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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘papa’

Il Papa invita a pregare per i cristiani perseguitati

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

L’intenzione di preghiera del Santo Padre per il mese di marzo è dedicata ai cristiani che soffrono a causa della propria fede, come annuncia lo stesso Pontefice in un video prodotto dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa in collaborazione con la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.«Forse sembrerà difficile da credere – esordisce Papa Francesco nel videomessaggio – ma oggi ci sono più martiri che nei primi secoli. Sono perseguitati perché dicono la verità e annunciano Gesù Cristo a questa società». Come documentato anche dal recente Rapporto ACS sulla libertà religiosa nel mondo, in molte parti del mondo farsi il segno della croce, andare a messa la domenica o recitare il rosario significa rischiare la propria vita, essere assassinati, lapidati o finire in campi di lavoro forzato.«Questo avviene – nota il Papa – in particolare laddove la libertà religiosa non è garantita. Ma anche in Paesi che in teoria e sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani».Il 2019 è iniziato con un attentato durante una Messa nella cattedrale di Jolo, nelle Filippine, che è costato la vita a 23 persone. L’anno scorso nel mondo sono stati assassinati 40 missionari, 35 dei quali erano sacerdoti, come Blaise Mada e Célestine Ngoumbango massacrati il 15 novembre insieme a 80 fedeli nel campo profughi di Alindao.
Non bisogna poi dimenticare Asia Bibi, la madre pachistana che è stata condannata a morte con l’accusa di blasfemia e che è stata liberata dal carcere solo dopo 9 anni. Si stima che oltre 25 cristiani siano attualmente in carcere in Pakistan con le stesse accuse.Anche i cristiani copti in Egitto soffrono persecuzione. Tutti ricordiamo le immagini dei 21 egiziani decapitati in Libia nel 2015. Ma non mancano altri episodi ignorati dall’opinione pubblica, come l’uccisione di pellegrini copti in due attacchi a Minya avvenuti nel 2017 e nel 2018.Vi sono migliaia di casi di persecuzione e discriminazione che passano inosservati perché non vengono segnalati dai media. Secondo il Rapporto ACS sulla libertà religiosa nel mondo, il Cristianesimo è la religione più perseguitata al mondo. Questo fondamentale diritto umano è gravemente minacciato in 38 Paesi; 21 dei quali sono addirittura classificati come paesi in cui si verifica la persecuzione.ACS è grata al Santo Padre per il suo messaggio e in questo mese di marzo si unisce in particolar modo a lui pregando per questa particolare intenzione. «Preghiamo per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti».

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L’Ail in occasione dei suoi 50 anni in udienza da Papa Francesco

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

Roma Sabato 2 marzo alle ore 12 la comunità di AIL, con i volontari delle sue 81 sezioni provinciali, pazienti e familiari, medici e ricercatori, arriverà da tutta Italia per incontrare Papa Francesco, guidata dal professor Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL e dal dottor Francesco Gesualdi, Direttore generale dell’Associazione, presso l’Aula Paolo VI della Città del Vaticano. Il 2019 è un anno molto importante per l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma, l’anno nel quale ricorre il cinquantenario dalla sua fondazione, occasione per ripercorrere le tappe che hanno portato AIL a crescere e diventare punto di riferimento per i pazienti ematologici e le loro famiglie.
Il via alle celebrazioni sarà dato dall’incontro di Papa Francesco con i 6.000 volontari, pazienti e amici di AIL che con gioia e grande emozione affolleranno l’Aula Paolo VI per l’udienza generale. “Ringrazio sentitamente Sua Santità per averci concesso l’onore di incontrare la nostra Associazione in occasione di questa, per noi, importantissima ricorrenza. Questi primi 50 anni di storia della nostra organizzazione sono costellati di importanti successi – ha ricordato il professor Sergio Amadori – abbiamo contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ematologico; abbiamo moltiplicato i servizi offerti ai pazienti; abbiamo incrementato le interazioni con i centri ematologici e abbiamo visto crescere il numero dei nostri volontari, per noi patrimonio irrinunciabile. È stato un percorso non sempre semplice ma grazie al confronto continuo col territorio e le istituzioni, siamo diventati un punto di riferimento nel nostro Paese. L’AIL è un’Associazione con un passato importante e che guarda al futuro con fiducia”.Il Pontefice darà il Suo sostegno ed esprimerà la Sua vicinanza ai malati ematologici e saluterà i volontari e i medici che ogni giorno danno valore all’opera di AIL rendendo possibile la sua missione: migliorare la qualità di vita dei pazienti, sostenere la ricerca scientifica e sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della lotta ai tumori del sangue.

