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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘parere’

Roma: pagamento salario accessorio dipendenti capitolini

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2016

virginia raggi trasparenzaLa Giunta capitolina compie finalmente un atto discontinuità e, senza aspettare l’ennesimo parere, delibera la ripartizione del fondo 2015 relativa al pagamento della “Quota B” di salario accessorio, il saldo della Produttività previsto dall’Atto Unilaterale della Giunta Marino.Al netto dei necessari approfondimenti di ogni dettaglio contenuto nel testo della Deliberazione, per l’USB si tratta certamente di un primo imprescindibile atto che, dando soluzione al problema del pagamento delle quote arretrate, sgombera il campo dal più grande ostacolo finora frapposto alla necessaria ripresa di una vera trattativa per la rapida definizione di un nuovo Contratto Decentrato.
“Ancora una volta i fatti danno ragione alle posizioni assunte dall’USB sulla vicenda del pagamento della ‘Quota B’ – è il commento di Massimo Reggio, dell’USB di Roma Capitale – la soluzione non poteva essere che in una presa di posizione politica da parte dell’Amministrazione, fondata sulla limpidezza e inappuntabilità delle argomentazioni da noi più volte rappresentate a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda e sostenute dai lavoratori nelle molte assemblee organizzate negli ultimi tempi”. Aggiunge il rappresentante USB: “Le trovate di Cgil, Cisl e Uil, che invitavano ogni singolo dipendente ad avviare un ricorso legale, con lauti guadagni per i soliti avvocati a spese dei lavoratori, tempi lunghi ed esito incerto, mostrano tutta la loro inconsistenza”. “Se la strada sembra essere quella giusta, è ancora lungo il percorso per giungere alla meta – conclude Reggio – che non può essere nulla di meno di un Contratto che tenga conto delle giuste aspettative dei lavoratori delle lavoratrici, cancelli definitivamente l’infame Atto Unilaterale, restituisca reddito e dignità, garantendo ai cittadini servizi adeguati alle loro esigenze”.

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Responsabilità dei magistrati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

E’ stato votato il 24 marzo 2011, in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, il parere favorevole (espresso dalla maggioranza e dalla deputata radicale Rita Bernardini eletta nel PD) all’emendamento C.4059 di competenza della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), diretto a modificare l’articolo 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117, in materia di responsabilità dei magistrati. Seppur non vincolante, il parere ha comunque destato polemiche – si è parlato di “riforma punitiva” e di “norma intimidatoria” – sia nelle forze politiche della minoranza (esclusi i Radicali), sia all’interno dell’Associazione Nazionale Magistrati. Alcuni esponenti politici, tra cui l’on. Bongiorno (FLI), hanno dichiarato che è del tutto erroneo sostenere che, con il varo di un provvedimento quale l’emendamento C.4059, ci si rifà alla disciplina comunitaria. Leggendo però le considerazioni della Commissione Giustizia alla Camera riguardo all’emendamento, appare chiaro che la norma si limita a introdurre l’attuazione della sentenza sopraccitata, adeguandosi così alla procedura di infrazione 2009_2230. Infatti, secondo la decisione della Corte di Giustizia, e il conseguente parere della Commissione Ue, i commi 1 e 2 dell’articolo 2 della legge italiana n. 117 del 1988 violano i principi generali dell’ordinamento dell’Ue in materia di responsabilità extracontrattuale dello Stato membro per i danni cagionati da autorità giudiziarie in violazione del diritto comunitario, quali enucleati dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia europea. Più approfonditamente, secondo la Commissione europea, il comma 2 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988 sarebbe incompatibile con l’ordinamento europeo, in quanto escluderebbe ogni responsabilità dello Stato per danni arrecati ai singoli per violazione del diritto comunitario commessa da un organo giurisdizionale nazionale nell’interpretazione di norme o nella valutazione di fatti e prove. Pertanto, l’emendamento tanto discusso altro non fa che adeguare il nostro Paese alle richieste della Commissione europea in materia di responsabilità dei magistrati, introducendo, dopo il comma 1 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988, l’articolo 1.bis: «Ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto ai sensi del comma 1, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto. In caso di violazione del diritto comunitario, si deve tenere conto se il giudice abbia ignorato la posizione adottata eventualmente da un’istituzione comunitaria, non abbia osservato l’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 234, terzo comma, CE, nonché se abbia ignorato manifestamente la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee.». E’ in questa linea, di pari passo con l’Europa, che il Gruppo EveryOne – che assieme ai Radicali sta portando avanti in Italia una battaglia civile per una vera riforma della Giustizia, che restituisca garanzie e diritti ai cittadini – sostiene la proposta dell’on. Pini, e invita tutte le forze democratiche del Paese, dal PD all’UDC, dall’IDV a FLI, ad abbandonare controversie di natura politica per mettere al primo posto il cittadino, garantendo un sistema giudiziario equo, efficiente e in linea con la nostra Costituzione e le leggi europee.

