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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘passaggio’

Campidoglio: riapre il passaggio pubblico del Teatro di Marcello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

Roma. Dopo 3 mesi di lavori, riapre al pubblico il percorso pedonale ad ingresso libero del Teatro di Marcello, che mette in collegamento via Montanara con il Portico d’Ottavia. L’intervento di messa in sicurezza è stato promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.Nell’Area archeologica del Teatro di Marcello è stato realizzato, infatti, un nuovo percorso pedonale per consentire un transito più agevole e sicuro alle migliaia di visitatori e cittadini che da anni accedono all’area e la usano anche come attraversamento tra via Montanara e il Portico d’Ottavia. Il passaggio – costituito da un massetto in malta di calce e pozzolana ed isolato dal terreno sottostante tramite uno strato di “tessuto non tessuto”, per non interferire con le preesistenze archeologiche – è ora definito da nuovi margini, costituiti da paletti dissuasori e catenelle in metallo, che ridisegnano l’accessibilità all’area valorizzando l’esperienza della visita archeologica. Infatti, la nuova delimitazione degli spazi configurata dalla nuova recinzione permette di avvicinarsi maggiormente al Teatro per ammirare la maestosità dell’architettura romana, fino al limitare dei fornici. I lavori sono stati realizzati dall’Impresa C.L.C.&.C SRL, aggiudicataria della gara d’appalto, per un importo complessivo di € 101.393,49, sotto la Direzione Tecnico-Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.

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Il Parlamento sostiene la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno votato per porre fine al cambio stagionale dell’ora a partire dal 2021. I Paesi dell’UE che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021. È quanto stabilisce la risoluzione legislativa approvato dai deputati con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni.I deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di porre fine al cambio stagionale dell’ora, ma hanno votato per rinviare la data dal 2019 al 2021.
I deputati chiedono inoltre che i Paesi UE e la Commissione coordinino le loro decisioni per garantire che l’applicazione dell’ora legale in alcuni Paesi e dell’ora solare in altri non perturbi il mercato interno.Nella risoluzione si afferma che la Commissione può presentare una proposta legislativa per rinviare la data di applicazione della direttiva fino al un massimo di 12 mesi se ritiene che le disposizioni previste possano pregiudicare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno.
Il testo approvato rappresenta la posizione del Parlamento nei futuri negoziati con i ministri UE per la formulazione definitiva della normativa.In risposta alle iniziative dei cittadini, nel febbraio 2018 il Parlamento ha chiesto alla Commissione di valutare la direttiva sull’ora legale e, se necessario, presentare una proposta di revisione della stessa.A seguito della valutazione, che ha ricevuto 4,6 milioni di risposte conl’84% favorevole a porre fine ai cambiamenti di orario, la Commissione ha presentato la proposta, che dovrà essere concordata tra il Parlamento e il Consiglio pe rentrare in vigore.L’UE ha unificato per la prima volta le disposizioni relative all’ora legale nel 1980, al fine di garantire un approccio armonizzato al cambio dell’ora nel mercato unico. Prima di allora, infatti, le pratiche nazionali relative all’ora legale e agli orari erano divergenti. L’attuale direttiva sull’ora legale impone agli Stati membri dell’UE di passare all’ora legale l’ultima domenica di marzo e di tornare all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

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Siria meridionale: garantire un passaggio sicuro per i civili in fuga

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esorta tutte le parti coinvolte in Siria a proteggere e fornire un passaggio sicuro ai civili costretti ad abbandonare le proprie case a causa dei recenti combattimenti nel sud del paese. Si stima che circa 140.000 persone siano fuggite in tutto il sud-ovest e necessitino di un passaggio sicuro per uscire dalla regione, oltre ad assistenza umanitaria immediata, protezione e riparo. Abbiamo anche assistito al ritorno di decine di migliaia di sfollati interni (IDP) in seguito ad accordi locali e in aree sotto il controllo del governo siriano.Insieme alle Nazioni Unite e ad altri partner umanitari abbiamo mobilitato ingenti aiuti in denaro per rispondere alla situazione in Siria, raggiungendo decine di migliaia di persone. È necessario che l’assistenza sia ulteriormente incrementata e l’UNHCR continua a chiedere che agli attori umanitari sia garantito un accesso sicuro.A causa del perdurare del conflitto e dei nuovi esodi forzati verificatisi nei primi sei mesi del 2018, si stima che quasi 13.000 rifugiati provenienti dai paesi limitrofi e altri 750.000 sfollati interni siano tornati nelle proprie case ad Aleppo, Homs, Hama, nelle aree urbane e rurali di Damasco e nella parte sud-ovest e nord-orientale della Siria. Prevedendo e riconoscendo tali dinamiche, l’UNHCR ha rafforzato le sue capacità in Siria già nel 2017 per sostenere i rifugiati e gli sfollati interni che rimpatriano spontaneamente. Continuiamo a lavorare per migliorare la risposta alle esigenze umanitarie e di protezione degli sfollati interni, dei rimpatriati e di altre persone colpite dalla crisi.L’UNHCR ha preso atto dell’annuncio di mercoledì da parte delle autorità siriane e russe sull’istituzione di un centro in Siria per aiutare i rifugiati che tornano a casa. Pur non avendo ancora preso visione del piano nel dettaglio, siamo comunque pronti ad avviare discussioni in merito con il governo della Siria e con la Federazione russa.I rifugiati hanno sempre il diritto di tornare nel proprio paese. L’UNHCR sottolinea che qualsiasi piano teso a consentire l’esercizio di tale diritto deve rispettare gli standard internazionali; questo significa che i rimpatri devono essere volontari, svolgersi in condizioni sicure e dignitose e devono essere sostenibili.È fondamentale che i rimpatri di rifugiati e sfollati interni non siano soggetti a pressioni, né avvengano in condizioni precipitose o premature. I rifugiati devono essere in grado di fare una scelta libera e informata sul loro futuro e devono avere tutti gli elementi di base per un rimpatrio volontario sostenibile.L’UNHCR è pronto a collaborare con i governi della Siria e della Russia per arrivare a soluzioni che soddisfino gli standard internazionali in materia di rifugiati e diritti umani.

