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Paramilitari ai volontari italiani: «Siamo venuti per restare»

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

colombiaColombia. Il 6 settembre volontari italiani di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, si sono recati nel villaggio di Arenas Altas (regione di Antioquia) in Colombia a seguito dell’allarme lanciato dagli abitanti dell’area per la presenza di un folto gruppo di paramilitari.
Volontari internazionali, tra i quali membri di Operazione Colomba, come richiesto hanno accompagnato sul luogo una commissione della Comunità di Pace di San Josè di Apartadò, per monitorare la situazione, raccogliere le testimonianze della popolazione civile e chiedere al gruppo armato di allontanarsi dai terreni di proprietà della Comunità.
Durante l’accompagnamento e il monitoraggio dell’area, hanno incontrato un gruppo di 10 paramilitari. Alla richiesta di andarsene e allontanarsi dal villaggio per non esporre la popolazione civile al rischio di scontri armati, i paramilitari, che sulle divise portavano il logo “AGC” (Autodefensas Gaetanista de Colombia), hanno risposto: «Non vogliamo fare del male alla gente, ma la gente si deve abituare alla nostra presenza perché noi siamo venuti per prendere il controllo del territorio che lasceranno le FARC. Siamo disposti a combattere con altri gruppi armati per il territorio».
«Destano enormi preoccupazioni queste dichiarazioni da parte dei gruppi paramilitari incontrati dai nostri volontari, soprattutto alla luce della recente conclusione dei negoziati sugli Accordi di Pace, terminati lo scorso 24 agosto all’Avana», commenta Antonio Da Filippis, responsabile di Operazione Colomba, che continua: «Purtroppo già da tempo, proprio in relazione agli Accordi di Pace, stiamo assistendo sul campo a un grande movimento di gruppi armati interessati a contendersi il controllo del territorio e degli spazi che verranno “lasciati liberi dalle FARC” come dicono loro. Questo significa che la popolazione civile si troverà nuovamente in mezzo a violenze, intimidazioni e scontri armati se non ci sarà un impegno immediato da parte delle autorità competenti per evitarlo».
Già la mattina del 5 settembre, come denunciato in un comunicato della Comunità di Pace, due gruppi di paramilitari con armi lunghe sono entrati nel villaggio di Arenas Altas, mentre i bambini erano a scuola. La loro presenza ha terrorizzato i bambini e spaventato le famiglie che hanno dato subito l’allarme. Il gruppo armato prima di allontanarsi ha comunicato agli abitanti del villaggio: «Vi dovete abituare alla nostra presenza perché siamo venuti per restare». Gli uomini armati sono poi usciti dal villaggio per unirsi, presumibilmente, al resto del gruppo, circa 150 uomini, accampati sul monte di fronte al villaggio.
Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente in quell’area della Colombia, con un progetto di accompagnamento dei civili della Comunità di Pace di San José de Apartadò, dal 2009.

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Tornano le “camicie azzurre”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

Milano. Entro fine giugno, dalle 22.30 a mezzanotte e mezza, a Milano le banchine e i treni del metrò saranno pattugliati da una ronda di 26 “vigilantes” in divisa: i Blue Berets, già impiegati in zona Stazione Centrale. Si tratta della più recente iniziativa per la “sicurezza” messa in campo dall’amministrazione del Comune di Milano. “I Blue Berets altro non sono che l’equivalente della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale durante il fascismo”, commentano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, leader dell’organizzazione internazionale per i Diritti Umani Gruppo EveryOne. “Le divise e i berretti azzurri delle ronde ci riportano alle famigerate Camicie Azzurre,” proseguono gli attivisti, “squadre paramilitari che all’inizio del 900 rappresentavano l’Associazione Nazionalista Italiana e presidiavano le città per difendere, in nome della patria e del Re, il ‘sangue italico’ dalla ‘barbarie straniera’ e che ben presto avrebbero cambiato il colore delle loro camicie”.  “Ancora più inquietanti” prosegue EveryOne “sono i proclami del vicesindaco De Corato, che pone le milizie a difesa dei cittadini milanesi, nella città che vanta un numero impressionante di episodi di aggressione e atti di razzismo da parte di italiani nei confronti di cittadini stranieri.” “Il progetto,” ha affermato recentemente il vicesindaco, “è anche una risposta alla richiesta della Lega di carrozze separate per donne ed extracomunitari. Non adotteremo mai un simile provvedimento, ma è indubbio che tra i cittadini è forte, nelle ore serali, la percezione di insicurezza in metropolitana”. Gli obiettivi xenofobi dell’iniziativa sono confermati dall’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, che ha puntualizzato: “I nuovi interventi sono rivolti soprattutto alle signore Brambilla e ai loro figli”. “La cosa che ci sdegna di più” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “è che quest’iniziativa è di fatto sponsorizzata anche dalla sinistra milanese, una sinistra che, nei confronti delle etnie e delle razze di minoranza si mostra da tempo particolarmente ‘sinistra’ nei confronti dei Diritti Umani”.

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