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Appello per ritiro emendamento contro diritti dei militari

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Luca Marco Comellini, segretario del Partito dei Militari (PdM), si è reso promotore di una iniziativa volta a perorare, attraverso una lettera individuale dei militari, inviata via e-mail, ai parlamentare della commissione difesa del Senato, per il ritiro dell’emendamento per la proroga del mandato di rappresentanza. Nel merito si scrive: “il provvedimento che, se licenziato dalla Camera, consente un’ulteriore proroga del X^ mandato della Rappresentanza Militare fino al 2012 a mio parere è l’ennesima deroga al principio democratico della elettività dei Delegati sancito dalla Legge meglio conosciuta come 382/78. Mi sembra doveroso segnalarVi che sono molte le perplessità ed il malumore tra il personale che intendeva candidarsi già lo scorso anno per tale delicata funzione rappresentativa. Preoccupazioni che sono cresciute in maniera esponenziale anche alla luce delle posizioni “acritiche” di una Rappresentanza Militare forse “stanca” certamente a volte distratta. Forse per questi motivi anche il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, in risposta ad una specifica delibera del COCER affiancato ha riferito di aver già partecipato il proprio analogo orientamento di F.A. nelle appropriate Sedi interforze”. La Fidest, a sua volta, nel segnalare quanto pervenuto in redazione, si rivolge ai senatori della commissione affinché, per obiettività informativa, facciano sapere le ragioni che suffragano la presentazione dell’emendamento e l’eventuale contrarietà ad esso affinchè l’opinione pubblica possa essere convenientemente informata e con essa i diretti interessati nell’ambito delle forze armate e dei carabinieri e finanza.

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La profonda cultura di alcuni politici

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Lettera al direttore. Rimango sconcertato alle volte davanti alla profonda cultura, alla visione del mondo, d’alcuni nostri politici, e purtroppo la conseguenza è nefasta per me, giacché prendo coscienza della mia profonda ignoranza. Sono trascorsi diversi giorni da quando, durante la trasmissione Inonda (La7) del 25 agosto, a proposito di Gianna Nannini che a cinquantaquattro anni aspetta un bambino, il presidente Cota ha affermato che secondo lui sarebbe giusto seguire sempre la natura. Diversi giorni sono trascorsi da quando nella stessa trasmissione, la senatrice Binetti, richiesta di un parere sullo stesso argomento, ha risposto che il desiderio di maternità è l’espressione più alta della femminilità. Diversi giorni sono passati, ed io non trovo pace, non avendo ancora trovato risposta alla domanda: “Quale sarà l’espressione più alta della mascolinità?”.  Riguardo invece all’affermazione di Cota, mi chiedo: “Secondo lui, la Binetti, portando il cilicio, asseconda la natura oppure le va contro?”. (Renato Pierri)

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Nomadi a Roma: il parere di Santori

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

“La richiesta di una strategia a livello europeo sulla questione nomadi, l’avvio di un piano di chiusura da realizzarsi in tempi brevi di tutti gli accampamenti abusivi della Capitale così come l’emissione di un’ordinanza che obblighi i privati, fino ad oggi inadempienti, a mettere in sicurezza le aree occupate da insediamenti abusivi, sono tutti provvedimenti fortemente voluti dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che rafforzano e confermano la volontà di completare il Piano Nomadi, una delle priorità della giunta di centro – destra che ha raccolto l’ampio consenso dei cittadini esasperati dal dilagare dell’illegalità e dell’insicurezza alimentate negli ultimi decenni – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma. “Il piano nomadi consente l’accesso e la permanenza di un numero chiuso di persone all’interno dei campi autorizzati che dovranno possedere precisi requisiti e non dovranno superare le seimila unità – continua Santori. Nessun ulteriore ingresso, dunque, da parte di irregolari e nuovi arrivati, unica base per  costruire un reale processo di integrazione per coloro che hanno diritto. Necessaria appare inoltre la pianificazione di strategie europee per consentire espulsioni ed allontanamenti anche di cittadini comunitari che non sono nelle condizioni di mantenersi, al fine  di chiudere il  ciclo della sicurezza che da un lato deve consentire il controllo del territorio ed il rispetto delle regole, dall’altro garantire che chi deve andarsene parta veramente e per sempre.  I romani sono stanchi di soprusi, sporcizia, continue questue agli angoli delle strade inscenate spesso sulla pelle di minorenni costretti a vivere nella paura e nel degrado. Regole certe accompagnate da un capillare controllo che obbliga a rispettarle sono la sola  strada da percorrere per risolvere la questione dei Rom che non vogliono integrarsi” – conclude Santori.

