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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘parlamentare’

Dura lex sed lex: Il mandato parlamentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Se non vogliamo andare molto lontani nel tempo e ci limitiamo alla storia italiana di questi ultimi anni dobbiamo riconoscere che avrebbe avuto un diverso corso se chi è stato eletto in una lista fosse rimasto coerente con il suo mandato elettorale.
Tralascio, per carità di patria, i volta gabbana a pagamento. Mi riferisco a chi ha affermato di averlo fatto per libera scelta, per un caso di coscienza, ecc. Sono persone che meriterebbero apprezzamento se fossero stati conseguenti dimettendosi dalla carica assunta per volontà popolare. Costoro hanno, invece, disatteso il mandato ricevuto perché chi li ha votati l’ha fatto aderendo a un progetto politico di cui ne facevano parte ed essi si ponevano come fedeli interpreti. La stessa costituzione che rispetta il parlamentare che cambia opinione dovrebbe aggiungere che lo stesso parlamentare dovrebbe ripresentarsi al suo elettorato e farsi giudicare dallo stesso per le sue mutate idee. Questa è coerenza e mi pare che anche in altri ambiti della vita da quella civile a quella economica se un manager esce dalla linea guida aziendale è rimosso, se non licenziato. A tutto questo dovremmo aggiungervi il noto vizietto tipicamente italiano e che un politico di lunga militanza aveva così riassunto: se due italiani scendono in politica avremmo di certo due nuovi partiti e tre correnti. E allora che si facciano pure i due partiti e relative correnti, ma vadano a farli altrove. (Riccardo Alfonso)

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“Il sistema parlamentare si è trasformato: siamo in presenza ormai di un monocameralismo di fatto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

senato“Siamo in presenza ormai di un monocameralismo di fatto. Quando un provvedimento, soprattutto un dl, arriva dal Senato, il Governo pone la fiducia alla Camera impedendo ai deputati di discuterlo e di emendarlo. Questa pratica risulta ancora più scandalosa quando si tratta di materia sensibile, come quella che riguarda il sistema bancario”. È quanto ha dichiarati il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli durante la conferenza stampa di presentazione degli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto legge misure di tutela del risparmio nel settore creditizio (Ac 4280).
“Il governo – ha aggiunto Rampelli – si è letteralmente incartato sul sistema del credito italiano. Questo decreto salva banca, l’ennesimo, è in linea con gli esecutivi di Letta e Renzi: indulgente con il sistema del credito. Evidenti i profili d’ incostituzionalità visto che presenta un’incomprensibile disparità di trattamento tra i risparmiatori delle quattro banche fallite (Banca Etruria, Banca Marche,CariFerrara, CariChieti) dei mesi scorsi e i risparmiatori del Monte dei Paschi di Siena. Nel corso del dibattito abbiamo tentato di attribuire la paternità di questi disastri non solo ai manager ma anche e soprattutto al Pd. Giova ricordare nel caso di Mps che gli enti territoriali e locali, da sempre governati dal Pci ieri e dal Pd, oggi esprimono consiglieri di amministrazione: lo fa il Comune di Siena, lo fa la Regione Toscana che nominano entrambi propri componenti nel cda. Per questo continuiamo a reclamare la commissione d’inchiesta monocamerale sul sistema del credito in Italia per fare luce sulla gestione dei risparmi degli italiani dal secondo dopoguerra a oggi”.
“Il punto di caduta dei Dem è stato e resterà quello delle banche. – ha osservato il deputato Walter Rizzetto- Guardiamo quanto è accaduto alla ministra Boschi e a suo padre. Per colpa del Partito democratico la legislatura è paralizzata, in aula si fa ben poco e anche questa volta in modo vigliacco è stata posta la fiducia per evitare il confronto. Non capiamo la ratio di questo provvedimento. La disparità di trattamento tra alcuni risparmiatori parzialmente indennizzati e altri che vengono totalmente indennizzati lede il principio di uguaglianza tra i cittadini (art. 3) e la tutela costituzionale del risparmio (art. 47)”.

