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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘parlamentari’

Entro fine anno riduzione parlamentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Ieri in Commissione Affari costituzionali, Italia dei Valori ha chiesto l’urgente calendarizzazione in commissione della sua proposta di legge, sottoscritta da tutti i deputati IDV, per la riduzione del numero dei parlamentari, per poter arrivare a discuterla in Aula entro la fine dell’anno” lo annuncia in una nota l’on. Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori alla Camera. “La nostra proposta di legge, estrapolata da un pacchetto di proposte per la riduzione dei costi della politica depositate ad inizio legislatura, intende ridurre a 300 il numero dei deputati e a 150 quello dei senatori” spiega Donadi. “Così facendo, non solo procederemo non solo nella giusta direzione di una maggiore razionalizzazione delle istituzioni migliorandone il funzionamento e definendo un più efficiente livello di rappresentanza politica, ma daremo un segnale concreto e tangibile, in tempi rapidi, nella riduzione dei costi della politica” conclude Donadi.

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Arresto Papa: Assicuriamo il dietrofront della Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

C’è netta l’impressione che le parole di Bossi non siano altro che la caramellina gettata sulla folla per tacitare le rimostranze. I parlamentari della Lega voteranno contro l’arresto di Papa, forti del voto segreto, perchè così ordina il cavaliere. La votazione segreta in altre circostanze ha favorito il dissenso interno per cui è sempre stato evitato, privilegiando la blindatura con il voto di fiducia. In questo caso permette alla Lega di soddisfare la base elettorale a chiacchiere e di ubbidire agli ordini del padrone della Lega. Il timore è che l’autorizzazione all’arresto di Papa possa aprire un contenzioso del quale non si intuisce nemmeno la fine, con richieste di arresto che potrebbero più che dimezzare il parterre di Camera e Senato. Il silenzio del cavaliere non è foriero di buoni intendimenti: è il primo a temere l’apertura di nuovi processi, stante il fatto che quello già in essere non rappresentano che la punta dell’iceberg del panorama penale che lo coinvolge. Vedremo il risultato delle votazioni… il paradossale sta nel fatto che la Lega e anche il PdL sosterranno che a votare contro la richiesta di arresto sarebbero stati parlamentari del centro-sinistra, secondo una logica del “Oggi a te e domani a me…!” (Rosario Amico Roxas) (n.r. Oramai è risaputo. Ogni volta che Bossi dice no contrariando il suo leader non manca di ripensarci e questa volta la partita è più seria: potrebbe verificarsi l’effetto domino e far saltare la maggioranza).

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Ex-Parlamentari e Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Torino mercoledì 15 giugno, nell’ambito dell’assemblea è in programma una celebrazione del centocinquantenario presso il Centro Incontri della Regione Piemonte, in corso Stati Uniti. Alla vigilia della cerimonia, l’Associazione ha riunito il proprio Direttivo nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna, sede della Provincia di Torino. Il saluto ufficiale dell’Ente ai parlamentari è stato portato dalPresidente Antonio Saitta e dal Presidente del Consiglio Provinciale, Sergio Bisacca. Ringraziando la Provincia do Torino per l’ospitalità, il Presidente dell’Associazione ex Parlamentari della Repubblica,Gerardo Bianco, ha ricordato il ruolo fondamentale di Torino e del Piemonte nelle vicende risorgimentali e nel movimento unitario. Ha sottolineato inoltre l’importanza fondamentale della figura di Cavour e la sua concezione, tuttora valida, del rapporto tra esecutivo e Parlamento. Il Presidente Saitta ha messo l’accento sul contributo degli esuli politici alla costruzione di una classe dirigente nazionale, che a Torino si formò e consolidò nel decennio pre-unitario, potendo contare sulle libertà garantite dallo Statuto Albertino e sul clima democratico che si respirava nel Parlamento e nella società civile piemontese. Saitta ha poi sottolineato che a Torino ed in Piemonte la cittadinanza sta vivendo le celebrazioni del centocinquantenario con grande orgoglio e partecipazione, esponendo le bandiere ai balconi delle case, visitando le grandi mostre celebrative, partecipando agli eventi come i raduni militari e indossando i braccialetti tricolore inizialmente destinati solo ai diciottenni. “La vostra presenza a Torino ci onora, perché ci ricollega alla nostra storia” ha affermato Saitta rivolgendosi ai parlamentari. “Il tricolore, ha concluso il Presidente della Provincia – è diventato un segno di identità e di desiderio cambiamento: un cambiamento di cui i giovani devono essere i protagonisti, così come avvenne nel Risorgimento, nella Resistenza e in tutte le altre vicende importanti e positive della nostra storia unitaria”.

