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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘parabola’

La parabola berlusconiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Il “politico” Berlusconi è spuntato nella costellazione italiana circa un quarto di secolo fa. Ebbe una intuizione, o gliela suggerirono i soliti “ignoti”, di sdoganare il partito che fu di Almirante e in odore di fascismo e inviso alla sinistra fino al punto, anni addietro, di far cadere miseramente, il governo Tambroni (un monocolore Dc con il sostegno esterno del MSI). L’attuale ex-cavaliere aveva delle simpatie con i socialisti di Craxi ma ciò non lo distolse dallo stipulare un patto con la destra di Fini (erede di Almirante). Ora, stranamente, si meraviglia che il suo “pupillo” Matteo Salvini segretario della Lega e la stessa Giorgia Meloni, sia pure con qualche distinguo, hanno scelto di convivere con i pentastellati di Di Maio e compagni, pur riconoscendosi di destra. Cosa vuol dire, si chiede qualcuno? Siamo forse obbligati a dimenticare, citando i fatti più recenti, l’alleanza di Forza Italia con il Pd sancito con patto del Nazareno e con l’appoggio al Presidente del Consiglio Enrico Letta e al suo successore Matteo Renzi? Dati questi precedenti avremmo potuto pensare anche ad un governo Renzi Berlusconi se il voto degli italiani non avesse spaiato il duetto amoroso. Potremmo aggiungere, con un pizzico di ironia, che a pensar male si fa peccato ma spesso s’indovina. E’ che oggi il padrone di Villa San Martino, in quel di Arcore, sembra abbia tanta voglia d’esorcizzare lo spartiacque, che si è creato tra un modo di governare la cosa pubblica, stile XX secolo, e il nuovo che avanza, sia pure con qualche sgambetto di troppo da par suo, proprio da quella vecchia guardia che fa a pugni con l’anagrafe e mentalmente si è fermata alla logica degli inciuci. Se ne faccia una ragione. Non è nemmeno una questione anagrafica. E’ che i tempi sono mutati e la politica con essi, almeno si spera, ma quel che è certo senza Berlusconi, in ogni caso. (Riccardo Alfonso)

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Governo: Melodramma premier

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

“Ormai è evidente che il premier, persa totalmente la percezione della realtà, crede di essere il protagonista indiscusso di un melodramma così, mentre il paese necessita di una concreta azione di governo, continua a regalarci performances degne dei peggiori attori al declino della loro carriera. Ostenta una sicurezza a cui ormai non crede più neppure lui, perché definire i responsabili il “terzo polo” della sua impantanata maggioranza è il segno evidente della parabola discendente e ineluttabile del suo esecutivo. Mantiene ancora il più stretto riserbo sul toto nomine per i sottosegretari, ma imbonisce Scilipoti apprezzando le sue proposte sull’istituzione di due nuovi dipartimenti ministeriali, sul contenzioso bancario e sull’omeopatia. Continua a criticare l’impianto istituzionale dello Stato e ogni giorno oltraggia i poteri costituzionali; sbandiera un pragmatismo inesistente sulla risoluzione delle emergenze, da Napoli all’Abruzzo fino al più recente allarme profughi a Lampedusa. Auspico il superamento di questa fase grottesca e umiliante della storia politica del paese al più presto e che si possa finalmente dar vita a un nuovo modello di Repubblica, basato sul rigore morale e istituzionale, sul merito e sul rilancio di un’immagine positiva e realistica dell’Italia”. Lo dichiara l’on. Roberto MENIA, coordinatore nazionale di FLI.