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Energia elettrica e passaggio obbligato al mercato libero dal 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

energia-elettricaDal 2018 non ci saranno più i contratti di maggior tutela nel settore energia elettrica e gas, ovvero quei contratti le cui condizioni -economiche e non- vengono fissate dall’Autorità garante competente, contrapposti ai contratti del mercato libero che invece, per loro definizione, hanno condizioni fissate dai venditori.Il Garante per l’energia ed il gas ha voluto introdurre per i clienti del settore energia elettrica attualmente in maggior tutela e che non hanno dimestichezza col mercato libero, di testare quest’ultimo con un contratto “ponte”, una fornitura transitoria, che aiuti il passaggio al mercato libero che poi sarà l’unico esistente, con un contratto-tipo denominato “Tutela simile” sottoscrivibile a partire dal 1 Gennaio 2017.Più precisamente la “Tutela Simile” è un ambiente di negoziazione sorvegliato in cui il cliente finale è messo in grado di acquisire la capacità di operare nel mercato libero, individuando l’offerta preferita tra quelle di una pluralità di venditori “qualificati”, scelti dall’Autorità garante a questo scopo. I prezzi offerti sono presentati in modo da essere comparabili tra loro e con quelli del contratto di maggior tutela.Caratteristiche del contratto
Ogni venditore/gestore scelto dall’Autorità garante può fissare libere condizioni contrattuali nel rispetto di quelle minime fissate dall’Autorità stessa, che sono:
– durata annuale senza rinnovo automatico;
– nessun servizio aggiuntivo;
– prezzo predefinito con struttura analoga a quello della maggior tutela, con parte dei costi fissati dall’Autorità garante (aggiornamento trimestrale);
Il venditore deve pubblicizzare ed erogare, all’atto dell’attivazione della fornitura, un bonus una tantum da accreditare poi sulla prima fattura. Attualmente risulta che i venditori “accreditati” siano 27, con bonus che variano da 10 a 115 euro.Sul contratto devono esserci queste informazioni minime:
– oggetto (specifica che si tratta di un contratto di “Tutela simile”);
– durata e condizioni applicate alla scadenza (1 anno senza rinnovo automatico, vedi anche la sezione “cessazione del contratto”);
– data di avvio della fornitura;
– informazioni sul diritto di recesso e sulla cessazione della fornitura;
– informazioni sui reclami, su come richiedere informazioni e sulle conciliazioni;
– informazioni sulle modalità di risoluzione delle controversie;
– informazioni sulla fatturazione, sui tempi e modi di pagamento, sugli interessi di mora applicabili; a ritardi di pagamento oltre 10 giorni, sulle rateizzazioni;
– informazioni sulla sospensione della fornitura con riduzione di potenza;
– informazioni sulla risoluzione del contratto;
– dettagli sul deposito cauzionale e altre forme di garanzia.
Le fatture vengono emesse in formato elettronico o con un altro formato alternativo che il venditore/gestore deve proporre. Alla scelta della fatturazione elettronica deve essere abbinato uno sconto, in ogni caso. Il pagamento deve poter avvenire secondo modalità diverse, da scegliere, delle quali almeno una deve essere gratuita. Il termine di scadenza non può essere inferiore a 20 giorni dall’emissione. E’ molto importante, per fare una buona scelta, consultare anche la “Scheda di confrontabilità per clienti finali domestici” che consente di comparare il costo totale dell’offerta rispetto a quello del contratto “base” di maggior tutela. Si tratta di una scheda, lo ricordiamo, che deve essere SEMPRE fornita dai venditori, anche quando si sottoscrive un normale contratto del mercato libero.
Possono sottoscrivere il contratto tutti i consumatori ancora in maggior tutela e quelli che ne avrebbero diritto in caso di nuova attivazione o voltura, a partire dal 1/1/2017 fino al termine del servizio di maggior tutela, ancora da definire, e comunque non oltre il 30/6/2018.L’accesso avviene unicamente dal portale http://www.portaletutelasimile.it tramite la sezione “Offerte”, dove sono raccolte le proposte dei venditori accreditati che l’utente può sottoscrivere, sotto forma di contratti a distanza, direttamente e senza intermediazione.
Per i clienti ci sarà anche la possibilità di accedere alla Tutela Simile mediante l’intermediazione di soggetti ‘facilitatori” che devono accreditarsi presso l’Autorità e i cui dati si trovano sul sito dell’Autorità stessa.All’utente viene rilasciato un codice di prenotazione che può essere utilizzato nei successivi 15 giorni. Dopo la sottoscrizione l’utente può esercitare il diritto di recesso (entro 14 giorni) oppure passare comunque al mercato libero (con lo stesso venditore con cui ha sottoscritto il “Tutela Simile” o con un altro) in qualunque momento.Il contratto di “Tutela Simile” può essere sottoscritto una sola volta a meno che il venditore non perda i requisiti per sostenerlo; in questo caso infatti l’utente sarà avvisato e potrà sottoscriverlo con altro venditore oppure passare direttamente al mercato libero.Si fa presente che la sottoscrizione non è obbligatoria, ovviamente, ma per chi fosse attualmente sotto la maggior tutela è bene sapere che nel corso del 2018 sarà comunque obbligatorio cambiare contratto e passare al mercato libero.Si premette che l’utente può rescindere dal contratto in qualunque momento per passare al mercato libero, perdendo proporzionalmente una parte del bonus una tantum percepito (a meno che la rescissione non sia conseguente ad un reclamo per il quale non è giunta risposta).In ogni caso il contratto, come già detto, ha una scadenza naturale di un anno, senza rinnovo automatico. Entro il terzo mese antecedente la scadenza il venditore deve inviare all’utente una comunicazione specificando:
– la data di termine del contratto;
– la possibilità di aderire ad un’offerta del mercato libero dello stesso venditore o di un altro liberamente scelto;
– l’informazione che nel caso in cui non venga sottoscritto alcun contratto scatteranno le condizioni del mercato libero fissate dall’Autorità garante.
Attenzione a questo ultimo punto perché se alla scadenza l’utente non fa nulla, scattano condizioni contrattuali applicate dal venditore scelto sul mercato libero secondo una struttura standard che sarà definita dall’Autorità garante. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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“Anghiari Dance Hub: secondo passaggio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

