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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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“Research Report on Paper and Paperboard Import in China, 2019-2023”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Based on this research, the demand for paper and paperboard imports in China will continue to grow from 2019 to 2023.The major driving forces include the lower average price of imports than domestic counterparts and the sluggish growth in domestic production of paper and paperboard resulting from the shortage of raw materials and the upward costs of labor, land, energy resources and other production factors.
According to this analysis, with the development of China’s economy and the improvement of living standards, the per capita consumption of paper and paperboard shows an upward trend. Meanwhile, China’s net annual population growth is between 8 million and 10 million, which leads to an increasing demand for paper and paperboard in China and promotes the development of China’s papermaking industry.However, the papermaking industry is dependent on forest resources which are scarce in China. As China tightens its environmental protection policies and the forest coverage rate decreases, the fiber materials for papermaking are in increasingly short supply. Besides, the labor costs in the Chinese manufacturing sector keeps rising. Therefore, China needs to import a large quantity of paper and paperboard to cover the shortage of domestic capacity.
The Chinese government has set no administrative barriers against paper and paperboard import, e.g. making paper and paperboard exclusive to state-owned enterprises, or introducing import quota administration for paper and paperboard. But import tariffs vary greatly among China’s paper and paperboard imports. For instance, the MFN rate and general rate on the commodity that has the heaviest tax burden is respectively 35% and 100%. The import tariffs on newsprint, kraft paper, etc. are lower with the lowest MFN rate being 2%.
According to this analysis, the import volume of paper and paperboard in China is rising in recent years. It reached 6.27 million tons in 2018, increasing by 122.3% as compared to 2014. And the import value reached USD 5.53 billion, increasing by 54% as compared to 2014.
The reasons for the growing paper and paperboard imports mainly include: (1) The price of imported paper and paperboard is lower than that of domestic counterparts; and (2) the quality of imported paper and paperboard is better than that of domestic counterparts. But market trends vary greatly among China’s paper and paperboard imports.Overall, product segments that have great price differences with domestic counterpart see faster growth. For example, with the development of Intermedia, the sales volume of newspaper, magazines and other print media is decreasing in China, which brings down the demand for newsprint. However, the import volume of newsprint in China grew by 860% from 2014 to 2018 because the price of imported newsprint was far lower than that of domestic newsprint.In recent years, the demand for liner board keeps rising with the rapid development of the e-commerce and logistics industries. As the import price differed little from the domestic market price, the import volume of liner board in China grew by only 65.10% from 2013 to 2017.

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WOPART – Work on Paper Art Fair