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Consegna del sale di Cervia al Papa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Roma Sabato 29 settembre partenza da Cervia. Alle ore 9.00 l’appuntamento è alla torre San Michele da cui il corteo dei pellegrini con i salinari e il carriolo carico di sale si avvierà verso Piazza Garibaldi. Qui il saluto delle autorità e la benedizione del sale alla presenza del sindaco Luca Coffari e delle delegazioni delle città gemellate con Cervia Aalen ( Germania) e Jelenia Gora ( Polonia). Insieme anche la delegazione di La Baule (Francia).
La prima giornata prevede una camminata attraverso le saline alla volta della pieve di Santo Stefano di Pisignano. Visita alla pieve e tappa per il pranzo, poi il cammino proseguirà alla volta di Forlimpopoli e Bertinoro.Di seguito attraversando gli appennini il gruppo giungerà a Roma per la consegnare il sale il giorno mercoledì 10 ottobre.La consegna al Papa del salfiore di Cervia iniziò quando il cardinale Pietro Barbo (diventato poi papa Paolo II) divenne vescovo di Cervia nel 1444. La tradizione venne sospesa nel 1870, in seguito agli eventi della breccia di Porta Pia, che interruppero i rapporti diplomatici tra il Vaticano e l’allora giovane Regno d’Italia. Il cardinale Pietro Barbo aveva pensato di inviare il salfiore a papa Eugenio IV (al secolo Gabriele Condulmer, zio del Barbo per parte di madre) per ringraziarlo della nomina a vescovo di Cervia, allora ricca diocesi, proprio per la produzione del sale, dello Stato Pontificio.La tradizione della consegna del sale in Vaticano è ripresa nel 2003, grazie anche all’interessamento del cervese monsignor Mario Marini, segretario aggiunto della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

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Il gelato del Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Oggi, 23 aprile, la Chiesa fa memoria di san Giorgio. Per il suo onomastico Papa Francesco offre il gelato a circa 3000 poveri di Roma, come ha reso noto l’elemosiniere apostolico, mons. Konrad Krajewski. Nel pomeriggio, centinaia di gelati saranno distribuiti ai poveri amici della Comunità in diversi luoghi: al termine della preghiera per la pace con i senza dimora, che si tiene nella chiesa di San Calisto a Trastevere, seguita – come sempre – da una cena comune. Potranno gustare il “gelato del papa” anche i migranti e i rom che vengono al centro Genti di Pace in via di San Gallicano per ricevere assistenza, aiuto legale, cure mediche e anche i malati ospiti della casa “San Francesco di Assisi”. Già ieri 150 immigrati anziani, soprattutto dalle Filippine, hanno concluso il pranzo nella mensa di Via Dandolo con il dessert offerto da Papa Francesco.

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Appello a papa Francesco

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

papa francescoQuesto papa mostra d’avere un carisma particolare e lo deve alla sua sensibilità nel percepire gli umori popolari e di farsene interprete come nel caso recente dei preti pedofili e dei loro fiancheggiatori.
A ben considerare si tratta di un discorso che va avanti da secoli nel quale la Chiesa ha sempre voluto dimostrare la sua vicinanza alla povera gente per consolarla, per affidarla alla felicità che non è di questo mondo. Ciò che oggi chiediamo alla Chiesa di Roma e a tutte le professioni di Fede è di essere conseguenti ai loro insegnamenti e di pensare all’oggi e non al mondo dei morti. Quando si afferma che esiste un altro diritto che è quella di vivere perché le religioni tentennano limitandosi a pregare sui cadaveri di milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame e per mancanza di medicine e non escono invece dalle loro ridotte per ribellarsi alla logica imperante di chi considera aberrante l’equa ripartizione delle risorse, vivendo del superfluo, mentre manca il necessario a miliardi di esseri umani?
Se incontrassi il papa gli direi: Santo padre oggi non è più il tempo della sola preghiera o dei moniti verbali. Occorre essere conseguenti poiché diventa sempre più stridente quel diritto a metà che dona la vita per riprendersela imponendo la miseria e l’abbandono a miliardi di suoi figli. Oggi la sofferenza non è il frutto del sacrificio individuale ma la conseguenza degli egoismi di una minoranza di satrapi che fa delle proprie ricchezze il risultato di uno sfruttamento indecoroso dei propri fratelli sino a condurli alla morte. E’ il tempo delle scelte di campo e del risveglio delle coscienze e delle azioni concrete. (Riccardo Alfonso)

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Come sarà la Chiesa dopo Papa Francesco?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