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Parlamentari curdi in prigione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Secondo le informazioni giunte all’Associazione per i Popoli Minacciati, sei politici eletti al parlamento turco come candidati indipendenti tra le file dell’Alleanza pro-kurda per il lavoro, la libertà e la democrazia sono tuttora in carcere. Arrestati poco prima delle elezioni parlamentari per presunta associazione a organizzazione terroristica, i sei politici erano impegnati a difendere i diritti politici, culturali e nazionali della popolazione kurda in Turchia. Tra gli incarcerati si trova anche il popolare politico kurdo Hatip Dicle che nella sua città natale, la metropoli kurda di Diyarbakir nell’Anatolia meridionale, ha ottenuto la maggioranza di preferenze con 80.000 voti a suo favore. Anche i suoi colleghi di partito pro-kurdi Selma Irmak di Sirnak (46.000 voti), Faysal Sariyildiz di Sirnak (40.000 voti), Gülseren Yildirim di Mardin (56.000 voti), Ibrahim Ayhan di Urfa (77.000 voti) e Kemal Aktai di Van (65.000 voti) sono stati eletti al parlamento turco con una larga maggioranza.
Per impedire a Dicle l’accesso in Parlamento il politico kurdo è stato condannato lo scorso 9 giugno, a tre giorni dalle elezioni, ad una pena detentiva di un anno e otto mesi. Nel 1991 Dicle era stato eletto per la prima volta al parlamento turco dove si era impegnato a favore della convivenza pacifica e paritetica tra Turchi e Kurdi. Nel 1994 il parlamento aveva annullato la sua immunità parlamentare e in dicembre dello stesso anno Dicle e gli ex-parlamentari Leyla Zana, Orhan Doian e Selim Sadak erano stati condannati a 15 anni di carcere per associazione terroristica e alto tradimento. Grazie all’ampia solidarietà internazionale i politici furono rilasciati nel giugno 2004, dopo quasi dieci anni di carcere. Dicle venne condannato all’inattività politica e nuovamente arrestato nell’aprile 2010. Da allora si trova in carcere. Hatip Dicle è in carcere per il suo impegno a favore di una Turchia democratica e plurietnica in cui anche le minoranze come Kurdi, Laz, Assiro-Aramei, Armeni, Aleviti e Yezidi possano vivere in pace e con pari diritti. Nonostante il divieto alla candidatura e arresti di massa l’alleanza prokurda ha ottenuto un grande successo alle scorse elezioni parlamentari. 36 candidati indipendenti sono stati eletti al parlamento, tra cui anche un rappresentante della minoranza cristiana degli Assiro-Aramei. Erol Dora infatti sarà il primo politico assiro-arameo a sedere nel parlamento turco. E’ stato nominato dal partito kurdo BDP e sostenuto dalla popolazione musulmana kurda della provincia di Mardin dove ha ottenuto circa 53.000 voti.

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Una Daspo per i parlamentari?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

