Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘partita’

Elezioni Usa, una partita tutt’altro che chiusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Se in Italia e in Europa possiamo stare tranquilli almeno circa la stabilità politica nel breve termine, forse, per la prima volta dopo anni, possiamo non guardare con invidia all’offerta politica d’Oltreoceano. Novembre si avvicina, e con esso anche le elezioni per il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. La settimana scorsa Joe Biden, al termine di una surreale convention virtuale di partito, ha accettato ufficialmente la candidatura a leader democratico. In questi giorni è in corso invece la riunione del Partito Repubblicano, che dovrebbe rilanciare la candidatura dell’attuale presidente Donald Trump.La partita si preannuncia molto combattuta: nonostante i sondaggi vedano Joe Biden condurre con un sostanziale vantaggio, ci sono molto motivi per ritenere che sia tutt’altro che chiusa.Molti sostenitori di Trump non sono disponibili a rendere pubblico il loro sostegno; lo abbiamo già visto alle elezioni del 2016, quando i sondaggi davano la Clinton in vantaggio di circa il 5%.Su alcuni temi, prevalentemente economici, Trump gode ancora di un vantaggio di percezione sul suo rivale. Anche la tensione con la Cina potrebbe aiutare il candidato repubblicano, che nell’immaginario collettivo è percepito come uomo forte e grande negoziatore.
Negli ultimi dieci anni i sondaggi sono stati tutt’altro che infallibili. Soprattutto negli Stati più in forse (Arizona, Wisconsin, Florida), e quindi decisivi per la vittoria, il vantaggio dei democratici è molto inferiore a quello nazionale indicato dai sondaggi, senza contare che, storicamente, a livello nazionale, i sondaggi hanno avuto un margine di errore superiore.La base repubblicana dei votanti è stata forse meno colpita sia dal punto di vista sanitario che economico dalla recente pandemia di Covid-19 e quindi risulta meno ricettiva rispetto a certe tematiche. È indubbio che la recessione in corso, la crisi sanitaria e il movimento abbiano comunque riaperto una partita che fino a pochi mesi fa sembrava definitivamente chiusa. Se confrontiamo i sondaggi attuali con quelli dello stesso periodo relativi alle elezioni 2016, il vantaggio del candidato democratico appare decisamente più ampio.

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L’Italia deve giocare da protagonista la partita del Green Deal

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Lo deve far valere con il suo peso politico ed economico sul tavolo europeo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Questa fase di ripartenza è un’occasione unica: Il nostro Paese ha tutte le carte in regola per far sì che il rilancio dell’agricoltura e degli altri settori produttivi avvenga su basi completamente nuove.La ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova ha fissato obiettivi chiari nella Strategia nazionale per il Sistema Agricolo: lotta al dissesto idrogeologico e tutela di suolo, acqua e foreste; tracciabilità dei cibi; sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli – continua Tiso. Lo stesso Governo, in questi mesi, ha riconosciuto che lo sviluppo sostenibile e il contrasto alla crisi climatica passano dal settore primario.Crediamo che promuovere un Green New Deal significhi soprattutto investire i nuovi fondi europei per sostenere le realtà che già operano con profitto sul nostro territorio. Alla politica spetta il compito di riconoscere questa ricchezza, prendendo una direzione precisa, e introdurre le innovazioni tecnologiche che permettono di migliorare la produttività nel pieno rispetto dell’ambiente. Al Governo italiano chiediamo pertanto di valorizzare le imprese che utilizzano metodi agroecologici, prevedendo meccanismi premianti, e di promuovere una graduale transizione verde delle imprese ancora legate ai vecchi modelli produttivi agroindustriali.