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

Lugano Dal 20 al 23 settembre 2018 il Centro Esposizioni Lugano ospita la terza edizione di WOPART – Work on Paper Art Fair, la fiera internazionale interamente dedicata alle opere d’arte su carta organizzata da Lobo Swiss e diretta da Luigi Belluzzi.Più di novanta espositori, di cui 74 gallerie provenienti da 11 paesi – ancora una volta selezionate da un comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte – affiancate da editori d’arte e istituzioni internazionali presenteranno a WOPART 2018 un ampio panorama di opere realizzate esclusivamente su supporto cartaceo: dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello, alle stampe orientali fino alle carte di artisti contemporanei, con uno sguardo trasversale su tecniche, linguaggi ed epoche.Molte le novità di questa terza edizione di WOPART: dal format della fiera, che si arricchisce di nuove sezioni, all’identità visiva rinnovata, progettata da Mousse Agency, all’esclusiva VIP Lounge, realizzata per la prima volta in partnership con la Maison Suisse d’Horlogerie Eberhard & Co. affiancata dalla prestigiosa Orologeria Mersmann.Dopo il successo delle prime due edizioni, WOPART 2018 cresce sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, arricchendo il suo format: accanto alla Main Section, che quest’anno raccoglie 62 gallerie internazionali, fa la sua comparsa per la prima volta la nuova sezione Emergent, con 12 gallerie che presentano stand dedicati a giovani artisti emergenti.Altro elemento di novità di WOPART 2018 è la seconda edizione di REAL, la Rassegna di Editoria d’Arte di Lugano, a cura della casa editrice Artphilein Editions e della libreria Choisi, che quest’anno trova spazio all’interno del padiglione fieristico del Centro Esposizioni di Lugano. Accanto agli stand delle gallerie, REAL propone una panoramica sul mercato dell’editoria d’arte con la presenza di 11 stand dedicati a editori e artisti internazionali (selezionati per open call) che vanno dagli editori più tradizionali, che utilizzano la stampa a caratteri mobili, l’incisione e la rilegatura a mano, alle case editrici specializzate in libri fotografici e libri d’artista contemporanei. Nelle giornate della fiera sono previsti momenti di book-signing e incontri per presentare al pubblico le nuove uscite editoriali.All’interno del Centro Esposizioni Lugano due focus espositivi d’eccellenza integrano l’offerta della manifestazione per il pubblico: la mostra Giampiero Bodino. Il sogno delle idee, dedicata al maestro indiscusso dell’Haute Joaillerie italiana, e la mostra fotografica Buby Durini for Joseph Beuys: Difesa della Natura in the world, a cura di Giorgio D’Orazio, con opere dalla Kunsthaus di Zurigo. Sempre la fotografia sarà protagonista di un’altra mostra, allestita negli spazi esclusivi della Eberhard & Co. & Mersmann VIP Lounge.
Nel calendario degli appuntamenti ospitati all’interno del Centro Esposizioni Lugano si segnala anche il WOPART PUBLIC PROGRAM: un programma di conversazioni, proiezioni, attività didattiche, interviste con artisti, critici e storici dell’arte, consulenti e specialisti di investimenti in arte, per avvicinare il pubblico ai temi e ai protagonisti di un settore – quello delle opere d’arte su carta, e più in generale dell’arte – di sempre maggiore interesse. I talk del WOPART PUBLIC PROGRAM sono realizzati in collaborazione con Associazione Culturale Zartel, Baronessa Lucrezia De Domizio Durini, Cukier Goren-Goldstein Foundation, Fondation BNP Paribas Suisse – Collection d’entreprise, Fondazione Federica Galli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Kunsthaus di Zurigo e Visarte; i laboratori didattici per la scuola primaria e secondaria di secondo grado sono realizzati in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Fondazione Federica Galli; la proiezione in anteprima esclusiva del film Beuys Frame, di Pierparide Tedeschi e Marco Ligabue, sono in collaborazione con la Kunsthaus di Zurigo e la Baronessa Lucrezia De Domizio Durini.Altra novità di rilievo per WOPART 2018 è la nascita dell’Art Week di Lugano, una settimana di inaugurazioni ed eventi organizzati in collaborazione con la Città di Lugano e con le principali realtà cittadine che operano nella promozione e nella conoscenza dell’arte moderna e contemporanea in città. WOPART è quindi capofila di un ricco programma di inaugurazioni e aperture speciali che coinvolge per l’intera settimana della fiera istituzioni pubbliche, fondazioni e gallerie private, che culminerà con la Gallery Night venerdì 21 settembre.Infine, la nuova identità visiva di WOPART è stata progettata da Mousse Agency, che per la Work on Paper Art Fair di Lugano ha trovato ispirazione nei collage di Hans Arp, nei cut-out di Henri Matisse e negli studi sull’interazione del colore di Josef Albers: semplici forme geometriche sono disposte su un piano a simulare fogli o pezzi di carta in un processo creativo, modulare e generativo, accompagnate da un logo che si colloca nel solco della tradizione dei caratteri bastoni svizzeri.WOPART si conferma quindi come un appuntamento sempre più importante per approfondire la conoscenza e il mercato delle opere d’arte su carta, nicchia che ha ormai conquistato un interesse a livello globale non solo per la relativa accessibilità dei prezzi. Quello della carta è, infatti, un segmento specifico del mercato dell’arte che negli ultimi anni è diventato sempre più vivace e dinamico, capace di appassionare tanto gli addetti ai lavori che i neofiti, tanto i grandi collezionisti quanto gli absolute beginner.WOPART è organizzata da Lobo Swiss, con il patrocinio della Città di Lugano. Sponsor di WOPART 2018 sono: BNP Paribas, Helvetia e The View Lugano. La fiera è organizzata con il supporto di: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, Biennale del Disegno di Rimini, SBF+ Associazione dei fotografi professionisti e fotodesigner svizzeri e Visarte. Car display: Tesla. Official Wine: Bellavista Franciacorta.

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Paper di Marina Marcolin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

