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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘partigiani’

Roma ricorda partigiani Gori e Righi, desaparecida Erize, architetto Ersoch e musicista Urbani

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2017

campidoglioRoma, Presto a Roma nasceranno quattro luoghi che avranno i nomi di personalità che alla Capitale hanno donato, seppur in forme diverse, il proprio contributo. La Giunta capitolina ha approvato oggi una memoria per l’intitolazione di nuove aree in tre Municipi di Roma: il II, il VI e il XIV.In particolare nel II Municipio, all’interno di Villa Borghese e lungo viale degli Ippocastani nascerà “Largo Gioacchino Ersoch: Architetto del Comune di Roma (1815-1902)”. Ersoch negli anni realizzò numerosi progetti di opere urbanistiche come la fontana con l’orologio ad acqua e la vicina Casina oltre a condurre i lavori di emersione di una parte dell’Ara Pacis e il Mattatoio di Testaccio.
Nel VI Municipio invece sorgerà “Parco Marie Anne Erize: Desaparecida (1952-1976)” compreso tra Via Amico Aspertini e Via Tor Bella Monaca. Erize, argentina impegnata profondamente nel sociale, abbandona la professione di modella per dedicarsi all’aiuto degli immigrati. Nel 1973 diviene attivista nel movimento peronista Montoneros. A seguito del colpo di stato del 1976 fu sequestrata e scomparse. Nel 2000 il principale imputato dell’assassinio, l’ex maggiore Jorge Olivera, fu bloccato a Roma mentre si trovava in vacanza.
Due le intitolazioni che invece sorgeranno nel XIV Municipio: “Giardino Massimo Urbani: Musicista jazz (1957-1993)” e “Parco Guido Gori e Antonio Righi: Partigiani eroi della Resistenza (1943)”. Urbani, nato e vissuto nel quartiere di Monte Mario, studia il clarinetto a 11 anni e poi il sassofono con uno stile si rifà agli insegnamenti di Charlie Parker e Albert Ayler. Invitato da Enrico Rava in America, sparisce per alcuni giorni. La notte tra il 23 e il 24 giugno 1993 muore per collasso cardiocircolatorio. È considerato uno dei maggiori interpreti della storia del jazz. Il quartiere di Monte Mario è storicamente noto anche per la sua attività antinazifascista. Il 26 ottobre 1943 viene messo sotto assedio dalle SS e i partigiani Guido Gori e Antonio Righi, già arrestati il 24 ottobre vengono condotti poi verso la campagna per poi essere trucidati a colpi di mitra.

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Il 12 gennaio 2012 è mancato Giorgio Franceschini

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Presidente della Sezione di Ferrara dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Giorgio Franceschini nato a Ferrara il 15 maggio 1921 è stato un dirigente della gioventù dell’Azione Cattolica. Ha prestato servizio militare nella seconda guerra mondiale con il grado di Sottotenente di Fanteria. Nel 1944 ha fondato il primo nucleo clandestino della Democrazia Cristiana ferrarese e la ha rappresentata nel Comitato di Liberazione Nazionale Clandestino della provincia di Ferrara. E’ stato Segretario provinciale della DC e Sindaco di Masi Torello. La presidenza nazionale ricorda con dolore e riconoscenza il contributo dato da Giorgio Franceschini alla vita civile e politica della nostra patria seguendo i principi che avevano animato la Resistenza e la rinascita del nostro paese. Rivolge le sue più sentite condoglianze alla famiglia ed al figlio On. Dario Franceschini.

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Attestati in onore partigiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Italian resistance movement partisans parading...

