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Posts Tagged ‘parafarmacie’

Delisting fascia C, 220 medicinali in più nelle parafarmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

Sono circa 220 i medicinali che per effetto del cosiddetto “delisting”, si potranno trovare anche sui banconi di parafarmacie e corner dei supermarket. La nuova lista di farmaci che lasciano la fascia C e stilata dal ministero della Salute con l’Aifa, è stata firmata ieri dal ministro Renato Balduzzi in anticipo sulla scadenza dei 120 giorni indicati dalla manovra del governo Monti per individuare questi farmaci. Ora i cittadini, come ha spiegato lo stesso ministero della Salute, potranno trovare prodotti di largo uso come «antivirali per uso topico a base di acyclovir, antimicotici vaginali prodotti per la circolazione colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico». Resteranno invece di competenza della farmacia “tradizionale” «i medicinali stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta», quelli che già lo stesso decreto legge escludeva dalla possibilità di passare alla vendita senza ricetta. L’intero mercato dei farmaci di fascia C rappresenta un mercato da circa 3 miliardi di euro l’anno e il provvedimento approvato dal governo aveva suscitato le critiche da parte dei titolari delle 18 mila farmacie sparse lungo il territorio, preoccupate di perdere un importante quota di mercato a danno delle parafarmacie e della grande distribuzione. Viceversa era molto attesa dai parafarmacisti che rivendicano però anche la possibilità di vendere i farmaci con ricetta ma a carico del Ssn, visto che anche nella grande distribuzione e in parafarmacia è comunque sempre prevista la presenza di un farmacista. La lista completa dei medicinali che sono stati in sostanza “liberalizzati” verrà pubblicata, con «la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica» nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale.(fonte farmacista33)

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Parafarmacie, previsioni su fascia C sottoposte alla corte Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Ora la procedura pregiudiziale sui farmaci di fascia C è ufficialmente partita. Così il Coordinamento nazionale parafarmacie commenta la notificazione della domanda di rinvio alla Corte d i giustizia europea da parte del Tar della Lombardia per richiedere un parere sulla normativa italiana. Al tribunale lombardo, infatti, avevano fatto ricorso, a novembre, alcuni titolari di parafarmacia denunciando come «l’impossibilità, a tutt’oggi, di vendere i medicinali di fascia C costituisca una discriminazione grave a nostro danno». Ora, continuano le parafarmacie, «la massima autorità giudiziaria dell’Unione europea dovrà pronunciarsi, nei dovuti termini processuali, sulla norma italiana» e «a decorrere da oggi le parti in causa possono presentare entro il termine perentorio di 60 giorni una memoria contenente le proprie osservazioni scritte a sostegno delle questioni sollevate». L’auspicio è «che la normativa italiana in materia venga adeguatamente rivista prima che la Corte intervenga a censurare l’evidente quanto ingiusta discriminazione a nostro danno».(fonte farmacista33)

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Crescono le parafarmacie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Con il 91,6% di confezioni vendute (284,5 milioni) e un giro di affari di poco superiore ai due miliardi di euro (92,6% del mercato a valore), la farmacia si conferma il canale di acquisto privilegiato per le specialità senza obbligo di prescrizione, anche se l’unico canale a registrare una crescita è la parafarmacia. Il risultato emerge dall’analisi dell’Anifa recentemente pubblicata che ha preso in esame l’andamento del mercato farmaceutico del 2011 e ha messo in evidenza come il mercato di Sop e Otc, pur con una contrazione nei volumi rispetto al 2010, riconferma la tenuta del fatturato. Secondo i dati, «stabile al 3,5% la quota della Gdo, mentre la parafarmacia ha costantemente eroso, seppure di misura, quote di mercato alla farmacia con vendite, a fine 2011, pari al 4,9% del numero di confezioni (poco più di 15 milioni) per un giro d’affari di circa 102 milioni di euro (4,6% del mercato a valori). Rispetto alla performance dell’anno appena trascorso, le farmacie e i corner Gdo assistono a una contrazione delle confezioni vendute rispettivamente del 2,7% e del 2,1%, mentre la parafarmacia registra un +1,0%». Quanto all’andamento a valori si evidenzia «una tenuta dei fatturati da parte delle farmacie (-0,3%), una modesta crescita per i corner (+0,8%) e un aumento per la parafarmacia pari al 3,1%. Guardando ai prezzi, rispetto a dicembre 2010, le parafarmacie han­no avuto gli aumenti più contenuti e pari +2,36% contro il +2,87% della farmacia e il +5,05% della Gdo». Importante il commento dell’Anifa, secondo cui «i dati evidenziano come la leva del prezzo, liberamente stabili­to dal titolare di ogni punto vendita, non incide significativamente sulle abitudini di acquisto degli italiani e, quindi, sulla leadership di mercato della farmacia»(fonte farmacista33)