lateranense_ingressoMentre il Papa celebra la sua visita all’arcidiocesi di Milano alla Pontificia Università Lateranense si discute dei segni dei tempi e del suo magistero;”creativa” e “contenta”, la Chiesa in uscita del pontefice argentino sarà una Chiesa che non avrà paura di confrontarsi con la cultura del business: “Gesù ha detto a San Pietro “pasci le mie pecore”, non “conta le mie pecore”. Cosa metterà radici del pontificato di Papa Francesco? Mentre si celebra la visita apostolica del Santo Padre presso l’arcidiocesi di Milano se ne è discusso con padre Enzo Fortunato (Sacro Convento di Assisi); don Fabio Rosini (direttore della Pastorale vocazionale della Diocesi di Roma), Michael Castrilli (Docente di Church Management alla Villanova University, Pennsylvania) e don Stephen Fitcher (Centro di ricerca applicata all’Apostolato della Parrocchia del Sacro Cuore di Haworth, New Jersey) in una conferenza pluriprospettica, parte del programma del secondo giorno del Festival Internazionale della Creatività nel Management Pastorale: “La proposta della Chiesa è spesso volta a ricordare delle regole, non all’autonomia”, ha detto don Fabio Rosini: “Questo non va bene. Un buon padre spirituale non è colui che ti dice quale è la volontà del Signore: questo è paternalismo; un buon padre è colui che ti mostra il modo di trovare gli strumenti per camminare da solo”.
La Chiesa del futuro dovrà dunque essere creativa, che pratichi “la risposta d’amore ad una chiamata: perché la Chiesa non vive di progetti, ma di mete”, ha continuato don Rosini: “E i giovani di oggi sono una generazione senza padre che improvvisa la propria esistenza; un buon cuoco non è colui che cerca di fare un piatto perfetto, ma chi apre il frigorifero e improvvisa una cena con quel che c’è”. In questo senso, dunque, la Chiesa non deve avere paura di coltivare un dialogo con la cultura del mondo, del business, un dialogo fecondo: “La Chiesa fra vent’anni la penso come un luogo di coinvolgimento spirituale, di ascolto; che parli meno, che ascolti di più”, ha detto Mike Castrilli: “Che cammini nel senso dato da Papa Francesco: quando penso a lui penso subito alla frase “non abbiate paura”. E la Chiesa non deve avere paura di imparare dal business, e il business deve imparare dalla Chiesa: perché Gesù non ha detto a San Pietro “conta le mie pecore”, ma gli ha detto “pasci le mie pecore”; ciba il mio gregge, fallo crescere”.Papa Francesco sta ponendo l’attenzione sulla testimonianza: chiede che i pastori siano più esemplari che meritevoli. E le resistenze al cambiamento sono normali in ogni processo”, ha detto padre Enzo Fortunato: “Serve la consapevolezza di star facendo bene, di andare avanti nonostante tutto. Serve trovare un modo per far agire dentro di sé la grazia di Dio, trovare un modo perché si esprima nel mondo. Solo così la Chiesa potrà essere una chiesa contenta: voi siete contenti?”, ha interrogato il pubblico, nell’allegria, il frate francescano di Assisi. “La Chiesa non è perfetta, non esistono cristiani perfetti, nemmeno il Papa è perfetto; siamo tutti in cammino. Proprio per questo”, ha detto il rev. Steven Fitcher, “mi preoccupano le divisioni fra i vescovi”.

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Vittime banche dal Papa

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2016

vaticanoL’invito del Papa è “un giusto riconoscimento e una speranza per le tante persone umiliate dal sistema bancario e abbandonate dallo Stato italiano”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli commentando il ricevimento in udienza dal Santo Padre previsto per il prossimo 19 ottobre. “Siamo felici che Papa Francesco dia udienza alle vittime del ‘salva-banche’ – commenta Donzelli – abbiamo seguito da vicino le loro battaglie e crediamo che abbandonare queste persone al loro destino sia un gesto immorale, oltre che ingiusto, da parte del governo. Ci auguriamo che l’incontro con il Santo Padre – conclude Donzelli – sia l’occasione per portare una volta per tutte all’attenzione la vicenda e rispondere adeguatamente alle sofferenze che ne derivano”.

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Appello del Papa per nuovo dialogo interreligioso e nuovo percorso integrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2016

papa_woir“Siamo sicuri che questi momenti di dialogo e confronto costituiscano uno stimolo alla coesione e alla condivisione di valori e diritti nel rispetto della Costituzione italiana. Al nostro Paese potrebbe spettare il compito, attraverso un’oculata politica integrazionista, per lo più da creare e pensare, di diventare quel punto di riferimento, quel faro che illumina il percorso, di cui tutti, a livello internazionale, hanno un disperato bisogno sì da smetterla una buona volta dal procedere a tentoni in un ambito dove troppo spesso è calpestata o ignorata la dignità dell’Uomo. Il nostro Paese, erede di una tradizione giuridica millenaria, ha tutte le carte in regola per affrontare tali problematiche”. Ha aperto così il suo intervento il presidente dell’Ainc associazione italiana notai cattolici Roberto Dante Cogliandro dopo le parole del cardinale Parolin nel corso del Seminario sul dialogo interreligioso promosso dall’Università Lumsa in collaborazione con l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) del Lazio e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.
“Bisogna assolutamente regolamentare la presenza e l’inserimento degli immigrati con leggi appropriate. Solo così si potranno affrontare i tanti timori, comprensibili sia psicologicamente che oggettivamente, che pervadono vasti settori del nostro Paese, e che prendono corpo quando del diverso, dell’altro da sé, non si fa un’esperienza di carta e di carne, vale a dire: non lo si incontra con lo studio e nella fatica del condiviso vivere quotidiano, dove lo Stato, con le sue Leggi, si fa garante dell’ordine sociale”, ha proseguito Cogliandro seguendo le indicazioni di papa Francesco in una fase in cui anche da Assisi la Comunità di Sant’Egidio in queste stesse ore rilancia un messaggio di dialogo. “La non regolamentazione del rapporto (Intesa) tra l’Islam e lo Stato Italiano costituisce sotto il profilo giuridico e civile, un elemento di debolezza che determina il permanere dell’Islam allo status di ‘religione degli immigrati’ pur essendo numericamente la terza religione del Paese e la religione di una minoranza consistente di cittadini italiani. A difetto di un organismo che rappresenti unitariamente le comunità musulmane d’Italia, nel loro complesso, le organizzazioni islamiche rappresentano il concreto tentativo di aggregazione dei musulmani per trovare un dialogo con le istituzioni italiane al fine di evitare che la mancata regolamentazione con lo Stato italiano possa avere ricadute negative sulla società civile e sul corretto processo d’integrazione delle comunità musulmane d’Italia.
Per ovviare a tali difficoltà, ad una sorta di deficit normativo, sarebbe auspicabile che dal punto di vista politico si possa stimolare una forma di cittadinanza attiva e al contempo un processo autonomo di aggregazione dell’Islam, o almeno di alcune sue parti, in vista del riconoscimento giuridico. Anche in relazione ai recenti problemi della radicalizzazione, il problema della formazione degli imam (piuttosto che gli imam fai da te) è di particolare importanza e delicatezza, considerato il ruolo e l’influenza che essi esercitano all’interno delle rispettive comunità”, ha concluso Cogliandro. (foto:Cogliandro)

