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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Dal Referendum una chiara richiesta di ammodernamento, a cominciare proprio dalla riforma del voto all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

di Fucsia Nissoli Fitzgerald. Il Sì ha vinto con il 69,64 per cento delle preferenze, mentre i voti per il No sono stati poco meno del 30 per cento. L’affluenza alle urne è stata del 53,84 per cento. Gli elettori hanno confermato la legge costituzionale “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 2019. In particolare, nella Circoscrizione Estera hanno votato per il Referendum Costituzionale 1.057.211 cittadini a fronte di 4.537.308 aventi diritto al voto, con una affluenza del 23,30%. Un dato che è molto più basso di quello che si è registrato dentro i confini nazionali ma che è comunque significativo per la Circoscrizione estero. Gli italiani all’estero hanno votato in maggioranza per il “Sì” (78,24%), con 744.557 voti, mentre il fronte del “No” ha ricevuto 207.089 voti, pari al 21,76 %.Inoltre, nella Ripartizione III – Nord e Centro America – si è registrato il dato più alto a favore del taglio con il fronte del “Sì” attestato a quota l’81,07% (62.644 voti), con una punta dell’85,50% in Canada, contro il 18,93% del “No” (14.632 voti). La legge costituzionale prevede la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. La riforma costituzionale entrerà in vigore ma prima di diventare effettiva bisognerà aspettare 60 giorni, quelli previsti per ridisegnare i collegi elettorali.Sull’attuale Parlamento, in ogni caso, non ci saranno conseguenze: il taglio del numero dei parlamentari verrà applicato a partire dalla prossima legislatura.Finora, altri tentativi di riforme costituzionali erano stati bocciati dagli elettori: la riforma di Berlusconi nel 2006; la riforma di Renzi nel 2016. Gli italiani avevano mostrato di non voler mettere in discussione le decisioni dei padri costituenti. In questo caso, al di là delle implicazioni politiche è sembrato prevalere il desiderio di far arrivare ai politici un messaggio di richiesta di semplicità, di essenzialità.Si palesa un risultato che i partiti non devono giocarsi nella gara del consenso di parte perché rischierebbero di allontanarsi dallo spirito nuovo di riformismo costituzionale che vivono gli italiani. Un dato elettorale chiaro, ed ancor più chiaro all’estero, che ci evidenzia la richiesta netta di cambiamento che i cittadini fanno alla politica, una richiesta di snellimento della burocrazia italiana e di snellimento delle procedure per fare le leggi, quindi una politica più snella nel rispondere alle esigenze della popolazione e che sia al passo con i tempi.Quindi bisogna partire da questo dato per pensare delle riforme che siano rispondenti alle indicazioni dei cittadini. Ci si poteva aspettare un’era di grandi riforme, ma ora siamo incamminati sulla strada delle piccole riforme che devono essere di volta in volta completate. Pertanto la barca delle riforme non può fare altre che proseguire a piccole tappe, una specie di processo che ci ricorda quello della costruzione europea cosiddetta a piccoli passi, secondo il metodo funzionalista di Jean Monnet.Allora, bisognerà procedere alla revisione dei Regolamenti parlamentari, la cui procedura di approvazione è relativamente semplice perché ciascun ramo del Parlamento vota solo la sua revisione dei regolamenti.Mentre in Commissione Affari Costituzionali della Camera sta già a buon punto per licenziare un testo legislativo che garantisce il voto ai diciottenni al Senato.Poi bisognerà prevedere il superamento della base regionale e la riduzione dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica. Piccoli passi che la politica dovrà fare con decisione per garantire una democrazia funzionale, quella stessa che vogliamo anche all’estero il che significa accelerare i tempi per una riforma della Circoscrizione estera e del voto all’estero.Sarà necessario ridefinire le Ripartizioni affinché il minor numero di parlamentari possa essere distribuito in maniera adeguata sul territorio.Credo che una delle prime cose che dovrà fare la istituenda Commissione bicamerale per gli italiani all’estero sarà proprio la riforma del voto all’estero. Una riforma che dovrà tener conto della diminuzione del numero dei parlamentari e trovare il modo di permetterci di lavorare in maniera efficace! L’esame del testo legislativo che istituisce la Bicamerale per gli italiani all’estero passerà al Senato, dopo l’imminente approvazione della Camera dei Deputati e spero che i senatori lavorino celermente, anche in conformità alle indicazioni che viene dal dato referendario, e si possa avviare il lavoro per le riforme di cui ha bisogno la Circoscrizione Estera! In questo senso il “Sì” referendario non è un punto di approdo ma uno stimolo a riformare, passo dopo passo, e ammodernare il nostro sistema istituzionale; il che all’estero significa, in primis, avere la capacità ed il buon senso di introdurre quelle innovazioni che rendono più snelle e sicure le procedure elettorali.”