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Bigenitorialità e parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

La bigenitorialità è legge dal 2006, ma ancora i tribunali non riescono proprio a farsela andar giù. Con pronunce altalenanti, infatti, o di riffa o di raffa, emerge sempre un genitore di serie A e uno di serie B (generalmente il genitore di sesso maschile).
A volte, invece, la superiorità genitoriale di genere femminile è a tal punto postulata che non si sente neppure il dovere di argomentare il perché si chiedano o si concedano provvedimenti sui figli, squilibrati verso l’altro genitore.
Né, del resto, gli stessi giudici sentono vigente un obbligo motivazionale relativo alla suddetta falsa applicazione della legge.
Oppure lo hanno fatto con delle pseudo motivazioni:
1) la bigenitorialità è un principio che va declinato, di volta in volta, non garantendo “parità” di tempi per l’uno e l’altro genitore, ma garantendo solo un imprecisato continuativo “rapporto” con entrambi. Ma che vuol dire, se ciò non prevede poi la parità dei tempi di permanenza dei figli con ciascuno?
Per molte corti, infatti, bigenitorialità può voler dire ad esempio, che se io padre vedo mia figlia di 5 anni una volta alla settimana, dovrei esser a posto, avendo comunque ottemperato al diritto dovere di essere padre, ed avrò con lei un “rapporto al pari della madre”. Molte altre corti hanno fatto persino di peggio, “garantendo” al padre e al figlio una frequentazione di un giorno ogni quindici
2) l’infondato principio psicologico della maternal preference
3) l’esigenza di non “sballottare” il minore, che comporta, chissà perché, sempre la prevalenza della domiciliazione presso la madre, anziché presso il padre.
A ben vedere, nessuna di queste, che chiamo pseudo motivazioni non a caso, ha alcuna ragionevole logica, e di certo non trova in sé la forza di privare il figlio della presenza stabile, paritaria, sebbene turnaria, del genitore che, guarda caso, è sempre il padre.Il risultato è preservare lo status quo. Lo status che vede e vuole confinare il ruolo della donna principalmente nell’ambito familiare (del resto è un lavoro a tempo pieno fare il genitore, soprattutto di figli in età scolare). E che per farlo talvolta mal utilizza l’artificio del ritenerla “migliore” dell’uomo, più adatta, più devota, meno impegnata altrove ecc. Con la conseguenza che il padre si sentirà meno padre, meno bravo, meno devoto, più impegnato altrove ecc…
Il risultato è che i figli cresceranno in questo terreno culturale stereotipato, con i simboli e gli esempi della genitrice collocataria e prevalente, e del genitore delle “visite”.
Credo sia importante, lo dico da avvocata, da madre e da figlia di genitori separati negli anni 80, che i padri colgano l’opportunità della separazione per essere – e se del caso diventare- a pieno genitori di serie A. Ancor più importante che, al contempo, le madri accettino di avere un co-genitore al proprio pari e le conseguenze anche economiche del mantenimento diretto.Per far questo anche la magistratura dovrà applicare con rigore le norme disattese in punto di bigenitorialità, chiamiamola “perfetta”, non lasciando tracce del passato nelle generazioni di oggi. Sono sfide psicologiche e culturali senza le quali, però, non potrà esistere alcuna vera parità di genere. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Ue: Italia assente in fondamentale partita per agenda europea