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Torino 19 novembre alle 10,30 Palazzo della Provincia si terrà la cerimonia di consegna degli attestati d’onore ai partigiani di Torino e provincia che si sono distinti nei 20 mesi della Resistenza al nazifascismo e della guerra di Liberazione.La cerimonia è organizzata dalla Città di Torino e dalla Provincia. Gli attestati saranno consegnati dal Presidente della Provincia Antonio Saitta. Alla cerimonia sono stati invitati i Sindaci dei 315 Comuni della Provincia.
Il Presidente Saitta sottolinea che “la consegna dell’attestato d’onore ai nostri concittadini che lottarono per la riconquista della libertà e dell’indipendenza nazionale è un piccolo ma significativo gesto di riconoscenza, per i sacrifici che sopportarono negli anni giorvanili, garantendo a tutti noi il bene supremo della democrazia. Il Teatro Regio è una degna cornice: è stato scelto uno dei teatri più prestigiosi d’Italia per ringraziare coloro che furono protagonisti di una delle pagine più drammatiche ed allo stesso tempo luminose dei 150 anni della storia dell’Italia unita”.

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I fantasmi del cansiglio

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2011

Oderzo piazzagrande mercato

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Di Antonio Serena prefazione di Francesco Lamendola. Eccidi partigiani nel Trevigiano 1944-1945 Nel corso della guerra civile 1944-45 la provincia di Treviso è stata una delle zone più martoriate d’Italia. La presenza sul Cansiglio di un nutrito gruppo di partigiani bolognesi inviati dai vertici del Partito comunista italiano contribuì a far lievitare lo scontro fra le parti e il numero dei morti in una zona tradizionalmente poco incline alla violenza. A Valdobbiadene, Oderzo, Ponte della Priula, Revine, Mignagola di Carbonera i battaglioni degli emiliani furono responsabili di efferati eccidi, ma alla resa dei conti, durante i rastrellamenti nazisti del Grappa e del Cansiglio, dimostrarono tutta la loro inconsistenza. Pagine 308 (testo: 282 + inserto: 1/26) Euro 18,00 Codice 14235E EAN 978-88-425-4683-2

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Referendum: I partigiani italiani dalla repubblica ceca

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Il risultato del voto referendario ha fatto registrare una schiacciante vittoria dei comitati promotori e delle forze politiche che lo hanno sostenuto a fronte di una ulteriore sonora sconfitta dei sostenitori dello ”andiamo al mare”. L’affluenza alle urne intorno al 57% relativa esclusivamente al voto dei residenti in Italia ha dimostrato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il saluto pieno di speranza dall’Associazione Partigiani all’arrivo di un vento nuovo che soffia sul Paese subito dopo i dati delle scorse amministrative, aveva fondati motivi per essere fatto. La società italiana ha confermato con la sua rinnovata voglia di partecipare alla vita democratica del Paese, la bocciatura di una pratica politica lontana dalle sue reali esigenze e la richiesta di voler riprendere in mano le sorti del suo destino, senza deleghe in bianco, in assoluta convergenza con l’azione ed i valori che l’ANPI promuove da sempre. Il fatto che per questa tornata referendaria sia risultato ininfluente il voto dei cittadini italiani all’estero per il raggiungimento del quorum, non significa che il problema non vada affrontato erisolto al più presto.
L’ANPI Sezione Repubblica Ceca preannuncia a tale proposito che si spenderà al limite delle sue possibilità affinché all’interno di una riforma complessiva ormai necessaria delle norme che regolano l’istituto referendario, si affermi il diritto irrinunciabile della partecipazione dei residenti all’estero con meccanismi certi ed affidabili. (Elio Rampino)

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Gaetano Paolo Agnini: Don Gnocchi alpino cappellano

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 Mag 2011

Prefazioni del Cardinale Dionigi Tettamanzi e di Monsignor Angelo Bazzari Sulle tracce di Don Gnocchi, dall’Albania alla Russia fino al drammatico ritorno in patria con i pochi superstiti. La testimonianza di chi ha conosciuto il Beato don Gnocchi, alpino e cappellano che, rientrato in Italia, percorse centinaia e centinaia di chilometri per sostenere le famiglie dei caduti e dei partigiani, attività che continua tuttora grazie alla Fondazione che porta il suo nome e che è testimonianza attiva e continua della santità che non ha fine. Pagine 176 (testo: 160 + inserto: 1/16) Euro 15,00Codice 14224G EAN 978-88-425-4660-3 Mursia editore.