incontro-anghiariAnghiari domenica 27 e lunedì 28 novembre, presso il Teatro Comunale dei Ricomposti momento di visibilità importante per i cinque giovani coreografi selezionati da Anghiari Dance Hub, Centro di Promozione della Danza riconosciuto e finanziato dal Mibact – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Regione Toscana, con il sostegno del Comune di Anghiari e della Banca di Anghiari e Stia.
Nato nel gennaio 2015 per volontà di alcuni operatori della danza e del teatro per fornire a giovani coreografi strumenti di approfondimento del proprio percorso creativo, il progetto prevede l’assegnazione di borse di studio per coreografi e i loro interpreti per partecipare a seminari e incontri di approfondimento. Un progetto di eccellenza nel panorama italiano ed europeo, dove i giovani artisti possono trascorrere dei periodi di residenza collettiva non in una scuola o in uno spazio rigidamente definito ma in un luogo di condivisione da gestire con modalità libera, indipendente e rispettosa per gli spazi e i tempi di lavoro reciproci.
Un progetto articolato, quindi, dove i cinque coreografi selezionati grazie ad un bando pubblico – Anna Altobello, Francesco Colaleo, Danila Gambettola, Monica Gentile e Salvatore Insana – e i loro interpreti hanno potuto usufruire di seminari con Andres Morte, Gianni Staropoli sul disegno della luce, la relazione con la musica a cura di Matteo Fargion e la drammaturgia della danza con Guy Cools.
L’incontro pubblico previsto domenica 27 e lunedì 28 novembre offrirà l’opportunità di un confronto fra pubblico, operatori, artisti, addetti ai lavori e coreografi per arricchire ulteriormente questo percorso creativo. I lavori che i cinque coreografi presenteranno in questa fase costituiscono il primo momento di visibilità pubblica di spettacoli che saranno ultimati nella seconda parte del percorso di trasmissione, da gennaio a maggio 2017.
Aprirà la terna dei lavori, domenica 27 alle ore 21, Danila Gambettola, danzatrice e coreografa con una preparazione come designer a Roma, Lisbona e New York che presenta Two Girls, una scrittura coreografica che parte da uno studio sulle pratiche quotidiane del corpo, con attenzione alle relazioni sociali. Un incontro tra due ragazze sconosciute che decidono di confidarsi, un lavoro che riflette sulla percezione del tempo che ognuno di noi possiede, sui ricordi e sull’azione del guardare come processo generatore di sentimenti.
A seguire, Francesco Colaleo, classe 1988, vincitore come giovane coreografo del Fringe di Napoli nel 2013 con In.Corpo.Reo e collaboratore come danzatore indipendente di Artemis/Danza Monica Casadei, Compagnia Zappalà Danza e Cie Ismael Ivo per il progetto “L’Arte del Performer” presso la Biennale di Venezia. Chenapans, favola senza tempo sugli abitanti di un mondo fatato dove tutto è possibile, è il progetto su cui sta lavorando assieme a Maxime Freixas, danzatore e coreografo francese con una lunga esperienza in Europa.
Chiude la serata Anna Altobello, friulana, con una formazione precoce in ginnastica artistica proseguita poi con maestri della scena nazionale e internazionale, come Virgilio Sieni e Boris Charmatz, e la collaborazione con la coreografa Francesca Foscarini, con la quale partecipa al progetto Landing Cagliari 2016. Mouth_Superfame (titolo provvisorio), il progetto presentato ad Anghiari, parte dal desiderio di un viaggio dal Friuli all’Estonia sulle tracce del lupo e arriva alla necessità di affrontare con la giusta distanza il tema della fame. Inizialmente un assolo, da cui poi è partito il proposito di esplorare questa tematica insieme ad altri corpi, altri immaginari, fino all’attuale composizione a tre.
Lunedì 28, dalle ore 21, la serata inizia con Planimetrie, tentativo di rievocare un interno, nell’imprevedibilità del ricordo, nella reversibilità imponderabile delle tracce, ripartendo da un in(d)izio sempre uguale e diverso. Una stanza, quella in cui ognuno ripone il ricordo della propria essenza più profonda, il manifestarsi di uno spazio tanto preciso quanto indescrivibile, fatto di distanze tra oggetti e proporzioni tra i volumi, e il cui disegno finale però sfugge di continuo, come la memoria che spesso modifica la percezione delle misure e delle distanze. In scena, oltre ai danzatori e coreografi Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri, la musicista Giulia Vismara, che contribuisce con i suoi spostamenti a definire lo spazio, elaborando man mano una sorta di mappatura che si stratifica su più livelli. Chiuderà il progetto Shepherd, originale lavoro di Monica Gentile, danzatrice perfezionatasi con viaggi di ricerca in Australia e a Bali dove ha effettuato una ricerca sul campo sulle danze e il teatro balinese, ed esperienze di lavoro con coreografi di fama come Michele Di Stefano, Virgilio Sieni e Cristina Rizzo. Nel 2013 inizia la sua ricerca sul mondo pastorale, trascorrendo un periodo sulle Dolomiti come pastora di mucche, che presenterà ad Anghiari: “La gestione del gregge consisteva nel saper comunicare alle bestie direzionandole e delimitandole spazialmente con l’uso del corpo e della voce, in questo lavoro ho trovato comunanze con il danzare, con il relazionarsi attivamente allo spazio.” Il corpo e il movimento, caratterizzati da solidità e gravità, definiscono un ambiente meteorologico e spaziale.
Lunedì 28 e martedì 29, a partire dalle ore 10.00, i coreografi e gli artisti incontreranno i critici, gli operatori e il pubblico presso il Teatro dei Ricomposti.
Costo del biglietto intero 5 euro, ridotto per allievi di scuole di danza e di teatro, under 18 e over 65 1 euroIl programma completo è consultabile sul sito http://www.anghiaridance.eu (foto: incontro anghiari)

