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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘paola binetti’

Camera dei deputati: si stringe la cinghia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

camera deputati2“Chissà se la notizia che la Camera ha apportato significativi tagli al suo bilancio, con un risparmio netto di parecchie decine di milioni, convincerà i cittadini che c’è una buona politica che lotta contro la corruzione e si oppone concretamente agli sprechi a tutti i livelli, cominciando da quanto sta nelle sue mani. I risparmi della Camera ammontano a 270 milioni di euro dal 2013 al 2016. Arriva oggi in Aula la Relazione 2015 del Collegio dei Questori e si procederà all’approvazione del bilancio della Camera“.
Lo dichiara l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il risparmio effettuato – prosegue – chiama in causa tutta una serie di comportamenti virtuosi messi in atto quest’anno, intervenendo su tutte le voci del bilancio, a cominciare dal personale: siamo passati in pochissimo tempo da circa 1.900 dipendenti a poco più di 1.200 persone. Molti sono andati in pensione e non ci sono state nuove assunzioni, con la conseguenza immediata che il lavoro si è andato ridistribuendo sulle spalle di quanti sono rimasti in servizio. E credo che non ci si possa spingere oltre su questo fronte, anche per rispetto della qualità del lavoro fatto dagli Uffici Studi e dai funzionari delle diverse commissioni. Molti tagli sono stati fatti nei benefits offerti ai deputati e anche a questo livello è difficile immaginare ulteriori riduzioni. Dove invece si possono invece fare ancora tagli molto consistenti è sotto il profilo del modello organizzativo dei lavori della Camera: anche qui occorre innovare se si vuole risparmiare. Giorni di lavoro alla Camera e orari più chiari, sul modello del Parlamento europeo, potrebbero creare un risparmio sostanziale in termini di viaggi programmati per tempo e quindi realizzati a basso costo. Una diversa programmazione del lavoro delle commissioni, potrebbe rendere più spedito l’iter dei provvedimenti in Aula; una digitalizzazione più avanzata dovrebbe consentire enormi risparmi sul materiale cartaceo prodotto: basterebbe che sui banchi ci fossero dei monitor su cui compaiono emendamenti da votare, aggiornamenti, dichiarazioni di voto, sintesi degli interventi, senza dover ristampare ogni giorno tutto il materiale necessario per tutti i parlamentari”.
“Sono convinta infatti – conclude Binetti – che i costi della politica in Parlamento siano già stati tagliati a sufficienza: proseguire in ulteriori tagli, significherebbe compromettere un accesso effettivamente democratico al ruolo parlamentare. Occorre garantire la qualità del lavoro parlamentare, che non rappresenta un costo della politica, ma piuttosto un costo della democrazia, che è tutt’altra questione”.

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Salute – Binetti (Ap): “Ruolo medico centrale in nuovi Lea”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

Lorenzin beatrice“Continua il dibattito sui nuovi LEA, su cui oggi è nuovamente intervenuto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha affermato con chiarezza e fermezza che il medico potrà continuare a prescrivere tutto quanto riterrà opportuno. A questo punto qualcuno ha parlato di appropriatezza ‘soft’, come se l’esplicito riconoscimento del senso di responsabilità con cui il medico affronta la relazione di cura dei pazienti potesse significare una sorta di autorizzazione a prescrivere accertamenti diagnostici, senza tener nel dovuto conto anche i risvolti economici che ogni decisione comporta” lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.“Le nuove norme sull’appropriatezza prescrittiva introdotte dai nuovi Lea sottolineano il ruolo fondamentale della deontologia professionale che impegna in coscienza il medico a svolgere un ruolo che ha profondi risvolti etici anche sul piano economico. Si riafferma la centralità del medico che, nelle sue decisioni deve avere come unico criterio orientatore il diritto del malato a ricevere le cure necessarie, sulla base degli approfondimenti necessari. Non è questione di una sorta di neo-paternalismo medico che dovrà decidere in scienza e coscienza, ma che in definitiva potrà fare quel che vuole” continua.
“E’ piuttosto in gioco un nuovo modello di formazione per la classe medica, in cui accanto alle conoscenze e alle competenze cliniche, dovrà acquisire anche una solida competenza economica, per valutare correttamente ciò che è necessario a questo paziente, senza fargli mancare nulla, ma evitando quel consumismo inutile di indagini o di prescrizioni superflue. I nuovi Lea rendono atto alla dignità del medico della sua capacità di decidere avendo sempre presente anche le tematiche proprie della sanità pubblica, e della valutazione complessiva dei processi” conclude.