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I° Congresso del Sud e l’Uomo qualunque

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Gaeta 19 giugno 2010 nella mattinata presso Hotel Mirasole Via Firenze, 5 Gaeta (Lt) iniziano i lavori del I° congresso del Sud promosso da cinque soggetti politici e rappresentate da Francesco Strafalaci (Sicilia Federale), Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud),  Antonio Ciano (Partito del Sud – Alleanza meridionale), Antonino Calì (Movimento per il Sud),  Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti), Cinque sigle che cercano una sintesi, ma anche il diffuso desiderio di quanti, e non sono pochi, di trovare un riscontro in coloro che in qualche modo cercano d’uscire dalla trappola partitica delle clientele, del voto scambio, degli interessi partigiani per restituire alla politica la sua ragione d’essere. A questo punto, pur nel rispetto dei tempi storici in cui si è maturata un’altra vicenda, quella per intenderci dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini nella seconda metà degli anni quaranta, mi pare di risentire la stessa aria di fronda per una classe politica che sta mettendo Ko un intero popolo. Come, ad esempio, non condividere le parole di Giannini allorchè esclama: “Bisogna distruggere il mito del capo, dell’uomo provvidenziale” che opprime la folla anonima e la manda a morire in guerra solamente per soddisfare le proprie ambizioni”. Lo diceva, ovviamente, riferendosi alla guerra scatenata da Mussolini e che tanti lutti stava provocando compreso il suo diletto figlio Mario morto in battaglia nel 1942. Oggi, per nostra fortuna, non si tratta di una guerra, ma senza dubbio di un danno da non sottovalutare non riuscendo la politica ad arginare la sete di potere, il cinismo, l’ingordigia di quanti in nome del “popolo sovrano” fanno scempio della sua dignità e lo umiliano impoverendolo. Ma Giannini può anche diventare un motivo di riflessione allorché si mise a capo di un movimento chiamato “Fronte dell’Uomo qualunque” e il cui motto era “non ci rompete le scatole”. Un movimento che gli storici considerarono una sorta di pseudo-ideologia che sbocciò con la fondazione di un partito. Fu una formula indovinata se si pensa che nelle elezioni politiche del 1946 questo figlio del Sud nato a Pozzuoli e cresciuto a Napoli, ottenne il 5,3% dei voti. E furono voti popolari, ovvero non strumentalizzati, non foraggiati da congreghe affaristiche, ma osteggiato dai partiti tradizionali. L’errore di Giannini fu, semmai, quello di cedere alle sirene partitiche ondeggiando tra il Pci di Palmiro Togliatti alla Dc di De Gasperi, al Movimento sociale italiano e per finire ai socialisti e ai monarchici. Ciò segnò la fine del suo movimento e ciò diventa anche per noi una seconda lezione: legarsi al carro degli attuali partiti significa tradire la vera causa di una lotta fatta per impostare una diversa visione della politica che sappia partire dal popolo e ritrovarsi in sintonia con il popolo in ogni atto del suo mandato di rappresentanza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it).

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Fiaccolata a Forlì contro il decreto salva liste

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Forlì 9 marzo (ritrovo alle 20.15 in piazzale della Vittoria) Una grande fiaccolata per affermare anche da Forlì un no forte e chiaro al decreto salvaliste varato dal Governo e per difendere Democrazia e Costituzione. È l’evento organizzato, dalla coalizione del centrosinistra forlivese assieme a tanti movimenti, associazioni, singoli e liberi cittadini. Un evento collettivo che si articolerà con una fiaccolata che da piazzale della Vittoria percorrerà corso della Repubblica, piazza Saffi, corso Garibaldi per concludersi in piazza Ordelaffi, davanti alla Prefettura. A chiudere la manifestazione sarà l’unico intervento della serata, quello che svolgerà l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) per ricordare a tutti la straordinaria attualità dei principi fondanti della Costituzione e di quei valori di libertà, uguaglianza e democrazia per i quali tanti cittadini hanno combattuto al prezzo della vita, anche nel territorio forlivese.