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

“Il Consiglio europeo del 28-29 giugno deciderà le cosiddette raccomandazioni specifiche agli stati che riguardano le riforme che l’Unione europea chiede ai Paesi membri.Questa delibera nel Consiglio europeo dei capi di stato e di governo si fonda sulle proposte della Commissione e che tengono conto dell’esame di tutti i piani nazionali delle riforme (Pnr) che ciascun paese deve inviare a Bruxelles insieme al Def entro il prossimo 10 aprile.
Queste raccomandazioni che saranno approvate a fine giugno dal Consiglio europeo, condizioneranno sia la politica economica, sia la più generale attività di tutti i governi dei paesi dell’Unione.
Ad esempio, già da qualche anno si chiede all’Italia di agire sul mercato del lavoro per ridurne concretamente le inefficienze, di riformare il sistema fiscale, di ridurre il carico delle procedure amministrative, di rendere più spediti i procedimenti giudiziari, di migliorare il sistema della pubblica istruzione, di contenere il deficit annuale e di ridurre lo stock del debito.Come sta andando il nostro Paese verso questo fondamentale appuntamento di fine giugno in Europa? Purtroppo, complice anche il periodo elettorale, a mani nude. Vediamo perché.In primo luogo, bisogna considerare che i contatti preliminari fra gli Stati e le istituzioni europee sono già in corso e in fase estremamente avanzata, ed è quindi fondamentale che il Governo Gentiloni sia intelligentemente attivo e ne dia immediata, costante informazione al Parlamento e alle forze politiche, cosa che fino ad ora non è avvenuta.In secondo luogo, è evidente che al fine di influire sulle ‘raccomandazioni’, abbiamo bisogno di predisporre un idoneo Def e un dettagliato Pnr, non un ‘mini Def’ e nessun Pnr, come si sta ipotizzando. Sarebbe puro autolesionismo.In terzo luogo è palese, che le recenti notizie del peggioramento dei saldi dei nostri conti pubblici, su deficit e debito a causa degli interventi sulle banche venete, contrariamente a quanto era stato previsto dal governo uscente fino a poche settimane fa, rende tutto più difficile e sta creando forte allarme presso i nostri partner e le istituzioni Ue. Insomma piove sul bagnato.In un quadro di questo genere, fortemente a rischio, con i mercati preoccupati ancorché silenti, occorrerebbero due decisioni fondamentali per l’interesse nazionale: la prima è di procedere verso la formazione di un governo di forze politiche credibili, con personalità in grado di interloquire positivamente e costruttivamente con l’Europa; la seconda di fare presto, senza inutili dilazioni, con idee chiare, senza perdersi in invenzioni estemporanee di politica economica e sociale, più da campagna elettorale che da responsabilità di Governo, in un momento delicato come questo a livello internazionale.
Sempre al Consiglio Europeo di fine giugno, i leader dovranno inoltre pronunciarsi ulteriormente sul pacchetto di proposte fatto dalla Commissione UE nel dicembre 2017 sull’evoluzione dell’unione economica e monetaria.In questo pacchetto sta l’intero futuro della governance dell’Eurozona (Fondo Monetario Europeo, Ministro delle finanze europeo, recepimento del Fiscal Compact nel diritto UE, completamento dell’Unione bancaria). Molte di queste proposte sono tali da preoccupare il nostro Paese e ledere i suoi interessi, in particolare quelli del Mezzogiorno. Questa semplice ricognizione dell’agenda europea dovrebbe consigliare a tutti i leader consultati al Quirinale, saggezza e realismo. Ne va della sovranità del nostro Paese”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Banche popolari e la partita giocata da Renzi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

BANCA

“Quanto emerge dagli atti giunti alla Commissione d’inchiesta sulle banche in merito a colloqui tra Renzi e De Benedetti sulla riforma delle popolari, conferma che su questo tema il Governo Renzi ha giocato una partita poco pulita in danno dei risparmiatori del Paese e nell’interesse di pochi intimi. Lo slogan di quella presunta riforma era ‘meno banche, più credito, più investitori’, ma ad oggi abbiamo visto solo più interessi di pochi, più trame oscure, meno trasparenza. E ora è spiegato anche perchè su quel Decreto il Governo si blindò respingendo tutti gli emendamenti di maggioranza e opposizione, in molti casi senza una giustificazione, e anche perchè fu scelto caparbiamente il tetto di 8 miliardi contravvenendo anche ai dettami europei che prevedevano invece un tetto di 30 miliardi. È l’ennesimo inganno svelato da parte di un Governo che su temi cruciali come la tutela del risparmio, ha tutelato e difeso solo i propri interessi e quelli di pochi intimi amici”. Lo afferma in una nota il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Quote better: l’1-1 di Napoli-Inter a 6,50

