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Gli straordinari viaggi di Paolo Gotti intorno al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

Bologna Prosegue alla Temporary Gallery di via Santo Stefano 91/a la mostra 45 YEARS TRAVELLING. Gli straordinari viaggi di Paolo Gotti intorno al mondo che propone un excursus attraverso alcune delle immagini più significative che il fotografo bolognese ha registrato in 45 anni di esplorazioni in oltre 70 paesi nei cinque continenti.
Dal primo grande viaggio in Africa, nel 1974, quando attraversò il Sahara con la sua land rover per poi fare ritorno in Italia a bordo di una nave cargo, agli ultimi viaggi a Cuba alla scoperta delle piantagioni di tabacco e della coloratissima cittadina di Baracoa, in mostra sono rappresentati non solo i paesaggi e i visi delle persone che Gotti ha incrociato nel corso di questi 45 anni, ma soprattutto emerge evidentissimo lo sguardo del fotografo, mai disincantato ma sempre curioso ed entusiasta, convinto che la destinazione non esista senza il percorso e che il viaggio più bello sia quello che bisogna ancora compiere.Nella sala cinema, al piano inferiore della Temporary Gallery, sarà possibile assistere alla proiezione dei suoi progetti fotografici più significativi degli ultimi anni: Cina 1978. Appunti di viaggio (2019), Ruggine (2018), Stories. Viaggio tra fotografia e letteratura (2016) e Alle origini della terra (2014).

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Cina 1978: Appunti di viaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Bologna Opening sabato 15 dicembre, ore 19.00 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 ((Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 – 17.00-19.30) Temporary Gallery di Paolo Gotti via Santo Stefano 91/a e documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa. Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.
La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.
L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.
Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.
La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

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CINA 1978: Appunti di viaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Bologna 15 dicembre ore 19.00 (dal 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 – 17.00-19.30 Temporary Gallery via Santo Stefano 91/a. Appunti di viaggio, una serie di scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa.Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, pubblicata dal 1965 al 1979.La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con gessetti colorati, dalle ricamatrici tradizionali “in batteria” ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile alle fabbriche che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

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Colors: Una mostra di Paolo Gotti a Corte Isolani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

maroccoCorte Isolani – Bologna 16 dicembre 2016 – 31 gennaio 2017 opening Venerdì 16 dicembre ore 19,00 si inaugura la mostra Colors del fotografo bolognese Paolo Gotti, che occuperà diversi spazi lungo il passaggio coperto di Corte Isolani a Bologna fino al 31 gennaio 2017.
Il fenomeno della percezione del colore è stato molto studiato sia dalla scienza che dall’arte, la quale in particolare ha spesso attribuito significati trascendentali, quasi metafisici, alle sue infinite tonalità.Nel corso dei secoli, per prima la pittura e in seguito la fotografia hanno scandagliato tutte le potenzialità della luce riflessa per descrivere sensazioni e stati d’animo.Paolo Gotti raccoglie l’eredità di questa ricerca scegliendo di mettere in mostra le fotografie che compongono la mostra Colors, dove il colore svolge il ruolo del protagonista. E lo fa rendendo omaggio all’arte del passato, tendendo un filo sottile ma significativo tra fotografia e pittura. È così che, attraverso le parole stesse degli artisti, le tante sfumature dell’oceano rimandano alla connessione tra luce e pittura secondo Hans Hoffmann, e la fotografia della facciata di una casa si riallaccia al desiderio di Edward Hopper di dipingerne l’effetto luminoso; e ancora un albero tra realtà e finzione riflette l’ispirazione che Vincent Van Gogh traeva dalle cromie della natura, o un campo di fiori è associato alla ricerca della gioia nei quadri di Pierre-cubaAuguste Renoir. Molti altri sono gli artisti presi in esame da Paolo Gotti, di ognuno dei quali il fotografo bolognese ritrova una traccia “a posteriori” nelle proprie opere fotografiche, anche se l’intero progetto si può riassumere nell’opinione di Pablo Picasso, per il quale “tutto ciò che puoi immaginare è reale”.In occasione dell’inaugurazione della mostra, venerdì 16 novembre alle ore 19.00presso l’Enoteca Giacchero di Corte Isolani si potrà assistere alla presentazione del calendario Colors, che racchiude 13 tra le immagini più significative della mostra. A ogni immagine è associata una citazione di un pittore, la cui arte – a diversi livelli di profondità – si ricollega anche visivamente alla fotografia di Paolo Gotti. Parteciperanno all’incontro il critico d’arte Paola Barbara Sega e il giornalista dell’Espresso Roberto Di Caro. Seguirà un brindisi.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo che conta oggi oltre 10.000 immagini, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni. (foto: marocco, cuba)

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Presentazione del libro La lacrima di marmo di Gianfilippo Dughera

