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Panico diffuso in Mozambico per gli attacchi dei jihadisti affiliati all’ISIS

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2021

«Il panico è diffuso» fra la popolazione e vi è timore di nuovi attacchi da parte di gruppi terroristici, anche a Pemba, capoluogo della provincia mozambicana di Cabo Delgado, secondo quanto riferisce ad Aiuto alla Chiesa che Soffre Don Kwiriwi Fonseca, componente del team della Comunicazione della diocesi di Pemba. «Ogni volta che sente uno sparo, o un qualsiasi scambio di colpi d’arma da fuoco», anche se provenienti «dai campi di addestramento dell’esercito, la gente entra immediatamente nel panico e corre fuori dalle case. Per questo il governo, le ONG e la Chiesa dovranno parlare intensamente e costantemente di pace e sicurezza, perché c’è veramente molta paura», spiega il sacerdote. Questo è quanto si verifica anche nella stessa Pemba, la principale base delle forze di sicurezza governative dell’intera regione. Il terrore descritto da Don Fonseca trasforma ogni movimento inusuale, ogni suono più forte del solito, ogni colpo isolato in un attacco imminente. Se questo accade quando si ha il solo timore di un attacco è facile comprendere cosa si verifica quando l’aggressione è effettiva, come è accaduto lo scorso 22 aprile. «Fin dal primo attacco – il più violento, il 24 marzo – le notizie sono giunte in maniera frammentaria, ma il 22 aprile quattro persone sono state uccise e altre sequestrate». A quasi un mese dall’attacco verificatosi a Palma, nell’estremo nord, la città al centro del megaprogetto di sfruttamento del gas naturale offshore, la medesima città è stata ancora una volta teatro di una grave aggressione. «Il governo non si è ancora manifestato, anche se diverse persone hanno confermato che, sì, ci sono stati degli attacchi», racconta il sacerdote. La guerra non dichiarata da parte di gruppi armati affiliati all’ISIS ha sconvolto quest’area del nord Mozambico. Il conflitto, dall’ottobre 2017, ha causato circa 2.500 vittime e oltre 750.000 sfollati. La Chiesa è impegnata nel tentativo di aiutare la popolazione costretta alla fuga e ora totalmente dipendente dalla solidarietà e dal sostegno altrui. Don Kwiriwi Fonseca, nel descrivere gli attuali bisogni della popolazione, è lapidario: «Qui manca tutto». Il sacerdote della diocesi di Pemba collabora con Aiuto alla Chiesa che Soffre dall’inizio del conflitto. «Vogliamo ringraziare la fondazione pontificia ACS per il suo sostegno e perché ci è stata sempre accanto sin dal primo momento della crisi, qui nella diocesi di Pemba».

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Il Covid-19 genera panico anche sui mercati