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Egitto: parlamentare espulso perchè “colpevole” di essere stato in Israele

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

Tawfik OkashaCairo 403 parlamentari egiziani, pari a più di due terzi della Camera, hanno votano l’espulsione del parlamentare Tawfiq Okasha (che è anche un popolare conduttore televisivo) “colpevole” d’essersi incontrato la scorsa settimana con l’ambasciatore d’Israele al Cairo, Haim Korem. L’Egitto ha piene relazioni diplomatiche con Israele dal 1979, ma nella società egiziana i rapporti diretti con lo stato ebraico rimangono un pesante tabù.
L’espulsione del deputato Tawfik Okasha dal parlamento egiziano “rappresenta un segnale inviato a Israele” per dimostrare che Il Cairo non accetterà mai una normalizzazione dei rapporti con quel paese. E’ quanto ha affermato il presidente del partito di sinistra egiziano Tagammu, Ali Abdel Al, intervistato dall’emittente televisiva “al Ghad”. “Con questa decisione – ha aggiunto – il parlamento del Cairo ha voluto far capire che non ha accettato il fatto che Akkash si sia incontrato con l’ambasciatore israeliano e abbia discusso con lui della situazione della sicurezza in Egitto. Per quanto ci riguarda Akkash ha violato i nostri principi per il suo incontro con l’ambasciatore israeliano e chiediamo provvedimenti per i 12 deputati che lo hanno difeso in quanto in parlamento nessuno deve consentire la normalizzazione dei rapporti con Israele“. (Fonte: Israele.net, 3 Marzo 2016)
Nella foto in alto: il parlamentare egiziano Tawfik Okasha (a destra) durante il suo incontro con l’ambasciatore d’Israele al Cairo Haim Koren

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Censurare a livello istituzionale un parlamentare è legittimo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

Ci perviene un comunicato a firma dell’assistente parlamentare dell’on. Alessandro Zan dove si appoggia a spada tratta l’operato del direttore dell’Unar Marco De Giorgi nel suo giudizio espresso nei confronti dell’On.le Giorgia Meloni presidente del partito Fratelli d’Italia in seguito a quanto da lei detto in una intervista sull’immigrazione e la difesa dell’Unar è stata scritta in questi termini: “La lettera a Giorgia Meloni da parte di UNAR, come ha ben spiegato ieri in Aula durante il question time il ministro Maria Elena Boschi, altro non era che una raccomandazione in linea con la prassi già adottata sotto la dirigenza di Massimiliano Monanni (governo Berlusconi), per cui mi auguro che la levata di scudi da parte di Fratelli d’Italia e Ap venga vista per quello che è: una mera propaganda politica di cattivo gusto”. Così il deputato Pd Alessandro Zan sulle polemiche derivate dalla decisione del direttore UNAR Marco De Giorgi di intervenire per far considerare all’On. Meloni l’opportunità in futuro di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore. “Se è vero infatti che l’opinione di un parlamentare è insindacabile,” prosegue Zan, “è altrettanto vero che un organismo deputato al controllo e alla garanzia contro le discriminazioni ha tutta la legittimità e l’indipendenza per rivolgere anche ai parlamentari, in quanto prima di tutto cittadini, inviti a una maggiore attenzione sull’utilizzo di un linguaggio consono a non ledere la dignità e i diritti di terze persone: è una questione di civiltà, non certo di censura” continua il parlamentare. “Addossare la colpa sul direttore De Giorgi” conclude “altro non è che un goffo e triste tentativo di nascondere le dichiarazioni razziste di Fratelli d’Italia, che non a caso fa comunella con la Lega in una lotta intestina a danno dei più i deboli”. A prescindere dal fatto che su ogni argomento vi possono essere punti di vista diversi e lo scrivente lo sa bene in quanto quotidianamente riceve via e-mail un vero e proprio campionario di bastian contrari che sanno fare gli avvocati del diavolo alla grande soprattutto per le cause perse, devo dire che nella fattispecie se la reazione della Meloni è stata fuori dalle righe il De Giorgi ha anch’egli esagerato nei confronti della parlamentare. Se un appunto andava fatto questo doveva pervenire, semmai, dalla Presidente della Camera e non da altri. Ho l’impressione che l’assistente parlamentare abbia voluto anche lui alzare il tiro oltre misura. Se è così cosa bisognerebbe dire di Salvini e credo del 10-15% degli italiani? Sbagliano certo ma vi sono dati di fatto inconfutabili e validati da esperti internazionali che paventano, per esempio il rischio d’infiltrazioni di terroristi in ragione del 5-8% degli immigrati e qui parliamo di assassini senza scrupoli che fanno delle esecuzioni pubbliche un leit motive propagandistico. Se proprio dobbiamo parlare di razzismo essi lo fanno nei confronti degli occidentali. La verità è invece un’altra. Il nostro maggiore rischio sulla sicurezza nazionale e sulla pace sociale non proviene dalla polemica tra i razzisti e gli antirazzisti ma dalla mancanza in Italia della certezza del diritto e della pena e del rispetto delle regole di convivenza civile. (Riccardo Alfonso)