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Parlamento Ue: ricette urgenti contro la carenza di medicinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Assicurare gli approvvigionamenti nell’interesse del paziente, garantire l’accesso ai trattamenti medici per tutti i pazienti dell’UE e ripristinare l’indipendenza sanitaria europea”. È questo il diktat contenuto nella Risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sulle “carenze di medicinali” che prende le mosse dal Rapporto approvato a metà luglio dalla commissione del Parlamento europeo per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Nel mirino dei parlamentari europei le cause profonde del fenomeno ricorrente delle carenze di medicinali notoriamente aggravato dalla crisi sanitaria determinata dalla pandemia di Covid-19.«La risoluzione del Parlamento UE arriva nel momento giusto», commenta Enrique Häusermann, Presidente di Assogenerici. «Siamo già al lavoro con l’Agenzia Italiana del Farmaco per garantire un sistema di gestione del fenomeno delle carenze e delle indisponibilità sempre efficace nel tutelare la continuità di cura per i pazienti e nel garantire un sistema di controlli e monitoraggio più preciso, evitando appesantimenti burocratici ma avendo come faro la soluzione alle cause reali dell’indisponibilità di farmaci in talune aree terapeutiche. E’ anche attraverso questa collaborazione istituzionale – conclude Häusermann – che potremo affrontare efficacemente il fenomeno, per fortuna molto limitato nel nostro Paese».Tra le sottolineature anche il fatto che ad oggi “l’accesso limitato ai principi attivi necessari per la produzione di medicinali generici pone una sfida particolare” e che “la perturbazione della catena di approvvigionamento globale derivante dalla pandemia di COVID-19 ha messo ancor più in risalto la dipendenza dell’UE dai paesi terzi nel settore della sanità”In attesa dell’inversione di rotta suggerita, ancora un appello all’adozione di un linguaggio comune: la risoluzione insiste sull’importanza di una definizione armonizzata a livello UE di “carenze”, “tensioni”, “interruzioni della fornitura”, “esaurimento delle scorte” e “costituzione di scorte eccessive” e l’invito alla Commissione a garantire che la propria strategia per il settore farmaceutico sia effettivamente volta a “contrastare le pratiche commerciali inammissibili in qualunque fase del circuito dei medicinali”. Riflettori accesi anche sul differenziale dei prezzi tra Stati membri che “favorisce le esportazioni parallele verso i paesi nei quali i medicinali sono venduti a un prezzo maggiore”.
Focus immediato anche su generici e biosimilari: “consentono di rafforzare la concorrenza, ridurre i prezzi e realizzare risparmi a vantaggio dei sistemi sanitari, contribuendo così a migliorare l’accesso dei pazienti ai medicinali” sottolinea la risoluzione, che invita ad “analizzare il valore aggiunto e l’impatto economico dei medicinali biosimilari” valutando anche “misure atte a sostenere la loro introduzione sul mercato” e sollecita la Commissione a stroncare le controversie tese a ritardare l’ingresso sul mercato dei medicinali generici garantendo “il rispetto della fine del periodo di esclusiva commerciale dell’innovatore”.

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Voterò Sì al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Non è una riforma perfetta, è vero. Ma è il primo pezzetto di un mosaico. Come centrosinistra, abbiamo sempre ragionato – e ci siamo sempre prefissati l’obiettivo – di agire per una riduzione del numero dei parlamentari. Una riduzione che non deve essere fine a se stessa, fatta per il gusto di tagliare, ma che, ovviamente, deve essere accompagnata da una riforma strutturale e dei correttivi che servano a rendere il Parlamento più veloce, snello ed efficiente. È quello per cui il Partito Democratico lavorerà nei prossimi mesi, in modo tale da inserire tale decurtazione all’interno di un quadro compiuto e più ampio, che segni l’avvio di un’intensa stagione di riforme. Serve appunto pensare a un disegno complessivo per il dopo che guardi a un assetto che superi il bicameralismo perfetto, permettendo di abbreviare la lunga staffetta tra Camera e Senato, al fine di poter contare su iter legislativi più rapidi e semplici. Fondamentale sarà distinguere la funzione delle Camere, riformare i regolamenti, rivedere la composizione dell’assemblea che elegge il Presidente della Repubblica e approvare una legge elettorale proporzionale con soglia di sbarramento. Il mio Sì vuole rappresentare una partenza, una sorta di monito a lavorare per un processo che chiami in causa un ripensamento e un miglioramento dell’attuale sistema. Bloccare oggi questa riforma rischia di porre dei paletti a un percorso di trasformazioni e modifiche che vogliamo e chiediamo da tempo, con il rischio di rimanere poi fermi. Ci tengo a precisare due punti: non si tratta di parlare di risparmi (esigui) o di soffiare sul vento dell’antipoltica e anticasta, facendo passare il pericoloso messaggio che i parlamentari siano espressione di una élite di privilegiati che non serve a nulla, ma di una questione di merito. L’ultima votazione a riguardo è stata sostenuta dal 95% dei parlamentari del Partito Democratico, poi c’è chi ha cambiato idea. È quindi, a mio avviso, anche un tema di coerenza e serietà davanti agli elettori.

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Il premio LUX verrà assegnato congiuntamente dal Parlamento europeo e dall’European Film Academy

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Il premio LUX d’ora in avanti sarà assegnato insieme alla European Film Academy. Il vincitore sarà deciso dal pubblico e dai deputati europei. I tre film finalisti saranno annunciati a dicembre a Reykjavik Il vincitore sarà annunciato il 28 aprile 2021 durante la seduta plenaria del Parlamento europeo. Il formato di questa edizione sarà limitato a causa del COVID-19
“Fino ad ora – ha affermato Sabine Verheyen (PPE, DE) – i film del Premio LUX hanno fatto da eco emotivo al nostro lavoro politico sull’ambiente, le migrazioni, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze, nonché sulla democrazia e il pluralismo. Ora, continueremo questo lavoro con partner influenti e straordinari per portare il Premio ad un livello ancora superiore”.La Presidente della Commissione Cultura e istruzione ha aggiunto che in seguito alla pandemia da COVID-19 questi sono stati “tempi difficili per l’ambiente audiovisivo e cinematografico” e ha sottolineato che il premio rappresenta un’opportunità per “unirsi nella costruzione di un più forte senso di comunità e di appartenenza nella difesa del cinema e della cultura”.Il cinema – ha affermato David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, nel suo video discorso al pubblico della Mostra del cinema di Venezia – è uno strumento che non ha mai smesso di descrivere e narrare la nostra complessa società, è uno dei modi fondamentali per intendere la realtà in cui viviamo”.Il Premio LUX, fino a poco tempo fa organizzato e assegnato solo dal Parlamento europeo, sarà d’ora in poi assegnato anche dalla European Film Academy, in collaborazione con la Commissione europea ed Europa Cinemas.
Si chiamerà formalmente “LUX – Premio del cinema del pubblico europeo del Parlamento europeo e della European Film Academy”, abbreviato a “LUX – Premio del pubblico per il cinema europeo”.Il presidente della European Film Academy sarà presidente onorario della giuria del Premio LUX.Fino ad ora, solo i membri del Parlamento europeo potevano votare i film in concorso. Con il nuovo premio, il vincitore sarà selezionato in base ai voti dei deputati e del pubblico, ciascuno dei quali peserà per il 50%.I tre film europei che comporranno la selezione del Premio LUX 2021 saranno selezionati da una giuria di professionisti del cinema.
Il 22 giugno, la Commissione Cultura del Parlamento europeo ha approvato la formazione della giuria, aggiungendo quattro nuovi membri:
– Teona Strugar Mitevska, regista macedone che l’anno scorso ha vinto il Premio LUX con il film “Dio è donna e il suo nome è Petrunya”;
– Fatima Djoumer, responsabile delle relazioni internazionali di Europa Cinemas
– Vanessa Henneman, talent agent olandese e avvocato specializzato nei diritti di proprietà intellettuale e copyright, membro anche dell’European Film Academy Board;
– Maria Silvia Gatta, responsabile delle politiche della Commissione europea, che fungerà da osservatore.
I tre film finalisti per quest’edizione saranno svelati durante gli European Film Awards a Reykyavik, in Islanda, il 12 dicembre.
Fino ad aprile, questi tre film saranno sottotitolati nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione europea e proiettati in tutta Europa. Il pubblico avrà la possibilità di esprimere il proprio voto classificando i finalisti su una scala da uno a cinque. Il pubblico e i deputati europei esprimeranno, ognuno, il 50% dei voti.Il 28 aprile 2021 il vincitore sarà annunciato durante la cerimonia di premiazione nella plenaria del Parlamento europeo.
Nel nuovo formato ogni anno saranno cinque i film a sfidarsi per il Premio e ad essere sottotitolati nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione europea, tuttavia, a causa dell’impatto del COVID-19 sul mercato dell’industria cinematografica, il numero di film in corsa per il Premio nell’edizione 2021 sarà eccezionalmente limitato a tre.