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Leasing delle flotte: Il passaggio dalla proprietà all’utilizzo spinge il mercato europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

frost sullivanLe prospettive del mercato del leasing delle flotte auto in Europa sono floride ora che il passaggio dalla proprietà all’utilizzo sta prendendo piede e tutte le zone di questa regione contribuiscono alla crescita complessiva del mercato. Le flotte auto rappresentano il 13,9% dei veicoli su strada in Europa, di cui il 90% sono auto aziendali o “true fleet”, ovvero flotte reali e non noleggi a breve termine o auto dimostrative. Circa il 25% di queste auto “true fleet” sono in leasing, il che indica un enorme potenziale alla luce dell’aumento dei tassi di utilizzo. Poiché in Europa ci sono oltre 30 milioni di piccole e medie imprese (PMI), gli operatori grandi e piccoli cercheranno di capitalizzare le opportunità nel mercato del leasing delle auto aziendali. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “2016 Outlook of Fleet Vehicle Leasing Market in Europe” (http://www.frost.com/sublib/display-report.do?id=MBD2-01-00-00-00&src=IN), rileva che la crescita delle vendite relative alle flotte sta superando le immatricolazioni private di veicoli passeggeri e di veicoli commerciali leggeri in tutta Europa. Lo studio riguarda i segmenti delle auto aziendali, auto a noleggio, finanziamenti e leasing (acquisto, leasing operativo e leasing finanziario). Gli approfondimenti sono divisi ulteriormente per analizzare i mercati dei paesi nordici, DACH, Benelux, Europa centrale e orientale, Europa meridionale, Regno Unito e Irlanda, in aggiunta ai nuovi mercati di Russia, Ucraina e Turchia.La crescita prevista per i leasing alle PMI e ai privati vedrà il lavoro indiretto diventare sempre più importante poiché i fornitori di leasing cercano di sfruttare al massimo gli accordi delle partnership con banche e divisioni finanziarie delle case automobilistiche, che non vogliono assumersi in prima persona il rischio di valore residuo. Anche i broker stanno aiutando a portare nuovi clienti verso il leasing; il ruolo degli intermediari e il settore dei broker indiretti cresceranno in tutta Europa. È inoltre previsto il consolidamento del settore attraverso acquisizioni, specialmente ora che i grandi operatori cercano di sostenere le operazioni di base grazie ad aziende attive in mercati ad alta crescita e focalizzate sulla vendita di soluzioni di leasing a PMI e clienti privati. “Mentre gli operatori del settore dei leasing si stanno focalizzando su aree di crescita come leasing a PMI e privati, l’efficienza operativa rappresenterà una questione cruciale per gli operatori delle flotte”, aggiunge Banister. “Le flotte auto sono diventate una voce degli approvvigionamenti e le aziende cercano esperti indipendenti in grado di fornire una soluzione completamente esternalizzata che consenta il monitoraggio continuo delle prestazioni in tempo reale.”

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Minori: fare tesoro di certi insegnamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2012