“Per i parlamentari che nei giorni scorsi e ancora oggi propongono l’uso di sistemi e metodi di repressione preventiva classici del passato regime fascista, gli stessi che continuano senza pudore a sostenere una spregiudicata azione politica che sta causando forti tensioni sociali e una instabilità generale che sta portando il Paese a dover ricordare, se non rivivere i periodi più bui della storia passata, gli stessi che stanno mettendo a dura prova le basi stesse della democrazia o che sorridendo dichiarano di non comprendere le ragioni delle sempre maggiori manifestazione di piazza e di civile dissenso, gli stessi che esaltano i poliziotti e i militari dopo averli “accoltellati alle spalle” con provvedimenti normativi che di fatto stanno attuando uno smantellamento sistematico delle forze di polizia e delle forze armate, ma che poi li chiamano a difendere i palazzi della politica, a questi e solo a questi parlamentari bisognerebbe applicare il principio del D.A.SPO. affinché gli sia impedito di accedere al Parlamento e continuare a fare ulteriori danni al Paese.“ Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Lettera aperta a Pierluigi Bersani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Mi corre obbligo riconoscere una grave infrazione al codice della strada commessa da alcuni parlamentari del PD e non impedita dal segretario del partito. Praticamente cosa è accaduto? Bruno Tabacci ha, regolarmente e correttamente, messo la freccia per superare  e andare avanti, ma una pattuglia di parlamentari PD  in prova generale per ben altri tentativi di sorpasso,  probabilmente sotto il vigile sguardo dei “cassieri” del cavaliere, ha creato un ingorgo, ottenendo di non andare aventi e impedire ad  altri di farlo.  Si tratta dei medesimi personaggi sui quali conta il cavaliere per rimanere dentro la botte di ferro delle protezioni ad personam. In questo modo si perde credibilità e si disorientano  quegli elettori che nutrono speranze nel PD. Cosa vogliono ottenere oltre le prebende cavalleresche ?  Credono alle promesse di rielezione nelle fila del PdL (o come c… si chiamerà il nuovo parto della fantasia cavalleresca)?  Ma se non riuscirà che a far rieleggere il 50%  degli attuali parlamentari in forza…! Con le mezze misure e con il bicchiere mezzo pieno non si va da nessuna parte e si disorientano gli elettori che non sanno dove andare, o meglio, vanno e andremo dalla parte di Tabacci. (Rosario Amico Roxas) (n.r. Tabacci rappresenta la “vecchia guardia”. Ma non credo che possa essere un punto di riferimento oggi dove altre qualità sono richieste e altre attese sono riposte. Uomini e donne appartenenti alle nuove generazioni ve ne sono tanti in tutto l’arco dello schieramento politico. Basta offrire loro l’occasione che sino ad oggi non abbiamo loro offerto proprio perché continuiamo a guardare dietro e non avanti)

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Elezioni parlamentari in Egitto

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Mentre l’Egitto si avvicina alle elezioni parlamentari, (28 novembre)  nel paese aumenta la violenza contro i Cristiani copti. Il 24 novembre scorso la polizia egiziana ha sciolto con estrema violenza una manifestazione pacifica dei Copti che protestavano contro il divieto alla costruzione di una nuova chiesa al Cairo. L’aggressione della polizia ha causato almeno un morto tra la comunità copta e circa 20 feriti. Il governo egiziano evidentemente tenta di accaparrarsi i voti di una fetta di popolazione radicale a spese della minoranza cristiana. Come spiegare altrimenti l’intervento brutale e sproporzionato della polizia egiziana? Contemporaneamente l’opposizione democratica del premio Nobel per la Pace nonché direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica IAEA Mohamed El- Baradei ha chiesto alla popolazione il boicottaggio delle elezioni per protestare contro le condizioni elettorali poco democratiche. Il boicottaggio vuole dimostrare che il governo di Mubarak non è democraticamente legittimato. I partiti di opposizione sono fortemente svantaggiati, le elezioni non sono né corrette né democratiche. Nel periodo precedente le elezioni i partiti di opposizione hanno incontrato mille difficoltà nel fare campagna elettorale: candidati dell’opposizione sono stati arrestati, è stata impedita la pubblicità elettorale nei mezzi di informazione ed è stato fortemente limitato l’invio di messaggi elettorali attraverso il cellulare. Da tempo ormai è in aumento la violenza contro le comunità copte dell’Egitto. All’inizio di marzo 2010 membri della comunità copta della cittadina Mersa Matrouh nell’Egitto settentrionale sono rimasti vittime di manifestazioni anti-cristiane durante le quali sono stati urlati slogan e lanciati sassi contro i fedeli cristiani, distrutte e/o bruciate case e negozi di Copti. Un rappresentante della Chiesa Copta in Germania lamenta il crescente clima di violenza in Egitto che sfocia in un aumento delle aggressioni e anche degli omicidi di fedeli copti. La minoranza cristiana in Egitto conta tra gli otto e i dieci milioni di fedeli e costituisce circa il 10% degli 83 milioni di cittadini egiziani. La maggior parte dei cristiani sono copti appartenenti alla Chiesa ortodosso orientale, ma vi sono anche i copti cattolici, greco-ortodossi, greco-cattolici e i Cristiani arabo-protestanti. Nel parlamento egiziano i Cristiani sono sotto-rappresentati con solo quattro parlamentari su 440.