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Scuola e le proposte Anief all’esame del Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Si passa dall’abolizione dei paletti sulla mobilità alla stabilizzazione dei precari, dalla conferma nei nuovi ruoli dei facenti funzione Dsga all’attivazione dei nuovi profili professionali Ata, dalla conferma in organico di diritto dei 70 mila posti anti COVID attivati a quelli di sostegno e tanti altri, senza trascurare il problema ancora aperto dei licenziamenti delle maestre con diploma magistrale. Scarica la memoria inviata dal giovane sindacato
E’ all’esame del parlamento la Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Gli emendamenti riguardano: la graduatoria idonei al concorso Dsga, il personale facente funzione Dsga, il reclutamento del personale scolastico, il reclutamento dei dirigenti scolastici e del personale con incarichi di vicedirigenza, l’esclusione beneficiari 104 diritto alla mobilità, le scuole italiane all’estero, il licenziamento dei supplenti, la conferma nei ruoli, la mobilità straordinaria e il blocco quinquennale, la conferma fino al 30 giugno e nello stesso istituto dei docenti licenziati, l’organico sostegno, il rapporto alunni docenti, i passaggi verticali e profili AS e C, gli assistenti tecnici in organico di diritto, la stabilizzazione con trentasei mesi, la specializzazione su sostegno, la trasformazione in organico di diritto organico Covid, il Bonus Trasporti Scuola
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha affermato che “sono emendamenti che vogliono rilanciare l’istruzione. Riguardano gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, l’attuale concorso Dsga. Sono norme che vogliono confermare nei ruoli i diplomati magistrale, rivedere il rapporto alunni-docenti e intervenire anche sulla mobilità contro il vincolo quinquennale. Per quanto riguarda le Disposizioni in materia di scuola, università ed emergenza, per quanto riguarda la graduatoria idonei Dsga e Call veloce, Anief, all’art. 32 bis, ha proposto di inserire che “nelle graduatorie di merito regionali di cui all’articolo 9 del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 18 dicembre 2018, n. 863 sono ammessi tutti i candidati risultati idonei. Con ordinanza del ministro dell’Istruzione sono disciplinate le norme per poter richiedere, l’assunzione in altra regione, a domanda, prima dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali”. Si specifica che la rimozione del limite del 20% di idonei nella costituzione delle graduatorie regionali di merito si rende necessaria per la valorizzazione della professionalità dei candidati che abbiano superato tutte le prove di un concorso pubblico e garantisce la massima funzionalità al sistema consentendo di evitare il sistema di reggenze dei posti da Direttore dei Servizi Generali Amministrativi per gli anni successivi.Per quanto concerne il reclutamento del personale facente funzione Dsga, affinché le istituzioni scolastiche dispongano delle risorse necessarie per garantire la ripresa dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, sono disciplinate le norme per garantire, a domanda, i passaggi nei ruoli di Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi del personale assistente tecnico o amministrativo che ha ricoperto tale funzione per almeno un triennio anche non continuativo nell’ultimo decennio. Infatti, dopo l’espletamento dell’ultimo concorso rimarranno più di mille sedi scoperte a fronte di un numero di facenti funzioni che continuerà a garantire il servizio di Dsga; per queste ragioni occorre intervenire tempestivamente premiando l’esperienza e le competenze acquisite dai Ff Dsga.

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Borsa italiana: Urso (FdI), Parlamento intervenga laddove il governo ha fallito

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

“Presenteremo emendamenti al “decreto Agosto” per evitare che gli asset strategici italiani siano sottoposti a scalata ostile. Ci auguriamo che il Parlamento intervenga laddove il governo ha fallito”: è quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir e responsabile del Dipartimento Impresa e Attività produttive di Fratelli d’Italia. “Sono sconcertato di quanto accaduto. È grave che il governo prima annunci e poi ritiri norme così importanti per la salvaguardia di Borsa Italiana così come di Mediobanca e quindi Generali. Le divisioni nella maggioranza non devono pregiudicare gli interessi generali del Paese”, conclude Urso.