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Turchia: “Ue lanci appello per tutela diritti umani e minoranze”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

turchia“Un golpe, e un golpe militare per di più, è qualcosa che suscita sempre infinite perplessità, soprattutto in merito all’effettivo rispetto della volontà popolare. E tutti ci auguriamo che quanto prima venga ristabilito l’ordine naturale delle cose; che torni la pace e che la sicurezza venga garantita a tutti, a tutela del benessere generale. Ma il recente golpe in Turchia pone domande molto più profonde su aspetti sostanziali della democrazia e non solo su quella operazione di maquillage che a volte circonda governi in cui di democratico non c’è proprio nulla. In Turchia, almeno fino ad oggi, molti, troppi diritti umani non sono affatto rispettati: la libertà di stampa, la libertà di culto, la libertà d’impresa; i curdi sono tenuti con mano pesante in un clima oppressivo che vanifica il rispetto delle minoranze, principio primo, sostanziale di ogni democrazia. Il dissenso è proibito con tutti mezzi possibili: carcere, tortura, pena di morte…”. Lo afferma lì’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Eppure tutti i governi occidentali si sono schierati dalla parte di Erdogan, riconoscendo in lui il presidente eletto in un sistema, almeno formalmente, democratico. L’Europa gli è grata di aver posto un argine ai flussi immigratori dalla Siria, ma nessuno intende andare a verificare cosa accade in quei campi profughi; in che modo le persone sono rimandate a casa e come e perchè scappano di lì, raccontando di condizioni infra-umane. Anche questo sembra essere la democrazia, almeno apparentemente, e non a caso sussistono tante perplessità rispetto all’ingresso della Turchia nella UE. Un Paese in cui – prosegue Binetti – la punizione promessa per il fallito golpe ha già fatto centinaia di morti e ha promesso di farne altrettanti a breve. Un approccio freddo e calcolatore, che non ha speso neppure una parola per cercare di capire le ragioni degli altri e farsene carico, come risposta di democrazia autentica davanti ad un malessere così esteso. Erdogan non incarna affatto il modello di leader democratico del terzo millennio; eppure la sua presenza forte, dura, repressiva, contribuisce a mantenere almeno in apparenza ordine in una zona calda e al altissimo rischio di forte instabilità. Ed è questa in fondo la vera domanda che noi dovremmo porci: la pace si, un pacifismo che non affronti problemi e tensioni no. Diritti umani si, discriminazioni no, ma non a corrente alternata a seconda del pensiero politico dominante. I curdi, che pure svolgono un ruolo di paese e di popolo cuscinetto, meriterebbero più rispetto e una difesa più concreta da parte dell’Europa, non possono essere trattati come gli Armeni di cento anni fa. Le nuove ondate di immigrati debbono essere accolti, individuando soluzioni concrete per loro, e non solo intascando dall’Europa risorse economiche per un trattamento che della cultura occidentale non ha pressoché nulla. Il golpe fallito non può essere archiviato come un incidente di percorso da cancellare con una repressione durissima. L’Europa – conclude Binetti – faccia sentire la sua voce anche con i forti e non solo con gli ultimi sbarcati. Ricominciamo davvero dai diritti umani, soprattutto lì dove sono vistosamente calpestati ogni giorno”.

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Ddl Povertà, Binetti (Ap): “Mancata revisione Isee occasione perduta”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

povertà“La legge di stabilità 2016 ha come obiettivo una serie di interventi strutturali, che vadano oltre l’approccio di provvisorietà, con carattere temporaneo, che aveva finora caratterizzato misure contro la povertà e l’esclusione sociale. Si vuole in questo modo rivedere la normativa nel campo delle integrazioni al reddito anche rispetto alle prestazioni sociali, per introdurre una misura unica che garantisca un vero e proprio contrasto alla povertà. Si tratta di compensare quella differenza che in questi anni si è andata sempre più restringendo tra il reddito familiare del beneficiario e la soglia di povertà assoluta. A tal punto che molte persone, pur avendo un lavoro da cui percepiscono un certo reddito, sono ciò nonostante in un’area di massima prossimità rispetto alla cosiddetta soglia di povertà assoluta”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Il governo e una parte del Parlamento hanno scelto come misura di contrasto alla povertà a carattere universale l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Sono anni però che personalmente mi batto per una revisione proprio dell’Isee, che a conti fatti non riesce a fotografare in modo organico e oggettivo le effettive condizioni di necessità di tante famiglie italiane. Tutti ricorderanno la battaglia fatta pochi mesi fa – prosegue Binetti – in merito all’indennità di accompagnamento e perfino alle borse di studio, che venivano conteggiate tra le font di reddito, alterando vistosamente gli indicatori Isee usati. Fu il Tar a dare ragione alle famiglie e a indurre a modificare il quadro complessivo; cosa che noi chiedevamo almeno da un anno prima, senza trovare ascolto. Temiamo quindi che alla prova dei fatti ancora una volta l’Isee non sia sufficiente a rappresentare una vera e propria misura di contrasto alla povertà. La legge in compenso fa riferimento a possibili progetti personalizzati per un programma di inclusione sociale e lavorativa, che consenta un vero e proprio affrancamento dalla condizione di povertà. In ogni caso è l’impianto complessivo della legge che, in mancanza di revisione degli indicatori Isee, non finisce di convincere. Respinto ancora una volta, come avviene ormai da diverse legislature il fattore famiglia, il contrasto alla povertà si legge più in chiave individuale che non in chiave familiare. Eppure è la famiglia – aggiunge la parlamentare di Ap – il più importante fattore di coesione familiare soprattutto in tempi di crisi: è lei che in questi ultimi anni ha fatto da potente ammortizzatore sociale davanti ad una politica perversa di tagli, spinti fino all’azzeramento quando si è trattato di politiche sociali. E’ vero la legge stanzia un miliardo di euro in questa operazione complessa, ma lo fa introducendo al suo interno tante e tali misure scarsamente collegate tra di loro, riassume e ripropone misure che sono già in atto nel Paese, con una operazione di maquillage, che forse ne migliora l’immagine, ma non ne cambia la sostanza. Vedremo nei fatti cosa diranno le famiglie italiane, quali vantaggi ne trarranno i più poveri tra i poveri e in che modo – conclude Binetti – la loro vita registrerà un miglioramento effettivo, al di là delle promesse ventilate”.