A tutta pagina su un quotidiano c’è la notizia di un minorenne arrestato, altri denunciati per possesso di droga, in classe, a scuola, dentro gli zainetti, come fosse un prodotto naturale commerciare, usare, e trasportare da uno spazio all’altro, dentro una vita appena iniziata e già compromessa. Ragazzi a studiare per obbligo, poca attenzione alla salita, alla porta chiusa da aprire con garbo, studenti fermi all’angolo ad aspettare un passaggio, un tiramisù che stende senza fare complimenti. Poche sere fa a un incontro con i genitori, a parlare di trasgressione e devianza nell’incapacità di subordinare le passioni alle regole. Di uso e abuso di sostanze, tutte, non di una in particolare, tutte, e nessuna normale, tutte, e in ogni caso destinate a fare vittime innocenti.
Di valori e disvalori che si cambiano di abito, di posto, si nascondono, si mimetizzano, costringendo all’appropriazione indebita, a rubare, rapinare, uccidere la dignità delle persone. A confrontarci sul futuro che ancora non c’è, sul tempo che non è una comoda convenzione, sui compagni di viaggio che non si dimostrano persone autorevoli, su Dio che c’è ma ne rifiutiamo le orme da seguire, le tracce da custodire e curare con attenzione.
A sollecitare con fermezza una maggiore prevenzione, una minore sindacalizzazione del bene, impegnandoci a rispettare le parole, le forme, i contenuti, a chiamare con il proprio nome gli indicatori di pericolo sparsi all’intorno, le luci rosse di emergenza, dapprima intermittenti, poi paralizzate dall’approssimarsi di una desolazione intellettuale, che toglie spessore e importanza alle regole, al rispetto dei ruoli, delle competenze, al valore stesso della vita umana.
Genitori e adulti, docenti e professionisti, annuiscono, rendono possibile un confronto, una discussione, protagonista l’educazione, la possibilità di fare prevenzione attraverso l’educare, educare e ancora educare.
Educarci a non pensare che parlarne troppo possa perdere di sostanza, di interesse, non ottenga il risultato prefissato, oppure che non ci sia l’esigenza di discutere di disagio e adolescenza, di droga e bullismo, di rischi estremi e fascino del vicolo cieco, di devianza e carcere, perché “nella mia scuola non ci sono di questi inciampi, nella mia scuola c’è il giardino pulito, nella mia scuola è tutto in ordine”.
Occorre fare meno strategia discorsiva, per contrastare il verificarsi di accadimenti dichiarati semplicisticamente “accidentali” lungo il percorso scolastico.
Misfatti che però confermano non solamente gli atteggiamenti trasgressivi, bensì un vero e proprio stile di vita improntato all’uso, all’acquisto, alla vendita di droga, di merce illegale, come a voler rivendicare che non si è più dipendenti dai soldi di mamma, non si deve più rubare in casa: “ora compro, vendo, mi faccio i denari per avere sempre la mia dose giornaliera”.
Oltre che scandalizzarsi per il luogo ove è avvenuto il fermo, bisogna abbandonare definitivamente la pratica buonista e deleteria della concessione di attenuanti generiche prevalenti alle aggravanti, forse c’è urgenza di imparare qualcosa in più di noi, così conosceremo meglio i nostri figli.(vincenzo.andraous)

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Alfano nuovo segretario ma non premier

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Sono certo che Alfano abbia il potenziale per prendere il posto di Berlusconi: ha l’età giusta e l’esperienza per ricoprire un ruolo delicato. Ma ovviamente bisogna capire che il Pdl è un un partito costruito intorno alla figura di Berlusconi, cosi’ come in passato lo era stato Forza Italia. Bisogna quindi vedere se Berlusconi favorira’ questo passaggio e se il nuovo segretario si assumera’ questa responsabilita’. Il Pdl è un partito personale e c’è la necessità di garantire una fase di passaggio, di transizione lì dove l’elemento delicato e’, in questo momento, la conservazione di un elettorato che ha un rapporto speciale con Berlusconi. Penso non sia facile sostituirlo, perche’ e’ parte di quegli stessi elettori”. L’ha detto il sondaggista Nando Pagnoncelli in un’intervista rilasciata al giornale online Clandestinoweb.com.

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La salma del Cap Ranzani lascia l’afghanistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

Riportiamo alcune foto che segnano il percorso della salma dalla camera ardente allestita in Afghanistan all’imbarco per l’Italia. Non aggiungiamo altre notizie a quelle già date. Ricordiamo solo che stamani a Roma si celebrano i funerali solenni con la partecipazione delle massime autorità istituzionali politiche e militari oltre una grande folla che in queste ore si è andata assiepando sulla piazza della Repubblica. Anche noi della Fidest pieghiamo la nostra bandiera ideale al passaggio del feretro.

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Rémi Hess: Prodursi nella scrittura

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

In questo libro, Rémi Hess ripensa il suo percorso di studente e di docente universitario in rapporto al lavoro di tesi e al suo significato nella vita di una persona. Decentra l’aspetto utilitaristico che la tesi può rivestire in un progetto di carriera e mette l’accento sulla “trasformazione personale” che essa opera nella persona impegnata a scriverla.  Scrivere la propria tesi significa produrre se stessi come opera. Questa prospettiva trascende l’esercizio e traccia il suo carattere di passaggio nella vita di ognuno. Rémi HessPagine: 196 ISBN 978-88-497-0670-3 Prezzo: € 15,00
Rémi Hess è professore presso l’Université de Paris VIII. Ha pubblicato opere di filosofia, sociologia, didattica, analisi delle istituzioni, antropologia della danza. Fra i suoi lavori tradotti in italiano si ricordano Il valzer (Einaudi), Tango (Besa, 1997) e La pratica del diario (Besa, 2001).

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Formula uno a Roma?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

«Esprimo il mio apprezzamento al presidente della Commissione Sportiva Automobilistica italiana (Csai), ingegner Angelo Sticchi Damiani. Infatti, il Comitato Esecutivo della CSAI ha pronunciato l’auspicio che, in Italia, venga disputato un secondo Gran Premio di Formula 1, invitando l’Aci, tramite il suo presidente, avvocato Enrico Gelpi, ad indirizzare tale richiesta alla Federazione Internazionale e alla FOM di Bernie Ecclestone, titolare dei diritti. Questa decisione è un passaggio preliminare di grande importanza per portare la Formula 1 nella Capitale e testimonia la bontà dell’intero progetto anche per la più autorevole delle Commissioni tecniche dello sport automobilistico italiano. Voglio, inoltre, rimarcare come anche il Comitato Esecutivo CSAI – assolutamente in linea con quanto io stesso ho sempre sostenuto – ha riconfermato la prevalenza di Monza nel caso in cui ci sia un solo Gran Premio per Nazione». Lo afferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma.