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Anche in emergenza Parlamento ultima istanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

“L’Europa non è guarita, l’Italia è stata il malato più grave, un rischio è ancora presente dentro e fuori i nostri confini, eppure oggi c’è un capo di partito che si strappa di dosso la mascherina e dice che il Covid non esiste. Alcuni agitano terrore sociale e godono per l’arrivo di migranti. Basterebbe questo per convincersi che lo stato di emergenza serve ancora”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commenta il voto favorevole dell’aula di Palazzo Madama alla risoluzione di Maggioranza che proroga lo stato di emergenza.”Qui non si dà il via libera a leggi speciali né – aggiunge Rojc – a pieni poteri, perché il Parlamento resta ultima istanza. Amministratori di centrodestra dicono che il momento è sempre molto delicato, che dobbiamo agire con responsabilità e seguire i consigli degli esperti”.

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Angela Merkel presenta al Parlamento europeo le priorità della Presidenza tedesca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

I deputati hanno discusso con la Cancelliera Angela Merkel e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen strategia e obiettivi della Presidenza tedesca per i prossimi sei mesi.All’insegna del motto “Insieme per la ripresa dell’Europa”, la Presidenza tedesca è determinata ad affrontare l’enorme sfida posta dalla pandemia, ha dichiarato la Cancelliera Merkel. Ha sottolineato cinque aree su cui l’Europa deve lavorare se vuole uscire unita e forte dalla crisi attuale: diritti fondamentali, solidarietà e coesione, cambiamento climatico, digitalizzazione e ruolo dell’Europa nel mondo. “La Germania è pronta a dimostrare una straordinaria solidarietà”, ha sottolineato, per costruire un’Europa verde, innovativa, sostenibile, più digitale e competitiva. “L’Europa è in grado di fare grandi cose se lavoriamo insieme e siamo uniti nella solidarietà”, ha concluso.
“La sfida che ci attende non potrebbe essere più straordinaria”, ha detto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Ma possiamo emergere più forti grazie a ‘Next Generation EU’. La Germania ha scelto la parola: insieme. Questo è il motore della nostra unione”. Ha poi sottolineato che l’Europa ha bisogno di entrambi, di un nuovo bilancio a lungo termine dell’UE (QFP) e del programma Next Generation EU. La Commissione farà tutto il possibile per assicurare che si raggiunga un accordo, ha detto.Manfred Weber (PPE, DE) ha affermato che l’UE inciampa di crisi in crisi a causa della paura. “La paura è nemica della solidarietà, del futuro e della libertà”. Ci sono grandi aspettative per la Presidenza tedesca, ha continuato. “L’UE ha bisogno ora di coraggio per mostrare solidarietà”: Abbiamo bisogno di una soluzione questo mese per il Fondo di ripresa”, ha insistito Weber. “Nessuna comunità può sopravvivere senza spirito comunitario. Per noi, questo è semplicemente lo stile di vita europeo”.Iratxe García Perez (S&D, ES) si è offerta di lavorare “fianco a fianco” con la Presidenza per superare le differenze e le divisioni nord-sud ed est-ovest in Europa, a beneficio dei cittadini. “Dobbiamo dimostrare che è possibile creare una società più giusta e sostenibile, che pensi all’ambiente e alle generazioni future (…), che protegga i lavoratori, che valorizzi la diversità e che gestisca i flussi migratori con solidarietà”, ha aggiunto.
“La priorità in questo momento deve essere l’adozione del Piano di ripresa e del nuovo Quadro finanziario pluriennale”, ha detto Dacian Ciolos (Renew Europe, RO). “Costruiamo l’Europa intorno a un progetto, a una visione e a valori forti”, ha aggiunto. “È giunto il momento di fare del rispetto dello Stato di diritto una condizione per accedere ai fondi dell’UE”. L’opportunità politica è qui. Utilizzate questo pacchetto senza precedenti come leva”.
Jörg Meuthen (ID, DE) ha criticato la Cancelliera perché ignorante e ideologica. “State tradendo l’idea europea e mettendo in pericolo il futuro delle prossime generazioni”, ha affermato, citando il Green deal europeo e il Fondo di ripresa. “La vostra concezione di solidarietà è assurda”, ha concluso.
Ska Keller (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato che la stessa risolutezza dell’UE mostrata contro il COVID-19 dovrebbe essere applicata alla crisi climatica. “Dobbiamo superare la crisi del Coronavirus ed evitare la crisi climatica”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto che la Presidenza tedesca può dare un importante contributo in questo senso, con un’ambiziosa legge sul clima, chiedendo una riduzione del 65% delle emissioni di gas serra entro il 2030.
Rafaele Fitto (ECR, IT) ha affermato che finora la risposta dell’UE alla pandemia è stata “lenta, poco efficiente e priva di vera solidarietà”. La Germania dovrebbe mettere da parte l’egoismo e recuperare lo spirito originario dell’UE, evitando gli errori del passato. “Dobbiamo rivitalizzare l’economia, attuare politiche commerciali favorevoli e rilanciare il mercato unico”, ha aggiunto.
Martin Schirdewan (GUE/NGL, DE) ha ricordato le dannose politiche di austerità attuate durante la crisi finanziaria e ha fatto appello alla signora Merkel affinché non commetta lo stesso errore due volte. Ha anche invitato la Germania a rendere pubblici e trasparenti i protocolli del Consiglio e a non bloccare più la proposta di tassa sulle grandi imprese digitali.

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Libia: Urso (FdI), governo riferisca subito in Parlamento e al Copasir

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“La “nuova” Libia che emerge dallo scontro in atto sarà di fatto divisa in due sfere di influenza: la Tripolitana sotto il tallone di Erdogan e la Cirenaica protetta da Putin. Italia fuori gioco? Il premier Conte riferisca in Parlamento. Questa è la peggiore sconfitta della storia della Repubblica Italiana”. È quanto ha scritto su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir. “Credo che il governo abbia il dovere di riferire in Parlamento, in Aula e nel Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono in gioco i nostri interessi nazionali nella Regione che è sempre stata considerata come di prioritario interesse strategico per l’Italia, sia sotto il fronte della sicurezza sia sotto quello dell’approviggionamento energetico”, conclude il senatore Urso.

