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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘Paola Ricci Sindoni’

Eutanasia negli ospedali?

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

Paola ricci sindoni“A nome di chi parla l’anonimo caposala dell’ospedale Careggi di Firenze, secondo cui nei reparti del nosocomio toscano l’eutanasia sarebbe una prassi praticata diffusamente e silenziosamente? Non certo a nome delle migliaia di medici e infermieri italiani che ogni giorno, questi sì silenziosamente e senza rilasciare interviste anonime, si prodigano affinché i malati, i lungodegenti, i disabili gravissimi, possano essere assistiti e curati secondo i migliori standard sanitari”, commenta Paola Ricci Sindoni, Presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita. “Assistiamo a un rinnovato e pretestuoso attacco dei media sulla legge relativa al fine vita, in cui si mira a confondere la legittima astensione dall’accanimento con pratiche eutanasiche non giustificabili. Un pressing in cui non ci si fa scrupolo di utilizzare dichiarazioni che non solo lasciano sconcertati i privati cittadini, che si chiedono in quali mani possano finire una volta ricoverati, ma che dovrebbero mettere in allerta la magistratura, stante l’evidenza della configurazione di reati”. “Ci chiediamo inoltre quale sia la posizione degli ordini professionali coinvolti: davvero accettano di essere appiattiti in un generico ‘così fan tutti’ che, poco onorevolmente, li etichetta come inqualificabili? Il Giuramento di Ippocrate e quello dell’Infermiere non sono facoltativi, ma elementi essenziali e distintivi di uomini e donne che si mettono al servizio di altri per aiutarli a vivere, non a morire”.

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Infertilità in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 ottobre 2014

fertilità“La ricerca del Censis sull’infertilità in Italia presentata ieri lancia un forte grido d’allarme: oggi più che mai è necessario intervenire efficacemente e con interventi mirati per tutelare la fertilità rivalutando la giusta età fisiologica, piuttosto che cercare risposte quando ormai è tardi”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali di Scienza & Vita.“Il diffuso analfabetismo sia riguardo il proprio corpo sia delle abitudini utili alla salvaguardia della propria capacità riproduttiva, sommati alla scarsità di informazioni sul tema, rendono improrogabile la concretizzazione di azioni per la prevenzione dell’infertilità. Tra queste sicuramente vanno inserite tutte quelle che riguardano la rimozione degli ostacoli economici e sociali all’avvio di un progetto di genitorialità per i giovani”. “Guardiamo con attenzione al Piano nazionale per la fertilità presentato dal governo italiano, con cui condividiamo l’urgenza e la priorità nella veicolazione di dati e indicazioni. In questo senso Scienza & Vita continuerà e potenzierà la sua azione formativa e informativa volta alla prevenzione delle cause, alla diffusione della conoscenza dei meccanismi che regolano la fertilità e alla promozione della fecondità attraverso la presa di consapevolezza del valore della propria sessualità”.

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Maternità ritardata

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 luglio 2014

Maternità.“Il costante crescere dell’età delle donne italiane che ricorrono alle tecniche di Pma, unito alle rilevazioni Istat che certificano la diminuzione dei nati, segnala con forza un allarme sociale da non sottovalutare: rimandare la maternità incrementa biologicamente l’infertilità, diminuisce le possibilità di nascita e alimenta il business delle cliniche private” commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita. “Secondo quanto contenuto nella Relazione, l’età media delle donne italiane che si sottopongono a trattamenti di Pma nel 2012 è stata pari a 36,5 anni, ben al di sopra della media europea che, solo nel 2010 si attestava sui 34,7 anni. Queste cifre interpellano con forza la società e la politica, e ripropongono il tema della difficoltà di realizzare un progetto di famiglia in età adeguata, quando il corpo femminile è più ricettivo e pronto a una gravidanza. Ma invece di intervenire sulle cause a monte dell’infertilità, la risposta che viene fornita è rivolta piuttosto a incoraggiare l’uso di altre tecniche invasive, come la fecondazione eterologa o l’utero in affitto”. “E’ ben noto che le già ridotte probabilità di ottenere una gravidanza in età avanzata risultano gravate anche da un’alta percentuale di esiti negativi della gravidanza stessa, quali aborti, morti intrauterine, gravidanze ectopiche. Quindi, nell’interesse vero della salute delle donne e dei loro figli, è necessario intervenire su due fronti. Da un lato implementare le tutele di educazione sanitaria relative alla cura o difesa della fecondità, alla prevenzione della sterilità, alla corretta conoscenza del proprio corpo. Parallelamente, è indispensabile avviare una seria politica sociale contro il precariato e la mancanza di lavoro, così da permettere ai giovani di dar seguito al loro legittimo desiderio di formare una famiglia, senza aspettare così a lungo ed essere poi costretti a ricorrere alla medicalizzazione forzata della genitorialità. Andando incontro a tutti i dolorosi fallimenti del caso, con costi sociali, personali e sanitari che sono sotto gli occhi di tutti”.

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