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Bestiole più fortunate degli uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Lettera al direttore. Quando S. Francesco scriveva: “Laudato si’, mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare”, forse non pensava alla morte cieca che giunge anzi tempo, e strappa genitori ai figli e figli ai genitori. Forse pensava alla morte che giunge nella vecchiaia, quando la parabola della vita volge al suo termine. Sicuramente non pensava alla morte crudelissima e sadica che s’impossessa di un essere vivente, uomo o animale che sia, e non lo porta via subito; lo afferra e lo tiene stretto in una morsa d’insopportabile dolore per il tempo che vuole. Di questa crudelissima assurda morte nessuno può lodare il Signore. Sarebbe quasi un bestemmiare, giacché non può essere che Dio voglia la sofferenza inutile di una sua creatura. C’è un modo però, per gabbare questa morte crudele: l’eutanasia. E tante bestiole, in questo caso, sono più fortunate degli uomini. Non ci sono leggi, infatti, né umane né “divine”,  che impediscono di accelerare dolcemente la morte degli animali. Il nostro Merlino,  bianco coniglietto dagli occhi neri grandissimi, nella sfortuna d’ammalarsi gravemente, ha avuto la fortuna di entrare in una clinica dove gli animali sono trattati con molto amore e rispetto. Il medico ci ha detto che potevamo fare un ultimo regalo all’amata bestiola: evitarle giorni d’inutile sofferenza. Si è addormentato per sempre, il coniglietto bianco, tranquillo, coccolato sino all’ultimo dalle sue due “mamme”. Meno dolore per tutti; certamente anche per il buon Dio.  Mi sembra superfluo ripetere all’infinito che una legge seria sulla dolce morte, dovrebbe essere fatta in modo da evitare qualsiasi abuso da parte di persone prive di senso morale. (Renato Pierri)

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Mostra Danilo Maestosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Roma 10 – 23 Luglio 2010  Inaugurazione Sabato 10 Luglio 2010, ore 18.30  Vista, Centro d’Arte, via Ostilia 41, 00184 Roma (Colosseo)  La personale a cura di Alexander Jakhnagiev presenta 1 parabola dipinta e 12 oli su tavola, di varie misure.  Una riflessione tra realtà e sogno sulle migrazioni e i naufragi,  tema centrale della nostra esistenza. Opere in cui,  come è abitudine di Maestosi,  sono protagonisti il colore, la gestualità e i continui slittamenti di senso con riferimenti letterari e colti.  (maestosi)

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Ses Astra si espande in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Milano/Lussemburgo, Ses Astra, una società di SES (Euronext di Parigi e Luxembourg Stock Exchange: SESG), annuncia che il  numero di case che riceve la televisione via satellite attraverso il sistema satellitare Astra in Italia è cresciuto. Ad oggi, Ses Astra trasmette a 2,1 milioni di case Italiane, 200.000 in più rispetto all’anno scorso. In totale, 3 case su 10 (7,9 milioni di case) in Italia possiedono una parabola satellitare (33%). La televisione terrestre raggiunge 15,3 milioni di case (64%) e la TV via DSL o fibra ottica conquista 800.000 case (3%).  Il tasso di digitalizzazione è cresciuto in modo significativo, passando dal 52% al 72% nel corso del 2009. Complessivamente, 17,1 milioni di case ricevono segnali digitali via satellite, segnale terrestre o TV via cavo o su fibra ottica, un incremento pari a 5 milioni di case. Pertanto, l’Italia è tra i primi dieci paesi in Europa in termini di digitalizzazione di case. Tra tutte le infrastrutture, il satellite rimane l’infrastruttura digitale più avanzata: quasi il 100% dei 7,9 milioni di case con una parabola satellitare riceve programmi in modalità digitale. Il tasso di digitalizzazione per quanto riguarda la televisione terrestre è invece pari al 56%.  A livello europeo, oggi SES ASTRA trasmette a 125 milioni di case in Europa e Nord Africa, 3 milioni in più rispetto all’anno scorso. Il tasso di digitalizzazione del satellite è arrivato al 92%, con un totale di 71 milioni su 77 milioni di case con ricezione satellitare digitale. Per quanto riguarda l‘HD, ASTRA conta circa 6 milioni di case in Alta Definizione e attualmente trasmette 123 canali in HD. Si prevede che il satellite rimanga la più grande piattaforma di distribuzione per l’Alta Definizione. Questi sono i risultati emersi dall’ultimo Satellite Monitor di Ses Astra, realizzato  in Italia e in altri 28 paesi dell’Europa e del Nord Africa con circa 70.000 interviste personali e telefoniche. La metodologia e i risultati vengono controllati da istituti di ricerca indipendenti e riconosciuti da organismi regolatori quali misurazioni oggettive del mercato.