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In Parlamento va in scena la propaganda

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia: “Giorgia Meloni ha dimostrato, per l’ennesima volta, come sia capace di far politica solo prendendo i bisogni imminenti della popolazione, trasformandoli poi in mera propaganda fine a se stessa”.Una dichiarazione di guerra nei confronti del Governo, quella della Meloni, la quale ha citato a più riprese la Costituzione, gridando allo scandalo e alla privazione di un diritto fondamentale, la libertà. “Una propaganda pericolosa perché fa breccia su chi è più stanco e non ne può più, anziché analizzare ed eventualmente criticare in modo costruttivo. Questa linea politica contribuisce solo a creare confusione dimostrando un maggior interesse verso i voti che non verso il bene del Paese”. Così il consigliere pentastellato attacca aspramente la battigia populista: “Forse è bene ricordare alla Meloni gli articoli 13 e 16 della Costituzione della repubblica italiana, soprattutto quest’ultimo, che cito testualmente: Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Basta cercare voti a tutti i costi, basta creare disinformazione”.Al netto della bandiera politica c’è da augurarsi un’unica cosa: che se l’opposizione fosse stata al Governo avrebbe adottato le stesse precauzioni, lo stesso rigore e le stesse regole. “Qui non si tratta di creare consensi, ma di salvaguardare l’interesse di una nazione di cui il Governo sta cercando di occuparsi, tramite continui sostegni sia alle imprese sia ai cittadini”. Un interesse che è stato esternato anche da quei tanti sindaci, che dalle idee più liberal – populiste dei governatori che disattendono le misure del Dpcm, prendendo le distanze. Non c’è nessun complotto in atto né nessuna voglia di far fallire un Paese. “C’è solo il bisogno – sottolinea Degli Angeli – di non vanificare gli sforzi fatti da tutti noi in questi 50 e passa giorni trascorsi. C’è il bisogno di guardare quei Paese che dopo aver allentato le misure restrittive, son tornati a stringere perché i contagi sono risaliti. C’è bisogno – conclude – di ascoltare i virologi e gli esperti, quelli veri”.

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Sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo il 16 e 17 aprile

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Bruxelles. il Presidente del Parlamento e i leader dei gruppi politici (Conferenza dei Presidenti) hanno tenuto una riunione a distanza e hanno deciso di convocare una sessione plenaria straordinaria giovedì 16 e venerdì 17 aprile a Bruxelles. All’ordine del giorno figurano un dibattito con il Consiglio e la Commissione e una votazione su una risoluzione relativa a un’azione coordinata dell’UE per combattere la pandemia COVID-19 e le sue conseguenze. Il Parlamento europeo è inoltre pronto a votare qualsiasi proposta legislativa o di bilancio preparata in tempo dalla Commissione europea per affrontare ulteriormente la situazione attuale.
La Conferenza dei Presidenti ha aggiornato il calendario delle attività del PE per introdurre date aggiuntive per le riunioni a distanza degli organi di governo, delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici del PE.I leader dei gruppi politici hanno inoltre espresso preoccupazione per le misure di emergenza recentemente adottate in Ungheria. La maggioranza dei gruppi ha chiesto al Presidente Sassoli di trasmettere le proprie riserve in una lettera alla Commissione, in cui si chiede di valutare la situazione e di considerare l’attivazione della procedura di cui all’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea (TUE). Tale procedura consentirebbe all’UE di garantire che i valori fondamentali europei non siano a rischio.Le attuali misure precauzionali adottate dal Parlamento europeo per contenere la diffusione del COVID-19 non incidono sui lavori relativi alle priorità legislative. Le attività di base sono ridotte ma mantenute, per garantire la continuità delle funzioni legislative, di bilancio e di controllo dell’istituzione.Il Parlamento ha inoltre accettato di introdurre un sistema alternativo di voto a distanza. Sulla base di ragioni di salute pubblica, esso consentirà lo svolgimento delle votazioni, con adeguate salvaguardie per garantire che i voti dei deputati siano individuali, personali e liberi.

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Parlamento diventi unità di crisi permanente

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

«Il Parlamento dovrebbe essere trasformato in una sorta di unità di crisi permanente nella quale poter lavorare quotidianamente, mettere insieme le energie migliori, fare proposte e dare risposte agli italiani. Cosa ben diversa da pretendere che mettiamo la faccia su misure che ci vengono comunicate un minuto dopo essere state decise. Mentre mezza Italia è al lavoro, il Parlamento non si può riunire una volta la settimana, con un’informativa del ministro Gualtieri e una informativa del premier che abbiamo chiesto noi. Vogliamo lavorare con serietà a un testo condiviso. Oltre a un tavolo tecnico è necessario un tavolo politico per le grandi scelte politiche di fondo. Vogliamo arrivare al miglior testo possibile condividendo le idee di ciascuno».Lo ha detto in una intervista a “La Stampa” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.«Soddisfatta delle risposte del premier Conte? Vediamo quali e quanti nostri emendamenti verranno accolti nel decreto Cura Italia. Ho però detto che non siamo disponibili a lavorare a scatola chiusa. Ribadisco che il decreto è solo un cerotto e non una cura noi non possiamo esprimere un giudizio se non sappiamo cosa ci sarà scritto nei decreti successivi. Vogliamo sapere complessivamente quanto spenderemo perché con 25 miliardi l’Italia non la curi. Ce ne vogliono tre, quattro di quei decreti».Sul Mes, spiega il presidente di FdI, «ho posto la questione facendo riferimento a quei Paesi che ci hanno sempre dato lezioni. Al presidente Conte ho detto chiaramente che non possiamo in alcun modo rischiare l’attivazione di condizionalità che sarebbero mortali per i risparmi degli italiani e ci ridurrebbero come la Grecia. Forse è meglio che ci riprendiamo i soldi che ognuno ha messo il quel fondo. Punto. L’Olanda dice che non consentirà l’attivazione senza condizionalità. Allora io ho detto a Conte: vi do un consiglio, andate alla riunione dell’Eurogruppo a porre il problema di quelle Nazioni che in Europa hanno attivato paradisi fiscali. Chiedete sanzioni per quei Paesi, come appunto l’Olanda, che drenano soldi dagli Stati membri consentendo alle grandi aziende di non pagare le tasse in Patria. Così vediamo se queste Nazioni, così brave a dare lezioni agli altri, abbassano le penne».

