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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘paolo savona’

Presentazione dell’autobiografia del ministro Savona

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Roma 12 giugno alle 18,30 la prima presentazione di «Come un incubo e come un sogno. Memoralia e Moralia di mezzo secolo di storia», l’autobiografia del neoministro Paolo Savona che in queste ultime settimane ha fatto tanto discutere (non sempre a proposito) i media nazionali e internazionali.L’evento, che avrà luogo presso la Sala dell’Associazione Stampa Estera in via dell’Umiltà 83, vedrà tra i relatori, oltre al Ministro Savona, l’ex viceministro dell’Economia (governo Letta), deputato ed economista Stefano Fassina; e Giorgio La Malfa, già Ministro per le politiche europee (governo Berlusconi Ter) e del Bilancio e della programmazione economica nei primi anni ’80 (governo Cossiga).Il libro è una memorialia di mezzo secolo di storia di un economista libero, come l’autore ama definirsi, ma anche la moralia che ne ha tratto. Le vicende interne e internazionali intercorse tra la prima crisi della bilancia dei pagamenti italiana del 1963 e la Grande recessione iniziata nel 2008 sono state definite “un incubo”, termine mutuato dall’Ulisse di Joyce. Esse si sono incrociate con le numerose vicende personali dell’autore che, essendo inattese e ricche di conoscenza, lo inducono a definirle per lui “un sogno”. Lo scopo del lavoro è di trarre da questo incontro di fatti e di esperienze insegnamenti utili per affrontare problemi di natura economica di interesse generale, ma anche di presentare la sua produzione scientifica e riflettere sul significato avuto dalle sue scelte di vita, dalla Banca d’Italia, alla cattedra universitaria, alla presidenza di banche e imprese, dalla direzione generale di importanti ministeri, al Governo del Paese da Ministro dell’Industria. Dalla dovizia di studi ed esperienze trae due conclusioni sul perché l’Italia si dibatta in una grave crisi di crescenza e di identità: l’eccessiva ricerca della rendita da parte dei cittadini, che la politica asseconda, e la sistematica violazione della “regola della legge” a causa di una cultura individuale e sociale difettosa. La terapia che suggerisce travalica i temi dell’economia e approda ai lidi della scuola e dell’educazione, ritenute l’unico veicolo per consentire di raggiungere un’Italia e un’Europa migliori. http://www.rubbettinoeditore.it,

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Tutti i libri per capire il “Savona Pensiero”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