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Viaggio del Papa in Armenia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

armeniaIn occasione del viaggio apostolico di Papa Francesco in Armenia, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato alla Chiesa cattolica locale oltre 50mila euro per la preparazione e la realizzazione della visita.I fedeli armeni attendono con ansia di ricevere il Pontefice che sarà nel paese caucasico da domani fino a domenica. E ACS ha donato loro il necessario per prepararsi a questo evento e per raggiungere i luoghi della visita ed incontrare il Santo Padre. «Abbiamo ricevuto moltissime richieste da parte di persone che vogliono assistere alla messa in Piazza della Repubblica a Yerevan – spiega monsignor Raphael Minassian, ordinario per gli Armeni cattolici dell’Europa Orientale – tanto che abbiamo dovuto predisporre dei maxischermi in una piazza attigua che il Santo Padre visiterà dopo la funzione. Ci aspettiamo più di 50mila persone». Ad occuparsi dei preparativi saranno oltre 300 volontari. «Tutte le nostre 40 parrocchie parteciperanno alla visita – aggiunge il presule – che speriamo ci rafforzerà nella fede».La fondazione pontificia sostiene da molti anni la comunità cristiana dell’Armenia, alla quale nel 2015 ha donato oltre 93mila euro. Una particolare attenzione è rivolta a progetti pastorali quali la formazione di sacerdoti e seminaristi, e i campi estivi e momenti di raccoglimento per bambini e ragazzi. Come il corso domenicale offerto a 280 bambini di Artik, nel nord del paese, dove i piccoli hanno potuto studiare catechismo, leggere la Bibbia e conoscere la storia del Cristianesimo in Armenia.ACS dona inoltre di che vivere ai siriani cristiani rifugiatisi in Armenia, che ricevono anche un sostegno psicologico e spirituale. Quaranta piccoli rifugiati hanno partecipato lo scorso anno ad uno dei campi estivi, finanziati da ACS, nella città di Tsaghkatzor, nella cosiddetta Valle dei Fiori. I campi estivi sono organizzati dalle Suore dell’Immacolata Concezione di Gyumri, che la fondazione aiuta dal 1997. Sabato mattina il Papa farà visita al loro convento che ospita anche un orfanotrofio ed un centro diurno per anziani.
L’impegno di ACS in Armenia non trascura la diffusione della fede attraverso i mezzi della comunicazione. Per questo la fondazione ha donato nel 2015 un contributo per l’estensione della ricezione di Radio Maria. Infine un importante apporto è stato dato anche alla pubblicazione di testi religiosi, quali la Dottrina sociale della Chiesa cattolica.“Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2015 ha raccolto oltre 124 milioni di euro nei 22 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 6.209 progetti in 148 nazioni. (foto: armenia)

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Papa: Premio Carlo Magno

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2016

papa francesco“E’ un discorso toccante, che scuote l’Europa dalla sua rassegnazione e dalle sue paure invitando tutti a unirci al suo sogno e a lavorare per un nuovo umanesimo europeo”. Così Andrea Riccardi commenta il discorso di Papa Francesco durante il conferimento del prestigioso premio Carlomagno. Dalla Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – insignito anche lui del “Karlpreis” nel 2009 – parla di un forte messaggio di speranza che guarda al futuro e alle nuove generazioni: “L’appello di Francesco, la sua accorata domanda, ‘Che cosa ti è successo Europa’, richiede una risposta larga e generosa, lontana dagli egoismi e i muri a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi. Il suo ‘Sogno’ sull’Europa, ripetuto più volte – che ricorda l’’I have a Dream’ di Martin Luther King – ci sollecita a riprendere a sognare, insieme a lui, un’Europa senza muri, ma con tanti ponti da costruire. Un’Europa in cui – come ha ci ha esortato – ci sia posto per tutti: giovani, anziani, migranti e famiglie, insieme al diritto per ogni cittadino ad una vita più dignitosa e al lavoro. Ma Francesco ci ha anche indicato gli strumenti per realizzare il sogno: essere capaci di integrare, dialogare e generare, le tre capacità di cui deve nutrirsi il nuovo umanesimo. In definitiva, al di là di ogni populismo e mancanza di visione, le uniche vie su cui incamminarci se vogliamo dare un futuro e una nuova giovinezza alla nostra Europa”.