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. La crisi che abbiamo iniziato ad attraversare è senza precedenti nell’era contemporanea. A differenza della maggior parte delle altre crisi degli ultimi 20 anni, non deriva da una crepa nel sistema economico o finanziario, ma è scaturita da un fattore totalmente esogeno, una gravissima emergenza sanitaria globale. Al momento i mercati stanno scontando un impatto del -3,5% sul PIL globale per il 2020, coerente con lo scenario intermedio stimato dalla World Bank (in uno studio del 2006 sulle Pandemie) e simile alle ultime stime degli economisti di Pictet AM. Le attese sono inoltre di un calo degli utili aziendali prossimo al 30%. In un contesto come quello descritto il panic selling è purtroppo la norma. È fuga dagli attivi percepiti come rischiosi perché gli investitori stanno rispondendo al più comune tra i bias cognitivi della finanza comportamentale, ovvero l’avversione alla perdita: la motivazione a evitare una perdita è due volte più potente della motivazione a realizzare un guadagno secondo la teoria dei premi Nobel Daniel Kahneman e Amos Tversky. Questo bias cognitivo impedisce, da un lato, di vedere gli attuali ribassi come opportunità di ingresso e, dall’altro, fa scappare quelli che sono già investiti, di fatto, escludendoli dai potenziali rialzi successivi (molto probabili) e, dunque, da occasioni di guadagno anche importanti.L’ultimo decennio d’altronde, quello del ciclo più lungo della storia, è stato caratterizzato da performance eccezionali di tutte le asset class: l’equity ha segnato tra il 100 e il 200% e l’obbligazionario tra il 50 e il 100%. Ma è stato anche il meno amato di sempre: prova ne sia il 2019, anno in cui un portafoglio bilanciato avrebbe reso di più che in qualsiasi altro anno dal 1980 e in cui, mentre i mercati azionari hanno restituito un rendimento tra il 25 e il 30%, i fondi azionari in Italia hanno segnato una raccolta negativa per oltre 2,4 miliardi (https://bit.ly/343TYF7). Globalmente, i deflussi dai fondi azionari nel 2019 ammontavano a circa 200 miliardi di dollari. La ragione di questa prudenza è da rintracciare nell’andamento dei mercati finanziari nell’ultima parte del 2018 che ha visto quasi tutte le asset class chiudere con il segno negativo e, di conseguenza, tutti gli investitori con qualsiasi profilo di rischio perdere.
Un’analisi della rivista Advisors Perspective calcola, per esempio, che oltre il 70% delle perdite accumulate dagli investitori dell’S&P 500 negli ultimi 35 anni dipendano da dieci periodi di crolli molto brevi (limitati a un mese) recuperati nell’85% dei casi in tre mesi e nel 93% entro un anno. Che sia stato il panico a generare le perdite lo dimostra il tasso di deflussi che nei periodi di crisi passa dal 2,7% mensile al 5,16% sul principale listino americano (https://bit.ly/342vlsB). I dati storici confermano che gli investitori che non sono usciti dal listino nel corso dell’anno successivo, ne hanno beneficiato (in nove casi su dieci, l’eccezione è il crollo delle Twin Towers nel settembre 2001 in cui il mercato ha necessitato di più tempo per ritornare ai valori pre-crisi).
Soprattutto in un contesto di elevata volatilità come quello attuale, la tempistica con cui si effettua un investimento può avere un impatto significativo sui risultati conseguiti, come ci insegna il passato. Spalmare il proprio investimento nel tempo riduce il rischio di incappare in un punto di ingresso sfavorevole. A tal proposito, i benefici di un PAC rispetto a un investimento in un’unica soluzione (PIC) sono maggiori per i piani partiti durante fasi di correzione dei mercati. Ipotizzando, per esempio, un PAC partito il primo gennaio del 2008, alla vigilia del fallimento di Lehman Brothers, questo avrebbe permesso di limitare le perdite dovute al calo subito dai mercati nel corso dell’anno, senza rinunciare a beneficiare del successivo rimbalzo delle Borse (la simulazione è stata effettuata prendendo come oggetto dell’investimento l’indice MSCI World). (in abstract. fonte: Pictet Asset Management)

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Perché gli investitori devono cercare di non farsi prendere dal panico