Toscolano Maderno (BS) 17 giugno – 15 luglio 2018 Opening domenica 17 giugno ore 16.30 Museo della carta Via Valle delle Cartiere. La mostra, dal titolo Paper, presenta una selezione di una ventina di opere che tracciano il percorso artistico degli ultimi due anni di una delle voci più interessanti dell’illustrazione italiana. L’esposizione, organizzata dal Museo della Carta in collaborazione con lo Spazio Arte Duina di Brescia, presenta una ventina di acquerelli, tra cui, per la prima volta, alcuni paesaggi inediti dedicati al Lago di Garda e in particolar modo alla Valle delle Cartiere. Si tratta di un ulteriore anello della ricerca dell’artista vicentina ormai nota a livello internazionale. Al centro dei lavori di Marina Marcolin rimane sempre la natura con i suoi mutamenti. Le opere dell’illustratrice nascono dall’osservazione di un mondo in cui la presenza umana si intreccia spontaneamente con i cicli della natura. Non si tratta mai di un atteggiamento mistico di fronte all’ineffabilità della natura, piuttosto un porsi di fronte ad essa in una dimensione contemplativa. La mano dell’artista diviene così testimone di una natura che vive, sfugge e lascia tracce di sé in atmosfere a tratti oniriche ma sempre ancorate con le loro radici nella terra più grezza. Marina Marcolin, mantiene il suo lavoro in una nicchia elegante e appartata che si rivolge ad un pubblico trasversale, che sa apprezzare la delicatezza e la qualità di lavori che si rivelano tramite le texture del disegno, la fluidità dell’acquerello e le ombre profonde e inquiete dell’inchiostro. Marina Marcolin è nata a Vicenza nel 1975. Pittrice e illustratrice, collabora con case editrici e gallerie nazionali e internazionali. I suoi lavori sono stati pubblicati in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Olanda, Grecia, Taiwan, Corea, Irlanda, Inghilterra, Stati Uniti ed esposti al Museum of American Illustration di New York, alla Mostra Internazionale Bologna Children’s Book Fair, all’Itabashi Art Museum e all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, all’Auditorium della Musica di Atene, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Museo della Carta di Fabriano e nella Basilica Palladiana di Vicenza. Vive e lavora ad Arcugnano, tra un lago e il bosco.

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Schengen à l’épreuve: enjeux et perspectives politiques

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2016

SchengenAntónio Vitorino et Yves Bertoncini analysent les racines civiques et diplomatiques de la crise de l’espace Schengen afin d’évaluer son ampleur et d’identifier les possibilités d’en sortir au cours des mois à venir. Leur Policy paper combine trois séries de constats et de recommandations politiques :
1. Schengen sous le feu croisé de visions politiques divergentes
– Alors que les Européens s’accordent à percevoir le terrorisme islamique comme une menace, certains d’entre eux perçoivent les demandeurs d’asile comme des “victimes” et d’autres comme une menace.
– “Schengen” se trouve pris entre deux feux, d’une part des représentations politiques nationales qui surestiment le potentiel réel de protection des frontières, et d’autre part des représentations pro-européennes qui minimisent la dimension sécuritaire de l’accord fondateur et la dimension populaire de la libre-circulation.
– La dénigration de Schengen est utilisée par les autorités nationales pour se décharger de leurs propres défaillances et responsabilités au regard de l’évolution de la crise des réfugiés et face aux menaces terroristes.
2. Une crise de solidarité, mais surtout une crise de confiance, sur le point d’être endiguée ?
– La construction de centres d’accueil (“hotspots”) a le mérite de répondre au déficit de solidarité mais aussi au déficit de confiance entre les États membres de l’espace Schengen, comme le projet de “Corps européen de gardes-frontières” ;
– La menace terroriste déclenche dans les pays européens une solidarité plus instinctive, qui facilite l’adoption de mesures de sécurité au niveau de l’UE, mais comment est-il possible de parvenir à un échange fluide et fructueux d’informations entre des États européens qui continuent à s’espionner mutuellement ?
– On assiste à une course contre la montre, qui pourrait s’achever en 2018, entre l’européanisation du contrôle des frontières extérieures et la réintroduction temporaire de contrôles aux frontières nationales, qui constitue une “application” et non une “suspension” du code Schengen ;
– Les Européens vont-ils persister dans une attitude visant à maintenir les droits associés à l’appartenance à l’espace Schengen (plus de liberté et de coopération policière et judiciaire) tout en acceptant de supporter les charges supplémentaires qui en découlent (en termes à la fois de solidarité et de contrôle des frontières) ?
3. Plus d’Europe aux frontières, mais surtout au-delà : une question de souveraineté
– La création de “hotspots” et la relocalisation des demandeurs d’asile doivent être présentées comme des outils de gestion de crise justifiant l’exercice partagé de la souveraineté, afin de leur permettre d’être plus efficaces et de jouir d’une plus grande légitimité.
– Il est nécessaire d’agir dans le cadre d’un espace de “souveraineté partagée” au sein duquel la libre circulation s’applique à tous, y compris les terroristes djihadistes et les réseaux de trafic d’êtres humains, mais pas suffisamment aux policiers et aux informations dont ils disposent.
– La pression va continuer à s’exercer sur l’espace Schengen jusqu’à ce que les Européens se montrent capables de prévenir et de contrôler les crises se déroulant dans leur voisinage : agir à nos frontières ne sera pas efficace, seule “l’Europe puissance” peut contribuer à sauver Schengen.
António Vitorino et Yves Bertoncini concluent leur Policy paper en soulignant qu’il est bien trop tôt pour annoncer la mort de “Schengen”, tout comme il était bien trop tôt pour annoncer le “Grexit” en 2015, et qu’il est même possible que la crise de l’espace Schengen ait une issue similaire à celle de la crise de la zone euro, conduisant alors à davantage de solidarité et de contrôle de l’UE.
(photo: Schengen)