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Fascia C, alle parafarmacie il 2,21% del fatturato

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2012

Palazzo Montecitorio

Image by Simone Ramella via Flickr

Della totalità dei farmaci di fascia C, quelli che potranno essere venduti anche attraverso le parafarmacie rappresentano il 32,84%, una fetta però che è costituita da medicinali a minore fatturato, con la conseguenza che, se il mercato annuo dell’intera fascia è pari a 3,3 miliardi di euro, in parafarmacia sarebbe di 0,59 miliardi di euro, vale a dire il 2,21% del totale. A fare la stima le organizzazioni dei parafarmacisti, che, in una conferenza stampa, hanno sottolineato come questo sia l’effetto delle limitazioni previste dal Dl Salva Italia. Tra gli esempi citati, i farmaci ormonali – esclusi dalla vendita in parafarmacia – pesano sul totale per il 30,07%, con un fatturato nel 2010 di 156 milioni di euro. Ci saranno poi prevedibilmente una serie di farmaci, con effetti collaterali, per i quali l’Aifa non darà l’ok al passaggio, tra cui anche i medicinali per l’erezione maschile che totalizzano un altro 37,09% della fascia C, con un fatturato pari a 192 milioni. Le organizzazioni dei parafarmacisti hanno poi calcolato come saranno distribuite sul territorio le 5.318 nuove sedi di farmacia previste dalla bozza del Dl Liberalizzazioni, sulla base del parametro 3000 abitanti/farmacia. Tra le città con più di 70mila abitanti, secondo i calcoli, si aprirebbero 199 nuove farmacie a Roma, 12 a Milano, 25 a Torino, 50 a Palermo, 11 a Napoli. E ancora: 24 a Giuliano, 14 a Guidonia, 11 a Monza e altrettante a Andria e Pozzuoli. Sempre a proposito della bozza di decreto sulle Liberalizzazioni prosegue la protesta: ieri pomeriggio un gruppo di farmacisti titolari di parafarmacie si sono incatenati davanti a Montecitorio, in previsione, ha spiegato Alessandro Mazzacca, presidente dell’associazione di titolari di parafarmacie ”Essere farmacisti”, dell’incontro con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, per chiedere l’apertura alla vendita di tutta la fascia C. «Intendiamo manifestare oggi in piazza Montecitorio dalle 10 alle 14. Siamo farmacisti a tutti gli effetti e vogliamo essere abilitati a dispensare tutti i medicinali». Come forma di protesta, è anche in corso la distribuzione di volantini ai cittadini con le ragioni delle parafarmacie.

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Per parafarmacie necessari 7mila nuovi presidi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

Per garantire un servizio farmaceutico più capillare sarebbe necessario aprire almeno settemila nuovi presidi. A lanciare l’appello i rappresentanti delle parafarmacie e i farmacisti non titolari, che ieri sono stati ricevuti dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, per avviare il dibattito sugli interventi che il Governo intende portare avanti entro fine gennaio per una maggiore apertura alla concorrenza. All’incontro, nella sede del Dicastero, hanno partecipato rappresentanti del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, dell’Associazione nazionale delle parafarmacie, della Federazione degli esercizi farmaceutici e del Forum farmacia non convenzionata, che hanno presentato al Ministro un pacchetto di proposte in tema di liberalizzazione. «Con un limite di una farmacia ogni 3.500 abitanti proposto da Federfarma» hanno spiegato le sigle «si aprirebbero poche centinaia di nuove sedi, di cui nessuna nelle città oltre 70 mila abitanti. Noi abbiamo proposto un limite di 2.500 abitanti, che permetterebbe l’apertura di oltre sette mila nuove sedi, anche nelle grandi città». Tra le altre proposte anche la riformulazione dei criteri di assegnazione delle farmacie e l’abolizione dell’ereditarietà della licenza: «Il principio è dare soluzione alle esigenze dei cittadini aumentando i punti vendita dei farmaci, soprattutto nelle località più in sofferenza, e diminuendo i costi per la popolazione». D’altra parte, ricordano, «con una completa liberalizzazione dei farmaci di fascia C, come quella prevista dalla prima versione del decreto Monti, i cittadini otterrebbero circa 120 milioni di risparmi l’anno». Complessivamente c’è soddisfazione per l’incontro: «Il ministro ha espresso una grande sensibilità».(fonte farmacista33)