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

A cura di Mark King Head of EMEA Investment Content di Columbia Threadneedle Investments. La continua diffusione del Covid-19 ha causato perdite per svariati miliardi in tutte le borse mondiali, indotto i governi ad approntare misure fiscali d’emergenza e spinto le banche centrali ad allentare le politiche monetarie per supportare le economie nazionali in questo evento di crisi. Le immagini degli schermi dei trader tinti di rosso in un contesto caratterizzato da statistiche allarmanti, che segnalano un aumento dei contagi da Coronavirus in tutto il mondo e nelle comunità locali, può mettere alla prova anche gli investitori dai nervi più saldi.
Come sostiene il rispettato guru dell’investimento Warren Buffett: “Nel ventesimo secolo, gli Stati Uniti hanno affrontato due guerre mondiali e altri conflitti militari traumatici e costosi, la Depressione, una dozzina di recessioni e crisi finanziarie, shock petroliferi, un’epidemia influenzale e le dimissioni di un presidente caduto in disgrazia. Eppure, il Dow è salito da 66 a 11.497.”1 (1. Buy American. I am, The New York Times, 16 ottobre 2008).
Non vi è dubbio che il Covid-19 causerà danni economici concreti e duraturi in termini di PIL mondiale. Si è verificata un’interruzione delle catene produttive globali, i consumi stanno calando perché sempre più persone rimangono nelle proprie case e le società faranno fatica ad accrescere gli utili. Tutti gli eventi che sono stati cancellati avranno un impatto su settori come viaggi, intrattenimento, ospitalità, alimentari e bevande. È indubbio che l’effetto destabilizzante verrà avvertito.Tuttavia, anche se non sappiamo in quale misura questi impatti danneggeranno l’economia, la comunità e la nostra salute, nel lungo termine l’economia globale dovrebbe verosimilmente tornare alla normalità.Ma anche quando la situazione si sarà normalizzata, non sarà possibile recuperare tutti i caffè, i pasti da asporto, i voli e i biglietti del cinema di cui ci siamo privati. Eppure, una volta superati questi effetti di breve termine i consumi torneranno a salire, perché le persone torneranno a condurre le vite che conducevano prima della diffusione del Covid-19.Per certi versi, potremmo persino notare dei miglioramenti. Il prezzo del petrolio è crollato e ciò potrebbe rendere più economica la benzina, mentre chi vive nei paesi in cui le banche centrali hanno tagliato i tassi d’interesse potrebbe ritrovarsi con una rata del mutuo inferiore. Inoltre, i governi stanno introducendo stimoli fiscali che possono avere un impatto sulla liquidità disponibile.
Anche le economie sono destinate a riprendersi. Resta da capire se Stati Uniti, Europa e Regno Unito fossero destinate alla recessione già prima del Covid-19 e se il coronavirus non sia stato semplicemente il catalizzatore di una recessione che era inevitabile dopo la più lunga espansione economica della storia. In ogni caso, i mercati finiranno col riprendersi come hanno sempre fatto nei decenni precedenti.Pertanto, sebbene sia del tutto comprensibile che gli investitori avvertano un certo grado di panico di fronte a una crisi, è anche vero che quella che può essere avvertita come una situazione di emergenza nel breve termine potrebbe non avere la stessa importanza dopo dieci anni. Investire in un’ottica di lungo periodo contribuisce di fatto a smussare le fluttuazioni del mercato azionario e può rivelarsi una strategia più efficace rispetto al tentativo di anticipare il mercato.Una strategia “buy and hold” vi consentirà di sfruttare l’interesse composto (quando si generano utili sugli utili precedenti) per amplificare i rendimenti, ma funziona solamente se il capitale resta investito e ha tempo per produrre risultati.

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Influenza allarme ingiustificato

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Roma Campidoglio. “L’allarme che si è diffuso in Italia ed anche a Roma per il giovane ricoverato a Monza per complicanze da influenza A H1N1 è ingiustificato, in quanto si tratta di evento grave avvenuto dopo circa 2000 casi di influenza in Italia”.  Lo dichiara in una nota Fernando Aiuti, presidente Commissione Politiche sanitarie e Commissione Influenza del Comune di Roma. “Nel nostro Paese – spiega Aiuti – finora l’epidemia ha avuto un andamento meno grave rispetto ad altri paesi europei, sia per mortalità che per morbosità. Al momento la decisione di  possibili misure drastiche quali il ritardo dell’inizio dell’anno scolastico prospettata da alcuni esperti non trovano alcuna giustificazione. Poichè la disponibilità del vaccino di massa da impiegare nei giovani con età tra 2 a 27 anni non avverrà prima di febbraio 2010, un ritardo dell’apertura dell’anno scolastico di alcune settimane non sarebbe sufficiente per contenere l’eventuale  epidemia ed avrebbe un impatto negativo sulla vita socio-economica dell’intera nazione. La commissione per l’influenza A del Comune di Roma – continua Aiuti – raccomanda a tutta la popolazione romana la massima serenità e tranquillità senza farsi prendere dal panico ed è in accordo con le dichiarazioni del Ministro Gelmini che si è espressa contro ogni ritardo di apertura dell’anno scolastico. Si auspica comunque che eventuali provvedimenti di ritardo di apertura di asili nido, scuole materne e scuole elementari  o di chiusura di singole scuole che fossero presi perché colpite da probabili focolai epidemici in una città come Roma siano eventualmente effettuate informando tempestivamente il Sindaco”.

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