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Coronavirus, cittadini, lavoratori, consumatori senza Parlamento?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Il capo del Governo ci ha comunicato che ci sono ulteriori e necessarie restrizioni alla mobilità e alla definizione di servizi di primaria importanza. Lo sanno quasi tutti in Italia. Come, quando e dove, al momento, è tutto da sapere. Pensiamo a quelli che domani mattina lunedì dovranno sapere se recarsi al lavoro, in fabbriche e uffici. La giornata è ancora in corso. Le emergenze hanno questa caratteristica, altrimenti non sarebbero emergenze. Vediamo un po’ come si sviluppa la vicenda.
Ma a nostro avviso questo è uno dei problemi, non il più importante. Che invece resta quello di come le decisioni vengono prese e quali sono i filtri che le stesse passano dopo che sono diventate esecutive.
Si tratta di decreti, quindi il governo decide, i decreti sono subito esecutivi ed entro 60 gg il Parlamento deve convertirli in legge. Parlamento che nel frattempo dovrebbe funzionare a pieno ritmo anche per dare il suo contributo. Ma dov’è il Parlamento? Non ci sono le bombe che piovono dal cielo come nelle guerre tradizionali, per cui in questi casi sarebbe logico evitare le sedi tradizionali e, magari, istituire una sede clandestina dove le funzioni possano essere svolte. Il nemico è – come mediaticamente viene detto – invisibile, ma gli accorgimenti per evitare che entri nelle attuali sedi del Parlamento ci sono, e quindi le stesse possono funzionare più o meno a pieno ritmo. il problema è che dovrebbe essere convocato in una sorta di seduta permanente, chè tutti i parlamentari siano presenti a svolgere le proprie funzioni in modo efficace e tempestivo, correggendo le inevitabili storture che fisiologicamente possono essere contenute in un provvedimento urgente e perfezionando – forti del lavoro nelle commissioni e di un costruttivo dibattito in aula – le misure adottate per contrastare l’emergenza. I parlamentari sono stati eletti anche per questo motivo e, in questo momento, la loro presenza sul territorio è marginale mentre dovrebbe/potrebbe essere fondamentale nella sede istituzionale. Così, eventualmente, i problemi che potrebbero presentarsi per le decisioni prese in emergenza, potrebbero essere attenuati e non più tali. Crediamo che questo sia un dovere che i nostri eletti hanno nei confronti dei cittadini tutti: dei lavoratori, degli imprenditori e dei consumatori che sono i soggetti principali che devono sottostare all’emergenza ed organizzarsi di conseguenza. Altrimenti tutto diventa molto precario e confusionario. Le dichiarazioni dei vari politici hanno sicuramente i loro effetti, ma sono per l’appunto dichiarazioni. Si pensi a quando solo due giorni fa circolava insistentemente che sarebbero stati limitati gli accessi ai supermercati e le file gigantesche che si sono formate in tutte le città. E si pensi all’effetto contrario dopo l’annuncio del premier Conte, questa notte, che niente del genere era previsto, confortando le dichiarazione del capo della protezione civile che da alcuni giorni andava ripetendo che gli orari dei negozi più che ristretti (come chiedeva qualcuno, inclusi alcuni sindacati) andavano allargati. Ok: potere delle dichiarazioni e delle voci. Ma le certezze hanno bisogno di gambe. Tra queste sono essenziali nel gambe del Parlamento. Ci meritiamo e abbiamo bisogno di un Parlamento in seduta permanente. Grazie. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Parlamento in quarantena? Bisogna prevedere il voto elettronico

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Il Professore di Diritto Costituzionale Giulio Enea Vigevani è stato ospite di “Agenda Podcast”, i podcast prodotti dall’Associazione Luca Coscioni dedicati all’approfondimento sulla pandemia del coronavirus.Vigevani, colloquiando con Marco Perduca, ha fatto il punto delle misure adottate dal Governo in reazione al CoVid-19 e di come, anche in momenti straordinari come questo, debba essere comunque garantito il dibattito istituzionale e una partecipazione alla presa di decisioni anche da remoto facendo l’esempio di come si sia attrezzata la Spagna.“Vista l’eccezionalità del momento occorre una gran dibattito parlamentare, anche a distanza, per discutere dell’emergenza che può esser garantito con la tecnologia già in dotazione alle Camere. E’ possibile arrivare alla digitalizzazione del voto parlamentare – ha chiarito Vigevani -. In uno stato di emergenza, non completamente affrontato dalla nostra Costituzione, occorre far ricorso al buonsenso, varando nuove regole condivise e soluzioni pensate per consentire al Parlamento di riunirsi e discutere. Assicurando il rispetto di tutte le regole democratiche, occorre aprire ad alcune semplici e innovative modifiche come ad esempio l’istituzione di una commissione ristretta, ma rappresentativa, chiamata a discutere dei decreti da convertire. Successivamente, il voto di tutti i parlamentari, sarebbe poi gestito grazie al ricorso al digitale, tecnicamente la parte più semplice, grazie ai software di ultima generazione a nostra disposizione di sicura affidabilità. In alternativa l’intero dibattito potrebbe esser trasferito sul web. Reiterare i decreti all’infinito è una decisione costituzionalmente discutibile”. Vigevani ha poi ricordato che nei giorni scorsi, a seguito del lock down in Spagna “Il Parlamento di Madrid ha ratificato un trattato bilaterale con il voto a distanza. La Spagna è stata previdente perché già prevede nel suo ordinamento questa possibilità, occorre che anche l’Italia se ne doti”.”Il grande dibattito parlamentare davanti al Paese, evocato da Vigevani, è urgente e doveroso, proprio per la situazione di emergenza nella quale il Governo ha dovuto necessariamente agire – replica Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente di Science for Democracy-. Non deve essere una questione di maggioranza o opposizione, né una esigenza da limitare alle misure economiche, ma deve divenire una occasione per tutti di unire il Paese -seppure virtualmente- nella sede più propria per la democrazia, ascoltando il parere degli scienziati -i vertici dell’ISS, del CSS, del CNR e dell’AIFA- e rendendo conto pubblicamente delle motivazioni delle decisioni intraprese e di quelle che si preparano.