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Aumentano i parlamentari finiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

Si ingrossa la pattuglia dei parlamentari finiani: i deputati Daniele Toto e Roberto Rosso, provenienti dal Pdl, hanno fatto il loro ingresso ufficiale in Futuro e Libertà, presentati da Italo Bocchino e Adolfo Urso nella sede della fondazione Farefuturo. Quella dell’onorevole Rosso, uno dei fondatori storici di Forza Italia, è una grossa perdita per le fila del Pdl: “Berlusconi, per lungo tempo, è stato il faro di ogni mia iniziativa politica” ammette Rosso. Quali sono i motivi del suo passaggio nelle fila dell’Fli? “Ho preso questa decisione perchè è evidente che alla prova di governo quelle capacità di interpretare i bisogni degli italiani, da noi tanto a lungo inseguita, non è venuta fuori perchè ci siamo trovati senza programmi. In pratica abbiamo venduto in campagna elettorale un prodotto che non possediamo. Oggi ho la speranza di trovare una forza politica più adeguata per questa sfida. Inoltre, già nel 2005 ho votato contro la legge che sancisce l’attuale meccanismo di selezione di deputati e senatori con liste bloccate, quindi senza voto di preferenza. E’ un sistema che io ritengo vada cambiato, e questo cambiamento è una delle promesse di Fini, nel quale io ripongo le mie speranze”. A suo avviso cosa sta accadendo nel Pdl?
“Sta cambiando nel suo interno. E velocemente. Basta pensare che domani ci sarà la seconda riunione della direzione nazionale del pdl, che non è stata mai convocata dalla rottura avvenuta tra Fini e Berlusconi. Si tratta di un organismo che non è mai stato necessario utilizzare. E questo ha un chiaro significato. Inoltre si è deciso di arrivare all’elezione diretta del coordinatore nazionale, il che vuol dire che il pdl si muove dalla sua staticità”. Qual è il ruolo che ricoprirà all’interno di Futuro e Libertà? “Sar il leader futurista in Piemonte. proprio oggi c’è stata la presentazione del soggetto politico regionale. Bocchino ha annunciato che ci saranno nuove entrate in Futuro e Libertà. Qualche anticipazione? Non posso fare nomi, ma già dalla prossima settimana aderirà un senatore con cui ho condiviso per anni il mio percorso politico, e insieme a lui ci saranno due tre parlamentari del Pdl”.

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I vitalizi dei parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava che tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire:
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498).
Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera : Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.
Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno. Per maggiori informazioni ecco il link al sito di Borghesi con il discorso: http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=314&Itemid=35

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Parlamentari pagati per non lavorare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Lo denuncia l’on.le Massimo Donadi dell’Idv. “Martedì 12 ottobre, ore 17. Questa è la foto del Transatlantico: un deserto. Sembra il titolo di una sit-com ma in realtà è la drammatica fotografia di quanto sta accadendo da qualche mese a questa parte in Parlamento. 945 parlamentari pagati per non lavorare. La settimana appena trascorsa, lo dico con sconcerto e amarezza, 630 deputati della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, sono stati impegnati “dal martedì al martedì” per esprimere un solo voto. Al Senato è la stessa identica cosa: 315 senatori pagati per non lavorare. I fratelli-coltelli del governo e della maggioranza non sono più in grado di portare un solo provvedimento all’esame dell’Aula e quello che arriva, come la riforma dell’Università, tanto strombazzata dal ministro Gelmini mani di forbice, viene bloccata perché non ci sono i soldi. Si esaurisce tutto qui il lungimirante e rivoluzionario programma di governo, in un drammatico e preoccupante vuoto propositivo. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ad inizio legislatura, come era giusto che fosse, aveva richiamato il parlamento a lavorare più giorni alla settimana, tace. Impegnato come è nell’aspra battaglia politica interna alla maggioranza ha smarrito il senso del suo ruolo e soprattutto quello del Parlamento. Berlusconi, angosciato per la sua leadership in bilico, è impantanato tra mille difficoltà e la drammatica afasia legislativa del governo è il sintomo evidente che non sono più in grado di governare il paese. Il paese reale ed i suoi problemi sono l’ultima delle preoccupazioni per il governo e la maggioranza. Mentre il parlamento non lavora la Caritas parla di un tasso di povertà in caduta libera nel nostro paese e di 8 milioni e 370 mila poveri nel 2009. Il presidente della Corte dei Conti denuncia che l’Italia tra i paesi industrializzati è all’ultimo posto per la crescita del Pil, al primo per l’aumento vorticoso del debito pubblico e tra i primi per il rapporto deficit-Pil. La presidente di Confindustria Marcegaglia parla di una fase di grande incertezza con crescita bassa e difficoltà a riassorbire la disoccupazione. E, infine, la Cgia Mestre che lancia un nuovo preoccupante allarme sull’elevato tasso di disoccupazione, a quota 10,2% con un esercito di 6.621.000 disoccupati reali. Aula vuota, corridoi semideserti, nessun provvedimento del governo, commissioni a discutere sul nulla, un solo voto a settimana, un Parlamento che non fa niente ed un’opposizione cui resta solo l’amaro e frustrante compito della denuncia”.

