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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘parlamento’

Il Parlamento rafforza la vigilanza finanziaria UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Il PE ha approvato in via definitiva le norme che rafforzano la vigilanza finanziaria UE, per rendere i mercati finanziari più sicuri, combattere il riciclaggio e proteggere i consumatori.La nuova legislazione, adottata martedì con 521 voti favorevoli, 70 contrari e 55 astensioni e già concordata con i ministri UE, consiste in un aggiornamento delle regole sulle autorità di vigilanza finanziaria dell’UE, istituite nel 2010.Grazie alla riforma, i consumatori, gli investitori e le imprese europee beneficeranno di mercati finanziari più sicuri e più integrati. La riforma è inoltre essenziale per aprire la strada al completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, due progetti chiave per un mercato unico più forte. Infine, la riforma include delle disposizioni per promuovere i prodotti finanziari che sostengono iniziative ambientali, sociali e di buon governo (ESGs).
La revisione dell’architettura di vigilanza aumenterà le responsabilità delle autorità di vigilanza dell’UE per le banche, per i mercati mobiliari e finanziari, nonché per le assicurazioni e le pensioni, e migliorerà la loro struttura di governance. Ciò consentirà di tenere il passo con il mondo della finanza, sempre più complesso, così da proteggere meglio i consumatori e i contribuenti e risolvere in modo più efficace le controversie e le violazioni del diritto comunitario.Per garantire un’applicazione uniforme delle norme UE e promuovere una vera Unione dei mercati dei capitali, la riforma affida all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) il potere di vigilanza diretta in settori finanziari specifici, come i mercati degli strumenti finanziari. L’ESMA coordinerà inoltre le azioni nazionali nei settori delle tecnologie finanziarie (FinTech), promuoverà la finanza sostenibile, e effettuerà stress test a livello UE per individuare quali attività potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente.I consumatori potranno beneficiare dei nuovi poteri conferiti alle autorità di vigilanza dell’UE, come quello di coordinare le attività di mystery shopping (audit a sorpresa per misurare il rispetto della regolamentazione) delle autorità nazionali, e quello di vietare o limitare alcune attività finanziarie considerate potenzialmente dannose per i consumatori.Infine, con la nuova legge si rafforza il mandato dell’Autorità bancaria europea (EBA), che avrà ora il potere di adottare misure per prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Le autorità nazionali saranno tenute a fornire all’EBA le informazioni necessarie per individuare le debolezze del sistema finanziario in materia di riciclaggio di denaro.I ministri dell’UE dovranno ora confermare formalmente l’accordo prima dell’entrata in vigore della riforma.

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Elezioni europee, verso l’ora X

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Che impatto avranno le forze euroscettiche sul prossimo Parlamento europeo? Che maggioranza uscirà dalle urne e come le fake news sapranno e potranno incidere sul risultato elettorale? Di questo si è parlato all’incontro-dibattito organizzato il 5 aprile scorso da Parlamento europeo e Commissione europea al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia. Le elezioni europee del prossimo 23-26 maggio sono probabilmente le più importanti dal 1979 a oggi. Per la prima volta, in gioco c’è la stessa idea di Europa e di Unione europea per come la conosciamo. Quanto forte sarà l’avanzata dei partiti euroscettici? Quali i possibili equilibri del futuro Parlamento europeo in base ai dati attualmente disponibili? Come si prefigura e quando verrà nominata la prossima Commissione europea? Che ruolo possono giocare i social network per dare un’informazione il più possibile corretta e scevra da fake news? E cosa può fare ognuno di noi, semplici cittadini, per promuovere la partecipazione democratica alle prossime elezioni europee?
A 48 giorni dall’appuntamento elettorale l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e la Rappresentanza in Italia della Commissione europea organizzano un panel di discussione nell’ambito della campagna Stavoltavoto.eu, rivolta a incoraggiare la partecipazione al voto soprattutto fra gli elettori più giovani, quelli comunque chiamati a costruire l’Europa del futuro. L’evento si terrà venerdì 5 aprile dalle 17 alle 18 nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni.Valeria Fiore, responsabile dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Philipp Schulmeister, capo della Public Opinion Monitoring Unit del Parlamento europeo, e Beatrice Covassi, Rappresentante della Commissione europea in Italia, discuteranno con Laura Bononcini di Facebook in un incontro moderato da David Parenzo. All’evento parteciperà anche il caporedattore di Europhonica Andrea Fioravanti, che farà il punto sui prossimi progetti del network radiofonico, ed alcuni giovani del NID, il Nuovo Istituto di Design di Perugia, testimonial della campagna Stavoltavoto.eu.
Con StavoltaVoto.eu, il Parlamento europeo ha deciso di puntare sui giovani chiedendo loro di trasformarsi in ‘attivisti’ del voto. L’obiettivo di ognuno di questi volontari è quello di convincere più persone possibile a recarsi alle urne a maggio, il tutto organizzando eventi, aperitivi o creando grafiche ed oggetti proprio con l’obiettivo di incentivare la partecipazione, come fanno i giovani del NID di Perugia. https://www.stavoltavoto.eu/