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Nomine coordinatori regionali Movimento Sud diritti

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Il Movimento Sud dei diritti di cui è segretario nazionale Girolamo Foti detto Mirco sta mettendo a punto il suo organigramma nazionale con le nomine dei responsabili regionali, provinciali e locali. Non si tratta di un partito, nel senso letterale della parola, ma di un movimento d’opinione che cerca di fare chiarezza sui diversi aspetti della vita sociale, culturale e politica italiana. Diciamo che tenta di ricomporre le lacerazioni che la società civile ha prodotto e in alcuni casi continua nel rendere più profondo il solco tra l’area del benessere e quella del disagio. Ma cerca anche di risvegliare l’idea di una Italia unita e solidale che cura le passioni non per alzare steccati partigiani e campanilismi, ma per ritrovare il comune interesse che è quello di vivere in pace, di rispettare le leggi e di assicurare un lavoro a tutti. Ma ciò non si crea dal nulla. Proviene dagli insegnamenti dei nostri padri, ritrova il seme nella conoscenza tra i banchi della scuola e nell’ascolto di chi ha vissuto e ha raccolto grandi esperienze. Questa continuità non si sottrae al nuovo e al diverso che si profila ma non sarà mai nuovo e diverso se perdiamo al tempo stesso i valori che si maturano al proprio interno e che sono immutabili. E’ uno sforzo ambizioso che può rendere scettici chi vive nell’amarezza, si scontra con le passioni quotidiane, le contraddizioni del sistema, la corruzione imperante, i cattivi esempi di taluni maestri, delle stesse guide spirituali e politiche. Ma è come se ci trovassimo davanti ad un campo coltivato a grano. Dentro vi alberga anche la gramigna. Essa cerca di soffocare la buona spiga, di avvizzirla e talvolta vi riesce. Ma alla fine il buon agricoltore avrà il suo campo di grano e sul suo desco troverà il frutto del suo lavoro. Oggi tutto ciò è reso ancora più arduo che in passato perché la pianta parassita riesce a camuffarsi e occorre un occhio più attento ed esercitato per individuarla. E se usciamo dalla metafora dobbiamo parlare di disinformazione. A volte capita anche a noi di prendere lucciole per lanterne. Ciò cosa significa? Vuol dire una sola cosa: tenere gli occhi ben aperti e mettere le nostre capacità al servizio di una causa che sappia rafforzare la nostra vista e offrirci la possibilità di vedere ciò che gli altri vorrebbero che non vedessimo. Se è questo, come credo, l’impegno del Movimento Sud dei diritti, io lo sottoscrivo. (Riccardo Alfonso)

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Acqua pubblica o privata?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2009

E’ all’ordine del giorno la discussione sul cosiddetto mantenimento del servizio pubblico o la cessione ai privati. I partigiani di quest’ultima ipotesi dicono tutto e il contrario dello stesso: negano che si tratti di privatizzazione ma non entrano nel merito. I partigiani dell’acqua “pubblica” sembrano marziani in Terra, come se l’attuale servizio pubblico -che difendono- avesse a che fare con il bene pubblico. I modelli in corso e proposti sono quelli su cui siamo intervenuti piu’ volte denunciando furberie, ladrocini, fino a truffe vere e proprie ora al vaglio dell’autorita’ giudiziaria. Noi non abbiamo una formula vincente ma, al momento, una sola preoccupazione: che a pagare, senza servizio o con un pessimo servizio, sia sempre l’anello finale, l’utente. Una cosa e’ certa: il servizio pubblico erogato fa schifo e non è economico. Ci sono delle eccezioni, ma non schiaffeggiamo la realtà se asseriamo che mediamente è così. I problemi centrali sono quattro e, non a caso, legati all’assenza di mercato: 1 – le societa’ erogatrici dei servizi sono si’ private ma con -prevalente o meno- capitale pubblico, cosiddette societa’ miste; 2 – lo Stato (o altro ente pubblico) che dovrebbe controllare, di conseguenza, e’ in palese conflitto di interessi, dovendo controllare se stesso; 3 – la concorrenza territoriale non esiste, perche’ l’utente ha a disposizione sempre e solo un erogatore del servizio. Che, di conseguenza, non agisce con logiche di mercato per avere nuove adesioni al proprio servizio, ma e’ dedito solo al piu’ intenso sfruttamento dei propri sudditi, con la costante minaccia di interruzione di un servizio a cui nessuno, in quanto unico, puo’ rinunciare; 4 – non esiste un mercato e un business del settore, se non transitando nei meandri delle amministrazioni e dei partiti che le gestiscono, dovendo genuflettersi agli stessi e, quindi, senza possibilita’ di offrire alternative. Una realta’ con la quale occorre confrontarsi perche’ va superata. L’attuale assetto del servizio pubblico e’ un danno per gli utenti e per le casse dello Stato. Un ipotetico assetto ancora piu’ centralistico e monopolista non e’ realizzabile visto il contesto e gli impegni economici del nostro Paese in sede Ue e viste le disastrose esperienze passate la cui eredita’ e’ la principale responsabile del presente. Noi nel frattempo siamo dalla parte dell’utente, per difenderlo dai soprusi della quotidianità. Facciamo “riduzione del danno”. E ne facciamo tesoro per capire e partecipare con idee e proposte verso un nuovo assetto che abbia al centro l’utente e un binomio: il diritto al servizio e la liberta’ di scelta dello stesso.