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Lettera a un parlamentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

La nostra iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare un parlamentare per sottoporre alla sua attenzione una situazione che è stata segnalata dai nostri lettori e che per avere uno sbocco richiede una iniziativa parlamentare sia sotto forma di “raccomandazione” sia di proposta legislativa.
Questa volta abbiamo pensato all’on.le Lino Miserotti per due precisi motivi. E’ di fresca nomina in quanto è subentrato alla Camera il 4 aprile corrente e proviene dalle file del Partito dei Pensionati che per la prima volta fa ingresso in parlamento dalla sua costituzione (oltre 20 anni).
Cosa avremmo voluto esporgli? In effetti non abbiamo potuto farlo perché pur avendoci fissato un appuntamento di fatto si è reso irraggiungibile. Ora lo facciamo pubblicamente con la speranza che altri autorevoli lettori possano colmare questo gap che si è presentato.
La prima indicazione è relativa ai rimborsi fiscali. l’Italia si aggiudica il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali con 14,3 anni. Negli altri paesi d’Europa la media è intorno ai 12 mesi. Tutto questo accade perché non solo le Amministrazioni finanziarie, dopo 12 anni, non ha ancora dato attuazione all’art. 8 dello Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale, ma soprattutto perché il Governo ha ridotto le dotazioni del programma di spesa per i rimborsi d’imposta. In Italia, in cinque anni, il debito pubblico per i rimborsi fiscali si è quasi triplicato passando da 18,9 miliardi del 2007 a 54,2 miliardi del 2012, da rimborsare a 12,8 milioni di contribuenti.
A nostro avviso occorre una proposta di legge che fa obbligo al fisco di rimborsare i contribuenti creditori entro due anni. Per noi è una questione di costume, oltre che di giustizia in quanto se fosse accaduto il contrario lo Stato avrebbe esercitato da subito la mannaia di Equitalia con tanto di aggravi di spesa e interessi usurai.
La seconda richiesta riguarda gli sgravi fiscali per gli anziani che hanno a carico figli o nipoti disoccupati. Ci risulta che sono numerosi questi casi soprattutto nel meridione. E’ un aspetto umano e sociale ragguardevole in quanto possiamo dire che pur avendo pensioni misere questi anziani si sobbarcano anche l’onere di sostenere, per quel che riescono a fare, il peso di una situazione che investe in modo grave la disoccupazione giovanile.
Vediamo se la politica sa avere anche il volto umano come qualcuno paventa quasi a volersi ripulire in qualche modo dalle sue colpe. E noi la sfidiamo sui fatti concreti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Tav: mozione parlamentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle ...