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Parafarmacie, manifestazione per liberare la professione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

Titolari di parafarmacia, dipendenti di farmacia, ma anche cittadini, rappresentanti della società civile e di altre professioni. Insomma «chiunque senta stretti i limiti posti e voglia liberare la professione dalle rendite di posizione». È a loro che Mnlf, Anpi, Fef e Forum nazionale parafarmacie rivolgono l’invito a partecipare alla manifestazione per «la libertà della professione» che si terrà a Roma mercoledì o giovedì. Il casus belli è noto: «la retromarcia governativa sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, emblema dello strapoterere corporativo». Una scelta che, secondo una nota del presidente del Forum italiano delle parafarmacie, Giuseppe Scioscia, è costata al nostro Paese la perdita di «diecimila nuovi posti di lavoro, 600 milioni di investimenti, 3500 ulteriori esercizi». Con conseguenze sulle le tasche dei cittadini, come sottolinea una nota di Altroconsumo: «Da una nostra inchiesta sugli effetti della liberalizzazione del 2006 per i farmaci Sop e Otc risulta che chi, oggi, compra tali farmaci nei corner salute dei supermercati risparmia sino al 18%. Proiettando questi benefici sul mercato di fascia C con ricetta, senza limiti sul territorio, si arriverebbe a un risparmio di 500 milioni di euro all’anno». E la posizione è confermata anche da Scioscia: «Mediamente i nostri sconti si aggirano intorno al 10-20%, e arrivano fino al 27% nei corner della Grande distribuzione, ma è chiaro che una volta liberalizzato il mercato dei farmaci di fascia C, ci saremmo potuto permettere il lusso di scontare maggiormente i farmaci di banco».(fonte farmacista33)

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Parafarmacie: dopo correttivi, liberalizzazione a metà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

Una liberalizzazione a metà. Così appaiono alle parafarmacie le misure sulla fascia C contenute nella manovra dopo i correttivi che hanno imposto il vincolo di 15mila abitanti per individuare i comuni nei quali può attuarsi il provvedimento. «Con il taglio operato» si legge in un comunicato congiunto Anpi, Mnlf e Forum delle parafarmacie «di fatto sono stati esclusi dai vantaggi della liberalizzazione 25 milioni di italiani e sono state privilegiate proprio quelle farmacie – ubicate in comuni tra 4mila e 15mila abitanti – che oggi usufruiscono del più alto rapporto abitanti/farmacia e dunque di fatturati più elevati». Da qui l’interrogativo: «Che dire delle 1278 parafarmacie che già oggi esercitano la loro attività in questi comuni? Dobbiamo considerare questi farmacisti di terza classe?». Già la norma, continua il comunicato, «che ha escluso alcuni farmaci, tra i quali gli stupefacenti, risulta incomprensibile agli occhi di un laureato e abilitato al pari del collega che lavora in farmacia, già risulta assurdo non aver liberalizzato il prezzo dei farmaci, ora questo provvedimento nuoce agli stessi interessi e intenti di crescita del Paese». D’altra parte, aggiunge il presidente del forum delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia, «se l’intento è di perseguire la tutela delle farmacie rurali, si ricorda che queste sono localizzate nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e quelle che hanno sede in località al di sotto dei 3mila percepiscono già un indennizzo parametrato al fatturato». Da qui l’appello delle sigle ad avviare al più presto un incontro.(fonte farmacista33)

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Farmacie e fascia C

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Otavalo farmacie

Image by francisbonte via Flickr

Tutti i farmacisti, in quanto abilitati alla professione, sanno come trattare i medicinali di fascia C e questo perché lo Stato ne ha riconosciuto con una laurea e un esame la capacità di farlo. Di conseguenza, sia il farmacista che opera all’interno della farmacia sia quello che opera all’esterno è in grado di dispensare tutti i farmaci. Con queste parole le associazioni che rappresentano le parafarmacie (Mnlf, Anpi, Fef) rispondono alle dichiarazioni Guido Rasi e Luca Pani, rispettivamente direttore generale uscente ed entrante dell’Aifa (Farmacista33 del 14 novembre). «Vogliamo ricordare a entrambi» si legge nella nota «che l’Aifa ha come scopo l’accesso sicuro al farmaco e non quello di fare politica o sostenere lobby e corporazioni. Affermare che i farmaci di fascia C debbano rimanere in farmacia perché hanno particolari avvertenze, norme di stoccaggio o di conservazione, significa denunciare apertamente la propria malafede». D’altra parte, ricorda la nota, «nel settore farmaceutico la soppressione del monopolio dei farmaci di fascia C da parte delle farmacie è una necessità ineludibile che porterebbe risparmi per i consumatori, nuovi investimenti e nuova occupazione. Opportunità ed equità debbono diventare le parole d’ordine di una nuova classe politica responsabile che pensa al bene comune e non agli umori del proprio particolare elettorato di riferimento. L’Italia non può più sostenere il peso economico e sociale determinato dalla tutela di privilegi, l’Italia ha necessità e voglia di cambiare definitivamente pagina». (fonte farmacista33)