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Oggi si disputano due match per i quarti di finale di Coppa Italia. La partita del pomeriggio tra Sampdoria e Milan vede i rossoneri partire con i favori del pronostico. Più equilibrata la gara tra il Napoli e l’Inter. L’equilibrio nelle quote tra queste due partite si ha in alcune tipologie di giocate diverse dal classico 1X2. Ecco le quote Better. La possibilità che tutte e due le squadre realizzino GOL è pagata per Sampdoria-Milan a 1,75, per Napoli-Inter a 1,65. Situazione simile per l’OVER 2,5, cioè che la somma gol della partita sia di 3 gol o superiore, il match del Marassi è a 1,90, quello del San Paolo a 1,85. Per chi crede che di fronte ad un quarto di finale le squadre possano approcciare la partita in maniera accorta, l’ESITO PRIMO TEMPO X è quotato per Samp-Milan a 2,00 e per Napoli-Inter a 1,95. Ipotizzando due partite che arrivino ai supplementari, il RISULTATO ESATTO 1-1 nei 90 minuti di gioco è quotato rispettivamente a 7,00 per la partita tra i blucerchiati e i rossoneri, e a 6,50 per quella tra i biancoazzurri e neroazzurri.

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La partita a poker di Berlusconi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Se al tavolo verde avessimo come giocatore Silvio Berlusconi e la posta in gioco fosse la presidenza del consiglio alle prossime elezioni politiche, siamo certi sin d’ora che ci riserverebbe un poker d’assi. Questa è la cruda realtà che molti vorrebbero negare o fingere di non sapere pur essendone consapevoli. Ma perché, ci chiediamo, non abbiamo dalla nostra giocatori altrettanto abili da tenergli testa? E’ perché, come abbiamo già scritto a più riprese siamo un popolo con il “vizietto” cioè quello di essere incapaci di stare insieme. Lo facciamo in politica e non solo. Quando c’era la Democrazia Cristiana si trovò l’espediente delle correnti per cercare di tenerla unita e il forte collante era la situazione internazionale e la presenza in Italia del più forte partito comunista in occidente. Caduta la pregiudiziale ideologica, con il dissolvimento del socialismo reale, tra i giudici di mani pulite e il “vizietto” che ci portiamo dentro, abbiamo fatto piazza pulita dei partiti tradizionali ad eccezione del partito comunista per merito, credo, degli irriducibili. A questo punto si è creato un vuoto di potere e il vecchio preconcetto anticomunista è riaffiorato tanto da consentire a Berlusconi in un battibaleno di costituire un partito, Forza Italia e di trovare come alleati Alleanza Nazionale di Fini e i leghisti di Bossi, e poter costituire una maggioranza parlamentare e diventare presidente del Consiglio. Vi fu poi l’incidente di percorso leghista, ma fu solo temporaneo. Ora ci risiamo con il “vizietto” dopo le grandi manovre di accorpamento dei partiti maggiori con il Pd e la convivenza coatta di popolari, riformisti, ex comunisti e l’appoggio esterno dei radicali di Pannella. Vi è stato già lo strappo di Francesco Rutelli con “Alleanza per l’Italia” e poco ci è mancato che lo seguisse Veltroni. Sull’altro versante Forza Italia è diventata Pdl ma ecco apparire alla ribalta Gianfranco Fini con “Futuro e libertà” rivendicando la sua visione di una destra moderna al passo con quella europea. Così persino l’inossidabile Berlusconi è assediato dai “contestatori” compreso Raffaele Lombardo dalla Sicilia e dalla sua “coscienza critica” espressa da Casini dell’Udc. Questo sbriciolamento ci porta, inevitabilmente, alla ingovernabilità. Occorre, quindi, fare violenza alla nostra idiosincrasia per le intese comuni e fare squadra. E’ la nostra scala reale se vogliamo battere il pokerista Berlusconi. (Riccardo Alfonso Centri studi politici e sociali della Fidest)

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Italia-Serbia: la violenza degli ultrà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Ieri sera a Genova allo stadio Marassi alla partita Italia-Serbia non abbiamo assistito ad un incontro di calcio ma un “saggio di violenze” sugli spalti, durato oltre 45 minuti ad opera degli ultrà serbi, tanto che l’arbitro dopo sette minuti di gioco ha sospeso la partita per evitare che l’incolumità dei giocatori fosse messa in pericolo.
“E’ una cosa inaudita quanto accaduto questa sera, prima della partita Italia-Serbia. E’ l’apotesi dell’assenza di valori sani nel mondo del calcio”. E’ il commento affidato a Gianluca Melillo, Vicario del Forum Nazionale dei Giovani. “Non è accettabile che una partita di calcio si trasformi da un momento di sport ad uno in cui i calciatori, e gli spettatori rischiano la vita”, prosegue Melillo, “al punto che l’arbitro sia, al fine, obbligato ad annullare il match”. “Il Forum Nazionale dei Giovani si augura, conclude il Vicario, che vengano presi seri provvedimenti per impedire che accada qualcosa del genere in futuro.”
Ora tocca all’Uefa decidere a tavolino a chi dare la vittoria con un probabile 3-0 per gli azzurri di Cesare Prandelli.