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle di Susa) (Photo credit: Wikipedia)

La Mozione approvata quest’oggi dalla Camera dei Deputati con il voto di tutti i partiti politici (con l’astensione dell’Italia dei Valori) e il parere favorevole del Governo rappresenta un nuovo fondamentale passo in avanti nella realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e un ulteriore dimostrazione dell’assoluta determinazione dei Parlamentari del PD, del Parlamento e del Governo nel portare avanti gli impegni presi nei confronti dell’Europa. In particolare, con il nostro documento abbiamo chiesto al Governo di dare concreta attuazione alle misure di inserimento territoriale e ambientale della linea (a partire dai cantieri di Chiomonte e di Susa) utilizzando le risorse previste dalla legislazione nazionale in conto compensazioni, per finanziare un piano organico di interventi di accompagnamento alle Comunità Locali che, partendo dal Piano Strategico della Provincia di Torino ed utilizzando anche le opportunità offerte dalla Legge Regionale n. 4/2011 (Legge Cantieri – Sviluppo e Territorio) individui, attraverso il lavoro istruttorio dell’Osservatorio, un quadro di priorità operative per l’allocazione delle risorse secondo un criterio di proporzionalità tra impatti subiti e benefici erogati. Interventi che devono venire a integrare quelli già previsti a suo tempo per il nodo di Torino per il miglioramento del servizio ferroviario passeggeri, con particolare riferimento al servizio ferroviario metropolitano la cui linea FM3 interessa la direttrice della Valle di Susa e per l’avvio di misure di sostegno del riequilibrio modale nel settore delle merci ed il potenziamento della logistica con riferimento ai primi lotti operativi della realizzanda Piattaforma di Orbassano. Inoltre abbiamo chiesto al Governo di attivarsi per reperire, in tempo utile, gli ulteriori fondi necessari finalizzati agli interventi di accompagnamento e inserimento della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai Comuni sede di cantiere. Da oggi non esiste più alcun dubbio sulla volontà politica di realizzare un’infrastruttura considerata strategica e la riunione del tavolo tecnico-istituzionale con gli amministratori locali svolta ieri a Torino conferma che con il confronto si possono trovare soluzioni ai problemi tecnici, togliendo argomenti a chi pretestuosamente e ideologicamente si oppone alla Tav. A coloro che, come i deputati dell’Italia dei Valori, hanno scelto di non votare la Mozione lasciamo il compito di spiegare all’opinione pubblica la palese contraddittorietà tra gli impegni presi sulla Tav da Di Pietro quando era Ministro e dai dirigenti piemontesi dell’IDV che hanno pubblicamente firmato documenti a sostegno dell’opera.

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Come riformare l’indennità parlamentare