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Parafarmacie e mancate liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Rabbia e sconforto tra le parafarmacie per le mancate liberalizzazioni della Manovra. Anpi (Associazione nazionale parafarmacie italiane) esprime la propria delusione richiamando l’immagine del Titanic utilizzata nei giorni scorsi dal ministro Tremonti: «Alla fine» recita una nota «questa maggioranza, espressione degli interessi corporativi di professionisti “passeggeri di prima classe del Titanic”, che credono di sopravvivere al naufragio del Paese, è riuscita a rinviare il momento della “decisione”. Solo una crisi politica, piuttosto che il perdurare della tensione sui mercati finanziari, potrà costringere questa maggioranza a prendere quelle decisioni che ora hanno accantonato. Tuttavia per la responsabilità che ci distingue, torniamo a sollecitare alle diverse espressioni della professione di farmacista, prima che sia troppo tardi, una riforma del sistema distributivo dei farmaci». Dal Forum nazionale parafarmacie, invece, oltre ai commenti («Vince ancora una volta il corporativismo e la casta, dove per il privilegio di pochi si sacrifica il bene di tutti») arriva anche l’annuncio di una manifestazione di protesta: le parafarmacie italiane, infatti, sono state invitate a esporre in vetrina un cartello dallo slogan eloquente: «Stop liberalizzazioni – nessuno tocchi i privilegiati». L’obiettivo è, come recita un comunicato dell’associazione, spiegare ai cittadini perché non può oggi acquistare tutti i farmaci a suo carico anche in parafarmacia e chi sono le figure che a oggi bloccano le liberalizzazioni. «Le caste esistono e sono sempre molto forti» spiega il testo del cartello preparato dal Forum «ma l’Italia è pronta a combatterle, come noi farmacisti che dal 2006 abbiamo deciso con forza e coraggio di creare una sana concorrenza nel mondo della distribuzione del farmaco».(fonte farmacista33)

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Assetto del servizio farmaceutico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

“La proposta di istituire un tavolo di discussione che veda riuniti Federazione degli Ordini,  Federfarma e i rappresentanti dei colleghi titolari di parafarmacia è un elemento positivo che viene a inserirsi  in un momento cruciale per la professione”. Per Maurizio Pace, segretario della FOFI, la proposta avanzata dall’ANPI (Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane) può essere l’occasione “per riaffermare alcuni principi fondamentali che sono alla base del ruolo del farmacista, a cominciare dal fatto che siamo tutti professionisti dediti alla tutela della salute e che non esistono farmacisti di serie A e di serie B. Semmai, con l’applicazione della Legge Bersani sono venute a crearsi situazioni in cui il professionista non può esplicare tutte le sue potenzialità . Il danno più grave che può venire dalla liberalizzazione sarebbe proprio la divisione della professione. Il sistema farmaceutico italiano ha invece bisogno di una riforma seria, capace di garantire un’evoluzione consona ai bisogni della società, innanzitutto, ma capace anche di soddisfare le legittime aspettative dei farmacisti. Non dimentichiamo” conclude Pace “ che la nostra professione rappresenta una parte viva della nostra società fin dall’Unità nazionale, e che non possiamo permettere che questo patrimonio venga disperso”.