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Quote calcio

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

La seconda giornata del campionato di serie A si completa con le partite di domenica. Per chi cerca una scommessa fuori dal tradizionale 1X2 ecco alcune quote Better su diverse tipologie di giocata. S’inizia con l’anticipo delle ore 12:30, Brescia-Palermo. Il tridente d’attacco lombardo, Eder-Diamanti-Caracciolo e quello rosanero, Maccarone-Hernandez-Pastore, fanno pensare ad una partita ricca di gol, la quota OVER 2,5 (a 1,95) è interessante. Alle ore 15 cinque partite: Juventus-Sampdoria, gara sulla carta equilibrata, ESITO 1TEMPO/FINALE X-X è in lavagna Better a 5,00. All’Olimpico una Lazio in cerca di vittoria affronta il Bologna. La quota che i rossoblu non realizzino neanche un gol a Roma è bancata a 2,05. Poi Genoa e Catania in casa affrontano rispettivamente Chievo e Parma. Potrebbero iniziare la gara in attacco con la forte spinta del pubblico e le quote ESITO PRIMO TEMPO 1 (rispettivamente a 2,15 e a 2,85) sono stimolanti. A chiudere Lecce-Fiorentina (1-3 a 15,00) e il posticipo serale Napoli-Bari (2-1 a 7,00), le quote sul RISULTATO ESATTO sono da non trascurare.

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La partita che l’Europa gioca per il Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Il sud avverte più che mai in questa nostra attualità il bisogno di essere guidato verso i livelli di benessere e di solidità economica del Centro dell’Europa. Di qui l’invocata politica di convergenza delle economie e poi di coesione economica e cioè la convinzione che il progresso dell’unità europea deve essere omogenea in tutte le sue parti. Un Sud economicamente debole, dopo tutto, non interessa nessuno eppure si avverte un certo non so che di indifferenza a fronte dei problemi irrisolti, per ciò che ci riguarda direttamente circa il nostro Mezzogiorno. Uno stacco ideologico e culturale che viene dallo stesso fulcro dell’Europa forte espresso dalla Germania. Per superarlo ci vuole qualcosa d’altro che l’idea di stendere un ponte tra il continente e la Sicilia. Qui parliamo di una consapevolezza che sappia acquisire  il Mediterraneo  nella sua più vasta dimensione e quindi tutta l’Africa del Nord in una prospettiva di integrazione quale obiettivo geo-economico e di proiezione di interessi economici legittimi. Occorre a questo punto pensare ad un mercato comune ad hoc che riguardi l’intera area e che sappia superare con un impegno di progresso e di sviluppo tutto ciò che oggi si riverbera  nelle sue componenti non omogenee dal conflitto permanente arabo-israeliano a quello dei Balcani e fino all’Iraq. Se noi dessimo a questa regione pari dignità nella famiglia europea comunitaria e la considerassimo parte integrante della politica europea, potremmo ritrovare quella amalgama che ci permetterebbe di marciare meglio e più coerentemente verso un avvenire migliore.