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Il Parlamento approva i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato in via definitiva delle misure per ridurre le emissioni di gas serra di automobili e furgoni entro il 2030.
Deputati e i ministri UE hanno concordato un obiettivo più elevato (37,5%) di riduzione delle emissioni delle autovetture nuove entro il 2030, rispetto a quello proposto dalla Commissione europea (30%). La legislazione fissa inoltre un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i nuovi furgoni (31%) entro il 2030.Il testo legislativo è stato adottato con 521 voti favorevoli, 63 voti contrari e 34 astensioni. E’ ora necessaria l’adozione formale del Consiglio UE, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.I produttori le cui emissioni medie superano i limiti dovranno pagare un’indennità. Entro il 2023, la Commissione europea dovrà valutare se destinare o meno tali importi a un fondo specifico per la transizione verso una mobilità a emissioni zero e per sostenere la formazione dei lavoratori del settore automobilistico.
La nuova legge prevede che l’intero ciclo di vita delle emissioni delle autovetture sia valutato a livello europeo. La Commissione dovrà inoltre valutare l’opportunità di disporre di una metodologia comune per la valutazione e di una comunicazione coerente dei dati entro il 2023. Se del caso, dovrebbe essere varata una normativa in materia.

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Autonomie regionali e ruolo del Parlamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

“Bene centralità delle Camere sul percorso delle autonomie, come sembra essere stato stabilito dai presidenti Fico e Casellati nel colloquio con il Capo dello Stato. Ma il nostro ordinamento prevede due procedure sulla materia: quella di rango costituzionale con le 4 letture tra Camera e Senato oppure quella prevista dall’articolo 116 della Costituzione, limitatamente ad alcune materie e dopo aver normato l’applicazione dell’articolo citato. Il governo Gentiloni aveva varato un disegno di legge al riguardo, ma non arrivò mai in Parlamento. Se si vuole utilizzare questa procedura semplificata occorre quindi approvare prima una legge che regolamenti l’uso del 116. Questo devono chiedere i presidenti delle Camere al Governo. Non è sufficiente stabilire ‘eccezioni’ procedurali, che in quanto tali lasciano il tempo che trovano, per coinvolgere il Parlamento, in via del tutto straordinaria e non prevista in modo da consentire di emendare le intese tra il Governo e alcune regioni. Serve la norma di attuazione dell’articolo 116 della Costituzione prima che venga attivato”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Fondi UE: Parlamento respinge la condizionalità macro economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Le nuove regole sono state approvate mercoledì in Plenaria con 460 voti favorevoli, 170 contrari e 47 astensioni. Devono ancora essere negoziate con i Ministri UE.Queste norme generali, che disciplinano la spesa regionale di coesione e sociale dell’UE per il periodo 2021-2027, sono fondamentali per assicurare la continuazione degli investimenti nelle regioni e nelle comunità dell’UE, e garantire inoltre un maggiore sostegno alle regioni meno sviluppate.
I deputati sono fermamente convinti che l’attuale livello di finanziamento, pari a 378,1 miliardi di euro (ai prezzi 2018), dovrebbe essere mantenuto nel periodo 2021-2027. Le regioni meno sviluppate continueranno a beneficiare di un sostegno sostanziale dell’UE, con tassi di cofinanziamento fino all’85% (rispetto al 70% proposto dalla Commissione) e una quota del 61,6% dei fondi di sviluppo regionale, sociale e di coesione.Anche il tasso di cofinanziamento per le regioni in transizione e per quelle più sviluppate è stato aumentato, rispettivamente al 65% e 50%. Un importo di 1,6 miliardi di euro (0,4%) dovrebbe essere messo in riserva come finanziamento supplementare per le regioni ultra periferiche.
Le norme comuni rafforzano la connessione fra l’utilizzo dei fondi e gli obiettivi politici generali dell’UE, ad esempio per:
· aumentare la competitività e rafforzare le piccole e medie imprese;
· dare la priorità alle misure di efficienza nell’offerta e nella domanda di energia;
· proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente e combattere i cambiamenti climatici;
· promuovere una mobilità intelligente e sostenibile;
· rispettare i diritti fondamentali, garantire la parità di genere e prevenire qualsiasi tipo di discriminazione.
Il Parlamento ha bocciato l’articolo della proposta legislativa della Commissione europea che prevedeva il possibile congelamento dei fondi strutturali per i Paesi che non rispettano i parametri macroeconomici dell’UE. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i ministri UE.

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I 100 giorni dalle elezioni europee

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Milano Venerdì 15 febbraio a partire dalle 15:30, presso Cascina Cuccagna a Milano, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, organizza un evento legato alle prossime europee. A cento giorni dalle elezioni, i giornalisti potranno conoscere tutti gli strumenti a disposizione dei media per raccontare al meglio le elezioni (dati, sondaggi e proiezioni che il Parlamento metterà a disposizione, il processo di selezione dei candidati alla presidenza della Commissione europea e le opportunità di intervista). I giornalisti potranno inoltre confrontarsi con i protagonisti della campagna istituzionale StavoltaVoto.
Stavoltavoto.eu, la piattaforma voluta dal Parlamento europeo per le prossime elezioni, unisce decine di migliaia di cittadini in tutta Europa per contrastare l’astensionismo e vede l’Italia tra i Paesi più attivi. A partire dalle 17.30, decine di giovani che aderiscono alla piattaforma animeranno una serie di incontri faccia a faccia con i cittadini per mobilitarli al voto. Sul modello dello speed-date, racconteranno in pochi minuti perché hanno deciso di aderire alla campagna. “Il titolo dell’evento ‘Cento per cento’ – spiega Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo a Milano – evoca non solo quanti giorni mancano alle elezioni. Cento è anche il numero dei volontari, attivisti e influencer che interverranno nel corso della giornata e che si stanno mobilitando per una più alta affluenza alle urne.” La giornata rientra nella serie di incontri di avvicinamento alle europee del 26 maggio e prevede, in chiusura, un cocktail e l’intervento dell’attrice comica Annagaia Marchioro che tirerà le fila delle idee emerse.