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Invito del Papa in Pakistan

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2016

pakistan«Siamo venuti a Roma per invitare il Santo Padre in Pakistan e lui ha accettato». Così il ministro federale per la navigazione del Pakistan, Kamran Michael, ha dichiarato ieri al fondatore dell’Associazione Pakistani Cristiani in Italia, il prof. Shahid Mobeen, durante un incontro informale in Vaticano in occasione del quinto anniversario dell’assassinio di Shahbaz Bhatti. Michael, unico ministro cristiano dell’attuale governo, è venuto a Roma assieme al ministro per gli Affari Religiosi, Sardar Muhammad Yousaf, appositamente per consegnare al Santo Padre una lettera di invito da parte del Primo Ministro del Pakistan Nawaz Sharif. L’invito al Papa è avvenuto ieri durante l’udienza generale in Piazza San Pietro. Questo pomeriggio Michael e Yousaf incontreranno anche il Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, per ribadire l’invito e discutere di eventuali dettagli. La visita non è ancora certa, ma il probabile viaggio del Papa a settembre in India, per la canonizzazione di Madre Teresa, è stato visto dal governo pachistano come un’occasione preziosa. L’ultimo viaggio apostolico di un Pontefice in Pakistan è stato quello di Giovanni Paolo II nel 1981. Il Papa Santo si fermò soltanto un giorno nel paese.
Michael e Sardar hanno raccontato al prof. Mobeen la grande attesa in Pakistan per un possibile arrivo di Papa Francesco. «Il Premier Sharif stima molto il Pontefice e desidera fortemente riceverlo in patria». Un desiderio che si estende all’intera comunità pachistana. Bergoglio è infatti molto apprezzato anche dai musulmani, che in Pakistan rappresentano circa il 96% della popolazione. «Siamo sicuri che il Papa potrà dare anche un importante contributo al dialogo interreligioso». Un ambito, quello dei rapporti tra le fedi, nel quale il governo pachistano ha intenzione di investire maggiormente in futuro e per questo ha chiesto espressamente il contributo del prof. Mobeen, docente di Pensiero e religione islamici presso la Pontificia università Lateranense.
Come già avvenuto in Repubblica Centrafricana, la visita del Pontefice in Pakistan favorirebbe certamente un nuovo corso nel dialogo tra le religioni in un paese fortemente afflitto dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. La piccola minoranza cristiana – appena il 2% della popolazione – che affronta quotidianamente discriminazioni e persecuzioni soprattutto a causa della cosiddetta legge antiblasfemia, trarrebbe dalla visita del vescovo di Roma grande forza per continuare a testimoniare la propria fede nonostante le gravi difficoltà. «Per noi cristiani del Pakistan – ha detto Michael a Mobeen – sarebbe una vera e propria benedizione».
Nell’occasione ieri a Roma il ministro cristiano ha ricordato assieme all’Associazione Pakistani Cristiani in Italia il ministro Shahbaz Bhatti. «Shahbaz era come un fratello per me – ha affermato il politico – Era un vero leader carismatico, votato alla causa di rendere il Pakistan un Paese in cui regnino pace e armonia. E noi continueremo sul cammino da lui iniziato».

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Convegno sul Collegamento Nazionale Santuari

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2015

padre magroRoma dal 23 al 27 novembre presso la sede del CNS, (Hotel “Casa Tra Noi”, Via Monte del Gallo 113) si terrà il Convegno e l’Assemblea Generale che si prepareranno all’avvio dell’Anno giubilare che coinciderà con l’Anno della Misericordia indetto dal Pontefice, un momento per fare memoria della storia e progettare con speranza il futuro dell’Associazione.«La scelta di svolgere a Roma il Convegno in questo preciso anniversario – prosegue padre MARIO MAGRO – è scaturita dal fatto che nel giubileo della nostra storia vogliamo confermare la nostra fede accanto alla Cattedra di San Pietro, simbolo dell’autorità del Papa, nostro Pastore e guida, del suo magistero e dell’insegnamento evangelico che, quale successore di Pietro, è chiamato a custodire e trasmettere alla comunità cristiana. Insomma un ritorno alle origini della nostra fede cristiana.
Lo specifico tema scelto – “Santuari: Giubileo di una storia. Memoria grata, vicina, profetica”– cercherà di facilitare il confronto tra i Rettori e tutti gli Operatori che quotidianamente prestano la loro opera nei santuari con il preciso intento di guardare con gratitudine al passato per leggere ciò che è stato attraverso gli occhi della fede e interpretare i segni di questi tempi così particolari, da rispondere con creatività alle necessità della Chiesa. Siamo chiamati a vivere il presente con passione – seguita padre MARIO MAGRO – e la grata memoria del passato ci spinge in attento ascolto di ciò che lo Spirito dice alla Chiesa, per essere autentici testimoni di Cristo. Auspichiamo per noi rettori dei santuari una vita sacerdotale più semplice, vicina a chi, accanto a noi, necessita di un gesto di amore e di carità, secondo l’invito del Papa. Dobbiamo diventare artefici di una prossimità che si esprima accanto agli altri. Ecco perché nel tema abbiamo inserito la frase “memoria vicina”: per fare tesoro di una Chiesa in uscita, in missione, accanto agli ultimi, che oggi sono i migranti, gli emarginati».
Operare nel nome della Misericordia, seguendo le indicazioni che vengono da un Papa arrivato dalla “fine del mondo” che ha scelto il nome di Francesco per tracciare, chiara, la via. Questo il compito riservato ai Rettori dei santuari: accogliere e mettere in risalto il Prossimo. I sacerdoti debbono essere guida e pastore per quanti affluiscono al Santuario, in pellegrinaggio, in raccoglimento di fede.Una sfida non da poco in questo momento storico e sociale tanto delicato in cui la Chiesa ripensa se stessa; così come l’altra sfida da cogliere è quella di ribadire il ruolo della Chiesa in un contesto sociale dominato dalla tecnologia. Webcam, siti internet, social media dirette televisive portano la fede direttamente nelle case: come rafforzare il significato del pellegrinaggio, di una fede vissuta fisicamente con l’accedere al Santuario?
Tra i momenti più intensi dei cinque giorni di Convegno nazionale, la prolusione di Sua Eminenza Cardinale BENIAMINO STELLA, Prefetto della Congregazione per il Clero, (lunedì 23 novembre ore 18); la celebrazione eucaristica sulla tomba di San Pietro presieduta da Sua Eminenza Cardinale ANGELO COMASTRI, Arciprete della Basilica di San Pietro (martedì 24 novembre ore 8); la visita alla Cappella Sistina con la guida d’eccezione del Professor ANTONIO PAOLUCCI, Direttore dei Musei Vaticani, mercoledì 25 novembre (ore 8).
Durante i lavori del Convegno inoltre, nella giornata di giovedì 26 novembre (dalle ore 15) si svolgeranno le elezioni per il Consiglio Direttivo del Collegamento Nazionale dei Santuari per il triennio 2016–2019. A sottolineatura dell’elezione del nuovo Presidente del CNS, seguiranno le relazioni finali sul triennio di mandato del Consiglio di padre MARIO MAGRO Rettore del Santuario di Sant’Antonio di Messina, e di padre ENZO POIANA Rettore della Basilica di Sant’Antonio a Padova. (foto: padre magro)