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Stipendi parlamentari e Confindustria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Anche la Confindustria si esercita nel ruolo di fustigatrice dei costumi e, in una ricerca del suo Centro studi, rileva che gli stipendi dei parlamentari sono fuori linea in relazione ad altri Paesi europei e, anche, alla efficienza del nostro sistema rappresentativo. Togliendoci un sassolino dalle scarpe potremmo aggiungere che l’attuale maggioranza parlamentare che ci governa e’  simpatetica con gli esponenti di Confindustria e, dunque, chi e’ causa dei suoi mali pianga se stesso, ma passiamo oltre e facciamo un po’ di conti, cioe’ separiamo il fumo dall’arrosto. I parlamentari sono 945 e il loro stipendio, cioe’ quello che mettono in tasca, e’ pari annualmente a circa 62 milioni di euro (62.697.913). Il tutto puo’ essere verificato sui siti Internet di Camera e Senato. Passiamo all’arrosto. I consulenti delle regioni e degli enti locali sono 300mila e ci costano 1,5 miliardi (non milioni) di euro l’anno, come riporta il quotidiano Italia Oggi (di ieri).Sintetizziamo i dati:
* 300.000 consulenti costano annualmente circa 1,5 miliardi di euro.
* 945 parlamentari costano annualmente  circa 63 milioni di euro

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Stipendi parlamentari: fumo e arrosto

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Avevamo detto che la questione dello stipendio dei parlamentari era il fumo. L’arrosto e’ altrove A conferma della esattezza della nostra analisi arriva la denuncia dei Radicali sugli affitti e servizi, e loro tipologia, pagati dalla Camera dei Deputati: 586 milioni di euro (piu’ di mille miliardi delle vecchie lire), in 10 anni. Spese consistenti a fronte delle quali la riduzione dello stipendio dei parlamentari e’ ridicola. Serve ad accontentare gli ingenui, diciamo cosi’. Cosi’ come analizzato dai radicali per i locali della Camera si potrebbe fare per tutte le spese pubbliche: si scoprirebbe, per esempio, che per cambiare una lampadina si spendono 17 euro quando al negozio costano 1 euro. Nella sanita’ se venissero applicati i criteri della logistica moderna si potrebbe risparmiare fino al 20% della spesa, vale a dire qualche migliaio di miliardi. Non siamo noi a dimostrarlo ma esperti tedeschi di logistica e pianificazione aziendale. Lo spreco dipenderebbe dai troppi fornitori, dai volumi delle giacenze, da ritardi contabili, ecc. E se lo dicono i tedeschi, che sono maniaci della organizzazione, non possiamo che crederci. Invece, da noi, si fa fumo. Tanto.

