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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Camici bianchi verso lo sciopero

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Medicine

Image via Wikipedia

Roma, martedì 31 maggio – ore 11,30 – presso la sede del Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi), in via Merulana n.272. Durante l’incontro verranno evidenziate nel dettaglio tutte le problematiche irrisolte del comparto della Medicina Generale, proprio alla vigilia dello sciopero dei medici di famiglia, di guardia medica e dei servizi, indetto per venerdì 3 giugno, a causa della mancata risoluzione delle criticità contenute nel Protocollo D’Intesa, siglato dalla Regione lo scorso 28 dicembre 2010. Durante la Conferenza Stampa verranno approfondite le seguenti criticità:
• curare i pazienti e non fare solo certificati
• utilizzare le risorse regionali per il potenziamento della medicina territoriale
• collegare i servizi e i medici di medicina generale
Inoltre, verranno diffusi i dati aggiornati sul numero di medici in rete, sulle Ucp (Unità di Cure Primarie), sul numero di vaccinazioni effettuate, in ambulatorio e a domicilio, dai Medici di famiglia, sul numero di visite ambulatoriali, domiciliari e contatti telefonici dei Medici di Medicina Generale. E ancora, verranno forniti i dati relativi al numero di chiamate recepite dalla Centrale di Ascolto del servizio di Continuità Assistenziale di Roma (ex Guardia Medica), nonché delle visite domiciliari effettuate e delle prese in carico eseguite dai medici della medicina dei servizi operanti presso il Cad (Centro di assistenza domiciliare). Interverranno:
• Gianmarco Polselli, Segretario regionale Smi-Lazio
• Paolo Marotta, Vice Segretario Smi-Lazio
• Pina Onotri, Segretario organizzativo regionale Smi-Lazio e responsabile nazionale del servizio di Continuità Assistenziale
• Giacomino Taeggi, Coordinatore regionale del Lazio di Intesa Sindacale
• Giuseppe Sacco, Intesa Sindacale.

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Le criticità della medicina generale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Roma. La Regione Lazio continua ad ignorare le criticità della Medicina Generale. Lo rende noto il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi) secondo cui, nei prossimi giorni, potrebbe verificarsi uno stato di agitazione dei camici bianchi. «Lo scorso 15 aprile è stato convocato un comitato regionale per discutere le numerose problematiche relative al comparto della medicina generale, che si sarebbe dovuto svolgere alla presenza dei vertici della Regione Lazio e delle OO.SS. – dichiara Paolo Marotta – Ma, all’incontro, non hanno partecipato i rappresentanti dell’assessorato alla sanità. Un’assenza assolutamente ingiustificata e senza alcun preavviso – aggiunge il Sindacalista – Eppure più volte è stata sottolineata, a chi di dovere, l’urgenza di affrontare e risolvere le numerose questioni ancora in stad-by, tra cui: i pagamenti per l’apertura (H12) degli studi medici associati; un servizio che i sanitari stanno assicurando all’utenza da circa un anno a proprie spese. E ancora: le problematiche annesse alla pratica della certificazione telematica; ricordiamo che lo Smi aveva chiesto che venissero esentati dalla procedura online i servizi di Continuità Assistenziale (ex guardia medica), l’emergenza territoriale, i Pronto Soccorso ed i medici di base in attività domiciliare. Infine le difficoltà relative all’apposizione delle esenzioni per reddito, all’informatizzazione ed al collegamento, in rete, degli studi medici. Riteniamo, dunque, che lo stato in cui versa la medicina generale sia inaccettabile, così come è inaccettabile che, finora, la Regione Lazio non abbia provveduto a risolvere, concretamente, le succitate criticità che stanno mettendo a rischio il lavoro di tanti professionisti e, soprattutto, un’assistenza sanitaria di qualità per i cittadini. Alla luce di tutto questo – conclude Paolo Marotta – lo Smi-Lazio non esclude eclatanti forme di protesta: dallo sciopero telematico ed informatico ad oltranza, alla chiusura degli studi, all’organizzazione di una manifestazione generale. La Regione Lazio ha solo chiuso ospedali e tagliato posti letto ma, di fatto, non ha effettuato nessun potenziamento del territorio, a discapito della salute dei cittadini.

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Smi-Lazio: studi medici aperti nei week-end?