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Berlusconi “sbaraglia”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Sbaragliare è un tema da scontro fisico; recitano i vocabolari: baragliare [sba-ra-glià-re] v.tr. (sbaràglio ecc.) [sogg-v-arg]  Infliggere una dura sconfitta a qualcuno costringendolo alla fuga o alla resa. E’ una pia illusione quella del cavaliere di “costringere alla fuga o alla resa. Sono trascorsi parecchi decenni, ma il ricordo della gente che non si dettero alla fuga e non si rassegnarono alla resa, è ancora vivo nella memoria e si tramanda come severo monito alle generazioni future.   Il partito del cavaliere è nato in una piazza di Milano… dal predellino di un’auto di passaggio. Ma di piazze Milano ce ne racconta anche altre…..! (Rosario Amico Roxas)

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Scuole Per Kyoto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

“Scuole per Kyoto” è un progetto Kyoto Club che prevede l’attivazione di programmi didattici rivolti agli studenti delle Scuole medie inferiori e superiori con lo scopo di preparare le nuove generazioni alle nozioni tecniche e scientifiche legate alla sostenibilità energetica e ambientale. L’associazione punta a definire un percorso formativo per lo studente che può essere utile ad indicargli le eventuali strade professionali per il suo futuro, ma soprattutto le sfide culturali e tecnologiche che la società sta affrontando nel passaggio da una generazione energetica centralizzata ad una distribuita, con la conseguente maggiore attenzione ai progetti e alle tecnologie per l’efficienza energetica.
La nuova edizione “Scuole per Kyoto 2011-2012” intende lanciare un nuovo programma destinato alle Scuole Medie inferiori e superiori non tecniche (medie inferiori, licei classici e scientifici) su tematiche che riguardano, oltre a quelle energetiche, la mobilità sostenibile, la produzione e l’utilizzo sostenibile di prodotti food e non-food e il tema dei rifiuti. Il progetto intende coinvolgere 50 Scuole (circa 200 classi per 4mila studenti) su tutto il territorio nazionale, principalmente quelle presenti nelle Province di Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, oltre ad altre località da concordare con il Cofinanziatore dell’iniziativa.

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“Temporary management”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Periodo difficile? Arriva il “Temporary Management”, il nuovo servizio offerto da Confindustria Arezzo grazie ad un recente accordo sottoscritto con Unione Regionale Federmanager Toscana/Federmanager Arezzo, che consiste nell’inserimento temporaneo in azienda di manager professionisti, altamente qualificati e motivati, per affrontare e risolvere situazioni complesse o di emergenza come le varie fasi di un passaggio generazionale, un cambio di strategia, un riposizionamento competitivo, lo sviluppo di uno o più mercati esteri, l’apertura di una consociata estera, la gestione di start-up innovativi, la nascita di una nuova divisione, la ridefinizione del proprio sistema di controllo di gestione o la complessità di un progetto di aggregazione d’impresa.
Il servizio, svolto da manager di comprovata esperienza e competenze specialistiche, riguarda i livelli direzionali dell’azienda e verrà erogato tramite lo sportello ‘Smart Counter’, costituito presso la sede di Assoservizi (società di servizi e agenzia formativa di Confindustria Arezzo), che avrà il compito di fare da tramite tra le aziende e Federmanager.

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Discarica di Monte La Poggia

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Livorno. Da mesi oramai nell’ex-cava di Monte La Poggia in provincia di Livorno, è guerra: dopo la notizia giunta dalla famiglia Bellabarba, proprietaria dell’area, della realizzazione di una discarica di rifiuti industriali, i residenti e i proprietari dei piccoli appezzamenti di terreno limitrofi, si sono riuniti in protesta per fermare i lavori, preoccupati per il degrado ambientale che la zona potrebbe subire e per l’inevitabile perdita di valore degli immobili costruiti. E dopo manifestazioni di dissenso, raccolta di firme per il “no” al nuovo impianto, e cartelloni stradali collocati dai residenti per evitare il passaggio dei camion al lavoro, la disputa tra i cittadini e il proprietario dell’ex-cava non accenna a diminuire. Interviene sulla questione, Marco Ristori, responsabile per la provincia di Livorno dell’Italia dei Diritti: “Posso da subito affermare che sono tre gli interessi entrati in gioco nella questione: quello dei residenti preoccupati lecitamente per il danno ambientale che subirà la zona, quello del proprietario Bellabarba che non intende fermare i lavori, e quello, da non sottovalutare, di alcuni personaggi che hanno costruito abusivamente sul territorio e che ricorrono a tali disordini per ottenere un condono”.