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Memoirs: Nicco per sempre

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

di Luana Gani Alessano Prefazione di J-Ax Il diario di una madre che ha perso il figlio stroncato dalla leucemia.  Una storia che spezza il cuore ma che dimostra come anche dal dolore indicibile possa nascere una speranza. Niccolò vive per sempre nell’affetto dei suoi amici, di chi ha condiviso con lui una partita immaginaria su internet mentre lui combatteva una vera guerra sul letto d’ospedale, di tutti coloro che si sono messi in gioco per cercare di salvarlo. “Un libro che ti cambia la vita”, ha scritto J-Ax. Pagine 168 Euro 10,00 Codice 12992M EAN 978-88-425-4526-2

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Teatro: Finale di partita

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

Roma Teatro India  8-20 giugno 2010 (ore 21) Emilia Romagna Teatro Fondazione Teatro Metastasio Stabile della Toscana presentano Finale di partita di Samuel Beckett  regia Massimo Castri traduzione Carlo Fruttero con  Vittorio Franceschi, Milutin Dapcevic, Diana Hobel, Antonio Giuseppe Peligra  scene e costumi Maurizio Balò assistente alla regia Marco Plini. Lo spettacolo che vede Massimo Castri, per la prima volta nella sua lunga ed eccellente carriera, cimentarsi in un testo di Samuel Beckett, ed in particolare nel capolavoro il cui titolo deriva da una mossa del gioco degli scacchi. Con questa coproduzione del Teatro di Roma continua e si rinnova con successo la collaborazione tra il grande maestro toscano e lo stabile capitolino. Protagonisti in scena Hamm, cieco e condannato a trascorrere i suoi giorni su una sedia a rotelle e Clov, il suo servo. I due hanno un rapporto conflittuale in cui si consumano litigi ma anche una reciproca dipendenza. Clov vive nell’eterna tentazione di andarsene ma pare non esserne capace. L’incalzante botta e risposta tra Hamm e il suo servitore, che costituiscono l’ordito più evidente della trama del testo, sembrano un infinito alternarsi di mossa e contromossa scacchistica. In scena incombe la presenza degli anziani genitori di Hamm, Negga e Nell entrambi privi degli arti inferiori costretti a trascorrere la loro esistenza nei bidoni della spazzatura. Lo stesso Beckett, nel corso di alcune prove dello spettacolo allo Schiller Theatre di Berlino disse: “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa sin dal’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare l’inevitabile fine”. Se in Aspettando Godot si riesce a intravedere un’ambientazione quasi realistica – un albero, una strada di campagna – Finale di partita si svolge in uno scenario che oggi potremo definire post-atomico: tutto lascia presagire che sia avvenuta una catastrofe che ha cancellato pressoché  ogni traccia di vita sulla terra. La stanza in cui si consuma è stata paragonata all’interno di una cavità cranica, per le altre due finestre centrali che potrebbero ricordare le cavità oculari. Altre letture hanno lasciato intendere che la scena sia in realtà l’interno di una grande arca che sta solcando il pianeta all’indomani di un nuovo esiziale diluvio. (franceschi)