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Dallas: Non basta accogliere occorre integrare

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

dallasDallas. “Quello che sta accadendo in questi giorni negli USA con una strana recrudescenza della conflittualità tra le forze dell’ordine e gli afroamericani deve farci capire sempre meglio cosa significhi oggi una vera inclusione all’altezza della dignità dell’uomo e del rispetto per i suoi diritti. Gli afro-americani sono americani a tutti gli effetti, lo stesso presidente degli Stati Uniti è di fatto un afroamericano; occupano posti di rilievo a tutti livelli della società americana. Hanno avuto leader che ancora oggi segnano la passione civile di tutti gli americani, senza distinzione di colore, di razza o di religione, per quel desiderio insopprimibile di libertà che caratterizza tutta la loro Carta costituzionale. Ma ancora oggi, come ai tempi della marcia di Selma, l’aggressione è in agguato e miete vittime tra gli uni e gli altri, nell’impossibilità di capire chi abbia innescato una miccia così pericolosa.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “La grande lezione che ce ne viene è che non basta accogliere, occorre integrare, e non basta integrare occorre davvero fare un altro passo avanti per creare quella coscienza civica che faccia sentire tutti parte di un unico popolo: americano, italiano, francese, tedesco e perfino inglese. Le umiliazioni subite dalle prime generazioni si scaricano inevitabilmente sulle seconde generazioni che mentre cercano una legittima affermazione dei propri diritti, contestualmente devono fare i conti con quel desiderio di vendetta mai del tutto sopito per la sofferenza subita dai padri o dai nonni. La battaglia per la pace, come prerequisito per lo sviluppo, è stata al centro della predicazione di Giovanni XXIII con la Pacem in terris e successivamente di Paolo VI con la Populorum progressio, oltre 50 anni fa e ben prima di Papa Francesco. Ma nessuno ascoltò quelle voci con la concretezza di una attenzione che si fa prassi e attiva cambiamenti radicali di atteggiamenti e di chiavi di lettura dei fenomeni in cui pure siamo immersi. I fatti americani oggi proiettano l’Europa di molti anni in avanti per capire oggi quali errori evitare e quali azioni positive innescare per imparare dalla storia, senza rimanere pigramente e pericolosamente alla finestra. Il nostro governo è ancora attestato sulle primissime fasi del processo: l’accoglienza, ma si tratta di una condizione necessaria ed insufficiente. Forse potremmo davvero provare ad immaginare uno scenario più ampio e più umano”, conclude la Binetti.

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Povertà: ampliare gli stanziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2016

povertà“Un lavoro tutt’altro che facile parlare di povertà e di relative deleghe al governo su questo tema. Il problema è che le risorse sono sempre insufficienti a fronteggiare le necessità di tutte quelle famiglie che ormai da oltre 10 anni vedono assottigliarsi le loro risorse; assistono impotenti a fatti gravi come il licenziamento del marito o l’improvviso ridursi del volume di affari di piccole e medie imprese; non si danno pace del fatto che i figli non trovino lavoro, pur avendo curricula ben più brillanti dei loro.“
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “ Sono i tre vertici del triangolo della povertà: famiglie sempre più in difficoltà, che non riescono più neppure a curarsi; aziende costrette a licenziare prima di dover chiudere, senza la prospettiva di poter riaprire a breve; e giovani che dopo l’illusione del jobs act, ora vedono sempre più chiuso il panorama del lavoro. Discutiamo di emendamenti che dovrebbero far fronte ai bisogni degli uni e degli altri, ma che scoprono con triste monotonia che le valutazioni di ogni emendamento oscillano tra invito al ritiro, respinto e talora, ma più raramente inammissibile. Il miliardo, messo dallo Stato in legge di stabilità, risulta ormai talmente impegnato con misure di tipo semi-strutturale come i famosi 80 euro, nati inizialmente come social card, e diventati ora una piccola risorsa su cui tante famiglie fanno affidamento; o il bonus bebè, con un occhio speciale al terzo figli. Ma la verità è che non c’è spazio per nessuno. Questa è la maggioranza silenziosa del Paese, fatta di anziani, che quando lavoravano potevano disporre di piccole risorse; di poveri che avrebbero potuto essere quasi ricchi se il lavoro non fosse venuto meno. Una platea di donne che sognano un lavoro che dia loro autonomia ed indipendenza per porre fine a certe relazioni ingombranti, il cui esito è spesso drammatico. Di questo parliamo e discutiamo, in Commissione Affari sociali e in Commissione Lavoro, ma senza avere alcuna possibilità di farci carico davvero di bisogni sempre più incalzanti. Il ddl dovrebbe arrivare presto in Aula e tutti speriamo che qualche miracolo succeda e il Governo ampli lo stanziamento previsto in modo molto più coerente con i bisogni”, conclude la Binetti.