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Il Parlamento indica le priorità per BCE e unione bancaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Strasburgo. I deputati hanno definito le priorità per le azioni della Banca centrale europea per il 2019 e per il completamento dell’unione bancaria. In due risoluzioni distinte, la prima sui lavori della Banca centrale europea (BCE), redatta da Gabriel Mato (PPE, ES) e la seconda sui progressi compiuti e da realizzare nel settore dell’unione bancaria, redatta da Nils Torvalds (ALDE, FI), i deputati hanno manifestato le loro preoccupazioni e gli elementi su cui si dovrà prestare particolare attenzione nel corso del prossimo anno.Con riferimento all’Italia, il Parlamento si è detto d’accordo con l’argomentazione del Presidente della BCE Mario Draghi, secondo il quale le dichiarazioni incoerenti fatte dal nuovo governo hanno prodotto nel corso del 2018 un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato italiani.
I deputati concordano con il piano della BCE di iniziare a ridurre gradualmente le misure monetarie eccezionali, introdotte al culmine della crisi finanziaria, invitando tuttavia alla cautela sulla velocità con cui tale riduzione dovrà essere effettuata.Hanno inoltre chiesto alla BCE di prestare particolare attenzione alle crescenti preoccupazioni per la recrudescenza delle bolle immobiliari e del debito del settore privato, alla necessità di continuare a incoraggiare gli investimenti pubblici e privati e di garantire che il denaro “a basso costo” che fornisce alle banche sia effettivamente trasferito, sotto forma di prestiti, all’economia reale.I deputati hanno poi incoraggiato la BCE a garantire la stabilità dei mercati finanziari dell’UE, anche nel caso di una Brexit senza accordo. Infine, hanno chiesto alla Banca centrale europea di seguire da vicino gli sviluppi della tecnologia per un registro distribuito (blockchain) delle finanze.I deputati hanno rilevato la necessità di una maggiore armonizzazione per quanto riguarda la valutazione della stabilità di una banca, del suo fallimento o della sua probabilità di fallimento, nonché una distinzione più chiara tra poteri di vigilanza e poteri di intervento precoce. Hanno inoltre espresso serie preoccupazioni sul cattivo stato delle norme antiriciclaggio nell’unione bancaria, chiedendo un approccio comune dell’UE per la vigilanza e il rispetto di tali norme. Inoltre, la Commissione deve intervenire per ridurre il settore bancario ombra, che rappresentava il 40% del sistema finanziario dell’UE alla fine del 2017.Infine, il Parlamento ha ribadito la sua richiesta di raggiungere un accordo sul sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), strumento essenziale per il completamento dell’unione bancaria.La risoluzione sulla Banca centrale europea è stata approvata con 500 voti favorevoli, 115 contrari e 19 astensioni. La risoluzione sull’unione bancaria è stata approvata con 497 voti favorevoli, 125 contrari e 14 astensioni.

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Class action: accolto principio irretroattività

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 ottobre 2018

L’Aula di Montecitorio ha accolto, in relazione all’esame del provvedimento sulla cosiddetta class action, la proposta sul principio della irretroattività della nuova disciplina.”No, però, ad altri passi indietro. La retroattività, per quanto allettante per i consumatori, in effetti ci lasciava perplessi. Ma non accetteremo ulteriori restrizioni, né sulla possibilità di adesione in seconda istanza, né sul danno punitivo, né sul patto quota lite” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“L’adesione successiva alla condanna è l’unico modo per garantire una partecipazione massiccia alle azioni di classe, stante la normale riluttanza del consumatore e la sua sfiducia nel sistema giudiziario che per nostra esperienza ha demotivato i consumatori già in passato” prosegue Dona.”Il danno punitivo, poi, è l’unica strada per avere una reale efficacia deterrente per le imprese scorrette” conclude Dona

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Libia: Urso (FdI), governo evasivo e ondivago, serve posizione chiara con risoluzione del Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

“La posizione del governo espressa in Commissione dai ministri Moavero e Trenta è evasiva, ondivaga, priva di reali scelte e prospettive, serve una posizione netta e condivisa che riaffermi il ruolo dell’Italia nell’area di nostro prioritario interesse nazionale, soprattutto in vista della Conferenza internazionale che speriamo si tenga davvero in Sicilia”. E’ quanto ha sostenuto il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, intervenendo nelle Commissione riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Quali sono state le assicurazioni che furono date a Conte dal presidente Trump e prima ancora dal presidente Macron? Quali sono state le intese in merito nell’incontro tra Di Maio e Al Sisi di pochi giorni fa? In questi cento giorni il governo è sembrato muoversi con grande ingenuità sulla materia, fidandosi di assicurazioni poi rivelatesi prive di fondamento, ed ora i rischi sono evidenti a tutti. Non si può derubricare gli scontri a Tripoli di questi giorni a fattori interni, non politici. È necessario chiarire dinanzi al Parlamento, con un dibattito in Aula che definisca la nostra politica estera tanto più a fronte di quanto stanno facendo gli altri attori internazionali che hanno interessi diversi e conflittuali dai nostri” conclude il senatore Urso.