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Fini-Berlusconi: una partita di basso profilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Editoriale fidest. Non credo su quanto i politici ci propinano con la cassa di risonanza dei media riguardo i contrasti tra Fini e Berlusconi. Esistono tre facce dello stesso problema: ciò che è, ciò che ci appare e ciò che si percepisce. C’è chi sullo sfondo continua a “dare spettacolo” per concentrare su di se le luci della ribalta, attrarre i curiosi e suscitare dibattiti che fanno girare i motori della proposta politica a folle. Le poche cose certe è che già da qualche anno si sta celebrando nei palazzi del potere il post-berlusconismo e il candidato naturale, cofondatore del Pdl, non può non essere che Gianfranco Fini. L’aver accettato, tuttavia, la presidenza del Consiglio può avergli dato più prestigio e una tribuna autorevole per le sue esternazioni, ma per un altro verso è diventato, politicamente, un handicap. Gli ha permesso di acquistare crediti nei riguardi delle opposizioni, d’indicare una linea di comportamento “più istituzionale” e più rispettosa delle regole a differenza del Presidente del Consiglio, ma non ha sgomberato il terreno dalla “famelicità” di quelli che sono stati i suoi luogotenenti e che oggi si risvegliano con la vocazione del leader maximo o del servus servorum dei. Vi è poi un “alleato” la Lega che già pensa ad un suo uomo per la presidenza del Consiglio e scontentarla può diventare un rischio fatale per la tenuta della coalizione. Forse per questo motivo Fini ha cercato altre alleanze con l’Udc di Casini, lo stesso Francesco Rutelli e si dice con Montezzemolo. Per quanto ne sappiamo la trattativa si è arenata perché, sia pure con motivazioni diverse, preferiscono stare alla finestra per vedere come vanno a concludere le cose e se Fini riesce realmente a dimostrare d’avere un seguito e una possibilità di trasformarsi in un interlocutore credibile, ovvero mostrando di avere i numeri, quelli che contano. Alla fine ciò che è lo sanno solo i diretti interessati ma si guardano bene dal disvelarlo. Quello che appare e si percepisce è un qualcosa che ci lascia solo sconcertati poiché si fa un gran clamore sulle poltrone ma si finisce con l’allontanare sempre di più gli elettori dalle urne poiché manca a questi politici il senso dello Stato, la visione dell’interesse generale del paese che deve affrontare una crisi dove si continua a privilegiare chi già ha e a penalizzare chi non ha. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La Roma batte la Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Roma 18/4/2010. Il derby è stato vinto dalla Roma per 2 a 1. L’autore della doppietta e Vucinic. La debacle laziale è venuta dal mancato gol dal dischetto di Floccari che avrebbe potuto mettere in serie difficoltà la Roma prima della sua rimonta. Ora siamo a 4 giornate dalla fine del campionato di nuovo con la Roma in testa alla classifica con un +1 rispetto all’Inter. La Lazio, invece, rischia grosso in quanto si trova a soli tre punti dalla terzultima Atalanta. La Lazio fin dalle prime battute ha giocato in modo impeccabile e al 25’ del primo tempo Rocchi firma la rete dell’1 a 0. La reazione della Roma è nervosa e solo con un rigore Vulcinic riequilibria le sorti della partita. Il gol della vittoria avviene nel secondo tempo al 63° minuto con una punizione dal limite calciata da Vulcinic. La Roma fa festa ma non mancano, purtroppo, le risse sugli spalti e negli spazi antistanti allo stadio tra i tifosi delle due squadre.

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La partita eurasiatica

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2009

Geopolitica della sicurezza tra Occidente e Russia di Cristiano Orlando Collana Materiali /Archivio Disarmo, Formato 14 x 21, Prezzo 10,00  Dopo mezzo secolo di guerra fredda il panorama internazionale è rapidamente mutato nell’ultimo ventennio: disgregazioni statali, globalizzazione, guerre asimmetriche, sicurezza energetica, potenze militari ed economiche emergenti hanno dato vita a uno scenario nuovo e in continua evoluzione, prevalentemente nel continente eurasiatico. Qui la posizione di Europa e Stati Uniti – che tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila hanno visto grandi successi come l’integrazione nell’Unione Europea e nella Nato delll’ex territorio di influenza sovietica – appare oggi meno solida. I problemi di forte dipendenza energetica e la rinascita politico-economica di Mosca ne sono tra le principali cause. Proprio la Russia riscopre la sua identità eurasiatica cercando di acquisire potere e influenza sia in Europa, dove controlla i rifornimenti energetici ed esercita forti influenze economiche e politiche soprattutto ad Est, sia in Asia, dove, insieme ad altre potenze nucleari come Cina, India e Pakistan, cerca di contrastare il ruolo internazionale della Nato e degli Stati Uniti. La recente guerra in Georgia, condotta nell’agosto del 2008 ufficialmente in difesa dell’Abkhazia e dell’Ossezia, ha di fatto sancito di nuovo il ruolo di grande potenza della Russia e, parallelamente, il configurarsi di nuovi equilibri mondiali.  L’Unione europea, i paesi ex satelliti dell’Urss e la Nato sono gli attori di una partita internazionale complessa che travalica largamente sia i confini strettamente europei e la cosiddetta dimensione Est-Ovest, allargandosi verso il Medio Oriente e l’Asia, coinvolgendo così importanti potenze mondiali come Cina e India.   Il libro ricostruisce e delinea il mutamento in atto degli equilibri internazionali, con lo spostamento del baricentro dall’Occidente (come dimostrano anche i tentativi di allargamento del G8) e le forti resistenze al processo in atto, i cui esiti sono ancora tutti da definire. Il volume è stato realizzato in collaborazione con l’archivio Disarmo, un istituto di ricerche internazionali indipendente, fondato a Roma nel 1982 e riconosciuto dall’Onu e dal Ministero degli Affari Esteri. Svolge attività di ricerca, documentazione e formazione sui temi della produzione e commercio degli armamenti, della riconversione dell’industria militare e della sicurezza internazionale.
Cristiano Orlando diplomato in «Peacekeepig and Securitry Studies» all’Università di «Roma Tre», ha lavorato in Cooperazione internazionale con ONG e Forze Armate, svolge attività di ricerca su temi di politica estera presso l’Archivio Disarmo.