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

Un progetto elaborato anni fa dai Centri studi della Fidest prospettava la possibilità di mettere ordine ai costi della politica partendo proprio dalle indennità parlamentari, o meglio ancora dagli oneri indiretti che ne derivavano. Si voleva riconfermare il principio che i rappresentanti del popolo fossero, da una parte, affrancati dall’assillo economico assumendo incarichi di rappresentanza e, dall’altra riconoscere la diversità di trattamento rendendo la stessa indennità, che si voleva loro riconoscere, flessibile in quanto rapportata alla reale perdita di proventi retributivi percetti prima del mandato. In altre parole se l’avvocato, il medico ecc. continuavano a svolgere il loro lavoro durante il mandato parlamentare non si potevano riconoscere analoghe indennità nei confronti di chi aveva smesso di farlo. Valutando in questo modo le posizioni di ciascuno si potevano ottenere risultati più rispondenti alle singole problematiche economiche. Non solo. Al parlamentare il progetto prevedeva, da parte delle rispettive camere, una serie di servizi monetizzabili in prestazioni come mettergli a disposizione un collaboratore retribuito direttamente dal Parlamento e un ufficio, e in aggiunta un rimborso spese a piè di lista per il viaggio e la permanenza a Roma e un buono pasto, ma solo per la durata dei lavori parlamentari. Tutti gli altri servizi erano stabiliti a carico del parlamentare: spese postali, viaggi non previsti dagli impegni istituzionali, ecc. Dalla indennità base stabilita in 5.500 euro mensili dovevano essere detratte per una polizza assicurativa di 1000 euro per il fondo pensione e 500 per l’assistenza sanitaria pubblica. Un rimborso forfettario del massimo di 3000 euro era, invece, stabilito per il parlamentare che rinunciasse, durante il mandato, alla sua attività professionale (avvocato, medico, commercialista, ecc). Tutto questo ci pareva fondamentale per stabilire un rapporto di maggiore trasparenza tra l’eletto e gli elettori e per sancire il principio che il mandato non costituisse un affare. Per lo stesso motivo si aggiungeva il suggerimento di porre mano ad una legge, a somiglianza di quella del parlamento europeo, per i rapporti con le lobby. E il tutto condito con la riduzione del numero dei deputati portandoli a 315 e dei senatori a 135, ma con l’aggiunta di 40 senatori designati dalle regioni. Un altro capitolo del progetto riguardava il numero e le indennità degli eletti nelle amministrazioni locali. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Costi della politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Finirà che i parlamentari italiani, se livellati a quelli europei, prenderanno di piu’. L’ha gia’ annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che il suo successore guadagnera’ di piu’. Stessa cosa puo’ succedere ai parlamentari dei cui “stipendi” si e’ favoleggiato in questi anni e, anche, recentemente. Il motivo? Semplice: si confonde lo “stipendio” netto del parlamentare con il costo “aziendale” del parlamentare. Un operaio che riceve uno stipendio di 800 euro costa all’azienda ben 2.000 euro! Allora vediamo quant’e’ il costo “aziendale” dei parlamentari italiani, europei, francesi, tedeschi e inglesi:
Costo aziendale di un deputato (complessivo di tutte le voci):
Italiano…     20.486 euro.
Europeo…   34.750 euro (+ 70% di quello italiano).
Tedesco…   27.364 euro (+ 33% di quello italiano).
Francese…  23.066 euro (+ 13% di quello italiano)
Britannico… 21.089 euro (+ 3% di quello italiano).
Se vogliamo fare il paragone con lo “stipendio” netto tra parlamentare europeo e quello italiano avremo:
Stipendio netto del parlamentare (deputato) italiano… 5.486 euro;
Stipendio netto del parlamentare europeo…                 6.083 euro.
Ricordiamo che i consulenti delle Regioni e degli Enti locali costano al cittadino contribuente qualcosa come 1,5 miliardi di euro l’anno e che l’aver disgiunto le elezioni amministrative dall’appuntamento referendario e’ costato, sempre al povero contribuente, 300 milioni di euro. Dunque dov’è il fumo e dove l’arrosto? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Costi della politica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

L’ennesima bufala o, se volete, fumo negli occhi del popolino che dovrebbe abboccare alla leggenda metropolitana degli alti costi dei nostri rappresentanti istituzionali. Il quotidiano La Stampa ha pubblicato un quadro comparativo dei costi dei nostri parlamentari raffrontandoli con quelli europei e con quelli di tre Paesi, Germania, Francia e Gran Bretagna. Vediamo (le cifre sono arrotondate).
Stipendio netto del parlamentare (deputato) italiano… 5.486 euro;
Stipendio netto del parlamentare europeo…                 6.083 euro;
Cio’ che interessa ai contribuenti e’, pero’, quanto costa un parlamentare, cioe’ il costo complessivo piuttosto che il suo stipendio netto. Qui sotto il confronto.
Costo lordo di un deputato (complessivo di tutte le voci):
Italiano… 20.486 euro.
Europeo…   34.750 euro (+ 70% di quello italiano).
Tedesco…   27.364 euro (+ 33% di quello italiano).
Francese…  23.066 euro (+ 13% di quello italiano).
Britannico… 21.089 euro (+ 3% di quello italiano).
Dove sarebbero, allora, tutti questi costi strabilianti dei nostri parlamentari? Sarebbe opportuno informare correttamente i cittadini sui costi della politica relativi ai parlamentari, buona parte dei quali critichiamo ma che sono stati scelti dal 78% degli elettori. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Scavi Pompei: sopralluogo commissione parlamentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Questa mattina la delegazione della Commissione Cultura della Camera, presieduta dalla Presidente Valentina Aprea, e composta dai deputati Centemero, Barbieri, Mazzuca, Granata, Santolini, Mazzarella, Zazzera, Farina e Scalera, si è recata in sopralluogo all’area archeologica di Pompei, presso la zona del crollo della Schola Armaturarum. La delegazione, accolta dalla Soprintendente Jeannette Papadopoulos, dal direttore degli scavi Antonio Varone, e dall’ex Soprintendente Giuseppe Proietti in rappresentanza del Ministro, ha compiuto il sopralluogo partendo dall’ingresso di Porta Marina e soffermandosi anche su alcune aree di recente intervento di sistemazione come il costone meridionale presso il Tempio di Venere, le Terme Stabiane e su alcune zone attualmente cantierate, quali la Domus di Cornelia e il vicolo di Tesmo.
“Siamo ben contenti che questa Commissione sia venuta qui per rendersi conto della complessità di gestione che un sito archeologico come Pompei comporta” – dichiara la Soprintendente Jeannette Papadopoulos – “In merito al crollo ci tengo a ribadire che le segnalazioni riportate dai custodi vengono immediatamente riferite agli uffici tecnici per i controlli necessari, e che in questo caso specifico non era rilevabile alcun elemento di pericolo. In ogni caso è auspicabile il rafforzamento della Soprintendenza in tutte le sue professionalità specialistiche, per affrontare le complessità che interventi di un sito come Pompei comportano.”