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Anarchia o dittatura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

L’antipolitica espressa in questi termini è un “falso in bilancio” nel senso che la rabbia dei cittadini non sta tanto nella politica quanto nei politicanti. Il rischio semmai è che “Simul stabunt vel simul cadent” ovvero “come insieme staranno così insieme cadranno” ed è questo e non altri l’effettivo problema. Occorre far riflettere sulla differenza di fondo che esiste tra le due facce della stessa medaglia perché non è l’antipolitica ma sono i politici il gradiente che agita gli umori della contrarietà pubblica.
Come ho più volte precisato abolire i partiti, contenitore naturale della politica, significa aprire la porta alla dittatura, ma è anche vero che tenerli, come sono oggi, si va dritti verso l’anarchia.
Ecco perché è necessario stabilire delle regole rigide per restituire alle istituzioni il prestigio e il rispetto che meritano e il primo passo è quello d’avere politici galantuomini e non come affermava l’onorevole Antonio di Pietro che oggi, ovvero al suo tempo, in Parlamento siedono 150 inquisiti e 150 loro difensori e che se un tempo al ladro, per sfuggire alla giustizia non gli restava altro che rendersi latitante oggi gli basta diventare parlamentare.
E se la democrazia ha delle regole e se queste regole vogliamo farle rispettare a dispetto degli intrighi di palazzo occorre un impegno costante e una severa vigilanza.
E si badi bene: non dimentichiamo che l’antipolitica porta tendenzialmente al non voto e ciò costituisce una beffa per il rinunciatario poiché toglie l’incomodo al dissenso e moltiplica il consenso. Se diciamo, infatti, il 60% degli elettori, vota e il 31% favorisce i soliti partiti costoro potranno dire di aver ottenuto il 51% dei consensi mettendo a tacere per sempre quel 40% che non è andato a votare, ma che se lo avesse fatto non avrebbe, di certo, fatto vincere gli indesiderati. E come si dice in questi casi: “riflettete gente, riflettete. (servizio fidest)

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Il parlamento va in vacanza: Un saluto da Fucsia Nissoli Fitzgerald

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

E’ la Deputata al Parlamento Italiano eletta nella Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America. Ella, rivolgendosi agli elettori scrive: “Con l’inoltrarsi dell’estate, il Parlamento ha fermato i lavori per riprenderli agli inizi di settembre.Siamo usciti da una campagna elettorale che ha avuto strascichi fino alla formazione del Governo che è stata molto difficile.Questo ha portato ad una inattività del Parlamento per mancanza dell’interlocutore di Governo e quindi anche ad una impossibilita’ di procedere a portare avanti i temi che ci stanno a cuore.Siamo arrivati ad agosto ed il Governo ha voluto approvare di fretta alcuni provvedimenti che invece andavano approfonditi e condivisi tra le forze politiche.In questo periodo non ho mai smesso di seguire le questioni importanti per gli italiani all’estero anche sollecitando, con gli strumenti parlamentari che ho a disposizione, il Governo e la Pubblica Amministrazione a risolvere le problematiche che di volta in volta si sono presentate.
A settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, ci aspettano molte sfide a cominciare dalla battaglia per assicurare risorse adeguate per gli italiani all’estero nella legge di stabilità e di bilancio. Qui vedremo se questo Governo sarà aperto o meno alle richieste che vengono dalla Comunità italiana nel mondo e che da troppo tempo non trovano risposte adeguate.Nel frattempo, passerò le vacanze tra la famiglia negli Stati Unite e le Comunità italiane della mia ripartizione elettorale all’insegna della riscoperta delle radici e dell’italianità e auguro a tutti voi un Buon Ferragosto e un sereno riposo estivo”. (n.r. L’abbiamo conosciuta al lavoro da più di una legislatura e la stimiamo per il costante impegno riversato nel suo ruolo di ambasciatrice degli italiani all’estero. Oggi costoro possono dire che la patria non li ha lasciati al loro destino ma facendoli vivere e valere all’interno delle istituzioni più rappresentative per la vita democratica di un Paese. Grazie on.le Nissoli.)

