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BCE: Tutti uniti, per ora. Durerà?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. Tassi invariati, ma una riduzione degli acquisti netti del PEPP. In linea con le attese del mercato, la BCE ha deciso di lasciare i tassi invariati e di annunciare una riduzione degli acquisti netti nel PEPP. Nello specifico, la BCE ha annunciato un ritmo “moderatamente inferiore” rispetto ai due trimestri precedenti.Come è facile intuire, il fatto che la BCE decida di ridurre il ritmo degli acquisti prima che lo faccia la Fed può lasciare perplessi. Dopotutto l’economia US è chiaramente più avanti di quella dell’eurozona sia dal punto di vista della crescita che dell’inflazione. Per questo la Lagarde è stata molto decisa nella conferenza stampa nel negare che si tratti di tapering. Piuttosto, dice la Lagarde, si tratta di ricalibrare gli acquisti alla luce del quadro macroeconomico, che è migliorato.Può sembrare una questione semantica, ma non lo è. Il tapering è un processo lineare, prevedibile e (quasi) automatico. Quello che fa oggi la BCE è annunciare una riduzione temporanea del ritmo di acquisti che (in teoria almeno) lascia aperta la porta a una nuova accelerazione nel primo trimestre del 2022 se ve ne fosse bisogno. È ben diverso.Crescita e inflazione riviste al rialzo. Le nuove previsioni vedono la crescita del PIL al 5% nel 2021, 4,6% nel 2022 e 2,1% nel 2023 (in precedenza: 4,6%, 4,7%, 2,1%), in miglioramento rispetto a giugno. Anche l’inflazione viene rivista al rialzo, ma rimane al di sotto del target. Le nuove previsioni sono 2,2% nel 2021, 1,7% nel 2022 e 1,5% nel 2023 (in precedenza: 1,9%, 1,5%, 1,4%). Per l’inflazione di tipo core, la BCE nota alcuni miglioramenti e ora si aspetta 1,3% nel 2021, 1,4% nel 2022 e 1,5% nel 2023 (in precedenza: 1,1%, 1,3%, 1,4%). Il PIL torna ai livelli pre-pandemici, ma non al trend pre-pandemico. La BCE sposa chiaramente la linea di coloro che vedono questa risalita dell’inflazione come un fenomeno temporaneo, anche se non nega i rischi al rialzo. Le nuove previsioni implicano che il PIL dell’eurozona dovrebbe tornare al livello pre-pandemico entro fine anno, ma chiaramente rimarrebbe sotto il trend pre-pandemico. In altre parole, l’economia europea continua a operare sotto il suo potenziale. Questo spiega in parte come mai – nonostante un’espansione di liquidità senza precedenti – la BCE continui a vedere l’inflazione di tipo core ben al di sotto dell’obiettivo del 2% nel medio periodo, pur se in miglioramento.Quanto durerà questo consenso all’interno del Consiglio? Occhi puntati su dicembre. La decisione di ridurre il ritmo di acquisti è stata unanime, dice la Lagarde. Questo è assolutamente ragionevole alla luce sia dei commenti recenti che delle nuove previsioni macro della BCE. In un certo senso, il meeting di oggi è servito a chiarire quanto sarà importante quello di dicembre. In quel meeting la BCE pubblicherà le nuove previsioni macro (che includeranno il 2024), annuncerà se il PEPP terminerà come da previsioni a marzo 2022 ed eventualmente indicherà come verrà rimpiazzato (forse da un nuovo APP). Vista l’elevata posta in palio, sarà presumibilmente più complicato trovare unità di intenti tra le varie anime della BCE. Diana Ferla

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BCE: il meeting di settembre e le prospettive dei mercati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2021

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR Alla luce degli ultimi commenti, è probabile che la BCE indicherà nella riunione di giovedì una riduzione del ritmo di acquisti del PEPP. Il quadro macroeconomico appare favorevole e le condizioni finanziarie sono diventate più espansive nelle ultime settimane. Ne consegue, quindi, che la BCE abbia, al momento, un minor bisogno di supportare il mercato di quanto avesse indicato in precedenza. Chiaramente, questo non equivale al tapering di cui si parla per la Fed, in quanto non si tratta di un processo lineare ed è possibile – qualora le condizioni del mercato lo richiedano – che la BCE torni ad incrementare il ritmo degli acquisti nel Q1 2022. In generale, mi sembra probabile che il PEPP si concluda a marzo, visto che non vedo margini per un accordo sulla sua estensione. È tuttavia palese che la BCE dovrà aumentare il suo programma di acquisti principale – l’APP – e trovare un compromesso per trasferire alcune delle flessibilità del PEPP all’APP. In generale, i rendimenti in Europa appaiono destinati a salire, ma chiaramente la BCE vigilerà affinché questo non metta a rischio la ripresa.

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