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La lobby del nucleare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Le dichiarazioni a Rimini, del Sottosegretario Stefano Saglia smascherano definitivamente i trucchi del Governo sul nucleare. Saglia, infatti, ha annunciato nel corso del Meeting dei popoli che il “decreto per la strategia nucleare” – previsto per ottobre, – conterrà “garanzie per le aziende”, ovvero indennizzi per chi investe nel caso in cui, per un cambio di governo o “qualsiasi altro intoppo”, il progetto si arresti. Il che significa che il governo Berlusconi non solo ha intenzione di decidere la costruzione di nuove centrali nonostante il parere contrario delle Regioni e della popolazione, ma vuole anche “blindare” questa scelta per il futuro, pur di regalare soldi ai suoi amici. Insomma, il nucleare, comunque vada, lo pagheranno in bolletta gli italiani. Queste bollette, salate a causa della follia nuclearista del Governo, Greenpeace le ha già preparate e distribuite ai cittadini italiani. E che i costi saranno stellari è sicuro, perché il reattore francese EPR, decantato come la III generazione del nucleare, è in realtà un prototipo del quale non è chiaro nemmeno il progetto: addirittura, i ritardi nei due cantieri esistenti (nessun EPR è mai entrato in funzione a oggi) hanno affossato i bilanci di Areva (l’impresa produttrice) e costretto EDF (l’ENEL francese) a chiedere un aumento delle bollette. Puntualmente ottenuto. Il nucleare, quindi, si conferma come una pericolosa perdita di tempo, costosa e rischiosa. Un trucco per regalare soldi all’ennesima lobby, sottrarre investimenti a una rivoluzione energetica in cui l’Italia può essere protagonista (con un salto tecnologico ed occupazionale di prim’ordine) e rendere il nostro Paese sempre più dipendente dall’estero per le fonti energetiche: i brevetti sul nucleare sono tutti francesi, mentre l’uranio delle miniere di Areva ammazza la gente in Niger.

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Salva liste: Il parere della Corte

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

“Per capire la decisione della Corte dobbiamo attendere la pubblicazione dell’ordinanza, la Regione Lazio aveva richiesto la sospensiva, sulla base della constatazione che il giudizio di merito della stessa Corte potrà avvenire solo dopo le elezioni e che occorreva dare certezza sin da ora”. Lo dichiara il senatore del PD Stefano Ceccanti a proposito della decisione della Consulta sul decreto salva-liste. “La Corte però – spiega Ceccanti – ha probabilmente tenuto conto del fatto che nel Lazio il decreto non è stato applicato perché l’unico caso possibile, quello della lista Pdl di Roma, non era comunque in alcun modo sanabile, visto che la lista non è mai stata presentata con la prescritta documentazione. Insomma, alla Corte la sospensiva deve essere apparsa probabilmente superflua. Dal punto di vista del giudizio di merito sulla costituzionalità, non è detto che le obiezioni sulla violazione della competenza delle regioni siano fondate. Ritengo infatti che il decreto non sia comunque applicabile nel Lazio, al di là della lista inesistente del Pdl, poiché la Regione ha attivato la sua competenza nel 2005. Il decreto è invece probabilmente valido nelle regioni come la Lombardia e la Liguria che non si sono dotate di una propria legge”.  “Queste valutazioni – conclude il senatore del PD – avranno anche ragionevolmente contribuito all’emanazione del decreto da parte della Presidenza della Repubblica, contribuendo a ritenerne la non manifesta incostituzionalità. Ciò non toglie che il decreto non possa ritenuto incostituzionale per altri motivi, diversi da quelli della competenza di Stato e Regioni. Per questa ragione sarebbe preferibile adottare la soluzione scelta consensualmente nel 1995, su ispirazione di Leopoldo Elia e Giuseppe Ayala, non convertendo il decreto e salvandone gli effetti già maturati con una legge di sanatoria”.