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Società civile e Parlamentari No CETA si impegnano a bocciare l’accordo Ue-Canada

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

L’intergruppo dei parlamentari No CETA, insieme alle organizzazioni promotrici della piattaforma No CETA e della campagna Stop TTIP Italia hanno rinnovato le loro preoccupazioni a fronte della firma avvenuta oggi tra Europa e Giappone dell’Accordo di partenariato economico conosciuto come JEFTA. È stata condivisa tra parlamentari e associazioni presenti, tra cui Coldiretti, Cgil, Arci, Fairwatch, Fare Ambiente, Greenpeace, Legambiente, Ecoitaliasolidale, Slow Food, Adusbef, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Terra!, Fondazione Campagna Amica, Fondazione Isscon e Fondazione Univerde, contrarietà rispetto alla reiterata posizione della Commissione, sostenuta dal Consiglio europeo, nella costruzione di accordi di liberalizzazione commerciale che interferiscono con la sovranità degli Stati e le opportunità economiche dei settori legati all’export. Sia l’accordo con il Giappone sia il CETA chiedono ai decisori politici una coerenza rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale grazie al lavoro dell’Intergruppo dei parlamentari prima delle elezioni. Le associazioni chiedono che sia portata all’ordine del giorno dell’Aula la ratifica del CETA con un’indicazione chiara che ne preveda la bocciatura, condizionando così l’intera agenda commerciale europea per rivederne le premesse e la struttura. I trattati negoziati dall’Europa devono prevedere clausole stringenti a tutela dell’ambiente, del lavoro e di uno sviluppo più sostenibile come da indicazioni delle istituzioni internazionali a partire dalle Nazioni Unite.
Le associazioni chiedono coerenza rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale da oltre due terzi dei candidati oggi seduti in Parlamento, chiedendo all’Intergruppo di svolgere un ruolo di sollecitazione degli impegni assunti ricordando che 14 regioni e oltre 2400 autorità locali tra province e comuni italiani hanno già chiesto con atti formali al Parlamento e al Governo di non procedere con l’esame e la ratifica di questo tipo di accordi e di aprire un ampio dibattito nel Paese su un’agenda positiva per promuovere un commercio più sano a sostegno dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

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Fermare il JEFTA e riferire in Parlamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

L’Intergruppo Parlamentare No CETA, costituitosi la scorsa legislatura e composto da deputati e senatori di tutti gli schieramenti, ha chiesto pubblicamente al Vice presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di far sospendere la firma del Trattato UE-Giappone (JEFTA) e di riferire in Parlamento su un via libera rilasciato senza adeguata consultazione del Parlamento. La Campagna Stop TTIP/Stop CETA si associa alla richiesta e rilancia la proposta di un incontro con il Ministro per ribadire le proprie preoccupazioni sugli effetti a catena di una eventuale approvazione del JEFTA. Di seguito, il comunicato dell’Intergruppo. “Abbiamo appreso da un’intervista del Vice Premier di Maio, che il Governo Italiano abbia dato il via libera alla ratifica del trattato di liberalizzazione commerciale tra Unione Europea e Giappone. È un atto che ci sembra contraddittorio con gli impegni presi in campagna elettorale da ciascuno di noi e dall’on Luigi Di Maio. Il trattato è stato negoziato, come al solito, nella più completa opacità e senza alcun coinvolgimento del Parlamenti nazionali.Dall’intervista citata, apprendiamo che il Governo Italiano, insieme alla ratifica, intende fare ‘osservazioni con condizioni precise che riguardano agricoltura, piccole imprese e una serie di interventi necessari’. Le eventuali osservazioni sarebbero tuttavia completamente irrilevanti: il trattato, una volta sottoscritto, si applica nella versione negoziata e condivisa.Chiediamo al Vice Presidente Di Maio di impegnare il Governo Italiano a intervenire per far sospendere la firma tra Commissione Europea e Governo giapponese, prevista per il 17 luglio, e a riferire al più presto in Parlamento al fine di consentire, nella trasparenza di una discussione pubblica, la definizione di un mandato chiaro al governo”.

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Agricoltura UE: deputati chiedono politica moderna e con finanziamenti equi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì scorso con 468 voti in favore, 123 contrari e 89 astensioni le sue priorità per la riforma della Politica agricola comune (PAC) dopo il 2020.
Più flessibilità ma nessuna “ri-nazionalizzazione” della PAC. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero essere in grado di applicare le norme della PAC secondo le proprie esigenze, hanno dichiarato i deputati, respingendo tuttavia l’ipotesi di “ri-nazionalizzazione”, in quanto potrebbe falsare la concorrenza nel mercato unico.La PAC deve basarsi su una serie comune di obiettivi, norme, strumenti e controlli.Da un lato, gli Stati membri dovrebbero poter elaborare delle strategie nazionali adeguate alle loro esigenze. Dall’altro, tutte le attività agricole dovrebbero essere soggette agli stessi standard elevati e la loro violazione dovrebbe dar luogo a sanzioni simili in tutti gli Stati membri, affermano i deputati.
Oltre a consentire alle aziende agricole dell’UE di continuare a produrre alimenti sicuri e di qualità a prezzi accessibili, la futura PAC dovrebbe renderli anche più sostenibili da un punto di vista ambientale e pienamente integrati nell’economia circolare. Dovrebbe infatti promuovere l’innovazione, la ricerca e le pratiche agricole intelligenti, sostengono gli eurodeputati. A tal fine, chiedono di mantenere il bilancio della PAC almeno al livello attuale.
Il Parlamento chiede inoltre:
· Pagamenti diretti che continuino a essere interamente finanziati dal bilancio UE
· Esclusione dei settori più sensibili dai negoziati commerciali;
· Un maggiore sostegno ai giovani e ai nuovi agricoltori, nonché a quelli colpiti dalla volatilità di redditi e prezzi;
· Distribuzione più equa dei fondi UE tra gli Stati membri, tenendo conto degli importi ricevuti e delle differenze, ad esempio, di costi di produzione o di potere d’acquisto;
· Un nuovo metodo europeo per calcolare i pagamenti diretti al fine di eliminare gradualmente i “criteri storici”;
· Metodi più efficaci per garantire che il sostegno finanziario sia destinato davvero agli agricoltori;
· Meno denaro per le aziende più grandi, con un massimale di pagamento obbligatorio a livello UE;
· Nessun finanziamento per l’allevamento di tori destinati alle corride (tauromachia)
· Riduzione della burocrazia per le misure obbligatorie di rinverdita per renderle più orientate ai risultati, insieme alla semplificazione delle misure volontarie.