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Taglio spettanze ai parlamentari e collaboratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

“I Presidenti delle Camere, nell’ambito delle loro prerogative, e nel rispetto dei regolamenti hanno operato come meglio hanno ritenuto  per dare un segnale al Paese sul contenimento dei costi della politica. Commette un gravissimo errore di valutazione chi vuole utilizzare tale segnale di rigore dato dai Presidenti Schifani e Fini, strumentalizzandolo a fini politici di parte”. Lo afferma Francesco Comellini, presidente di Ancoparl, l’Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari. “Il taglio di 500 euro operato sul ‘rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori’  (che per i deputati ammonta a 4190 euro al mese)  non potrà colpire in alcun modo il rapporto lavorativo di natura economica, ove esistente, tra Parlamentare e Collaboratore, gia’ che non sta scritto da nessuna parte che tali somme siano destinate al pagamento di eventuali collaboratori, infatti la delibera n. 472 del 2/5/1997 a firma dell’allora Presidente della Camera, riformava l’istituto del gettone per le spese di segreteria, cancellando magicamente il ruolo del collaboratore parlamentare a favore di non meglio precisate spese di rapporto tra eletto ed elettori. Oggi quindi e’ pertanto errato, e fuorviante, anche il solo ipotizzare che tali tagli vengano scaricati sui Collaboratori dei Deputati che, fino a prova contraria, ad essi sono legati da un rapporto di tipo fiduciario regolato da un contratto economico tra privati stipulato ai sensi di legge e avallato dall’Amministrazione della Camera o del Senato per il rilascio dei titoli di accesso ai palazzi. Il problema e’ semmai quello di dare una soluzione puntuale e concreta al problema dei Collaboratori dei Parlamentari, così come lo ha gia’ fatto il Parlamento Europeo, dando esecuzione all’ordine del giorno a firma dell’On. Aldo Di Biagio (9/Doc. VIII, n. 4/19.) approvato nella seduta del 7 luglio 2009 insede di discussione del progetto di bilancio della Camera. Per il resto le polemiche strumentali intorno ai tagli decisi dai Presidenti delle Camere, soprattutto se mosse da Collaboratori che scimmiottano certa politica, sono solo parole in liberta’”

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“Perché stanno ancora dentro?”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

Roma 23 Giugno ore 11.30 presso la sala del Mappamondo Camera dei Deputati  Ingresso Via della Missione, 4  “Perché stanno ancora dentro?” I 123 giorni di custodia cautelare di Stefano Mazzitelli Massimo Comito e la vicenda  Telecom Fastweb Partecipano Loredana Alletto Comito Massimo Mazzitelli Avvocato Fabrizio Merluzzi  Professor Ennio Ramundo Professor Luigi Manconi Intervengono i Parlamentari Rita Bernardini Gianni Cuperlo Mauro Cutufro Guido Melis Flavia Perina Melania De Nichilo Rizzoli Marina Sereni Jean Leonard Touadì

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Proposta Idv: via le “pensioni” ai parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2010

Il Parlamento spende ogni anni circa 250 milioni di euro per erogare “vitalizi” agli ex parlamentari. Per lo meno altrettanto, se non di più, spendono le Regioni per i “vitalizi” agli ex consiglieri. Più volte sono intervenuto in questo blog per denunciare casi eclatanti (come quello di tre parlamentari radicali  che si sono dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati e percepiscono da qualche decennio una “pensione” di circa 3.000 euro al mese) (Onorevoli pensioni http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=139&Itemid=1 ). Più recentemente ho segnalato l’altra vergogna e cioè che ricevono “vitalizi” personaggi di grande squallore, condannati con sentenze passate in giudicato per corruzione ed altri reati contro la pubblica amministrazione e che li riceveranno gli attuali parlamentari condannati per gli stessi reati (ed anche peggio come l’associazione mafiosa) con sentenza definitiva (Onorevoli disonorati, ma pensionati http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=271&Itemid=1 ). Per questo motivo nella contro-manovra di Italia dei Valori alla manovra Tremonti-Berlusconi proporrò che sia contenuto il principio dell’abolizione dell’assegno vitalizio agli ex parlamentari e agli ex consiglieri regionali. Come per tutti i lavoratori, i contributi pagati dovrebbe essere versati al Fondo di previdenza che essi indicheranno (se avevano un’altra forma pensionistica) oppure al fondo Inps-Gestione separata (come per i lavoratori a progetto) ed utilizzati per determinare la pensione di vecchiaia al 65° anno o per integrare l’eventuale altro trattamento pensionistico dovuto per altra causa. Ovviamente dovranno essere ricalcolate le “vere pensioni” di cui attualmente fruiscono gli ex parlamentari. Non accettiamo che per essi si parli di “diritti quisiti” e quindi non modificabili. La Corte Costituzionale ha già sancito che non si tratta di vera e propria pensione, ma di vitalizio, come tale modificabile in qualunque momento. Se ne otterrebbe un risparmio minimo annuo di 500 milioni di euro e soprattutto un po’ di giustizia sociale in più.