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Fiducia sul Dl Banche: serpeggiano i malumori nella maggioranza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

Banca d'Italia“Si parla di banche e appare la fiducia, sembra un rituale scontato, ma non è questo l’atteggiamento che si palpa nell’aula di Montecitorio. L’irritazione è profonda e non solo nelle parole del M5S, di FI, della Lega o di Sel, di cui è facile immaginare una posizione di ostilità a prescindere dai contenuti specifici della legge in discussione. Sono all’opposizione e fanno opposizione. Ma quel che più sorprende è il malumore che serpeggia nei partiti che sostengono la maggioranza e nello stesso partito di maggioranza. Una volta ancora si sentono esclusi dal dibattito su di una potenziale evoluzione del sistema economico-finanziario e vedono preclusa la possibilità di intervenire a tutela dei risparmiatori, le vere grandi vittime di un sistema bancario inadeguato, ancor più in bilico dopo quanto è accaduto in Inghilterra e ha già scosso in profondità il sistema bancario italiano ed europeo, bruciando molti milioni di euro nel giro di poche ore. Ma il governo pone la fiducia, in un momento in cui in giro fiducia ne circola sempre meno”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“L’ennesima fiducia di oggi, già nell’aria da giorni, sorprende comunque per la forte inopportunità psicologica del momento. Il Pd ha incassato vistose sconfitte alle recenti elezioni amministrative; ha toccato con mano brucianti umiliazioni di esponenti storici come Piero Fassino, padre storico del Pd; ha esposto brillanti politici come Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, ad un risultato che mette sotto accusa l’intero Pd romano; laddove ha vinto, come a Bologna, è apparso evidente che la vittoria è arrivata non per merito del Pd, ma nonostante il Pd. Eppure Renzi chiede la fiducia, stando su di una barca che si riempie di amarezza, di delusioni, di acqua in definitiva, come succede alle carrette del mare, quando intraprendono veri e propri viaggi della speranza, dall’esito incerto. La vicenda inglese non può essere archiviata come un fatto marginale per noi: è la misura colma di un popolo esasperato che usa tutti i mezzi a sua disposizione per dire basta all’esecutivo. Ma di quale fiducia stiamo parlando? Il fatto poi che sia una fiducia legata alle banche, rende paradossale l’atteggiamento del governo e c’è da immaginare che sarà sugli ordini del giorno che si consumerà la vendetta di chi si è sentito escluso dal dibattito, ma soprattutto dalla possibilità di intervenire per migliorare una legge che così come è non può riscuotere la fiducia dei cittadini”.
“Per le famiglie – prosegue Binetti – non ci sono mai risorse sufficienti; nel collegato Povertà si sta risparmiando su tutto, fino ad indebolire una legge che avrebbe potuto dare sollievo ai più poveri ed emarginati; a coloro che abitano le periferie del paese; per i poveri poco o nulla, perché tutto è stato destinato alle banche e al loro salvataggio; per le famiglie per ora solo parole, ancora parole, fatti zero. Chissà come ci si immagina che possa prendere forma la fiducia: fiducia di che e fiducia in chi. Eppure il governo continua a mettere la fiducia, nella speranza di trovarla dati i numeri schiaccianti del Pd. I colleghi Pd d’altra parte sono stati rigorosamente precettati ad essere in aula domani, per votare la fiducia al governo”.
“Ma allo stato attuale delle cose – conclude Binetti – è una fiducia di facciata, una fiducia che non si nutre più di argomentazioni serie; è una vera e propria scommessa, un gioco d’azzardo ad alto rischio, almeno se le cose non cambieranno”.