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Green Deal: Parlamento dà suo supporto e spinge per obiettivi più ambiziosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Ieri il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul Green Deal europeo, così come presentato dal Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel corso di un dibattito in Plenaria a dicembre. I deputati hanno accolto con favore il Green Deal e sono pronti a sostenere il piano di investimenti sostenibili. Chiedono anche un meccanismo di transizione adeguatamente finanziato per tutte le regioni dell’UE.Il Parlamento chiede una normativa ambiziosa in materia di clima e di portare al 55%, rispetto ai livelli del 1990, l’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne di GES (invece che “tra il 50% e il 55%”, come proposto dalla Commissione). Inoltre esorta la Commissione a presentare quanto prima una proposta in tal senso, onde consentire all’Unione di adottare tale obiettivo con largo anticipo rispetto alla COP26 di novembre. Infine, i deputati auspicano l’introduzione di obiettivi intermedi dell’UE per il 2040.Per prevenire il trasferimento delle emissioni di CO2, data la persistenza di diversi gradi di ambizione in campo climatico su scala mondiale, i deputati chiedono alla Commissione di lavorare a un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con l’OMC.I deputati sottolineano che modificheranno qualsiasi proposta legislativa per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Chiedono inoltre obiettivi più elevati per l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile, inclusi, per quest’ultima, obiettivi nazionali vincolanti per ogni Stato membro, e una revisione di altre normative UE nel campo del clima e dell’energia entro giugno 2021. La risoluzione è stata adottata con 482 voti favorevoli, 136 contrari e 95 astensioni.

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I leader del Parlamento decidono di congelare gran parte dei negoziati con il Consiglio sul bilancio pluriennale della UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

In seguito all’incapacità del Consiglio di compiere progressi nella sua proposta per il quadro finanziario pluriennale (MFF) 2021-2027, i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo hanno convenuto di sospendere gran parte dei negoziati sul futuro bilancio dell’UE. Hanno deciso anche di sospendere i colloqui su accordi temporanei o parziali, chiarendo che “nulla è accordato fino a quando tutto è accordato”.Commentando la decisione, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha dichiarato:“I governi nazionali assegnano costantemente nuovi compiti e responsabilità all’UE, dalla gestione delle frontiere alla lotta ai cambiamenti climatici. La nuova Commissione europea ha annunciato un programma ambizioso, con, ad esempio, il Green Deal presentato la scorsa settimana. I cittadini dell’UE ce lo hanno chiesto, ma non saremo in grado di fornire risultati se non avremo un bilancio dell’UE adeguatamente finanziato.“Siamo molto delusi dalla mancanza di urgenza da parte dei governi nazionali. Le recenti proposte del Consiglio non sono all’altezza delle aspettative dei gruppi politici del Parlamento. Siamo pronti a negoziare in uno spirito di dialogo costruttivo, ma non possiamo accettare un bilancio che non è in grado di mantenere le promesse fatte ai cittadini dell’UE. Finché non ci saranno progressi da parte del Consiglio, non possiamo continuare questi colloqui.”Abbiamo ricevuto segnali positivi dalla prossima presidenza croata del Consiglio e dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel, speriamo di poter presto avviare veri e propri negoziati sul MFF. Tuttavia, affinché ciò accada, abbiamo bisogno che tutti i governi nazionali prendano sul serio un bilancio dell’UE in grado di rispondere alle richieste dei cittadini”.

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Il Parlamento intensifica gli sforzi per migliorare le sue prestazioni ambientali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Lunedì l’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, l’organismo che stabilisce le regole di lavoro dell’istituzione, ha presentato obiettivi ambientali ambiziosi per la legislatura 2019-2024.Il Parlamento europeo si impegna a contribuire allo sviluppo sostenibile in termini politici, legislativi e operativi. I nuovi obiettivi per il 2024 comprendono:
· una riduzione dell’impronta di carbonio di almeno il 40% rispetto al 2006
· ridurre le emissioni di carbonio dei trasporti di persone del 30% rispetto al 2006
· una riduzione del consumo di energia di almeno il 20% rispetto al 2012
· ridurre il consumo di carta del 50% nel periodo 2019-2024 rispetto al 2010-2014.
Gli obiettivi riguardano anche la riduzione e la gestione dei rifiuti, il consumo di acqua, le energie rinnovabili e gli appalti pubblici verdi.
Cosa è stato realizzato finora: alcuni esempi
· Il Parlamento europeo è stato la prima istituzione dell’UE neutrale dal punto di vista dell’impronta di carbonio al 100%, compensando tutte le emissioni attualmente irriducibili;
· Il Parlamento ha ottenuto una riduzione delle emissioni di carbonio del 37,7% (rispetto al 2006);
· L’elettricità “verde” al 100% viene utilizzata nei tre luoghi di lavoro (Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo) dal 2006;
· L’infrastruttura tecnica (pompe di calore, sistemi di raffreddamento, ecc.) è più efficiente dal punto di vista energetico;
· Vengono utilizzati treni ad alta velocità al posto dei voli charter tra Bruxelles e Strasburgo;
· Flotta di auto completamente elettriche entro il 2024;
· La flotta di biciclette è in costante aumento e sono state introdotte e-bike/scooter;
· Il consumo di gas, olio combustibile e teleriscaldamento per ETP è stato ridotto del 20,6% dal 2012 al 2018;
· Dal 2012 il consumo di elettricità è diminuito del 14,9%;
· Il tasso di riciclaggio dei rifiuti è aumentato al 69,1%;
· La plastica monouso viene gradualmente eliminata: ad esempio, verranno eliminate le bottiglie di plastica nelle riunioni e le bottiglie di plastica da tutti i distributori automatici, bar, ristoranti e altri punti vendita nei tre luoghi di lavoro.