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2016

Paolo GottiBologna Sabato 16 aprile ore 18,00 la Temporary Gallery di Paolo Gotti, Corte Isolani n. 2/b ospita la prima presentazione in assoluto del libro La lacrima di marmo (Persiani Editore, 2016) di Gianfilippo Dughera e illustrato dalle fotografie di Paolo Gotti.
La lacrima di marmo racconta del viaggio iniziatico attraverso il paese di Gandhi e Tagore compiuto da Gianfilippo Dughera, recatosi in India con l’occasione di acquistare marmi preziosi per l’edificazione della propria sede aziendale. Epigono involontario di una lunga tradizione di viaggiatori-scrittori, da Marco Polo a Bruce Chatwin, l’autore rielabora fatti, persone ed esperienze nel caleidoscopio personale del proprio vissuto, in un’ininterrotta recherche dove il traguardo raggiunto costituisce solo un nuovo Paolo Gotti1punto di partenza. Ha curato la pubblicazione del volume Piero Ferrarini, regista e direttore artistico del Teatro Dehon di Bologna e studioso appassionato di dottrine esoteriche tradizionali.
Completa il volume una serie di immagini che il fotografo bolognese Paolo Gotti ha scattato in India, in alcuni dei suoi innumerevoli viaggi attorno al pianeta.
In occasione della presentazione del libro, nella temporary gallery di Corte Isolani apre la mostra Portraits di Paolo Gotti (fino al 23 aprile). A partire dalla fotografia scelta per la copertina de La lacrima di marmo, che ritrae un intenso primo piano di una ragazza indiana, la mostra offrirà un excursus sui ritratti fotografici più rappresentativi realizzati da Paolo Gotti negli ultimi trent’anni: dai visi immacolati e innocenti dei bambini alle espressioni antiche segnate dal tempo si delineano paesaggi umani immortalati in paesi diversissimi tra loro, nei cinque continenti.
Oltre alla temporary gallery, l’esposizione si allargherà coinvolgendo anche tutti gli esercizi commerciali della Corte Isolani.
Al termine della presentazione sarà offerto al pubblico un aperitivo buffet. In occasione dell’inaugurazione della mostra, parte del ricavato delle vendite delle stampe o dei pannelli fotografici sarà donato alla Fondazione ANT il cui charity shop si trova attualmente a Corte Isolani.
Gianfilippo Dughera è nato il 22 febbraio del 1947 a Bondeno (FE). Assicuratore dal 1968, una laurea in scienze politiche con indirizzo storico. Appassionato viaggiatore, ha approfondito negli anni i propri studi d’archeologia, storia e letteratura. Collabora e scrive come opinionista per “la Voce di Romagna”. Vive e lavora fra San Marino e Forlì dove colpito dal “mal della pietra” ha restaurato il complesso architettonico di Palazzo Maldenti riscoprendo un’antica cripta sotterranea. È inoltre collezionista di antichità e di oggetti della civiltà contadina di cui sta allestendo un piccolo museo.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo che conta oggi oltre 10.000 immagini, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

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CUBA: Where are you going?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2015

cubaBologna 18 dicembre – 22 gennaio “Vicolo Bianchetti 8”, vicolo Bianchetti, 8 Una mostra fotografica di Paolo Gotti orari: da giovedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00. Testi di Carmen Lorenzetti.La serie fotografica di Paolo Gotti dal titolo CUBA. Where are you going? intende indagare, attraverso lo sguardo esterno del fotografo, le bellezze e le contraddizioni della più grande isola dei Caraibi che – fino a questo momento – è stata una delle ultime roccaforti mondiali del comunismo. Dalle scritte che inneggiano alla propaganda pro USA o, al contrario, in difesa del regime di Fidel, alle battaglie illegali tra galli organizzate clandestinamente nel fitto delle foreste; dal Malecón, il lungomare tra i luoghi prediletti dell’Avana, fino all’atmosfera magica di Baracoa, villaggio all’estremo oriente dell’isola.E’ una vera rivoluzione quella che attende il paese, un cambiamento epocale che coinciderà con la caduta dell’embargo. Dopo 54 anni, Stati Uniti e Cuba ristabiliscono normali relazioni diplomatiche con la riapertura delle rispettive ambasciate. Il muro che divideva i due paesi dal 1961 è cuba1iniziato a cadere con lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro del 17 dicembre 2014.
Un effetto domino coinvolgerà tutta una serie di trasformazioni, come la fine della doppia circolazione monetaria del Peso Cubano e del Peso Convertibile (CUC), la liberalizzazione della proprietà e dell’iniziativa privata da parte dei cubani, l’apertura nei confronti di relazioni economiche e quindi scambi commerciali con altri paesi del mondo, come di fatto sta già avvenendo con il porto franco del Mariel, dove gli investimenti brasiliani sono imponenti. Forse si vedranno anche più automobili moderne, che già si possono acquistare a Cuba a prezzi esorbitanti, e ciò causerebbe la definitiva decadenza delle pittoresche – ma molto inquinanti – vetture americane degli anni ‘50. L’isola sta cambiando, dunque, anche se è difficile valutare a quale velocità. Forse la stessa che determina l’accesso alla rete internet, disponibile fino a qualche anno fa solo negli hotel e negli internet point delle poche sedi della compagnia telefonica statale Etecsa al costo di 6 dollari all’ora. Oggi, zone wifi affiorano in vari punti nevralgici delle città, dove è possibile connettersi per 2 dollari all’ora (che comunque considerando il salario medio cubano di 15-20 dollari al mese, rimane un costo elevato), mentre installare internet a casa propria rimane ancora un investimento proibitivo, accessibile solo a pochissimi privilegiati.In occasione della mostra sarà presentato anche il calendario tematico CUBA. Where are you going? che racchiude 13 tra le immagini più significative dell’esposizione. Un secondo calendario includerà le fotografie della serie Case di Baracoa.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. (foto cuba)

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