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No del senato alle parafarmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

“E’ notizia di recente la decisione presa dalla XII Commissione Sanità del Senato, relativa all’utilizzo del DDL 863 Gasparri/Tomassini, come testo base per il riordino del sistema farmaceutico”.Così l’On. Scilipoti (IDV), nel corso dell’incontro, presso P.zo Marini, con il Direttivo nazionale delle Parafarmacie. “Questa è una scelta gravissima, perché va contro le indicazioni dell’anti-trust e le posizioni di tutte le associazioni di categoria dei consumatori e dei rappresentanti le Parafarmacie. In questo modo – prosegue l’On. Scilipoti (IdV) – si annullerebbero tutti quegli effetti positivi della liberalizzazione di alcuni farmaci voluti dalla L. 248/2006 (Decreto Bersani) che ha permesso, a esercizi diversi dalle farmacie convenzionate, di vendere farmaci senza l’obbligo di prescrizione medica, creando una sana concorrenza di mercato e scalfendo, seppur minimamente, il monopolio da sempre detenuto dalle farmacie, costrette, per questa ragione, a ridurre il prezzo di alcuni farmaci. A difesa delle Parafarmacie, esprimo, inoltre, il mio rammarico – conclude Scilipoti (IDV) – per la risposta negativa avuta dalla segreteria del Presidente Sen. Tomassini, relativa ad una richiesta di audizione di alcuni rappresentanti di categoria.  Auspicando che tale diniego non sia legato a motivazioni politiche che, ormai, bloccano da decenni il sistema farmaceutico italiano, il direttivo nazionale delle Parafarmacie è pronto a collaborare con le Istituzioni per sostenere la propria proposta di revisione del sistema con la nascita della “Farmacia Non Convenzionata”. (Angelica Bianco)

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Parafarmacie e stranieri

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

La stampa locale l’ha definita la prima parafarmacia «cinese» della Toscana. Non poteva che aprire a Prato, la città con la più forte presenza di immigrati dal paese asiatico, ma l’aggettivo non è del tutto appropriato: la titolarità del punto vendita, infatti, farebbe capo a un gruppo di soci tra i quali anche un farmacista italiano. Non è comunque per motivi di “passaporto” che la parafarmacia è salita agli onori della cronaca. Il fatto è che poco tempo dopo la sua inaugurazione, all’Asl della città toscana sono giunte alcune segnalazioni di presunte irregolarità, mittenti i titolari di farmacia della zona. Per cominciare c’è chi ha attirato l’attenzione sui volantini della parafarmacia, nei quali si pubblicizzerebbero in lingua cinese medicinali di uso ginecologico che l’esercizio non può commerciare. Altri invece hanno fatto notare che il farmacista italiano, obbligato per legge ad assicurare la propria presenza durante l’intero orario di apertura, si farebbe vedere al banco molto raramente. «A noi non è arrivata alcuna segnalazione» commenta il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Prato, Mario Tercinod «ma sappiamo delle denunce. L’Asl ha chiesto ai Nas un sopralluogo nella parafarmacia, che è stato effettuato nei giorni scorsi. Che cosa abbiano trovato, per ora non è dato sapere». Intanto i titolari di farmacia della Toscana rimangono alla finestra con qualche ansia. Secondo alcuni giornali, in Regione sarebbero già state presentate da immigrati orientali più di una decina di domande per l’apertura di parafarmacie. Paura dello straniero? A giudicare dal caso di Prato, preoccupa il rispetto delle regole. (fonte farmacista33)

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Fofi replica: le farmacie sono presidi non negozi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

«Ci sembra che il Garante si sia soffermato su un singolo punto di un singolo disegno di legge per la riforma del servizio farmaceutico italiano, cioè la limitazione all’apertura delle parafarmacie contenuta nel Ddl 2097. In realtà alla XII Commissione sono all’esame numerose proposte, nelle quali rientrano anche misure che vanno nella direzione auspicata dalla stessa Agcom. In ogni caso, però, questo aspetto ha poco a che vedere con la pianta organica delle farmacie propriamente dette, che sono un presidio del servizio sanitario e non un esercizio commerciale, e ancora più lo sono con l’approvazione della legge 69/2009 sulla farmacia dei servizi». Questa la replica di Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani al parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che censura eventuali limitazioni all’apertura delle parafarmacie. Secondo l’Agcom, «la limitazione numerica delle parafarmacie in ciascun Comune, sulla base di criteri demografici, si andrebbe ad aggiungere alle restrizioni derivanti dalla pianta organica previste per le farmacie, già oggetto di precedenti segnalazioni dell’Autorità, condizionando la dinamica concorrenziale in un settore dove il numero di farmacie presenti è spesso inadeguato a soddisfare le esigenze della domanda». Per la Federazione degli Ordini si tratta di un’argomentazione infondata: «innanzitutto l’istituto della pianta organica ha superato il vaglio della Corte di Giustizia Europea, che l’ha ritenuto non in contrasto con il principio della libertà di stabilimento proprio perché finalizzato a garantire il massimo accesso al farmaco a tutta la popolazione ed elevati standard qualitativi» prosegue Andrea Mandelli. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti invita a considerare infine un altro principio cardine anch’esso ribadito dalla Corte di Giustizia Europea: il farmaco non è una merce, ma un bene cui si ricorre soltanto se serve e quando serve e la sua dispensazione non può essere regolata dalla mera logica di mercato. (fonte farmacista33)