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Il problema dei collaboratori parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

“Spiace vedere che l’on. Enrico Letta si ricordi dei Collaboratori Parlamentari solo oggi, mentre nella passata legislatura c’era il Governo di centro-sinistra e l’on. Bertinotti e il Sen. Marini sedevano sugli scranni piu’ alti delle Camere ma poco venne fatto in merito” lo afferma Francesco Comellini, presidente di Ancoparl – Associazione Nazionale Collaboratori Parlamentari – che aggiunge “Crediamo che il ruolo dei Collaboratori Parlamentari sia essenziale per coadiuvare il Parlamentare nelle sue funzioni ma non può e non deve essere strumentalizzato a fini politici di parte poichè sappiamo bene tutti che non sono questi i veri costi della politica, ma la stratificazione delle Istituzioni che, nel replicare se stesse, fanno lievitare in modo esponenziale il numero, e il costo a carico dello Stato, delle cariche elettive. Infine apprendiamo con  piacere che il Co.Co.Parl e’ concorde con la nostra proposta originaria di vedere, anche nel Parlamento italiano, applicato ai Collaboratori Parlamentari il medesimo regime contrattuale in vigore presso il Parlamento Europeo, sul quale peraltro l’on. Aldo Di Biagio del Pdl fece approvare un ordine del giorno al bilancio della Camera. Speriamo – conclude l’Ancoparl – che questa legislatura sia quella buona per dare uno status giuridico chiaro ai Collaboratori Parlamentari”.

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Test antidroga per i parlamentari

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Sono terminati i test antidroga per i parlamentari. L’iniziativa è stata promossa dal sottosegretario alle  politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile, Carlo Giovanardi. Alla prova, volontaria, hanno partecipato 232 parlamentari su 945, quindi, solo il 32% dei nostri eletti ha aderito mentre il restante 68% non ha ritenuto di sottoporsi a verifica, il che potrebbe destare sospetti sulla stragrande maggioranza dei parlamentari. La domanda che qualcuno potrebbe rivolgere è la seguente: caro parlamentare, se non hai nulla da nascondere perchè non ti sottoponi al test antidroga? Se non lo fai induci a pensare  che vuoi occultare qualcosa. Il venticello del sospetto, come quello della calunnia, fa presto ad insinuarsi nelle menti (deboli) di molti elettori. Ce’ poi il caso di una positivita’ riscontrata, il che costituira’ elemento di  “curiosita’” nei prossimi giorni. L’iniziativa, insomma, invece di tranquillizzare gli italiani sulle capacita’ dei propri governanti apporterà ulteriori dubbi. A codeste, e altre prove, si potrebbero sottoporre i parlamentari e i consiglieri delle varie rappresentanze locali. A riprova di italiche virtù, per esempio, si potrebbe proporre il salto degli eletti nel cerchio di fuoco. D’altronde non siamo un popolo di  poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e di trasmigratori?

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Test antidroga parlamentari: “chisenefrega”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali-Pd L’iniziativa di Carlo Giovanardi sembra riscuotere il successo che si merita. Una classe politica screditata che fa strage dello Stato di diritto e della legalità cerca ansiosamente di recuperare una parvenza di dignità davanti ai cittadini. Ma davvero presentandosi con un bel attestato di “urina senza droga” qualcuno immagina di rendere appetibile questa partitocrazia? O è solo una inutile operazione demagogica al servizio di un moralismo ipocrita e bigotto? Chisenefrega se il sen. tizio o l’on. caio non si sono fatti una striscia di coca o una canna se poi in Parlamento sono straniati dalla realtà che li circonda!  Risultare positivi o negativi a quel test antidroga non comporterà nessuna conseguenza penale e/o amministrativa, neppure il test alcolemico potrebbe far decadere un parlamentare o un ministro. Il contrario di quanto accadrebbe al posto di lavoro di un autista di autobus beccato positivo perchè due sere prima si e’ fatto una canna con gli amici. E allora a che serve? Qualcuno mai pensera’ che la classe politica e’ migliore del resto della societa’? L’operazione di rifarsi il trucco potra’ appassionare qualche cronista di politica parlamentare, ma non certo i cittadini italiani che forse si aspettano qualcosa di più di un trucco dalle istituzioni.