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Il papa e le prerogative del matrimonio: nessun cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2015

vaticano“Ieri sera Piazza San Pietro era davvero uno spettacolo: la veglia di preghiera era già cominciata da almeno due ore con le testimonianze di tante famiglie quando si è sentita la voce del Papa. Era sua la voce che tutti volevano ascoltare, per capire una volta di più che modello di famiglia il Papa presenterà durante i lavori del sinodo. Far famiglia appare sempre più difficile e i racconti di tante coppie, pur unite da un vincolo di reciproca fedeltà, hanno evidenziato la complessità di gioie e di dolori attraverso cui passa ogni famiglia nel corso degli anni. Ma la crisi della famiglia ha un prezzo altissimo, perché ne aggredisce l’identità, ne spegne la vitalità e la condanna ad una solitudine senza precedenti, che di fatto ricade su tutta la società, riducendone la coesione e la naturale solidarietà”. Lo afferma Paola Binetti, deputato del Gruppo Area popolare (Ncd-udc).
“Il dibattito mediatico, a distanza di oltre un anno, – continua – sembra ancora polarizzato su due aspetti: la comunione ai divorziati e il matrimonio per le coppie omosessuali. Le interviste che oggi trovano un’eco mediatica più intensa, e forse più sconcertante, sono quella al Cardinal Ruini e quella a monsignor Krzysztof Olaf Charamsa. La prima perché ribadisce la dottrina di sempre, con la chiarezza dei suoi valori e delle sue posizioni, ma anche con la prospettiva della misericordia, tipica della paternità e della maternità della Chiesa. L’altra, quella di Monsignor Charamsa, per la sua confessione pubblica e per le sue dichiarazioni provocatorie con cui interpella il papa, sollecitandolo a schierarsi durante il sinodo dalla parte degli omosessuali.
E conclude: “Il tempismo di entrambe non sorprende: sappiamo già che accanto al sinodo dei padri sinodali ci sarà un sinodo che si svolgerà sui giornali, sui social media, nella pubblica opinione, che inevitabilmente prenderà posizione in un senso o nell’altro. Eppure il Papa è stato chiarissimo anche a Filadelfia, dove ha ribadito che le prerogative del matrimonio, e non solo del matrimonio cattolico, sono quelle di sempre e non possono essere cambiate neppure da un sinodo straordinario sulla famiglia a cui fa seguito un sinodo ordinario. Ciò che può cambiare è il nostro atteggiamento di accoglienza e di inclusione, concretamente verso i divorziati risposati e verso gli omosessuali, dal momento che sono loro ad essere stati messi al centro della scena mediatica. Un atteggiamento di inclusione e di apprezzamento per tutto ciò che fanno di bene, e spesso di molto bene, in tanti campi della nostra società. E’ questo il senso di sentirci tutti Chiesa, con la prospettiva del Giubileo della misericordia, che non giudica, non condanna, ma non stravolge neppure le categorie della verità consolidata della tradizione”.

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Papa a Cuba

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2015

cubaUsa e Cuba diano esempio di riconciliazione…. Lo ha detto Papa Francesco parlando a due leader, a due governo, a due popoli…, ” lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “l’entusiasmo convinto con cui sono state accolte queste parole del Papa ha un che di liberatorio che la gente attendeva da anni: un bisogno profondo di pace e di libertà. È la pace è stata possibile grazie alla paziente tessitura di tre papi: segno concreto del ruolo insostituibile della chiesa nel mondo contemporaneo e della fecondità del pensiero cattolico nel suo incontro con tutte le altre culture. Ma non possiamo dimenticare la voce accorata del Papa parlando ad Israele e alla Palestina; alla Siria e a tutti i Paesi di un Medio-Oriente attraversato da violenze disumane e in preda all’Isis che fa terra bruciata dovunque arriva. È sempre la voce del Papa che invita a fermarsi, a riflettere insieme a pregare insieme per quanto possibile, stando sempre dalla parte dell’uomo, per poter stare dalla parte di Dio.” Conclude l’onorevole Binetti: “Fino a quando continueranno violenze, guerre, in qualsiasi parte del mondo il dolore degli uomini sarà un dolore tremendo. Eppure proprio il dialogo Cuba-USA di questi giorni, benedetto da uno degli uomini più miti della storia, ci dice che la pace è possibile: sempre e comunque. Forse tutti possono ricominciare a sperarlo dopo aver assistito ad un cambiamento epocale che chiude definitivamente un’era di grandi ideologie, ma anche di grandi sofferenze… Può essere un buon modo per arginare questi flussi infiniti di migranti in cerca di pace, oggi ancor più che allora…”