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Antitrust, no al Ddl che limita le parafarmacie

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Di Marco Malagutti Il disegno di legge che blocca l’apertura delle parafarmacie compromette la concorrenza «con probabili effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio offerto». Non lascia adito a dubbi il parere inviato dall’Antitrust al Governo e al Parlamento, con il quale si auspica che quest’ultimo non approvi il Ddl. Le norme sotto esame sospendono l’apertura di nuovi esercizi in attesa della ridefinizione della normativa sulla vendita dei farmaci e introducono limiti numerici alle parafarmacie nei singoli Comuni, in base a criteri demografici con il risultato, sottolinea l’Antitrust di porre «un vincolo strutturale restrittivo della concorrenza in mercati recentemente liberalizzati» e con «effetti negativi sul livello dei prezzi e sulla qualità del servizio». Il parere dell’Antitrust raccoglie consensi tra i movimenti dei consumatori e nelle fila dell’opposizione politica. «Si tratta di una proposta inaccettabile, non solo lesiva della concorrenza, ma anche dannosa per i consumatori che, grazie all’apertura delle parafarmacie e dei corner all’interno della grande distribuzione, hanno potuto disporre di un maggior numero di punti vendita, ma soprattutto hanno ottenuto notevoli risparmi sui farmaci da banco, pari a circa 20 Euro annui a famiglia» dichiara Rita Battaglia, vice presidente Federconsumatori. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Lirosi, responsabile consumatori e commercio del Pd, secondo il quale «l’Antitrust è dovuta intervenire per segnalare l’intento corporativo e anticoncorrenziale, a danno degli interessi di milioni di consumatori. Plaude all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti «È del tutto evidente – scrive il Presidente Mnlf Vincenzo Devito – come nel Parlamento italiano si confrontino due modi antitetici di fare politica: uno teso a proteggere gli interessi corporativi, l’altro attento a tutelare i diritti parte dei consumatori e delle nuove generazioni». Ora la palla passa al Senato. (fonte farmacista33)

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Troppa confusione sulla Fascia C

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

“Trattare un argomento delicato come l’uscita dalla farmacia dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione all’intermo di un ordine del giorno collegato alla Finanziaria che dovrebbe occuparsi di tutt’altra materia, cioè della finanza pubblica, è un’oggettiva leggerezza” dice Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani in merito all’ordine del giorno dell’opposizione, accolto ieri dal Governo, nel quale dopo aver stroncato la filosofia che ha ispirato la manovra finanziaria, e quindi l’opera del Governo, si introduce il discorso della vendita di questi farmaci anche nelle parafarmacie e nei supermercati per risolvere i problemi di bilancio dello stato italiano. “Ci sembra si possa quantomeno concludere che la confusione regna sovrana: a occuparsi della riforma del servizio farmaceutico è la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, dove si sta procedendo con serietà e competenza all’esame dei disegni di legge finora presentati. Quella è la sede del dibattito su questa complessa materia e non la seduta dedicata alla manovra finanziaria”. Nel merito, la Federazione tiene a sottolineare che gli elementi addotti nell’ordine del giorno  per motivare l’allargamento dei prodotti distribuiti fuori dalle farmacie sono pretestuose. Non esiste, per cominciare, tra i farmacisti un problema occupazionale da risolvere con l’apertura di corner ed esercizi di vicinato, come prova l’indagine annuale del consorzio universitario Almalaurea, per tacere del fatto che gli esercizi di vicinato sono stati aperti in prevalenza da società di capitali e da titolari di farmacia. Inoltre non è con gli esercizi commerciali che si migliora il servizio, visto che quelli attuali hanno aperto in maggioranza nei centri storici e nelle aree più frequentate a ridosso delle farmacie. A garantire l’assistenza farmaceutica sono, da decenni, le farmacie, come prova il gradimento espresso dai cittadini. “Non neghiamo che il sistema necessiti di un ammodernamento” conclude Andrea Mandelli. “Ed è questo l’obiettivo del lavoro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che la Federazione ha seguito e seguirà con la massima attenzione e al quale continuerà a fornire la sua collaborazione”.

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