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Il nuovo presidente incaricato: Carlo Cottarelli

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2018

Il presidente Sergio Mattarella dopo aver licenziato il presidente incaricato Giuseppe Conte che aveva in tasca sia la lista dei ministri sia la maggioranza in Parlamento ora gioca la carta di Carlo Cottarelli. Una scelta non casuale per imporre nuovi sacrifici agli italiani. Lo dice il suo curriculum. E’ nato a Cremona nel 1954. Ha iniziato la sua carriera in Banca d’Italia per poi passare all’Eni e in seguito diventare direttore degli Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale. Nel 2013 viene chiamato dal governo di Enrico Letta e dal suo successore con l’incarico di Commissario straordinario della Revisione della Spesa Pubblica. Il suo lavoro è stato quello di studiare una cura “salasso” per gli italiani in modo da far contenti i grandi potentati finanziari stranieri. Non ebbe seguito e fu licenziato perché i governi che lo avevano preso in carico non se la sentirono di adottare le proposte che aveva avanzate per la loro chiara impopolarità. Ora ci riprova in prima persona doppiando l’impresa che prima di lui fu compiuta da Monti, e con la moral suasion del presidente Mattarella potrà contare sull’appoggio del Pd che viaggia sul “tanto peggio tanto meglio” e della stessa Forza Italia che gioca su due forni tenendosi stretto la Lega di Salvini e i “voleri del Colle”. Da ricordare che lo stesso Berlusconi aveva offerto a Cottarelli d’entrare nel suo governo. E’ il solito inciucio all’italiana anche se a farne le spese è il solito “popolo sovrano” da tempo spodestato ma non pare accorgersene.

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Manca un anno alle prossime elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

A un anno da oggi, dal 23 al 26 maggio 2019, i cittadini UE in 27 Paesi voteranno per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento e aiuteranno a decidere chi guiderà la Commissione.In un incontro con la stampa ad un anno dalle elezioni europee, il Presidente Antonio Tajani ha annunciato l’avvio del conto alla rovescia per le elezioni europee del maggio 2019 per eleggere i 705 deputati del prossimo Parlamento europeo a suffragio universale diretto e, indirettamente, il Presidente della Commissione europea.Nel corso dei prossimi dodici mesi, il dibattito sul futuro dell’Europa coinvolgerà i cittadini a livello nazionale e locale in tutta l’Unione. Il Parlamento europeo è al centro del dibattito per scegliere l’Europa che desideriamo. Dal gennaio di quest’anno, i leader degli Stati membri dell’UE sono stati invitati a discutere con i deputati la loro visione dell’Europa.Nel frattempo, all’inizio di giugno, il Parlamento ospiterà a Strasburgo più di 8.000 giovani (in rappresentanza della prossima generazione) per raccogliere le loro speranze e i loro timori sull’Europa e discutere le prospettive future.Per la prima volta dal 2007, il 60% degli europei ritiene che l’appartenenza all’UE sia un fattore positivo per il proprio paese e il 67% ritiene che il proprio paese abbia tratto beneficio dall’adesione all’UE, la percentuale più elevata dal 1983.”Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, sebbene il 50% degli europei si sia detto interessato alle elezioni europee, solo uno su tre è a conoscenza della data alla quale si svolgeranno. Entro maggio del prossimo anno, nessuno dovrebbe ignorare la data o le scelte principali da intraprendere per la futura direzione del nostro continente”.

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Diplomati magistrale: Iniziative necessarie dal Parlamento

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

“È necessario varare un provvedimento d’urgenza, prima del 30 giugno, che tuteli i tantissimi insegnanti che a causa di un oscillante sviluppo della giustizia amministrativa, rischiano di perdere il posto di lavoro. Ho presentato in Senato un’interrogazione con carattere di urgenza per sanare questa condizione contradditoria” dichiara il Sen. La Pietra di Fratelli d’Italia.
“Noi di Fratelli d’Italia faremo di tutto per sanare questa imbarazzante situazione – continua il Senatore FdI – Le conseguenze di un mancato decreto attuativo sarebbero devastanti. Stiamo parlando di 55.000 diplomati magistrale che si troverebbero cancellati dalle graduatorie ad esaurimento e impossibilitati a lavorare sia nelle scuole pubbliche che in quelle paritarie, 6.669 insegnanti già assunti con contratti a tempo indeterminato verrebbero licenziati e infine si revocherebbero 23.356 incarichi. È inaccettabile che avvenga una cosa del genere.” Conclude il Sen. di FdI Patrizio La Pietra.