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Consiglio nazionale Arcigay

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Si è concluso il 17 ottobre. Le sfide che vedranno l’associazione protagonista nel Paese, dopo un periodo di rodaggio post congressuale e di passaggio delle consegne tra vecchia e rinnovata dirigenza sono sul tavolo. Fra le prime nuove iniziative gli incontri con le Segreterie dei Partiti: in questi incontri sarà ribadita la non disponibilità dell’associazione a compromessi al ribasso sui diritti civili e sulla tutela della sicurezza della comunità glbt. L’Associazione si presenterà a questi incontri forte di partnership con organismi ministeriali come UNAR, Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali presso il Ministero delle Pari opportunità, di un rapporto continuativo con OSCAD, l’Osservatorio per la sicurezza contro i crimini della discriminazione istituito presso la direzione generale della Polizia criminale, e con un’ampia rete di relazioni, accordi, protocolli. L’Associazione sarà inoltre forte della partecipazione a numerosi progetti ministeriali tesi all’affermazione di buone pratiche antidiscriminatorie e alla valorizzazione di differenze e diversità.
Entro dicembre sarà lanciata definitivamente una federazione lgbt, un luogo di incontro e coordinamento tra le associazioni nazionali che operano sulle tematiche lgbt e sarà consolidato il rapporto di collaborazione con due alleati storici come CGIL ed ARCI. Saranno anche intraprese nuove e proficue collaborazioni come quella, ad esempio, con Federconsumatori. Il neonato gruppo giuridico valuterà poi la strada che porterà ad una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che  favorisca dibattito, mobilitazione, ed aggregazione sociale nonché rilancio di reti ed alleanze locali.  Arcigay conferma la vitalità degli ultimi mesi con la costituzione dei comitati territoriali di Arezzo, Pescara e Ravenna e l’affiliazione di due circoli ricreativi: Trap di Brescia e The Basement di Napoli. L’Associazione è così presente in Italia in 49 province con gruppi di volontari. Altre città, come Siena, stanno per intraprendere il percorso di ingresso nell’Associazione. Ai gruppi neo-costituiti vanno i migliori auguri di tutto il Consiglio nazionale. Arcigay consolida infine il suo posizionamento europeo con l’adesione ad EPOA e l’organizzazione di Europride 2011 a Roma. I lavori del consiglio, nel pieno rispetto delle dinamiche democratiche, hanno mostrato nel rinnovata presa di coscienza di socie e volontari ed un accresciuto senso di responsabilità rispetto alle nuove sfide dell’Associazione e ai doveri nei confronti delle comunità glbt tutta. Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

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Venezia: Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Venezia, giovedì sera 26 agosto, in occasione della 12. Mostra Internazionale di Architettura, la galleria Caterina Tognon arte contemporanea inaugura a in una doppia sede espositiva, Unbuilding, mostra personale di Claire Fontaine. Cosi’, sulla facciata di un’immobile residenziale in Campo Santo Stefano, luogo di gran passaggio turistico nel cuore di Venezia, l’artista installerà un’insegna al neon il cui contenuto è la frase di Bertolt Brecht – molte volte citata anche da Theodor W. Adorno, ma la cui fonte rimane misteriosa – “Kultur ist ein Palast, der aus Hundescheiße gebaut ist” (Il palazzo della cultura è costruito con lo sterco di cane). In diretto dialogo con l’evento della Biennale di Architettura di Venezia, Claire Fontaine si interroga, attraverso le parole di Brecht, sulle implicazioni e sul costo del ‘costruire’ oggi, sostenendo che “La cultura e la creazione di forme, se emancipate dall’esperienza diretta delle persone che dovrebbero abitarle e mantenerle vive, diventano solo gesticolazioni arroganti e gratuite”.
L’esposizione Unbuilding, che si concluderà il 21 novembre 2010, persegue nella galleria Caterina Tognon Arte Contemporanea il tema della costruzione e della decostruzione di spazi, nel senso letterale e metaforico. Tra le opere esposte Counterpoison / Antidoto, un film che è la trascrizione di un viaggio all’interno di un edificio in rovina. Il teatro abbandonato di un quartiere popolare di Glasgow aspetta pazientemente, mentre queste immagini semi-buie sono filmate, l’arrivo delle ruspe. Nel frattempo, i ragazzi della strada ne distruggono giorno dopo giorno il palcoscenico rimasto senza pubblico e bruciano le poltrone vuote. Di notte, gli animali randagi vi trovano rifugio; si intravvedono una volpe ed un piccione, allegorie della vita clandestina nelle aree urbane. Sta allo spettatore indovinare contro che cosa questa discesa cieca e muta potrebbe funzionare da antidoto.
La sera del 26 agosto durante l’inaugurazione Douglas Park (artista, scrittore e curatore inglese) leggerà al pubblico due suoi testi, Counter Poison e Nurseryworld, ideati in risposta agli omonimi lavori di Claire Fontaine. L’esposizione Unbuilding è stata realizzata grazie alla collaborazione con Marco Altavilla e Paola Guadagnino -T293 Napoli. (clairefontaine, nursery world)

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L’alunno in situazioni di handicap

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

I dati ci segnalano che circa il 12% degli alunni in situazioni di handicap risulta respinto o non valutato, per ogni anno scolastico. Il dato è clamoroso, in particolare, leggendo i dati del passaggio dalla scuola media alla scuola superiore nel decorso anno scolastico, nella quale gli alunni handicappati che per l’effetto dell’elevamento dell’obbligo transitano nella prima superiore sono circa metà degli alunni certificati per leva di nascita. E’ una tendenza quindi molto significativa quella di “ritardare” la progressione scolastica, soprattutto negli anni di passaggio tra un ciclo scolastico e l’altro. Le ragioni sono molteplici e tutte da approfondire. C’è da un lato una tendenza ad interpretare la maggiore lentezza come aiuto alla maturazione, dall’altro è diffuso il timore, soprattutto nei genitori, del rischio del passaggio ad altro ciclo se non vi sono condizioni positive di accoglienza. Nel caso dell’handicap, la continuità è fondamentale, ma soprattutto dalla scuola media alla superiore è strategica per un progetto di vita che pensi efficacemente dopo la scuola.