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Dimissioni Papa: dichiarazione card. Romeo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Tutti abbiamo appreso, con commozione ed interiore partecipazione, la notizia diffusa dai media e confermata poi ufficialmente dalla Sala Stampa Vaticana che ha reso pubbliche le stesse parole del Santo Padre Benedetto XVI davanti all’odierno Concistoro di Cardinali convocato per alcune canonizzazioni. Con la sollecitudine di un Padre, desidero riportarle ai figli di questa Chiesa pellegrina in Palermo: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.
Nella dichiarazione, il Santo Padre ha anche voluto ringraziare tutti i Cardinali per l’amore e il lavoro con cui lo hanno accompagnato nel portare avanti l’onere del ministero petrino. Ha, inoltre, chiesto umilmente perdono per tutti i suoi difetti, e ha concluso dicendo: “Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”. Come Padre e Pastore di questa Santa Chiesa che è in Palermo, mi faccio interprete dei sentimenti di tutta la Comunità Diocesana: accogliamo questa sovrana decisione del Santo Padre, figlie e figli miei carissimi, con quella stessa fede che, in questo particolare anno di grazia siamo tutti spronati a professare e confermare, specie nei momenti di smarrimento e confusione.
Esprimiamo filiale vicinanza al Santo Padre Benedetto XVI, nel cui ministero abbiamo sempre confidato per trovare in lui il Successore di Pietro che confermasse la nostra fede. Ciò si è reso visibile nella memorabile Visita Pastorale che egli ha voluto compiere il 3 ottobre 2010 a Palermo, nella quale, con volto gioioso, ha avuto modo di affermare in Piazza Politeama: “Il Vescovo di Roma va dovunque per confermare i cristiani nella fede, ma torna a casa a sua volta confermato dalla vostra fede, dalla vostra gioia, dalla vostra speranza!”.
Assicuriamo al Papa Benedetto XVI la nostra preghiera, perché il Signore lo ricolmi di tutte le grazie necessarie per portare il peso di questa difficile e sofferta decisione, e perché essa stessa non sia oggetto di superficiali strumentalizzazioni ma sia accolta nell’unica prospettiva da tenere presente, quella del bene della Chiesa. Proprio alla Chiesa vogliamo guardare, con occhi di gratitudine, perché in lei siamo nati e in lei cresciamo continuamente, guardando al suo futuro, con quella serena fiducia che le parole del Maestro le hanno continuato ad infondere nei secoli, e che ancora oggi ci rassicurano della sua costante presenza: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).(Paolo Card. Romeo)

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Giovanni Paolo I

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

A cent’anni dalla nascita, esce la biografia completa e documentata su Albino Luciani, diventato “il papa dei trentatré giorni” con il nome di Giovanni Paolo I. Dalla nascita nel 1912 alla vigilia della Grande Guerra, sino all’addio avvolto nel mistero la notte del 28 settembre 1978, viene ripercorsa l’intera vita del terzo patriarca di Venezia del Novecento salito sulla cattedra di Pietro. L’autore ha valorizzato fonti scritte note e inedite, fino ai ricordi più attendibili degli ultimi testimoni. di Marco Roncalli Edizioni San Paolo
736 pagine € 34,00

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Napolitano: messaggio al Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2011

A victim? NOT!

Image by giopuo via Flickr

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a Sua Santità Benedetto XVI il seguente messaggio: “Santità al rientro dal suo viaggio apostolico in Germania, desidero rivolgerle il più cordiale bentornato. Nel nobile auspicio di un sempre più intenso rinnovamento etico del nostro paese che Ella ha inteso esprimermi riconosco quell’affetto per l’Italia che ha sempre caratterizzato il Suo magistero. Ne sono profondamente toccato. Nei messaggi di singolare ricchezza e profondità che hanno caratterizzato la Sua missione in terra tedesca ho colto insegnamenti ai quali mi sento particolarmente vicino, sulla politica come impegno per la giustizia e sulla nascita del patrimonio culturale dell’Europa.Con gratitudine per la Sua fervida opera Le rivolgo il mio affettuoso pensiero”.