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La Boschi e i conflitti d’interesse

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

camera deputati“Lo ripeto, l’avevo detto già altre volte: io e il mio partito abbiamo votato contro la sfiducia individuale al ministro Boschi in Parlamento. Però, non prendiamoci in giro. Noi abbiamo acquisito, dai lavori della Commissione, che tra gennaio e marzo, forse anche aprile, 2014 Banca Etruria è soggetta a ispezioni della Banca d’Italia, ispezioni che evidenziano notevoli criticità. Abbiamo appurato un attivismo, in questi stessi mesi, non solo della Boschi, ma anche del presidente Renzi, con Vegas, Visco e Panetta. E poi, a fine 2014, ancora attivismo della Boschi su Ghizzoni, mentre si sta preparando il decreto sulle popolari.Tutto questo sta a significare un crogiolo di conflitti di interessi. Siamo certamente di fronte ad una situazione molto confusa e molto opaca”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit.
A sua volta l’on.le Fabio Rampelli dichiara: “Le affermazioni eclatanti dell’ad di Unicredit Ghizzoni smascherano la bassezza del livello morale ed etico di Renzi, Boschi e di tutto il Pd che sapeva e non ha fatto nulla per arrestare questa deriva affaristica. Avevamo intuito la putrescenza del materiale umano, ma le continue interferenze della Boschi ci lasciano di sasso. La sua delega al governo, all’epoca dei fatti, era sulle riforme costituzionali e i rapporti con il Patlamento, niente giustifica la sua onnipresenza nelle relazioni con il sistema bancario se non la tutela degli interessi di famiglia in Banca Etruria. Dopo averla spolpata, la famiglia Boschi utilizzava il ministro Maria Elena per mendicare un salvataggio vantaggioso, fino a usare il noto faccendiere amico e benefattore di Matteo Renzi Carrai che nella sua email a Ghizzoni sollecita una risposta all’incontro tra lui e la Boschi, nel rispetto dei ruoli. Già, ma lui non ne aveva e, quindi, sollecitava a nome della Boschi. Una vicenda squallida che sconvolge le istituzioni. Gente che ha giurato fedeltà alla Costituzione e che andrebbe ora messa sotto accusa per alto tradimento. Se esistesse la possibilità di farlo saremmo i primi”.

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Strasburgo: Principali temi all’ordine del giorno

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo Anteprima della sessione plenaria 11-14 dicembre 2017. Premio Sacharov 2017: premiata l’opposizione democratica in Venezuela L’opposizione democratica venezuelana riceverà il Premio Sacharov per la libertà di pensiero nel corso di una cerimonia che si terrà mercoledì a mezzogiorno.
La Brexit sarà al centro del dibattito sul Consiglio europeo di dicembre I deputati discuteranno mercoledì mattina di difesa, politiche sociali, istruzione, migrazione e Brexit, con il Vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, e con il capo negoziatore EU per la Brexit, Michel Barnier.
Panama Papers: votazione sulle proposte per contrastare le pratiche fiscali illecite Una migliore regolamentazione degli intermediari finanziari, maggiore protezione dei whistle-blower e una definizione unica dei paradisi fiscali sono tra le principali proposte poste in votazione martedì.
Il Parlamento proroga il piano di investimenti per l’UE fino al 2020 Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) sarà prorogato fino al 2020 e integrato con fondi supplementari, per finanziare più progetti che portino ritorni economici e sociali negli Stati membri.
Possibile veto sull’uso di additivi fosfatici nei kebab, in attesa di una valutazione scientifica Il Parlamento deciderà martedì se porre il veto su una proposta della Commissione che mira a consentire l’uso di fosfati nella carne del kebab, a causa dei possibili effetti negativi per la salute.
Migliorare il funzionamento della PAC per agricoltori e consumatori. Proposte per semplificare la politica agricola dell’UE, rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nei confronti dei supermercati e dotarli di migliori strumenti per fronteggiare i rischi, saranno discusse lunedì e votate martedì. Più scelta di contenuti TV e radio online
Abuso sessuale dei minori: eliminare i contenuti online e proteggere i minori migranti
Migranti in Libia: i deputati discuteranno il ruolo dell’UE
Dibattiti su nucleare iraniano, Gerusalemme capitale, rohingya e Afghanistan
Proteggere la libertà di religione e i diritti dei migranti.

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Legge elettorale: una fiducia “usa e getta”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