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

A seguito della presentazione della proposta di legge del Pd, che prevede l’apertura degli studi medici di base anche nei week end, il Sindacato dei Medici Italiani del Lazio (Smi) sottolinea che, a più di un anno dall’apertura degli 800 studi associati di medicina generale, «i medici che operano nel Lazio non hanno ancora ricevuto un euro per il progetto in questione – afferma Paolo Marotta, vice segretario regionale Smi-Lazio –  E, come se non bastasse, stanno pagando di tasca propria l’apertura degli studi per 10 ore al giorno, al fine di garantire l’assistenza ai cittadini». Secondo il sindacalista, infatti, «i camici bianchi stanno “autofinanziando” persino l’invio online delle certificazioni di malattia; considerato che la Regione non ha ancora messo a disposizione gli strumenti per la pratica telematica, i singoli medici si sono dovuti organizzare in maniera autonoma per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge e per non creare disagi ai propri pazienti. E’ di questi giorni, inoltre, l’obbligo per i medici di certificare il diritto all’esenzione per reddito (sulla diagnostica e sulla farmaceutica) per i propri assistiti, sostituendosi, di fatto, all’ufficio ispettivo del Ministero delle Finanze». E conclude: «I medici dicono basta. E, soprattutto, dicono basta ad un aggravio burocratico del proprio lavoro che sottrae tempo alla clinica e alla cura dei pazienti. Basta al surplus di lavoro che stanno portando gli studi al collasso, perchè ai tagli operati sugli ospedali, non è seguito un adeguato investimento sul territorio. Gli operatori sanitari non riescono più a sostenere i costi economici di gestione della professione. Un’intera categoria di professionisti è in burnout, tra obblighi amministrativi, aumento dei contenziosi con i pazienti, perdita di potere contrattuale e d’acquisto». «Studi aperti nei week-end? – Aggiunge Pina Onotri,  segretario organizzativo regionale Smi-Lazio e responsabile nazionale della Continuità Assistenziale – La categoria non può sopportare altro. Ricordiamo che esiste il servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica), che assicura le stesse prestazioni del medico di famiglia, quando quest’ultimo, giustamente, riposa (ovvero: sabato, domenica e nelle ore notturne). Invitiamo, pertanto, la Regione ad assumere i 500 medici mancanti per il servizio di Continuità Assistenziale, affinchè venga finalmente completata la pianta organica che, ad oggi, è fortemente carente di personale».

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Roma: interruzione dell’ex guardia medica

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

Si tratta del Poliambulatorio in via Canova che chiude il servizio notturno della Continuità Assistenziale. Gli esponenti del Sindacato Medici Italiani del Lazio esprimono la propria totale contrarietà, dichiarando di scendere in piazza in difesa del servizio sospeso. Una posizione corroborata anche dall’On. Stefano Pedica, senatore Italia dei Valori (IDV) e segretario regionale della Regione Lazio. «E’ una decisione che ci lascia decisamente sconcertati – afferma Paolo Marotta, sindacalista dello Smi-Lazio – Purtroppo si tratta di un ulteriore impoverimento di strutture sanitarie fondamentali per i cittadini. Basti pensare che, a seguito della chiusura dell’ospedale San Giacomo che gestiva centinaia di codici rossi, il Poliambulatorio di via Canova è l’unico punto di riferimento per l’utenza che non potrà più far riferimento sulla continuità assistenziale dalle ore 20 alle 8. Motivo per cui verranno ulteriormente ingolfati i pronto soccorso dei nosocomi attigui (Santo Spirito, Fatebenefratelli – Isola Tiberina, Umberto I e San Giovanni). Stesso discorso per il presidio territoriale del nuovo Regina Margherita, collocato addirittura oltre la cerchia dei suddetti ospedali. Per altro la decisione è stata presa senza consultare i sindacati di categoria e, ancora una volta, ci troviamo di fronte al fatto compiuto. Lo Smi-Lazio affiancherà, dunque, l’IDV nella persona dell’On. Stefano Pedica e tutte le altre sigle sindacali in un sit-in di protesta contro la chiusura del succitato servizio. Alla luce dei fatti riteniamo pressoché imminente lo smembramento di tutto il Poliambulatorio, visto che né la Asl di competenza, né la Regione Lazio hanno mai fatto nulla per far decollare, concretamente, il Centro sanitario. Nonostante tutte le sollecitazioni, infatti, nessuno ha provveduto ad illuminare adeguatamente nelle ore notturne la porta di accesso al servizio di continuità assistenziale, rendendo praticamente ‘invisibile’ la struttura all’utenza. Infine, è bene sottolineare, che si è ritenuto possibile fare a meno del servizio notturno della struttura di via Canova con la banale scusa della vicinanza dell’ospedale Regina Margherita, equidistante dal Policlinico Umberto I, che offre qualche servizio in più. Ma la realtà – conclude Paolo Marotta –  rispecchia il possibile smantellamento della sanità pubblica a vantaggio di ‘qualcuno’».

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