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Iniziativa parlamentare: Caso Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

“Solleciterò – afferma l’on. Vincenzo D’Anna, membro della XII Commissione Affari sociali e Sanità – con un’interrogazione parlamentare, il Ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano, affinché verifichi le ragioni che fino ad ora hanno impedito l’istruttoria e la celebrazione del processo a carico dell’on. Cosentino, a tutt’oggi ostaggio dei PM.   Una situazione – prosegue D’Anna – che si protrae senza alcun giustificato motivo, dato che il coimputato, nello stesso procedimento, Sergio Orsi, è già stato prosciolto dalle accuse.   Il voto favorevole, che, oggi, la Camera ha espresso nei confronti dell’on. Cosentino – conclude D’Anna – impone, a questo punto, un’ulteriore iniziativa politica e parlamentare tesa appunto ad affrettare la celebrazione del processo, il cui ritardo fa gravare, in maniera strumentale, sull’intero PdL campano, una cappa di discredito, che attraverso l’accertamento della verità processuale potrà essere sicuramente diradata”

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Anagrafe parlamentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

L’anagrafe patrimoniale dei deputati sta per diventare realtà.  L’Ufficio di Presidenza ha infatti deliberato la pubblicazione on line, previa liberatoria, dei dati patrimoniali dei deputati che lo vorranno. Più di un anno fa, i deputati Radicali erano riusciti a far approvare dalla Camera un ordine del giorno che impegna il Collegio dei questori  a rendere fruibili sul sito internet della Camera tutte le informazioni relative all’attività istituzionali e alla condizione economica e patrimoniale dei deputati. I Questori avevano però negato per non meglio precisati motivi di privacy la pubblicazione online. La radicale Rita Bernardini anziché arrendersi, insieme ai colleghi Giachetti e Della Vedova, aveva chiesto ai deputati di superare l’obiezione firmando una liberatoria. All’appello hanno risposto 72 deputati di tutti i gruppi che hanno subito visto schierato dalla loro parte il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicale e Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani “E’ una prima vittoria per riformare la politica e restituire agli italiani la possibilità di conoscere i propri rappresentanti per quello che fanno, dentro e fuori dal Palazzo. Battere la casta, superarla, si può, basta volerlo. Abbiamo iniziato rendendo pubblici dopo sessant’anni di segreti gli elenchi di consulenti e fornitori della Camera, denunciando i veri e propri malaffari, specie immobiliari, che si sono ripetuti per decenni, con la complicità di partiti di ogni colore. Gli stessi che hanno tradito il popolo italiano con la truffa dei rimborsi elettorali dopo che un referendum aveva cancellato il finanziamento pubblico dei partiti.” Inizia oggi a Montecitorio la discussione del Conto consuntivo dell’anno precedente e il progetto di bilancio interno della Camera dei deputati. La delegazione radicale ha depositato un emendamento e numerosi ordini del giorno per “riformare” un’Amministrazione che per un sessantennio ha negato agli stessi deputati che si sono succeduti nelle sedici legislature il diritto di conoscere i tanti segreti dell’istituzione di cui erano – e sono per quella in corso – membri.”

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