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Napolitano: un monito per il ritorno alla normalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

“Il presidente della Repubblica, Napolitano, riporta oggi la giusta attenzione sui temi che interessano chi ogni giorno deve fare i conti con le difficoltà della vita quotidiana: la situazione economica, la debole ripresa, la precarietà del lavoro. Questa e’ e dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione, non inseguire le urla, gli insulti, i tentativi di destabilizzazione istituzionale che si susseguono per finalità altre rispetto al bene del Paese. Torna in mente una riflessione di uno dei maestri del giornalismo, Enzo Biagi, che così scriveva nel 1992, anno che rappresentò il passaggio da un’era politica all’altra, similmente a quanto sta avvenendo oggi: ‘Le polemiche si risolvono con l’insulto o con la fuga. Gli urlatori sono sempre attuali. (…) Sembra che il pubblico non aspetti altro che lo scandalo, il putiferio: ma forse oggi quello che fa veramente scandalo è la normalità’. E’ quello che il PD sta cercando di perseguire: il ritorno alla normalità dopo anni di  sguaiata e immorale volgarità”. Così Alessia Mosca, deputato PD e vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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L’olivicoltura in Piemonte

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Non è una scoperta recente, ma vanta profonde radici nel passato. In molte parti del Piemonte la toponomastica locale testimonia, tuttora, l’esistenza di quella antica realtà produttiva: Bric d’ulivo, Monte Oliveto, Oliveta, Olivè, Olivola, Colle d’olivo, per citarne alcuni. Vi sono inoltre cognomi quali Olivero ed Olearo, che richiamano l’attività svolta nel settore olivicolo nel corso dei secoli. Alcuni studiosi ritengono che l’introduzione dell’olivicoltura in Piemonte potrebbe risalire addirittura all’epoca dei legionari romani, che colonizzarono le nostre terre, lasciando molte tracce del loro passaggio per esempio in molti centri monferrini. Ma anche in altre aree del Piemonte, come nella Valle di Susa o nel Biellese, è molto probabile che gli olivi venissero coltivati già all’epoca degli antichi romani. La presenza certa di olivi è testimoniata per la prima volta in un atto di donazione del 515 dove Sigismondo, re di Borgogna, dona varie terre, tra le quali oliveti in Valle d’Aosta. Da allora la presenza dell’olivo è stata condizionata da tutta una serie di eventi, tra cui quelli climatici, che hanno giocato un ruolo primario. Di sicuro l’esistenza di qualche albero è stata sempre assicurata, in qualche giardino o nei terreni parrocchiali, dove hanno da sempre rappresentato una antica tradizione. La presenza di oliveti è testimoniata anche dove il clima ed il terreno non sembrano affatto rispondere alle esigenze della coltura; ciò pare fosse dovuto alle richieste provenienti in particolar modo dagli istituti ecclesiastici. La massima diffusione della coltivazione dell’olivo si verificò nella seconda metà del XIII secolo, in concomitanza con l’innalzamento delle temperature, fenomeno noto come “periodo caldo medievale” o “ottimo climatico medievale”. Gli olivi erano coltivati per lo più in associazione con i mandorli, ed altre colture arboree, e con lo zafferano, tra quelle erbacee, in quanto simili dal punto di vista delle esigenze pedoclimatiche. All’inizio del XIV secolo si verificò uno straordinario abbassamento termico in tutta l’Europa: alcuni ghiacciai arrivarono addirittura a lambire insediamenti abitativi e coltivi. Da allora si verificò l’alternanza tra periodi di innalzamento ed abbassamento delle temperature, durante i quali le coltivazioni con le maggiori esigenze  termiche ebbero la peggio, e dovettero subire continui rinnovi. Le condizioni climatiche avverse continuarono all’incirca fino all’Unità d’Italia; ma, nonostante intorno al 1860 il periodo dei grandi freddi abbia avuto termine, l’olivo non venne più rinnovato come coltura da reddito, a causa della ormai definitiva affermazione delle vite sulle pendici collinari piemontesi, il cui prodotto trovava ampi sbocchi commerciali. Inoltre, ottenuta l’Unità territoriale venne a diminuire la necessità di produrre olio di oliva al nord. I pochi ulivi sopravvissuti si concentrarono in alcuni giardini privati o intorno alle parrocchie, dove venivano coltivati con cura sia per tradizione, sia per poter avere a disposizione dei rami di olivo da benedire e distribuire in occasione della Domenica delle Palme. Nel 1919, ad Olivola Monferrato, furono estirpati gli ultimi oliveti e rimasero in produzione solo piante isolate; di conseguenza i frantoi operanti in Piemonte, per mancanza di materia prima, furono chiusi e definitivamente smantellati. Dal 2001 nei Comuni di Moncalvo, Olivola, Revello, Settimo Vittone e Vialfrè riprese, dopo 90 anni, la produzione di olio d’oliva piemontese. In Piemonte l’interesse per l’olivicoltura nasce dalla scarsità di manodopera e dalla ricerca di coltivazioni che richiedano minor dispendio di risorse umane, rispetto alla tradizionale coltivazione della vite. L’olivo può costituire un importante elemento di arricchimento del paesaggio, in quanto è una pianta adatta al recupero e alla valorizzazione dei versanti più soleggiati di aree abbandonate o degradate.

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