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Retacrit™ per i pazienti renali

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

Londra. Hospira ha annunciato che il Comitato Europeo per i Prodotti Medicinali per l’Impiego nell’Uomo (CHMP) ha espresso parere favorevole alla somministrazione per via sottocutanea di Retacrit (epoetina zeta) in nefrologia. Ciò rappresenta un’alternativa alla via endovenosa (EV) nel trattamento sintomatico dell’anemia secondaria allo scompenso renale cronico. L’approvazione finale della Commissione Europea (EC) è attesa nei prossimi mesi e comporterà l’autorizzazione a commercializzare Retacrit per la somministrazione sottocutanea in tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Il parere favorevole all’approvazione della somministrazione per via sottocutanea di Retacrit è conseguente alla presentazione dei risultati di un rigoroso studio di Fase III che ha dimostrato un’efficacia e una sicurezza paragonabili tra epoetina zeta ed il prodotto di riferimento epoetina alfa quando somministrati per via sottocutanea in pazienti con scompenso renale terminale sottoposti a emodialisi cronica.

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Cittadini, istituzioni e nucleare

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

“Il governo ed il ministro Scajola tengano conto del segnale forte e chiaro che arriva oggi dalla conferenza delle regioni che, a maggioranza, ha dato parere negativo al piano di costruzione di nuove centrali nucleari. Imporre ai cittadini dall’alto la realizzazione di nuove centrali, in casa propria, è una scelta sbagliata, arrogante e insana, così come è profondamente sbagliato pensare che il nucleare sia l’unica alternativa possibile” lo dichiara in una nota l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente gruppo IdV alla Camera.

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Riforma Giustizia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2009

Nel turbinio dei pro e contro della prospettata riforma della Giustizia che dovrebbe portare il processo ad una durata massima di sei anni, si e’ anche inserito il Consiglio Superiore della Magistratura, non nel suo presidente Giorgio Napolitano (per fortuna!) ma con il vicepresidente Nicola Mancino: “finche’ la norma attuale non sara’ modificata, abbiamo il diritto di esprimere un parere anche se non richiesto”; “bisognera’ vedere il fondamento giuridico del processo breve per gli incensurati. Non mi sembra una questione di facile soluzione”.Siamo proprio ridotti male. Povera Italia. La proposta del capo del Governo e’ “ad personam” che’, anche se appare giusta (chi non vorrebbe fissare un tempo massimo per un processo?), nel contesto in cui avviene, dopo la bocciatura costituzionale del cosiddetto lodo Alfano, presenta un marchiato vizio di proponente. Ma quel che piu’ preoccupa e’ l’intervento di Nicola Mancino, rappresentante dell’organo di autogoverno della magistratura, potere esecutivo ufficialmente in conflitto con quello legislativo. Preoccupa perche’ si sta comportando proprio come il Governo, ormai impossessatosi del potere legislativo trasformano le assemblee elettive in ratificatrici delle proprie decisioni. La base della nostra democrazia è la separazione dei poteri. Anzi, lo era. Ovunque il potere ci sia, la mescolanza si manifesta. Nell’Esecutivo e nel Giudiziario. Riforme della Giustizia, con le carceri che strabordano e la violenza che dilaga, le aule intasate con una giustizia civile da incubo, con la levata di scudi contro le sentenze della Corte Europea (vedi crocifisso)… non stiamo piu’ neanche navigando a vista ma siamo alla deriva. E la storia di questo millennio, come invece era in quello passato, non prevede (per fortuna!) neanche l’ipotesi di un qualche nocchiero forte che prenda il timone e conduca meglio verso la bonaccia. Nocchiero che qualcuno crede di essere o vorrebbe diventare, ma i risultati sono questi. Avanti col prossimo tiro Mancino. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Alitalia. Voli Roma-Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

100% di ritardo nei voli in partenza da Roma Fiumicino per Milano Linate di Martedi 25 Agosto. E’ il record dell’Alitalia. Eppure martedi’ non e’ giornata da bollino nero o rosso e la tratta e’ quella in monopolio alla nostra “compagnia di bandiera”, per privatizzare la quale i contribuenti si sono accollati 3,2 miliardi di euro. Nel frattempo che gli utenti patiscono ritardi e disservizi, si annunciano riunioni fra tutti; per fare cosa non e’ dato di sapere. Forse era utile fare riunioni di lavoro nel mese di Giugno cosi’ da individuare i problemi e trovare soluzioni. Invece si promuovono azioni demagogiche, come quelle messe in campo dall’Alitalia stessa che ha inviato i dirigenti ai check-in o allo smistamento bagagli. Noi siamo del parere che ognuno debba fare, bene, il proprio mestiere e, stando ai servizi resi, non ci sembra che sia cosi’. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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