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Le modifiche al decreto anticrisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Ripristinato il “ruolo” del ministero dell’Ambiente per gli interventi riguardanti la trasmissione e la distribuzione dell’energia e delimitati i poteri dei commissari straordinari che, per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche, interverranno nel caso non siano rispettati i termini dell’iter ordinario. Queste alcune delle misure introdotte dal nuovo decreto legge, approvato il primo agosto dal Consiglio dei ministri appositamente convocato, che ha modificato il precedente provvedimento immediatamente dopo che questo era stato convertito in legge dal Parlamento. Le altre modifiche riguardano l’esercizio dell’azione di danno erariale da parte della Corte dei conti, la nomina del Commissario delegato per lo Stretto di Messina che non necessariamente deve essere l’attuale amministratore della società e il rimpatrio di capitali detenuti all’estero, cosiddetto scudo fiscale, che esclude i procedimenti in corso dall’ambito di applicazione della norma. Le modifiche al decreto legge n. 78 del 1° luglio 2009, recante disposizioni di contrasto all’attuale congiuntura economica, vanno di pari passo con l’entrata in vigore della legge di conversione e delle modifiche al decreto introdotte nel corso dell’iter parlamentare.

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La politica va in vacanza

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2009

Siamo alle ultime battute. Ne avremo da raccontare sotto l’ombrellone o sulla sdraio d’alta montagna per fare nuove amicizie, per trovare quelle vecchie delle precedenti vacanze, per dialogare con la suocera o tra un’occhiata e l’altra, mentre i nipotini si ricorrono sulla spiaggia o si tuffano davanti a un cavallone, seguire lo sculettare della vicina, giovane e bella. Sono le battute di simpatia e di antipatia che riversiamo sugli uomini e le donne che più delle altri ci hanno colpito. Certe figure, bene o male, restano impresse ma di certo questo governo ci ha regalato come ministro delle donne “fascinose” e se lo avessero lasciato fare il nostro “berlusca” avrebbe conquistato anche Bruxelles con le sue “veline” parlamentari europee. Peccato. Poi passiamo inevitabilmente, in specie per chi abita a Roma agli incontri “ravvicinati” con i personaggi della politica e dello spettacolo. Io, dice una signora, vado dallo stesso parrucchiere della Melato. “E’ simpatica ma un po’ sulle sue”. Io, gli fa eco il marito, ho incontrato a piazza Monte Citorio il ministro Tremonti. Sembrava un trasognato con gli occhi fissi sul vuoto e affiancato da due stangoni che gli facevano da guardia del corpo. Io, lo rincalza una signora, ho mio marito giornalista e un giorno l’ho accompagnato a una conferenza stampa di Berlusconi. Era lì a due metri da me, come io e lei, rivolgendosi al vicino di sdraio nell’ombrellone attiguo, e mi guardava fisso. Che simpaticone. Feci un sobbalzo. Guardai bene la donna, una sessantenne giù di lì e mi trattenni a stento dal prendere il telefonino per collegarmi in redazione: “che il nostro cavaliere abbia cambiato gusti? Si è stancato delle minorenni? A lui piacciono tanto. Lo fanno sentire “paterno”, ma anche “giovane”. Poi mi acqueto. Quel raduno sotto il sole cocente riusciva a darmi un’immagine della politica tutta in “rosa”, fatta di belli e di brutti ma quel che più conta fanno parlare di sé. Le loro gesta, i loro gusti, le loro tendenze, fuori dagli aridi calcoli contabili della politica diventano i più gettonati e probabilmente pensano che sia l’unico modo per essere votati. Non possiamo, di certo fidarci, di quel signore occhialuto che tutte le mattine si rifornisce di giornali e di libri e per ore sta lì seduto a leggere. Ma è l’on.le… ma chi lo fila? Chi lo riconosce? Figurati è dell’opposizione. (R.A.)

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