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Giochi: E’ una pericolosità sociale

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2016

giochi azzardo“Con tutti gli eventi ad alto rischio che si stanno creando in questi giorni vien fatto di pensare che la politica abbia molto in comune con il gioco dì’azzardo. E, come tutti i giochi di questo tipo, deve fare i conti da un lato con una pesante pressione fiscale che le sottrae risorse a torto o a ragione considerate come proprie e quindi come giù acquisite; dall’altro lato invece deve misurarsi con le illusioni e le speranze di chi dal gioco si attende la soluzione di tutti i suoi problemi, economici ma non solo.Tra questi c’è anche la gente che per inseguire un sogno, rovina se stesso e la propria famiglia; e crea un vulnus tutt’altro che indifferente nella società, chiamata a riparare i danni che la sua insana passione ha creato.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Anche oggi sulla Stampa vengono portati i risultati di una complessa indagine fatta sui giocatori patologici. L’accento è messo sulle iniziative con cui un team di professionisti e di volontari stanno cercando di ricondurre un numero crescente di persone che ormai ha sviluppato una vera e propria dipendenza, alle dimensioni di un gioco responsabile, magari passando attraverso una vera di vera e propria disintossicazione. Questo è uno di quei punti drammatici su cui il governo attuale non ha mai voluto aprire davvero gli occhi, concentrando il suo sguardo solo sugli aspetti fiscali: quanto ci guadagno io, e poco o nulla su quanto ci perdono i giocatori, soprattutto quando si ammalano, cosa che sta diventando sempre più frequente. Le sirene seduttive dei concessionari o dei grandi gestori poverotenderanno sempre a minimizzare il numero dei soggetti danneggiati dal gioco, finché un giorno qualcuno di loro, guarito dalla dipendenza non metterà in piedi una vera e propria class action contro di loro. Ma intanto il governo tace e ha nesso a tacere l’unica legge che aveva come suo obiettivo quello della prevenzione e della cura dei giocatori affetti da grave dipendenza. Il governo tace alla ricerca di risorse per sé, ma in questo caso non solo pecca di indifferenza verso i bisogni di queste persone, dimentica la gravità delle sue responsabilità, perché è lui che ha il monopolio del gioco legale e, chiunque gioca, gioca perché lui lo permette, lo facilita e promette cose che sa benissimo di non poter mantenere, con una pubblicità invasiva e capillare. Magari Renzi oltre che sulla Brexit troverà un pò di tempo per riflettere su questo tema di etica pubblica a forte impatto sulla popolazione”, conclude la Binetti. (n.r. A nostro avviso le cause andrebbero analizzate più a fondo. Non trascureremmo, ad esempio, le logiche consumistiche che ci inducono sempre più ad esaltare la figura di chi dispone di risorse economiche e quindi può permettersi di sguazzare nel superfluo e chi, ed è la maggioranza assoluta della popolazione, è costretto a restarvi ai margini e cerca in qualche modo d’uscirne e la possibilità che una vincita al gioco possa riscattarlo dalle sue precarietà diventa una tentazione facile d’assecondare e fino al punto da diventarne schiavo anche perché non gli resta altro.)

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Primo maggio: Una festa dal sapore amaro

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 maggio 2016

infortuni-lavoro“Oggi dovrebbe essere festa per tutti i lavoratori, ma molti si chiedono che festa è per chi non ha un lavoro e si sente umiliato dalla propria disoccupazione. Se lo chiedono i giovani che non hanno mai lavorato e se lo chiedono coloro che da alcuni anni sono senza lavoro. Se lo chiedono coloro che non sono riusciti ad entrare nel primo piano del Jobs act e ora fanno i conti con le risorse che si sono assottigliate. Ma il presidente del Consiglio è ottimista, il ministro del Lavoro non vede difficoltà e per il ministro dell’Economia la soluzione dei problemi c’è già. Tutti meno i diretti interessati. Dietro tanto ottimismo qualcosa vacilla da tempo nella fiducia delle famiglie italiane, che anche oggi temono che tutto si riduca al concertone di piazza San Giovanni”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Ci dicono che il Jobs Act ha in gran parte esaurito la sua spinta propulsiva perché il Pil non è cresciuto in modo adeguato. E il Pil non è cresciuto come sarebbe stato auspicabile perchè l’economia reale, quella del mondo produttivo, segna il passo e il paese in realtà è ancora in deflazione. Sono messaggi contraddittori – prosegue Binetti – spiegazioni che sanno di slogan e vissuti che invece riflettono l’ansia di soluzioni sempre più distanti. Per chi ha studiato ed accumulato titoli, sembra che il Paese non abbia offerte corrispondenti al livello di competenza raggiunto. Per chi ha raggiunto anni di anzianità e di effettiva esperienza, sembra che le aziende non abbiano proposte in linea con i diritti acquisiti; per le donne che da anni inseguono il miraggio della parità sembra che la meta si faccia sempre più distante e ritorni il vecchio modello della casalinga che risparmia facendo contrarre i costi familiari con il suo lavoro a tutto campo. Insomma – conclude Binetti – oggi è un giorno di festa dal sapore ancora fin troppo amaro per chi un lavoro lo vorrebbe ma non ce l’ha e per coloro che pur avendo un lavoro lo reputano inadeguato ai loro sogni e alle loro aspettative. Piazza San Giovanni corre il rischio di essere vissuta come un non luogo in cui serpeggiano delusioni e frustrazioni e da cui parte una sollecitazione molto forte al governo: per favore più fatti e non solo parole”.

