto nei miei libri, che esistono dei diritti inalienabili che tutti dovremmo riconoscere e far rispettare e tra questi vi è la salute, in un ambiente sano e un’alimentazione preservata dagli inquinamenti. Lo dobbiamo al nostro presente e al futuro dei nostri figli e nipoti. Non si può, del resto, costruire le proprie fortune sui mali altrui e sul cattivo uso delle risorse che esistono in natura. (servizio fidest)

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Il colera ad Haiti

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

Le notizie provenienti da Haiti relative al dilagare dell’epidemia di colera all’uccisione di stregoni considerati “untori”, evidenziano chiaramente come le epidemie evochino oggi le stesse paure, la stessa angoscia e le stesse credenze che suscitavano nei secoli passati le grandi epidemie di peste, di sifilide, di vaiolo o le grandi pandemie di colera. Gli stregoni haitiani dunque come gli untori descritti dal Manzoni nella “Storia della Colonna Infame” e nei “Promessi sposi”. Il colera rappresenta ancora oggi una delle principali sfide di sanità pubblica a livello mondiale rappresentando un importante indicatore di sviluppo sociale. Il colera caratterizzò tutto l’800 e interessò l’Europa ad ondate successive con epidemie propagate sempre da Oriente. Dal 1817 si contano 7 pandemie l’ultima delle quali tutt’ora in corso originante dall’Indonesia e causato dal vibrio cholerae El Tor. Per studiare l’impatto demografico, economico, culturale e sanitario che le grandi epidemie hanno avuto in passato, il Centro di Travel Medicine and Global Health ha organizzato sabato 4 dicembre 2010 un convegno sul tema “Vecchie e nuove epidemie” patrocinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia che si svolgerà presso l’Aula Magna Storica di quell’Ateneo a conclusione di una Mostra didattica esposta in quella città a partire dal 28 ottobre scorso.  La Mostra che consiste in 65 pannelli che descrivono le caratteristiche delle principali malattie epidemiche del passato come la peste, il vaiolo, la sifilide, il colera e la tubercolosi, e in numerosi oggetti, sarà esposta a Forlì a partire dal 7 dicembre 2010 fino a metà febbraio 2011 presso il Palazzo Albertini Piazza Saffi. La Mostra ha avuto i Patrocini del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del MInistero della Salute, del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. (dr. Walter Pasini)

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Salute, dal G8 l’ennesima delusione

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Le Ong impegnate in campo sanitario bocciano il documento degli Otto su Africa e sviluppo. Nessuna azione concreta nemmeno di fronte alla minaccia di una gravissima crisi sanitaria a seguito del tracollo dell’economia mondiale L’impatto della crisi economica nei paesi del Sud rischia di essere catastrofico se i governi dei paesi ricchi, e quelli del G8 in primis, non contribuiranno a rafforzare i sistemi sanitari, inclusi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva, e a combattere le pandemie. Per evitare una crisi sanitaria che minerebbe non solo il fondamentale diritto alla salute, ma anche la crescita economica dei paesi più poveri, è assolutamente necessario sostenere i sistemi sanitari pubblici – incluso il personale sanitario – sui cui i cittadini del Sud del mondo faranno sempre più affidamento man mano che la povertà aumenta, mandando al collasso le già fragili strutture.   “L’assenza totale di accenni alla crisi finanziaria che il Fondo Globale contro AIDS, tubercolosi e malaria attualmente deve affrontare è sbalorditiva e allo stesso tempo grave”, commenta Stefania Burbo dell’Osservatorio Italiano AIDS, rete di 21 ong italiane e internazionali impegnate nella lotta contro l’HIV/AIDS. “Soprattutto – continua Burbo – se consideriamo che questo meccanismo di finanziamento della lotta contro le tre pandemie è stato lanciato proprio al precedente G8 italiano, quello di Genova 2001, quando Silvio Berlusconi era presidente del Consiglio.  “Manca anche un piano per il raggiungimento dell’Accesso Universale per le cure dell’AIDS. La scadenza del 2010 è alle porte e l’obiettivo – per il quale i G8 si sono impegnati la prima volta nel 2005 – non sarà raggiunto”, sottolinea Birte Rodenberg di Action against AIDS Germania. “Nel 2008 su quasi 10 milioni di persone bisognose della terapia antiretrovirale, solo 3 milioni vi hanno avuto accesso”.

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Nuovo centro contro bioterrorismo e pandemie

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2009

Una struttura “chiave per l’Italia, in termini di risposta a minacce bioterroristiche e a possibili pandemie, che ci permetterà di giocare un ruolo in Europa”. Così il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, illustra le caratteristiche del nuovo Centro polifunzionale per la salute pubblica del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, in occasione della posa della prima pietra della struttura a Roma. Il progetto di realizzare un Centro polifunzionale per la salute pubblica risale alla fine del 2005, sulla scorta dell’emergenza legata all’influenza aviaria. Ma nel futuro prossimo il Centro avrà un duplice ruolo: “Formativo, con la realizzazione di aule e di un auditorium da 800 posti, ma anche di stoccaggio delle scorte di farmaci speciali, destinati a contrastare eventuali pandemie”, prosegue la Martini. La struttura, infatti, sarà utilizzata per corsi di formazione del personale tecnico dell’amministrazione e per i Carabinieri dei Nas. In particolare, l’aggiornamento e la formazione professionale riguarderanno anche il Centro nazionale per la salute animale, i carabinieri dei Nas, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e l’Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza del lavoro (Ispesl). Inoltre sono previsti locali idonei alla conservazione di farmaci “di raro riscontro, con livelli di sicurezza elevati”, che faranno della struttura anche una sorta di super-laboratorio attrezzato a rispondere a emergenze bioterroristiche e non.

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