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Heading towards a European Federation

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2014

policy paperRoger Godino and Fabien Verdier think that the only way to impart a dynamic new thrust to Europe is to make a federal leap, that is to create a European Federation. It would be established by an international treaty signed initially by 6-7 countries (Germany, France, Belgium, The Netherlands, Italy, Spain and possibly also Poland). The European Federation would enjoy both effective governance and real democratic oversight. According to both authors, it is the only way to launch a major initiative for growth capable of fostering a new industrial dynamic in Europe and to give the euro the political consolidation that so sorely lacks today.This Policy paper is based on the six following elements:
1. Europe, Germany and France
2. The European idea: from a 28-strong Europe to a European Federation
3. The institutional organisation of a European Federation
4. A European growth initiative for a European Federation
5. The harmonisation of taxation for a European Federation
6. A draft constituent treaty for a European Federation (policy paper)

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On the paper: Collettiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

Milano fino al 9/10/10 C.so Venezia, 29 Galleria Marcorossi – Spiralearte La mostra propone, ritorna rinnovata fino al 9 ottobre, raccogliendo le opere su carta di sei artisti diversi per età, nazionalità e formazione, i giovani Michael Ajerman e Valerio Berruti, gli storici Giosetta Fioroni e Alex Katz per arrivare al milanese Giovanni Frangi e al piacentino Gianfranco Asveri, a dimostrare la magia che ciascuno di loro riesce a creare attraverso l’utilizzo della carta. Del giovane piemontese Valerio Berruti, anticipando di qualche giorno la mostra “Una sola moltitudine” che inaugurerà Mercoledi’ 22 settembre alla Fondazione “Le Stelline” e del maestro americano Alex Katz classe 1927, saranno esposti piccoli disegni, schizzati di getto, cosi’ intimi e segreti da sembrare pagine strappate da un diario.
Di Gianfranco Asveri i suoi cani degli anni ’80 ‘90, ritratti su carte recuperate e riciclate, con una freschezza inusuale, cosi’ diversi dalle opere materiche e coloratissime per le quali e’ piu’ conosciuto. Del giovane americano Ajerman, che vive e lavora a Londra ed ha recentemente esposto in una personale nella sede della Galleria Marcorossi di Verona e che presto esporrà oltreoceano, alcuni interessanti acquarelli dove ritrae gli amici londinesi, con colori accesi e una luce impressionista davvero particolare, creando un gioco di atmosfere. Infine di Giovanni Frangi una grande carta intelaiata reminescenza di un viaggio di qualche anno fa a Cuba ed alcune tempere, dove l’uso del colore si sposa con la sua intensa capacità pittorica, in alcuni paesaggi di grande impatto emotivo. (collettiva)

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Rock – Paper – Scissors

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

rockGraz until 30/8/2009 Neubaugasse 6, Concert by. The Red Krayola Many artists have found their way to an individual style via pop music. Generally, what is left of it in their later work is an obsession and a thematic inclination. However, this exhibition is more about showing art that looks at pop music analytically and critically as well as championing it. Pop music is about conceptual and strategic decisions. Pop music develops from ideas about public show and provocative attitudes, but also about wishes that even the wishers themselves won’t own up to. That leads to decisions on various levels that are sometimes clearly visible – and should be – but at other times remain out of sight. Artists have often been better able than critics and theoreticians to discover and analyze connections.  In the generation that became active in the 1960s, there were still very few artists who understood that pop music had created a cultural form that established a new relationship between sounds and visual symbols, redefined the role of the performers, and linked sound and picture media in an unfamiliar way. Art & Language, Albert Oehlen, Mike Kelley, Kim Gordon and Jutta Koether were witnesses of (and participants in) the radical changes that punk involved and the genesis of independent labels around 1980 – and reacted to them in very different ways, both as artists and in their own musical projects (e.g. Sonic Youth). Rene’e Green, Stefan Hablützel and Sam Durant have likewise kept up a permanent engagement with both pop music and sound. In their works, Lucy McKenzie and Uwe Schinn, Katrin Plavcak and Saâdane Afif, Dave Muller and Mathias Poledna have been able to relate to the newly self-reflective pop music, while Klara Lide’n and Nico Vascellari have adopted this gestus, only to drop it again. (rock)

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