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D.C.: La parabola di un partito

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Editoriale fidest I cattolici che hanno avvertito il bisogno di una loro militanza politica hanno incominciato con l’identificarsi con il Partito popolare alla guida di Luigi Sturzo. Il primo grosso ostacolo che ha interrotto bruscamente il loro cammino è stato con l’avvento del fascismo e con l’esilio forzato del suo segretario. Ciò non ha impedito agli “irriducibili” di lottare nella clandestinità e di riprendere alla luce del sole, negli anni del dopo guerra, negli anni quaranta, sia pure con un nuovo nome: Democrazia Cristiana e un nuovo leader Alcide De Gasperi. Da quel momento il partito ha rappresentato per milioni di italiani la “barriera naturale” ad ogni forma di dittatura in nome della libertà, della democrazia e del progresso civile e sociale del paese. Sono stati decenni nei quali non tutto è andato liscio. Vi sono stati forti contrasti interni, eventi drammatici come quelli del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, già segretario della Dc e uomo di grande richiamo nel partito. Ma Vi è stata anche l’incapacità di fare pulizia al proprio interno tra i diversi infiltrati facenti capo ai vari comitati d’affari, mafiosi, politici spregiudicati e che si ritrovarono poi davanti al giudizio degli uomini di “mani pulite” che ebbero forse il demerito di fare di tutta l’erba un fascio senza fare le giuste distinzioni. Da qui la decisione di ritenere esaurito il rapporto con il proprio elettorato e di cedere il passo ad altri soggetti politici. L’unico che si oppose allo scioglimento della DC fu l’on.le Flaminio Piccoli. Iniziò così una battaglia su due fronti: legale e di ripresa dell’azione politica sotto la bandiera di sempre, lo scudo crociato. Tra i suoi giovani collaboratori vi è oggi l’attuale segretario politico della Dc  Angelo Sandri. Questi, dunque, rappresenta fisicamente la continuità storica di un partito che, purgato dei suoi errori, intese ripresentarsi sulla scena politica italiana ma, purtroppo, con scarsi consensi. Ma questo “manipolo di irriducibili” non si perse d’animo. Con scarse risorse economiche e, per lo più, frutto d’impegni personali ebbe la forza di far sentire la sua presenza e di lottare contro chi cercò di appropriarsi di un simbolo senza aver avuto il merito, negli anni bui, di conservarne intatta l’identità ma rifiutandolo e negandolo. Ora la Dc di Sandri deve sostenere una nuova duplice sfida: è quella dei numeri e della conservazione della sua identità. Sono due aspetti destinati ad essere conflittuali tra loro. La mancanza dei numeri nel consenso elettorale impongono scelte e alleanze e anche il simbolo ne risente  e con esso la sua identità originaria. E’ un passo sofferto ma necessario. Il quadro politico nazionale lo impone. Non si tratta tanto della legge elettorale che ha uno sbarramento del 4% che mette fuori gioco tutti quei partiti che non lo raggiungono quanto del travaglio che il paese sta affrontando alla ricerca di un nuovo modello politico capace di superare l’attuale andazzo. Si punta ad una grande forza di centro e si pensa a una leadership che potrebbe essere quella di Fini o di Casini e dove la stessa Dc di Sandri potrebbe essere enucleata. (Riccardo Alfonso  http://www.fidest.it)

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