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Il colore della libertà

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

Ho lasciato passare i giorni per poterne parlare con pacatezza, di Roma città aperta, di  Mario Balotelli campione del pallone e dell’età tutta ancora da giocare.  Di una giornata trascorsa a passeggiare prima della partita, per fare onore alla propria bandiera, naturalmente quella italiana. Un italiano come tanti altri, con il carattere e le passioni che non fanno male ad alcuno, con il proprio diritto a esultare  avendo raggiunto una meta importante, un ragazzo tranquillo e speciale, come la speranza che riveste il suo presente che è già diventato futuro, e che appartiene non solo al tifoso, ma a chiunque ne capisca di calcio. E’ un italiano nero, ma non per l’arrabbiatura, per la pelle fintamente imbronciata, dove il colore si tuffa nelle multiformità dell’ospitalità, che diviene valore nelle realizzazioni possibili,  radici profonde di una umanità destinata a raccontarci ancora tanto. Violenza da curva, cultura degli estremi, senza attracco, sembrano queste le scintille che hanno messo il nostro giocatore nazionale sulla graticola dei significati svuotati di forme, di qualità, di estensioni, come se mandare a gambe all’aria la dignità delle parole, dei contenuti, delle esemplarità da mettere in gioco con cuore, fosse diventata la nuova frontiera. I  ragazzotti s’avvicinano, da copione non sono mai scesi dal carro dei simboli illeggibili, dei codici impossibili, il nostro centravanti è all’angolo senza centrocampo a proteggerlo, qualche sostantivo imbevuto di brutti aggettivi, una tirata di orecchi, una mal definita frase fatta: sei un negro di m……..  Il tentativo di sfigurare deliberatamente una realtà bella come lo è questo giocatore, può configurarsi in una rappresentazione di razzismo, di intolleranza?  Può un adolescente colpire nel modo meno comprensibile, senza una ideologia d’accatto, una menzogna raccontata malamente, tanto per fare qualcosa  di diverso? E’ una manifestazione razzista, un atteggiamento che è diventato stile di vita, quel che è accaduto al nostro campione?  Ci si dannerà l’anima a sminuire, a ridimensionare, a ricercare altre puntualizzazioni, affinché risulti una semplice divagazione di qualche stupido in preda ai fumi dell’alcol o di qualche canna,  robaccia da stadio, anzi da curva, peggio da estremisti frustrati dall’impopolarità e insuccesso. Chissà se è davvero così, se non è invece un brodo inculturale che deriva dal fallimento  educativo, per cui non si ha il coraggio di risvegliare l’importanza di una alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità non solo sportive,  per non consentire di mortificare la libertà altrui.  Perché in questa ennesima aggressione al colore della pelle, c’è un tentativo di contraffazione della libertà, che dovrebbe obbligare a mettere mano alla propria pancia, alla propria testa, al proprio cuore, per individuare le lentezze, le illegalità mai bene percepite come tali. Non è stato fatto un buon servizio al nostro campione, neppure a tanti altri giovanissimi che hanno sentito e osservato, ma anche  da questo episodio eufemisticamente licenziato come imbecille, c’è da trarre un avviso importante, ogni storia serve a questo, occorre avere il coraggio della coerenza e la generosità dell’amore perché “le persone che amano, ricordano, non dimenticano, perdonano”.  (vincenzo.andraous)

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