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Omaggio a Rita Levi Montalcini

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

rita levi montalcini“C’è grande attesa per l’iniziativa che comincerà tra poche ore alla Aranciera di san Sisto: intensamente voluta dal Ministro Lorenzin, è tutta giocata a favore della donna e della sua salute. Al centro delle attività proposte, la riflessione che parte dall’universo femminile considerato come filo conduttore indispensabile per affrontare le problematiche di salute e la specificità di genere. Il chi è della donna, la sua identità, sono il punto di riferimento della ricerca nel campo delle neuroscienze e non è un caso che la giornata di domani sia stata scelta in omaggio a Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986. Domani è anche l’anniversario della sua nascita e voglio ricordare l’esperienza condivisa in Senato durante la XIV legislatura, quando le parole chiave dei suoi interventi erano sempre: ricerca e prevenzione; parole magiche per cercare e trovare nuove soluzioni, indispensabili per ottenere risultati migliori”.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Un ministro della Salute donna ha sempre una particolare sensibilità per cogliere gli aspetti tipici della condizione femminile, e questa iniziativa potrebbe aprire davvero nuove strade di ricerca. Anche sul piano dell’educazione alla salute, che va affrontata come una forma di educazione permanente, necessaria per attivare un’azione di contrasto efficace e a lungo termine rispetto all’insorgere di specifiche e gravi patologie. E ancora oggi, nel cuore della vita di famiglia, è sempre la donna a svolgere il ruolo di chi insegna a prendersi cura di sé e degli altri”.

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Cresce il gioco illegale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

azzardo“Sono tanti i temi all’attenzione del governo tra Camera e Senato, dal diritto alla cittadinanza alle Riforme costituzionali, mentre sullo sfondo verve, ai limiti dello scontro il dibattito sulle Unioni civili, atteso a breve nell’aula del Senato. Ma c’è un tema che meriterebbe per lo meno altrettanta attenzione e che invece sta diventando il convitato di pietra nel dibattito socio-istituzionale. Non se ne parla non perché non se ne colga la gravità ma perché evidentemente non si vogliono toccare interessi economici la cui portata sta crescendo vertiginosamente. I volumi del gioco d’azzardo stanno crescendo in modo documentabile per quanto attiene al gioco legale, in modo meno direttamente quantificabile per quanto riguarda il gioco illegale. Sono dati recenti che giungono anche dai Paesi confinanti come l’Austria, dove davanti all’aumento della tassazione che grava sul gioco legale, c’è stata una vera e propria impennata del gioco illegale”. Lo afferma l’on. Paola Binetti, di Area popolare, che continua: ”Non c’è dubbio che si tratti di equilibri molto delicati, che interagiscano profondamente tra di loro: politiche fiscali, politiche educative e politiche sanitarie devono trovare il loro punto d’equilibrio in modo condiviso. Ma è altrettanto vero che il gioco d’azzardo in Italia è tutelato non si sa bene da chi e non si sa come, è lasciato senza regole chiare e precise, con una ostilità precisa contro ogni forma di regolamentazione, che ne contenga almeno lo sviluppo, se non riesce a ridurne le dimensioni. Ma l’Azzardo crescendo come volume di gioco e quindi come fonte di guadagno, anche se non è chiaro chi sia a guadagnarci realmente, cresce anche come situazione potenziale di rischio per molti giovani, per classi sociali più fragili, per persone più esposte alle illusioni e quindi alle delusioni” Conclude l’On. Binetti: “Per la regolamentazione dell’Azzardo non è mai tempo: non ne ha voglia il governo; non ne hanno voglia i concessionari; non lo desiderano i commercianti; ma neppure gli enti locali e tanto meno i giocatori. Lo vogliono però le associazioni più sensibili alla coesione e alla inclusione sociale, lo vogliono le famiglie e lo vogliono anche coloro che intendono tutelare la salute dei cittadini prima ancora che si rendano conto dei rischi che stanno correndo”.

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Mafia Capitale: ferita infetta