Si è parlato molto in questi giorni dell’autobiografia di Paolo Savona appena edita da Rubbettino dal titolo «Come un incubo e come un sogno» In realtà il pensiero di Savona è un pensiero articolato (molto più di quanto alcune semplificazioni mediatiche hanno lasciato credere) che, sui temi di politica economica e di rapporti con l’Europa e la Germania si è tradotto in alcune importanti pubblicazioni edite da Rubbettino che riportiamo di seguito:
GERMANIA «La Rivoluzione democratica di Heine e la Costituzione per la pace perpetua di Kant. Una seconda lettera agli amici tedeschi» Dopo aver lungamente negato l’esistenza di una “questione europea”, l’uscita del Regno Unito dall’Unione ha aperto un dibattito sul come recuperare la perdita di consenso che ha colpito la libera circolazione delle persone nel territorio comunitario, l’euro e lo stesso mercato unico. Nel 60° dei Trattati di Roma, che tanto bene hanno fatto ai popoli europei, i media, il Parlamento e la Commissione UE, e i movimenti politici che aggregano le insoddisfazioni popolari avanzano proposte che riflettono la riemersione delle profonda diversità culturali tra le popolazioni del Vecchio Continente. Queste diversità risalgono indietro nel tempo e si erano assopite a seguito dei brillanti risultati raggiunti indistintamente dai paesi-membri, ma sono state riattivate dai persistenti divari di crescita economica e di occupazione intraeuropei e rispetto al resto del mondo, dagli ingenti flussi immigratori extracomunitari e dalla rigidità politica nell’affrontare tutti questi problemi. Queste radici sono state oggetto di due saggi scritti rispettivamente dal poeta Heinrich Heine e dal filosofo Immanuel Kant, quasi interamente riportati in questo lavoro, che servono di base per comprendere le esitazioni della Germania sia ad assumere un ruolo leader in Europa, sia a considerare le diversità culturali come un vincolo sul quale operare con adeguate politiche e non con ulteriori vincoli e proibizioni. L’Autore ne fa oggetto di una Seconda lettera agli amici tedeschi chiedendo di riesaminare la loro posizione partendo dalle idee dei due personaggi per ridare all’Unione la spinta vitale andata perduta.
EUROPA E WELFARE «Dalla fine del laissez-faire alla fine della liberal-democrazia L’attrazione fatale per la giustizia sociale e la molla di una nuova rivoluzione globale» Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell’arco di vent’anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un’attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un’azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell’utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l’orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall’avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall’esplosione di una finanza incontrollata che hanno scacciato il legislatore collettivo e riportato al potere un sovrano in forme dematerializzate che impone le sue leggi alla democrazia. I modi di funzionamento dell’Unione europea riflettono questa situazione nella gestione degli Stati-membri e si è persa la tensione politica verso la ricerca di una giustizia sociale coerente con i mutamenti geopolitici epocali intervenuti, dal crollo del comunismo sovietico, all’incessante progresso tecnologico e alle eterne pulsioni violente dell’uomo.
POLITICA ECONOMICA INTERNA «J’accuse Il dramma italiano di un’ennesima occasione perduta» Facendo seguito alla sua diagnosi delle eresie e degli esorcismi della politica economica italiana, pubblicata nel 2012 per gli stessi tipi, che ha raccolto molti consensi e ricevuto due riconoscimenti autorevoli, con questa nuova raccolta di scritti l’Autore traccia un quadro organico dei problemi urgenti che l’Italia deve affrontare al suo interno e in Europa. Egli muove tre J’accuse ai Governi che si sono succeduti dal 2008, data di inizio della crisi finanziaria mondiale: quella di aver trascurato di riaccendere il secondo importante motore della crescita italiana, le costruzioni, come hanno fatto gli Stati Uniti e la Germania; quella di considerare la crescita reale come il principale problema italiano, mentre lo è la spaccatura economica e politica tra il Nord e il Sud; quella di aver aumentato imposte e tasse per sanare la finanza pubblica, mentre le ha usate per accrescere la spesa pubblica primaria. Completano il quadro quattro lettere aperte destinate ai protagonisti della crisi – Juncker, Draghi, Visco, Padoan – già pubblicate e una nuova rivolta al Governo e alla Banca d’Italia, invitandoli a cambiare obbiettivi perseguiti e strumenti usati al fine di invertire la traiettoria verso il sottosviluppo del Paese.
CRISI ECONOMICA ED EUROPA «Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi Il caso Italia» Il lavoro esamina le decisioni di politica economica susseguitesi in Italia dalla nazionalizzazione dell’industria elettrica in poi, definendole “eresie”, ossia dottrine contrarie ai dogmi della razionalità economica, le quali hanno dato vita a puri “esorcismi”, riti che hanno lasciato le cose come prima. Infatti, nonostante le promesse di tagli, la spesa pubblica è continuata a crescere imperterrita, come pure, ma meno, la pressione fiscale, facendo così lievitare l’indebitamento pubblico. Lo Stato si è impossessato di metà del reddito annuo del Paese e non pare ancora soddisfatto, dato che va aggredendo in modo indistinto la ricchezza. L’autore individua nella “manovra” la madre di tutti i mali, una pratica di cui si avvale ora anche l’Unione Europea. La crisi che stiamo vivendo è il conto che gli italiani sono chiamati a pagare per gli errori commessi dagli Stati Uniti nel dopo Bretton Woods, non avendo adeguato le regole sul piano della moneta e dei cambi, e dall’Unione Europea nel dopo Trattato di Maastricht, per non aver attuato il disegno di unificazione politica che l’aveva indotta a creare l’euro. Egli ammette che l’Italia ha le sue colpe, ma esse sono solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di squilibri economici e di dissapori mondiali sul da farsi. Il lavoro indica anche le “scelte giuste” da prendere per riportare l’Italia sul sentiero della ripresa produttiva e dell’occupazione. Il lavoro si chiude con un esame critico della Manovra Monti e delle decisioni prese a Bruxelles il 9 dicembre scorso che sono la continuazione della concezione di una “vecchia” Europa.

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Veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

“Si dice che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia messo il veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’Economia, se questa notizia fosse confermata avrebbe dell’incredibile. Perché la verità è che non esiste alcuna norma della Costituzione italiana che consente al Presidente della Repubblica di rifiutarsi di nominare un Ministro solamente perché non ne condivide le idee. E se questo veto fosse confermato sarebbe drammaticamente evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fratelli d’Italia nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento italiano la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento a norma dell’articolo 90 della Costituzione perché di gente che fa gli interessi delle nazioni straniere e non degli italiani ne abbiamo vista fin troppa”. Lo ha detto in un video su Facebook il Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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“I Valori e l’Economia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

Roma,31 marzo,15.30, presso l’Auditorium della Tecnica di Confindustria, in Viale Umberto Tupini, 65 sarà dibattuto il tema “I valori e l’economia”. Interverranno Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, Paolo Savona, Presidente della UniCredit Banca di Roma. Modererà Piero Schiavazzi, Direttore degli Eventi di Elea.

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