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Eurobarometro: lotta al cambiamento climatico la priorità per il Parlamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Il nuovo Eurobarometro individua nella lotta ai cambiamenti climatici la massima priorità per il Parlamento ed evidenzia la grande influenza dei giovani scesi in piazza negli ultimi mesi.”Combattere i cambiamenti climatici e preservare il nostro ambiente, gli oceani e la biodiversità” dovrebbe essere la principale priorità del Parlamento europeo (PE), secondo la maggioranza dei cittadini dell’UE consultati in un nuovo sondaggio Eurobarometro commissionato dal PE e condotto nell’ottobre 2019. I cambiamenti climatici erano già stati indicati come una delle principali ragioni per votare alle elezioni europee dello scorso maggio, in particolare per i giovani. Ora, per la prima volta, i cittadini mettono i cambiamenti climatici in cima all’elenco delle priorità in un Eurobarometro.In totale, il 32% degli europei indica la lotta contro i cambiamenti climatici e la salvaguardia dell’ambiente come le questioni più importanti all’esame dei deputati. È il tema più citato in 11 Stati membri, in particolare in Svezia (62%), Danimarca (50%) e Paesi Bassi (46%).In Italia la lotta ai cambiamenti climatici è – insieme all’immigrazione – il secondo tema che il Parlamento dovrebbe affrontare come priorità (25% degli intervistati). A guidare la classifica è la lotta alla disoccupazione (37%).L’indagine Eurobarometro ha anche chiesto agli intervistati quale minaccia ambientale andrebbe affrontata con più urgenza. La maggioranza assoluta (52%) ritiene che si tratti dei cambiamenti climatici, seguiti da: inquinamento dell’aria (35%), inquinamento marino (31%), deforestazione e crescente quantità di rifiuti (entrambi il 28%).Anche in Italia i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico sono i temi più citati (rispettivamente 46% e 41%), seguiti però dalla quantità crescente di rifiuti (38%).
Il Presidente del Parlamento David Maria Sassoli, (S&D, IT), che sarà a Madrid per partecipare all’apertura della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP25, ha dichiarato: “Questo sondaggio mostra chiaramente che gli europei vogliono che l’Unione sia in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Nella plenaria appena conclusa a Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che dichiara l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. Stiamo ascoltando i nostri cittadini e sottolineando la necessità di andare oltre le parole per agire immediatamente”.

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Il Parlamento voterà la nuova Commissione europea

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Bruxelles. La votazione in Plenaria si terrà il 27 novembre a mezzogiorno, dopo la presentazione da parte di Ursula von der Leyen del Collegio dei Commissari e del loro programma.Il Presidente del PE David Sassoli ha dichiarato: “Negli ultimi due mesi, il Parlamento europeo ha svolto il suo ruolo democratico, fornendo un controllo reale dei commissari proposti. Le audizioni sono state dettagliate e talvolta difficili, ma offrono ai membri un modo unico e trasparente per verificare se i commissari designati siano pronti per il lavoro che li attende. Oggi abbiamo completato la valutazione finale e siamo pronti a votare sull’intero Collegio dei Commissari la prossima settimana.”Ha poi aggiunto: “Nei prossimi cinque anni l’Europa ha molti temi da affrontare, dalla ricerca di soluzioni a lungo termine in materia di migrazione e asilo fino alla leadership mondiale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Abbiamo bisogno di una Commissione europea pronta ad agire sulle questioni che interessano i cittadini europei. In quanto legame diretto con i cittadini UE, il Parlamento continuerà a chiedere conto alla Commissione e a garantire che mantenga le sue promesse”.A seguito di uno scambio di opinioni con i tre vicepresidenti esecutivi della Commissione Frans Timmermans, Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis, la Conferenza dei Presidenti (CoP) del Parlamento ha proceduto alla valutazione finale delle audizioni di tutti i commissari designati.Dopo aver analizzato le lettere di valutazione delle commissioni parlamentari competenti e la raccomandazione della Conferenza dei Presidenti di commissione, la CoP ha dato il suo via libera e dichiarato ufficialmente chiuse le audizioni.

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Audizione in Parlamento Ministro della Difesa Guerini

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Per il Sindacato Aeronautica Militare – SIAM è stato un intervento deludente e con una incomprensibile disattenzione verso il personale militare.Dal recente intervento in Commissione Difesa del Ministro Guerini emerge un preoccupante distacco dalla realtà riferita al personale delle forze armate, in particolare quando ha parlato di risultati soddisfacenti in tema di correttivi al riordino in totale controtendenza con quanto, invece, è la percezione del personale militare. Inoltre, anche quando vagamente cita il percorso parlamentare del ddl sui sindacati militari, il Ministro Guerini auspica “soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti “, confondendo il riconoscimento di diritti fondamentali previsti dalla Costituzione con gli interessi di alcuni non ben specificati soggetti.
Il SIAM esprime preoccupazione per queste prime dichiarazioni del Ministro, a nostro avviso molto confuse, specialmente in tema di personale e di diritti. Attendiamo, pertanto, di incontrarlo presto per approfondire e chiedere maggiore chiarezza e determinazione su certi temi. Il Sindacato Aeronautica Militare è sempre dalla parte del personale e senza mezzi termini pretende dal massimo responsabile politico del dicastero Difesa maggiore attenzione ai tanti temi di interesse dei militari. Andremo avanti in questa battaglia che si prefigura lunga e dura – conclude nella nota il Segretario Generale Paolo Melis – e non escludiamo che possano svolgere un ruolo decisivo nuovi pronunciamenti delle Corti di Giustizia.

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