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

regione-lazio“La corruzione che attraversa la Città di Roma appare di momento in momento più grave e sembra non risparmiare nessuna delle sue strutture di accoglienza, a cominciare da quelle che per loro stessa vocazione dovrebbero occuparsi delle persone più fragili: immigrati, anziani e bambini, soprattutto quei minori non accompagnati a cui dobbiamo aggiungere anche tutti quegli altri bambini accolti senza diagnosi sicura e senza un piano preciso in una vera e propria rete di case famiglia” lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “La speculazione, gli sprechi, le ruberie, sono una grave ferita infetta che indebolisce l’intero organismo della città. Qualcuno vorrebbe le dimissioni della giunta a cominciare dal suo sindaco, ma la risposta preoccupata è che comunque non sarebbe sufficiente, perché non è solo il poter politico ad essere coinvolto. C’è un’ampia coinvolgimento di funzionari ed impiegati, e soprattutto c’è la responsabilità di una società civile che appare, molto ma molto più corrotta dello stesso potere politico. I politici locali appaiono come burattini nelle mani dell’uno e dell’altro boss. Sembra che per la Città di Roma non ci sia speranza, ma non può essere così” aggiunge. “Da qualche parte occorre ricominciare. Qualche giornale ha scritto che non basta essere onesti. Eppure se ricominciassimo tutti da lì forse si potrebbe guarire dalla corruzione, come recita una delle più belle lezioni di Papa Bergoglio, che risale ai tempi in cui era cardinale a Buenos Aires. Di corruzione ci si ammala e dalla corruzione si può guarire. Però è ora di passare dalla diagnosi alla terapia, usando tutti i mezzi possibili: dalla chirurgia alla farmacologia. Tutti i mezzi vanno messi in gioco senza limitarsi alla denuncia, pur essendo questa assolutamente necessaria, ma non sufficiente” conclude.

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Concorso specializzandi in medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2015

Paola-Binetti“Ancora una volta al centro di una interrogazione rivolta al ministro del Miur c’è il concorso nazionale per l’ammissione alle scuole di specializzazione in Medicina e chirurgia. Dopo i ripetuti incidenti della prova di ottobre, con tutte le contestazioni che ha suscitato, ora i futuri specializzandi nutrono una serie di timori abbastanza fondati. Prima di tutto si chiedono: chi preparerà i quiz, come si assicurerà la loro pertinenza? Non è indifferente sapere che ancora non sono state indette le relative gare d’appalto, per assicurare alla prova oggettività, pertinenza e riservatezza”. E’ quanto ha sottolineato Paola Binetti, deputata di Area popolare, nel corso della interrogazione.
“Giungono notizie tutt’altro che rassicuranti rispetto al numero delle borse disponibili quest’anno. Sembra che attualmente – ha aggiunto Binetti – si disponga di poco più di 3mila borse, ampiamente insufficienti a coprire le esigenze del nostro SSN, e soprattutto profondamente deludenti per i neo-laureati in medicina e per coloro che nella sessione precedente non sono riusciti a superare le selezioni. Certamente più rassicuranti – ha proseguito – sono le informazioni che riguardano le modalità di scorrimento delle graduatorie, la riduzione delle opzioni, e la decisione di porre un punteggio minimo anche per le prove di tipo specialistico e non solo per quelle di tipo generalistico. Ma soprattutto abbiamo apprezzato la chiarezza relativa a due date importanti: il bando uscirà il 30 aprile e quindi sarà pronto a giorni. Mentre le prove si svolgeranno il prossimo 31 luglio. Ci auguriamo – ha concluso Binetti – che si tratti di punti fermi e che su questi punti i giovani possano programmare i loro futuri impegni”.

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In ricordo di Terry Schiavo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2015

Paola-Binetti“Dieci anni fa negli Stati uniti moriva Terry Schiavo. A tutti coloro che chiedono a gran voce il riconoscimento dell’eutanasia, come diritto a morire quando e come si vuole in base al principio di autodeterminazione, ricordiamo quella drammatica vicenda in cui il marito, contro il parere dei genitori, impose ai medici di sospendere nutrizione e idratazione, sulla base di una affermazione fatta dalla moglie in una circostanza di cui lui solo era stato testimone”.Così Paola Binetti, deputato di Area Popolare. “I genitori di Terry, Bob e Mary Schindler, avevano cercato di mantenerla in vita, sostenendo che spettava a loro decidere del suo futuro e che erano disposti a prendersene cura per tutto il tempo che fosse stato necessario. Il padre di Terry, molti anni prima aveva preso una decisione del tutto opposta nei confronti di sua madre e non intendeva ripetere un gesto di cui con il tempo si era pentito. D’altra parte il marito di Terry si era risposato e da tempo non si prendeva più cura della moglie, di cui però era rimasto il tutore. I giudici in quella occasione hanno deciso che Terry non avrebbe voluto continuare a vivere, basandosi sulla sola testimonianza del marito. In occasione di una visita alla nonna, che viveva attaccata ad un respiratore, il marito aveva sentito Terry dire: Se mai diventerò così, vi prego lasciatemi andare. Non voglio restare in vita con una macchina”. “Fu un caso che spaccò non solo l’opinione pubblica americana ma anche lo stesso Parlamento, ricorda la parlamentare- contrapponendo le forze politiche e mostrando, una volta per tutta, non solo quanto sia importante difendere la vita come diritto, ma anche come la famiglia rappresenti la migliore garanzia per questa tutela. E per questo che sono doppiamente convinta a dire no all’eutanasia e si alla famiglia”.