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Il Papa a Madrid

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 agosto 2011

Benedetto XVI

Image by pablocanateam via Flickr

«Da Madrid le parole di Benedetto XVI risuonano come un monito a sostenere e incoraggiare i giovani per tutti coloro che hanno delle responsabilità educative e istituzionali a vari livelli». Così Gianluigi De Palo, Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale che si trova a Madrid per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Partito in pellegrinaggio con circa 7 mila giovani della Diocesi di Roma, insieme alla sua famiglia, De Palo accoglie l’intervento del Santo Padre come pellegrino e come amministratore. «In questo momento di grande crisi internazionale non possiamo negare le paure e le ansie delle giovani generazioni. Il futuro, un lavoro degno, la precarietà, le dipendenze. Gli argomenti trattati da Benedetto XVI arrivando a Madrid racchiudono le preoccupazioni dei nostri giovani, anche degli oltre settemila arrivati sin qui da Roma. Sono convinto che, come afferma anche il Santo Padre, la crisi occidentale ha delle radici culturali ed antropologiche. Per questo, a Roma, stiamo provando a responsabilizzare i giovani rendendoli protagonisti del proprio presente e futuro, offrendo loro gli strumenti utili per mettersi al servizio della città e innalzando il livello delle proposte educative. Lo dimostrano anche i bandi recentemente pubblicati: un investimento di oltre un milione di euro per le politiche giovanili, che non è solo un segnale di attenzione economica, che in questo tempo di crisi e di tagli non è poco, ma anche, e soprattutto, di incoraggiamento per valorizzare la loro creatività e il loro spirito di servizio». «Proprio l’altra sera ho assistito alle manifestazioni di dissenso e contestazione degli “indignados” in Plaza del Sol. Sono convinto che questa Giornata Mondiale della Gioventù dimostrerà ai giovani spagnoli e a quelli di tutto il mondo che un altro futuro è possibile, che oltre all’indignazione c’è un altro modo di dire le cose e di testimoniare l’energia, l’entusiasmo e i propri sogni. Madrid e il mondo, in questi giorni, stanno scoprendo che i giovani hanno molto da dare e da dire. E lo possono fare con il sorriso sulle labbra. Finalmente, dal popolo delle Gmg una contestazione del sì, perché le cose possono migliorare solo se prima cambiamo il nostro cuore e se l’altro non è visto solamente come un nemico».

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I rom in udienza dal Papa

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Roma città vaticano 11 giugno il Papa riceverà in udienza più di 1500 Rom Sinti, Manuches, Kale, Yenish e Travellers da 20 Paesi d’Europa, dall’Italia e da molti “campi” di Roma, nella ricorrenza del 75° anniversario del martirio e dei 150 anni dalla nascita del beato Zeffirino (Ceferino) Giménez Malla (1861-1936), gitano martire della fede di origine spagnola. L’evento è stato realizzato dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana, e dalla Diocesi di Roma. L’incontro rinnova l’attenzione della Chiesa per questo popolo: Paolo VI li incontrò a Pomezia nel 1965 e li accolse nel 1975 a Castel Gandolfo. Giovanni Paolo II, incontrò più volte varie delegazioni e proclamò Beato il gitano Zeffirino nel 1997. Durante il Grande Giubileo del 2000 poi, il Papa chiese perdono al Signore anche per i peccati commessi nei confronti degli Zingari dai figli della Chiesa. Tra le testimonianze, vi sarà quella di Ceija Stojka, romnì austriaca deportata a 9 anni prima ad Auschwitz, poi a Ravensbrück ed a Bergen-Belsen. La sua famiglia contava più di 200 persone e solo 6 sopravvissero alla guerra e allo sterminio.
Nel pomeriggio di sabato 11 giugno, alle 18.00, la Comunità di Sant’Egidio organizza una veglia di preghiera nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Nella cerimonia un oggetto religioso del Beato Zeffirino sarà consegnato e deposto sull’altare dei martiri di Spagna.Al termine della veglia ci sarà una festa in piazza tra cittadini romani, italiani e Rom.

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Giovanni Paolo II: Papà dell’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2011

Roma 9 maggio 2011 alle 18.30 Vicolo di Papa Leone 131 presso l’associazione casale Europa convegno su “Giovanni Paolo II Pilastro identita’ europea” “Giovanni Paolo II, di cui Roma ha avuto l’onore immenso di celebrare la beatificazione pochi giorni fa, non soltanto è un esempio di riconosciuto carisma e di santità, ma è certo che rappresenti un padre dell’Europa, un testimone dei valori e della cultura del nostro continente, delle idee e dei simboli che ne costituiscono l’identità e che non devono essere dimenticati. Ci suona naturale quindi chiamarlo affettuosamente ‘papà dell’Europa’ perché come ogni padre affettuoso, pur insegnando ai propri figli il rispetto e la solidarietà verso gli altri, non ha mai dimenticato di parlar loro e di istruirli rammentando quelli che sono i capisaldi del pensiero del vecchio continente, delle nostre nazioni e delle nostre famiglie, ergendosi a pilastro dell’identità europea”, lo dichiara in una nota Fabrizio Santori (Pdl), consigliere di Roma Capitale, che interverrà al convegno intitolato: “Giovanni Paolo II, il papà dell’Europa”, cui prenderanno parte, inoltre, Giovanni Tridente, della Pontificia Università Santa Croce; Luigi Fioriti, Diacono dell’Eparchia di Lungro, e Daniele Venturi, Responsabile dei Papaboys. “Lanciare un messaggio di contenuti e di valori proprio da Roma, nel giorno della Festa dell’Europa, che ricade il 9 maggio, significa poter dare un concreto contributo allo sviluppo di un’entità che purtroppo fatica a decollare sotto il profilo dell’identità e degli obiettivi che intende prefiggersi per il futuro, garantendo soprattutto ai più giovani un valido senso di orientamento per poter arrivare a pensare finalmente anche europeo”, conclude Fabrizio Santori.

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