elezioniÈ una fiducia mal posta e malriposta quella che il governo ha chiesto e la Camera ha dato alla quinta legge elettorale degli ultimi venticinque anni? A parte ogni (inutile) commento sul ritmo di una diversa normativa ogni legislatura, vero e proprio record mondiale, la risposta è affermativa per entrambi i quesiti. Con una differenza sostanziale: mentre la scelta di mettere la fiducia è contestabile ma comprensibile, quella di votare un simile pasticcio, che non consente agli elettori né di selezionare i propri rappresentati né di determinare la vittoria di qualcuno, non trova scusante alcuna. Neppure quella del cinico egoismo, perché sarà un suicidio collettivo. Già, non ci sarà alcun vincitore alla prossime elezioni, e la nuova legge elettorale non solo non servirà ad impedirlo, ma favorirà l’impasse. Tanto che siamo pronti a scommettere che la Rosati “usa e getta” servirà una volta sola, poi nella prossima legislatura – che si preannuncia breve, o addirittura brevissima – saranno costretti a cambiarla, rafforzando così la nostra posizione nel guinness dei primati. Mixare il sistema proporzionale, che incentiva le identità, con quello maggioritario uninominale, che viceversa incoraggia e facilita le aggregazioni, finisce col favorire la confusione perché complica la possibilità di formare governi di coalizione, salvo non ricorrere a piene mani al trasformismo. Infatti, è assai improbabile, per non dire impossibile, che nell’attuale tripolarismo le aggregazioni che si realizzeranno in sede elettorale per la quota uninominale esprimano un vincitore, e dunque dopo le elezioni si sarà costretti, salvo non tornare subito alle urne, a lavorare a coalizioni diverse, che meglio si sarebbero potute formare se ci fosse stata una scelta netta a favore del proporzionale o del maggioritario. In tutti i casi gli esclusi saranno legittimati a gridare che le scelte degli elettori vengono tradite. Con ciò alimentando il circolo vizioso – in funzione da un quarto di secolo con crescenti risultati – dell’anti-politica. Dunque, sarebbe meglio andare alle urne con corte costituzionalequell’inguardabile accrocchio di due mozziconi di leggi chirurgicamente emendate dalla Corte Costituzionale chiamato “consultellum”? Certamente no. Intervenire era doveroso, come ha chiesto a più riprese il Capo dello Stato, sia per ripristinare il ruolo del Parlamento, cui spetta decidere con quale sistema si debba votare, sia per evitare una abissale differenza tra le modalità di voto di Camera e Senato, che rende assai probabile la formazione di maggioranze diverse tra un’aula e l’altra. Questo, però, non vuol dire che ci si debba accontentare di una legge purchessia. Purtroppo, il Parlamento non è stato capace di approfittare della (giusta) scelta del governo Gentiloni di chiamarsi fuori, lasciandogli campo libero. Prima ha cincischiato, poi ha abortito una brutta copia del sistema tedesco (che comunque sarebbe stato meno peggio di questo) e alla fine si è fatto imporre il voto di fiducia, messo non solo per evitare la guerriglia parlamentare dei 5stelle e di Bersani cui si sarebbe aggiunto il fuoco amico dei franchi tiratori – con 140 emendamenti sottoposti a scrutinio segreto i tempi sarebbero stati eterni e il logoramento politico sicuro – ma anche e soprattutto per tenere al riparo la legge di stabilità, ultimo e decisivo atto della legislatura. Certo che sarebbe stato meglio evitare il voto di fiducia, ma la responsabilità di questo atto inopportuno va data all’ignavia del parlamento e non all’arroganza del governo. Gentiloni ne avrebbe fatto molto volentieri a meno, ma ci è stato costretto. E comunque non è certo al presidente del Consiglio che va ricondotta la responsabilità del merito di questa pessima legge. Insomma, una mediocre pagina parlamentare mette il suggello ad una pessima legge, che procurerà più guai a chi l’ha partorita di quanto ne farà a coloro che ne sono l’obiettivo. La verità è che la politica e il sistema mediatico sono talmente alcolizzati di populismo che da tempo hanno smarrito il raziocinio quando si parla di questi temi. Per esempio, tutti reclamano un sistema elettorale che la sera del voto consacri un vincitore. Ma nessuno dice che c’è differenza tra governo e governabilità. Una legge che preveda un forte premio di maggioranza può sì assicurare che si faccia un governo, e subito, ma è altamente probabile, per non dire sicuro, che quel governo non esprimerà governabilità, perché il suo livello di consenso, e dunque il grado di rappresentanza del Paese, è troppo limitato, tant’è vero che ci è voluto un potente additivo per consentirgli di raggiungere una maggioranza che altrimenti non avrebbe avuto. E dovrebbe essere ovvio che avere un governo incapace di esprimere governabilità non serve a nessuno, tranne alla nomenclatura che ne godrà i benefici. E che, anzi, la frustrazione procurata ai cittadini dall’impotenza mostrata da chi è andato al governo finirà per procurare al Paese nuove dosi di anti-politica, alimentando quel circuito perverso che aveva portato al fatto che nessuno avesse voti sufficienti e che nessuna coalizione fosse stata costruita per tempo. Con la legge Rosato non si è avuto il coraggio di scegliere un additivo così potente da mettere comunque in condizione qualcuno di poter essere vincitore, ma neppure di optare fino in fondo per una modalità proporzionale – pur temperata, come quella in uso in Germania con innegabili risultati – che riconsegna con piena legittimità al Parlamento il compito di formare una maggioranza post elettorale, senza la pretesa – peraltro anti-costituzionale, anche se non è mai stata censurata come tale – di far indicare il nome del candidato premier sulla scheda illudendo l’elettore che lo sta scegliendo direttamente. L’inedita maggioranza Pd, Forza Italia e Lega ha creduto di costruire la ghigliottina per tagliare la testa al fantasma che li ossessiona, quello dei grillini che gli portano via Palazzo Chigi. Ma non è certo truccando i meccanismi che regolano la formazione della rappresentanza che si esorcizza quel fantasma. Anzi. ( Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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