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Nuove prospettive per l’autismo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2015

Paola-BinettiRoma. Lunedì l’incontro alla Sala Stampa Camera promosso dall’on. Binetti . “Una conferenza stampa per fare un punto della situazione sulle iniziative politiche e sanitarie a favore dell’autismo. Un incontro per condividere alcune misure che in questo ultimo periodo rappresentano un concreto segno di interessamento per le famiglie coinvolte nel mondo dell’autismo”. Lo afferma Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e membro della XII Commissione Affari Sociali alla Camera.Continua l’esponente centrista: “Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin interverrà per anticipare importanti novità incluse nell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), dedicate ai ‘minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico’ e alle prestazioni che il Ssn garantisce loro”. Conclude il deputato Udc: “Durante la conferenza interverranno anche il Prof. Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale INPS, Dott.ssa Rosi Pennino, Presidente comitato genitori: ‘L’autismo parla’, il Prof. Francesco Di Salle, Responsabile ABA del centro GEMS, Presidente dell’Associazione Orientamento Autismo e la Dott. ssa Magda Di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Un confronto tra addetti ai lavori e chi convive tutti i giorni con soggetti autistici, un messaggio incoraggiante da diffondere e raccontare per promuovere la buona politica”.

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Banche popolari e scalate ostili

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

BPM: FABI, OBIETTIVO LISTA MESSORI ARPE CONSIGLIERE DELEGATO“Le banche popolari sono nate da una larga partecipazione di soggetti dal basso, secondo un autentico principio di sussidiarietà e basate sul metodo cooperativo. Certamente la governance di una banca popolare, fatta da una miriade di piccoli azionisti, non è facile e richiede la sperimentazione di nuovi modelli di gestione. Ma non è capovolgendo la prospettiva e passando da un sistema verticistico che si risolvono i problemi: problemi della gente e non problemi della dirigenza” lo afferma l’On. Paola Binetti di Area popolare.“Quella proposta dal Decreto Renzi appare come una riforma aggressiva, che non tiene conto della storia e della natura delle banche popolari e del loro radicamento territoriale. La formula cooperativa può essere alla base della esperienza della gestione del credito, esattamente come proponeva la grande intuizione del movimento cattolico quando le inventò” spiega Paola Binetti.“Sicuramente la democrazia economica ha bisogno di adeguamenti e di modernizzazione per funzionare meglio, ma bisogna evitare la possibilità di scalate ostili, soprattutto da parte di gruppi stranieri. Non si chiede di non intervenire ma di salvaguardare alcuni principi di valore. Sono ormai due settimane che con un gruppo di colleghi di Area popolare abbiamo scritto al Presidente Renzi, senza ricevere, almeno per ora, nessuna risposta. Ci auguriamo che la nuova fase con Mattarella Presidente di tutti gli italiani, serva anche a tenere maggiormente in conto anche le scelte che in materia bancaria gli italiani fanno, privilegiando con le Banche popolari una relazione personale di fiducia e la speranza concreta di entrare in banca e trovare chi li capisce, tanto più quando la crisi non accenna a risolversi e famiglie e piccole imprese stentano a ritrovare il loro punto di equilibrio” conclude l’esponente di Area Popolare.

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I ragionamenti della Binetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Lettera al direttore. Su D – La Repubblica n. 748 – 25 giugno, Paola Binetti scrive a Umberto Galimberti: “Ci troviamo di fronte a una legge che, ricorda alle persone che nel loro testamento biologico possono chiedere tutto ciò che vogliono in termini di cura e di non-cura, ma non possono chiedere a qualcun altro di mettere il punto finale alla propria vita”. Sembra che la Binetti, per mettersi a posto la coscienza, tenti d’ingannare se stessa. “Mettere il punto finale alla propria vita”, è una frase che può essere mal interpretata. Si tratta, in realtà, di chiedere al medico di non idratarmi e alimentarmi forzatamente, qualora dovessi trovarmi in stato vegetativo permanente, vale a dire nella condizione in cui io (non lo stato) reputo non valga la pena continuare a tenere in vita il mio corpo. Poi continua: “Perché la loro libertà quando raggiunge questa soglia estrema non ammette deleghe di sorta, né cambiali in bianco firmate con largo anticipo”. E chi decide questo? Non io, ma lo stato! E ancora: “Tutto qua, la legge ripete come un mantra il suo no all’eutanasia, perché non concede a nessuno di far valere una volontà che, data l’irrevocabilità della decisione presa, la morte, porrebbe fine con un gesto solo alla vita e alla libertà di una persona”. Intanto l’eutanasia non c’entra. Poi: che la mia decisione sia irrevocabile è un fatto che riguarda me e non lo stato. Infine: che un solo gesto (la non alimentazione forzata) ponga fine alla mia esistenza, risponde pienamente alla mia volontà, in precedenza espressa, e alla mia libertà. Secondo la Binetti è giusto che lo stato ponga limiti alla mia libertà, anche se questa non va a ledere la libertà altrui. (Miriam Della Croce)

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