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La nazione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

La sua dimensione non riesce ancora a scrollare di dosso il peso dei nazionalismi settoriali e partigiani nonostante la constatazione che solo nel suo insieme l’Europa può definirsi, dall’ultima grande guerra in poi, una delle tre regioni del mondo più prospere. Il tutto, com’è noto lo si deve al quel piccolo drappello di sei paesi che, nel 1950, diede il via alla nascita della Cee e che oggi è diventata di 15 paesi e che, nei prossimi anni crescerà ancora di più fino a portare la estensione pari alla sua grandezza geografica. Nonostante questo indubbio successo del processo integrativo, pur lungo e sofferto, si avverte un po’ ovunque la necessità d’imprimere una marcia in più per far fronte alle due nuove grandi sfide che, più delle altre, attendono al varco l’Europa. Una è interna, con il raddoppio degli stati membri e l’altra è esterna di fronte ad un mondo globalizzato e in costante mutazione per stabilire un ruolo di potenza in grado di contribuire al nuovo ordine planetario. Oggi il suo modello politico è quello di una unione di popoli e dei loro Stati-nazione. In pratica si rivela un modello ibrido che non riproduce quello degli Stati federali e che richiede ancora una approfondita messa a punto. Non vi è dubbio che il più grosso nodo da sciogliere è la rinuncia degli Stati membri ad una loro esclusiva sovranità per delegarla ad una autorità centrale. Se non raggiungiamo questa meta, sia pure per gradi, non riusciremo a definire in misura compiuta il progetto unitario della nazione europea. Eppure sin da ora abbiamo tutti gli strumenti per farlo. Abbiamo, tanto per cominciare, un Parlamento europeo democraticamente eletto dai cittadini dell’Unione, ma non riusciamo ad esprimere, dal suo interno, un Governo della comunità. Lo ricerchiamo altrove ma in misura artificiosa e largamente condizionata da interessi nazionali. Se non sblocchiamo questa situazione l’Europa non sarà né ora né mai una identità unitaria ben definita ed operativa e la stessa convenzione per la costituzione europea avrà il tempo che trova.

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Fosse ardeatine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

“Non dimenticare e soprattutto conoscere la nostra storia è fondamentale per i giovani. L’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, dove 335 italiani persero la vita il 24 marzo 1944 per rappresaglia dopo l’attentato partigiano, è un terribile passato che solo la memoria può evitarne il ripetersi>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme e Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Forum Nazionale dei Giovani in merito all’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.”; C’erano anche dei ragazzi – prosegue Lentino – in quelle 335 vittime. Persone alle quali la barbarie ha privato di un futuro; noi giovani abbiamo il compito oltre di conoscere la storia anche di facilitare quel ponte generazionale fondamentale per non rivedere più tragedie simili>>.<< La storia è importante, oggi ricordiamo chi ha dato la vita affinchè il nostro Paese fosse una democrazia libera. Dovremmo  – conclude l’esponente del Forum Nazionale dei Giovani – far tesoro di tutto questo, e tramandarlo un domani”.

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